Appunti di storia dell'arte medievale
Secondo modulo, Professor Andrea De Marchi, Università di Firenze, Corso di storia e tutela dei beni A.A.A.L, anno accademico 2012/2013
Lezione uno: genesi e sviluppo del gotico nel 1200
Il termine gotico nasce in ambito umanistico, per denotare un tipo di scrittura medioevale, mentre, dal XVI secolo, passa a indicare edifici architettonici di tipo nordico, dove la struttura portante è "coperta" da tabernacoli, guglie e pinnacoli (Vasari, infatti, detesta il gotico, l'arte "todesca" con la "maledizione dei tabernacoli"). La cultura gotica fu rivalutata solo con il Romanticismo, dove divenne centro di un revival chiamato Neogotico, perché proiettava in questo stile la sua aspirazione all'assoluto, al mistero e all'occulto.
Dal punto di vista politico, nell'Ottocento si pensava all'arte gotica o come un'arte che rappresentava le nascenti monarchie nazionali, oppure come arte-simbolo della neonata borghesia. All'inizio l'architettura gotica appare come un rimaneggiamento dell'arte romanica, mentre poi l'arte si evolverà fino al 1380 circa, periodo del cosiddetto "Gotico Internazionale", ovvero una fase unitaria stilisticamente in tutta Europa. Il movimento gotico ha vita breve in Italia, dove si accavalla col successivo Rinascimento, mentre ha lunga durata nell'area nordica e Mitteleuropea.
In Italia il gotico approda in un periodo di fioritura economica, culturale e civile, e tale stile viene subito applicato a chiese, palazzi e abbazie, ma, sebbene venga appresa la lezione francese, non vengono dimenticati né il passato recente, ovvero il romanico, né l'antichità classica. Nella nostra penisola, inoltre, risiedono le maggiori committenze internazionali, ovvero l'Imperatore, il Papa, e i Comuni.
Il gotico nasce nell'Ile de France, al centro del Paese, con la costruzione della cattedrale di Chartres. Le sue caratteristiche sono la pulsione verso l'alto, esplicitata con torri e archi ad ogiva (ereditati dall'arte islamica), l'uso di archi rampanti, di contrafforti, di campate, di un'ampia navata centrale e due laterali, più basse, l'attenzione posta sulle vetrate istoriate, le quali spesso sostituiscono le pareti. Sono molto utilizzati anche i tetti a spiovente, e i trafori, che fanno somigliare la cattedrale a un gigantesco scrigno. Un interessante collegamento è stato fatto fra Arte gotica e Filosofia scolastica: infatti come la scolastica cerca di spiegare il Divino attraverso la razionalità, collegando tutto col nesso causa/effetto, così le cattedrali gotiche sono una metafora del mondo, che cerca di slanciarsi verso Dio tramite l'altezza. Si torna a guardare al realismo e non solo ai modelli traditi. "Classicismo gotico" per la statuarie e le grandi cattedrali. C'è la scoperta della IV dimensione, della corporeità, scoperta prima in scultura e poi in pittura. Lo stile "anno 1200" è più drammatico e plastico, mentre col termine "Gotico raggiante" si indica quello della piena maturità, basato sui pilastri a fascio, le volte a crociera, il triforio, l'arcata cieca, e il cleristorio.
Fontaney (1139)
Alle origini del gotico c'è l'ordine cistercense, approvato da Papa Callisto III nel 1119, che sorge negli anni '20/'30 del XII secolo, il cui pensatore principale è Bernardo da Chiaravalle. Il loro modello artistico è basato sulla semplicità, sono benedettini "estremi". Costruiscono le abbazie vicino ai corsi d'acqua. In Italia il movimento ha successo in Lombardia, Lazio, e in Toscana è cistercense l'abbazia di San Galgano; ma ci sono abbazie cistercensi anche in Francia (Fontaney) e Inghilterra (Fountains). Propugnano l'aniconismo, perché, secondo loro, le figure distraggono i fedeli. Proprio Bernardo da Chiaravalle fonda quest'abbazia, la quale, come le altre cistercensi, vede la distribuzione dei luoghi in base al corso della luce del Sole, e la stessa disposizione rimarca l'uguaglianza che, per un monaco o una monaca benedettino/a, devono avere i principi di ora et labora.
La Chiesa dell'abbazia ha tre navate, volte a botte, presenta la divisione in campate: i capitelli sono geometrici, gli archi a sesto acuto. Scandita da geometrie regolari, fa della luce un elemento decorativo. Traforano la parete orientale per mettere finestre ed usano la volta in muratura.
Saint Denis (1144)
San Dionisio è il protomartire parigino, camminò leggendariamente dal patibolo al luogo della chiesa con la testa in mano, è anche il protettore del casato regale. È l'abbazia più importante di Francia in quegli anni, nonché meta di pellegrinaggi, ed è il luogo dove vengono sepolti i re. Dal 1137 l'abate Suger, compagno di studi e dignitario di re Luigi VI, concepisce la riedificazione della chiesa come mausoleo regale, e comincia restaurando la facciata (la prima che rispecchia l'interno della chiesa) e l'abside, che presenta un deambulatorio e delle cappelle radiali. Estremamente luminosa, abbiamo un doppio cleristorio (fila di finestre), ci sono molti contrafforti che scaricano il peso e permettono di alleggerire le pareti. Le proporzioni non sono ancora molto slanciate.
Nel "de consacratione" Suger parla del bell'effetto che fa la luce sulla chiesa ("Ora che la nuova parte posteriore (della chiesa) si collega a quella anteriore, la chiesa rifulge illuminata nella parte mediana. Viva luce infatti illumina ciò che luminosamente si unisce a ciò che è luminoso. E luminoso è il nobile edificio pervaso di nuova luce"), e per questo fece istoriare le vetrate. Ha un tesoro molto ricco, Suger è ambizioso, vuole questo tesoro per i santi. Vaso di Alianoc: in vetro e oro, appartenuto ad Eleonora, moglie di Luigi VII, la quale lo aveva ereditato dal nonno, e dedicato da Suger ai Santi, usato come teca per le reliquie. Vaso con aquila: trasformazione di un vaso tardoantico di porfido, abbellito con un'aquila di essere incastonata dalle pietre preziose e dall’oro. Era diAbbellita così per "onorare la materia" (Questa pietra meritava marmo, ma in questo montaggio è più preziosa del marmo.)
La pianta della chiesa è "teatrale", il coro è al centro della chiesa, c'è un altare dei martiri sopraelevato, e altri due altari, quello del Mattutino e quello Maggiore, dove l'antependium (rivestimento della parte frontale dell'altare) di Carlo il Calvo fu utilizzato come pala d'altare, come testimonia il quadro.
Saint Chapelle (1243/48)
Cappella privata del Palazzo di Giustizia, ovvero della residenza di Luigi IX, che la erige per custodire la corona di spine, giunta da Bisanzio. Ha finestre istoriate, che sostituiscono gran parte delle pareti, un enorme rosone e pilastri compositi. Si svincola dall'imitazione dei modelli classici di capitelli, inventa il crochet (uncino) con foglie lisce e semplici. In alcuni ci sono foglie e grappoli con uccellini CFR: duomo di Amiens: capitello con vegetazione lussureggiante e rampicante. L'altare maggiore è sovrastato dal baldacchino che conteneva la Grande Chasse: il baldacchino sopra l'altare presentava cuspidi, trifore e decorazioni floreali.
Notre-Dame de Chartres (1194/1230)
Opera che rappresenta la maturazione piena del gotico francese, è stata vittima di diversi incendi e ricostruzioni. Fu costruita con celerità e dedicata al culto mariano, pensata per essere meta di pellegrinaggi. Ha una pianta a tre navate, con transetto, deambulatorio e cappelle radiali, ed un'enorme cripta con volte. La pianta è monumentale, il transetto e il coro sono molto sviluppati, il deambulatorio presenta sette cappelle radiali. La facciata invece è scandita dalle due torri e dai portali, decorati con statue di altissima qualità.
Port Royale con Maiestas Domini, portale sovrastato da arco ad ogiva. È un portale teofanico (maiestas o giudizio). I portali Chartres: Grandi strombature, statue/colonnina. Di solito il portale centrale è dedicato a Gesù, quello di destra a Maria, quello di sinistra al Santo dedicatario della chiesa. Le figure sono sperticate e allampanate. Le statue occupano mensole più aggettanti, le geometrie sono più affusolate. Questo portale è al centro della parete occidentale della facciata. Cristo è nella mandorla, attorniato dal tetramorfo. Il volto presenta ciocche stilizzate, ondulate. Regolarità stilizzata. Nasce la statua-colonna, dove le colonne compresse prendono l'aspetto di Santi e Sante, ma sono stilizzate, le figure non poggiano saldamente, le pieghe sono leggere e iterate, molto raffinate. Gusto della varietas nelle semicolonne.
Nel transetto Nord ci sono statue più raffinate e maestose, affiancate dalle colonne e coperte dal baldacchino: le figure iniziano a dialogare fra loro (Visitazione/Balam, Sabea e Salomone). I grandi cantieri si sviluppano in questo periodo, le vesti femminili sono strette in vita (Regina di Saba: mantello duecentesco attenzione alla moda). Melchisedech e Salomone: foglie di quercia sullo sfondo. Sulla facciata sono rappresentati i Re e le Regine d'Israele, che risultano figure completamente cilindriche, inserite totalmente nella colonna, da cui spuntano solo i piedi.
Reims (1240)
Due coppie di narrazioni (annunciazione e visitazione), aggettano in alto, eseguiti da maestranze diverse. L'annunciazione è più moderna, c'è la resa del sorriso e delle emozioni. L'Angelo è carnoso, le ciocche dei capelli sono a boccoli, i virtuosismi sono tanti. Stoffa ben resa con panneggi subordinati al movimento. La Visitazione riecheggia la scultura classica, l'Annunciazione è più moderna, più legata al gusto estetico medievale, con vesti contemporanee e resa dei sentimenti.
Cattedrale di Bordeaux (1230)
Caratterizzata dall'abbondanza di statue/colonna, soprattutto nel portale Sud, che rappresenta i Santi. Le aureole sono attaccate alla parete e i corpi aggettano in avanti.
Saint Seurin a Bordeaux (1260)
Vediamo un'edicola con Santi, le figure sono si "attaccate" al muro, ma seguono le linee del portale. I jubé Chartres: La "Natività" è tutto quello che ci resta dallo jubé distrutto durante la rivoluzione francese. Vediamo la Madonna che fa il solletico a Gesù, scena con il corpo della Vergine ribaltato sul piano. I corpi sono morbidi, senso della proporzione accentuato, raffinatezza dei tessuti. "Morte della Vergine", è un'altra parte dello jubé rimastaci, del 1220, ha molte figure che furono decollate. Gestualità naturale e sciolta.
Strasburgo, cattedrale
Gesù ha in mano "l'animula", il corpo della Vergine è agitato, quasi sensuale. Le forme si adattano alla lunetta, gli apostoli sono a semicerchio, c'è sbalzo profondo per i protagonisti.
Senlis, cattedrale "morte di Maria"
Gli angeli svolazzano intorno a lei, senso di movimento plastico.
La sinagoga bendata e la resa delle figure
CFR /Bamberga/Strasburgo sul tema della sinagoga bendata, è cieca perché non ha riconosciuto Cristo, il suo stendardo si spezza, il panneggio è sinuoso, senso di trasparenza. A Bamberga l'allegoria ha un corpo agile e flessuoso. Esagerazione dei bulbi oculari coperti.
Cattedrale di Bamberga (Baviera 1230)
Cara alla dinastia ottoniana, riedificata in questo periodo: i panneggi delle statue hanno un movimento sinuoso. "Visitazione" il volto di Elisabetta pare maschile, molto severo. "Cavaliere" forse un ritratto stilizzato di Federico II, realistico per la resa delle carni e della capigliatura, trattiene il mantello con un dito solo. Nel Giudizio del portale meridionale, c'è una scena teatrale con animule che ridono, grassocce. Gli eletti ridono e i dannati ghignano, portati all'inferno. I Profeti "Giona e Osea" hanno un panneggio moto dolce, un po’ classicheggiante, dettagli resi col traforo. Statua di Sant'Enrico II: 1240, lui è sepolto a Bamberga, ha gli occhi velati di malinconia.
Cattedrale di Naumburg
Ci sono statue che rappresentano l'aristocrazia locale, (contessa Reglindis: sorriso pronunciato, ricchezza delle vesti contemporanee e del copricapo) 1250, resa dei sentimenti e della policromia. Nel LETTERN (da Lectorium, nel tramezzo) sono rappresentate le storie della Passione: dal tradimento di Giuda, ambientato su un parapetto istoriato, con portale gemino a "Gesù e Pilato", dove è ben in evidenza la bacinella d'acqua. Nel "Tradimento" la corporeità è attuale ed accentuata. C'è una grande monumentalizzazione interna. Il Crocifisso è posto sul "trumeau" del tramezzo in asse col portale centrale e con l'altar maggiore.
La pittura
Mentre la scultura si modernizza la pittura è sempre più bizantineggiante. Esasperazione delle linee rettangolari, panneggio tormentato. Dall'EVANGELIARIO DI GOLSLAS si parla di "Zakmenstil" in Germania, come stile bizantineggiante: in questo evangelario è rappresentata L'Epifania, San Matteo che scrive il Vangelo e il sogno di San Giuseppe. Un altro esempio di "Zakenstil" tedesco è la TAVOLA DELLA TRINITA' (1250) dalla Weisenkirke di Soest (1250). Dio è canuto e anziano, sta sopra Cristo crocifisso, i panneggi sono aderenti. Maitre Honore': miniatore francese, autore di un'originale miniatura con "Mosè prende le leggi e le scaglia" (1280) una scena paratattica, con calligrafismo nervoso, figure flessuose, onde iterate.
Santa Caterina del Sinai
Iconostasi con le 12 feste bizantine (1260) molto colorate, con stile ancora molto bizantino,
Westminster
Pala d'altare polimaterica, in base di legno di quercia e poi dipinta e incrostata con vetri e smalti. Figure più espressive, rappresentazione dei Miracoli di Gesù (resurrezione del figlio di Giairo).
L'oreficeria mosana
Si sviluppa nella zona fra la Mosa e il Reno, specializzata nella creazione di pale d'altare raffinate. Abbiamo l'esempio di una lamina dal duomo di Coblenza, con smalti champlevè, in rame dorato e smalti blu, che rappresenta la pentecoste. Gli apostoli hanno pose vivaci, i panneggi sono morbidi, la lavorazione è a sbalzo. Il miglior orafo al momento è il fiammingo Nicolas De Verdun che realizza un rivestimento di ambone a smalto niellato per Vienna. Raffigura la storia dell'antico testamento (1181): in Mosè sull'asinello vediamo dei volumi prepotenti: le scene sono drammatiche e vivaci con un senso visionario. Lo splendore è cromatico, gli smalti hanno colori fiammanti ed accesi (Carro di Elia, Mosè riceve le leggi). Nel "Reliquiario dei Magi" vediamo nel Mosè un panneggio classicheggiante e un ornato che si ispira al mondo arabo.
Arca dei Magi (Colonia, 1190/1210)
Ad altorilievo, con lavorazione a sbalzo, è affrancata dallo sfondo, fitto panneggio, con pieghe tubolari e minute. Col gotico la raffigurazione non è più conforme al prototipo, è uno speculum humanae creationis.
La riscoperta dei dati di natura
Disegno di leone (Villard De Honnecourt) 1230, leone visto dal davanti, abbastanza stilizzato, ma più naturale rispetto a quelli scolpiti (esempio altare di Ratchis). Nella "Cronica Maiora" del 125 viene disegnato l'elefante che fu inviato da Luigi IX a Enrico III d'Inghilterra. Orgoglio e umiltà (1230, sempre di Villard): l'Orgoglio è rappresentato come un cavaliere che cade cavallo e affoga nel fiume, bella resa della capriola prima del tuffo, mentre l'Umiltà è seduta in trono, porta un mantello romaneggiante. Presenti anche varie immagini della caccia col falcone, come l'uomo con la bestiola sul braccio e la donna seduta, che introduce l'abbinamento caccia + amor cortese (Federico II "De arte venandi cum avibus"). Essa è un'enciclopedia venatoria con molte illustrazioni, bidimensionale, ma abbastanza realistica: ci sono illustrazione dei vari tipi di uccelli da cacciare, scene di confronto fra cacciatori e addirittura una scena di bagno.
Arte francescana
Ordine monastico vicino al Cistercense per quanto riguarda la povertà dell'ambiente sacro (eccezion fatta per la basilica di Assisi), prediligono un impianto ad aula (San Francesco a Pisa), senza transetto, con abside arricchito solo da semplici archi rampanti e soffitto a capriate (Santa Croce a Firenze) lasciando come unica decorazione la luce. Non disdegnano però i tramezzi praticabili, come sappiamo da un dipinto napoletano con Santa Caterina e interno di chiesa. Anche Santa Croce a Firenze aveva un tramezzo, il quale ospitava un coro e quattro altari (San Marco, San Pietro, San Martino, San Sebastiano) e pure Santa Maria Novella.
Lezione due: Benedetto Antelami, la cultura federiciana e Nicola Pisano
In Italia l'architettura gotica stenta un po’ ad affermarsi, benché, già in periodo romanico, ci fosse stato un certo sincretismo fra elementi romanici e gotici (volta a costoloni, rosone). La causa di questa marginalità può essere trovata nella politica, dal momento che i comuni vedevano di cattivo occhio un'arte che era espressione dell'aristocrazia, oppure artistica, dal momento che il romanico ben si adattava ai gusti del periodo. In ogni caso i veri intermediari fra i due stili furono i monaci cistercensi, che finanziarono la costruzione di abbazie in questo stile, pur rifiutando l'esagerato slancio verso l'alto e l'eccessivo numero di torri.
Arte antelamica
Cenni biografici: Benedetto Antelami (1150/1230) influenza tutta l'arte coeva: Secondo la storiografia antica era andato in Provenza. Riprende la lezione di Wiligelmo, collegando il suo lavoro alle proposte d'oltralpe. Poco ci è noto della sua vita: forse originario della Lombardia, in particolare della Val d'Intelvi (come sembra suggerire il cognome), dove sono documentati alcuni Magistri Antelami (pronuncia Antèlami), fu comunque attivo solo nell'area di Parma dal 1178 a poco dopo il 1200. La ricostruzione dei suoi dati biografici prende infatti le mosse esclusivamente dalle due iscrizioni che ci sono giunte.
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Appunti di Storia dell'arte - Seconda parte
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Storia del diritto medievale e moderno, seconda parte
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Seconda parte Storia contemporanea
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Storia seconda parte