CAPITOLO I
Concetti fondamentali che vengono utilizzati nell’analisi politica:
il concetto, è un termine, un’idea o una categoria. La concezione è invece una lettura più ampia
paragonabile all’interpretazione di un concetto. Per determinare il concetto di “politica” bisogna
evidenziare tre aspetti fondamentali:
1. La politica è un’attività collettiva che si determina all’interno dei gruppi e tra i gruppi, non
si può praticare singolarmente.
2. La politica comporta la presa di decisioni su questioni che coinvolgono il gruppo.
3. Le decisioni politiche diventano obbligatorie per il gruppo, in quanto vincolano e
impegnano i suoi membri.
La politica è quindi l’attività o il processo attraverso cui determinati gruppi raggiungono e
applicano decisioni vincolanti che incidono sulla collettività nel suo complesso. Una volta raggiunte
le decisioni devono essere ovviamente messe in atto. Un sistema politico si può descrivere come
l’insieme delle interazioni attraverso cui determinati valori vengono allocati mediante
provvedimenti forniti di autorità in una società: è questo che distingue un sistema politico da altri
sistemi che operano nel suo ambiente. CIT: Aristotele -‐-‐-‐-‐> la politica è il perseguimento di
obiettivi comuni e i cittadini dovrebbero contribuire alla loro realizzazione.
I paesi devono sviluppare procedure standard per prendere e applicare decisioni collettive. Le
strutture decisionali costituite a questo scopo comprendono per definizione il Governo, ossia
l’insieme di istituzioni deputate a risolvere problemi politici. Il governo è composto da istituzioni
che hanno la responsabilità di prendere decisioni collettive per la società. in un’ottica più
restrittiva il governo si riferisce al livello politico più elevato di queste istituzioni. Nella comune
accezione, il governo è costituito unicamente dal massimo livello delle cariche elettive: presidenti,
primi ministri e altri soggetti che stanno all’apice della scala di potere. Ma in un’accezione più
estensiva il governo è composto da tutte le organizzazioni che hanno il compito di raggiungere e
implementare decisioni per la comunità. In questo senso più ampio il governo è l’intero ambito
delle istituzioni che sono investite di pubblica autorità. (Tomas Hobbes).
Concetto di Governance: si tratta più di una concezione. Il suo significato si colloca a metà strada
tra politica e governo: non coincide con la politica ma non si riduce al governo. La governance
designa le procedure istituzionalizzate che si usano per risolvere i problemi politici; dunque si
concentra su un solo aspetto della politica, ma fa riferimento anche alla vasta gamma di attori non
governativi coinvolti in queste procedure, estendendo così la nostra prospettiva al di là del
governo. Il termine designa quindi l’attività che consiste nel prendere decisioni collettive,
un’attività in cui le istituzioni governative potrebbero non avere un ruolo primario. Intesa come
gestione di società complesse, la governance implica il coordinamento di entità che appartengono
sia al settore pubblico che al settore privato; è la capacità di fare le cose senza la capacità di
imporre che si facciano. Es. più importante di governance: l’Unione Europea.
Classificare i governi:
classificazione moderna ispirata al modello di Aristotele (monarchia, oligarchia e politia). Oggi
distinguiamo tre tipi di governo:
La democrazia liberale è attualmente la forma più nota e diffusa. I governanti vengono
• scelti attraverso elezioni libere, competitive, corrette e periodiche. Quasi tutti i cittadini
hanno diritto al voto e per consentire una scelta effettiva, gli elettori possono associarsi ai
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partiti politici o costituirne di nuovi. Il governo di una democrazia liberale è soggetto a
limiti costituzionali. I diritti individuali vengono difesi efficacemente in tribunali
indipendenti. (liberalismo). Es. i paesi occidentali (Stati Uniti, Italia, Germania, Francia,
Australia, ecc…).
I regimi autoritari non sono invece né liberali né democratici. La popolazione non ha alcun
• mezzo efficace per controllare i suoi governanti. Le elezioni non si tengono affatto, inoltre
segmenti di popolazione potrebbero essere esclusi dal voto. I governanti sfruttano a loro
vantaggio la loro posizione, si pongono al di sopra della legge e sono sottratti a un’effettiva
responsabilità nei confronti del popolo. Per giunta, i leader dei regimi autoritari sono
disposti, se necessario a manipolare il risultato delle elezioni. Es. il medio oriente continua
ad ospitare diversi regimi autoritari).
Distinzione tra regimi autoritari e regimi totalitari (regimi fascisti e comunisti): i leader di questi
sistemi perseguono un rigido controllo e una completa trasformazione della società. Es. recente:
Iran. La democrazia illiberale rappresenta la via di mezzo tra gli altri due modelli. Molti paesi
• post comunisti, post militari o post coloniali a basso reddito assumono questa forma. I
governanti tengono elezioni non fraudolente ma pur sempre controllate. I leader vengono
eletti senza falsificazione dei risultati elettorali anche se tuttavia i governanti, sfruttano la
propria posizione per evitare un livellamento del terreno di gioco. Manipolano le leggi, i
media e il mercato. Es. Russia, Messico e molti paesi post militari dell’Africa.
Per realizzare gli obiettivi del governo, l’elemento fondamentale da possedere è il potere. Il potere
politico è una risorsa collettiva desiderabile che consente ai governanti di perseguire con successo
il pubblico interesse. Mentre il potere è la capacità d’agire, l’autorità è il diritto riconosciuto di
agire. Si crea quando i subordinati accettano la capacità dei superiori di impartire ordini legittimi.
L’autorità è il diritto di comandare e si crea quando le persone riconoscono al soggetto investito di
quell’autorità il diritto di prendere decisioni. Weber identifica tre mezzi per riconoscere la validità
del potere politico:
1. La tradizione: si basa sul rispetto di ciò che effettivamente o presumibilmente è sempre
esistito. Chi governa in base alla tradizione non deve giustificare la propria posizione.
2. Il carisma: opposta alla tradizione, si basa non sul passato ma sulla creazione della storia. Il
profeta convince i seguaci che la terra promessa è a portata di mano, egli rappresenta un
capo trascinante, unico ed eroico. I leader carismatici emergono generalmente nei
momenti di crisi e di turbolenza. (Gandhi, Hitler, Gesù). L’autorità carismatica al contrario
della tradizione ha però vita breve, in quanto se viene a meno il leader viene a meno anche
l’autorità politica.
3. Le norme legali-‐razionali: qui l’obbedienza, si deve alle regole anziché ai regolatori.
L’autorità legale-‐razionale tutela i diritti individuali e rappresenta una componente
essenziale della democrazia liberale; la legge determina come si assurge a ruoli di
comando e sempre la legge indica quali limiti i governanti devono rispettare nell’esercizio
delle loro funzioni.
Oltre al concetto di autorità, è importante anche quello di legittimazione, infatti l’autorità consiste
nel potere legittimato. La legittimazione è il processo attraverso il quale si forma la legittimità.
Quando un regime è generalmente accettato, lo definiamo legittimo.
Lo stato è una comunità politica legittima formata da una popolazione territoriale assoggettata a
un governo. Lo stato è un’istituzione particolare che si pone al di sopra di tutte le organizzazioni
della società. è una combinazione tra forza e autorità. Lo stato definisce la comunità politica di cui
il governo è gestore. Lo stato crea un mandato di gestione che poi viene affidato al governo.
Questa distinzione si riflette nella classica separazione dei ruoli di capo dello stato e capo del
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governo. Lo stato è l’istituzione che detiene il potere sovrano (C.Bodin) in quanto è l’ente che non
viene mai limitato da un’autorità superiore. La sovranità contraddistingue la massima fonte di
autorità della società. Il sovrano è il decisore di più alto livello all’interno di una comunità.
Il concetto di nazione è più ambiguo rispetto a quello di stato. Le nazioni sono comunità
immaginarie e &
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