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Seconda parte corso sociologia economica - Ivana Pais

09/11/2017

La ricerca sociale

La ricerca sociale è un’attività sistematica e codificata volta alla soluzione di problemi scientifici. La corretta messa a fuoco del problema di ricerca richiede la formulazione di domande appropriate, alle quali trovare risposte valide seguendo le regole del metodo scientifico.

La selezione del problema di ricerca

  • Cosa
    • Tre dimensioni del problema di ricerca:
      • Per prima cosa: Guardare il fenomeno/l’oggetto empirico che vogliamo studiare
      • Seconda: Il livello di analisi in cui osservo il fenomeno/oggetto
      • Terza: Le ipotesi teoriche che lo spiegano

Le ultime due seguono regole e principi generali non legati ai criteri di rilevanza valoriale del ricercatore.

Fenomeno/oggetto

Per Weber la scelta è molto individuale (può dipendere da criteri di rilevanza valoriale del ricercatore), poi la risposta deve seguire le regole del metodo scientifico. Secondo Weber la sociologia economica studia tre ampie classi di soggetti empirici:

  • Fenomeni economici in senso stretto: gli oggetti direttamente economici (ad esempio prezzo, incontro tra domanda-offerta). Fenomeni analizzati dall’economia come disciplina scientifica. (Quando c’era la netta divisione tra sociologia ed economia, la sociologia non studiava questi fenomeni) Esempi: formazione dei prezzi, consumi, incontro domanda-offerta, mercati di scambio.
  • Fenomeni economicamente rilevanti: non sono fenomeni economici, ma hanno delle implicazioni economiche. Esempi: conseguenze economiche dell’appartenenza etnica, della solidarietà famigliare, della divisione del lavoro in base al genere, relazione tra valori e consumi e effetti della coesione sociale e della marginalità territoriale sullo sviluppo economico.
  • Le istituzioni economiche: fanno riferimento alle norme, ad un’organizzazione, regole, contratti, strutture organizzative, sistemi di contabilità finanziaria. Istituzioni “le quali siano state create o siano utilizzate consapevolmente per scopi economici”.

L’economia parla dei fenomeni economici, e la sociologia degli antecedenti, ovvero dei fenomeni economicamente rilevanti. Es: la sociologia studiava le classi sociali e l’economia si occupava della formazione dei prezzi, dei consumi come conseguenza dell’appartenenza ad una classe sociale. (Oggi questa divisione viene sempre meno)

Decido cosa voglio studiare

  • Prendo come oggetto di ricerca un fenomeno strettamente economico (es. formazione dei prezzi)
  • Un fenomeno economicamente rilevante (discriminazione di genere tra uomini e donne, perché ha delle ricadute per esempio sulla formazione sui prezzi)
  • Oppure come oggetto di ricerca un’istituzione economica (ad esempio la borsa)

Spesso cosa studiare è legato alla biografia del ricercatore o ai suoi interessi. L’oggetto infatti viene scelto a partire dai suoi interessi, le sensibilità individuali, i punti di vista sul mondo incidono sulla scelta dell’oggetto di ricerca (es. temi sulla discriminazione di genere, spesso studiati dalle donne).

Considerare il proprio punto di vista nelle ricerca, e nell’interpretare i risultati (es. se sono stata vittima di discriminazione di lavoro, potrei interpretare i risultati in modo diverso, è importante rendersi conto di questo e metterlo a tema). Capire quando l’interpretazione è guidata dal nostro vissuto oppure basata sulla metodologia di ricerca, un metodo di ricerca “robusto” permette di prendere le distanze da noi stessi (ovvero metterlo nel gioco delle variabili che ci fa fare una determinata interpretazione rispetto ad un’altra).

Qual è il livello analitico che consideriamo nello studio di questo oggetto?

Come

  • Dal punto di vista analitico si distingue: (Mark Granovetter)
    • Azione economica: utilizzo di risorse scarse con usi alternativi per la realizzazione di scopi ritenuti soggettivamente rilevanti.
    • Esiti economici: esiti aggregati delle azioni individuali (nel loro insieme denotano proprietà di aggregati sociali).
    • Istituzioni economiche: realtà esterna con caratteristiche anche normative: si estendono oltre il livello dell’azione economica (come per gli esiti economici), ma riguardano insiemi di azioni più estesi nello spazio e/o nel tempo e costituiscono per gli attori una sorta di realtà esterna, con caratteristiche anche normative (es. funzionamento delle professioni di un medico).

Livelli di analisi della sociologia economica

Il livello analitico può essere:

  • Es: ragioniamo sulla precarietà lavorativa:
    • Micro: che effetti ha sui percorsi di vita individuale il fatto di avere un lavoro precario, in questo caso lo strumento di ricerca sono le ricerche bibliografiche, per raccogliere i percorsi di via dei lavoratori precari, vado a vedere il livello micro ovvero le persone.
    • Meso: analisi di una dimensione organizzativa, andare ad analizzare un’azienda all’interno della quale tutti i lavoratori sono precari, faccio un’analisi meso, faccio uno studio di caso di un’azienda.
    • Macro: Flussi di precarietà nei mercati del lavoro italiano, vado a fare una ricerca sui dati ISTAT sulla presenza di contratti non standard in Italia. Adotto tre tecniche diverse, l’oggetto è lo stesso ma analizzato tramite livelli differenti.

Perché?

Come scegliere le ipotesi di ricerca

Due approcci: si costruiscono delle ipotesi oppure delle euristiche.

  • Euristiche: è la scoperta, non c’è letteratura precedente, vado a creare del sapere nuovo rispetto al quale non ho letteratura di riferimento, una euristica ben fatta diventa un’ipotesi di una ricerca successiva (scoprire qualcosa di nuovo).
  • Ipotesi: ho un’idea, una supposizione (supposizione che svolge il ruolo di premessa sottesa a un certo ragionamento) e vado a verificarla (verificare o confermare ipotesi che ci sono già).

Ipotesi

Supposizione che svolge il ruolo di premessa sottesa a un ragionamento. Logicamente coerenti, non auto-contraddittorie, confrontabili con dati, dotate di potere analitico, rilevanza scientifica e pratica. Tutto questo va messo nel report della ricerca: il livello, volete creare nuove ipotesi o verificarle?

Ipotesi

  • Le ipotesi devono essere:
    • Non auto-contraddittorie (ipotesi che non si contraddicano tra di loro)
    • Logicamente coerenti (sostenere logicamente)
    • Confrontabili con dei dati (se stiamo facendo ricerca empirica, devo aver modo di verificare quella ipotesi, devo poter accedere ai dati)
    • Dotate di potere analitico (mi devono permettere di avanzare dal punto di vista della conoscenza del fenomeno, un’ipotesi è tanto più accettabile quanto più numerose sono le conseguenze empiriche)
    • Rilevanza sia scientifica che pratica
    • Devono porre una questione rilevante per la letteratura di riferimento, contribuendo alla crescita collettiva della comunità scientifica.
    • Dovrebbero essere rilevanti (almeno potenzialmente) anche per gli attori esterni al di fuori della comunità scientifica: imprenditori, manager, politici ecc.

Differenza tra conoscenza di base e conoscenza applicata

Obbiettivo: avanzamento della conoscenza scientifica (avanzamento teorico, rilevanza scientifica) oppure un avanzamento nell’applicazione (rilevanza pratica). Nella sociologia si fa molta attenzione alla rilevanza empirica. La rilevanza empirica conta, cosa ce ne facciamo di una determinata ricerca? Può avere una rilevanza per la comunità scientifica e per il mondo (attori esterni alla comunità scientifica)?

Le ipotesi non devono essere rilevanti solo per me, ma devono suscitare l’interesse della comunità scientifica di riferimento (collocarsi all’interno di un dibattito scientifico).

Rischi

  • Alcune ricerche sono apprezzate dalla ricerca scientifica di riferimento, ma non sono applicabili al mondo esterno.
  • Approccio un po’ più consulenziale, troppo legato solo alla rilevanza empirica (spesso succede nelle nostre tesi: es. descrivo nei minimi dettagli i casi che ho studiato, ma alla fine uno cosa se ne fa? Che rilevanza hanno al di fuori dei confini di quella azienda? Cosa posso portarla “al di fuori”?)

Tre tipi di ipotesi

  • Scegliere un’ipotesi ritenuta importante, già stata formulata in letteratura, ma scarsamente sopposta ad un controllo empirico (es. ricerca sugli spazi di co-working, uno degli assunti è che la prossimità fisica permetta lo sviluppo di relazioni personali che ti permettono di crescere professionalmente, ma ci sono pochissime ricerche empiriche che supportano quest’ipotesi, c’è poca ricerca empirica).
  • Scegliere un’ipotesi ritenuta importante, ma che sospettiamo falsa e confrontarla con i migliori dati disponibili (l’idea è falsificare l’ipotesi, ritengo che questa ipotesi non sia vera, vado a cercare tutti i dati che la falsifico, questo è il metodo migliore. Confermo l’ipotesi solo se non sono riuscito a falsificarla).
  • Mostrare quale tra le due o più ipotesi presenti in letteratura meglio si accorda con la documentazione empirica (Ipotesi diverse e vedo chi ha ragione, spesso si trova tutto il contrario di tutto, bisogna prendere sul serio anche risultati contraddittori e testarli. Bisogna adottare un metodo sistematico nella scelta e nell’analisi della letteratura).

Una volta che abbiamo un’ipotesi, dobbiamo sostenerla o falsificarla

  • Sostegno dal basso: abbiamo un’ipotesi, facciamo ricerca empirica e vediamo se la ricerca empirica falsifica l’ipotesi o la supporta (più frequente in economia e sociologia). Dalle teorie scendiamo alle conclusioni empiriche.
  • Dall’alto: abbiamo una teoria e da quella discende l’ipotesi (metodo deduttivo), l’ipotesi è confermata o falsificata in funzione della sua coerenza con la teoria attraverso cui leggiamo il fenomeno, processo top-down.
  • A laterale: si vanno a vedere altri ambiti in cui è stata testata la stessa ipotesi e si verifica la coerenza tra ambiti diversi per vedere se in ambiti diversi si notano le stesse dipendenze. Spesso questa è complementare alle altre due, è difficile che sia autonoma.

Le euristiche

Se vogliamo creare noi delle idee nuove. Come trovare nuove idee (eureka).

  • Indagare direttamente gli assunti impliciti relativi ad aree di ricerca e teorie applicate: vado a vedere teorie e ambiti di ricerca che ci sono già, e si mette in discussione quello che c’è già, potrebbero emergere ipotesi nuove. Si falsificano teorie già esistenti o si mettono in discussione, tra le crepe delle ricerche precedenti si possono individuare nuovi spunti interpretativi. Nel verificare le lacune in quello che è stato già fatto, si possono aprire nuovi sguardi, approcci. Ricerca di spiegazioni alternative rispetto a quello che è stato detto.
    • Esempio: molte femministe e sociologhe hanno aggiunto l’elemento genere (la dimensione di genere) a delle ricerche sulle diseguaglianze fatte da uomini (si faceva solo prendendo in considerazione le differenze di classe sociale), da qui la sociologia ha costruito delle categorie interpretative nuove.
  • Creare disegni di ricerca utili per investigare ipotesi nuove, mai esplorate dalla letteratura: campi di ricerca nuovi, emergono dei temi di attenzione nuovi, teorie e disegni di ricerca che permettono di interpretare quei nuovi fenomeni che in passato non avevamo.
    • Esempi: fenomeno del ritiro sociale degli adolescenti in Giappone, sono stati costruiti approcci nuovi per studiare un fenomeno che prima non c’era.
  • Trasferite modelli e ipotesi da un’area di studio ad un’altra: mostrandone così l’applicabilità generale
    • Esempio: Sociologi che hanno fatto studi di biologia e di fisica e hanno provato ad applicare teorie di quegli ambiti alla sociologia. Concetto di ecosistema ai fenomeni sociali o alla società, prendere il concetto di un’altra disciplina ma utilizzarlo solo in senso evocativo (come metafora) o applicarlo veramente.

Bauman: diventato famoso per le metafore: società liquida (frammentazione delle strutture sociali, perdita di struttura). È stato criticato molto dalla comunità dei sociologi: perché questa è una metafora che dà il senso della trasformazione sociale, ma non si può usare come categoria analitica, se usato nell’ambito della ricerca empirica. I sociologi dicono che sia un filosofo.

Le euristiche si dividono in due tipi

  • Search heuristics: costruite dall’esterno ad esempio l’analogia non evocativa, è un’euristica che si costruisce dall’esterno. Prendo una categoria interpretativa di un’altra disciplina e provo ad applicarla ad un fenomeno sociale.
  • Argument heuristics: dall’interno, ad esempio dalla problematizzazione dell’ovvio (prendere la quotidianità e metterla in discussione, andare a fondo e capire le dinamiche, chiedersi il perché), ribaltamento (prendere quello che è dato per scontato e “ribaltarlo”), è un esercizio di riflessività che va fatto sempre. Ribaltare l’ovvio o riconcettualizzazione.

Metodologia e tecniche della ricerca sociale

Metodologia: discorso sul metodo, si riferisce a quella parte della logica che ha per oggetto le regole, i principi metodologici, le condizioni formali che stanno alla base della ricerca scientifica e che consentono di ordinare, sistemare, accrescere le nostre conoscenze. Non è l’epistemologia (filosofia), ma è un esercizio di riflessività sul metodo. Impostazione del disegno di ricerca e riflessività sulle tecniche che si è deciso di adottare.

Tecniche: procedure che sono state utilizzate: interviste, questionari, studi di caso, analisi etnografica.

Economia e sociologia: due metodi a confronto

  • Economia: adotta di più un metodo assiomatico-deduttivo finalizzato alla creazione di ampie generalizzazioni e all’elaborazione di leggi universali del comportamento dell’attore. Si tende alla generalizzazione dei risultati, ipotesi generalizzate.
  • Sociologia: tende di più alla spiegazione, limita le generalizzazioni. Metodo basato prevalentemente sulla rilevazione sul campo e la raccolta di dati per la costruzione di “generalizzazioni” limitate nello spazio e nel tempo. Nel tempo i confini tra questi due approcci sono definiti più labili (es: economia cognitiva-sperimentale).

Il percorso di ricerca

Il disegno della ricerca è ciclico, si parte dall’impostazione in cui si individua la teoria di riferimento, si costruisce il quadro concettuale e l’ipotesi. Cosa vogliamo studiare, come, le ipotesi. (Imposto la ricerca)

  1. Impostazione: Costruzione dell’ipotesi, teoria, quadro concettuale (esempio idea di consumo dei giovanissimi veicolata attraverso le canzoni: la loro idea di consumo è rispecchiamento della società o tentativo di influenza: stanno rispecchiando i consumi dei giovani?)
  2. Disegno: obbiettivo-metodo (operativizzare il concetto, chiarire bene l’ipotesi, domanda di ricerca va trasformata in indicatori: qualcosa che io posso rilevare empiricamente: es. ostentazione del brand lo posso fare attraverso un questionario, devo individuare bene le domande.) (altro esempio: rilevare la religiosità degli italiani; lo operativizzo attraverso la frequenza alle messe o spiritualità individuale degli italiani = questi due modi possono portare a risultati differenti e devo saperlo)
  3. Rilevazione: vado sul campo a raccogliere informazioni, faccio le interviste, vado a vedere il target sui social media cosa fa.
  4. Organizzazione delle informazioni:
  5. Analisi:
  6. Risultati: Parto dall’ipotesi, poi trasformare questa domanda teorica in indicatori, trasformarlo in qualcosa che possono analizzare e operativizzare.

Tecniche

Tecniche standard e non standard (Bichi)

Standard Non Standard
Disegno della ricerca: Chiuso (Costretto ex ante) Costruito in itinere
Relazione teoria-ricerca: Strutturata (Deduzione) Aperta (Induzione)
Concetti: Operativizzati Orientativi/In costruzione
Interazione studioso-studiato: Distacco/Neutralità Prossimità/Empatia

Standard: disegno della ricerca è costruito prima ed è chiuso. (Tutto è previsto prima). Quando si ha un’ipotesi forte e la si applica. Il ricercatore si stacca dall’oggetto di ricerca.

Non standard: si usano nella ricerca esplorativa, e il modello è aperto, disegno cambia in itinere. Si usano quando il processo è un po’ più induttivo. Cambio la teoria interpretativa in base ai dati che ottengo dalle interviste o da altri strumenti. (Es. per l’esempio di prima uso la teoria del consumo vistoso, poi mi accorgo che non va più bene), i concetti si costruiscono facendo ricerca, si prende posizione rispetto ai propri assunti. (Es: devo studiare un target di età che non è il mio, magari questo può influenzare la ricerca, lo metto per iscritto)

Strumenti per il metodo standard

  • Sperimentazione con gruppo di controllo (disegno sperimentale)
  • Questionari strutturati
  • Griglie per l’osservazione
  • Structure/time budget
  • Diari con codifica, molto strutturati
  • Analisi statistica dati secondari: si prendono data set e si fa un’analisi secondaria

Vantaggi:

  • Dati, data set ci sono già
  • Data set ampi e largamente manipolabili
  • Risultati più generalizzabili
  • Più controllo sul dato
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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mikibarosso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Pais Ivana.
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