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Letteratura italiana XII – XVII

La letteratura italiana presenta opere in varie lingue (pur essendo gli autori italiani a tutti gli effetti), latino, francese antico e moderno, lingua d’oc e d’oil. Il Milione di Marco Polo è scritto in francese antico per esempio, fu redatto sotto dettatura. La letteratura inizia in volgare. Il secolo d’oro della letteratura è il XVI. Ha basi giudaico cristiane.

La scuola poetica siciliana

La prima grande manifestazione di letteratura è la scuola poetica siciliana, sorta alla corte mobile di Federico II. La letteratura comporta un’attività artistica, una dimensione creativa del linguaggio. L’inizio di una storia letteraria è segnato da una certa originalità. La letteratura italiana è comunque più tardiva perché ancorata essenzialmente al mondo ecclesiastico. Dopo l’anno 1000 è una sopravvivenza del mondo antico: la caratteristica genetica del carattere italiano è la fortissima presenza oggettiva della cultura greco-latina. Risulta inoltre fondamentale la commistione tra elementi pagani e la tradizione ecclesiastica, cattolico-romana. Nel Rinascimento questi due punti si combineranno sincraticamente tra di loro.

Il primo grande storico della letteratura italiana è Dante, col suo De vulgari eloquentia, trattatello in volgare che tratta di questo argomento. La scuola poetica siciliana e l’ambiente culturale della corte di Federico II di Svevia iniziano la storia della letteratura italiana intorno agli anni Venti del Duecento. Già nel 1212-13 c’erano delle organizzazioni di autori che si scambiavano testi poetici e competevano tra loro nella tenzone poetica. Mescolanza importante di culture, ad esempio i letterati arabi della Spagna.

Nel 1250 muore improvvisamente Federico II, che si era dovuto scontrare con lo Stato Pontificio di Innocenzo III a causa del desiderio di espansione dell’imperatore: l’unità cristiana era garantita dall’imperatore, il cui potere era superiore a quello del Papa [successione condivisa da Dante, teoria dei due soli]. Il Sacro Romano Impero dura fino alla Seconda Guerra Mondiale, impero Asburgico.

Pier delle Vigne e Jacopo da Lentini

Pier delle Vigne, letterato che scriveva le epistole per Federico II insieme a Rinaldo d’Acquino e Jacopo da Lentini: letterati con funzione nell’ambito giuridico-amministrativo dello stato. Jacopo da Lentini inventa il sonetto (due quartine, due terzine, versi endecasillabi), forma metrica importantissima, esaltante il linguaggio e che avrà notevole fortuna in buona parte della letteratura non solo italiana. Il sonetto è stilisticamente perfetto per le caratteristiche italiane.

La scuola poetica nasce come un insieme di funzionari, ambiente elitario, presenza anche di poesia giullaresca, popolare: poesia comunicativa che veniva presentata al pubblico. L’elemento popolare è stilizzato. Il tono essenzialmente elitario è però caratteristico della prima letteratura italiana: fenomeni letterari sono fenomeni elitari, di poche persone. Tali fenomeni sono anche caratterizzati da un certo linguaggio, da parole chiave. Es. fedeli d’amore nello stilnovo, usato anche dai poeti esoterici arabi: influenze reciproche, idea di piccole cerchie che si mettono in contatto tra di loro nel vivace mondo di cultura e commercio del Mediterraneo.

Monotematicità dei poeti lirici

I poeti lirici sono monotematici: unico tema quello amoroso. La lirica non è il genere maggiore, tragedia e dramma erano più importanti. Agli albori della letteratura invece i poeti si esprimono in forma lirica e intorno al tema d’amore. I trobadori, al contrario dei siciliani, trattano vari temi nei loro componimenti.

Il tema amoroso è a-storico, pur avvenendo in un determinato momento non è collegato al flusso degli eventi: ha una propria assolutezza; è chiaramente molto delicato nella cultura cristiana. Esiste una contiguità di linguaggio tra la cultura cristiana e quella pagana/lirica: Madonna: Mia donna. Non c’è comunque un’emancipazione totale dall’impianto dottrinale della cultura cristiano-romana: non si andrà nemmeno mai a mettere in discussione quest’impianto. I poeti si interrogheranno sulla natura e sul concetto dell’amore. Da parte dei poeti siciliani è presente una sorta di fenomenologia, di naturalismo nell’espressione dei sentimenti. Lo Stilnovo introduce l’elemento religioso nella concezione dell’amore.

L'assolutizzazione della poesia d'amore

Assolutizzazione della poesia d’amore anche se c’erano generi più importanti di cui occuparsi: idea dell’amore fantasmatico, per un’entità che corrisponde a qualcosa di molto simile ad un’idea, che illumina il loro mondo interiore. Si passa dal platonismo a al naturalismo, alla contemplazione dell’immagine: concezione stilnovistica.

Andrea Cappellano scrive un trattato d’amore: osservazione e visione, ma anche riflessione e moderata concentrazione. Jacopo da Lentini compone un sonetto in risposta a Jacopo Mostacci. Anche Dante nel XIII capitolo del De vulgari eloquentia distingue tra rimatori colti e popolari. Dante scriveva in modo politicamente scorretto, rimane all’indice dei libri proibiti fino al 1870. Solo dopo il concilio di Carlo I si è pensato di togliere il sommo poeta cristiano dall’indice per il trattato sulla monarchia.

I codici della scuola poetica siciliana

Esistono due codici fondamentali nella scuola poetica siciliana, entrambi di area toscana: toscanizzazione della lingua siciliana, che consisteva comunque in un volgare illustre e letterario, corrispondeva a caratteristiche e componenti antiche essenziali. Dopo questa rielaborazione i toscani hanno operato un’ulteriore toscanizzazione. L’amore passa attraverso la visione. Teoria della vista diretta (Aristotele) e mediata (Platone): vista è una duplice forza che parte dall’oggetto, che emana potenzialità ad essere visto, e del soggetto, vedente.

Immaginare diventa una parola chiave, non significa fantasticare, ma ha in sé un potere contemplativo, una forza ascensionale. Fenomeno di toscanizzazione è un’importante conseguenza anche dello sconvolgimento politico dato dalla morte di Federico II. La realtà italiana è ancora feudale comunale, molto diversa dalle società nordiche. Nell’assunzione della lezione dei poeti siciliani c’è un adattamento dei poeti emiliani toscani: attenzione anche di tipo civile, recuperando una caratteristica propria della letteratura d’oc in cui la componente civile era presente. I poeti siciliani invece avevano parlato solo d’amore e della sua assolutizzazione, senza che questo avesse agganci con la realtà storico-sociale (a volte questa era solo uno sfondo).

Poeti siculo-toscani

Poeti siculo-toscani: fa riferimento alla corte di Federico II. Guittone d’Arezzo è una figura che esprime il senso di tutta la dinamica culturale in atto nella seconda metà del Duecento. Questo è il secolo dei mistici italiani, dei grandi santi o sante, che sono anche autori di opere, secolo di slancio intellettuale e spirituale e allo stesso tempo di profondi contrasti, in cui si ritrova una grande voglia di vivere, di ricerca della felicità.

Il canzoniere di Guittone è diviso in due sezioni:

  • Prima sezione, opere giovanili in cui presenta la materia amorosa, civile, morale con riferimenti stretti all’attualità (sconfitta dei guelfi), partecipazione attiva alle vicende dell’epoca; il tema amoroso viene affrontato in chiave naturalistica, dove l’amata è il fine concreto della passione;
  • Seconda sezione, palinodia, ritrattazione dei valori precedenti, liriche di argomento religioso, preoccupazione ed espressione di spiritualità, di rinuncia al soddisfacimento carnale. L’ascesi e il misticismo convivono in maniera forte con la vita reale, continuo struggimento interiore sui dilemmi morali.

La ricerca formale e filosofica

Emerge la ricerca formale, tecnica e filosofica. Anche nei siciliani era riscontrabile una riflessione di pensiero nonostante l’espressione facile. Nel mondo toscano invece, che è più vicino ai grandi centri culturali filosofici dell’Italia del Nord ed Oltralpe, la componente filosofica e la tecnica letteraria della lezione delle arti poetiche implicano un tipo di poesia influenzata da una ricerca stilistica e tecnica. Tutto questo sarà anche caratteristico dello Stilnovo, in particolare Cavalcanti che proporrà testi impenetrabili.

Bonaggiunta nel XXIV canto del Purgatorio, tra i golosi, darà la definizione del Dolcestilnovo. Guinizzelli è un autore che si forma sulla letteratura sicula-tosco-emiliana. Si avvierà poi verso una maniera più facile, più discorsiva, con immagini più fluide e semplificate: troveranno manifestazione nel Al cor gentile rempaira sempre amor. È Dante che introduce Guinizzelli tra gli stilnovisti e lo rende addirittura padre fondatore. Cavalcanti è una figura con un proprio pensiero filosofico complesso fino ad essere accusato di eresia: non si combina bene con l’idea del Dolcestilnovo codificata da Dante, il quale infatti riconosce Guinizzelli come padre fondatore al posto di Cavalcanti.

Novità dello Stilnovo

Novità dello Stilnovo:

  • Caratteristiche dei poeti d’amore, club elitario, hanno un loro cifrario, una loro simbologia;
  • Valore ai simboli dei sogni;
  • Valore all’amore per la donna, che diventa mediatrice [donna-angelo] tra l’uomo e la realtà superiore e soprannaturale;
  • Connotato ascetico e mistico conferito alla tematica amorosa.

Accordo tra la percezione sensoriale dell’immagine di lei vivente che mette in moto il desiderio e il valore spirituale della figura stessa: si fa tutt’uno con l’impressione fisica, non c’è più opposizione tra le due cose. Il meccanismo del desiderio che è terreno e investe i sensi umani può collegarsi con un disegno di ordine spirituale per cui l’immagine della figura amata diventa rivelatrice del mondo interiore, spirituale: sorta di archetipo femminile.

Esperienza amorosa e salvezza

I poeti raccontano l’esperienza amorosa come un’esperienza di salvezza che parte dall’immagine concreta della donna. I dati materiali vengono comunque completamente sublimati. Poesia che tocca il senso dell’esistenza, non è poesia solo elegante o ornamentale con qualità formali notevoli, è letteratura che riguarda il destino dell’individuo, l’esistenza della persona. Il fondo cristiano emerge in maniera straordinaria. La visione del mondo propria di quell’età, all’interno della grande cultura è segnata dai fiorenti studi e dalle grandi esperienze mistiche. Medioevo parodistico, carnevalesco e contemporaneamente si ha una voce completamente opposta, anche se di non uguale intensità.

Emanuel Romano è autore ebreo dei poemetti didascalici attribuiti a Contini e a Dante. Rustico Filippi e Cecco Angiolieri: autori che si riferiscono all’altro polo del medioevo. Esistono correnti importanti di platonismo, in particolare i filosofi Vittorini. Dolcestilnovo: naturale tendenza a rendere simbolo tutto, esprime modo di vedere le cose attraverso una tendenza platonizzante, realtà materiale legata a realtà superiore.

Le opere di Angiolieri invece rappresentano l’esatto contrario, non c’è atmosfera di confraternita, non c’è iniziazione ai fedeli d’amore. Rifiuto dei rapporti, rifiutare il padre/madre equivaleva al rifiuto della tradizione, al passaggio di credenze: rifiuto della religione. La letteratura quindi pur rifiutando la religione non mette mai in discussione l’impianto cristiano-romano: si può parlare di ateismo solo dopo Cartesio.

Al cor gentile rempaira sempre amor

Al cor gentile rempaira sempre amor, Guinizzelli: si entra subito nel linguaggio canonico letterario della lingua italiana che rimarrà intatta fino ai libretti d’opera del primo Ottocento. Gentilezza del core: teoria dell’amore raffinato, amore spirituale ed eletto dal punto di vista naturale e comportamentale. La gentilezza è una condizione dell’essere, stato di luce propria e interiore, che detta e condiziona non solo i comportamenti, ma anche il modo di pensare in uno stato di assoluta elevatezza: si ottiene attraverso un percorso, un miglioramento progressivo. C’è nel componimento una straordinaria semplicità di definizione dell’immagine di luce e del sole: è una propria filosofia di vita, fortissimo simbolismo giocato sul tema della luce.

Dante

Si sa molto poco rispetto a quello che si potrebbe sapere su Dante: le fonti sono il poeta stesso, qualche dato storico e i commentatori trecenteschi che si sono occupati di Dante e della Commedia (es. Boccaccio). Il primo Umanesimo non ha interesse per il poeta fiorentino, nel Cinquecento Bembo prende come modelli solo Petrarca e Boccaccio. Di Dante non si ha nessun autografo, a differenza di Petrarca e Boccaccio. Leggenda vuole che da qualche parte vi sia l’autografo della Commedia, non ancora scoperto.

Nasce nel 1265, appartiene ad una buona famiglia fiorentina, di rango socialmente medio alto, non iscritta però alla lista dei magnati: può spiegare il perché della sua vicinanza a gruppi popolari. Dante ha ambizioni politiche, ottiene cariche di discreto prestigio, entra nel gruppo dei guelfi bianchi che stavano combattendo contro i neri per la conquista di Firenze. Partecipa come uomo passionale ed ideale, come uomo di fede, di forti convinzioni, come uomo energico.

Fatale per Dante fu essere mandato come ambasciatore con Bonifacio VIII nel 1301, il poeta ha già una sua attività come scrittore, ma finisce nelle mani di Corso Donati, capo dei guelfi neri. Guelfi: papa Ghibellini: imperatore [il trasformismo continuo tra queste due fazioni opposte comporterà una continua guerra, caratteristica dell’età comunale]. Dante stesso pur essendo guelfo passerà alla storia come ghibellino, perché comunque favorevole all’imperatore: apparente contraddizione.

Dante viene condannato a morte dai guelfi neri, decide così di auto esiliarsi, esilio che durerà fino all’anno della sua morte, 1321. Transiterà in vari territori d’Italia. Sposato con Gemma, della stessa classe sociale, da cui avrà tre figli, Antonia, Pietro, Jacopo. Alcune delle corti presso cui soggiornerà sono quelle di Bartolomeo dalla Scala a Verona e dei Da Polenta a Ravenna. C’è ancora un interrogativo irrisolto su un possibile viaggio a Parigi e quindi un contatto con i dotti francesi: molte idee si diffondono con incontri e conversazioni, molta cultura transita per via orale, perciò...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.canella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Damiani Rolando.
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