Advocacy
Il ruolo di patrocinio che i media svolgono verso gli interessi dei più deboli, o addirittura dell’interesse collettivo. I media possono essere strumento di controllo dal basso sulle attività dei governanti.
Appartenenza
Si intende per appartenenza la partecipazione di un individuo alle attività di un gruppo. L'appartenenza è fondamentale per la socializzazione politica. Truman ha sottolineato come l'appartenenza multipla, cioè la partecipazione alle attività di differenti gruppi, faciliti l'educazione alla tolleranza e aumenti l'integrazione fra gli individui (capitolo 4, par. 2). Con il termine appartenenze multiple, ci si riferisce all’individuo che ha interessi diversi nei diversi campi in cui svolge la sua vita quotidiana, e ciò lo porta a partecipare in gruppi molteplici. L’affiliazione a diversi gruppi che esprimono questi interessi porterà ad una cross-cutting membership o appartenenza trasversale, riducendo la coesione dei singoli gruppi e aumentando l’integrazione fra gli individui. Si avrà una partecipazione più soffice a vari gruppi.
Approcci amministrativi
Approccio razionale
Comporta una selezione tra diverse alternative suscettibili di realizzare obiettivi precedentemente stabiliti. L’amministrazione pubblica è orientata a pianificare razionalmente le sue azioni, scegliendo quelle che garantiscono il massimo dei benefici con il minimo dei costi. Secondo Bobbio, la razionalità amministrativa è un’alternativa a corruzione e inefficienza della politica.
Approccio della razionalità limitata
Herbert Simon ha sostenuto che la razionalità è limitata, per il costo stesso delle informazioni, che rende irrealistica una completa conoscenza delle alternative come presupposto della scelta. Con questo modello, invece, Simon sostiene che il decisore non mira a massimizzare i propri valori, ma si accontenta di una soluzione soddisfacente. L’amministratore pubblico adotterà la prima soluzione che gli appare soddisfacente.
Approccio comparazioni limitate
Sostiene che non vi è, nella realtà, nel processo decisionale un ordine gerarchico tra mezzi e fini, ma questi tendono ad adattarsi l’uno all’altro. Il processo decisionale avverrebbe attraverso aggiustamenti sia adattivi, cioè di adeguamento a trasformazioni esterne, che manipolativi, miranti a trasformare l’ambiente.
Garbage can
Questa teoria ha affermato che la vita delle organizzazioni è dominata da una continua lotta tra diversi attori, ciascuno dotato di propri obiettivi e strategie, spesso incompatibili. Le organizzazioni sarebbero, quindi, aggregati più o meno instabili di attori con fini diversi e contradditori.
Approccio neoistituzionalista
Gli individui agirebbero all’interno delle organizzazioni rispettando delle regole. Il rispetto delle regole deriva da processi di routinizzazione, che rendono prevedibili i comportamenti.
Approccio riduttivistico
Sottolinea in particolare i vincoli strutturali all’azione dei governi.
Bottom-up
Approccio che analizza quel processo decisionale che prosegue dal basso verso l’alto. Un approccio che analizza la messa in opera di politiche pubbliche a partire dal basso. Questo approccio si concentra sugli attori che intervengono concretamente in una certa area, analizzando i loro comportamenti. L’approccio dal basso riconosce la discrezionalità presenti anche ai livelli più bassi di una gerarchia, una discrezionalità che si spiega in generale con la presenza alla base di un sapere concreto che permette di operare nel contatto con l’esterno. Questo approccio rientra nell’ottica dei reticoli frammentati di pubbliche amministrazioni. Ci riferiamo anche con questo approccio alla crescita degli enti pubblici di vario tipo e l’intreccio di strutture piramidali gerarchiche e strutture di coordinamento orizzontali. Tra le riforme sviluppatesi a partire degli anni ottanta, vi è non a caso la creazione di agenzie, come unità organizzative più snelle e semi-indipendenti rispetto alla classica struttura dei ministeri.
Top-down
Vedi anche l’approccio opposto → Top-down.
Burocrazia
Il sistema amministrativo tipico di uno Stato moderno, che ha le sue fondamenta negli "ordinamenti statuiti e nel diritto di comando di coloro che sono chiamati ad esercitare il potere in base ad essi" (Weber) viene normalmente definito burocrazia. Essa si basa su un potere impersonale, orientato all'applicazione neutrale di regole astratte. La burocrazia è composta da funzionari con competenze specifiche, legate al loro ufficio (capitolo 7, par. 3). Dal punto di vista comportamentale agisce sine ira ac studio, con l’esclusione dell’amore e dell’odio, di tutti gli elementi affettivi puramente personali. Il punto debole della burocrazia è comunque l’assenza legittimazione rappresentativa, e perciò andrebbe subordinata al potere politico. Ai politici andrebbe il compito di definire l’indirizzo generale; ai burocrati quello di rendere operative le direttive dei politici. La burocrazia è rafforzata dal fatto che, grazie alla più larga permanenza in carica dei funzionari rispetto ai politici. Vi è anche un processo di crescente autonomizzazione della burocrazia, entrando anche in una fase di attività di programmazione, scegliendo i mezzi più adeguati in conformità alle leggi.
→ Riforma della pubblica amministrazione, Democrazie post-parlamentari.
Capitale sociale
La nozione di capitale sociale, in analogia con quella di capitale fisico (come il denaro), o di capitale umano (come la forza lavoro qualificata), è utilizzata per indicare le caratteristiche della organizzazione sociale - reticoli di relazioni, norme di reciprocità, fiducia negli altri - che facilitano la cooperazione per il raggiungimento di comuni benefici. Di recente la presenza e la qualità del capitale sociale, soprattutto identificato nel tessuto associativo, sono state considerate fattori fondamentali per il rendimento istituzionale, come Robert Putnam ha dimostrato per le regioni istituzioni politiche nel produrre e riprodurre il capitale sociale (capitolo 3, par. 6.3).
Cartel party
Il concetto di cartel party è stato elaborato da Katz e Mair per sottolineare la crescente collusione tra partiti politici, che formano appunto "cartelli", cioè alleanze, accordandosi per ottenere risorse pubbliche. In questo quadro i legami con lo Stato (attraverso il meccanismo del finanziamento pubblico) diventa per i partiti più importanti dei legami con la società civile (capitolo 5, par. 8.2). L’ancoraggio dei partiti allo Stato sarebbe infatti necessario di fronte al fatto che i cittadini preferiscono investire il proprio tempo in altre istituzioni, meno burocratizzate, che trasmettono loro, l’impressione di essere più utili (il volontariato).
Coalizioni di governo
Aggregazioni fra partiti che si realizzano quando nessun partito ottiene la maggioranza assoluta. Sebbene i governi di coalizione siano tendenzialmente meno stabili di quelli monopartitici, sono molto più frequenti. Coalizione minima vincente, è quella coalizione che permette di governare senza espandere oltre il necessario il numero dei partiti interessati alla distribuzione delle spoglie. Secondo Budge e Keman, questo sistema funziona in situazioni a bassa frammentazione politica, dove il numero dei partiti è più alto. Tradizioni passate o aspettative di necessità future possono portare ad accettare partner in soprannumero.
Commissioni
I parlamenti al fine di aumentare l’efficienza ed efficacia dei lavori parlamentari, tendono ad organizzarsi e ad operare in commissioni, cioè gruppi di lavoro di varie dimensioni, di gradi di specializzazione e durata nel tempo, ma che in genere riflettono i rapporti di forza tra partiti. Le commissioni si formano per coordinare le decisioni su fondamentali aree di politiche pubbliche, o per investigare su tematiche di rilievo. In Italia l’attribuzione alle commissioni di poteri considerevoli, che vanno fino all’approvazione delle leggi, è stata spesso citata come fattore che favorisce gli accordi tra partiti. Il numero delle leggi varate all’unanimità in commissione è superiore a quelle in Parlamento.
Congelamento
Con questo termine ci riferiamo alla stabilità elettorale che si sarebbe creata all’interno del sistema dei partiti. Non solo i partiti sarebbero rimasti gli stessi ma anche la loro forza si sarebbe mantenuta tendenzialmente stabile nel tempo. Molti studiosi hanno infatti parlato di una bassa volatilità – cioè fluttuazione del voto – tra un’elezione e l’altra. Le ragioni del congelamento del sistema dei partiti, sono da rintracciarsi nella loro stessa capacità di agire sulla struttura del conflitto: Nati da fratture sociali, i partiti contribuiscono poi in misura determinante a riprodurre quelle fratture, offrendo ad essi simboli e rappresentanza. Il congelamento dei conflitti avrebbe avuto un effetto positivo nel lungo periodo: l’incapsulamento dei conflitti sociali. Precondizione di questo sarebbe stata la presenza di attori collettivi affidabili e in numero limitato, unita alla convinzione che mentre il rispetto delle regole assicura benefici consistenti, la loro violazione comporta rischi elevati.
Crisi di sovraccarico
Una dose di apatia sarebbe funzionale per il sistema politico, un segno positivo di consenso con chi governa, e viceversa una crescita della partecipazione può rappresentare scontento politico e disintegrazione sociale. La crescita della partecipazione aumenta il numero di domande al sistema politico creando rischi di sovraccarico. La maggiore utilizzazione di forme di azione non istituzionali testimonia una sua espansione. Negli anni '90 si è assistito ad un allentamento dei cittadini dalla politica. I cittadini non credono nelle istituzioni politiche, ma hanno fiducia per la forma di governo democratica.
Custodi delle pubbliche virtù
In particolare delle virtù del ceto politico, mostrando spesso quelle che sono definite tentazioni di giustizia redentrice. Per esempio il caso italiano, il controllo di virtù si è esercitato soprattutto attraverso le indagini di corruzione politica.
Cyberdemocrazia
Il termine di Cyberdemocrazia evidenzia il ruolo svolto dallo sviluppo tecnologico nei regimi democratici. Se da un lato si teme che il dibattito pubblico si formi all'interno di "comunità virtuali", si è sottolineato, d'altra parte, il maggiore pluralismo permesso dal moltiplicarsi delle fonti di informazione implica. Aggiungendosi, ma non sostituendosi, alla televisione e ai giornali, i nuovi media, come Internet, aumentano la capacità dei cittadini di intervenire nel dibattito pubblico, accrescendo così l'autonomia della sfera pubblica (capitolo 3, par. 7.3). I nuovi media aumenterebbero la capacità dei media di intervenire direttamente nel dibattito politico, anche se l’utilizzazione della piazza virtuale accresce il potere di quella élite che è capace di utilizzare i nuovi strumenti della comunicazione.
Democrazia
Si dice democratico un regime che stabilisce delle procedure che assicurino una "corrispondenza" ragionevole tra misure del governo e preferenze dei cittadini. Robert Dahl parla di "capacità dei governi a soddisfare, in misura continuativa, le preferenze dei cittadini, in un quadro di eguaglianza politica". Per assicurare tale capacità occorre che sia possibile per i cittadini:
- Formulare le proprie preferenze
- Presentarle ai concittadini e al governo mediante il ricorso ad un'azione individuale e collettiva
- Fare in modo che esse abbiano lo stesso peso sulla condotta del governo, o che, in altri termini, non vi siano discriminazioni.
Perché queste condizioni si realizzino sono necessarie 8 garanzie costituzionali:
- Libertà di costituire organizzazione e di aderirvi
- Libertà di espressione
- Diritto di voto
- Diritto di competere per il sostegno e i voti
- Eleggibilità delle cariche politiche
- Fonti alternative di informazione
- Elezioni libere e corrette
- Istituzioni che rendano il governo dipendente dal voto e dalle altre forme di espressione di preferenze politiche.
Le elezioni hanno un ruolo centrale nella definizione della democrazia rappresentativa: esse devono essere libere, competitive, corrette, e ricorrenti. Altri elementi fondamentali della democrazia sono la responsabilità di parlamento e governo di fronte agli elettori e la "costituzionalizzazione dei diritti", soprattutto a protezione delle minoranze. Il funzionamento delle democrazie è orientato alla soluzione pacifica dei conflitti (capitolo 2, par. 1 e ss.).
Democrazia diretta
Il concetto di democrazia diretta può essere definito in contrapposizione a quello di democrazia rappresentativa. Mentre la democrazia rappresentativa si basa su una eguaglianza formale, la democrazia diretta è partecipativa, nella misura in cui riconosce il diritto di decidere solo a chi mostra dedizione alla causa pubblica. Con una critica alla delega ai rappresentanti, la democrazia diretta prevede uno spostamento delle decisioni ad un livello più vicino ai cittadini (capitolo 3, par. 1).
Democrazie post-parlamentari
Dove le politiche sono elaborate ed implementate attraverso la negoziazione fra le agenzie amministrative e i gruppi di pressione, con rapporti che vanno dalla consultazione nella fase di elaborazione delle politiche alla partecipazione alla loro implementazione, fino alla delega di alcune funzioni pubbliche.
→ Democrazie post-parlamentari, Burocrazia.
Democrazia rappresentativa
Si dice rappresentativa una concezione della democrazia basata sulla delega ai rappresentanti eletti. In essa, vi sono "forti elementi di oligarchia - nel senso che restringe il numero di coloro che prendono le decisioni ad una piccola élite" (Manin). I rappresentanti, seppur eletti dal popolo sovrano attraverso regolari elezioni, agiscono senza vincolo di mandato in base alla loro interpretazione degli interessi dell'intera nazione. Questo tipo di rappresentanza politica basata sulla "responsabilità" si contrappone alla rappresentanza giuridica, basata sul mandato, e quella sociologica, basata sulla rappresentatività dei cittadini (i termini di gruppo sociale, genere, generazione etc.) (capitolo 6, par. 1).
Diritti di cittadinanza
Sono diritti di cittadinanza i diritti civili, politici e sociali di cui godono i membri di una comunità; il loro sviluppo è stato portato a termine nel XX secolo alla fine di un lungo processo di "ingresso delle masse nella storia" (Bendix) e loro riconoscimento all'interno della comunità politica. I diritti di cittadinanza si compongono di diritti civili, necessari per la libertà individuale, quali libertà di parola, pensiero e fede e il diritto di proprietà; i diritti politici, cioè quelli che consentono la partecipazione politica; e i diritti sociali che garantiscono un minimo benessere economico e sicurezza sociale. Questi tre tipi di diritti si sono sviluppati dal XVII secolo al XX, e sono associati a tre differenti istituzioni: i diritti civili alle corti di giustizia; i diritti politici ai parlamenti nazionali e locali e i diritti sociali al sistema educativo e allo stato sociale (capitolo 3, par. 4).
Domanda di giustizia
È la domanda che si rivolge alla magistratura nel momento in cui si sono indebolite parallelamente le istituzioni tradizionalmente capaci di svolgere una funzione di mediazione sociale, attraverso una soluzione informale dei conflitti. La crisi di fiducia nei partiti e nelle istituzioni rappresentative ha spinto cittadini e gruppi di pressione a ricorrere sempre più frequentemente al sistema della giustizia.
Elettorato di appartenenza
Due scuole hanno analizzato il comportamento elettorale. La scuola di Columbia ha sottolineato il ruolo del gruppo socio-economico di appartenenza. Il voto pur essendo un comportamento individuale, è però profondamente influenzato dalle norme e dai valori dominanti nei diversi gruppi sociali. Lasarsfeld sostiene una persona pensa politicamente come è socialmente. La scuola di Michigan, analizzando una serie storica di sondaggi su campioni molto vasti, hanno sottolineato alcune caratteristiche di psicologia individuale che preverrebbero nel determinare la scelta elettorale. Il voto sarebbe influenzato da una serie di atteggiamenti individuali su tematiche, candidati e programmi dall'intensità di questi atteggiamenti. Nell’ultimo periodo si assiste ad una riduzione del voto di appartenenza, e la posizione su una tematica specifica prevale rispetto all’identificazione con un partito.
Elettorato di opinione
Si vota sulla base di specifiche preferenze per i programmi dei partiti sui singoli temi, mutando anche partito da un’elezione all’altra.
Elettore razionale
È quello che sa giudicare i partiti e scegliere quelli che massimizzano i suoi desideri. Un certo numero di elettori tenderà a votare in maniera retrospettiva, attribuendo al governo in carica la responsabilità per il livello di benessere goduto nel passato prossimo, premiandolo in caso di un miglioramento e punendolo per un peggioramento. L’elettore non identificato è un elettore volatile.
Elettorato di scambio
Gli elettori scambiano il loro voto in cambio di favori.
Europeizzazione
Con il termine europeizzazione ci si riferisce sia al processo di costruzione delle istituzioni europee, sia agli effetti che tale costruzione produce nella politica domestica. Come la globalizzazione, l'europeizzazione implica una crescente...
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