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organizzativo. Un tratto peculiare dei movimenti è il poterne far parte

sentendosi quindi coinvolti in uno sforzo collettivo, senza dover

automaticamente aderire ad una specifica organizzazione. I membri

condividono un sistema di credenze, nutrendo nuove solidarietà ed

identificazioni collettive. Caratteristica di base è l’elaborazione di visioni del

mondo e valori alternativi rispetto a quelli dominanti. I movimenti sono i

protagonisti del mutamento sociale. I valori emergenti sono poi alla base della

definizione dei conflitti attorno a cui gli attori si mobilitano. I movimenti sociali

tenterebbero di opporsi alla penetrazione dello Stato e del mercato nella vita

sociale, rivendicando la riappropriazione della propria identità, il diritto di

realizzare la propria vita privata e affettiva, contro la manipolazione del

sistema. Differenze di genere, difesa dell’ambiente naturale, sono alcuni dei

temi

Neocorporativismo: Si definisce neocorporativo quel tipo di

rappresentanza degli interessi in cui le unità costitutive sono singole,

obbligatorie, non in concorrenza l'uno con l'altra, gerarchiche e

differenziate secondo criteri funzionali. Dette unità sono riconosciute, a

volte sponsorizzate dallo Stato che "deliberatamente concede loro il

monopolio della rappresentanza all'interno delle rispettive categorie in

cambio dell'osservanza di certi controlli sulla selezione dei loro leader e

sull'articolazione delle domande e degli appoggi da dare" (Schmitter)

(capitolo 4, par. 8.1).

Neo-istituzionalismo: Il neo-istituzionalismo è un approccio allo studio

della politica che attribuisce alle istituzioni - intese come tessuto di

regole, procedure, valori - la capacità di formare preferenze e forgiare

identità collettive, fornendo significati agli attori i cui comportamenti

vengono in questo modo dettati più da obbligazioni culturali e norme

sociali che non da meri interessi individuali. Gli individui, dunque, in

presenza di istituzioni, non agirebbero seguendo le loro preferenze

egoistiche ma accordando il loro comportamento ad un complesso di

norme, valutandone l'appropriatezza (capitolo 1, par. 7).

Office-seeking, i partiti si impegnano nella attività di ricerca di cariche

pubbliche. 2° fase

Organizzazioni non governative transnazionali, cioè organizzazioni

indipendenti dai governi, che agiscono in più paesi. Attori importanti di multi-

track diplomacy e analizzati da approcci bottom-up.

Organizzazioni governative internazionali, sono istituzioni sopranazionali

create seguendo un approccio pluralista. Si sottolinea la capacità degli Stati

di cooperare, e la rilevanza che gli attori sopranazionali non rappresentano 16

istituzioni statali, ma interessi privati. Opposto → Stati sovrani, Istituzioni

sopranazionali.

Organizzazioni transnazionali dei movimenti sociali, cioè organizzazioni

di movimenti sociali attive in più paesi. Le arene sopranazionali costituiscono

il luogo di incontro per svariati tipi di organizzazioni che spesso si alleano a

sostegno delle stesse mete condivise da specifici movimenti sociali.

Parlamento: Il parlamento moderno è la principale istituzione della

democrazia rappresentativa. Esso è costituito da assemblee

pluralistiche e rappresentative, titolari di un potere di intervento sulla

elaborazione e di controllo sulla esecuzione delle scelte politiche al fine

di garantirne la rispondenza alla volontà popolare (Cotta) (capitolo 6,

par. 1). Sulla base delle loro caratteristiche morfologiche e del loro

funzionamento, sono state individuate diverse tipologie di parlamenti, distinte

in particolare sul numero di camere, del ruolo svolto al loro interno

dall’assemblea e dalle commissioni, del numero e della compatezza dei partiti

che operano al loro interno. Un parlamento è monocamerale, quando è

dotato di un’unica struttura assembleare. I sistemi bicamerali si caratterizzano

invece per la presenza di due camere. La seconda camera può avere poteri

più limitati della prima o avere competenze perfettamente identiche a quelle

della prima camera. Nei sistemi federali ha il compito di rappresentare le

unità territoriali federateIn genere per proteggere gli stati più piccoli essi sono

sovrarappresentati. Parlamento avversariale è tendenzialmente

monocamerale ( o con bicameralismo solo formale); le commissioni hanno

scarso potere; vi è un sistema bipartitico con partiti molto compatti. Ciò porta

in genere ad una identificazione tra maggioranza e governo (monopartitico),

con scarso potere autonomo del parlamento. Parlamento policentrico è

bicamerale, ha un forte sistema di commissioni; vede un numero elevato di

partiti, con una scarsa coesione interna. Ciò rafforza l’autonomia del

parlamento rispetto al governo, dato che si indebolisce il rapporto tra i partiti

che compongono la maggioranza e il governo di coalizione.

Partecipazione politica: La partecipazione politica è stata definita come

"il coinvolgimento dell'individuo nel sistema politico a vari livelli di

attività, dal disinteresse totale alla titolarità di una carica politica"

(Rush), o, più limitatamente, viene a designare quei comportamenti dei

cittadini orientati ad influenzare il processo politico (Axford et al.).

L'espressione "partecipazione politica" comprende comportamenti

molto diversi: dal voto alla militanza in un partito, dalla discussione alla

pressione organizzata. Si distinguono infatti forme di partecipazione

convenzionali, come l'andare a votare o farsi eleggere ad una carica

pubblica, e forme di partecipazione non-convenzionali, come l'uso della

protesta e l'impegno in un movimento sociale (capitolo 3, par. 1). 17

La partecipazione convive con tassi molto bassi di partecipazione.

Milbrath: I gladiatori svolgono un ruolo attivo in politica, appena il 7%; gli

spettatori, impegnati ad un livello minimo, il 60%; e gli apatici

completamente disinteressati della politica, il 30%.

Verba e Nie, distinguono il livello territoriale della partecipazione: 22%

cittadini totalmente passivi, 21% si limita a votare; 20% i localisti che si

interessano solo di questioni locali; il 4% i parrocchiali che si interessano

solo di ciò che li tocca direttamente; il 15% i contendenti che si mobilitano su

specifiche campagne; solo il 18% attivisti globali, coinvolti su tutto l’arco

delle questioni politiche.

Partecipazione ed ineguaglianza Più è alto lo status sociale di un individuo,

tanto più egli tende a partecipare. Chi ha più alto status ha infatti più risorse

materiali (denaro) e più risorse simboliche (prestigio) da investire nella

partecipazione. Per quanto riguarda le prime, chi ha maggiore denaro e

tempo libero può utilizzarli, con minori costi marginali, in attività politica. Chi

ha un alto status sociale, ha una maggiore istruzione e maggiori competenze.

Il resto è escluso per il sentimento di incompetenza, e non l’assenza di

opinioni. L’eguaglianza politica è perciò un’utopia così come utopistica si è

rilevata la speranza diffusa che la democrazia, dando potere ai meno

privilegiati attraverso un diritto di voto uguale per tutti, avrebbe portato ad

abolire i privilegi.

Forme nuove della partecipazione Incrocio tra attività convenzionali e

non convenzionali:

Inattivi, che al massimo leggono di politica o fanno una petizione.

Conformisti, che si impegnano un po’ di più nelle attività convenzionali.

Riformisti, che partecipano in modo convenzionale, ma articolano anche il

repertorio politico fino ad abbracciare forme legali di protesta, dimostrazioni.

Attivisti che ampliano il repertorio, fino ad introdurre forme non legali di

protesta . Protestatari, che adoperano forme non convenzionali. Il processo

di partecipazione richiede quindi la costruzione di collettività solidali al cui

interno gli individui si considerano reciprocamente come eguali. Costruire

solidarietà attraverso la creazione di identità collettive. La partecipazione

politica è maggiore quanto maggiore è la coscienza di classe.

Partitocrazia: la partitocrazia è una forma di regolazione sociale basata

sull'attribuzione ai partiti di "un controllo ampio, diversificato, capillare

sulle risorse sui processi decisionali" (Pasquino) (capitolo 6, par. 9).

Significa più che governo dei partiti, vero e proprio domino di essi. Il sistema

italiano è stato definito come caratterizzato di controllare i gruppi di

pressione, i tecnici e la società civile. In Italia s’è diffuso questo sistema, in

quanto hanno la presenza diffusa di occasioni, cioè di decisioni ad essi 18

delegate. Sono emerse inoltre delle gerarchie invisibili, legate alla gestione

delle tangenti,: boss degli enti pubblici, cassieri di partito, portaborse sono

divenute figure molto influenti, nel funzionamento dei partiti politici. I partiti

sono divenuti una sorta di società per azioni in cui il denaro serve a comprare

tessere di partito, utili a conquistare posti nelle liste elettorali, e voti, necessari

per essere eletti ad alcune cariche nella pubblica amministrazione. Il

parlamento italiano è stato caratterizzato da una produzione di eccessive

leggine, appartenenti ad una sottolegislazione particolaristica di importanza

secondaria.

Micropolitiche↔ Mesopolitiche. La versione italiana del party government

non è stato l’intervento dei partiti nella formazione del governo, quanto la

separazione tra vertici di partito e di governo, con una subordinazione dei

secondi ai primi.

Partito ideologico di massa: Un partito ideologico di massa si sviluppa

in condizioni di suffragio elettorale allargato e si caratterizza per la

presenza in esso di una stabile struttura organizzativa di massa,

territorialmente radicata, con un gruppo di professionisti (vedi politico

di professione) impiegati permanentemente nelle sue attività e per l'uso

molto marcato di un'ideologia strutturata con funzioni di mobilitazione e

di integrazione dei militanti. Esempi di partiti ideologici di massa sono

stati i partiti socialisti europei, i partiti comunisti, ecc. (capitolo 5, par.

4). La struttura organizzativa di base di questo tipo di partito è la sezione.

Secondo Duverger, l’elemento principale è che la sezione è un organismo

aperto a tutti, che fa propaganda per avere il maggior numero possibile di

iscritti. Invece di un piccolo gruppo di notabili, si cerca di riunire masse di

persone, non si chiede loro se sono conosciute, influenti, in vista.

Evidentemente si preferisce avere persone conosciute, in vista; ma si mira

soprattutto al numero. La sezione è aperta, il comitato è chiuso. Per il partito

di sezione si può parlare di un contagio da sinistra, dato che questa struttura

tipica dei partiti socialisti si è estesa anche ad altri partiti. Nelle situazioni di

repressioni il partito operaio può adottare anche una struttura di base di

cellula.

Partito di notabili Indichiamo gli individui che si dedicavano alla politica

traendo altrove il loro sostentamento, e la politica era un’attività collaterale. I

notabilii non solo svolgevano questa come attività secondaria, ma godevano

di una certa considerazione sociale, che dava loro la possibilità di accettare

uffici. Questo tipo di partito ha la sua unità di base, nel comitato. Ciascun

comitato è composto da una dozzina di persone, che aderiscono in modo

informale. La loro principale caratteristica e l’appartenenza ad una elitè. 19

Partito pigliatutto: il concetto di partito pigliatutto è stato elaborato da

Otto Kirchheimer per descrivere il nuovo tipo di partito che cominciava

ad affermarsi nel secondo dopoguerra, caratterizzato una riduzione del

bagaglio politico, un rafforzamento dei gruppi dirigenti di vertice, una

diminuzione del ruolo del singolo membro del partito, una minore enfasi

su una specifica classe sociale ed una maggiore influenza sulle sue

decisioni da parte dei gruppi di interesse (capitolo 5, par. 7). Il concetto

di pigliatutto sottolinea un altro elemento: pur di prendere voti i partiti sono

disposti a tutto. La principale caratteristica di questo partito sarebbe il

concentrare tutte le sue energie nella competizione elettorale. Il partito tende

ad espandere il suo elettorato cercando di trovare più votanti in tutte quelle

categorie che non hanno tra loro evidenti conflitti di interesse. Attraverso la

scelta di temi consensuali il partito può estendere al massimo il raggio dei

potenziali elettori. L’affermarsi del partito pigliatutto sarebbe il risultato di una

serie di trasformazioni sociali e culturali che portano all’indebolimento dei

sentimenti di appartenenza di classe così come delle credenze religiose.

Partito politico: "per partiti si debbono intendere le associazioni fondate

su una adesione (formalmente) libera, costituite al fine di attribuire ai

propri capi una posizione di potenza all'interno di un gruppo sociale e ai

propri militanti attivi possibilità (ideali o materiali) - per il perseguimento

di fini oggettivi o per il perseguimento di vantaggi personali, o per tutti e

due gli scopi" (Weber). In democrazia i partiti si definiscono anche sulla

base della loro partecipazione a regolari elezioni come "compagine di

persone che cercano di ottenere il controllo dell'apparato di governo a

seguito di regolari elezioni" (Downs) (capitolo 5, par. 1).

Partiti di rappresentanza individuale sono i partiti di notabili che si

limitavano a rappresentare gli interessi di gruppi di elettori. Partito tipico di

una società con campo politico limitato e con basso grado di partecipazione. I

rappresentanti una volta scelti, sono investiti di mandato completo.

La sua funzione principale è quella di patronato, cioè insediare il loro capo

nella carica direttiva affinché egli assegni poi gli uffici statali al suo seguito. Il

loro programma non è fondato su un contenuto di principi, ma si basa sulle

richieste alle quali attribuiscono la maggiore forza propagandistica presso gli

elettori.

Polarizzazione ideologica è la collocazione ideologica degli elettori lungo

l’asse destra-sinistra, questa influenzerebbe il funzionamento del sistema

partito.

Policy-seeking i partiti si impegnano a tentare di realizzare alcune

specifiche politiche. 3° fase 20

Politiche redistributive, sono quelle che tolgono risorse ad alcuni gruppi per

darle ad altri. Lowi, sostiene partendo dall’area dei servizi sociali, che la

politica è caratterizzata da un conflitto strutturato tra gruppi di interesse bene

organizzati che rappresentano classi sociali contrapposte. E’ una politica

delle grandi associazioni di vertice, dove i gruppi che danno il denaro sono

coalizzati contro i gruppi che domandano servizi. Data la forza e la stabilità su

entrambi i fronti, la maggior parte delle decisioni saranno nascoste nelle

burocrazie.

Politiche regolative, sono quelle che introducono vincoli di comportamenti di

tutti. IN questo caso, Lowi si occupa in particolare dei dipartimenti di polizia,

dei vigili del fuoco. In queste arene c’è un accordo sul fine e i conflitti, sui

modi di raggiungere questi fini contrappongono alleanze trasversali e instabili.

Decisioni specializzate e individualizzate tendono a creare relazioni di potere

altamente disperse e fluttuanti.

Attori delle politiche pubbliche, l’analisi sul loro processo hanno mostrato

la compartecipazione di attori pubblici e privati, dotati di diversi tipi di risorse.

Attori pubblici, oltre ai parlamenti e governi, dotati soprattutto di risorse di

legittimazione democratica, si pongono le burocrazie pubbliche , con il loro

bagaglio di competenze tecniche , e sempre più spesso la magistratura.

Attori privati, sono stati distinti in partiti, gruppi di pressione e movimenti,

portatori di risorse di consenso, e spesso anche di progetto e di informazione;

esperti, legittimati dalle loro competenze tecniche. → Tappe delle politiche

pubbliche

Tappe delle politiche pubbliche gli attori pubblici o privati, hanno una

presenza mutevole a seconda dei diversi momenti.

Identificazione di un problema, quando si deve inserire un certo tema

nell’agenda politica: partiti, gruppi di interesse e movimenti sociali.

Formulazione di una soluzione, elaborare delle proposte: i tecnici, capaci di

analizzare e selezionare le alternative.

Adozione di una decisione: i governi ed i parlamenti.

Attuazione della decisione: burocrazie pubbliche e attori privati che

rappresentano gli interessi dei soggetti coinvolti dalla politica pubblica in

questione.

Valutazione dei risultati: la risorsa tecnica è di grande rilevanza.

Pluralismo: si definisce pluralista quel modello di rappresentanza degli

interessi le cui unità costitutive sono multiple e non coordinate e in

concorrenza tra loro. L'adesione a tali unità è volontaria e lo Stato non

riconosce a nessun gruppo in particolare il monopolio della

rappresentanza in un specifico settore. Questo modello favorisce la 21

differenziazione dell'accesso ai canali statali e l'uso del lobbying come

strumento di pressione politica (Schmitter) (capitolo 4, par. 8).

Pluralismo polarizzato→ vedi Sistema partitico

Questo sistema avrebbe caratterizzato il caso italiano fino agli anni settanta.

Msi e Pci sarebbero stati i due partiti antisistema, la DC avrebbe occupato

saldamente il centro , con alleanze con vari partiti (liberali, repubblicani,

socialdemocratici..)Pizzorno ha osservato, per esempio, che il partito

comunista italiano non era antisistema perché dichiaravano maggior fedeltà

alla costituzione dei partiti al governo. Nelle commissioni parlamentari, nei

consigli comunali avevamo frequenti accordi consociativi. Si sarebbe

trasformato in pluralismo centripeto con attrazione delle due ali estreme da

parte del centro, basti vedere il caso di DS e AN.

Politica: La politica è stata di recente definita come "uso vincolato del

potere sociale" (Goodin e Klingemann). Con l'avvento del mondo

moderno, la politica si afferma come sfera autonoma dalla società, dalla

religione e dall'economia. Le motivazioni del comportamento politico

possono oscillare tra dovere morale e utilità individuale. In ogni caso il

concetto di politica potrà variare a seconda che si faccia riferimento ad

una sfera di attività (spesso identificata con lo Stato), o ad un tipo di

attività (quella orientata al potere). Il rapporto tra risorse, attori e

istituzioni statuali sono stati messi in luce dal concetto di sistema

politico elaborato nella scienza della politica intorno agli anni '60. Oggi,

nell'analisi della politica, si distinguono soprattutto un approccio

razionale, che considera il comportamento politico come mosso

prevalentemente da interessi individuali, e un approccio

neoistituzionale, che invece sottolinea l'importanza delle istituzioni nella

costruzione di norme e identità (vedi neo-istituzionalismo) (capitolo 1,

par. 2).

Politiche di integrazione dell’Unione Europea. Integrazione negativa, è

basata solo sull’abolizione delle barriere interne al movimento delle merci e

dei cittadini. Integrazione positiva, è orientata a facilitare l’integrazione

sociale, in particolare attraverso gli incentivi allo sviluppo delle aree più

svantaggiate.

Politiche di sviluppo locale, per lungo tempo la politica locale è stata

considerata come bassa politica, ma oggigiorno le viene attribuito un valore

educativo come terreno di formazione democratica e un’alta capacità di

creare identificazione. Gli enti locali offrono la maggior parte dei servizi

pubblici. Il principio di sussidiarietà è stato invocato per sostenere che quello

locale sia il livello di intervento più adeguato per la soluzione dei principali

problemi sociali, stimolando il buon governo e l’innovazione. Se il 22

decentramento locale, si è sviluppano, gestendo principalmente il Welfare

state, una crisi fiscale di quest’ultimo non ha ridotto il ruolo delle politiche

locali. Le grandi città hanno cercato di assicurarsi risorse economiche

cercando di attrarre gli investimenti privati sul loro territorio. Logan e Molotch

parlano della presenza di un èlite economica che governerebbe il governo

locale. Idea sviluppata all’interno della teoria della macchina urbana dello

sviluppo economico. Questo controllo delle imprese sulle decisioni pubbliche

vine spesso contrastato dallo sviluppo di movimenti urbani.

Nuovo regionalismo si intende la crescita di politiche di sviluppo economico

locale.

Le politiche economiche dei governi di destra o di sinistra.

I governi di sinistra, interessati a raggiungere il benessere economico e

migliorare le condizioni dei settori meno avvantaggiati cercano di aumentare

la produttività di capitale e lavoro attraverso il settore pubblico. I governi

conservatori, relativamente meno interessati al temma dell’uguaglianza

cercano la strategia adeguata ad aumentare gli investimenti privati,

rinunciando ad intervenire in modo più diretto.

Politiche pubbliche: Le politiche pubbliche sono state definite in vario

modo. Secondo Mény e Thoenig esse sono "programmi d'azione attuati

da autorità politiche". Un recente orientamento ha però criticato questo

approccio troppo basato sugli attori istituzionali, definendo le politiche

pubbliche come "un insieme di azioni, compiute da un insieme di attori,

che agiscono in relazione ad un problema collettivo" (Dente) (capitolo 7,

par. 1.1). Meccanismi attraverso i quali le pubbliche autorità rispondono alle

domande o ai bisogni dei cittadini, o comunque sfruttano le opportunità

aperte di fronte a loro.

Politico di professione: Con lo sviluppo del partito di massa che nasce

la figura del politico di professione, che si dedica a tempo pieno alla

politica traendone sostentamento. Come diceva Weber, differenziando

tra chi vive per la politica e chi vive di politica, "della politica come

professione vive colui il quale aspira a farne una fonte di introito

durevole; per la politica vive colui per il quale ciò non avviene". La

professionalizzazione della politica accompagna la sua

autonomizzazione da altre sfere dell'agire umano (capitolo 5, par. 4).

Polity: La polity riguarda l'identità e i confini della comunità politica,

cioè del territorio circoscritto dalle frontiere e della popolazione che vi

abita(Cotta, Della Porta, Morlino). (capitolo 7, par. 5).

Potere: Il potere si può definire come la capacità di un attore A di

influenzare il comportamento di un attore B. Si dice che A ha potere su

23

B nella misura in cui A è capace di far fare a B qualcosa che va nella

direzione voluta da A e che B non avrebbe fatto altrimenti. Risorse di

potere possono essere la forza, il controllo della produzione, la capacità

di convincere attraverso le idee. Per questo si distingue tra potere

politico, potere economico e potere ideologico (capitolo 1, par. 4).

Protesta: Per protesta si intende una forma non-convenzionale di azione

(partecipazione politica) che interrompe la routine quotidiana al fine di

fare pressione sulle decisioni pubbliche. Chi protesta spesso si rivolge

direttamente all'opinione pubblica, prima ancora che ai rappresentanti

eletti o alla burocrazia pubblica (capitolo 4, par. 4). Tendono ad utilizzare i

mass media come loro cassa di risonanza. E’ una sfida dei presupposti

istituzionali dei modi convenzionali di fare politica in nome di una democrazia

partecipativa.

Rappresentanza politica può essere definita una relazione stabile tra

cittadini e governanti per effetto della quale i secondi sono investiti

dell’autorità di governare in nome e nell’interesse dei primi e sono soggetti a

responsabilità politica per i propri comportamenti di fronte ai cittadini stessi.

Etimologicamente parlando, rappresentare sta per dire: presentare di nuovo,

e, per estensione, rendere presente qualcosa o qualcuno che non è presente.

La teoria della rappresentanza si svolge in tre direzioni diverse, a seconda

che venga associata:

Rappresentanza come mandato rimanda alla concezione giuridica del

concetto: il rappresentante è come un delegato che agisce sulla base di un

preciso mandato. Oggiorno abbiamo il superamento della rappresentanza per

mandato imperativo in nome della rappresentanza indipendente. I

rappresentanti eletti non sono rappresentanti eletti che seguono istituzioni

iscritte, ma deliberando, seguendo unicamente la loro coscienza, gli interessi

generali della nazione. Rappresentanza vuol dire potere dato ai

rappresentanti di identificare la nazione di decider a suo nome.

Rappresentanza come specchio, assimila la rappresentanza alla

rappresentatività, cioè alla somiglianza: Diciamo che qualcuno è

rappresentativo di, per dire che egli impersona talune caratteristiche del

gruppo, della classe, della professione dalla quale proviene o appartiene.

Questo elemento è irrilevante in un parlamento. L’importante, infatti, è

rispettare le opinioni politicamente rilevanti.

Rappresentanza come responsabilità, rimanda ad una concezione

prettamente politica. I rappresentanti devono essere direttamente

responsabili di fronte ai rappresentati.

Regimi autoritari: I regimi autoritari costituiscono il tipo più ampio di

regimi non-democratici e sono caratterizzati, seguendo la definizione di

Linz, da "pluralismo politico limitato e non responsabile, senza una 24

elaborata ideologia guida, ma con mentalità caratteristiche, senza

mobilitazione politica estesa o intensa, tranne che in alcuni momenti, e

con un leader o talora un piccolo gruppo che esercita il potere entro

limiti formalmente maldefiniti ma in realtà abbastanza prevedibili"

(capitolo 2, par.5).

Reticoli sociali Gli ambienti sociali si differenziano sulla base della densità

dei reticoli che li caratterizzano, ciò da luogo ad una differente capacità di

partecipazione. La mobilitazione dei gruppi è facilitata dal loro livello di

carnet, sintesi di caratteristiche legate alla categoria sociale e alla densità di

network (reticoli) sociali. Le organizzazioni formali spesso sono canale di

reclutamento di adesione ai movimenti sociali. Il progresso economico e la

qualità dell’istruzione sono fattori che generano una maggiore partecipazione.

Ricerca empirica: La ricerca empirica caratterizza la scienza della

politica come tutte le altre scienze. Un fenomeno politico cioè viene

investigato seguendo una serie di regole che permettono la

formulazione di ipotesi e il loro controllo attraverso il vaglio empirico.

Normalmente la ricerca empirica segue un processo per tappe che inizia

con a) la selezione di un argomento di rilevanza scientifica, prosegue

con b) la formulazione precisa del tema, e cioè con l'individuazione

delle unità di analisi (istituzioni, gruppi, comportamenti, ecc.) della

ricerca e del loro contesto spazio-temporale, e, quindi, c) la definizione

dei concetti rilevanti per il fenomeno che si vuole esaminare, attraverso

d) l'operazionalizzazione delle proprietà dei concetti in variabili. Il

processo si conclude con e) la formulazione e il controllo di ipotesi

osservando la variazione dei valori della varabile dipendente (effetto) al

variare dei valori della variabile indipendente (causa). Le ipotesi

possono essere controllate seguendo vari metodi, il metodo

sperimentale (che caratterizza le scienze fisiche), il metodo statistico e il

metodo comparato (capitolo 1, par. 8).

Riforma della pubblica amministrazione è nata per esigenze di bilancio,

negli anni novanta, facendosi carico di ulteriori problemi, quali la domanda di

decentramento e democrazia, ma anche la lotta alla corruzione. Si basa sulla

deregolamentazione, con conseguente riduzione delle formalità

amministrative, e alla privatizzazione, come limitazione dei fini e funzioni del

settore pubblico, attraverso una riduzione dei servizi pubblici e/o una vendita

dei beni e delle imprese dello Stato. La soluzione proposta alla crescita del

deficit pubblico è la crescita del deficit pubblico è l’applicazione alla pubblica

amministrazione delle tecniche di gestione manageriale tipiche delle

organizzazioni private. Ad un amministratore solo applicatore delle leggi si

passa ad un burocrate manager. Democrazia dei risultati con la creazione di

autorità indipendenti o autorità garanti come istanze di difesa dell’interesse 25

collettivo in relazione alla privatizzazione di una serie di sevizi e compiti un

tempo gestiti dallo stato. Si è affermato il principi della trasparenza

dell’amministrazione della pubblica amministrazione. Per esempio, vi è una

nuova figura quella di difensore civico, come mediatore tra i cittadini e

l’amministrazione pubblica. Al burocrate manager si affianca il ruolo del

burocrate-mediatore. → Democrazie post-parlamentari, Burocrazia.

Scambio politico: si ha scambio politico quando un "soggetto

(generalmente il governo) il quale ha beni da distribuire è pronto a

scambiarli con consenso sociale che un altro soggetto è in facoltà di

dare o di ritirare (in quanto è capace di minacciare l'ordine) a meno che

non riceva i beni di cui ha bisogno" (Pizzorno) (capitolo 4, par. 5). E’ il

momento in cui il governo interviene nelle interazioni tra le parti sociali

( rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro) fornendo beni pubblici

( ad esempio, sgravi fiscali o sussidi) in cambio di consenso. La minaccia che

utilizzano i lavoratori non è lo sciopero, ma è ritirare il proprio consenso

all’ordine sociale. Lo scambio politico è uno scambio a tre, dove una parte dei

benefici per i lavoratori e le imprese viene dallo Stato.

Sfera pubblica: Il concetto di sfera pubblica, elaborato dal filosofo

tedesco Jurgen Habermas, designa un ambito di società civile - non

statale, ma pubblicamente rilevante - dove si hanno discussioni

pubbliche, visibili all'esterno, su questioni di rilevanza pubblica.

Cresciuta con la società borghese, la sfera pubblica si è sviluppata nei

caffè, i salotti, le associazioni e, soprattutto, la stampa. In questi luoghi

si è sviluppata la discussione sul bene pubblico attraverso una

argomentazione pubblica e razionale. La sfera pubblica ha assunto

anche un ruolo politico con la critica del potere statale, ma la presenza

di un pubblico raziocinante ha avuto come effetto lo spostamento

dell'opposizione dall'uso della violenza al ricorso alle armi della

discussione (capitolo 3, par. 7.1).

Sistema politico: Si intende per sistema politico un sistema di

interazioni attraverso le quali si realizza l'assegnazione autoritativa di

valori scarsi in una data società (Easton). Le interazioni con la società

sono concettualizzate in termini di stimoli e risposte (inputs e outputs),

dove i primi comprendono le domande politiche e il sostegno al

sistema, le seconde si identificano nelle politiche pubbliche. La

presenza di regolatori d'accesso (gatekeepers) limita l'afflusso di

domande politica. Il sostegno può essere specifico, riguardando una

specifica domanda politica, o diffuso, avendo come oggetto il sistema

politico in generale. Il sostegno infine può essere indirizzato verso tre

elementi del sistema politico: la comunità politica, il regime o le autorità

(capitolo 1, par. 5). 26

Sistemi di partito: I sistemi di partito sono le configurazioni dei

differenti partiti che caratterizzano ciascun sistema politico. Essi

rappresentano più che la somma delle loro unità, includendo anche il

tipo di interazioni - alleanze, coalizioni, competizione, opposizione - che

intercorrono tra i loro membri. Essi possono essere bipartitici, o

multipartitici, polarizzati o moderati - a seconda del numero dei partiti

rilevanti e del grado di polarizzazione ideologica (capitolo 5, par. 9).

Si distinguono, secondo Duverger, in:

Sistema monopartitico caratterizza certi regimi autoritari, detti spesso a

partito unico. Secondo Sartorisono distinguibili tre sistemi monopartitici:

partito singolo,è legale un solo partito; partito egemonico, esistono altri partiti

legali, satelliti del principale; partito predominante, i partiti minori competono

effettivamente con il predominante, che alla fine vince sempre.

Sistema Bipartitico , con una alternanza di potere tra due partiti. L’elettorato

elegge direttamente il governo, non si perde tempo in negoziati per formare

coalizioni. Il sistema elettorale maggioritario a un turno favorisce il

bipartitismo. Sartori aggiunge, che in questo sistema due partiti sono in grado

di competere per la maggioranza assoluta dei seggi; il partito che ottiene la

maggioranza assoluta vuole governare da solo. La competizione è verso il

centro dove si presume che ci siano gli elettori fluttuanti- quelli cioè disponibili

a cambiare partito.

Sistemi multipartitici nati, secondo Rokkan, dal succedersi e cristallizzarsi

di conflitti sociali. Ritroviamo coalizioni eterogenee ed instabili, con

conseguenti difficoltà dell’elettore di attribuire meriti e demeriti. Il sistema

elettorale proporzionale favorisce il multipartitismo. Sartori parla di pluralismo

polarizzato. In genere con un numero di partiti superiori a cinque, ha le

seguenti caratteristiche: presenza di partiti antisistema (partiti che

cambierebbero il sistema di governo); presenza di due opposizioni bilaterali; il

centro è occupato; il sistema è ideologicamente polarizzato; tendenza

centrifuga; l’ideologia determina fortemente la mentalità dei cittadini;

opposizioni irresponsabili; tendenza a fare promesse; il partito al centro,

costretto a restare al governo, ha una scarsa responsabilità democratica.

Multipartitismo segmentato: variabile aggiunta da Sartori, caratterizzata da

un unsero di partiti superiore a cinque, ma con bassa polarizzazione

ideologica.

Critiche: Su sei paesi considerati bipartitici solo tre (Usa, Regno Unito e

Nuova Zelanda) hanno sistemi maggioritari, mentre Colombia, Venezuela e

Malta, hanno sistemi elettorali proporzionali. Oppure il Canale, utilizza il

maggioritario, ma è multipartitico. In Itali l’adozione di un sistam maggioritario

dal 1994 ha perfino aumentato il numero di partiti.

Sindacato Organizzazioni per la difesa degli interessi collettivi dei lavoratori.

27

Socializzazione politica I partiti svolgono questa funzione trasformando il

cittadino in animale politico, integrandolo nel gruppo. Ogni partito deve

presentare all’elettore individuale e ai suoi gruppi di interesse specifici

un’immagine di comunità come entità.

Stato: Il concetto di Stato si riferisce ad uno specifico ordinamento

politico, che emerge in Europa a partire dal XIII secolo. Gli elementi

essenziali di tale ordinamento sono a) la territorialità del comando, che

si realizza attraverso un processo di accentramento territoriale; b)

l'obbligazione politica, attraverso il riconoscimento allo Stato del

monopolio della forza legittima; c) lo sviluppo di una burocrazia

pubblica, vincolata al rispetto dello stato di diritto (capitolo 1, par. 3, pp.

15-19).

Stati decentrati, dove esiste un minimo di autonomia; gli enti territoriali sono

semplici agenti del governo centrale; il potere legislativo ed esecutivo a livello

nazionale comanda gli organi periferici che sono ad esso subordinati. Questo

modello enfatizza soprattutto il rendimento , attraverso un rigido

coordinamento che permetta il rispetto delle compatibilità più generali.

Stato sociale: Legato al concetto di cittadinanza sociale, lo stato sociale

si è sviluppato soprattutto nel XX secolo, con l'estenzione di politiche di

sostegno ai gruppi economicamente più svantaggiati e l'estensione

dell'istruzione pubblica. Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale e

con la trasformazione dei programmi sociali in sistemi universali di

benefici, lo stato sociale venne ad identificarsi con l'espansione dei

servizi pubblici, l'imposta progressiva, la difesa dei diritti dei lavoratori,

le pensioni. In questo modo lo stato sociale ha assunto le

caratteristiche che lo definiscono ancora oggi: la responsabilità dello

Stato nel garantire uno standard minimo vitale attraverso un serie di

prestazioni, l'universalità di queste prestazioni e la partecipazione dei

beneficiari al finanziamento del sistema (capitolo 2, par. 4).

Stati sovrani, secondo il cosiddetto approccio realista, sono l’attore

dominante del ristema delle relazioni internazionali che si presenta come un

sistema anarchico, privo di gerarchia dato che il trincio della sovranità

nazionale garantisce ad ogni Stato pari dignità e controllo sul territorio.

Ciascun stato garantirebbe per difendere la propria sicurezza e conquistare

nuovo potere. LA difesa della politica nazionale viene cercata attraverso

politiche di armamento come rafforzamento preventivo in caso di guerre.

Opposto → Organizzazioni governative internazionali, Istituzioni

sopranazionali. 28

Stati unitari, dove esiste un massimo di autonomia; una pluralità di centri

interdipendenti l’uno dall’altro, seppure con un certo livello di coordinamento;

gli enti territoriali sono patners del governo centrale nel fornire servizi ai

cittadini. Questo modello enfatizza pluralismo, partecipazione e controllo dal

basso.

Struttura delle opportunità politiche: Vengono a configurare la struttura

delle opportunità politica tutti gli elementi di un sistema politico che

possano favorire la mobilitazione di gruppi e movimenti sociali. In

particolare, la partecipazione tenderà ad aumentare quando si aprono

canali di accesso ai decisori pubblici. Il grado di "apertura" del sistema

alle pressioni dal basso dipende da grado di decentramento territoriale,

separazione funzionale dei poteri, tipo di strategia utilizzato dallo Stato

quando interagisce con i movimenti, e disponibilità e forza di alleati e

avversari dei gruppi che protestano (capitolo 4, par. 7). Nello studio dei

movimenti sociali, da Tarrow per definire la proprietà dell’ambiente esterno di

allargare la partecipazione alle istituzioni usa questo concetto. La

partecipazione si intensifica quando si aprono i canali di accesso ai decisori

pubblici, portando a sperare in un successo della protesta. I fattori che

contribuiscono sono il decentramento territoriale delle istituzioni politiche, la

separazione funzionale del potere.

Top-down, approccio che privilegia l’analisi del flusso decisionale dall’alto

verso il basso. Le decisioni prese in alto, però, sono imprecise, ambivalenti,

compromissorie; molte di esse rinviano alla fase di attuazione scelte di

notevole rilevanza, che devono essere negoziate con gli attori interessati.

Queste ultime parole, mostrano come l’approccio top-down non funzioni nella

realtà, lasciando così spazio a processi di adattamento durante la fase di

attuazione delle politiche pubbliche. Il rinvio delle scelte, è comprensibile, se

si considera che le decisioni chiave siano prese quando tutti i fattori siano

disponibili per coloro che devono metterle in opera ecc…Vedi anche

l’approccio opposto → Bottom-up

Triangolo di ferro, instaurarsi di rapporti stabili tra rappresentanti degli

interessi, burocrazie pubbliche, commissioni parlamentari. I burocrati

favoriscono i collegi elettorali dei parlamentari membri delle commissioni che,

a loro volta, tendono ad accrescere budget e competenze delle agenzie

pubbliche. I parlamentari offrono ai gruppi di interesse contributi pubblici in

cambio di voti. E i gruppi di interesse aiutano i burocrati con consulenze o

informazioni in cambio di un implementazione favorevole alla loro base di

riferimento.

Valori postmaterialisti: I valori postmaterialisti si definiscono in

opposizione a quelli di tipo materialistico, che riflettono preoccupazioni

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in cooperazione internazionale e sviluppo
SSD:
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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