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persone da licenziare.

Documenti e registrazioni → registrazioni inerenti al personale, modulistica connessa all’effettuazione di

ritenute e di deduzioni (dato che l’azienda è sostituto d’imposta l’azienda deve conoscere tutte le

caratteristiche dei suoi lavoratori, quindi qui sono comprese tutte le dichiarazioni varie, e non tutti i

documenti sono accessibili per privacy),cartellini segnatempo/badge, assegni e bonifici, libro paga

(obbligatorio per legge, a livello di contabilità non cambia nulla, ma se non viene tenuto e ci sono dei

controlli, si hanno pesanti sanzioni, e quindi effetti sul bilancio), libro matricola, altri libri e registri relativi

al personale, contabilità e relative registrazioni, dichiarazioni e modulistica fiscale (il revisore deve infatti

firmare le dichiarazione dei redditi dell’impresa e i documenti relativi alla sostituzione d’imposta unico, e

irap, e il modello 770).

Le funzioni del ciclo paghe →

Ufficio personale.

 Direzione del personale.

 Raccolta dei tempi.

 Elaborazione delle paghe.

 Pagamenti.

 Contabilità generale.

La segregazione delle funzioni è quasi sempre presenta in questo settore, sicuramente all’aumento delle

dimensioni aziendali. In questo ciclo, un approccio sui controlli risulta essenziale.

l’ufficio personale e le direzioni del personale non dovrebbero effettuare le registrazioni contabili.

• La funzione pagamento dovrebbe essere distinta dall’ufficio personale e dalla funzione che elabora

• le retribuzione.

La funzione che elabora le retribuzioni dovrebbe essere separata dalla funzione relativa alla

• contabilità generale.

Valutazione del rischio inerente: solitamente in rischio inerente di quest’area viene considerato basso, in

quanto non dobbiamo dimenticare che è un’area molto influenzata da soggetti terzi come l’INPS, i

dipendenti, quindi ci sarà una bassa evidenza da raccogliere.

Verifica delle transazioni:

Verifica degli stipendi e degli oneri sociali: occorre raccogliere quello che serve per l’elaborazione dei

cedolini, ed avviene in 3 passaggi:

1) ottengo un prospetto riepilogativo, con tutti i dipendenti suddivisi per categoria, con la

movimentazione intervenuta nell’esercizio.

2) Occorre andare a verificare la correttezza della elaborazione dei cedolini, attraverso il ricalcolo di

questi ultimi, ma dato che si fa un forte affidamento sui sistemi informatici (controllati), verranno

controllati 3 o 4 cedolini, se esiste un errore viene subito trovato. Se l’elaborazione dei dati è esterna,

la ritengo affidabile in misura in cui lo è il tipo a cui faccio riferimento, e non effettuo nessun

controllo sui cedolini, una possibile circolarizzazione. Se vengono rilevati errori risponde il

professionista e non il revisore.

3) Overall test (analisi dell’andamento mensile del costo del lavoro ed indagine per eventuali andamenti

anomali). Esso è un test che fa il revisore, tramite l’aggregazione dei dati, che non ha un riscontro

certo, ma ci indica un valore che si ritiene ragionevole, che in qualche modo mi sostiene quello che

sto facendo.

Verifica dell’accantonamento del TFR: esso è un fondo che andrà al dipendente una volta cessato il suo

lavoro. È una fonte di autofinanziamento legato al momento di cessazione dell’azienda. Essa è una voce

molto rilevante. Uno dei punti fondamentali, è se l’azienda è già stata revisionata o si tratta di un nuovo

incarico. Se si tratta di un cliente che è già stato verificato mi occorre un prospetto nominativo dalla società

che per ogni dipendente mi indica il livello di tfr. Il tfr nel corso dell’anno aumenta di una mensilità per

lavoratore e può diminuire per casi particolari, come acquisto prima casa o cure mediche. L’unica cosa che

dovrà controllare il revisore saranno le variazioni che intercorrono da un anno all’altro. Sui decrementi viene

verificato se vi è stata l’uscita, mentre sugli incrementi viene realizzato un overall test, viene considerato

l’intero costo di lavoro annuo come se fosse solo per un dipendente, e poi viene ricalcolato il lavoro annuo, e

si dovrebbe ottenere un valore che più o meno dove essere pari a quello che si ha, con degli scostamenti del

3/5%. Il risultato infatti sarà molto grossolano in quanto complessivo di straordinari che non comportano alla

formazione del trf, ma si valuta uno scostamento del 5%. Se non è mai stato ricalcolato il TFR e quindi si

tratta di un cliente nuovo, occorre fare un ricalcolo di tutto quello maturato nella sua vita per due o tre

dipendenti. Occorre inoltre la verifica di alcune voci da rilevare al 31/12 di competenza, come la 13/14

mensilità e le ferie maturate e non godute, che maturano un pezzetti ogni giorno e danno luogo a ratei

passivi. Per verificarli si ottiene un prospetto nominativo della società con il dettaglio dei costi, e si attua una

verifica a campione su qualche dipendente attraverso il ricalcolo delle voci, delle ferie, della 13,14... tramite

il cedolino paga. Se le paghe sono svolte esternamente il lavoro può essere semplificato perchè se il tabulato

nasce da un soggetto affidabile il revisore può prendere buono il tabulato e non testarlo. Verifica anche di

bonus variabili: di premi legati a risultati, agli obiettivi ed inseriti per competenza.

Ulteriori procedure di revisione:

1) Circolarizzazione dei legali e consulenti del lavoro per cause in corso con i dipendenti , con istituti

previdenziali, a chi chiediamo i tabulati,e documenti di supporto.

2) Esame di dei verbali di contestazione o della documentazione presente in azienda.

3) Incentivi all’esodo (che non vanno capitalizzati), che è la somma di denaro per mandare via un

dipendente, senza creare un contenzioso con l’azienda.

4) Rarissima circolarizzazione del personale.

CICLO DEL MAGAZZINO

Esso è il ciclo produttivo dell’impresa, in cui alla fine dell’anno vengono rilevate le valutazioni delle

rimanenze. Il ciclo del magazzino ha una certa ripetitività, ma la valutazione delle rimanenze finali alla fine

dell’anno no, quindi in parte. Il valore del magazzino è dato da due elementi: il costo per la quantità. Il costo

deve essere minore del valore di realizzo, e le verifiche che il revisore effettuerà andranno sul costo, sulla

quantità e sul valore di realizzo.

A partire del costo di produzione, esso è un costo ripetitivo, è un elemento che l’azienda necessita nel corso

dell’anno e viene individuato attraverso dei metodi, quindi un costo ripetitivo in quanto determinabile. La

quantità al 31/12 non è ripetitiva, perchè rilevata singolarmente al 31/12, e il valore di realizzo non è

anch’esso ripetitivo in quanto riferito al 31/12.

Il magazzino è caratterizzato da:

1) quasi sempre voci significative che quindi possono contenere potenziali errori.

2) È estremamente complesso, in cui possono nascondersi possibili errori molto elevati.

3) Campionamento che deve essere svolto sul magazzino, in quanto viene spezzato il valore del costo e

della quantità, e viene controllato il 50% del costo, il 50% delle quantità, e anche se vi sono degli

scostamenti tra questi valori, il revisore può ritenersi sufficientemente sicuro.

Documenti e registrazioni → programma di produzione, rapporti di ricevimento merci, moduli di richiesta

prelievo materiali, ddt, master file di magazzino, informazioni sui dati di produzione, rapporti

sull’attribuzione dei costi e degli scostamenti, rapporti sulle disponibilità in magazzino, ordine di spedizione.

Molto importante è la presenza della contabilità analitica, industriale di magazzino, che è libera, divisa per

settori e deve essere separata da quella generale.

Segregazione delle funzioni →

1) la funzione magazzino dovrebbe essere separata dalla funzione di contabilità industriale.

2) La funzione di stoccaggio merci dovrebbe essere separata dalla funzione di contabilità generale.

3) La funzione di contabilità industriale dovrebbe essere separata dalla funzione di contabilità generale.

4) La responsabilità dell’inventario di magazzino dovrebbe essere separata dalle funzioni di gestione

del magazzino e stoccaggio delle merci.

Se vogliamo fidarci della contabilità industriale del magazzino, occorrerà fare riferimento ad un controllo:

quello di quadratura della contabilità industriale e della contabilità generale, che se coincidono risultano

tendenzialmente giuste. Con questo passaggio ho verificato in parte la formazione del costo, dall’altra esso è

costituito da una parte di costi diretti ed indiretti, che vengono attribuiti al magazzino. Tuttavia in parte questi

costi li ho già revisionati andando a revisionare gli altri cicli, quindi il revisore utilizza le informazioni che

derivano dalla altre attività di revisione.

Valutazione del rischio inerente:

legato al settore

• concorrenza

• valutazioni del magazzino

• rapidi cambiamenti tecnologici.

• Tipologie del prodotto

• aspetti valutativi

• possibili transazioni con le parti correlate. (esempio della correlata al 100%, che vende, ma non è

• una vendita perchè è lo stesso magazzino).

Test sulle transazioni:

il ciclo del magazzino è influenzato da vendite, acquisti, e costo del personale. Si utilizzano le verifiche già

effettuate in quei cicli.

Procedure di analisi comparativa:

Comparazione delle singole voci di magazzino con quelle dell’esercizio precedente e del settore, comparare

gli indici di rotazione dell’azienda e del settore, e dei costi a consultivo e dei badget.

Le verifiche dei costi standard:

i costi standard sono quelli della manodopera, materiali e costi fissi, che devono essere consultati con quelli

definitivi sul bilancio dato che sono costi a stimati, e devo verificare di quanto questi cambino

effettivamente. Se sovrastino troppo il costo standard alla fine tolgo più costi al 31/12, più alto rispetto a

quello del normale, e miglioro il risultato aziendale.

Osservazione dell’inventario:

esso controlla la quantità ed è una procedura di revisione generalmente accettata e fortemente raccomandata,

ha come obiettivo quello di verificare la validità e l’esistenza delle merci. La verifica delle quantità infatti

può essere effettuata sulla verifica dell’inventario da parte del revisore se ciò viene effettuato, se no avviene

con la conta fisica di alcuni beni. Un passaggio molto importante è la verifica di come avviene la creazione

dell’inventario, in quanto se vengono utilizzate le tecniche giuste, possono essere ridotte le conte, anche se il

processo non è routinario.

Le procedure inventariali:

1. Pianificazione e controllo (1 amministr. e un produz. con funzione di supervisori alle operazioni)

2. Merci ordinate e produzione ferma

3. Merci obsolete, a lento rigiro e di terzi, identificate e isolate (oggetto di diverse verifiche).

4. Predisporre elenco per merci di proprietà presso terzi (sono da contare)

5. Predisporre istruzioni scritte

6. Utilizzare cartellini pre-numerati e pre-stampati

7. No merci in entrata e uscita durante l’inventario

8. Doppia conta per ogni codice da parte di squadre composte da min. 2 persone

9. Ulteriore conta per codici che presentano differenze tra I e II conta o tra dato fisico e dato contabile

10. Non consegnare alle squadre di conta il dato contabile della giacenza

11. Apporre su ogni merce contata da ciascuna squadra un cartellino

se viene eseguita questa procedura, e il revisore attesta che questa viene seguita, il livello di errore

diminuisce con qualche test di campione, sulle merci che preferibilmente sono già contate. L’inventario è una

verifica non routinaria, se esso non è stato fatto correttamente vuol dire che devo andare a verificare almeno

il 51% delle merci, quindi prima si guarda come l’azienda opera, e poi il revisore trae le sue conclusioni.

Procedure di osservazione dell’inventario:

assicurare che la produzione sia ferma.

• Assicurare che non ci siano movimenti di merci.

• Assicurare che i team di conta eseguono le procedure correttamente.

• Assicurare che i cartellini inventariali siano emessi in sequenza numerica e distribuiti ai reparti.

• Effettuare alcune conte a campione.

• Ottenere informazioni relative ai cartellini (utilizzati, non utilizzati).

• Ottenere i ddt per il cutoff test

• osservare la possibile presenza di merci o materiali obsoleti, a lento rigiro o giacenza eccessiva.

• Chiedere informazioni circa le merci di terzi presso l’azienda o già vendute e non ancora consegnate.

Se per verificare il magazzino occorre calcolare almeno il 50 per cento del suo valore (siamo arrivati al 50

per varie considerazioni),il revisore controllerà la voce con la minore quantità e il massimo valore, in

particolare ha più importanza i valore delle merci, mentre risulta secondario il valore quantitativo. Quindi si

vanno a considerare i valori unitari rilevanti. Se invece sono presenti anche tante quantità ma che

costituiscono un importo rilevante, vanno anche queste tenute in considerazione. Nel caso in cui l’inventario

invece è sbagliato, allora il revisore non farà affidamento sull’inventario, dovrà rivedere il campione e

allargare il numero di evidenze da raccogliere.

Se sono presenti dei materiali obsoleti e quindi valutati a zero, essi non verranno quindi conteggiati nel

magazzino e di conseguenza non controllati, a meno che non riguarda merci che richiedono l’apertura di un

fondo.

Test sui saldi di bilancio:

Osservazione dell’inventario: per la verifica delle quantità e per i test di conta.

Circolarizzazione: occorre circolarizzare sempre i depositanti, i depositari e le società intercompany sulle

quantità delle merci, ovvero ai terzi che sono depositari delle merci della proprietà, in quanto rientrano nel

magazzino e che quindi devono essere controllate, se non ritengo affidabile il servizio di magazzinaggio

tenuto dal terzo. Nel caso contrario le merci di un altro nel mio magazzino non vengono contate. Per le

intercompany qui le merci devono essere controllate oltre alla circolarizzazione in quanto il soggetto non è

indipendente. Tutto il servizio deve essere svolto in prossimità del 31/12.

Controllo della determinazione del costo: viene verificato il processo del costo e l’attribuzione del costo

(vedi precedente) e la posso fare in larga procedura durante l’anno salvo poi confrontarlo con i valori al

31/12, questo viene effettuato a campione. Valuto le merci che sono più significative, di importi, ma tra

importi più o meno simili, verifico quelli con più quantità perchè ci sono maggiori possibilità di errori.

Verifica sui passaggi di produzione: verifica che non vi siano degli errori relativi all’attribuzione di valori

sbagliati nel caso di passaggi di produzione, ad esempio se le merci vengono solamente spostate da un

settore all’altro ciò non li deve aumentare di valore, in quando questo non avviene.

Con questi tipi di test verifico un po’ tutti gli obiettivi, dall’esistenza, alla correttezza, in termini di costo e di

quantità, ma non ho verificato il valore di realizzo.

Low cost or market test (Locom test): non riesco infatti con tutti gli altri test a verificare la vendibilità

delle merci, in cui occorre effettuare una valutazione delle stime. Per verificare la vendibilità delle merci,

occorre vedere ciò che accade agli inizi dell’anno successivo, se le merci sono state vendute, e a quanto, e

posso quindi identificare a seconda del valore delle merci quanto accantonare. Ad esempio posso andare a

vedere delle eventuali fatture di vendita, quando non sono presenti, posso guardare il listino prezzi, come

ultima spiaggia, i budget o guardo i prezzi della concorrenza. In questo ultimo caso però si apre un elevato

grado di soggettività: perchè i beni sono diversi tra di loro, quindi hanno delle valutazioni diverse. Il locom

test riguarda la selezione dei conti da verificare e l’obiettivo è il rispetto del valore di realizzo, il costo non

deve superare il valore di realizzo. Si selezionano le voci che sono al termine del proprio livello di vita

produttivo, quindi c’è un potenziale errore, e quelli in cui ho dei problemi di vendibilità, dato che sto

controllando dei concetti diversi dai costi e dalle quantità, dovrò ricontrollare le voci lo stesso. Per

comprendere se i prodotti hanno dei problemi di liquidità andrò a verificare se il ciclo di vita del prodotto, le

quantità presenti in magazzino se sono maggiori delle esistenze iniziali, gli indici di rotazione (quanto gira il

mio magazzino), eventuali statistiche di vendita o l’andamento delle materie prime. Queste ultime cose sono

quindi utili per identificare le voci di rischio obsolescenza o di non rotazione, poi vado a eseguire il locom

test sulle voci selezionate, andando a confrontare con i documenti successivi.

Altro test per il magazzino: cut-off: esso è un test molto rigido, che funziona bene i primi anni, ma perde di

efficacia quelli successivi. Consiste nell’acquisire gli ultimi 5 ddt in entrata e in uscita dell’anno n e i primi 5

in entrata e in uscita dell’anno successivo, relativi ai beni che vanno in magazzino, e si va a verificare che sia

rispettato il principio di competenza indipendentemente dalla dimensione dell’azienda. Si crea poi una

tabella con tutte le date, di competenza, spedizione e di movimento di magazzino. Se il cut off risulta andare

bene, allora si considera giusta la verifica della competenza dei test diretti sul magazzino, se invece un

documento risulta sbagliato, il revisore deve estendere il campione senza limite fino a quando ritiene che

ragionevolmente non vi siano errori, estendendo le verifiche dove ho riscontrato errori.

La possibile non concordanza di valori iscritti in contabilità e delle quantità fisiche, potrebbe riguardare

errori di cut off, mancata registrazione di scarti, sottrazioni o furti.

Considerazioni particolari:

Impossibilità di a partecipare agli inventari: se il revisore non può partecipare alle procedure

• inventariali, può portare ad una impossibilità.

Inventario in data diversa al 31/12. Se l’inventario avviene in data diversa del 31/12 si ricostruiscono

• da quella data tutte le operazioni, sempre a campione, ma tra tutte le transazioni. Cerco di costruire

con i documenti tutte le transazioni del periodo dopo o prima del 31/12, oppure si svolge

l’inventario. Se non riesco ad ottenere neanche i ddt, allora subentra l’impossibilità.

Responsabilità nell’accertamento delle caratteristiche merceologiche (utilizzo di esperti esterni, ad

• esempio bestiame o diamanti).

LA REVISIONE DELLE DISPONIBILITA’ LIQUIDE.

I conti che interessano le disponibilità liquide, sono la cassa e le banche, essi sono molto routinari. Per

quanto riguarda la cassa, avviene la conta di cassa, alla fine di ogni trimestre e alla fine dell’anno, in quanto

ci possono essere dei segnali di frodi quando la conta non quadra o quando il valore è troppo elevato. Le

maggiori verifiche si svolgono sui conti bancari, in quanto essi si possono movimentare sia in dare che in

avere, e se risultano corretti, si potrebbe ridurre la quantità di test da effettuare su altri conti. Procedure di

revisione:

Circolarizzazione: che deve avvenire per il 100% delle banche, in cui vengono chieste anche altre

• informazioni oltre al saldo, come effetti presentati, garanzie prestate, cassette di sicurezza, presenza

di operazioni fuori bilancio (perchè non viene imposta una contabilizzazione puntigliosa). Queste

sono informazioni che il revisore non può raccogliere in maniera differente se non tramite la banca.

(modello abi). Se non arriva una risposta dalle banche che ho circolarizzato, e la banche è importante

vi è l’impossibilità di esprimere giudizio, se no vi sussistono delle limitazioni.

Verifiche delle riconciliazioni bancarie al 31/12: esse vengono svolte dall’azienda, e svolgono un

• controllo chiave sul bilancio, in quanto si potrebbero diminuire i test di sostanza di molti altri saldi di

bilancio. Se non quadra infatti il saldo delle banche, gli errori che potrei riscontrare, possono essere

nei crediti e nei debiti, infatti se la contabilità generale non coincide con l’estratto bancario, non

posso avere variazioni in conto economico. Se invece la contabilità generale quadra con l’estratto

conto bancario, allora si ha una ragionevole aspettativa che a livello finanziario i crediti e debiti

vadano bene. Le riconciliazioni bancarie servono per formalizzare il controllo sulle banche. Il più

delle volte, il saldo non coincide e la maggior parte delle volte questa non concordanza può essere

legata a vari fattori, infatti l’azienda registra in determinati momenti, la banca per valuta (esempio

dell’assegno). In conclusione fra la contabilità generale e l’estratto conto esistono delle differenze

temporanee:

1) Operazioni che sono registrate in estratto conto ma che non sono in contabilità generale, un

• esempio possono essere gli interessi.

2) operazioni registrate in contabilità generale ma che non sono registrate in estratto conto, come

• l’assegno.

Tutte queste registrazioni hanno effetto solo sullo stato patrimoniale, e se sono ancora presenti dopo un

trimestre (le riconciliazioni si fanno dopo ogni trimestre dall’azienda), allora è sintomo di problemi, in

quanto legati al tempo. I tre mesi mi rappresentano un arco di tempo possibile entro cui le differenze

temporali dovranno essere assorbite, se le differenze sono di tipo 2, dovranno essere controllati anche gli

estratti conti successivi, per vedere se queste differenze sono state assorbite, se sono di tipo uno, dovrò

verificare la contabilità dal primo gennaio in poi.

Fattori che influenzano in controll risk: occorre valutare il rischio di controllo sulle banche, si potrebbe

infatti ridurre il campione dei crediti e debiti da circolarizzare.

Segregazione delle funzioni: la conta di cassa e la circolarizzazione devono essere fatte da persone

• diverse da colui che normalmente movimenta i conti bancari.7

controllo dei documenti: documenti per ogni operazione, pagamenti per cassa di piccoli importi,

• timbro pagato per evitare doppi pagamenti.

Analisi periodica delle risultanze contabili: conta di cassa e riconciliazioni bancarie.

Altre verifiche da utilizzare sono la conta di cassa a sorpresa, richiesta a banche di copia di bonifici/assegni,

derivati.

Procedure di revisione per rapporti di debito/credito con società intercompany:

circolarizzazione per ottenere una conferma dei saldi.

• Indagine, mediante discussione e visione della documentazione di supporto presente in azienda, circa

• la natura dei rapporti e delle transazioni intervenute.

Eventuali procedure di revisione limitata ad alcune aree di bilancio.

Le banche rispondono su un modello abi asiredi alla circolarizzazione del revisore.

REVISIONE SALDI CE

Il CE non è un ciclo, ma è un prospetto dove c'è scarsa presenza di ripetitività, al suo interno però vi sono

aspetti che corrispondono con quelli relativi allo stato patrimoniale, tra queste alcune sono comprese nel

ciclo acquisti, ciclo vendite, ciclo paghe. In questo modo il lavoro del revisore si semplifica perché se i test

già fatti sui rispettivi cicli dello SP sono affidabili do buoni anche i rispettivi saldi nel CE. Viene fatto un

lavoro di raccordo con tutte le verifiche fatte, ma non su tutti i conti, le voci che non sono coperte dalle

verifiche dello SP le vado a verificare, anche in corso d’anno, con dei test sulle transazioni ad esempio sulle

imposte, ammortamenti, oneri diversi di gestione. (naturalmente vado a controllare solo le voci più rilevanti

tra queste).

Gli obbiettivi del CE corrispondono con quelli relativi alle corrispondenti voci dello stato

• patrimoniale.

Le verifiche sul conto economico vengono svolte al termine del lavoro sullo stato patrimoniale, al

• fine di poter utilizzare il lavoro di verifica effettuato sui corrispondenti saldi (esempio cespiti/

ammortamenti, crediti-vendite)

in corso d'anno è possibile svolgere dei test sulle transazioni su alcune voci che non saranno coperte

• dalle verifiche sullo stato patrimoniale. (es oneri diversi di gestione, guardo ad esempio la

contabilizzazione e i documenti degli oneri relativi non sempre al ciclo produttivo)

CONTI OGGETTO DI SPECIFICHE VERIFICHE (occorre vedere tutte le documentazioni sottostanti, come

contratti, ordini, fatture...)

altri ricavi

• contributi in c/esercizio (vedere se le aziende avevano il diritto di averli, tramite l'analisi delle

• documentazioni, e i contratti, e andare ad analizzare l'incasso successivo in quanto dimostra che ne

avevi il diritto). Per verificare questi conti si richiedono

oneri diversi di gestione

• le fatture,

consulenze

• contratti, ma

pubblicità

• anche verificare la loro effettiva esistenza

costi per ricerche di mercato

• spese di rappresentanza: in cui molto spesso vengono attribuite delle voci che possono provocare

• delle frodi, e quindi richiedono un controllo fisico.

omaggi

• sopravvenienze.

Un costo può stare nel conto economico quando è inerente all'attività dell'azienda , è legato al suo

oggetto sociale, in quanto legato alla tipica attività aziendale. (es vendite di cespiti). Esclusi i conti già

analizzati dagli altre procedure di revisione, in generale verranno controllati specificatamente:

Saldi anomali ad es. quelli a voce tonda 10000 oppure saldi che hanno subito una forte variazione da

• un esercizio all’altro

Saldi significativi quindi a seconda del loro valore

• Conti “contenitori” cioè conti generici dove non si sa bene cosa ci sia dentro, es oneri diversi di

• gestione o costi per personale diversi.

Il revisore andrà a controllare i saldi.

Durante la procedura di verifica del CE il revisore richiede la scheda contabile relativa ad ogni singolo conto

oggetto di esame, su tutti i conti già verificati nello SP basterà un cross-reference cioè un collegamento con

le rispettive carte di lavoro, per rimanenti non verificati con lo stato patrimoniale, li verifico a campione

mediante esame della documentazione di supporto (fatture, contratti..) per vedere se rispettano il principio di

competenza, l’inerenza e la corretta contabilizzazione. (i pagamenti e gli incassi servono a sostenere che

quel costo/ ricavo esisteva).

COMPLETAMENTO DELLA REVISIONE (qualche giorno prima di emettere il bilancio)

Per completare la revisione bisogna verificare:

Passività potenziali:

• Impegni

• Eventi successivi


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piski94

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher piski94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Rusticali Giorgio.

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