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Scienza economica Appunti scolastici Premium

Appunti della facoltà di lettere e filosofia del professor Polidori sulla economia aziendale. Il file contiene una lunga trattazione e degli schemi riassuntivi sull'ambito di studio dell'economia aziendale, la scienza economica e la tripartizione in economia politica, economia industriale ed aziendale.

Esame di Economia aziendale docente Prof. S. Polidori

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ESTRATTO DOCUMENTO

 RILEVAZIONE: realizza il sistema informativo aziendale, studiando le tecniche di

determinazione e rappresentazione delle quantità tipiche di ogni azienda;

 ORGANIZZAZIONE: analizza le modalità di definizione delle azioni da compiere per

realizzare i processi produttivi all’interno di un’impresa, la loro distribuzione ai diversi livelli

della struttura aziendale,il loro coordinamento.

2. DA COSA NASCE L’ESIGENZA DI STUDIARE L’ECONOMIA AZIENDALE?

Dai BISOGNI (che possono riguardare sia l’individuo che la complessità)

Bisogni come :

- VESTIRSI; Sono disponibile in QUANTITÁ LIMITATA.

- MANGIARE; Sono dei BISOGNI ECONOMICI e quindi costituiscono

- AVERE UNA CASA; dei BENI ECONOMICI.

- VIAGGIARE

Bisogni come :

- DORMIRE; Sono disponibile in QUANTITÁ ILLIMITATA.

- RESPIRARE; Sono dei BISOGNI NON ECONOMICI ,

Per soddisfare questi bisogni io devo svolgere un’ATTIVITÁ che diviene ECONOMICA: è

l’insieme delle azioni finalizzare al soddisfacimento dei bisogni attraverso l’acquisizione di beni

economici. L’attività può essere SEMPLICE O COMPLESSA e questo dipende dai bisogni.

2. BENI 3. ATTIVITÁ

1. BISOGNI ECONOMICI ECONOMICA

L’ATTIVITÁ ECONOMICA si può scindere in 2 parti:

1. ACQUISTARE / CONSUMARE;

2. PRODURRE/ VENDERE ;

Chi produce e vende è l’AZIENDA : organismo o struttura attraverso cui si svolge l’attività di

produzione e di consumo.

Nell’epoca primitiva PRODUZIONE e CONSUMO coincidevano. 2

Con l’industrializzazione, è diventato tutto più complesso e perciò si è reso necessario scindere le

due attività.

AZIENDE DI PRODUZIONE AZIENDE DI CONSUMO

- soddisfano i BISOGNI - soddisfano i BISOGNI PROPRI;

ALTRUI; - aziende che consumano ciò che

- Esempi di aziende di viene prodotto da altre aziende per

produzione: DIESEL, TIM , soddisfare i bisogni dei propri

BARILLA, FIAT… componenti;

- Esempi di aziende di consumo:

FAMIGLIA

L’introduzione della moneta ha agevolato la diffusione degli scambi e l’assegnazione di valori

omogenei ai beni economici. In un’economia monetaria ciascun bene è misurato dalla stessa unità

di misura e scambiato in contropartita ad una data quantità di moneta.

MONETA (100)

LAVORO

AZIENDE DI PRODUZIONE AZIENDE DI CONSUMO

PRODUCE/ VENDE

PRODOTTI E SERVIZI

ACQUISTO ( 90) RISPARMIO (10)

3

3. DIFFERENZE TRA AZIENDE La cui finalità è il

GUADAGNO

IMPRESE TRASFORMAZIONE

MP PRODOTTI

AZIENDE DI PRODUZIONE BENE

BENE FISICO IMMATERIALE

ORIGINARIE

Sono quelle aziende che 1. AZIENDA 2. AZIENDA DI

DERIVATE INDUSTRIALE SERVIZI

non devono procedere a Sono quelle aziende che ES. BARILLA ES. WIND

processi di prendono materie prime

trasformazione dei beni. e attraverso un processo 3. AZIENDE MERCANTILI

Es. AZIENDE Che acquistano prodotti finiti e li

di trasformazione, le rivendono

AGRICOLE; trasformano in prodotti Es. COOP, CONAD

MINERARIE O finiti.

ESTRATTIVE 4. AZIENDE FINANZIARIE

ES. BANCHE

AZIENDE DI EROGAZIONE

AZIENDE DI AZIENDE DI Il modello su cui si basano è un modello

CONSUMO EROGAZIONE in innovativo che trae i mezzi necessari alla sua

Sono quelle aziende senso stretto. finalità sia da

che consumano per Sono quelle aziende che  FONTI INTERNE: in questo caso, la

soddisfare i propri consumano per raccolta trova origine nei redditi da

bisogni. soddisfare i bisogni lavoro dei membri del gruppo sociale

Es. AZIENDA altrui. collocato in un rapporto di dipendenza o

FAMILIARE; Es. AZIENDE NO di volontariato o da redditi derivanti

STATO; PROFIT dalla gestione di un patrimonio

REGIONE; (ASSOCIAZIONI, accumulato;

PROVINCIA; PRO LOCO..)  FONTI ESTERNE: si tratta

COMUNE essenzialmente di contributi (in denaro o

in natura) da parte dei soggetti 4

Esistono anche AZIENDE COMPOSTE in cui esiste il processo di PRODUZIONE +

CONSUMO ( ES. ASL).

Secondo alcuni studiosi, anche le REGIONI, PROVINCE e COMUNI sono da considerare

AZIENDE COMPOSTE.

L’ AZIENDA ( PUBBLICA – PRIVATA – NO PROFIT) può definirsi un SISTEMA DI

FORZE:

 Interdipendenti in quanto si stabiliscono tra esse relazioni di varia intensità che

determinano la capacità dell’impresa di agire secondo parametri di efficienza;

 Strumentali all’attività di produzione;

 Complementari in quanto tutte necessarie ai fini dello svolgimento dell’attività di

produzione o di consumo.

4. L’AZIENDA DI PRODUZIONE E LE SUE COMPONENTI

Affinché la produzione sia attuata occorre l’impiego di risorse allo scopo destinate, definite

FATTORI PRODUTTIVI.

I FATTORI ORIGINARI della produzione sono:

 CAPITALE: assume diverse configurazioni:

- quando è rappresentato da denaro o altre disponibilità finanziarie equivalenti si parla di

FATTORI PRODUTTIVI GENERICI;

- quando è costituito da beni e servizi, destinati alla produzione ed ottenuti sui mercati di

scambio cedendo le disponibilità finanziarie si parla di FATTORI PRODUTTIVI

SPECIFICI (o TECNICI); questi a loro volta possono essere formati da:

 BENI MATERIALI: costituiti da beni in senso stretto;

 BENI IMMATERIALI: costituiti da servizi o utilità che non hanno materialità.

Il capitale può essere ancora suddiviso in:

 FATTORI A FECONDITÁ SEMPLICE: in questa categoria rientrano quei beni

economici il cui utilizzo si esaurisce in un solo ciclo produttivo (ad esempio le materie

prime);

 FATTORI A FECONDITÁ RIPETUTA: in questa categoria rientrano quei fattori che

partecipano ad una successione di cicli ( ad esempio, i macchinari, i fabbricati).

 LAVORO: è ottenuto mediante relazioni di scambio, considerata la particolare natura e la

centralità dell’azione umana in ogni forma di struttura sociale, esso sia da considerare fattore

originario e sottoposto a vincoli di natura sia etica che giuridica.

La PRODUZIONE si attua nelle imprese secondo queste fasi:

FATTORI TRASFORMAZIONE PRODOTTI O SERVIZI

PRODUTTIVI ECONOMICA 5

Ciascuna azienda può essere osservata come un sistema di forze.

Le FORZE che costituiscono il sistema aziendale consistono nelle seguenti:

 MEZZI : (finanziari, macchinari, attrezzature, fabbricati, arredamento, materie

prime …) sono quei beni destinati alla produzione e al consumo;

 PERSONE : (forza lavoro, impiegati, quadri dirigenti, operai, tecnici, imprenditore,

ricerca e sviluppo, amministratori, soci e azionisti, politici…) sono quei soggetti che

partecipano all’attività aziendale;

 ORGANIZZAZIONE : ( struttura che può essere piramidale, cioè chi è al vertice

comanda o come sta accadendo negli ultimi tempi nelle amministrazione pubbliche

si cerca di coinvolgere i cittadini attraverso il processo del BILANCIO

PARTECIPATO. La struttura è rappresentata graficamente dall’organigramma (

). L’organizzazione prevede delle regole organizzative che sono costituite da

CARICHE, FUNZIONI, MANSIONI, COMPITI.

S = f (M, P, O)

Le componenti del sistema sono finalizzate all’attività di produzione o di consumo. Esse sono:

- STRUMENTALI all’attività di produzione o di consumo;

- COMPLEMENTARI in quanto tutte necessarie per il raggiungimento di tale finalità e per

questo la loro utilità risulta incrementata;

- INTERDIPENDENTI in quanto stabiliscono tra di esse relazioni di varia intensità che

determinano la capacità dell’impresa di agire secondo parametri di efficienza.

L’azienda è quindi un sistema di forze interdipendenti, strumentali e complementari ai fini dello

svolgimento dell’attività di produzione o di consumo.

Nelle AZIENDE NO PROFIT c’è la figura del VOLONTARIO che svolge il proprio lavoro

all’interno dell’azienda senza ricevere alcun compenso in moneta e in tale azienda nel momento in

cui si costituisce non c’è una spartizione di mansioni, ma esiste solo la MISSION, cioè solo la

finalità dell’azienda.

L’azienda è osservabile almeno da due prospettive:

 dal punto di vista STATICO: che riflette la struttura che la compone;

 dal punto di vista DINAMICO: costituito la susseguirsi di operazioni necessarie per

realizzare la finalità della produzione o del consumo.

Alcuni studiosi di economia aziendale hanno proposto numerose definizioni dell’azienda in

generale, sottolineando ora un aspetto ora un altro:

 DOMINICIS: “ … organizzazione di beni (persone e cose materiali) che

svolge una determinata attività umana, in vista di uno o più bisogni da

soddisfare”. È una definizione che sottolinea la STRUTTURA, ma che

lascia sullo sfondo il dinamismo dei cicli produttivi.

 ZAPPA : “istituto economico destinato a perdurare che, per il

soddisfacimento dei bisogni umani,ordina e svolge in continua

coordinazione la produzione o il procacciamento o il consumo della

6

ricchezza”. È una definizione che pone l’attenzione sulla STRUTTURA e

sulle OPERAZIONE ECONOMICHE.

 AMADUZZI : “ l’azienda è un sistema di forze economiche che sviluppa,

nell’ambiente di cui è parte complementare, un processo di produzione o di

consumo o di produzione e consumo insieme…”. Si pone l’attenzione anche

sul CONTESTO SOCIO – ECONOMICO nel quale opera l’azienda.

5. LE FINALITÁ DELL’IMPRESA

Affinché i prodotti o i servizi realizzati siano in grado di soddisfare i bisogni occorre che essi

abbiano valore, cioè che vi sia qualcuno disposto a riconoscere l’utilità che deriva dall’uso di quei

prodotti o servizi, e tale utilità viene misurata dal prezzo.

L’impresa, organizzando ed attuando i processi produttivi, deve riuscire ad impiegare le risorse

disponibili in modo economicamente efficiente, realizzando prodotti o servizi il cui valore sia

maggiore del valore delle risorse utilizzare.

La finalità istituzionale dell’impresa è senza alcun dubbio quella di creare durevolmente valore,

in termini di produzione ed equa distribuzione di ricchezza.

Occorre utilizzare le risorse scarse in modo da ottenere il massimo risultato, che è un metodo per

agire secondo efficienza, ma soprattutto nel senso più pieno di realizzazione di beni che abbiano

valore.

6. I CARATTERI DISTINTIVI DEL SISTEMA AZIENDALE

L’impresa instaura relazioni esterne ai propri confini, al momento dello scambio degli input e

dell’output.

Alla base vi è la definizione di sistema come entità costituita da un insieme di elementi interrelati,

orientata al raggiungimento di un determinato fine, spesso caratterizzata da nessi di reciproca

influenza con altri sistemi ad essa esterni.

Questo filo logico permette di analizzare ciascun fenomeno scientifico in una prospettiva diversa. In

assenza di uno schema sistemico, ogni fenomeno è rappresentato e studiato come un oggetto in sé

rilevante, le cui parti sono collegate da un funzionamento determinato; l’analisi procede partendo

dalle proprietà, dalle caratteristiche delle singole parti per giungere alla descrizione dell’oggetto di

studio.

Questa impostazione richiama alcuni concetti che sono fondamentali per lo studio di qualsiasi

sistema:

 STRUTTURA: cioè l’insieme degli elementi che rientrano nel sistema e delle relazioni che tra

di essi emergono;

 CONTESTO AMBIENTALE: cioè il complesso dei sistemi esterni che interagiscono con un

dato sistema, separato da questi da un confine;

 CONTROLLO DEL SISTEMA: cioè la capacità di adattare la struttura e le relazioni per

neutralizzare o sfruttare i condizionamenti e le opportunità che si manifestano nell’ambiente.

I sistemi possono essere classificati in relazione

 al livello più o meno elevato di complessità;

 al grado d’intensità delle interdipendenze con il contesto;

 alla capacità di adattamento all’influenza dei fattori che provengono dal contesto

esterno.

L’azienda in quanto sistema è :

 APERTO in quanto vive di continui scambi con il contesto esterno di materie,

energia ed informazioni; 7

 DINAMICO in quanto caratterizzato da relazioni vitali tra gli elementi della

struttura e da interazioni con i sistemi esterni;

 ECONOMICO in quanto svolge l’attività di produzione o di consumo dei beni;

 COMPLESSO in considerazione della varietà degli elementi della struttura e del

dinamismo delle relazioni;

 PROBABILISTICO in quanto il funzionamento ed il risultato del sistema è

sottoposto all’incertezza, al rischio di mancare il conseguimento dei fini.

Tale aspetto:

- nell’AZIENDA PRIVATA è costituito dal MERCATO DI SBOCCO;

- nell’AZIENDA PUBBLICA “ dalla RICERCA DEL CONSENSO;

- nell’AZIENDA NO PROFIT “ dal RECUPERO DELLE RISORSE

7. IL RAPPORTO AZIENDA - AMBIENTE

L’azienda è un’organizzazione che agisce attraverso continui scambi di materie, energia ed

informazioni, inserita in un ambiente che è la sintesi delle interazioni con i sistemi che fanno parte.

L’azienda è influenzata nella struttura e nei comportamenti dalla situazione che caratterizza

ambiente

l’ .

Offre opportunità, cioè circostanze che possono agire procurando vantaggi,

oppure vincoli, cioè limiti di diversa natura posti all’attività aziendale. Perciò

l’ambiente non è da intendersi solo come luogo geografico.

Esso può essere distinto in:

AMBIENTE GENERALE ( o AMBIENTE SPECIFICO ( o

MACROAMBIENTE) MICROAMBIENTE)

Richiama condizioni e caratteristiche relative È composto dagli operatori, dagli agenti

all’ambito + ampio nel quale è inserita l’azienda economici con i quali interagisce sulla base di

(sistema politico, istituzionale, culturale, ect..). scambi di mercato.

Nel caso degli attori del macroambiente, l’influenza In tal caso l’influenza degli scambi sulla struttura

degli scambi è solo indiretta rappresentando la e sui componenti dell’azienda è diretta;

cornice fatta di circostanze, condizioni, vincoli che

intervengono nell’agire di tutti gli operatori.

Esso è composto da: È costituito dalle organizzazione e dagli

individui con cui l’impresa interagisce sulla base

 di scambi di mercato.

AMBIENTE FISICO NATURALE

che comprende le caratteristiche

naturali e territoriali dello spazio in

cui opera l’impresa (il clima, la

morfologia, le risorse naturali

disponibili, le vie di comunicazione,

la popolazione…);

 AMBIENTE POLITICO –

ISTITUZIONALE: cioè

l’organizzazione ed il ruolo

esercitato dagli organi del potere

politico, nonché l’insieme delle 8

norme che definiscono l’ordinamento

giuridico. Si tratta di variabili che

influenzano ampiamente il percorso

di sviluppo dell’attività d’impresa,

concedendo opportunità e vantaggi o

ponendo vincoli che ne limitano

l’autonomia;

 AMBIENTE SOCIO –

CULTURALE: rappresentato

dall’insieme di valori culturali ed

etici e dalle conoscenze diffuse in un

dato contesto, che esprimono nel

complesso incentivi o ostacoli

all’affermazione di modelli che

riconoscono centralità all’attività

d’impresa;

 AMBIENTE ECONOMICO –

GENERALE: riguarda da un lato

l’organizzazione generale

dell’attività economica ed in

particolare l’intervento dello Stato

che può integrare o sostituire del

tutto l’iniziativa privata; dall’altro la

struttura produttiva e lo stadio di

sviluppo dell’economia che influenza

lo sviluppo dell’attività

imprenditoriale.

Gli scambi che consentono all’impresa di svolgere la funzione produttiva avvengono in mercati che

costituiscono nel complesso l’ambiente specifico e che possono essere classificati in:

 MERCATO DELLE MATERIE PRIME;

 MERCATO DELLE TECNOLOGIE;

 MERCATO DEL LAVORO;

 MERCATO DEI CAPITALI;

 MERCATO DI SBOCCO. AMBIENTE

Fisico - naturale

MERCATI DI ACQUISIZIONE Politico

Lavoro Tecnologie Capitali

Materie prime

Energia AMBIENTE

-culturale

AMBIENTE -

IMPRESA istituzionale

Socio 9

BENI O SERVIZI

MERCATI DI SBOCCO

AMBIENTE

Economico -generale

Questo modello non consente di cogliere le molteplici variabili che definiscono in modo più

esaustivo il sistema competitivo proprio di ogni impresa. Pertanto è necessario introdurre il concetto

di SETTORE:definito da un aggregato di imprese similari in base ad uno o più criteri.

Ciascuna impresa può far parte di settori differenti, in funzione di criteri che sono stabiliti per

individuare i processi omogenei.

Il settore è circoscritto in base alla tipologia di prodotti o servizi realizzati.

L’ambito competitivo va oltre il settore e infatti i bisogni possono essere soddisfatti da:

 prodotti identici;

 prodotti simili;

 prodotti diversi

Il livello competitivo di un settore è determinato dai concorrenti potenziali che attratti da

prospettive di convenienza economica potrebbero decidere di intraprendere una nuova attività

costituendo nuove imprese.

La soluzione dei problemi di convenienza ad entrare o meno in settori nuovi è condizionata dalle

cosiddette barriere all’entrata ( cioè si riferisce all’entità e alla qualità degli investimenti

necessari):

- qualora le prospettive di sviluppo di un settore sono consistenti e le barriere all’entrata

sono basse (come nel caso del settore settile o calzaturiero) è facile che l’azione dei

concorrenti potenziali diventi concreta;

- nei settori avanzati, dove si realizzano prodotti che incorporano elevati livelli di sapere

scientifico e tecnologico (come telecomunicazioni, biotecnologico, informatica…) le

barriere all’entrata costituiscono un valido deterrente all’emersione di nuovi concorrenti.

8. RISCHIO ECONOMICO DI IMPRESA E RESPONSABILITÁ SOCIALE

Un’espressione del valore creato da un’impresa è quella del cosiddetto valore aggiunto.

Con esso si misura la RICCHEZZA VALORE dei PRODOTTI (o SERVIZI)

che si aggiunge alle risorse per effetto collocati sul mercato

della loro combinazione all’interno -

dell’impresa VALORE delle RISORSE consumate nella

produzione

Tale ricchezza (che si realizza concretamente con la collocazione dei beni economici) prodotti sul mercato,

non è fine a se stessa. Si pone il problema della distribuzione della ricchezza creata tra coloro che hanno

partecipato all’attività d’impresa, soprattutto coloro che hanno conferito i fattori produttivi originari

(CAPITALE e LAVORO) e lo STATO che attraverso l’imposizione fiscale trova le risorse necessarie per la

fornitura di servizi di pubblica utilità. 10

In sostanza:

 nell’impresa si svolgono i processi produttivi dai quali si ottengono i prodotti e i servizi utili

per il soddisfacimento dei bisogni;

 l’attività di produzione richiede l’impiego di un capitale destinato a tale scopo;

 il capitale viene impiegato per acquisire i fattori produttivi specifici indispensabili per

ottenere i prodotti o i servizi, alla cui realizzazione quell’impresa si specializza;

 l’impresa utilizza lavoratori che remunera periodicamente;

 i fattori produttivi sono combinati in base a criteri che tendono a massimizzare il loro uso;

 i prodotti o servizi sono collocati sui mercati se incorporano o offrono un’utilità economica

per soddisfare determinati bisogni;

 il valore dei prodotti o dei servizi è misurato dai prezzi che si formano sui mercati di

collocamento;

 il collocamento dei prodotti o servizi consente il recupero delle disponibilità finanziarie da

impiegare per rigenerare i processi produttivi, remunerare il lavoro ed il capitale

originariamente destinato all’attività d’impresa, distribuendo ricchezza utile al

soddisfacimento dei bisogni di tale soggetti.

Pertanto le finalità e gli obiettivi aziendali sono:

- FINALITÁ NATURALE o ORIGINANTE: cioè il soddisfacimento dei bisogni umani;

- FINALITÁ ISTITUZIONALE: si identifica nella capacità dei processi produttivi di creare

durevolmente valore;

- OBIETTIVO FUNZIONALE: costituito dalla necessità dell’impresa di perdurare nel

tempo, mediante il rinnovo di processi produttivi atti a generare valore;

- OBIETTIVO STRUMENTALE: che costituisce in realtà una condizione/obiettivo, nel

senso di identificarsi non come obiettivo assoluto, ma amministrativo posto alla base della

continuità aziendale e quindi determinate per il raggiungimento delle finalità istituzionali.

La finalità di creazione del valore si pone in una relazione circolare e con l’obiettivo di

perdurabilità e con la condizione di economicità: la perdurabilità è essenziale ai fini della crezione

durevole del valore: infatti per perdurare è necessario rispettare la condizione di economicità.

L’impresa nasce in virtù di un capitale investito in quell’attività, sottratto a scelte alternative, in

attesa di adeguata remunerazione che è aleatoria in quanto sarà possibile solo se l’impresa sarà nella

condizione di creare valore.

Il rischio che può correre un’impresa è detto:

RISCHIO ECONOMICO DI IMPRESA 11

È rappresentato da RISCHI

Trova origine nel fatto che la Trova origine nell’incertezza SPECIFICI:

gestione di ogni impresa concernente la futura - sia nella NATURA (rischi

presuppone anteriormente evoluzione dell’ambiente in finanziari, rischi di

l’impiego di capitale, cui l’azienda opera e con cui mercato…);

necessario per acquisire i interagisce. - sia nella DIMENSIONE

fattori produttivi, dalla cui TEMPORALE

conveniente combinazione si

deve ottenere la ricchezza che gravano secondo

sufficiente a rigenerare i diverse graduazioni su tutti i

fattori produttivi stessi ed in portatori di interessi

via residuale a remunerare il d’azienda.

capitale originario investito.

I soggetti che a vario titolo sono portatori di interessi nell’impresa (“STAKEHOLDERS”) non

coincidono con la sola componente personale del sistema di forze; si distinguono in:

 PORTATORI INTERNI DI INTERESSI: rappresentati dai proprietari, dagli

amministratori e dai lavoratori dipendenti in genere;

 PORTATORI ESTERNI DI INTERESSI: soggetti variamente interessati

all’andamento aziendale (banche, fornitori, Stato, clienti…).

Spetta agli organi aziendali di governo individuare i percorsi gestionali che meglio neutralizzano il

rischio, mediante l’adozione delle regole di buona amministrazione e di atteggiamento volti alla

ricerca lungimirante dei giusti equilibri.

Bisogna ricordare che ogni attività produttiva, incidendo direttamente sull’economica delle singole

imprese, producono riflessi sulle altre economie direttamente e indirettamente legate alle attività

produttive, fino ad arrivare all’intero contesto economico di un Paese.

In relazione a ciò emerge la forte caratterizzazione sociale.

Tale responsabilità sociale delle aziende rinnova l’esigenza di richiamare comportamenti

amministrativamente razionali e corretti volti alla ricerca degli equilibri che favoriscano la

perdurabilità dell’azienda nel tempo e la creazione della ricchezza necessaria allo sviluppo della

stessa ed al progresso dell’economica generale.

9. LE AZIENDE PUBBLICHE

Tra le aziende di erogazione, assumono particolare rilievo le aziende erogatrici pubbliche,

La loro identificazione può effettuarsi

rappresentate da entità governate da un soggetto di natura pubblica. Esse si possono classificare in:

mediante il ricorso a due principi tra

Tutte e 3 tendono al

 loro contrapposti:

AZIENDE PUBBLICHE DI soddisfacimento di

- PRINCIPIO STATALISTA:

PRODUZIONE (IMPRESE): operano al fine di BISOGNI PUBBLICI

in cui è lo Stato a definire le

soddisfare dei bisogni, beni o servizi di pubblica funzioni di propria competenza

utilità destinati allo scambio; Essi si individuano mediante

e quelle da delegare ad altri

 AZIENDE PUBBLICHE DI valutazioni inerenti:

enti o da attribuire ai soggetti

EROGAZIONE (o di CONSUMO): in esse si - opportunità politica ad

privati;

svolge l’attività di consumo, ovvero la raccolta ed il intervenire per

- PRINCIPIO della

successivo impiego di mezzi per il soddisfacimento soddisfare un certo

SUSSIDIARIETÁ: in cui è

diretto dei bisogni della collettività; bisogno;

privilegiata l’autonomia degli

 AZIENDE PUBBLICHE - l’accettabilità sociale

individui, delle famiglie e degli

COMPOSTE: in cui avvengono dell’intervento pubblico;

altri soggetti privati e si dà

- l’efficacia economica

spazio all’intervento degli enti

12

dell’azione pubblica

pubblici solo in relazione a

quei bisogni che i privati non

contemporaneamente processi produttivi e di

erogazione.

Le aziende pubbliche, sotto il profilo degli assetti istituzionali e delle funzioni di competenza, si

suddividono in 3 classi differenti:

 AZIENDE PUBBLICHE TERRITORIALI: possono operare solo in un

determinato territorio e mirano al soddisfacimento di molteplici bisogni della

collettività che risiede nella propria area territoriale di competenza;

 AZIENDE PUBBLICHE FUNZIONALI (o ENTI PUBBLICI NON

ECONOMICI): erogano servizi ai cittadini, indipendentemente dall’area territoriale

di appartenenza, ai fini del soddisfacimento di singole categorie di bisogni.

Ognuna di esse fa capo ad un’azienda territoriale che ne definisce gli indirizzi, ne condizione le

decisioni e ne esercita il controllo. E si suddividono in:

 nazionali: es. INPS, INAIL;

 regionali: es. AUSL; EDISU;

 comunali o provinciali: es. Istituto Autonomi Case Popolari; Aziende di

promozione turistica,…

 IMPRESE PUBBLICHE: producono beni o servizi a domanda individuale e li

scambiano verso un corrispettivo economico, come le imprese dell’acqua, del gas,

dei rifiuti…

ATTIVITÁ SVOLTE AZIENDA CHE LE SVOLGE

1. Regolazione dei rapporti sociali economici Aziende pubbliche territoriali

attraverso l’emanazione di leggi e decreti;

2. Produzione di beni collettivi Aziende pubbliche territoriali

3. Produzione ed erogazione di beni e servizi a Aziende pubbliche territoriali

domanda individuale (come servizi sanitari o Aziende pubbliche funzionali

di pubblica utilità) Imprese pubbliche

4. Emanazione di indirizzi, programmi e linee Aziende pubbliche territoriali

guida Aziende pubbliche funzionali 13

9. 1. Le aziende pubbliche territoriali

Esse hanno quasi sempre natura di aziende composte perché non solo erogano, grazie alle risorse

acquisite mediante l’imposizione tributaria, beni e servizi pubblici di natura collettiva, ma

producono anche beni a domanda individuale per poi cederli verso il corrispettivo diretto di denaro.

A parti dal 1990 diverse riforme ne hanno esteso l’autonomia di tale aziende sotto i profili:

(per quanto riguarda le Province e Comuni):

- statuario: è consentito ai Comuni e alle Province di dotarsi di un proprio statuto che

disciplini, nell’ambito dei principi fissati dalla legge, le norme fondamentali

dell’organizzazione dell’ente;

- normativo: Comuni e Province hanno la possibilità di emanare dei Regolamenti applicabili

nell’ambito del proprio territorio;

- organizzativo ed amministrativo: possono autorganizzarsi e scegliere il proprio assetto

strutturale;

- impositivo e finanziario: possono istituite ed applicare tributi propri in armonia con la

Costituzione;

(per quanto riguarda le Regioni):

- ogni Regione ha un proprio statuto che ne determina la forma di governo ed i principi

fondamentali di organizzazione e funzionamento;

- le Regioni organizzano l’esercizio delle funzioni amministrative a livello locale attraverso i

Comuni e le Province;

- con la riforma del 2001, le Regioni hanno assunto delle funzioni che prima spettavano allo

Stato.

Allo Stato è consentito, secondo la Costituzione, la potestà di legiferare in una serie di materie

( politica estera, difesa, ordine pubblico, giustizia…).

- Alle Regioni è riconosciuta la potestà legislativa concorrente, cioè legiferare in materie

come la tutela e la sicurezza del lavoro, la protezione civile,la tutela della salute e in tutte le

altre numerose materie non esplicitamente citate dalla Costituzione.

I Comuni e le Province sono titolari di FUNZIONI PROPRIE (che devono realizzare con

autonome risorse finanziarie):

FUNZIONI PROPRIE del COMUNE

1. servizi alla persona ed alla comunità (Istruzione Scolastica, Servizi Sociali, Beni

Culturali…);

2. assetto e utilizzazione del territorio (Edilizia, Urbanistica, Trasporto Pubblico Locale…);

3. sviluppo economico (Commercio, Artigianato, Industria, Agricoltura…);

FUNZIONI PROPRIE della PROVINCIA

1. Difesa del suolo;

2. tutela e valorizzazione ambientale;

3. valorizzazione dei beni culturali;

4. viabilità e trasporti;

ma possono anche dover far fronte ad altre funzioni, delegate loro dallo Stato o dalle Regioni,

ricorrendo alle risorse finanziarie appositamente trasferite loro da tali enti:

FUNZIONI DELEGATE DALLO STATO AL COMUNE:

1. polizia locale; 14

2. elettorati;

3. anagrafici e di stato civile;

FUNZIONI DELEGATE DALLO STATO ALLA PROVINCIA

1. Sanità, igiene e profilassi pubblica;

2. Istruzione secondaria di secondo grado e formazione professionale.

Le aziende pubbliche territoriali si distinguono anche per la provenienza dei mezzi, la cui principale

fonte è rappresentata dai tributi che rappresentano il compenso indiretto che le aziende pubbliche

ottengono per la produzione dei beni pubblici collettivi.

Gli strumenti di prelievo tributario a disposizione delle aziende territoriali sono:

 imposte

: così denominate perché non correlate ad alcun servizio specifico fornito

dall’azienda pubblica (es. ICI);

 tasse : riscosse a fronte di specifici servizi erogati ai cittadini ( es. tassa sui rifiuti urbani);

 mezzi riconducibili ai corrispettivi economici diretti che i cittadini versano all’azienda a

fronte dei beni di natura individuale di cui usufruiscono (es. servizi scolastici, di

trasporto…);

 rendite ricavate grazie ai beni patrimoniale posseduti dalle aziende (es. immobili di

proprietà…);

 trasferimenti di risorse finanziarie ricevuti dall’azienda pubblica territoriale da parte di

un’azienda pubblica territoriale sovraordinata per la realizzazione di determinati servizi.

Le aziende non profit

Sono aziende pubbliche anch’esse finalizzate al soddisfacimento dei bisogni pubblici (di natura

sanitaria, tutela dell’ambiente, di cultura..);sono governate da soggetti privati.

Sono aziende composte o di pura erogazione in relazione all’esercizio di attività produttiva, e

costituiscono il cosiddetto Terzo Settore, “terzo” perché distinto dal settore delle aziende di

produzione private e da quello delle aziende pubbliche.

ELEMENTI IN COMUNE CON LE AZIENDE DIFFERENZE CON LE AZIENDE PUBBLICHE

PUBBLICHE

Perseguono finalità di natura sociale; natura giuridica privata

ELEMENTI IN COMUNE CON LE IMPRESE DIFFERENZE CON LE IMPRESE

natura giuridica privata; nelle aziende no profit, il conseguimento di

un risultato positivo economico non è uno

degli obiettivi dell’azione aziendale, ma un

mezzo indispensabile per il conseguimento

dei fini e per la sopravvivenza nel tempo

dell’azienda.

fonti

Le da cui tali aziende acquisiscono i mezzi da impiegare nella propria attività economica

possono essere:

 interne: gli eventuali redditi da lavoro dei soggetti che fanno parte dell’azienda, le

rendite ricavate grazie ai beni patrimoniale posseduti, o, solo nel caso di aziende

composte, i corrispettivi economici riscossi a fronte dell’attività produttiva; 15

 esterne: comprendono le donazioni e i contributi volontari ricevuti da soggetti

singoli o da enti.

Vi sono delle teorie che spiegano la motivazione della nascita e dello sviluppo di tali aziende:

- TEORIA DELLA FORNITURA DI BENI PUBBLICI (di Weisbrod): essa si propone di

spiegare il fatto che molti beni pubblici siano forniti ai cittadini da aziende private non profit

e non da aziende pubbliche perché quest’ultime decidono di erogare beni/servizi sulla base

delle esigenze espresse dalla maggioranza della popolazione, scontentando la restante.

- TEORIA DEL FALLIMENTO DEL CONTRATTO (Hansmann): sostiene che le

aziende no profit intervengono per ovviare alle inefficienze delle imprese private nel campo

della fornitura dei servizi pubblici.

CAPITOLO II: LA COMPONENTE PERSONALE

La componente personale è da considerarsi preminente poiché è quella che dà l’impulso primo che

dà origine al sistema e da cui dipende l’azione delle altre componenti (mezzi e organizzazione).

1. Il soggetto aziendale COMPONENTE PERSONALE

 È il soggetto che Non deve necessariamente

concepisce un progetto individuarsi in una sola Composta da

aziendale; persona, ben potendo

 conferisce i mezzi riconoscersi in un insieme 1. coloro che danno vita

necessari per la di persone legate tra loro all’azienda;

realizzazione dello stesso; da un vincolo associativo 2. coloro che contribuiscono allo

 predispone la struttura di varia natura:es. svolgimento dell’attività

aziendale; soggetto aziendale; produttiva.

 organizza il relativo collaboratori;

funzionamento dipendenti

La componente soggettiva personale è una componente complessa, nell’ambito della quale si

possono riscontrare numerosi soggetti che a vario livello partecipano allo svolgimento dell’attività

aziendale. È possibile distinguere 3 differenti livelli: Il livello volitivo risulta essere

il livello supremo; anche se

1. LIVELLO VOLITIVO: è composto da quei soggetti nell’ambito di processi

che detengono di diritto e/o di fatto il dominio o potere di decisionali aziendali è

controllo dell’azienda. Normalmente questo livello possibile riscontrare

situazioni in cui il potere di

16

comando tende ad allargarsi

coinvolgendo anche il livello

direttivo/amministrativo

corrisponde con la proprietà dell’impresa, anche se

nell’economie moderne è possibile riscontrare situazioni

differenti in cui di comando risulta di fatto esercitato da

soggetti diversi dai proprietari.

È questo livello che determina i PERCORSI AZIENDALI.

2. LIVELLO DIRETTIVO / AMMINISTRATIVO: è

composto da quei soggetti che hanno il compito di attuare le

linee di indirizzo tracciate dal livello volitivo, di cui

interpretano la volontà realizzando gli obiettivi posti. Tale

ruolo viene assunto alternativamente sia dagli stessi

proprietari che da soggetti non proprietari (manager).

3. LIVELLO ESECUTIVO: in cui si indicano tutti i

soggetti che materialmente svolgono l’attività economico –

produttiva.

2. Il soggetto economico

Il soggetto aziendale può distinguersi in:

- SOGGETTO GIURIDICO sotto un aspetto giuridico/formale;

- SOGGETTO ECONOMICO sotto un aspetto economico/aziendale.

SOGGETTO ECONOMICO: persona o gruppo di persone che impersonificano il potere

volitivo attraverso cui si controlla direttamente o indirettamente l’amministrazione dell’azienda.

Tale controllo è riconducibile ai proprietari dell’impresa o a quella parte della proprietà in grado di

esercitare di diritto e di fatto il potere volitivo.

Esso coincide con il soggetto economico aziendale nella sua connotazione sostanziale.

Esso assume il governo dell’impresa, nel senso della conduzione e di amministrazione secondo un

insieme di principi, istituzioni e meccanismi regolatori.

È in possesso da un lato del POTERE DI COMANDO e del POTERE DI GESTIONE (riferibile

al livello direttivo amministrativo).

Il soggetto aziendale deve rivelare dei caratteri e delle competenze non comuni; due aspetti

fondamentali: capacità di attuazione dei

- MANAGERIALITÁ: si intende far riferimento alla

disegni strategici e delle linee di indirizzo strumentali alla realizzazione del

progetto aziendale , ciò favorendo percorsi atti a garantire non solo l‘efficacia

dell’attività aziendale, ma anche l’efficienza e l’economicità;

- IMPRENDITORIALITÁ: insieme di valori e caratteri riconducibile:

l’intuizione, la creatività o capacità d’ideazione,

qualità come

o spirito innovatore;

profili naturali del carattere;

o capacità di finanziare con capitali propri il progetto aziendale.

o SOGGETTO ECONOMICO

GOVERNO AZIENDALE 17

POTERE DI COMANDO POTERE DI GESTIONE

IMPRENDITORIALITÁ

MANAGERIALITÁ

MODELLI DIREZIONALI

Si possono riscontrare

MODELLI MODELLI

IMPRENDITORIALI PURI MANAGERIALI

Nel mezzo si collocano quei

e RELATIVI modelli che combinano i due In cui ambito manageriale

caratteri, rivelando soluzioni

In cui l’autonomia risulta svincolato, a livello di

ideali in cui si coniugano

decisionale rispetto al potere autonomia operativa dalla

manageriali degli specialisti

di comando risulta più o proprietà

meno fortemente limitata

3. Il soggetto giuridico e le strutture legali d’impresa

SOGGETTO GIURIDICO: si intende il soggetto a cui fanno capo i diritti e le obbligazioni

derivanti dall’esercizio dell’attività economica d’impresa.

L’attività aziendale può svolgersi :

 In forma individuale dando luogo all’IMPRESA INDIVIDUALE

 In forma collettiva dando luogo all’IMPRESA COLLETTIVA

IMPRESA INDIVIDUALE IMPRESA COLLETTIVA (o

SOCIETARIA)

 

Soggetto giuridico è Nelle forme collettive

rappresentato dalla l’individuazione del

singola persona; soggetto giuridico rileva

 variamente in funzione

assume diritti ed delle differenti tipologie

obbligazioni derivanti societarie;

dallo svolgimento 

dell’attività; Con questa

 denominazione,si vuole far

risponde, oltre che con la riferimento a quelle

ricchezza apportata in iniziative inerenti

azienda anche con il progetti aziendali, per il

proprio patrimonio cui perseguimento due o +

personale;

 soggetti (soci) si

in esse, il singolo associano, conferendo la

imprenditore/proprietario ricchezza adeguata;

riveste la figura di  Le motivazioni alla base

soggetto aziendale, dell’instaurazione di un

limitando le eventuali simile tipo di società

collaborazioni a pochi possono essere diverse:

individui; 

 In presenza di progetti

Il ricorso a tale tipo di aziendali che richiedono entità

impresa si riscontra per finanziarie

l’esercizio di attività consistenti,difficilmente nelle

18

artigianali o imprese di disponibilità di un singolo

piccole dimensioni. individuo, la forma societaria

può favorire il finanziamento

del progetto stesso, dividendo

tra i partecipanti (soci) il

carico finanziario ed il

relativo rischio di impresa;

 Alcuni esempi possono riguardare

lo svolgimento di attività

produttive per le quali è

previsto obbligatoriamente

l’esercizio in forme societarie

tipologicamente determinate

(attività assicurativa,

bancaria…);

 In altri casi può essere una

mera convenienza fiscale a

favorire la scelta della forma

societaria;

Nel momento in cui l’imprenditore Il codice civile precisa le tipologie

risulta affiancato da soggetti societarie utili per l’esercizio

appartenenti al suo stesso nucleo dell’attività commerciale in forma

familiare, si è in presenza della collettiva che si distinguono in:

cosiddetta impresa familiare che :

FORME SOCIETARIE PERSONALI

continua ed essere un’impresa  costituite da quelle tipologie

individuale in cui l’imprenditore persona

di società in cui la

rimane l’unico responsabile, mentre i assume rilievo preminente nel senso

collaboratori familiari prestano la

loro attività in modo continuativo di rappresentare il riferimento

acquistando particolari diritti fondamentale sul piano giuridico;

 in queste forme societarie

risponde non solo la società ma

anche le singole persone associate;

 i soci possono essere chiamati

a rispondere delle obbligazioni

sociali con il proprio

(illimitatezza

patrimonio personale

della responsabilità) ed anche al

di là di quella che è la quota

proporzionale di partecipazione

alla società, ciò in

conseguenza del vincolo di

solidarietà che lega i

differenti soci l’un l’altro.

Rientrano in tale tipologia di

società: A. SOCIETÁ IN NOME

:

COLLETTIVO è la forma +

semplice di società utile

per l’esercizio

dell’attività commerciale.

Pochi soci legati da

vincoli di parentela e di

forte fiducia, conferendo

una ricchezza in misura

libera (capitale sociale)

danno origine ad una

società delle cui 19

obbligazioni rispondono

tutti in via illimitata e

solidale. I soggetti che

entrano in contatto con

tali società (fornitori,

clienti…) oltre al

capitale sociale

rappresentato dalla

ricchezza conferita dai

soci in sede di apporto,

hanno come ulteriore

garanzia il patrimonio

personale di tutti i soci.

L’amministrazione spetta di diritto

agli stessi soci che la possono

esercitare disgiuntamente o

congiuntamente. Si ha l’unione di

POTERE DI COMANDO + POTERE VOLITIVO

nelle stesse persone.

B. SOCIETÁ IN ACCOMANDITA

SEMPLICE: presenta due

differenti categorie di

soci: 1. soci

accomandatari:

conservano la

responsabilità

illimitata e

solidale e il

diritto di

amministrazion

e della stessa

società;

2. soci

accomandanti:

si vedono

limitata la

responsabilità

derivante

dalle

obbligazioni

sociale alla

sola ricchezza

conferita.

Essi non

possono

assumere la

carica di

amministratori

, fungono

sostanzialment

e da

finanziatori,

limitando il

rischio alle

sole quote

conferite in

società. Il

potere di

comando rimane

attribuito a 20

tutti i soci,

il livello

direttivo

inerente il

potere di

gestione non

può che

attribuirsi ai

soli soci

accomandatari

escludendo con

ciò i soci

accomandanti.

FORME SOCIETARIE REALI (o di CAPITALI):

 in cui prevale l’elemento

reale del capitale;

 si attua la

spersonalizzazione della

società stessa, nel senso

che si dà vita ad

un’entità giuridica con

vita propria, distinta e

separata dalle persone

fisiche dei singoli soci:

la responsabilità di

quest’ultimi risulta

limitata alla sola

ricchezza conferita in

società con esclusione del

patrimonio personale.

 Il ricorso a tali forme

dovrebbe giustificarsi con

fabbisogni finanziari

mediamente più elevati

rispetto a quelli

determinati da progetti

per i quali può rivelarsi

adottabile una società di

persone;

A. SOCIETÁ PER AZIONI costituisce il

prototipo delle società di

capitali, rivelandosi la tipologia

societaria idonea per progetti

aziendali che richiedono strutture

aziendali di grande dimensione

(capitale minimo di 120.000€).

La denominazione della forma

societaria lascia intendere una

suddivisione in quote denominate

azioni (titoli indivisibile ed aventi

taglio uguale che danno luogo sia a

diritto patrimoniali sia a diritti non

patrimoniali). La facile

trasmissibilità delle azioni favorisce

un continuo rinnovarsi dei soci,

limitando il loro interesse ai diritti

patrimoniali, sottoscrivendo AZIONI

PRIVILEGIATE(es.AZIONI DI RISPARMIO)

che danno diritto a privilegi di tipo

patrimoniale 21

Le forme adottabili per una società

per azioni possono ricondursi a 3

sistemi:

SISTEMA TRADIZIONALE: la cui struttura

si suddivide in:

- assemblea degli azionisti: è

l’assemblea dei proprietari

delle azioni e quindi la

proprietà societaria,

costituisce l’organo volitivo a

cui risulta giuridicamente

attribuito il potere di comando;

- consiglio di amministrazione: a

cui si demanda il potere di

gestione della società. La

scelta di ogni amministratore

dovrebbe derivare

dall’individuazione di soggetti

in possesso dei caratteri di

managerialità o in termini di

prestigio ed immagine, in modo

da favorire una maggiore

rappresentatività della società

nei rapporti con l’ambiente

esterno;

- collegio sindacale: rappresenta

l’organo di controllo della

società. I componenti sono

nominati dall’assemblea dei soci

e hanno compiti di varia natura

che possono sinteticamente

ricondursi a funzioni di

vigilanza sul rispetto delle

norme di legge e di statuto e a

funzioni di amministrazione. Il

controllo contabile è

attribuibile a un organo

esterno.

SISTEMA DUALISTICO: è uno dei nuovi

sistemi adottabili dalle Spa ed è

suddiviso in 3 organi:

- assemblea degli

azionisti:rappresenta la

proprietà, ma si vede spogliare

del potere di comando a favore

di altri organi (consiglio di

sorveglianza);

- consiglio di sorveglianza: ha

funzioni sia di controllo non

contabile che funzioni

decisionali di livello

strategico;

- consiglio di gestione: è

l’organo amministrativo a cui

spetta il compito di svolgere le

operazione necessarie per

l’attuazione dell’oggetto

sociale (potere di gestione). Il

controllo contabile è affidato a

un soggetto esterno.

La società di revisione è obbligatoria

22

per le società che fanno ricorso al

mercato dei capitali.

SISTEMA MONISTICO: si articola in:

- assemblea degli azionisti:

mantiene le attribuzioni

tradizionali;

- consiglio di amministrazione:

con attribuzione di compiti

gestionali;

- comitato per il controllo della

gestione: con compiti di

controllo di legalità e di

corretta amministrazione.

Il controllo contabile è affidato a un

soggetto esterno.

Nell’ambito delle società per capitali

si riscontra la presenza de:

B. SOCIETÁ IN ACCOMANDITA

PER AZIONI:

per la quale possono ribadirsi le

stesse considerazioni esposte per la

società per azioni. Il principale

elemento di differenziazione è

rappresentato dalla doppia categoria

di azionisti:

SOCI ACCOMANDATARI: responsabilità

(illimitata e solidale) e devono

assumere la carica di amministratori;

SOCI ACCOMANDANTI:responsabilità

limitata nel caso dei soci

accomandanti;

C. SOCIETÁ A RESPONSABILITÁ

LIMITATA:

 nella quale tutti i

soci assumono

responsabilità

limitatamente alla

quota conferita in

società.

 Il capitale sociale

(minimo fissato è

di 10.000€) è

rappresentato da

QUOTE e AZIONI;

 Si ad arra a

società a carattere

familiare o a

società con assetti

proprietari

piuttosto

ristretti;

 L’amministrazione è

affidata agli

stessi soci.

FORME SOCIETARIE COOPERATIVE:

 costituite da società

dotate di personalità

giuridica;

 aventi scopo mutualistico,

cioè che la finalità della

23

società si rivolge a

soddisfare i bisogni dei

soci;

 ci può essere un numero

variabile di soci;

 i soci possono assumere la

RESPONSABILITÁ LIMITATA

che quella ILLIMITATA e

SOLIDALE;

 ogni socio ha diritto ad

un solo voto;

 vantaggi di ordine

finanziario e di natura

fiscale.

IN BREVE: FORME COLLETTIVE

SOCIETÁ DI PERSONE SOCIETÁ DI CAPITALI SOCIETÁ COOPERATIVE

Società in nome collettivo Società per azioni (spA) A responsabilità limitata;

(snc);

Società in accomandita Società in accomandita per A responsabilità illimitata

semplice (sas) azioni (sapa)

Società a responsabilità

limitata (srl)

4. I modelli di governo aziendale

È possibile distinguere vari modelli,i cui tratti differenziali possono individuarsi principalmente in 2

elementi:

- COMPOSIZIONE DELL’ASSETTO PROPRIETARIO;

- STABILITÁ DELL’ASSETTO STESSO;

La combinazione tra POTERE DI COMANDO + POTERE DI GESTIONE (o DIREZIONALE)

esprime il governo aziendale che tradizionalmente può ricondursi può ricondursi a differenti

modelli di riferimento:

 MODELLO PATRONALE:

* (

tipico in Italia) si riscontra in quei contesti con tessuto di

imprese in cui la figura dell’imprenditore/ proprietario appare

predominante e quindi l’assetto proprietario fortemente concentrato

nelle mani di un unico individuo o nucleo familiare;

* POTERE DI COMANDO + POTERE DIREZIONALE = nelle mani di uno o pochi

individui;

* Il management (se presente) è influenzato dalla presenza costante

dell’imprenditore o della proprietà che si assume tutte le

responsabilità di governo e di direzione dell’impresa, attribuendo

24

agli amministratori solo deleghe di tipo esecutivo o ruoli

collaborativi e propositivi;

* Rara la possibilità di riscontrare modelli direzionali ideali

(imprenditoriali/manageriali), soprattutto nelle aziende di grande

dimensione;

* Si può rilevare la presenza di assetti proprietari fortemente

concentrati che consentono l’individuazione di un’identificazione

tra la figura dell’azionista e l’impresa: ne derivano chiari effetti

in termini di vincoli sul piano del reperimento dei mezzi

finanziari, limitato dalle disponibilità della proprietà e del

connesso dei capitali oltre allo scarso potenziali finanziario e a

una carente integrazione con il mondo creditizio;

 MODELLO PUBLIC COMPANY:

* (tipico della realtà anglosassone) rivela un’impostazione secondo

cui il capitale dell’azienda risulta frazionato tra numerosi

azionisti, nessuno dei quali preminente o di riferimento, per cui

quasi del tutto assente appare l’identificazione con l’impresa;

* La partecipazione di investitori di varia provenienza si dirife

essenzialmente più al conseguimento di risultati di redditività che

alla volontà di detenere il “controllo” delle partecipate;

* In tali contesti il valore delle azioni e del dividendo costituisce

uno dei parametri economici chiave, favorendo conseguenti

atteggiamenti di management che individua nella performance

immediata il proprio valore guida, trovando il favore della massa

degli azionisti;

* ASSENZA DI CONDIZIONAMENTI SUL PIANO FINANZIARIO: favorita dalla

possibilità di “finanziare” l’attività dell’impresa grazie al

ricorso al mercato azionario e nel minor costo del capitale;

* MANAGEMENT PARTICOLARMENTE QUALIFICATO E COMPETENTE la cui autonomia

decisionale può risultare anche molto spinta conducendo a modelli

direzionali di tipo manageriale;

 MODELLO CONSOCIATIVO:

* (modello tipico in Germania e Giappone);

* è a metà strada tra la PUBLIC COMPANY e l’IMPRESA PADRONALE;

* il capitale di tali imprese è detenuto in misura prevalente e

generalmente duratura da un nucleo ristretto di azionisti

(generalmente banche), nessuno con assoluta prevalenza rispetto agli

altri;

* è evidente l’effetto in termini di maggiore stabilità del potere di

controlli e conseguenti benefici per le aziende;

* benefici posso individuarsi nell’assenza di pressioni sul management

che può operare liberamente favorendo politiche di investimento nel

medio –lungo termine; valorizzazione di beni immateriali;

* il comune interesse verso la continuità dell’impresa favorisce

un’evidente condizione di stabilità;

* si evita così il rischio di scalate ostili o di sconvolgimenti

nell’assetto proprietario dell’azienda;

* qui trova attuazione la configurazione imprenditoriale/manageriale

con la presenza di complesse strutture organizzative con organi

dagli specifici compiti che rafforzano lo spirito di appartenenza

all’impresa e favoriscono la presenza di un efficace sistema di

controlli incrociati;

* ASPETTI NEGATIVI: rischio di burocratizzazione nell’adozione di

atteggiamenti conservatori o eccessivamente prudenziali in campo

strategico;

* A livello italiano, tale modello si può riscontrare nel settore

finanziario; istituti di credito e compagnie di assicurazione con

assetti proprietari in cui risulta assente un unico azionista, ma un

25

nucleo di 3 o 4 istituzioni finanziarie che condividono il potere di

comando e assegnano compiti direzionali (MODELLI DIREZIONALE

IMPRENDITORIALE/MANAGERIALE).

5. Le aggregazioni aziendali

Sono delle rappresentative di unioni tra + imprese, aventi carattere duraturo e finalità

generalmente economica.

Le principali finalità che conducono alle forme aggregative si possono distinguere:

 finalità esterne: nel momento in cui l’aggregazione è volta a

favorire il controllo del mercato;

 finalità interne: nei casi in cui l’aggregazione aziendale si

dirige a razionalizzare l’ordinamento e la gestione

dell’impresa;

Sul piano aziendale, le esigenze tecniche delle moderne attività produttive comportano la necessità

di uno sviluppo dimensionale dell’impresa con conseguenti specializzazioni funzionali, che o la

grande dimensione o la formazione di aggregazioni fra imprese consentono di realizzare. In tali

situazioni si è in presenza di vere e proprie integrazioni fra i processi aziendali delle varie imprese,

mediante azioni di potenziamento delle singole economie combinate.

È possibile distinguerle in :

 INTEGRAZIONI ORIZZONTALI: in cui è possibile distinguere

combinazioni in cui l’attività produttiva delle imprese partecipanti

aggregazioni di

è similare. Tali integrazioni sono riconducibili ad

imprese operanti sullo stesso piano produttivo;

 INTEGRAZIONI VERTICALI: imprese partecipanti si trovano su

in cui le

differenti livelli di un processo produttivo. ( es. Settore metallurgico in

cui la materia prima ottenuta dall’impresa estrattiva risulta

sottoposta alle varie lavorazioni passando attraverso diverse

aziende);

MOTIVAZIONI:

- ECONOMICHE;

- EXTRA – ECONOMICHE.

Esistono inoltre nelle aggregazioni aziendali:

- ACCORDI DI PARTECIPAZIONE: hanno lo scopo di tutelare gli interessi delle

imprese associate nei confronti di tutte le altre parti sociali;

- GRUPPI AZIENDALI: rappresentano la forma aggregativa i cui vincoli

assumono a livello massimo mantenendo autonomia sul piano giuridico,

dipendono dallo stesso soggetto economico.

6. Le tipologie di aggregazione aziendale

Si possono distinguere in:

AGGREGAZIONI INFORMALI AGGREGAZIONI FORMALI

Trovano origine nei rapporti economico in cui la definizione dell’accordo si 26

– finanziari esistenti tra diverse basa sulla presenza di un negozio

aziende, che non si fondano sulla formale atto ad identificare gli

presenza di un formale accordo; elementi costitutivi dello stesso;

Tali rapporti non rivestono caratteri sono aggregazioni a carattere

stabili potendo ricondursi a diverse transitorio, rivolte alla ricerca

motivazioni: delle imprese partecipanti di

soluzioni adeguate ai problemi

gestionali o alla possibilità di

sfruttare favorevolmente occasioni di

sviluppo;

o Nei casi in cui si crea spesso una struttura

alcune imprese hanno organizzativa autonoma, a cui si

la capacità di assegna il compito dei progetti e il

influenzare altre rispetto degli obblighi assunti dalle

imprese più piccole; singole aziende partecipanti;

o Nel caso di rapporti :

Rientrano in tale ambito

aventi natura ASSOCIAZIONI DI PARTECIPAZIONE: in

finanziaria, le base alle quali più aziende si

operazioni di associano transitoriamente per

finanziamento l’esercizio congiunto di una singola

mediante prestiti operazione o di più operazioni svolte

operati da un’impresa in un determinato intervallo di tempo.

a favore dell’altra, L’autonomia dei partecipanti è

possono trasformarsi limitata esclusivamente dall’oggetto

in motivo di del rapporto associativo e dalle

influenza sulle modalità previste per la

scelte dell’impresa determinazione e la ripartizione dei

debitrice; risultati. Es. Joy ventures: + imprese

che mettono in comune determinati

In tale ambito si possono considerare fattori produttivi al fine di

i cosiddetti gentlemen’s agreements, sviluppare congiuntamente ed entro un

rappresentativi accordi che si tempo limitato una determinate

stringono fra più imprese senza attività.

alcuna formalizzazione, fondandosi CARTELLI: intese tra + imprese di uno

sulla fiducia personale ed stesso settore, sorte al fine di

affidabilità dei partecipanti. limitare la concorrenza, regolando la

produzione o il controllo dei prezzi o

ancora le politiche di vendita.

CONSORSI: rappresentativi di accordi

tra una pluralità di imprese che,

mediante una organizzazione comune,

disciplinano o svolgono determinate

fasi della loro attività. Serve per

favorire attività collaborative che

permettono di superare i limiti insiti

nelle singole combinazioni produttive.

AFFITTO DI AZIENDA: trasferimento in

locazione di tutto il patrimonio di un

soggetto all’affittuario che paga per

ciò un canone annuo fisso o variabile

commisurato ai ricavi o ai risultati

gestionali. :

VENDITA E AFFITTO un’impresa vende

alcune o tutte le sue attività ad

un’impresa finanziaria, stipulando

contestualmente con la stessa un

contratto di affitto che le consente

l’uso dei beni per un periodo di tempo

generalmente lungo (20 – 30 anni),

riuscendo perciò ad ottenere un

finanziamento vantaggioso derivante

dalla vendita e continuando a svolgere

27

l’attività produttiva.

7. I gruppi aziendali

Nell’ambito delle aggregazioni definite formali, un ruolo preminente deve essere sicuramente

riservato ai cosiddetti gruppi aziendali

Istituti economici composto da + imprese, separate giuridicamente, ma rette dallo stesso soggetto

economico.

Essi sono la forma + avanzata di integrazione tra aziende giuridicamente distinte attuabile sulla base

dei seguenti elementi costitutivi:

- pluralità di imprese aventi autonomia giuridica;

- struttura societaria delle imprese;

- legame finanziario tra le imprese, mediante il possesso delle quote di partecipazione da

parte dello stesso soggetto economico.

Il concetto di partecipazione deriva dall’acquisizione da parte di un’impresa delle quote o azioni

del capitale di rischio di altre imprese, delle quali diviene praticamente socio. L’impresa che detiene

le quote si denomina partecipante, la società il cui capitale di rischio è detenuto parzialmente o

totalmente dalla partecipante si denomina partecipata.

Tale concetto di partecipazione si connette direttamente con quello di controllo, cioè con la

possibilità di esercitare il potere di comando nella società partecipata.

Le singole partecipazioni possono assumere consistenza differente dando luogo a distinzioni di

controllo:

 detenzione della totalità o maggioranza dei diritti di voto (controllo di diritto);

 detenzione di diritti di voto sufficienti ad esercitare una influenza dominante (controllo

di fatto): questo trova espressione differente a seconda delle singole situazioni:

- in contesti societari con assetti proprietari fortemente frazionati

(public company) può essere sufficiente anche una partecipazione del 15 –

;

20% per esercitare un’influenza dominante

- in società con assetti proprietari ristretti anche la detenzione di una

quota pari al 40 -45% può non essere sufficiente per determinare il

controllo;

- questo controllo può derivare anche da rapporti di tipo non patrimoniale,

connessi a vincoli contrattuali o economici.

 detenzioni di diritti di voto sufficienti ad esercitare un’influenza notevole

(collegamento).

Il gruppo aziendale si realizza mediante legami patrimoniali che vincolano una pluralità di imprese

ad un medesimo soggetto economico ( società controllante) che domina:

 di diritto società capo gruppo o società holding;

 di fatto società controllate

Il controllo può avvenire anche indirettamente mediante la presenza di partecipazioni “a cascata”:

tale controllo si attua nel momento in cui la società A controlla una società B che a sua volta detiene

il controllo di una terza società C; in tale si dirà che la società A (holding – capo gruppo) controlla

direttamente B ( sub – holding o società intermedia) e indirettamente C. 28

Le strutture di gruppo sono riconducibili a 3 schemi principali:

1. struttura semplice: quando una società capo –gruppo controlla o domina

direttamente un certo numero di altre società;

2. struttura complessa : quando la capo – gruppo ha partecipazioni di controllo

diretto che gli consentono di operare anche un controllo su altre società;

3. struttura a catena: si ha in quelle situazioni di partecipazione reciproca tra

2 o + imprese o combinazioni di controllo indiretto nel controllo

reciproco (partecipazioni circolari).

I percorsi che possono portare alla costituzione di un gruppo sono variegati:

- acquisto di una partecipazione nel capitale di un’impresa già esistente;

- creazione ex –novo di una unità produttiva giuridicamente distinta;

- scorporo di una parte dell’azienda o di un suo ramo di attività;

- costituzione di un’apposita società capo –gruppo alla quale + imprese

affidano la direzione del gruppo;

MOTIVAZIONI:

- il gruppo aziendale costituisce una formula valida per la risoluzione di

problemi di natura strutturale dell’attività produttiva delle imprese

costituenti il gruppo con conseguente migliorante degli equilibri

aziendali.

- È opportuno distinguere quelle situazioni:

 in cui la situazione del gruppo genera una vera e propria unità

economica (gruppi economici);

 da quei casi in cui la nascita del gruppo deriva solo da ragioni

finanziarie o di altra natura (gruppi finanziari);

- Ci sono anche situazioni miste in cui si possono individuare + sottogruppi

economici, cioè insiemi di imprese operanti in settori differenti, riuniti

tra loro dal legame finanziario di una holding finanziaria.

8. Le altre forze personale dell’azienda

Il riferimento è a tutti coloro che collaborano con l’imprenditore per il buon funzionamento

dell’azienda .

È possibile riscontrare in tal caso diversi livelli:

ALTA DIREZIONE

Riguardante gli

amministratori

DIREZIONI FUNZIONALI

I singoli responsabili di area

LIVELLI ESECUTIVI (la cosiddetta

MANODOPERA)

Suddivisi tra: IMPIEGATI AMMINISTRATIVI;

OPERAI; ADDETTI ALLE VENDITE 29

9. Produttività e remunerazione del fattore lavoro

Si cerca di individuare soggetti che teoricamente dovrebbero assicurare l’espletamento efficace ed

efficienti dei compiti assegnati.

È rilevante il concetto di produttività = cioè il rendimento derivante dal rapporto tra effetto utile

connesso all’impiego del fattore e quantità impiegata del fattore stesso.

Il rendimento è inteso con un significato fisico –tecnico.

Mentre per parlare di rendimento economico bisogna parlare di redditività.

Il rendimento della forza lavoro operante nell’azienda dipende da fattori soggettivi (qualità fisiche,

morali, professionali) che da fattori soggettivi ( remunerazione, salubrità del posto di lavoro,

controllo sulla quantità e qualità del lavoro…).

Dal punto di vista delle remunerazioni di tipo economico si ricordano le forme tipiche:

Retribuzione

- : a seconda del personale impiegatizio o operaio assume la

denominazione di stipendio e salario che possono essere:

 In misura fissa;

 In misura variabile (legate alla quantità di lavoro prestata): essa è

legata inoltre all’andamento aziendale, nel senso che la remunerazione

crescerà in presenza di risultati aziendali positivi.

posizione previdenziale

- : atta a garantire al lavoratore dipendente la

pensione al momento in cui cesserà di svolgere l’attività lavorativa.

Tipici riferimenti del livello retributivo sono rappresentati dai seguenti

fattori:

 contrattazione collettiva;

 retribuzione media esistente;

 capacità retributiva dell’azienda;

 apprezzamento delle qualità e capacità del personale

sviluppi di carriera:

- cioè le politiche di incentivazione basate su sistemi

remunerativi atti a motivare e trattenere i lavoratori presso l’azienda.

Anche gli aspetti extra – economici caratterizzano il fattore lavoro

Condizioni Relazioni Ambiente di

fisiche sul umane lavoro

lavoro

CAPITOLO III: LA COMPONENTE MEZZI

La vita dell’azienda è scandita da diverse tappe:

- istituzione = cioè nascita dell’azienda; 30

- funzionamento = fase in cui l’azienda vive, cresce e si sviluppa: è una fase rivolta allo

svolgimento dei processi produttivi, grazie al cui regolare fluire l’azienda produce e

*

distribuisce ricchezza;

- cessazione: fase conclusiva del processo aziendale

Cessazione assoluta: in cui la combinazione aziendale cessa di esistere in

quanto tale;

* 

La fase di funzionamento si connette con l’amministrazione aziendale con quella parte del

Cessazione relativa: in cui muta in via definitiva la combinazione aziendale in

senso soggettivo o la veste giuridica, ma l’azienda quale combinazione di

governo aziendale, consistente nella conduzione delle operazioni e nello svolgimento di ogni altra

elementi permanenti e mutevoli continua ad esistere.

attività necessaria a tal fine.

Tale amministrazione si compone di 3 settori interdipendenti:

1. ORGANIZZAZIONE: parte dell’attività amministrativa rivolta alla definizione della

struttura aziendale in funzione delle finalità aziendali e delle mutevoli condizioni in cui ogni

impresa si trova ad operare;

*

2. GESTIONE: processo vitale riguardante la combinazione e lo svolgimento delle varie

operazioni aziendali;essa risulta tradizionalmente articolata in 2 processi aziendali:

a) Processi tecnici: riguardano la specifica attività di produzione nei

suoi aspetti tecnici;

b) Processi amministrativi:riflettono l’economia dei processi tecnici

di produzione e la sostanza economica delle operazioni aziendali.

c) L’insieme dei processi TECNICO – AMMINISTRATIVI comprende:

- acquisizione dei fattori produttivi;

- combinazione dei fattori produttivi;

- esecuzione del processo lavorativo;

- ottenimento dei prodotti;

- vendita dei prodotti.

3. RILEVAZIONE: complesso delle determinazioni quantitative, monetarie e non che

favoriscono la razionalità delle decisioni amministrative.

* Nell’ambito delle varie operazioni gestionali è possibile cogliere 2 aspetti:

- aspetto finanziario : che nasce La stretta dipendenza dei due

dall’esistenza della moneta e del credito aspetti è confermata dal

che vale a dare espressione quantitativa fatto che un’operazione

a tutte le operazioni aziendali; finanziaria non solo dà

- aspetto economico: si collega con origine ad operazioni

gli impieghi finanziari per economiche, ma rivela di per

l’acquisizione dei fattori produttivi e sé effetti economici che

dei servizi atti allo svolgimento interessano i processi di

dell’attività produttiva di ogni altra produzione.

operazione di utilizzo dei fattori

produttivi stessi.

1. Concetto di utilità e di mezzo aziendale

Ai fini dello svolgimento dell’attività produttiva aziendale risulta necessaria l’acquisizione degli

opportuni mezzi (= fattori o risorse) atti ad dotare l’azienda dell’adeguata struttura funzionale.

Può definirsi tale in quanto rappresentativo di utilità economica utilizzabile per lo svolgimento

dell’attività aziendale 31


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Polidori Stefano.

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