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Identità tra Risparmi e Investimenti in

un’ economia con settore pubblico

Dalla contabilità nazionale, il risparmio è:

• Sp = Yd – Cp

Il reddito disponibile è:

• Yd = Y – T + Tr +INT

Combiando risparmio e reddito disponibile avremo:

• Sp = Y – T + Tr +INT – Cp

Da cui si ricava:

• Y = Sp + T – Tr – INT + Cp

• Sp + T – tr – INT + Cp = Cp + Ip + CG + Ig

• Sp + (T – CG – TR – INT) 0 Ip + Ig

• Sp + SG 0 Ip + Ig S = I

Scienza delle Finanze

La Politica fiscale

Per “politica fiscale” intendiamo l’insieme delle

misure messe in atto dal policymaker concernenti

le entrate e le spese del settore pubblico.

Scienza delle Finanze

La Politica economica

Per “politica economica” intendiamo l’insieme di

misure predisposte dal governo per raggiungere

obiettivi di importanza economica per il Paese.

Rientrano in essa le misure predisposte per la

soluzione di problemi occupazionali, per la

correzione dell’inflazione; gli investimenti nel

settore industriale, etc

Scienza delle Finanze

Settore Statale e Settore Pubblico

• Le aggregazioni corrispondono a 2 criteri:

1) quello che privilegia la natura istituzionale

degli Enti. (Criterio Istituzionale)

2) quello che sottolinea le caratteristiche

funzionali. (Criterio Funzionale)

Scienza delle Finanze

Criterio Istituzionale

Esso fa riferimento alla natura dei soggetti.

Considera parte del settore pubblico tutti gli

enti che rientrano nell’ambito della

proprietà pubblica, indipendentemente dalla

natura pubblica o privata delle attività che

svolgono. Scienza delle Finanze

Criterio Funzionale

È adottato nel sistema di contabilità nazionale SEC, in cui nel

settore dei servizi si distinguono quelli destinati alla

vendita da quelli destinati a consumi collettivi, che

formano oggetto di scambio sul mercato.

Secondo tale criterio appartengono al settore pubblico tutti i

soggetti la cui funzione principale consiste nella

produzione di beni e serizi non destinabili alla vendita o

nell’operare redistribuzioni del reddio e della ricchezza.

Scienza delle Finanze

Conti consolidati

Sono quelli che si riferiscono ai diversi

insiemi di enti, cioè quelli che elidono tutte

le transazioni fra enti appartenenti

all’insieme Scienza delle Finanze

Conti delle AP

Dal 1999, secondo la recente revisione SEC, i conti

delle AP sono economici e di competenza.

• Economici: le entrate e le uscite di carattere

finanziario che non danno luogo a modificazioni

nella situazione patrimonale degli enti considerati.

• Di competenza: ai dati corrispondono erogazioni

la cui maturazione è avvenuta nell’anno di

riferimento, indipendentemente dall’effettiva

erogazione monetaria in entrata e in uscita.

Scienza delle Finanze

Aggregazioni costruite con il

criterio istituzionale

SETTORE PUBBLICO

SETTORE STATALE Amministrazioni pubbliche Enti di Previdenza AMMINISTRAZIONI LOCALI

Amministrazioni Centrali Altri enti dell'Amm centrale INPS, INPDAP, INAIL Regioni

CNR, ENEA, ISAE, CONI Provincie

Comuni

Altri Enti locali

Stato e Tesoreria

Organi costituzionali e ministeri

Cassa depositi e prestiti

Casse di risparmio postali Scienza delle Finanze

Relazioni contabili tra Conto

Economico delle AP e conti nazionali

• Il conto economico consolidato delle AP

consente l’integrazione tra variabili fiscali e

variabili economiche (PIL, C, I, S,).

• Legami tra Conti nazionali e Conti delle AP

con Risparmio nazionale e Reddito

disponibile delle famiglie

Scienza delle Finanze

In assenza di settore pubblico e in economia

chiusa

Y = PIL Y = C + I Y = C + S

S = Y - C

S = risparmio S = I

Y = PIL

C = consumo

I = investimenti

S = risparmio Scienza delle Finanze

La presenza del settore pubblico

SG = T – CG – TR – INT (risparmio pubblico)

(indebitamento netto)

IND = T – CG – TR – INT – Ig = SG – Ig (saldo primario)

DP = T – CG – TR – Ig = IND + INT

T: imposte Entrate correnti

CG: consumi collettivi

TR: trasferimenti alle famiglie Uscite correnti

INT: interessi passivi

Ig: investimenti pubblici Uscite in conto capitale

Scienza delle Finanze

Le identità contabili tra produzione e reddito

saranno

Y = C + I = Cp + Ip + CG + Ig = Cp + Ip + G

IMPORTANTE è:

definire il concetto di reddito disponibile

Il settore pubblico e l’identità S = I

Scienza delle Finanze

Identità tra Risparmi e Investimenti in

un’ economia con settore pubblico

Dalla contabilità nazionale, il risparmio è:

• Sp = Yd – Cp

Il reddito disponibile è:

• Yd = Y – T + Tr +INT

Combiando risparmio e reddito disponibile avremo:

• Sp = Y – T + Tr +INT – Cp

Da cui si ricava:

• Y = Sp + T – Tr – INT + Cp

• Sp + T – tr – INT + Cp = Cp + Ip + CG + Ig

• Sp + (T – CG – TR – INT) 0 Ip + Ig

• Sp + SG 0 Ip + Ig S = I

Scienza delle Finanze

Il sistema tributario:

un’introduzione

Tipologia delle

entrate pubbliche

(I) Questa classificazione riguarda le

modalità di produzione dei servizi da

parte dello Stato:

• prezzo privato

• prezzo quasi-privato

• prezzo pubblico

• tassa

• contributo

• imposta Scienza delle finanze 48

• Prezzo privato:

è il prezzo pagato dai consumatori di un bene o di un servizio privato

prodotto dallo Stato (es. panettoni)

• Prezzo quasi-privato:

è un prezzo di mercato per un bene la cui offerta viene regolata per

finalità pubbliche

• Prezzo pubblico:

prezzo inferiore a quello di mercato, per allargare il più possibile il

consumo, ma non inferiore al costo: possibile discriminare il prezzo

Scienza delle finanze 49

• Tassa:

prezzo inferiore al costo per quei servizi che arrecano vantaggi, non

divisibili, all’intera collettività, oltre a coloro che ne usufruiscono

direttamente

• Contributo speciale:

contributo per servizi non domandati dai cittadini, e i cui benefici

ricadono su gruppi circoscritti

• Imposta:

finanzia servizi offerti indipendentemente dalla domanda e i cui

benefici indivisibili ricadono sulla generalità dei cittadini

Scienza delle finanze 50

II) In bilancio, troviamo una classificazione che riguarda la

( natura delle entrate:

• entrate tributarie:

derivanti dall’esercizio del potere coattivo

• entrate extratributarie:

proventi di beni e servizi

• entrate da alienazioni e ammortamento di beni e

rimborso di crediti

Scienza delle finanze 51

(III)Sotto il profilo economico, è possibile

distinguere:

• Entrate originarie:

quelle che provengono dal patrimonio dello Stato e

di altri enti pubblici, o derivano da un’attività svolta

in campo economico (prezzi, entrate da alienazioni

di beni, proventi)

• Entrate derivate:

prelevamenti coattivi di risorse (entrate tributarie)

Scienza delle finanze 52

(IV) Sotto il profilo giuridico, le entrate si distinguono

in: • Entrate di diritto privato:

quelle per le quali lo Stato agisce come soggetto

privato(regolate da norme privatistiche)

• Entrate di diritto pubblico:

quelle che lo Stato preleva esercitando il suo potere

di coazione(regolate da norme pubblicistiche)

Scienza delle finanze 53

(V) Sotto il profilo contabile, le entrate possono essere

suddivise in:

• Entrate ordinarie:

quelle ricollegabili a cause permanenti, che si

rinnovano ogni esercizio finanziario (entrate

tributarie)

• Entrate straordinarie:

quelle che si realizzano saltuariamente(una tantum)

Scienza delle finanze 54

Gli elementi costitutivi

delle imposte

• Presupposto dell’imposta:

la particolare situazione di fatto (percepimento di un reddito,

consumo di un bene) cui la legge ricollega l’obbligo di pagare

l’imposta

• Base imponibile:

- essa è la traduzione quantitativa del presupposto. Essa

può essere espressa in:

• termini monetari: imposta ad valorem

• termini fisici: imposta specifica

la quantificazione è anche il risultato di esclusioni,

-

esenzioni e agevolazioni: erosione

Scienza delle finanze 55

• Aliquota:

indica ciò che è dovuto dal contribuente per ogni unità di

base imponibile

- ad valorem: fissata in percentuale della base imponibile

- specifica: fissata in unità monetarie per ogni unità di base

imponibile

Debito di imposta: prodotto fra aliquota e base imponibile

(a livello aggregato, si parla di gettito)

Scienza delle finanze 56

• Struttura delle aliquote

– Aliquota media:

è data dal rapporto tra il debito di imposta e la

base imponibile (quanto in media dovuto per

ogni unità di base imponibile)

– Aliquota marginale:

indica di quanto varia il debito di imposta al

variare di una unità della base imponibile

(quanto dovuto per una unità aggiuntiva di base

imponibile) Scienza delle finanze 57

• Sulla base della struttura delle aliquote, è possibile

individuare tre tipi di imposte:

1. Imposte proporzionali:

all’aumentare della base imponibile il debito di imposta aumenta

nella stessa proporzionale. L’aliquota media è uguale a quella

marginale ed è costante

2. Imposte regressive:

all’aumentare della base imponibile il debito di

imposta aumenta meno che proporzionalmente.

L’aliquota media diminuisce all’aumentare della base

imponibile ed è superiore all’aliquota

marginale. Scienza delle finanze 58

3. Imposte progressive:

all’aumentare della base imponibile il debito di

imposta aumenta più che proporzionalmente.

L’aliquota media aumenta all’aumentare della base

imponibile ed è inferiore all’aliquota marginale.

La progressività può essere attuata per:

(a) classi:

i redditi sono divisi per classi, a ciascuna delle quali

corrisponde un’aliquota. Tutto il reddito

viene tassato con una sola aliquota, quella

della classe corrispondente

Scienza delle finanze 59

(b) scaglioni:

i redditi sono divisi per classi, a ciascuna delle quali

corrisponde un’aliquota. La base

imponibile è divisa negli scaglioni di appartenenza e, per

ciascuna porzione di essa, si pagherà

l’aliquota corrispondente allo scaglione.

(c) deduzione o detrazione:

tutti i redditi sono assoggettati alla medesima aliquota,

ma la base imponibile è ridotta di un

ammontare prefissato (deduzione) o si ha un

abbattimento di imposta uguale per tutti

(detrazione). Con un’aliquota costante, i due

sistemi sono equivalenti. Con un’aliquota a scaglioni, la

deduzione attribuisce un maggior vantaggio ai

redditi elevati .

Scienza delle finanze 60

Tipi di imposte

Classificazione delle imposte

(1) dirette e indirette:

- dirette: reddito e patrimonio

- indirette: tutte le altre imposte

(si potrebbe far riferimento a criteri che considerano

gli indici di capacità contributiva o la possibilità di

trasferire l’onere dell’imposta)

Scienza delle finanze 62

Imposte dirette

• Nei moderni sistemi tributari prevale l’imposizione sul

reddito rispetto a quella sul patrimonio

– Ragioni storiche: i ceti proprietari occupavano nel passato una

posizione preminente

– Scoraggia la formazione di risparmio

– Difficoltà di accertamento (anche se la disponibilità di valori di

mercato potrebbe comportare un nimor livello di arbitrarietà

rispetto all’imposizione sul reddito)

• Esistono forme limitate di imposizione patrimoniale (ad

esempio, le imposte sugli immbobili)

Scienza delle finanze 63

Imposte sul reddito

• Quale definizione di reddito per la determinazione della

base imponibile ?

REDDITO PRODOTTO :

il reddito imponibile è costituito dalle entrate derivanti

dalla PARTECIPAZIONE del contribuente all’ATTIVITà

PRODUTTIVA: la somma dei redditi individuali è pari al

valore del reddito nazionale

» Salari, profitti e interessi : sì

» Incremento di valore dei beni capitali : no

Scienza delle finanze 64

Problemi:

– Occorre determinare il reddito netto: bisogna scorporare dal valore

lordo del reddito prodotto gli ammortamenti

si introducono elementi di arbitrarietà, legati anche alle aspettative

sull’evoluzione tecnologica

– Il risultato utile dell’attività di impresa, così come degli

investimenti finanziari non è espresso soltanto dal reddito

prodotto, ma anche dagli apprezzamenti o deprezzamenti del

capitale investito

Scienza delle finanze 65

REDDITO ENTRATA :

tutte le entrate che affluiscono al contribuente nell’unità di

tempo: somma algebrica del reddito prodotto e degli

incrementi (o decrementi) del patrimonio del contribuente,

diversi da quelli derivanti da atti di risparmio (positivo o

negativo)

Problemi:

– Difficoltà di accertamento – necessaria una contabilità delle

entrate patrimoniali

– Tassare il momento della realizzazione degli incrementi

patrimoniali o considerare il valore del patrimonio a fine anno?

– Eguale trattamento per entrate ricorrenti e non ricorrenti ?

Scienza delle finanze 66

REDDITO CONSUMO :

tale nozione deriva dalla tesi della doppia tassazione del

risparmio :

se tutto il reddito prodotto è soggetto a imposizione, la

parte di reddito destinata al consumo non è ulteriormente

assoggettata all’imposta, mentre la parte che è risparmiata

pagherà l’imposta anche sui suoi frutti

per evitare la doppia tassazione del risparmio, è necessario

tassare soltanto il reddito consumato

Scienza delle finanze 67

Problemi :

– la doppia tassazione può riguardare anche tutti i consumi che

danno luogo alla reintegrazione e alla formazione di capitali

personali: la tassazione del solo reddito

consumato è una discriminazione a favore di

talune forme di risparmio e degli

investimenti in capitali materiali

– l’eventuale esenzione del risparmio lascia ai contribuenti un certo

margine di libertà nella distribuzione temporale del loro carico

tributario Scienza delle finanze 68

Il calcolo del reddito imponibile

• Scelta tra reddito effettivo e reddito normale

» reddito effettivo : il reddito effettivamente

conseguito dal contribuente durante il

periodo fiscale:

difficoltà legate all’arbitrarietà del passaggio

dal reddito lordo al reddito netto

Scienza delle finanze 69

» Reddito normale:

- un reddito medio tra una serie di redditi

effettivi di contribuenti diversi (ad esempio un reddito

tipicamente ricavabile fuori di circostanze eccezionali

di carattere oggettivo e soggettivo)

- un reddito medio tra i redditi effettivi dello stesso

contribuente in una serie di anni successivi

- un reddito effettivo o un reddito medio che rimanga

fisso per una serie di periodi fiscali

In Italia, un esempio di tassazione del reddito normale

è la tassazione dei redditi immobiliari sulla base dei

redditi catastali

Scienza delle finanze 70

• A favore del reddito effettivo:

– esso è una misura più precisa delle condizioni economiche del

contribuente

– l’adozione del criterio del reddito entrata, che si presta meno del

reddito prodotto ad essere inteso come reddito normale

– le variazioni dell’attività produttiva e dei prezzi che possono

caratterizzare le moderne economie

• A favore del reddito normale:

– riduzione dei costi dell’accertamento

– incentivo alla produttività

Scienza delle finanze 71

(2) imposte reali e personali :

(solo per le imposte dirette)

- reali: si tiene conto solo

dell’oggetto dell’imposta

- personali: si tiene conto delle

caratteristiche personali

DISTINZIONE IMPORTANTE PER:

- la effettiva progressività delle imposte

- la possibilità di tenere conto di situazioni

personali (famiglia, stato di salute, ecc.)

Scienza delle finanze 72

Imposte reali e discriminazione

qualitativa dei redditi

• La discriminazione qualitativa dei redditi comporta un

trattamento tributario diverso per redditi provenienti da

fonti diverse (esempio, capitale e lavoro):

le imposte reali possono essere

articolate in modo tale da creare un onere

diverso per redditi di diversa provenienza

Scienza delle finanze 73

• Storicamente, la discriminazione qualitativa dei redditi ha

operato a favore dei redditi di lavoro: è più “oneroso”

conseguirli e sono limitati nel tempo

• Essa si può anche attuare con un prelievo sul patrimonio

• La discriminazione qualitativa a faovre dei redditi di

lavoro può rafforzare la progressività del sistema tributario

Scienza delle finanze 74

Scelta dell’unità impositiva

• Individuo o famiglia ?

– Tassando la famiglia, si realizza il cumulo dei redditi e si accentua

la progressività. Per attenuare la progressività si possono adottare

vari metodi (splitting dei redditi tra i componenti del nucleo

familiare, scale di progressività diverse a seconda del numero dei

familiari, detrazioni per carichi familiari)

– Tassando l’individuo, si discrimina la famiglia monoreddito

rispetto a quella in cui entrambi i coniugi lavorano: si possono

utilizzare le detrazioni per i familiari a carico

Scienza delle finanze 75

Imposizione sul reddito delle

società

• Il problema di tassare i redditi delle società non si pone nel

caso di imposte reali

• In un sistema di imposte personali che colpiscono le sole

persone fisiche, il reddito societario viene tassato soltanto

per la parte distribuita ai soci in forma di dividendi:

discriminati i redditi dei

titolari di imprese individuali

Scienza delle finanze 76

Giustificazioni di un’imposta sul reddito delle

persone giuridiche

• I benefici di cui si gode per la concessione di gestire affari nella forma

societaria (responsabilità limitata, facile trasferibilità della proprietà,

maggiori possibilità di finanziamento)

• esistenza di una capacità contributiva autonoma da quella dei soci (il

potere economico della società non è la mera sommatoria dei diritti dei

soci)

• Evitare elusioni dell’imposta (attraverso la creazione di società

familiari) Scienza delle finanze 77

Doppia tassazione dei profitti

distribuiti

• In presenza di due imposte personali (persone fisiche e

persone giuridiche) i profitti distribuiti potrebbero essere

tassati due volte, in capo alla società e in capo al socio

consentire il recupero, in sede di tassazione delle persone

fisiche, dell’imposta assolta a monte dalla persona

giuridica che rappresenterebbe soltanto un acconto

dell’imposta dovuta dai singoli soci

Scienza delle finanze 78

79

I criteri per la ripartizione del

carico tributario

Criteri per valutare

un sistema tributario

(1) Efficienza economica

(2) Equità

(3) Semplicità amministrativa

(4) Flessibilità

(5) Trasparenza politica

Scienza delle finanze 81

(1) Efficienza economica

• Non ostacolare l’efficiente allocazione delle

risorse:

far sì che il contribuente non modifichi le proprie scelte

allocative (tra i diversi beni, tra i diversi usi del proprio tempo,

ecc.) al fine di ridurre il proprio debito di imposta

ECCESSO DI PRESSIONE

(vedi lezione successiva)

Scienza delle finanze 82

(2) Equità

• Poiché una delle funzioni fondamentali dei tributi

è quella di ripartire l’onere delle spese pubbliche

tra i contribuenti, l’equità è un criterio ineludibile,

in quanto i diversi modi di organizzare il prelievo

tributario sono differenti anche in relazione alla

distribuzione del carico

• Due principi fondamentali che orientano la

ripartizione del carico tributario:

» BENEFICIO

» CAPACITA’ CONTRIBUTIVA

Scienza delle finanze 83

Il principio del beneficio

(o controprestazione)

• Ciascuno contribuisce al finanziamento

della spesa pubblica in base al beneficio che

ne ricava » il gettito dei tributi finanzia l’offerta di beni e servizi

del settore pubblico, non la redistribuzione

» equità nello scambio: pagando l’imposta si riceve

qualcosa di cui bisogna pagare il beneficio

Scienza delle finanze 84

• Applicabile solo per quei servizi pubblici resi

su domanda di singoli individui o gruppi di

individui, che ne sono i beneficiari in via

esclusiva o prevalente

• Non applicabile in presenza di:

– beni pubblici puri

– effetti esterni

• Difficoltà di determinazione dei benefici

individuali

• Ostacoli di natura distributiva (possibile

regressività delle imposte)

• Costi di esazione

Scienza delle finanze 85

Il principio della

capacità contributiva

• Le imposte pagate da ogni contribuente

sono commisurate alla sua capacità di

contribuire ai carichi pubblici

» EQUITA’ ORIZZONTALE:

individui con uguale capacità contributiva pagano la

stessa imposta

» EQUITA’ VERTICALE:

individui con maggiore capacità contributiva pagano

più imposte

vincolo : l’aliquota marginale non deve

essere superiore all’unità

Scienza delle finanze 86

• Occorre specificare:

– l’indicatore della capacità contributiva:

reddito, patrimonio, consumo

– il criterio di ripartizione del carico tributario:

il prelievo tributario può essere ricollegato alle

variazioni di benessere (negative) subite da

ciascun contribuente

PRINCIPI DEL SACRIFICIO:

Uguaglianza dei sacrifici

dei contribuenti

» UGUALE Massimizzazione benessere sociale

» PROPORZIONALE

» MINIMO

Scienza delle finanze 87

• I principi del sacrificio sono stati formulati

sulla base di alcune ipotesi:

– il benessere di ogni individuo è determinato

unicamente dal reddito

– l’utilità marginale del reddito è decrescente

– il reddito al lordo dell’imposta è un dato (esso,

cioè, non è determinato anche dalle

caratteristiche dell’imposta)

– gli individui hanno uguali preferenze,

rappresentabili da un’unica funzione di utilità

Scienza delle finanze 88

Sacrificio uguale

• L’imposta deve procurare a ciascun

contribuente una uguale riduzione di

benessere

Utilità Utilità

marginale marginale

E D E’ D’

Y Reddito

C C’ Y

Reddito

1 2

Il sacrificio di benessere dell’individuo più povero

(reddito Y ), determinato dal prelievo CY , pari

1 1

all’area CY DE, è uguale al sacrificio dell’individuo più

1

ricco (reddito Y ), determinato dal prelievo C’Y , pari

2 2

all’area C’Y D’E’ Scienza delle finanze 89

2

• Il principio soddisfa il criterio dell’equità orizzontale e quello

dell’equità verticale, nonché, data l’ipotesi di utilità marginale

decrescente, anche il vincolo dell’aliquota marginale < 1 (OC’ >

OC)

• nessuna indicazione concreta sulla struttura

delle aliquote: il principio è compatibile con

un prelievo proporzionale, progressivo e

regressivo

• perché l’uguaglianza dei valori assoluti di

sacrificio ? Scienza delle finanze 90

Sacrificio proporzionale

• L’imposta deve sottrarre ad ogni

contribuente un’uguale proporzione di

benessere

Utilità Utilità

marginale marginale K’

E D E’ D’

Y Reddito

C P’ C’ Y

Reddito

1 2

Il prelievo CY dal reddito Y determina una perdita di

1 1

benessere della stessa proporzione del prelievo P’Y dal

2

reddito Y

2 Scienza delle finanze 91

• Il principio soddisfa il criterio dell’equità orizzontale e quello

dell’equità verticale, nonché, data l’ipotesi di utilità marginale

decrescente, anche il vincolo dell’aliquota marginale < 1

(prelevando la stessa proporzione di benessere da entrambi i

soggetti, il benessere residuo dell’individuo più ricco sarà, in

valore assoluto, più elevato di quello dell’individuo più povero)

• nessuna indicazione concreta sulla struttura delle aliquote:

il principio è compatibile con un prelievo proporzionale,

progressivo e regressivo

Scienza delle finanze 92

Sacrificio minimo

• L’imposta deve prelevare a ciascun contribuente una porzione di

reddito tale che il sacrificio complessivo della società sia il minimo

possibile : prelevare le unità di reddito che hanno la minore utilità

Utilità Utilità

marginale marginale

E G’

D D’

Y Reddito

F’

C Y

Reddito

1 2

Il principio è soddisfatto quando il prelievo è tale da

rendere uguale l’utilità marginale dopo il prelievo è

resa uguale tra gli individui

Scienza delle finanze 93

(3) Semplicità amministrativa

• costi diretti : uffici finanziari

• costi indiretti: costi dell’adempimento

- OBBLIGHI TRIBUTARI

- COMPLESSITA’ DELLA NORMATIVA

- DIFFERENZIAZIONE DELLE ALIQUOTE

Scienza delle finanze 94

(4) Flessibilità

• difficoltà politiche dell’aggiustamento

• tempestività dell’aggiustamento

STABILIZZATORI AUTOMATICI

imposte progressive sul reddito

Scienza delle finanze 95

(5) Trasparenza politica

• legame stretto tra decisioni di spesa e forme

di entrata: vedi imposte basate sul criterio

del beneficio e argomento a favore del

decentramento fiscale

• costituzionalismo fiscale: regole

costituzionali per vincolare le scelte

politiche (imposte di scopo)

Scienza delle finanze 96

97

Eccesso di pressione

Il sacrificio creato dalle imposte

• La riduzione di benessere dei contribuenti non è soltanto

quella relativa alla ricchezza sottratta dal prelievo

tributario: l’introduzione di imposte può

alterare le condizioni di scambio nei

mercati e indurre delle distorsioni nelle scelte

dei contribuenti

Scienza delle finanze 99

Prezzo O’ = offerta dopo l’imposta

P 1 O = offerta prima dell’imposta

P 0 D

Q Q Quantità

1 0

L’introduzione di un’accisa sul bene scambiato

in questo mercato, di aliquota pari a P P , determina

0 1

un cambiamento delle condizioni a cui i produttori

sono disposti a vendere ogni unità del bene,

rappresentato dallo spostamento della curva di offerta

(da O a O’)

conseguentemente, il prezzo aumenta (da P 0

a P ) e la quantità scambiata si riduce (da

1

Q a Q ) Scienza delle finanze 100

0 1

Prezzo C O’

P 1 A O

P 0 B D

Q Q Quantità

1 0

La modificazione dell’equilibrio di mercato, determinata

dall’introduzione dell’imposta comporta una riduzione

della quantità consumata:

• il benessere dei consumatori si riduce di una

quantità pari all’area CQ Q A

1 0

• i costi di produzione si riducono di un ammontare

pari all’area BQ Q A

1 0

il benessere sociale netto si è ridotto

della misura CBA: ECCESSO DI PRESSIONE

Scienza delle finanze 101

La misura dell’eccesso di pressione dipende da:

• ELASTICITA’ DELLA DOMANDA

Prezzo D’ = domanda meno elastica

C O’

P 1 A O

P 0 B D = domanda più elastica

Q

Q Q Quantità

2

1 0

La misura dell’eccesso di pressione diminuisce al

diminuire dell’elasticità della domanda:

per ridurre gli effetti distorsivi delle

imposte bisogna tassare maggiormente i beni

a minore elasticità (possibili effetti

distributivi)

Scienza delle finanze 102

• ALIQUOTA DI IMPOSTA

Prezzo C’ Con un’aliquota

P O’’

2 doppia di quella

C O’ precedente, la

P 1 curva di offerta

A si sposta a O’’

O

P 0 B’ B e la misura

dell’eccesso di

D pressione sarà

Q

Q Q AB’C’ = 4 ABC

Quantità

1

2 0

La misura dell’eccesso di pressione aumenta più che

proporzionalmente all’aumentare dell’aliquota:

per ridurre gli effetti distorsivi delle

imposte, è necessario distribuire il

carico tributario su più beni di modo da

avere aliquote più basse

Scienza delle finanze 103

L’eccesso di pressione di imposte diverse: imposta sul reddito

ed imposta speciale sul consumo

Effetto di una imposta sul reddito sul vincolo di bilancio

• vincolo di bilancio prima dell’imposta p

R 1

x x

= −

2 1

p p

2 2

• vincolo di bilancio dopo l’imposta p

R

(1 −t ) 1

x x

= −

2 1

p p

2 2

x 2 prima dell’imposta

dopo l’imposta

x 1

Scienza delle finanze 104

Effetto di una imposta specifica sulla quantità prodotta sul vincolo di

bilancio

• vincolo di bilancio prima dell’imposta p

R 1

x x

= −

2 1

p p

2 2

• vincolo di bilancio dopo l’imposta p t

+

R 1

x x

= −

2 1

p p

2 2

x 2 prima dell’imposta

dopo l’imposta

x 1

Scienza delle finanze 105

Teorema di Barone

• SACRIFICIO:

riduzione del benessere a seguito del pagamento di un’imposta

• GETTITO:

ammontare riscosso di un’imposta

TEOREMA DI BARONE :

• a parità di sacrificio, maggiore gettito delle dirette

• a parità di gettito, maggiore sacrificio delle indirette

Scienza delle finanze 106


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Lillaby

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti delle lezioni di Scienza delle Finanze del Professor Patti con i seguenti argomenti trattati: la finanza italiana, il decentramento fiscale, tasse e imposte, unione monetaria, definizione di politica economica e politica fiscale, sistema tributario, criteri per la ripartizione del carico tributario e Teorema di Barone.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Economia e commercio
SSD:
Docente: Patti Dario
Università: Messina - Unime
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lillaby di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle Finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Patti Dario.

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