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quotidiana e si entra in un nuovo stato; alla sua morte si ritorna alla vita quotidiana ma trasformata; i soggetti coinvolti dal

processo di rottura sono membri delle classi minacciate e delle classi in ascesa deluse nei riguardi dell'ordine in cui

avevano creduto; distinguere tra chi dà inizio il movimento e chi si avvantaggia del risultato) Touraine (principio di identità

(l'attore definisce se stesso e si caratterizza in un conflitto che lo contrappone agli altri) opposizione (il conflitto fa sorgere

l'avversario) totalità; un movimento sociale non è espressione di contraddizione ma fa scoppiare un conflitto con cui

trasforma la società in cui è nato) Tilly (squilibrio nella distribuzione del potere; dal contatto tra i gruppi si sviluppano

interessi; organizzazione ossia consapevolezza dell'appartenenza a un identità comune consente la mobilitazione delle

risorse; poi si passa all'azione collettiva per perseguire i fini comuni).

Tipi di movimenti (rivendicativi (imporre mutamenti nelle norme) politici (incidere sulle modalità di accesso ai canali di

partecipazione politica) di classe (sconvolgere i rapporti di classe); i movimenti si possono trasformare).

Il le dimensioni dell'ambiente politico e le sue modalità di funzionamento incoraggiano o scoraggiano il coinvolgimento in

azioni collettive; teoria delle aspettative crescenti.

Il rendimento della partecipazione politica (alcuni, insoddisfatti, rientrano nella sfera del privato; per molti questa fase

viene superata per un nuovo ciclo di coinvolgimento; influenza dei cittadini (solo i più attivi influiscono sulle decisioni, la

selezione del leader rifletterà le esigenze di quel dato gruppo; organizzazioni si preoccupano di mobilitare individui di status

inferiore, tuttavia la mobilitazione può essere pilotata da coloro che controllano l'organizzazione); ricettività dei leader

(maggiore dove sia più alto livello di partecipazione politica, in tal caso è rivolta anche ai cittadini meno attivi che in tal caso

fungono da free riders). Elezioni e i sistemi elettorali

Elezioni libere (competitive, scadenze prestabilite, significative) e non libere; modo democratico (universale, libero,

uguale, diretto, segreto, significativo); elementi da regolamentare delle campagne elettorali (denaro a disposizione di

candidati ai partiti, quantità è modalità di accesso alla propaganda televisiva (par condicio)); astensionismo (governanti

poco rappresentativi, emarginazione delle preferenze).

Elezioni (procedure istituzionalizzate per la scelta di rappresentanti selezionati tra alcuni o tutti i membri riconosciuti di una

organizzazione) elezione delle cariche monocratiche (capi degli esecutivi; diretta o indiretta; maggioranza assoluta;

ballottaggio fra due candidati; altre formule per eleggere cariche monocratiche)

sistemi elettorali (maggioritari a un turno in collegi uninominali (plurality); maggioritari a doppio turno in collegi uninominali

(majority); rappresentanza proporzionale)

Sistemi maggioritari a turno unico (numero dei candidati che si presentano dipende dal numero dei partiti e dalla

strutturazione del sistema partitico; con molti candidati la vittoria avviene con percentuali relativamente basse di voti; di fatto

in ciascun collegio si sviluppa una competizione bipolare con due candidati in grado di conquistare il seggio; sistema

bipartitico e minoranze; partito con maggioranza dei seggi forma di governo e leader diventa primo ministro).

Sistemi maggioritari a doppio turno (primo turno vince chi ha la maggioranza assoluta, se non raggiunga secondo turno

in cui vince chi ottiene più voti; doppio turno aperto (ammissione di tutti i candidati del primo turno o anche di nuovi; poi

diventerebbe plurality ma più strategico (votare meglio, rinunciare per favorire la formazione di alleanza di governo) e

doppio turno chiuso (ammissione al secondo turno dei primi due candidati (ballottaggio); obbliga i partiti a stringere

alleanze preventive; penalizza partiti piccoli e che non trovano alleati; funziona bene per le cariche monocratiche mentre

è troppo costrittivo in caso di assemblea rappresentativa; soglia elevata per l'accesso al secondo turno (contenere

frammentazione, incentivare coalizioni di partiti) desistenza (un candidato piazzato rinuncia al secondo turno per favorire la

convergenza dei voti sul candidato che ha maggiore possibilità di vincere); critiche (una coalizione puo conquistare una

maggioranza schiacciante con una quota di voti parecchio inferiore a 50%); criteri alternativi (consentire l'accesso

secondo turno ai primi tre candidati oppure a coloro in grado di superare una soglia alta; sistemi elettorali misti (sindaci

italiani)).

Sistemi di rappresentanza proporzionale (strumenti per ridurre la frammentazione (dimensione delle circoscrizioni

(numero dei seggi che si attribuiscono in quella circoscrizione e non il numero degli elettori; sono grandi quelle che leggono

più di 15 rappresentanti piccole quelle meno di dieci; circoscrizioni grandi in assoluto occupano l'intero territorio nazionale;

più grande è la circoscrizione più facile sarà per i partiti piccoli conquistare seggi; recupero dei voti non utilizzati) clausole

di accesso a distribuzione dei seggi (soglie di esclusione (fissate in termini percentuali); numero dei parlamentari da

eleggere (minore il numero dei parlamentari minore è la proporzionalità e viceversa; un partito piccolo è poco

rappresentativo, un parlamento grande è poco funzionale); formule di traduzione dei voti in seggi (Sainte League

modificata; Hondt; Hare)

Meriti e demeriti dei sistemi proporzionali (la proporzionale frammenta il sistema dei partiti; consente di fotografare la

configurazione di un sistema partitico e quindi il multipartitismo dove già esiste; consente e facilita le scissioni; i sistemi

proporzionali sono generalmente associate a sistemi multipartitici) sistemi misti (Ungheria, Giappone, Nuova Zelanda,

Italia (per tre quarti maggioritario a turno unico in collegi uninominali, per un quadro proporzionale; per la camera (2 voti,

uno per il candidato nel collegio uninominale l'altro per la lista di partito) per il senato (voto unico e recupero proporzionale

su base regionale di voti che non hanno già portato all'elezione dei senatori)

Partiti e sistemi di partito

Nascono quando i candidati alle cariche sentono la necessità di dare organizzazione alla propria attività elettorale e di

allearsi con altri candidati che condividono le loro posizioni; un partito è qualsiasi gruppo politico identificato da etichetta

ufficiale che si presenta alle elezioni ed è capace di collocare attraverso queste ultime candidati alle cariche pubbliche;

il partito deve avere strutture per consentire la partecipazione dei suoi scritti; deve formulare un programma di politiche

pubbliche, deve poter durare più di una tornata elettorale; prospettiva genetica (modalità attraverso cui sono nati nel

tempo i partiti; cleavages (fratture che danno origine a organizzazioni politiche (fra centro e periferia, fra Stato e Chiesa; fra

interessi agrari e industriali e fra interessi dei datori di lavoro e dei lavoratori; collocazione da destra a sinistra; fratture

politiche (movimenti fascisti a destra e comunisti a sinistra, facilitati dall'espansione del suffragio) prospettiva strutturale

(distinguere i partiti in base alle caratteristiche organizzative; con suffragio limitato si parla di organizzazioni quasi

partitiche a base parlamentare; all'ampliarsi del suffragio nascono strutture extraparlamentari; quando il sistema partitico è

consolidato eventuale malcontento fa nascere organizzazioni antiparlamentari).

Tipi di partiti: secondo l'obiettivo (partiti di notabili (strutture attivabili solo in occasione elettorale) partiti di massa

(basati su struttura permanente in costante attività; si basano sugli iscritti) partiti di quadri (si riuniscono notabili per

preparare e dirigere le elezioni, notabili prestigiosi e tecnici); partito di rappresentanza individuale; partito di

integrazione sociale (organizzazione estesa permanente aperta alla partecipazione degli scritti); eccezione di Stati Uniti;

kirkenheimer (partiti pigliatutti; ricercano indipendentemente dall'identità tutti i sostenitori ed elettori possibili per

espandersi (riduzione del bagaglio ideologico; diminuzione del ruolo del singolo iscritto; minore accentuazione di una

specifica classe sociale; apertura a diversi gruppi di interesse); importanza del numero degli scritti e della rete organizzativa;

trasformazioni di leadership, ideologie, attività, struttura; fondatori di partiti come imprenditori politici.

Sistemi di partito: duverger (criterio numerico; monopartitici, bipartitici, multipartitici) a tale criterio va aggiunto quello di

rilevanza per spiegare la meccanica dei sistemi di partito (utilità dei partiti nella formazione delle coalizione di governo

(potenziale di coalizione); potenziale di intimidazione (capacità di esercitare influenza sulle politiche); polarizzazione

(distanza ideologica (partiti fascisti e comunisti)); sistemi di partito competitivi (le elezioni sono prefissate e decisive per

conferire seggi e potere) e non competitivi; sistemi monopartitici; sistemi con partito egemonico (tollerano altri partiti

sapendo che non potranno vincere le elezioni e sostituire il partito egemonico); sistemi a partito predominante (sistema

competitivo; ottiene regolarmente molti seggi tali da consentirgli di governare da solo; sono sistemi multipartitici) sistemi

bipartitici (sempre due partiti conquistano alternativamente la maggioranza assoluta; il partito vittorioso decide di governare

da solo; la rotazione di governo rimane soddisfatta); sistemi partitici atomizzati (non stabili in cui nessun partito conquista

percentuali elevate e dura nel tempo; caratterizzano spesso allo stato nascente

Linee di trasformazione (duverger): alternanza (movimento periodico pendolare probabile in sistemi bipartitici o a

dinamica bipolare) divisione stabile (assenza di variazioni importanti nel lungo periodo con scarsa ampiezza di scarti tra

elezioni e rarità di movimenti di lunga durata) sinistrismo (movimento lento e regolare verso sinistra); continuità;

cambiamento (non soltanto riguarda i loro attori ma anche le dinamiche di competizione e le regole elettorali)

perché sopravvivono i partiti: sistema dei partiti (contare i partiti che contano: pochi cambiamenti negli ultimi trent'anni

tranne eccezioni come Forza Italia; percentuale di elettori che vanno alle urne (declino contenuto ma diffuso negli ultimi

trent'anni poiché ora i cittadini hanno altre modalità di partecipazione influente); asse destra - sinistra; indicatori

riguardanti i singoli partiti (gli iscritti e le oscillazioni elettorali (i scritti in declino e oscillazioni come conseguenza della

incapacità dei partiti di mantenere un seguito stabile) strutturazione del voto (rimasta abbastanza stabile poiché non ci

sono state particolari novità nella scena politica) selezione del personale politico governativo (tre quarti dei detentori

sono uomini con carriera partitica alle spalle, idem per i parlamentari) formazione dell'agenda politica. La democrazia non è

possibile senza partiti politici; i partiti hanno compiti politici che nessuna altra organizzazione sa svolgere (mantengono il

consenso, coordinano il personale politico, sondano le opinioni; di movimenti collettivi non riescono a decidere

autonomamente ma fungono da interlocutori con cui interagire per il cambiamento.

Parlamenti e rappresentanza

Il parlamento nasce storicamente per limitare il potere dell'esecutivo e del suo capo (re); parlamento e assemblea

legislativa sono intercambiabili; sono soprattutto assemblee elettive e quindi rappresentative cui si possono accompagnare

altre camere di diversa nomina; le camere basse sono composte esclusivamente da rappresentanti eletti mentre diversa è

la composizione delle camere alte.

Struttura: sistemi monocamerali e bicamerali (devono giustificarsi per compiti specifici sebbene le differenze talvolta

siano minime (bicameralismo paritario caso italiano); elezione può essere diretta (Stati Uniti) o indiretta (Germania);

normalmente le camere alte sono più piccole come numero di rappresentanti, normalmente risultano depotenziate e poco

influenti (tranne che sistemi federali); strutturazione interna dei parlamenti (commissioni parlamentari (si occupano di

materie definite e hanno poteri significativi (vigilanza sull'attività del governo); se un parlamento ha poteri reali le sue

commissioni funzionano bene.

Funzioni: non esclusivamente funzione legislativa; Bagehot (parlamento inglese dell'ottocento: compito di eleggere bene

un governo (il primo ministro viene scelto grazie alla configurazione dei partiti nel parlamento; il primo ministro ha la

facoltà di ottenere lo scioglimento del parlamento in accordo con la sua maggioranza; elegge il governo conferendo la

fiducia mantenendo potere potendo ritirare quest'ultima; funzione espressiva (esprimere l'opinione degli inglesi sugli

argomenti che vengono presentati); funzione pedagogica (tramite i dibattiti educa il pubblico alla comprensione della

politica) funzione informativa (sottoporre all'attenzione della nazione le richieste di certe classi); agenzie alternative con


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Exxodus

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e politiche dell'organizzazione
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Pasquino Gianfranco.

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