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Scienze politiche

Natura ed evoluzione della scienza politica

Gli obiettivi della scienza politica

1. Rilevare regolarità nei comportamenti politici che si prestino ad essere espresse in generalizzazioni o teorie esplicative e predittive; (ogni scienziato politico ha un suo interesse, deve individuare il ripetersi di certi fenomeni, per trovare una domanda di ricerca, che viene poi generalizzata esprimendola in leggi, avanzando ipotesi che possono far sì che il fenomeno possa essere predetto) (percorso induttivo prevede fin da subito un confronto con il dato empirico, trovare una teoria e rapporti di causa-effetto, per trovare una spiegazione che possa portare alla verifica della teoria) (percorso deduttivo, partire da un ragionamento iniziale che però deve essere verificato tramite casi concreti)

2. Sottoporre queste teorie a verifica;

3. Elaborare rigorose tecniche di osservazione, raccolta, registrazione e interpretazione dei dati;

4. Procedere alla quantificazione, cioè alla 'misurazione' dei fenomeni politici per ottenere una maggiore precisione analitica;

5. Tenere distinti i valori dai fatti;

6. Procedere ad una sistematizzazione delle conoscenze acquisite e ad una maggiore interconnessione fra teoria e ricerca;

Rapporto tra filosofia politica e scienza politica

La tradizione di pensiero della filosofia politica contiene almeno quattro componenti significative:

  • Ricerca della miglior forma di governo (valutativo);
  • Ricerca del fondamento dello Stato;
  • Ricerca della natura della politica (sconfinando nella filosofia morale);
  • Analisi del linguaggio politico e della metodologia della scienza politica (unico punto di contatto con la scienza politica, che però è costretta ad effettuare la verifica empirica della teoria).

Le tre condizioni che Bobbio ritiene fondamentali per fondare una scienza politica empirica

1. L'Avalutatività dello scienziato e delle sue ricerche;

2. Il Principio della verifica empirica come criterio di validità;

3. La spiegazione come scopo principale della ricerca scientifica.

L'utilità della scienza politica

La scienza politica contemporanea ha saputo documentare convincentemente l'importanza cruciale delle variabili politiche nelle collettività organizzate. Anche per questa ragione è possibile affermare che la scienza politica è operativa: chi si impadronisce delle sue competenze e del suo sapere è in grado di applicarle efficacemente ovvero, quantomeno, di segnalare a ragion veduta le conseguenze di determinati interventi. In conclusione, il sapere politologico va considerato come un sapere effettivamente, concretamente, efficacemente applicabile.

I metodi di analisi

Che cosa è un metodo?

Il metodo consiste essenzialmente nell'arte di scegliere le tecniche più adatte ad affrontare un problema cognitivo, eventualmente combinandole, apportando modifiche e al limite proponendo qualche soluzione nuova. Strumenti logici attraverso cui si controllano le ipotesi in maniera empirica. Esiste una pluralità di metodi che dovranno essere utilizzati in base:

  • All'oggetto di studio;
  • Alla natura delle variabili: variabili presuppongono un'osservazione;
  • Al numero dei casi analizzati;
  • Alle finalità che si pone il ricercatore: la finalità condiziona la scelta delle tecniche.

Cosa è un concetto?

Qualcosa che coglie l'essenza di un fenomeno. Il concetto è l'idea che noi ci facciamo di qualcosa e dell'essenza di quel qualcosa. Differenza tra connotazione (lista delle proprietà) del concetto e l'estensione del concetto (l'insieme dei soggetti che hanno le proprietà che definiscono il concetto).

Classificazioni nei metodi

Lijphart sostiene che esistano tre tipi di metodo:

  • Il metodo sperimentale;
  • Il metodo comparato;
  • Il metodo statistico (che tuttavia non ha una sua precisa e chiara autonomia. Infatti, sarebbe più corretto considerarlo una tecnica, cioè una procedura specifica di analisi ed elaborazione dati).

L'osservazione partecipante

L'osservazione partecipante è un metodo che deriva dalla sociologia e implica che il ricercatore una volta individuato il fenomeno che vuole studiare, si trova nella condizione di osservarlo direttamente dall'interno, partecipando al fenomeno e calandosi nella realtà del fenomeno. Il soggetto quindi si cala nella realtà che si intende studiare. Il pro è che si ottiene una ricerca molto peculiare, il contro è che si può andare incontro a distorsioni dovute all'eccessiva immersione del ricercatore nella realtà del fenomeno e il fatto che con questa tecnica si analizza solo un caso per volta. Ci sono diversi problemi che possono presentarsi: dal punto di vista etico, svelare o no la propria identità, dal punto di vista del coinvolgimento personale eccessivo nella realtà del fenomeno. Le intuizioni che vengono da questo tipo di osservazioni sono peculiari.

ES -> Michels è il primo ad utilizzare questa tecnica e la impiega per studiare la struttura del partito socialista tedesco (SPD) e nota che all'interno del partito non può esistere una vera democrazia in quanto esso è per forza di cose organizzato con una certa gerarchia e certi ruoli. La conclusione è la “legge dell'oligarchia ferrea”: se all'interno dello stesso partito non esiste la democrazia com'è possibile trasmetterla al di fuori di esso? “Teorizza che tutti i partiti politici si evolvano da una struttura democratica aperta alla base, in una struttura dominata da una oligarchia, ovvero da un numero ristretto di dirigenti. Questo deriva dalla necessità di specializzazione, la quale fa sì che un partito si strutturi in modo burocratico, creando dei capi sempre più svincolati dal controllo dei militanti di base. Con il tempo, chi occupa cariche dirigenziali si "imborghesisce", allontanandosi dalla base e diventando un'élite compatta dotata di spirito di corpo. Nello stesso tempo, il partito tende a moderare i propri obiettivi: l'obiettivo fondamentale diventa la “sopravvivenza dell'organizzazione, e non la realizzazione del suo programma.

Il metodo sperimentale

Il metodo sperimentale (solitamente considerato il più potente) permette di stabilire e controllare rapporti di causalità tra due o più variabili. Tuttavia, questo metodo ha una limitata applicabilità alla scienza politica, ed è adatto unicamente allo studio di micro-fenomeni o in presenza di piccoli gruppi di persone.

[Ricerca sull'agent effect (la televisione ha il potere di influenzare le priorità) creando telegiornali fittizi e sottoponendoli alla visione di vari gruppi differenti di persone, vedendo come cambiavano le priorità dei vari gruppi.]

La possibile applicazione del metodo sperimentale alla scienza politica: lo studio sulla leadership, differenziando tra stile democratico e autoritario, scoprendo che il grado di soddisfazione dipende anche dalle personalità dei membri del gruppo, se c'è la tendenza già tra i membri del gruppo a trovare un leader allora la leadership autoritaria funziona meglio. Il leader va valutato tenendo conto dell'interazione tra il leader e i suoi seguaci.

Il metodo comparato

Il metodo comparato "serve a controllare - verificare o falsificare - se una generalizzazione (regolarità) tiene a fronte dei casi ai quali si applica." (Sartori 1991) In generale il metodo comparato si applica ad un numero di casi che va dal piccolo al limitato e controllare paragonare serve a controllare se una generalizzazione tiene fronte ai casi in cui si applica.

ES -> È vero che ogni volta che scoppiava una rivoluzione vi era stato un caso di privazione relativa?

La comparazione può essere:

  • Sincronica: la comparazione avviene considerando un unico punto o periodo di tempo nel quale si situa il fenomeno indagato. Vengono “fotografate” in un dato tempo alcune situazioni per cercare la spiegazione in variabili in parte derivanti dalle modalità con le quali queste situazioni si erano storicamente costruite.
  • Diacronica: la comparazione avviene in un arco più lungo di tempo e studiando un determinato fenomeno politico in più e diversi periodi o punti del tempo.

La comparazione è, perciò, un metodo di controllo delle ipotesi, cioè delle relazioni empiriche generali tra due o più variabili. Esistono tre tipi di variabili:

  1. Variabile indipendente: è la causa (una delle cause) che influenza il fenomeno politico indagato;
  2. Variabile dipendente: è il fenomeno che si intende studiare e spiegare;
  3. Variabile interveniente: è la variabile che potrebbe interferire nel rapporto tra variabile dipendente e indipendente.

La parametrizzazione avviene attraverso una classificazione delle variabili che vanno ad interferire con la variabile che si vuole studiare.

Strategie della comparazione (Przeworski e Teune, 1970)

[Comparazione binaria]:

  • "Most similar systems": mette a confronto i casi più simili, permettendo di parametrizzare o di tenere sotto controllo altre variabili (due casi simili, ma in uno dei due non si presenta la stessa variabile dipendente).
  • "Most different systems": mette a confronto casi o sistemi molto differenti tra loro, che mantengono solo qualche elemento in comune (in funzione di variabile indipendente).

Gli studi di caso

Lo studio di caso prevede l'analisi di un caso, di un fenomeno o di un sistema politico.

Senza Teoria Con Teoria
Ideografico descrittivo Euristico
Interpretativo Deviante Cruciale
Obiettivi Risultati
Massimo di approfondimento informazioni Conoscitivo limitato
Individuazione ipotesi Stimolo alla teorizzazione
Scoperta eccezioni o spiegazioni Allargamento conoscenze teorico
Verifica chiave Affiancamento teorico
Conferma o rigetto

Tipologie di studi di caso

1. Lo studio di caso ideografico/descrittivo: Ha come obiettivo non tanto quello di analizzare un problema specifico già formulato teoricamente, bensì quello di fornire informazioni e raccogliere materiali relativi ad un fenomeno o un sistema politico di cui si vuole fare semplicemente una descrizione.

2. Lo studio di caso euristico: Fare riferimento al lanciare degli spunti, è una ricerca dove si procede secondo i metodi dell'analisi comparativa. Ipotesi usate come base per una futura teorizzazione.

3. Lo studio di caso interpretativo: In generale è uno studio che tende a spiegare un fenomeno in presenza già di teorie esistenti, si sceglie il caso per capire quale delle teorie funziona meglio. Ha la funzione di approfondire qualcosa che c'è già. Tende ad arricchire una teoria, e può essere utile per capire quale sia la teoria più plausibile tra diverse teorie contrapposte.

4. Lo studio di caso deviante o cruciale: Studio che avviene in presenza di una teoria già consolidata, ponendosi in un caso di criticità nei casi della teoria, al contrario del caso interpretativo, che tende a consolidare la teoria. Pone la sfida ad una teoria. È il caso che controlla la teoria. Caso deviante entra in gioco quando un fenomeno confuta una teoria. Caso cruciale consente di dire cose controintuitive, quindi non scontate.

Tecniche statistiche

Non applicabili quando il numero di variabili o/e casi è contenuto.

Inchiesta d'opinione

Strumento di raccolta di informazioni tramite questionario con domande sottoposto ad un campione. Ha la finalità di stabilire relazioni tra variabili. Serve a raccogliere dati in maniera ampia per poi farci ricerche più approfondite.

  • Campione rappresentativo: Gruppo in grado di riprodurre in scala ridotta le caratteristiche dell'intera popolazione oggetto dello studio; I soggetti del campione sono scelti secondo regole ben precise stabilite dalla statistica.
  • La numerosità del campione dà un'idea del margine di errore, quanto più il campione è numeroso tanto si riduce il margine di errore.

Sondaggio

Ha lo scopo di accertare l'esistenza e la consistenza di un fenomeno. Utilizza le stesse tecniche statistiche, ma ha finalità e utilizzi diversi. La rappresentatività del sondaggio non è tale per cui chi fa il sondaggio è giustificato a dire che quella è la voce del popolo, perché:

  • Ci sono sempre dei gruppi che non riescono ad essere raggiunti dal sondaggio;
  • Si possono registrare false opinioni, gli intervistati possono mentire;
  • La cognizione e l'attendibilità sul fatto che l'intervistato conosce bene la situazione e la materia del sondaggio.

Questionario

Il questionario può essere somministrato via posta, ad un gruppo contemporaneamente, telefonicamente, faccia a faccia. Domande aperte o chiuse.

  • Variabili:
    • Nominali (genere, cittadinanza, religione, appartenenza etnica)
    • Ordinali (livello istruzione): ci sono dei livelli diversi
    • Quantitative (età/reddito): numero
  • Tipi di domande:
    • Le domande possono essere relative a proprietà socioanagrafiche, atteggiamenti o comportamenti (di voto).
  • Risposte:
    • Sì/no
    • Ordinate: (titolo di studio; frequenza di un'attività - mai, due-tre volte l'anno, etc.; intensità - molto, abbastanza, poco, per niente)
    • Scale di autovalutazione (continuum destra-sinistra, termometri di sentimenti)

Il ricercatore ha poi il compito di stabilire relazioni tra le variabili, facendo attenzione alle variabili spurie.

La partecipazione politica

Consiste in quell'insieme di azioni e comportamenti che mirano ad influenzare in maniera più o meno diretta e più o meno legale le decisioni nonché la stessa selezione dei detentori del potere nel sistema politico o in singole organizzazioni politiche. Partecipazione latente: presenza di opinione pubblica interessata alla politica ed informata sui suoi sviluppi che per svariati motivi (insoddisfazione per il funzionamento del sistema) si attiva raramente senza continuità e non partecipa alla politica.

Modalità di partecipazione politica

  • Classiche ortodosse (riconosciute dalle norme e legali a tutti gli effetti):
    • Prendere parte alle campagne elettorali;
    • Svolgere attività di collaborazione in gruppi;
    • Votare;
    • Prendere contatti con dirigenti politici o partitici (per questioni personali o sociali).
  • Recenti eterodosse (non convenzionali, ma accettabili):
    • Aderire a un boicottaggio;
    • Propagandare l'astensione o l'annullamento della scheda elettorale;
    • Occupare edifici, strade, fabbriche;
    • Effettuare sit-in o aderire ad uno sciopero selvaggio.
  • Illegali (non riconosciute ed illegali):
    • Bruciare le schede elettorali;
    • Saccheggiare negozi e banche;
    • Picchettare con la violenza;
    • Rovesciare ed incendiare automobili.

(Rapporti 2013 demos) Uno dei temi più trattati dagli scienziati politici è quello dell'astensione. Perché se il cittadino non va a eleggere dei rappresentanti allora nessuno può rappresentarlo. Ci sono delle fasi in cui si osserva un declino della partecipazione alle elezioni. L'astensionismo in certi sistemi politici ed elettorali è più funzionale che in altri. L'Italia è sempre stato uno dei paesi con più alta partecipazione elettorale fino a metà/fine anni '80, quando l'astensionismo arriva al 10%, per poi aggravarsi fino al 20% (2008).

Perché gli italiani votavano tanto? Perché avevano un sistema partitico che permetteva una grande partecipazione, con la presenza di due grandi partiti DC e PC, che avevano la possibilità di raggiungere anche i cittadini con basso livello di istruzione, grazie al loro sistema di reti (es. DC con i parroci che facevano sì che votassero anche le donne che non lavoravano). Ad un certo punto però c'è stato un grande calo di fiducia nei confronti dei partiti e delle istituzioni politiche.

Accountability

Meccanismo per cui si conferma o no una responsabilità data ad un rappresentante, in base al suo comportamento. Legame tra elettore ed eletto. Se non entra in vigore minaccia l'esistenza stessa della democrazia. In Italia il legame tra elettore e candidato non è mai stato molto forte, se non nelle sue forme più degenerate (voto di scambio).

Punishment

Io elettore posso giudicare positivo o meno il lavoro di un politico che è stato eletto così da poterlo riconfermare o destinare il voto a un altro candidato.

Il modello del volontariato civico (Verba, Schlozman e Brady, 1995)

È una delle teorie più importanti per quanto riguarda la partecipazione politica. I cittadini non partecipano per tre possibili motivazioni:

  1. Perché non possono: partecipazione riguarda solo le classi più agiate e istruite, che hanno maggiore conoscenza del meccanismo della politica e maggiori informazioni (giornali, televisione). Le classi più disagiate hanno esigenze più immedi...
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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Problem_solver di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Campus Donatella.
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