CAP 1
Ruolo della scienza delle finanze: definire le ragioni e gli effetti del prelievo e della spesa pubblica,
occupandosi inoltre della regolamentazione. Il mercato non esisterebbe in assenza di alcune
istituzioni, tra cui lo stato, poiché non sarebbe in grado di assolvere completamente alle sue
funzioni.
Funzioni dello stato:
1. Allocazione di risorse scarse capire come si formano i prezzi e le
quantità prodotte sulla base del presupposto che gli agenti economici
agiscono in modo razionale, ovvero i produttori massimizzano il profitto
definiti i diritti di proprietà e i consumatori massimizzano l’utilità dati
vincoli di bilancio.
2. Stabilizzazione garantire un livello di produzione il + vicino possibile a
quello di pieno impiego, attraverso politiche di sostegno della domanda
con il bilancio pubblico.
3. Ridistribuzione del reddito e della ricchezza questo perché anche se il
mercato agisce in modo efficiente non sempre è equo. Lo stato può agire
attraverso:
- trasferimenti monetarie verso determinati gruppi di cittadini
- il sistema tributario, proporzionale o meno al reddito
- interventi diretti sul prezzo dei beni (agevolazioni: es asilo nido)
- fornitura diretta di servizi (es: sanità)
MECCANISMI ALLOCATIVI
- Stato: prende decisioni politiche e di comando
- Mercato: decisioni decentrate basate sul sistema dei prezzi
ECONOMIA PIANIFICATA: problema economico risolto totalmente dallo stato
ECONOMIA DI MERCATO: problema economico risolto generalmente dal mercato
STATO MINIMALE: ruolo fondamentale nell’allocazione delle risorse è attributo al mercato, è
lasciata grande libertà di scelta agli agenti economici anche in campo politico; lo stato si limita a
definire un insieme di regole e un sistema giudiziario per farle rispettare. Nella realtà lo stato non si
limita alla definizione di regole ma:
- Definisce una cornice di regole
- Definisce un sistema fiscale per il prelievo coattivo
- Produce servizi ad interesse collettivo
- Esegue un’attività di regolamentazione
ANALISI POSITIVA l’obiettivo è spiegare le ragioni di un fenomeno sociale e le regole che
stanno dietro ad un determinato comportamente sociale, le sue finalità sono puramente conoscitive,
si procede attraverso la costruzione di modelli teorici che semplificano la realtà, individuando e
analizzando tutte le variabili endogene (incognite) ed esogene (date), sulla base di diverse ipotesi
per giungere ad un sistema di equazioni di variabili da cui derivare i risultati. (es: perché si paga il
pedaggio in autostrada e non nelle strade normali? Perche il gelato è prodotto da un’impresa privata
e la difesa no? ..) Descrive ciò che è !
ANALISI NORMATIVA ricerca gli strumenti che consentono di raggiungere una situazione
desiderabile ovvero ricerca l’ottimo sociale. Presuppone dunque un’analisi positiva poiché bisogna
conoscere il fenomeno, e deve conoscere cosa sia l’ottimo sociale. (es: come migliorare il servizio
postale ??) Descrive ciò che deve essere !
L’analisi normativa è diventata una scienza a sé stante, nota come economia del benessere. Il
sistema economico è costituito da una pluralità di individui con preferenze diverse e diverse
dotazioni iniziali di fattori. L’obiettivo è definire la quantità di beni da produrre e poi distribuire per
massimizzare il benessere collettivo. 3 visioni:
- Individualismo: estrema importanza all’individuo razionale, la valutazione
del benessere collettivo viene rimandata alla valutazione del singolo.
- Utilitarismo: il benessere dipende dal soddisfacimento dei bisogni
derivanti dal consumo di beni
- Visione non organistica: volontà dello stato è la volontà di tutti i soggetti
che lo compongono
L’economia del benessere si fonda sul principio di efficienza anche noto come principio di Pareto, il
cui contenuto si rifà:
1. Sulla produzione: a parità di fattori impiegati, se una produzione A
fornisce un numero X di beni e una produzione B fornisce un numero X +
1 di beni è preferibile la produzione B
2. Sullo scambio: un miglioramento del benessere collettivo è rappresentato
da una distribuzione delle risorse che migliora il benessere di un
individuo senza recare danni alla società.
È tuttavia impossibile definire una regola che conduca al massimo benessere perché bisogna tener
conto di giustizia ed equità e del trade-off tra efficienza ed equità.
Condizione pareto efficiente: non è possibile migliorare il benessere di qualcuno all’interno della
società senza peggiorare quello di qualcun altro.
CONCORRENZA PERFETTA: economia in cui esistono una pluralità di soggetti, produttori e
consumatori che massimizzano il profitto e l’utilità assumendo il prezzo come dato (price taker), il
bene scambiato è omogeneo non c’è differenziazione, tutti gli operatori hanno le stesse
informazioni, perfetta mobilità dei fattori di produzione.
La concorrenza perfetta è un meccanismo di allocazione ottimale delle risorse poiché consente
allocazioni pareto efficienti. Il benessere collettivo in concorrenza perfetta è data dalla somma del
surplus netto del produttore e del surplus netto del consumatore. È possibile notare:
- Se P>P* c’è una perdita di benessere collettivo, ma la condizione più
sfavorevole grava sul consumatore (il produttore non soddisfatto abbassa
i prezzi)
- Se P<P* c’è una perdita di benessere collettivo, ma la condizione più
sfavorevole grava sul produttore (il produttore non soddisfatto alza i
prezzi)
L’ottimo paretiano di ottiene quando: LA VALUTAZIONE MARGINALE DEL CONSUMATORE
= PREZZO = COSTO MARGINALE DEL PRODUTTORE. In concorrenza perfetta il produttore
per massimizzare i profitto pone il CM = RM = PREZZO quindi rispetta le condizioni di ottimo.
FUNZIONE DEL BENESSERE SOCIALE: permette di ordinare in termini di benessere i diversi
possibili stati sociali.
1) FUNZIONE BENTHAMIANA (UTILITARISMO): il benessere collettivo è dato
dalla somma del benessere dei singoli individui. Il maggior limite è quello
di non tenere conto del modo in cui viene distribuito il benessere: il
benessere collettivo aumenta sia se aumenta il benessere di tutta la
collettività sia se aumenta il benessere di un singolo (che può essere già
ricco) purché il suo miglioramento sia superiore al danno provocato agli
altri. Le curve di indifferenza sono rette negativamente inclinate a 45°,
tutte le combinazioni di U1 e U2 sulla medesima retta hanno la stessa
somma.
2) FUNZIONE EGUALITARIA: tutti gli individui devono raggiungere il
medesimo livello di benessere. Le curve di indifferenza sono puntiformi e
distribuite lungo la bisettrice che taglia il piano a 45°, dove A è preferibile
a B e B preferibile a C nonostante l’utilità in quel punto sia maggiore. Uno
dei limiti inoltre è quello di non discriminare tra i punti C e D, entrambe
scartati.
3) FUNZIONE RAWLSIANA (teoria del MAX_MIN) : il benessere sociale
aumenta se migliora (max) il benessere di chi sta nella situazione
peggiore (min). Le curve di indifferenza hanno una forma ad L, il cui
angolo si situa sulla bisettrice che taglia il piano a 45°. Perché la forma
ad L ? Si consideri una situazione iniziale in cui le risorse sono distribuite
in egual modo tra due individui, la cui utilità è dunque la stessa (punto
A); se si verificasse un amento esogeno delle risorse disponibili, allocate
interamente all’individuo 1, la nuova allocazione è rappresentata dal
punto B, dove l’utilità dell’individuo 2 è inferiore a quella del primo
individuo ma tuttavia invariata rispetto alla situazione iniziale (A), motivo
per cui il punto A e il punto B giacciono sulla stessa curva di indifferenza,
dove il livello di benessere è il medesimo. Analogo discorso si può fare se
la parte addizionale di risorse viene distribuita interamente all’individuo 2
(punto C). Questa teoria fornisce il fondamento filosofico della teoria sulla
giustizia sociale. Secondo Rawls la giustizia equivale all’EQUITA.
RAWLS E LA METAFORA DEL CONTRATTO SOCIALE/VELO IGNORANZA il
contratto sociale può essere correttamente definito soltanto se si
immagina una situazione iniziale in cui tutti gli individui (avversi al
rischio) non conoscono quale sarà la loro posizione all’interno della
società, sono così coperti da un velo di ignoranza, che farà si che essi
prediligano il principio della libertà, per cui ogni persona ha il medesimo
diritto di massimizzare la propria libertà senza ledere quella altrui, e il
principio di differenza, per cui le disuguaglianze sociali devono essere
ridotte realizzando il massimo beneficio per il meno avvantaggiato.
SIA LA FUNZIONE RAWLASIANA SIA QUELLA BENTHAMIANA CONSIDERANO
MIGLIORAMENTI DEL BENESSERE SOCIALE ANCHE PUNTI CHE NON SONO PARETO
SUPERIORI.
NON TUTTI I PUNTI PARETO SUPERIORI SONO PREFERIBILI SECONDO RAWLS,
MENTRE TUTTI I PUNTI DI MIGLIORAMENTO PARETIANO SONO ANCHE PUNTI DI
MIGLIORAMENTO PER BENTHAM.
FIRST BEST: configurazioni di Prezzo e quantità che rispettano tutte le condizioni di ottimo
paretiano
SECOND BEST: configurazioni di Prezzo e quantità che NON rispettano tutte le condizioni di
ottimo paretiano (lo status quo del mondo in cui viviamo è di second best)
TRADE OFF EFFICIENZA – EQUITA per raggiungere un maggior livello di efficienza i
mercati dovrebbero essere lasciati liberi di operare ma la distribuzione delle risorse generata dai
mercati non è equa. Se si vuole ottenere un maggior livello di equità occorrerebbe applicare delle
imposte distorsive che riducono l’efficienza. I due obiettivi non sono raggiungibili
contemporaneamente occore prendere delle decisioni politiche.
LIMITI ECONOMIA DEL BENESSERE:
- Individualismo (benessere collettivo riconducibile alla valutazione di un
singolo)
- Utilitarismo (benessere legato al soddisfacimento dei bisogni)
L’economia del benessere si basa su un tipo di equità CONSEQUENZIALE: ciao che conta per
valutare il benessere sono le conseguenze dei risultati prodotti sui soggetti interessati, tuttavia non è
sempre valida.
Equità PROCEDURALE: implica che la vita sociale sia definita da regole eque: Tutti i soggetti
hanno pari opportunità di vivere in modo soddisfacente, L’enfasi è sul processo e non sul risultato,
Dando importanza ai diritti fondamentali e alla responsabilità del singolo nella società. Equità
procedurale portata agli estremi evidenzia lo stato minimale, Dove ruolo dello Stato è solo quello di
garantire il rispetto dei diritti individuali, in un’equità procedurale tradizionale invece lo Stato
garantisce l’eguaglianza dei punti di partenza.
Oltre all’equità occorre considerare i funzionamenti (modo in cui i bisogni individuali vengono
soddisfatti) e le capacità (gli elementi diventano effettive soltanto se tradotti insieme di capacità).
LIMITI TEORIA NEOCLASSICA:
- Non tiene conto della presenza di individui altruisti
- Non spiega fenomeni di disequilibrio (es: disoccupazione)
- Accetta la distribuzione dei redditi esistente
BENI MERITORI: non presentano problemi di non rivalità e non esclusione, soddisfano bisogni
trasversali alla distinzione tra beni pubblici e privati, si tratta di beni per cui lo stato antepone i suoi
bisogni a quelli dei cittadini. Lo stato ha propri bisogni, necessità che non sempre coincidono con
quelle dei consumatori. Sono beni che pur non presentando le caratteristiche dei beni pubblici sono
forniti dallo stato in quanto meritevoli sotto il profilo etico. Lo stato impone il consumo di
determinati beni privati (es: casco)
ECONOMIA DELLA FELICITA’ l’obiettivo è il raggiungimento della felicità, i livelli di
benessere vengono quantificati senza utilizzare il reddito ma attraverso indicatori soggettivi che
tengono conto di quanto le persone siano soddisfatte della loro vita. Il reddito è uno strumento e non
un obiettivo. La felicità aumenta almeno che proporzionalmente al reddito per due motivi:
1. Influenza del reddito relativo: si è felici solo se il reddito aumenta
relativamente agli altri
2. Effetto adattamento: all’aumentare del reddito aumenta anche la soglia
di reddito ritenuto soddisfacente.
Bene pubblico puro: è uno dei fallimenti del mercato, un bene è definito pubblico se non rivale
(quando il consumo può avvenire da parte di due o più soggetti) e non escludibile (se non è
possibile escludere qualcuno dal consumo di quel bene).
Bene tariffabile: escludibile, ma non rivale (autostrada, istruzione: limite della congestione, c’è un
limite fisico al numero di consumatori che deriva dalla dimensione delle aule)
Bene comune: non escludibile, rivale (riserva pesca, strade pubbliche nei centri cittadini, i
miglioramenti della tecnologia possono consentire di risolvere alcuni problemi)
Secondo la teoria positiva: la domanda aggregata in caso di beni privati è uguale alla somma
orizzontale delle domande individuali, somma delle quantità (PREZZO unico e QUANTITA
differenziata). La domanda aggregata di un bene pubblico è uguale alla somma verticale delle
domande dei singoli individui, ovvero per ogni quantità si sommano le disponibilità a pagare
dell’insieme di soggetti (PREZZO differenziato e QUANTITA uguale).
Secondo la teoria normativa: per i beni pubblici la condizione di ottimo si ha quando la somma dei
saggi marginali di sostituzione tra bene pubblico e privato, di tutti gli individui, è uguale al costo
marginale di produzione del bene pubblico. Questo è ottenibile solo se si conoscono tutte le
preferenze.
Free riding fenomeno per cui gli individui non hanno interesse a rivelare le loro preferenze
riguardo i beni pubblici, se si chiedesse ad un soggetto quale valutazione marginale attribuisce al
bene pubblico, questo sarebbe tentato a dare una valutazione inferiore alla verità, e poiché il prezzo
che copre il costo in un’economia di beni pubblici è pari alla somma delle valutazioni marginali
degli individui, la sottovalutazione fa sì che le imprese produrrebbero in perdita. Questo problema
può essere visto come un fenomeno di asimmetria informativa di tipo: selezione avversa; il cittadino
dispone di un’informazione che lo Stato non ha. Per questo problema in un’economia decentrata il
bene pubblico non viene offerto e non viene domandato, è necessario l’intervento pubblico. Un
livello efficiente di offerta di beni pubblici corrisponde al punto di intersezione tra curva di
domanda e curva di offerta ma nella realtà le decisioni sulla quantità di beni sono prese dallo Stato
attraverso un processo politico. Il comportamento di chi tende a dichiarare che il bene pubblico non
gli interessa, confidando in atteggiamenti più onesti da parte degli altri, è un comportamento
strategico, per tali problemi e utile ricorrere alla teoria dei giochi: il risultato che ottiene un certo
soggetto dipende non solo dal suo comportamento ma anche da quello di altri che interagiscono con
lui. - Si consideri il caso di un bene da cui possono trarre vantaggio molti
individui, A è uno di questi.
Se A è uno dei tanti che possono trarre vantaggio dalla produzione del
bene pubblico, Non contribuire costituisce la strategia dominante. Se i
giocatori sono solo 2, ciascuno sceglie senza sapere cosa fa l’altro e
ciascuno sceglie egoisticamente:
In una situazione di piccoli numeri si apre lo spazio di contrattazione e
ciascun individuo acquisisce una maggior consapevolezza del peso della
propria decisione, assente nel caso dei grandi numeri.
Dunque l’azione non coordinata di soggetti egoisti non sempre porta
all’ottimo sociale, La mano invisibile non sempre funziona. Tuttavia
esistono molti esempi in cui i soggetti contribuiscono volontariamente
alla fornitura di beni pubblici puri o misti: volontari antincendio..
Comportamenti cooperativi sono sistematicamente più diffusi dei
comportamenti da free rider.
(per un bene privato è semplice esprimere le proprie preferenze, Sulla base della decisione di
acquistare o meno).
Il mercato non produce un’allocazione pareto efficiente in presenza di:
1. Insufficiente concorrenza
2. Esternalità
3. Beni pubblici
4. Informazione asimmetrica
I fallimenti del mercato sono uno dei motivi per cui è necessario l’intervento pubblico, che prova a
correggere l’esito del mercato per migliorare il benessere collettivo. (intervento pubblico guidato da
ragioni di efficienza). In termini generali le cause del fallimento possono essere:
- Difficoltà tra le parti che operano nel mercato di trovare un accordo per
uno scambio anche se vantaggioso per entrambe (monopolio)
- Mancanza di controllo pieno sui beni, sulle risorse e sul modo di utilizzarle
- Mancanza o incompletezza delle informazioni necessarie per lo scambio o
presenza di costi per ottenerle
È corretto guardare allo sviluppo basandosi solo sul PIL? Esso è facile da misurare ma:
- Sviluppo umano: le persone sono la ricchezza delle nazioni
- Sviluppo sostenibile: risponde ai bisogni delle generazioni esistenti senza
compromettere il soddisfacimento dei bisogni futuri.
FALLIMENTO DEL MERCATO COME INSUFFICIENTE CONCORRENZA: i mercati non
concorrenziali sono queli mercati in cui il compratore o il venditore possono influenzare il prezzo:
oligopolio (interazione tra poche imprese), monopolio (unico produttore), monopsodio (unico
acquirente). Se in concorrenza perfetta il prezzo è uguale al costo marginale e nel lungo periodo il
prezzo è uguale al minimo costo medio, nelle industrie non concorrenziali il prezzo
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