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JdB capitolo 2

Esistono leggi sociologiche?

Oggi in sociologia il concetto di legge non sembra destare più alcun interesse. La sociologia non ha motivo di rinnegare l’ambizione nomologica dei suoi fondatori. Gli argomenti miranti a invalidare la tesi nomologica fanno appello a 3 caratteristiche dei fenomeni sociali: la loro umanità, la loro storicità e la loro complessità.

L’argomento dell’umanità si riassume nell’affermazione che la realtà sociale può essere studiata solo a partire dalle ragioni che fanno agire gli individui. Si fa appello all’argomento della storicità della realtà per ribadire il carattere singolare o unico di ogni fenomeno sociale. A sua volta questa singolarità è invocata con 2 scopi distinti: respingere ogni analisi che non sia in grado di restituirla; sostenere che essa rende inutili le comparazioni e le tipologie. L’argomento della complessità è in un certo senso un effetto perverso dell’individualismo metodologico.

Il contributo di Weber

Weber, con la sociologia comprendente, sostiene 2 cose:

  • Il metodo comprendente, cioè quello che consiste nel cogliere il senso delle azioni individuali, è il più adeguato allo studio dei fenomeni sociali. Questi fenomeni non sono altro che condotte umane oggettivate.
  • Le interpretazioni conseguite mediante il metodo comprendente sono costituzionalmente fragili.

Riguardo al primo punto, la comprensione delle azioni non si esaurisce nel cogliere il senso che ad esse attribuiscono gli attori, questo per 3 ragioni:

  • Molte volte Weber ha scritto sulla scarsa consapevolezza che gli individui hanno dei motivi per i quali essi agiscono in un certo modo.
  • Solo le azioni razionali rispetto allo scopo possono essere comprese direttamente. Il più delle volte, il senso della condotta umana non è immediato o è ambiguo.
  • Infine Weber mostra che ogni azione si colloca in un contesto d’interazione. L’attore orienta la sua condotta in funzione di quella degli altri, che essa è socialmente negoziata.

Critica di Passeron

Il sociologo Passeron criticò l’ambizione nomologica, denunciandola come illusoria. La critica di Passeron si presta a 2 obiezioni:

  • Rimproverare alle scienze storiche l’incapacità di farsi carico della ricchezza del concreto equivale a negare all’attività teorica le funzioni di riduzione della complessità empirica.
  • L’idea che Passeron ha del metodo sperimentale è ai limiti di un realismo ignaro del fatto che l’oggetto della comparazione è costituito non da dati materiali, ma da costruzioni concettuali generiche.

La prima ragione che milita in favore del procedimento nomo...

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

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