Scienza politica
Ha come obiettivo lo studio della politica. Norberto Bobbio: studioso del pensiero politico, sostenitore della scienza politica come insegnamento. La scienza politica con accezione generale è uno studio della politica che pretende di essere sistematico e rigoroso e si distingue dall’opinione. Sin da Aristotele e Platone veniva fatto uno studio sulla politica che si distingue dal pensiero politico. Anche Tucidide è tra i fondatori della politica internazionale, la quale ha 2500 anni circa. La seconda accezione coincide con la visione secondo la quale lo studio dei fenomeni politici è effettuato tramite le scienze empiriche, cioè confrontando i fatti. Quindi:
- Studio rigoroso dei fenomeni politici
- Fenomeni politici studiati in modo empirico (sia i fenomeni politici che il metodo empirico sono poco definibili i criteri sono mutevoli, cambiano nel tempo).
La storia
È molto lunga, parte dall’Antica Grecia fino ad arrivare all’Europa. La vita più recente è suddivisa in due fasi:
- Intesa come studio tramite metodo empirico
Nasce nell’età del positivismo, cioè dalla seconda metà dell’800. Gli strumenti di questa scienza vogliono non solo far conoscere il mondo naturale ma anche i metodi di trasformazione della società. Si possono evidenziare delle analogie tra la crescita della società e l’evoluzione dell’uomo, l’organismo che diventa sempre più complesso associato alle società che crescono. La prima scienza politica nasce come positivista e di evoluzione con la legge di trasformazione degli organi politici, individuando dalle leggi il meccanismo che si riproduce negli aggregati sociali.
La scienza politica in Italia nasce nel 1896 grazie a Gaetano Mosca che pubblicò elementi di scienza politica a Torino, anche se in modo più superficiale si ispira alle scienze naturali.
I° nascita positivismo
Europa-muore inizio 1900 senza riuscire ad intersecare le sue radici a causa del cambiamento sociale. Negli Stati Uniti arriva negli anni ‘20/’30 e si gettano le basi per la seconda nascita. Assume una fisionomia nuova. Nasce la scuola Politologica di Chicago che dopo la Seconda Guerra Mondiale porrà le basi per lo studio empirico, in corrispondenza con la Rivoluzione Comportamentalista, acquista autonomia. La scienza politica varia sempre ma ha alcune caratteristiche che rimangono tali sempre:
- L’oggetto dell’analisi → è il più complicato tra gli obiettivi perché l’oggetto politico muta a seconda delle epoche. Tuttora è difficile distinguere quando persone/questioni diventano politiche. L’oggetto principale è il potere politico nelle modalità in cui si presenta. Il quesito su cosa sia la politica è in ogni riflessione dei politologi in quanto ha dimensioni differenti con varie sfaccettature.
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L’obiettivo preposto → sono costanti il progresso e la coscienza e l’obiettivo è concreto e ha l’intento di migliorare le condizioni della società; L’obiettivo è triplice:
- Prescrizione (obiettivi formativi) → Gli scienziati della politica hanno indicato delle regole relative al ‘dover essere’, anche Platone condivideva questo pensiero.
- Spiegazione (comprensione della realtà) → Caratterizza la scienza per far sì che tutto abbia un senso e che vadano nel modo giusto. Viene studiata la politica così com’è, con la verità effettuale, ed essa riflette ciò che è realmente.
- Previsione → Capacità di capire preventivamente il susseguirsi dei fatti, anche se le previsioni in questo campo sono molto difficili da fare. Gli obiettivi sono perseguiti dagli studiosi che prediligono la spiegazione tra gli obiettivi.
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I metodi utilizzati → nella storia della scienza politica sono stati utilizzati diversi metodi, ma la scienza politica è caratterizzata dal sapere nomotetico (cioè rivolto all’individuazione di leggi, il perché sono avvenuti determinati avvenimenti) e questa si contrappone alle scienze ideografiche (che puntano alla descrizione, caratterizzate dalla storia). La scienza Nomotetica cerca di trovare una causa e un effetto, un evento ne causa un altro con una reazione a catena. Quando si presenta un evento si producono delle cause. Le scienze Nomotetiche delle scienze politiche sono deboli, erano più forti nell’800. Gli scienziati dispongono le cause/effetto ad un controllo empirico nel seguente modo:
- Metodo statistico
- Metodo Comparato (un numero relativamente ridotto)
- Metodo dello studio di Caso o Storico
Come definire la politica
Forma politica (organizzazione): le prime tracce di politica per eccellenza risalgono all’Egitto e alla Mesopotamia, dove ritroviamo un’organizzazione simile a quella statale, personale specializzato che utilizza la scrittura.
Nome politica (concetto): Inizia con la nascita della polis con la Grecia classica. Nasce intorno al V secolo a.C., il termine concetto è un’idea che suggerisce un termine che ha la continuità nel tempo ma che non mantiene sempre lo stesso significato. La storia concettuale nasce da un’idea di Carl Schmitt («tutti i concetti politici sono sempre concetti polemici») cioè non si ha mai un concetto neutrale, ma è sempre il risultato di conflitti. Il significato cambia e spesso crea qualcosa di nuovo:
Stato → questo termine è il concetto che fino al ‘500 non esisteva, il lessico politico troverà una parola che poi diventerà fondamentale.
Il concetto di politica
Nasce dalla Grecia classica la polis greca (comunemente chiamata città stato → convivenza specifica diversa da quella dell’unità domestica) prende forma nell’VIII secolo, prendendo una certa conformazione. La polis è collegata a due termini:
- Politeia → utilizzato per indicare la forma di organizzazione politica, già utilizzata da Erodoto, Aristotele e da Platone ne «La Repubblica». Come significato potrebbe avvicinarsi a quello di costituzione. L’assegnazione dei diritti pubblici, la costruzione delle città, è un criterio politico alla cui base c’è il principio di dare la cittadinanza ad alcune persone e non ad altre.
- Ta Politica → dall’opera di Aristotele, proprio della polis e dei cittadini.
I due termini si sono alternati nel corso di 2500 anni.
Concezione greca della politica
Nel mondo greco esisteva una netta distinzione fra il mondo della casa (oikos → buon ordine e gestione dell’economia domestica) e il mondo politico (polis). Nell’oikos regna sovrana la natura e la gerarchia naturale del mondo greco. Nella visione greca è sottolineata una sottomissione della moglie e degli schiavi al capo famiglia. –Potere verticale–
La polis è quella sfera in cui i cittadini possono collocarsi sullo stesso piano, e il potere è distribuito eterogeneamente, –Potere orizzontale–. La polis esiste dal momento in cui esiste un gruppo di cittadini.
Uomo come animale politico (secondo Aristotele): animale sociale, ma non solo, infatti l’uomo è tale perché dotato di linguaggio, egli può discutere con gli altri membri e diventare perciò umano, la sua vita può quindi migliorare, diventando quindi un animale politico.
Origine del termine polis
Probabilmente in origine utilizzata dalla civiltà micenea che si sviluppò precedentemente a quella greca. Il termine miceneo “ptolis” (polis) e “ptolemos” guerra, vengono assorbiti dai greci diventando polis e polemos, città (significato contrastante). I due termini iniziano poi a perdere il loro significato primario a causa del cambiamento politico. Tra il IV e III secolo i termini Politeia e Ta Politica perdono il loro significato. Più drastico è il cambiamento da “polis” in greco e “res publica” in latino. La civiltà non è come la polis, il centro politico diventa “municipia” cioè il centro amministrativo, e Roma “Urps” cioè città con consistenza pubblica. Non c’è il riferimento della polis del mondo Greco, tutti i termini greci scompariranno fino dopo il 1000 quando verranno riscoperti i classici.
L’aggettivo politicus → “Policratus” viene pubblicato nel 1159 da Giovanni da Salsbury, egli utilizzava il termine politicus per indicare la “res politica”. Inoltre da un significato ancora più lontano da quello greco. Oltre a ciò c’è un recupero dei testi di Aristotele, tradotto inizialmente dal mondo arabo, successivamente analizzati i veri e propri testi. In particolare Guglielmo Morbiche introduce le concezioni dimenticate, tra i quali i termini legati alla politica. Tommaso d’Aquino scrisse che l’uomo è naturalmente politico e quindi sociale (zoòn politicon). L’aggettivo “politicus” deve essere collegato alla società. Per S. Tommaso la politica è un bene comune presente nelle organizzazioni sociali. Utilizza anche la politeia per le organizzazioni, largamente utilizzato fino al ‘600 e oggetto di riflessione politica, la quale subisce una trasformazione nel significato.
Marsilio da Padova 1300 → principale autore politico del Medioevo nel “Defensor Pacis” 1324 utilizza il termine politeia che però cambia in “Policia”. Egli intendeva indicare la forma organizzativa di una comunità. Questo termine si diffonde e il latino viene accantonato per dar posto alle lingue nazionali nascenti. Il termine Policia si utilizza dal XVI nelle cancellerie europee. Il suo significato varia:
- Inizio → forma di organizzazione politica
- La politica diventa una comunità ben organizzata e stabile
- Si descrive la policia come insieme delle regole che il governante deve seguire per garantire l’ordine pubblico (Polizei Stadt città in cui i governanti di occupano del buon ordine)
- La politica diventa attività con cui perseguire il buon ordine della comunità
Alla parola politeia greca è affiancata la parola polizia anche se non contengono lo stesso significato. Il cambiamento della lingua fa sì che la parola vada persa tranne in Inghilterra dove si trovano le seguenti parole: politics = Ta Politica / Polity = forma politica di una comunità / Policy = diverse azioni del potere pubblico e delle istituzioni politiche.
Dal XVIII e XIX si riutilizza l’aggettivo politicus. Yoannes Althusius nel 1603 pubblica “politica metodice degesta” nel quale raccoglie tutte le informazioni che si erano conosciute sulla politica fino ad allora. «Definisce la politica come arte di conservare la vita sociale degli uomini». È l’attività della consociatio, la politica come arte delle consociazione ed è più in alto della politica che è un’attività da seguire dai governanti.
“Trattato teologico e politico” di Spinoza, utilizza il termine politico per più opere, infine venne inserita nell’enciclopedia di Diderot e Dalambert, questo nuovo significato fece dimenticare quello antico. La Rivoluzione francese segna il trionfo del nuovo significato di politica, il termine diventa poi onnipresente e troppo usato.
Max Weber disse che esiste il termine politica per indicare cose diverse tra loro. La specificità della politica deriva dal pensiero politico del '600 e '700 cioè la "region di stato" che stabilisce un'identità tra stato e politica. Facendo così lo stato viene considerato come unico oggetto politico. La scienza dello stato è la scienza politica. Quando entrambe coincidono, tutto il resto è considerato società privata senza finalità politiche, ciò arriva fino alla fine dell'800.
Unico soggetto politico = Stato. Il monopolio della politica da parte dello stato è la società si legano (600/800) andando in crisi con l'avvento del '900 con la politicizzazione della società ben distinte dallo stato, non rimane più circoscritta e ammettendo soggetti che sono al di fuori delle istituzioni. Questo fenomeno di ubiquità della politica fa sì che ci si ponga il problema di cosa sia politico.
Cos'è la politica?
Dimensione verticale nella quale la politica ha il compito di comando: Max Weber "la politica come professione" 1919 professione è inteso come Beruf chiamata, vocazione. Con un linguaggio semplice chiarisce cosa si intende per politica e i moltissimi campi come la storia economica/religiosa. Egli deve definire cosa sia politico, cerca di andare oltre al termine in sé per capire cosa sia. Non possiamo definire la politica in base agli obiettivi che persegue, ma l'utilizzo di uno strumento particolare cioè la forza fisica. Cioè "il monopolio legittimo della forza fisica". Egli dice che lo stato è una comunità di uomini che in un determinato territorio pretende per sé con successo il monopolio legittimo della forza fisica. L'applicherà a tutti i gruppi politici. Una comunità di uomini e donne all'interno di un dato territorio ottiene il monopolio legittimo della forza fisica. Cioè questi elementi sono caratteristici dello stato: il territorio è problematico se si pensa al mondo antico, ma un territorio di riferimento è necessario; il monopolio della forza fisica significa che un soggetto riesce a monopolizzare sotto il proprio controllo tutti gli strumenti per la coercizione fisica (armi), che deve essere necessario per una comunità politica. È legittimo perché lo stato tramite meccanismi stabilisce che solo il proprio utilizzo della forza fisica è legittimo (terroristi, mafia...).
Come nasce la legittimità? Weber si pone questo quesito. Un'altra definizione: la politica intesa in senso più ampio è l'aspirazione a partecipare al potere con una certa influenza sulla distribuzione del potere sia tra gli strati.
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