La conoscenza scientifica: alcuni nodi problematici
Prima di studiare i principali “oggetti” presi in esame dalla scienza politica, bisogna comprendere la differenza tra opinione politica e teoria di scienza politica. Tutti i cittadini, più o meno informati, ne parlano e sono portati ad esprimere opinioni e giudizi sui temi di cui tratta la scienza politica. La differenza sostanziale consiste nel fatto che, mentre la prima esprime una valutazione pro o contro un dato problema, la seconda ha una funzione solo descrittiva e non valutativa.
Norberto Bobbio, nel “Dizionario di politica”, definisce la scienza politica, ricordando che il termine “scienza” viene adoperato nel significato tradizionale come opposto di “opinione”: occuparsi scientificamente di politica, dunque, significa non abbandonarsi alle credenze della massa, senza dare giudizi in base a dati non accertati.
È utile ricordare due diverse correnti di pensiero contemporanee, quella neopositivista e quella costruttivista, che concepiscono la conoscenza scientifica in modo diverso a partire da alcune differenze fondamentali: nel metodo e nel modo di costruire il linguaggio scientifico.
Linguaggio
Uno degli elementi più importanti che qualifica la correttezza del metodo scientifico è il linguaggio scientifico. L’uomo è per sua natura un animale simbolico, capace di interpretare il mondo in cui vive attraverso la produzione di simboli e significati che, colti nel loro insieme, costituiscono l’universo simbolico e culturale che dà significato alle azioni umane. Queste operazioni mentali ci permettono di memorizzare l’esperienza e di adattarci a un mondo complesso, sviluppando relazioni sociali con altri individui.
Il linguaggio verbale è anzitutto il sistema di segni privilegiato con cui noi esseri umani classifichiamo e concettualizziamo la realtà: si tratta di un codice con le sue regole socialmente definite e condivise.
- Secondo i Neopositivisti, l’esistenza di un linguaggio comune presuppone un accordo intersoggettivo sui criteri in base ai quali diventa possibile controllare le ipotesi sulla realtà osservata, e comunicarne quindi i risultati.
- Secondo i Costruttivisti, invece, l’esistenza di un linguaggio comune mostra come la realtà venga comunicata come un dato oggettivo; l’accordo intersoggettivo, consolidatosi nel tempo, non viene più messo in discussione diventando senso comune.
In ogni caso, il linguaggio ha rivelato di possedere alcune caratteristiche per comprendere le dinamiche che conducono alla formazione dell’io sociale di ogni essere umano. L’esperienza sociale diventa oggettiva, comunicabile, va oltre il soggetto.
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