Scompenso cardiaco
Scompenso cardiaco è una patologia molto frequente negli adulti, poiché il rischio aumenta con l’età: sopra i 75 anni la prevalenza è di circa il 10%. La prevalenza totale negli adulti si stima intorno all’1,5%, mentre l’1% della popolazione non sa di essere scompensato. La diagnosi è essenzialmente clinica, dopo un accurato iter.
Anamnesi
È necessaria per conoscere la presenza di danno miocardico (cardiopatia ischemica o ipertrofica, o cardiopatia dilatativa congenita o acquisita, in seguito a infezioni o a patologie d’accumulo come l’amiloidosi) o di danno valvolare (aneurismi) o di danno pericardico (pericardite costrittiva, versamento pericardico) o di danno endocardico (endocarditi) o di cardiopatie congenite, o di altre patologie come tireotossicosi, sepsi, anemie (in cui abbiamo un impegno cardiaco maggiore), FAV, IRC (per sovraccarico emodinamico).
Sintomi e segni
Alcuni sono tipici ma non specifici dello scompenso, come la dispnea (che identifica il grado NYHA), oppure l’ortopnea (non specifico perché può essere presente anche negli obesi), o la dispnea parossistica notturna (tipica dello scompenso), o l’astenia, o la debolezza nella marcia. Altri segni tipici: reflusso epatogiugulare, turgore delle giugulari, terzo tono o ritmo di galoppo, soffio sistolico, lateralizzazione dell’istmo della punta.
Segni non specifici
Tosse secca notturna (a causa della congestione polmonare), aumento ponderale (per aumento di volume), cachessia, edemi declivi agli arti inferiori (si possono avere anche nella sindrome nefrosica, nella IRC, nella cirrosi epatica, nella malnutrizione. È importante conoscere queste condizioni per fare diagnosi differenziale), crepitii o rantoli monolaterali o bilaterali (se sono monolaterali si trovano alla base dx. Non si modificano con i colpi di tosse a differenza di quelli polmonari), epatomegalia (per congestione), tachicardia, versamento pleurico bilaterale o monolaterale, versamento ascitico.
Diagnosi
Basta uno solo di questi segni per richiedere i peptidi natriuretici atriali (soprattutto BNP e proBNP), e, in caso di positività, si può passare all’ecocardiogramma.
Esami strumentali
- Il primo esame strumentale da fare assolutamente è l’ECG, che non ci fa fare diagnosi diretta di scompenso cardiaco, ma è importante per valutare il danno strutturale (pregresso IMA, aritmia, fibrillazione atriale, flutter, disturbi della conduzione, ipertrofia ventricolare. Quest’ultima è una delle prime cause che possono portare a scompenso).
- Altre indagini importanti sono l’Rx del torace o l’ecografia del torace. L’Rx è molto più sensibile e specifica soprattutto nel caso di scompenso cardiaco congestizio acuto, quindi clinicamente nell’edema polmonare, perché a causa della congestione polmonare il torace diventa un po’ più radiopaco (utile dunque nel paziente che si reca al pronto soccorso d’urgenza. Purtroppo, non fa ancora parte dell’iter diagnostico in emergenza e il suo uso è a discrezione del medico); inoltre esclude le malattie polmonari. Anche nello scompenso cronico può avere una certa importanza.
- L’esame principe è l’ecocardio che ci permette di osservare direttamente la presenza di danno strutturale e la frazione d’eiezione. Nello scompenso cardiaco la FE normalmente è sotto i 40. Oggigiorno le nuove linee guida distinguono lo scompenso in base alla FE:
- FE < 40% associata ai segni e ai sintomi: certezza di scompenso cardiaco;
- FE compresa tra 40% e 49%: si parla di FE parzialmente conservata. In questo caso si dosano BNP e proBNP, e se i loro valori sono elevati, in presenza di danno strutturale o di disfunzione diastolica (come nel diabetico), si può fare diagnosi di certezza di scompenso cardiaco;
- FE > 50%: si parla di FE normalmente conservata; come precedente.
Esami di laboratorio
- I più importanti sono BNP o proBNP, importanti sia per la diagnosi che per la prognosi del paziente scompensato (infatti si normalizzano pian piano con il trattamento). Se il BNP > 35 pg/ml, siamo in un range patologico; se proBNP > 125 pg/ml ed è associato a segni e sintomi clinici, anche in questo caso siamo entro un range patologico.