Capitolo 13: La decisione di lancio di nuovi prodotti
Un’innovazione può essere scomposta in tre elementi :
• Un bisogno da soddisfare o una funzione da espletare
• Il concetto di un oggetto o di un’entità che soddisfa il bisogno
• L’insieme degli input che danno modo al concetto di diventare operativo
Il grado di rischio associato all’innovazione dipende da due fattori: il grado di
originalità e complessità del concetto che determina la ricettività del mercato e
i costi di trasferimento a carico dell’utente (rischio di mercato), vi è poi il grado
d’innovazione tecnologica legata al concetto che determinerà la fattibilità
tecnica dell’operazione (rischio tecnologico).
Le innovazioni derivanti dalla tecnologia sono spesso innovazioni di rottura e
quindi generalmente più rischiose. Qualunque sia la strategia adottata o
market pull o technology pull entrambe devono prevedere un orientamento al
mercato.
In un’impresa orientata al mercato il lancio di un prodotto rappresenta la
situazione tipo in cui il coordinamento interfunzionale assume la massima
importanza, poiché coinvolge tutta l’organizzazione.
Strutture organizzative interfunzionali
• Comitato nuovi prodotti (ad hoc) formato dai responsabili delle diverse
funzioni e generalmente presieduto dal direttore generale, il comitato ha
la responsabilità di organizzare le relazioni tra le diverse funzioni e di
gestire il processo di sviluppo dei nuovi prodotti.
• Gruppo a progetto (venture team) è un’equipe interfunzionale costituita
appositamente per sviluppare un progetto specifico (task force).
Il modello più utilizzato per le innovazioni radicali e il project manager è il
comitato nuovi prodotti. Processi sviluppo
• Processo di sviluppo sequenziale
Consiste in una serie di stadi che compongono il progetto, il quale passa da uno
stadio all’altro: dalla fase dell’elaborazione e della verifica del concetto,
all’analisi di fattibilità, allo sviluppo del prototipo, al test di mercato fino alla
produzione.
Sebbene riduca il tasso di fallimento dei nuovi prodotti, non favorisce di per sé
l’integrazione delle diverse funzioni, dato che ognuna di esse trasmette il
progetto alla funzione che interviene nella fase successiva. Il sopraggiungere di
un ritardo in una qualunque delle fasi ritarda, e in alcuni casi blocca, l’intero
processo. Inoltre una pianificazione di questo tipo è lenta e richiede tempi
lunghi; consente di evitare errori, ma costa molto in termini di tempo. La
lentezza può accrescere i rischi di fallimento anziché ridurli.
Alla base del processo di sviluppo sequenziale sta la filosofia della lentezza:
evitare errori e fallimenti nell’introduzione di nuovi prodotti e posporre qualsiasi
investimento di una certa entità fino a quando il concetto di prodotto in esame
non si sia dimostrato vincente.
Al contrario, Schnaars menziona nove motivi per ritenere la velocità una fonte
di vantaggio competitivo:
1) Il vantaggio competitivo non è sostenibile, perseguirlo è un obiettivo
irraggiungibile per l’impresa, fondare la propria strategia sulla velocità
aggira il problema grazie ad una risposta rapida.
2) Evitare il bisogno di prevedere il futuro, le aziende si preparano per un
futuro che non arriverà mai
3) La legge dei grandi numeri, introducendo velocemente tanti prodotti sarà
il mercato stesso a scegliere quali saranno meritevoli e quali no
4) Profitti dai nuovi prodotti, le aziende che non commercializzano un flusso
costante di nuovi prodotti tendono al declino.
5) Cicli di vita dei prodotti più brevi
6) Più competizione nei mercati in crescita
7) Imitazioni incontrollate
8) Guadagnare in fretta spazio sugli scaffali
9) Alimentare il senso della creatività e della sperimentazione
• Processo sviluppo parallelo
Il processo di sviluppo parallelo velocizza il processo basandosi su team a
progetto, i cui membri lavorano insieme dall’inizio alla fine. Uno dei vantaggi
del processo è la sovrapposizione dei compiti espletati dai vari reparti, ciò
permette un maggior coordinamento interfunzionale in quanto ogni funzione è
associata e riferita alla totalità del processo. Ogni attività riceva un maggior
controllo in quanto determina le altre attività che dipendono direttamente da
essa.
La creatività può essere definita come l’esercizio intellettuale che consiste nel
collegare delle informazioni in maniera imprevedibile al fine di produrre nuove
combinazioni.
I metodi per generare idee di nuovi prodotti possono essere distinte in due
categorie:
♠ Metodi di analisi funzionale
I metodi di analisi funzionale sono utili in quanto danno agli stessi utilizzatori di
un prodotto la possibilità di suggerire come cambiarlo e migliorarlo.
_ L’analisi dei problemi e delle opportunità inizia dal consumatore, studiando il
comportamento dell’utente allo scopo di identificare i problemi derivanti
dall’utilizzo del prodotto. Questo sistema si usa negli studi sui mercati
industriali che prendono a campione un gruppo di clienti utenti.
_ Il metodo della lista di attributi ha gli stessi obiettivi ma studia le
caratteristiche intrinseche del prodotto stesso
_ L’analisi morfologica consiste nell’identificare le dimensioni più importanti di
un prodotto per poi esaminare a coppie i rapporti tra le singole dimensioni. Lo
scopo è quello di individuare nuove combinazioni interessanti.
_ La casella dei suggerimenti può rivelarsi molto utile purchè si rispettino due
regole: reagire rapidamente alle idee proposte e disporre di un sistema di
riconoscimento che motivi i dipendenti.
_ Analisi sistematica dei prodotti della concorrenza attraverso il reverse
engineering
L’obiettivo principale dell’impresa è quello di avere sempre un portafoglio di
idee per nuovi prodotti abbastanza capiente da permetterle di affrontare la
concorrenza, in uno scenario in cui l’innovazione è onnipresente.
I metodi si possono suddividere in strutturati o non strutturati che si basano su
immaginazione e intuizione.
Il brainstorming è il metodo più popolare di facile realizzazione. Serve
esclusivamente a produrre un gran numero di idee, richiede il rispetto di alcune
regole. Non è permesso alcun genere di valutazione poiché le critiche rischiano
di spingere i partecipanti a difendere le proprie idee anziché cercarne delle
nuove, bisogna incoraggiare le idee.
Un altro metodo è la sinettica dove si affronta il problema in modo indiretto,
per essere creativi bisogna allontanarsi dal problema trasportandolo in campi
diversi e ricorrendo poi ad analogie proponendo idee che hanno maggiori
probabilità di essere pertinenti e creative.
♠ Metodi che si rivolgono ai clienti per scoprire bisogni insoddisfatti
Nei mercati industriali si è dimostrato che le richieste dei clienti sono spesso
l’origine di nuove idee di prodotti, perlomeno quando essi sono consapevoli che
esiste un problema e che è necessario un nuovo prodotto.
Nel settore dei beni di consumo il ruolo del consumatore è quello di chi
risponde e si esprime solo se interpellato. Spetta quindi al produttore ottenere
informazioni su bisogni articolati o latenti di nuovi prodotti e sviluppare
un’adeguata idea di prodotto.
Nei settori industriali è spesso compito del potenziale cliente sviluppare l’idea
di prodotto e selezionare il fornitore che sia in grado di realizzarla.
Vi sono settori industriali poi in cui non è la richiesta del consumatore a dare
vita all’idea di un nuovo prodotto: è invece necessario un progresso della
tecnologia.
La selezione delle idee di nuovi prodotti
L’obiettivo di questa seconda fase del processo di sviluppo consiste nel
valutare le idee generate per eliminare quelle incompatibili con le risorse o con
gli obiettivi dell’impresa o semplicemente non interessanti. Lo scopo del
filtraggio è un’analisi rapida, interna e poco costosa la quale individua i progetti
che meritano uno studio più approfondito e considera l’eliminazione di quelle
idee manifestatamente non utilizzabili da parte dell’impresa.
Il comitato ad hoc normalmente propone una griglia di valutazione dove si
censiscono in maniera esaustiva i fattori chiave di successo in ogni funzione.
Ogni fattore o gruppo di fattori viene ponderato in funzione della sua
importanza relativa. Si giudica la nuova idea di prodotto alla luce di ciascun
fattore, elaborando un indicatore di performance. Il merito di questo
procedimento consiste nell’assicurare che tutti i fattori più importanti siano
presi in considerazione rispettando gli obiettivi e i vincoli dell’impresa.
Nella valutazione degli attributi è preferibile adottare un approccio congiuntivo
il che comporta siano specificati i livelli massimi e minimi che tutti i progetti
devono soddisfare, e non accontentarsi di un approccio compensativo.
Lo sviluppo del concetto del nuovo prodotto
In questa fase del processo di sviluppo dell’innovazione si esce dal campo delle
idee per entrare nella fase del concetto di prodotto ovvero si tratta di
concretizzare le idee sopravvissute alle valutazioni preliminari.
Il concetto di prodotto è una descrizione scritta delle caratteristiche fisiche e
percettive del prodotto e del paniere di attributi (la promessa) che rappresenta
per un gruppo di target di consumatori potenziali. La definizione obbliga
l’impresa a compiere una scelta esplicita in termini di opzioni strategiche e
obiettivi di marketing.
Si deve rispondere a quattro interrogativi:
_ Quali sono gli attributi?
_ Come sono percepiti i prodotti di marca concorrenti ?
_ Quale nicchia può occupare il prodotto ?
_ Qual è la migliore combinazione di strumenti di marketing ?
Test del concetto del nuovo prodotto
È il primo investimento che l’impresa deve compiere nel processo di sviluppo.
Si tratta di sottoporre la descrizione del concetto del nuovo prodotto a un
opportuno gruppo di utenti target per misurare il grado di accettazione.
Può essere effettuata in forma neutra o in forma di annuncio pubblicitario
fittizio, presentando il nuovo prodotto come se esistesse già. Il primo metodo è
più semplice da attuare e consente di evitare l’ostacolo dell’influenza,
difficilmente controllabile, esercitata dall’elemento creativo dell’annuncio.
L’annuncio pubblicitario invece riproduce meglio le circostanze d’acquisto del
futuro prodotto e rende più realizzabile il test del concetto. Una somma di
risposte positive inferiore al 60% del totale è ritenuta insufficiente, almeno nei
settori dei beni di consumo.
I risultati di un test di concetto vanno tuttavia interpretati con cautela,
soprattutto quando l’idea è molto nuova. Spesso i clienti non sono capaci di
dire in anticipo cosa piacerà o non piacerà loro. Le misure basate sulle
intenzioni d’acquisto non sono sempre buoni indicatori del grado di convinzione
degli intervistati circa le capacità del prodotto di risolvere problemi. Per ovviare
questo problema è suggerito l’analisi dei risultati basandoli sulla misurazione
dei bisogni percepiti e delle intenzioni d’acquisto ottenendo una valutazione più
attendibile del tasso d’accettazione del prodotto.
Analisi congiunta
Rappresenta un’alternativa più elaborata al test di concetto, consiste nello
studiare l’influenza delle caratteristiche fisiche e percettive di un concetto di
prodotto nuovo sulle preferenze dei consumatori. I dati raccolti sono semplici
classifiche di preferenza delle varie combinazioni di concetti, ciascuno dei quali
formato da un diverso assortimento di caratteristiche.
Analisi di business e programmazione di marketing
Una volta sviluppato e accettato il concetto di prodotto da parte della direzione
generale, è al marketing che spetta quantificare le opportunità di mercato e lo
sviluppo di programmi di marketing alternativi.
In primo luogo è opportuno stimare il volume di vendita che potrà essere
realizzato nei primi tre anni di lancio. Tenendo conto della dimensione del
mercato potenziale del segmento target, quale volume di vendita o quota di
mercato si potrà raggiungere in base alle diverse ipotesi di budget di
marketing.
I metodi soggettivi dipendono dal sistema informativo aziendale, ma anche
dall’esperienza, dalla capacità di giudizio e dalla conoscenza accumulata in
modo più o meno informale dall’impresa.
Gli studi di fattibilità hanno invece lo scopo di raccogliere le informazioni
mancanti sul campo, interpellando direttamente i potenziali clienti, distributori
ecc…
Nei test di mercato si osservano i comportamenti d’acquisto per come si
manifestano realmente in un ambito più reale.
I tre metodi non sono esclusivi e possono essere utilizzati congiuntamente,
soprattutto quando l’incertezza e il grado di novità del prodotto sono notevoli.
L’evoluzione nel tempo della domanda di un prodotto nuovo sarà diversa a
seconda che si tratti di beni strumentali che si acquistano una sola volta, di un
bene durevole o di prodotti soggetti ad acquisto ripetuto.
La domanda di un bene durevole si suddivide in domanda di primo acquisto e
domanda di sostituzione.
Nel caso di prodotti soggetti ad acquisto ripetuto ( domande di primo acquisto
e riacquisto) si può applicare il teorema per scomporre la quota di mercato e
formulare una previsione sulla quota tendenziale di un nuovo prodotto.
La prima componente è costituita da un tasso di penetrazione della marca
definito come il totale cumulato di primi acquisti.
Gli acquirenti che hanno provato il prodotto esprimono il tasso di acquisto
ripetuto sotto forma di percentuale sugli acquisti totali nel settore di
appartenenza.
La terza componente è costituita dal tasso d’intensità o indice del livello
d’acquisto esso pone a confronto le quantità medie acquistate dai clienti della
marca con le quantità medie acquistate dall’acquirente della categoria di
prodotto.
La quota di mercato prevista è data dal prodotto dei tre valori qui sopra.
La progettazione del piano di lancio di un nuovo prodotto, per essere efficace,
deve basarsi su una buona conoscenza del processo di adozione
dell’innovazione seguito dal gruppo target di consumatori.
Il processo si scompone in sei fasi:
1) conoscenza: il potenziale cliente scopre l’esistenza del prodotto
2) comprensione: si basa sulla conoscenza e rappresenta la concezione che
l’individuo ha del prodotto
3) atteggiamento: predisposizione dell’individuo a valutare un oggetto presente
nel suo ambiente
4) convinzione: l’individuo sviluppa un atteggiamento favorevole si convince
che il prodotto è superiore
5) prova: utilizza il prodotto in una piccola quantità
6) adozione: decide di adottare l’innovazione e continua ad riacquistarla o
usarla.
Il ritmo di diffusione dipenderà dalla natura dell’innovazione. Sono stati
identificati cinque fattori che influenzano la velocità di diffusione.
• Vantaggio relativo misura in cui l’innovazione è considerata superiore alle
alternative esistenti
• Complessità grado di difficoltà associato all’idea o al prodotto nuovo
• Compatibilità grado d’inserimento dell’innovazione nelle abitudini dei
potenziali consumatori
• Comunicabilità facilità di trasmettere al potenziale utilizzatore l’essenza
dell’innovazione
• Verificabilità capacità dell’innovazione di essere provata su scala ridotta
prima dell’acquisto
Esistono tre fonti d’incertezza: l’incertezza sulla reale consistenza dei vantaggi
annunciati, sui costi di adozione (resistenza al cambiamento) e l’incertezza
sulle evoluzioni tecnologiche future e sulla durata del ciclo di vita
dell’innovazione.
Rogers propone di classificare coloro che adottano un’innovazione in cinque
categorie in base al tempo necessario all’adozione, la distribuzione si avvicina
ad una normale. Le categorie di utilizzatori sono gli innovatori, gli adottanti
precoci, maggioranza precoce e maggioranza tardiva e i ritardatari.
Quanto più il nuovo prodotto è originale e apporta una soluzione innovativa al
soddisfacimento di un determinato bisogno, tanto più esso è sensibile al
prezzo. Il prezzo di lancio è allora fondamentale e condiziona il successo
commerciale e finanziario dell’operazione.
La strategia del prezzo di scrematura consiste nel vendere in nuovo prodotto a
un prezzo elevato, rivolgendosi volutamente all’estremità superiore della curva
di domanda, in modo da garantirsi rapidamente rientri finanziari consistenti
dopo il lancio. Quando si ha motivo di ritenere che il ciclo di vita del nuovo
prodotto sarà breve o che il prodotto verrà rapidamente imitato dalla
concorrenza, una politica di prezzo basso non consentirebbe di far fruttare
l’operazione. Per risultare efficace questa strategia richiede grandi investimenti
in pubblicità e promozione: quando l’impresa non dispone della liquidità
necessaria applicare prezzi elevati costituisce una forma di finanziamento che
permette di generare le risorse necessarie alla strategia di lancio.
La strategia del prezzo di penetrazione consiste, invece nel praticare prezzi
bassi per occupare una quota di mercato rilevante fin dall’inizio. Si adotta un
sistema di distribuzione intensivo con un’ottica più commerciale che
finanziaria. La domanda deve essere elastica al prezzo su tutta la curva, non
esiste un segmento da privilegiare. Esistono possibilit&
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