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I problemi della filosofia della storia di Simmel

Simmel è un filosofo e sociologo tedesco di stile analitico, ovvero egli fonda le sue proposizioni su dimostrazioni. Egli presenta il libro "I problemi della filosofia della storia" come una critica del realismo e fa di tale critica il tema principale del libro; tuttavia, d’altra parte, il libro in questione è considerabile anche come uno studio di epistemologia generale. Partendo dal fatto che tutto ciò che ha interesse dal punto di vista storico è il prodotto di processi psichici, dobbiamo sottolineare che la storia ha per oggetto le rappresentazioni e i sentimenti degli attori storici e che i dati osservabili risultano interessanti in quanto effetti e cause dei processi psichici, i quali dipendono da dati esterni come le circostanze passate degli attori e gli ambienti e situazioni in cui tali attori sono nel presente.

Individualismo metodologico

È appunto partendo da questo che possiamo introdurre il tema principale di Simmel nel suo libro "I problemi della filosofia della storia": individualismo metodologico. Boudon ci presenta l'individualismo metodologico come un principio fondamentale per la sua spiegazione dei fenomeni storici e sociali. Egli inoltre riassume la teoria di Simmel in tre proposizioni:

  • Prima proposizione: i fenomeni sono prodotti di azioni individuali e stati d’animo individuali; determinare le cause reali.
  • Seconda proposizione: l'individualismo metodologico è applicabile solo in certe situazioni; quali lo è e in quali no?
  • Terza proposizione: quando non lo è, si prendono in considerazione altre forme.

Per comprendere in pieno l'individualismo metodologico dobbiamo però chiarire alcuni concetti chiave; come prima cosa, sottolineare che tale principio va alla ricerca delle cause dei fenomeni sociali, i quali sono prodotti da azioni individuali; tali azioni si iscrivono in un contesto, avente una propria struttura e viceversa. Tuttavia, vi è da dire che Simmel non parla di struttura, ma di forma, il cui concetto è comprensibile solo se legato al postulato dell'individualismo metodologico.

Concetto di forma per Simmel

1 – Accezione kantiana; forma intesa come rappresentazione scientifica che permette di strutturare il reale. In tal caso, è il caos della vita storica che viene messo "sotto forma di" forma dalle rappresentazioni.

2 – Termine forma indica gli effetti strutturali prodotti dall’aggregazione dei comportamenti individuali.

Le forme, per Simmel, sono fondamentali nella sociologia poiché analizzare una struttura macroscopica significa farne l’effetto di un’aggregazione. Il legame tra il concetto di forma e individualismo metodologico, ci fa cogliere la composizione del libro:

  • Primo capitolo tratta del momento microscopico in cui ha inizio l’analisi attraverso l'individuo metodologico.
  • Secondo e terzo capitolo tratta dei momenti macroscopici dell’analisi.

Ora, tornando all’individualismo metodologico, vi è da dire che sia le scienze umane, storiche che naturali si rifanno a tale principio: individualizzazione di ragioni valide, anche se contraddittorie, in quanto considerate comunque buone, per spiegare un comportamento individuale che aggregato ad altri produce un fenomeno sociale. Le scienze quindi cercano una teoria che tenga insieme tutti i dati a disposizione. Tuttavia, subentra in tal modo il problema della comprensione; ovvero la ricostruzione dei dati invisibili, come stati d’animo e motivazioni, partendo dai dati aventi a disposizione. I dati invisibili che si cercano di ricostruire sono detti contenuti della coscienza. Vi è da sottolineare che tale ricostruzione è fattibile anche se non si hanno testimonianze dirette sul vissuto degli attori presi in considerazione.

Per Boudon questo è quindi ciò che Simmel vuole attuare nella sua sociologia formale, la quale mira ad analizzare le strutture macroscopiche come effetti di aggregazione. Simmel, a tal proposito, prende spunto dagli economisti, i quali ritengono che i comportamenti individuali aggregati tra loro producano regolarità macroscopiche. Tuttavia, se esistono casi in cui la ricostruzione dei contenuti è fattibile anche senza una testimonianza, e quindi il comportamento degli attori sociali è ricostruito o anticipato, vi sono alcune situazioni intelligibili ma contraddittorie.

Capacità di previsione e modelli scientifici

Nel primo caso, le scienze umane possono comprendere e prevedere; nel secondo caso, le scienze umane possono solo comprendere. In base a ciò, dobbiamo distinguere la capacità di previsione da quella scientifica, perciò vi sono comportamenti ricostruiti ed anticipati ed altri non anticipati, in cui è anche variabile la capacità di ricostruzione. Vi è poi da sottolineare che i modelli non possono essere strumenti di previsione. I modelli non sono neanche semplificazioni, cioè non rappresentano la realtà del passato in maniera semplificata poiché si possono formare modelli contraddittori.

Nel capitolo della comprensione, vi è poi il concetto di inconscio. Questo deriva dal fatto che quando siamo imbarazzati nel decifrare il nostro comportamento o quello di altri, cerchiamo di coprire con un’etichetta la nostra ignoranza. Tramite un processo di sostantificazione, si attribuisce a un aggettivo il valore di un sostantivo poiché in tal modo abbiamo l’impressione di passare dall’ignoranza al sapere (perché ha agito in quel modo? Perché ha obbedito a certe pulsioni inconsce - ignoto perché abbia agito così). Tale aggettivo caratterizzava in modo negativo il rapporto tra l’osservatore e l’osservato.

Simmel quindi parte dal postulato che un comportamento non può essere spiegato se non individuando delle valide ragioni, considerando che le ragioni contraddittorie possano essere comunque buone. Gli attori producono continuamente degli effetti composti, definibili "inconsci". Quindi, ogni comportamento si basa su delle ragioni e il compito della storia e delle scienze sociali è di individuare tali ragioni. Tale interpretazione dell’attore può essere:

  • Facile se vi sono in gioco interessi materiali sia se gli attori sono lontani (per tempo e cultura) o vicini a lui. (Questo è ciò che Simmel dice quando parla dell’Universalità degli interessi materiali)
  • Incerti quando si elaborano più intercettazioni e per deciderne una, si cercano informazioni e si confrontano le interpretazioni.

Prima proposizione di Simmel

Fin ad ora si è illustrata la prima proposizione di Simmel: storia e scienze umane possono avere un obiettivo analogo alle scienze naturali, ovvero di determinare le cause reali del fenomeno e seguire un’identica metodologia. Le scienze quindi si piegano al postulato dell’individualismo metodologico poiché ogni fenomeno sociale è il risultato di comportamenti individuali. Simmel nota poi una distinzione tra legge descrittiva ed enunciato causale.

  • La legge descrittiva si limita a descrivere il "come" del fenomeno; vedi Leggi di Keplero.
  • L’enunciato causale ricerca le cause responsabili del fenomeno, cioè il perché del fenomeno; vedi Leggi di Newton, poiché ciò è chiaro solo nelle scienze umane.

In alcuni casi, quindi, si possono determinare le cause, in altri invece si è bloccati al livello descrittivo. Tuttavia, vi sono vari casi di passaggio da un livello all’altro. Nei gruppi, infatti, è possibile solo se vi sono interessi universali, ovvero comportamenti che obbediscono a motivazioni semplici. È da precisare che il passaggio però non è immediato. Vi sono casi in cui il passaggio è invece difficile, se non impossibile, come il suicidio. Si trattano di comportamenti che dipendono dal contesto e dalle situazioni aventi un rapporto complesso.

Le regolarità osservabili macroscopiche mantengono infatti un carattere descrittivo e non si possono determinare le cause; la conoscenza deve perciò darsi altri obiettivi. I ricercatori adottano una concezione particolare della conoscenza e della spiegazione; tale concezione è definita nomologica, la quale dice che spiegare un fenomeno significa ricondurlo sotto legge; si cercano quindi le leggi dei fenomeni. Tale concezione non coglie le cause reali poiché le regolarità empiriche sono il prodotto di azioni individuali e quindi possono essere influenzate dal contesto. Nelle regolarità empiriche vi possono essere commessi due errori.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale.mazz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di scienze sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Lombardo Carmelo.
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