La "questione democratica" europea
L'approfondimento dell'integrazione europea, riorientato in termini di ricerca di legittimità democratica, ha portato in primo piano un insieme di interrogativi riguardanti i fondamenti politici della democrazia: chi deve decidere a livello europeo? Secondo quali strutture e procedure istituzionali? Sulla base di quali fonti di legittimità? Si è posta quindi la questione democratica europea. Il problema del deficit democratico delle istituzioni europee affianca la storia della costruzione europea fin dai suoi primi passi.
Secondo i federalisti, è tramite la realizzazione di una democrazia europea, imperniata su un vero parlamento europeo, che potrà prendere forma uno Stato federale europeo. Tuttavia, con l'affermarsi del metodo comunitario, e dell'indirizzo di integrazione europea promosso da Monnet, la questione democratica viene per lungo tempo accantonata.
Fino a tempi recenti le autorità politiche hanno mostrato insensibilità democratica riguardo al processo e alle strutture dell'integrazione europea. Questa insensibilità democratica, a prima vista, potrebbe essere imputabile ad una sorta di miopia cognitiva di fronte ai caratteri poco democratici dell'integrazione europea. Ma ad una considerazione più attenta, l'insensibilità democratica cela due diversi fattori politici-culturali, i quali caratterizzano la vicenda dell'integrazione europea.
Fattori politici-culturali
Il primo fattore è l'elitismo democratico, che consiste nella consapevolezza da parte delle élite, dei rischi per l'integrazione europea derivanti da un'apertura democratica. Da qui la propensione per un'azione politica di tipo tecnocratico. Il secondo fattore è il revisionismo democratico. In questo caso si afferma che oggi la democrazia ha preso forme inedite o innovative, e sarebbe quindi improprio cercare di commisurarla alle dottrine classiche.
Gli argomenti e le strategie tradizionali dell'elitismo sono da tempo diventati via via più incerti e controversi, specie quando essi vengono a cadere in un contesto definito dalla dominanza di principi ed istituzioni democratici consolidati nella storia, nelle dottrine e nell'opinione pubblica. Questo è esattamente il contesto in cui da tempo scorre il processo di integrazione europea.
Così a partire dalla fine degli anni Novanta cambia il clima di insensibilità democratica: la precedente disinvoltura nel liquidare il problema del deficit democratico viene progressivamente meno; e la questione democratica europea esce dalle stanze delle cancellerie europee ed entra nell'agenda del discorso politico rivolto all'opinione pubblica.
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