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Il teatro: spazio, tempo e azione

Non si fa teatro senza uno spazio, un tempo e un'azione. Il teatro può darsi ovunque e in ogni condizione, mostrando la molteplicità delle forme teatrali. Se parliamo di teatro, intendiamo lo spettacolo, non il testo. È continuamente mutevole, un'opera d'arte vivente che crea il proprio senso in maniera effimera; appena creato, quel gesto sparisce. È essenziale la compresenza tra chi agisce e chi partecipa.

Elementi essenziali del teatro

Il teatro può fare a meno della scenografia, come dimostrano le chiese occupate da azioni parateatrali nel medioevo, che indicano la possibilità di teatro senza arredi. Neanche la scena è necessaria, né l'edificio teatrale. Il regista è una figura moderna. Cosa rimane? La triade autore, attore e spettatore. Quindi, il teatro è prima di tutto parola, meglio se scritta, ed è considerato uno dei generi della letteratura.

Testo teatrale e rappresentazione

Un testo teatrale si definisce per una struttura che prevede solo il dialogo diretto tra personaggi e poche indicazioni su arredi, costumi, intonazioni -> didascalie. C'è una gerarchia tra testo e rappresentazione, con predominio del testo. Già nell'antichità abbiamo trattati di teoria del teatro, come la Poetica di Aristotele. Quindi, non c'è differenza tra autore di testi teatrali e letteratura? Il testo scenico è utilizzabile concretamente sul palco, è un copione. A volte è lo stesso drammaturgo che mette in scena i suoi testi.

In altre epoche, il capocomico commissiona o acquista un testo e lo gestisce a suo piacere con tagli e rielaborazioni, fino all'800 quando nasce il diritto d'autore. La situazione si fa più complessa con la nascita del regista, che ha un secolo e mezzo di storia e non si occupa più solo dell'organizzazione della compagnia e di una generica direzione di scena, ma fornisce l'interpretazione generale del testo, ne sottolinea delle suggestioni invece di altre, indirizza lo stile. Pretende di essere il vero autore dello spettacolo. È una figura dittatoriale.

Il ruolo dell'attore e la concezione di Pirandello

Il rapporto fondamentale non è quello fisico tra attore e spettatore, ma quello virtuale e mediato tra scrittore e spettatore. Dal testo alla rappresentazione, si perde una parte del senso. La scena è un linguaggio diverso che ha parametri più restrittivi. Secondo Pirandello, l'esito finale del processo sfugge al controllo del drammaturgo e risulta inquinato dalla materialità volgare della scena e degli attori. Per definire il ruolo di attore, usa il termine "traduzione scenica". Deve solo rendere in un altro linguaggio un mondo poetico. Nessuno spettatore riuscirà mai a cogliere tutte le sfumature del testo che gli viene proposto e tutti i significati che il regista e gli attori hanno immesso nello spettacolo.

Concezione collettiva del teatro

Questa è la concezione collettiva del teatro. Il teatro non è un testo letterario ma un evento concreto che instaura una relazione in presenza tra attore e spettatore ed è inteso come strumento per rappresentare la realtà quotidiana nella maniera più realistica possibile. La tradizione realista di fine '800 ci porta a pensare che l'agire dell'attore sia il mezzo espressivo e comunicativo destinato più di ogni altro a rappresentare la realtà. Stanislavski, per esempio, raccomanda ai suoi attori di lavorare sul proprio personaggio per fornirgli una biografia completa nel tentativo di trasformarlo sempre di più in persona reale.

Ma il teatro è più complesso e misterioso. A differenza delle altre arti, è fatto della stessa materia della quotidianità (parole, gesti, emozioni). Metateatro o teatro nel teatro è un gioco tra realtà e finzione. Nel teatro la finzione si maschera da verità, ma la verità usa la finzione per sfuggire alla superficialità del quotidiano.

Il teatro e la sua natura

Il termine "attore" è spesso spregiativo e indica una persona che si comporta in modo artificiale. Teatralità è artificio e ostentazione. Spettatore non ha una connotazione negativa ma è comunque passivo, significa essere fuori da un avvenimento. Il termine regista designa un personaggio-ombra che coordina gli eventi fuori dall'azione, dietro le quinte, come un burattinaio che muove i fili nascosto. La messinscena è un'operazione artificiosa e falsa. Teatro indica un luogo chiuso. Lo spazio degli spettatori e quello degli attori è rigidamente determinato e non comunicante. Il teatro e la scena sono spazi fittizi, illusori, ingannatori. Il teatro è luogo dell'artificio, dell'insincero (idea barocca).

Il teatro nasce come evento che deve essere guardato e non come testo che deve essere letto o rappresentato (teatro dal greco "theatron", spettacolo, latino "spectare" = guardare). Al tempo di Omero, all'inizio non ci sono attori che recitano e spettatori che assistono, c'è solo la festa rituale. Il teatro definisce in questa sua derivazione dalla festa rituale non solo le proprie origini ma la sua stessa natura. Non c'è dunque ruolo per la letteratura, è legato al rito religioso e della festa. Nella festa ci sono momenti rituali, fatti di gesti, cerimonie. La particolarità sociale della festa prevede che non ci sia alcuna frattura istituzionale tra chi agisce e chi guarda, tutti agiscono e tutti sono partecipi. Non c'è ancora la frattura attori-spettatori.

All'inizio del processo che dalla festa conduce alla tragedia sta il coro, un attore collettivo vicino alla dimensione del celebrante di un rito. Esprime la voce del dio. Poi c'è il ditirambo, danza eseguita in circolo da 50 coreuti che cantano. Tra 535-533 a.C. già sono istituiti gli agoni tragici ad Atene e la tragedia, definita dal rapporto tra coro e attore, ha assunto la sua struttura fondamentale. Fino a quando esiste solo il coro siamo ancora nella dimensione festiva-religiosa, perché il coro parla per dio, ma quando il coro deve rapportarsi con un soggetto "laico", tutto si laicizza. Al teatro è necessaria la relazione, il confronto tra almeno 2 soggetti che possono essere di natura diversa, che ora sono il coro e un personaggio individuale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jiggly91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze del teatro e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Bellingeri Alfredo Eduardo.
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