La finanza pubblica italiana
Secondo il criterio istituzionale, che si riferisce
alla natura dei soggetti, fanno parte del settore
pubblico tutti gli enti compresi nella proprietà
pubblica, anche se svolgono attività private.
Le aggregazioni principali sono il settore statale
ed il settore pubblico. 1
Il settore statale comprende lo Stato (Bilancio e
Tesoro), la Cassa Depositi e Prestiti, le Aziende
autonome statali (tranne quelle trasformate in Spa)
od in Enti Pubblici (Poste Italiane).
Il Tesoro presiede alle entrate ed alle uscite
(gestione di bilancio) e regola i rapporti finanziari
tra lo Stato e gli altri Enti pubblici (gestione di
tesoreria), quali le regioni, le province, i comuni,
le ASL, le università…. 2
N.B.
Il fabbisogno del settore statale è determinato oltre
che dai pagamenti e dagli incassi del Bilancio
dello Stato, anche dai saldi dei conti di tesoreria.
Nel caso che gli Enti pubblici possano
discrezionalmente effettuare prelevamenti dalla
Tesoreria, il bilancio di cassa sarebbe fuorviante
nel definire il fabbisogno.
Quindi, sono stati introdotti vincoli sui prelievi
dalla Tesoreria. 3
I conti del settore statale elaborati dal
Tesoro sono presentati nelle:
• Relazioni trimestrali sulla stima del
fabbisogno di cassa del settore pubblico
• Relazione generale sulla situazione
economica del paese
• DPEF
• Relazione previsionale e programmatica.
4
Il settore pubblico comprende, oltre al settore
statale, altri enti della amministrazione
centrale (CNR, CONI, etc.), enti della
amministrazione locale (regioni, province,
comuni) , enti previdenziali, le aziende
autonome statali e gli enti assimilati, anche se
non fanno parte del settore statale, le aziende
municipalizzate. 5
Le Amministrazioni Pubbliche
sono quegli Enti pubblici, come le
Amministrazioni centrali e locali e
gli Enti previdenziali, che
producono beni e servizi non
commerciati. 6
I conti economici consolidati elidono le
transazioni fra enti appartenenti allo stesso
insieme.
I conti economici delle Amministrazioni
pubbliche escludono le entrate e le uscite di
carattere finanziario che non modificano la
situazione patrimoniale degli enti, ma
semplicemente la composizione del patrimonio
(accensione di prestiti, riscossione di crediti,
acquisizioni di partecipazione azionarie).
7
Tuttavia, tali operazioni finanziarie possono influenzare il
fabbisogno finanziario (l’erogazione di un credito
comporta un’uscita che necessita una copertura
finanziaria). Ma questo fabbisogno non è considerato dai
conti economici che indicano l’indebitamento netto senza
tenere conto delle operazioni finanziarie e dei problemi di
copertura.
N.B.
I dati riportati nei conti economici sono dati di competenza
che, cioè, fanno riferimento ad erogazioni maturate
nell’anno di riferimento, indipendentemente dal periodo del
periodo di erogazione (cui fa riferimento il criterio di
cassa) 8
Il Conto economico consolidato delle Amministrazioni pubbliche si
articola in entrate ed uscite, correnti ed in conto capitale.
a) Entrate correnti (→ per il normale funzionamento)
a1) imposte dirette pressione
a2) imposte indirette tributaria (%PIL)
a3) contributi sociali pressione
fiscale (%PIL)
(dei lavoratori e dei datori di lavoro)
a4) contributi sociali figurativi
(contropartita di prestazioni sociali erogate direttamente dalle Amm. Pubb.)
a5) altre entrate (interessi att., proventi di tariffe, multe, canoni)
b) Entrate in conto capitale (entrate straordinarie) 9
b1) imposte in conto capitale
c) Uscite correnti (→ per il normale funzionamento):
c1) Consumi collettivi domanda diretta
) di beni e servizi
(retribuz. dipendenti pub.+acquisti di beni e servizi (v. domanda
c2) Prestazioni sociali
aggregata)
(pensioni, sussidi, spese assistenziali)
c3) Contributi alla produzione e trasferimenti
trasferimenti c/capitale
c4) Interessi sul debito pubb.
c5) Altre
d) Uscite in conto capitale
d1) Investimenti
d2) Trasferimenti in conto capitale 10
Entrate correnti – Uscite correnti = Risparmio pubblico
Entrate totali (= entrate correnti + entrate in c/capitale) –
Uscite totali (= uscite correnti + uscite in c/capitale) =
Indebitamento netto
Indebitamento netto – Spesa per interessi = Avanzo
primario
Fabbisogno complessivo = Spesa pubblica – Imposte +
servizio del debito
Fabbisogno primario = Spesa pubblica – Imposte
Spesa primaria = spesa pubblica - interessi
11
Una breve rassegna dell’andamento della
finanza pubblica fino alla fine degli anni 90
• La dimensione del settore pubblico, in relazione al PIL,
cresce progressivamente a partire dalla metà degli anni
70.
• In questo periodo, disavanzi crescenti contribuiscono
alla crescita del debito pubblico che, a partire dal 1991,
supera il PIL. La creazione della Unione Monetaria
impone un risanamento finanziario che comincia a
partire dal 91. 12
• La pressione tributaria passa dal 25,3% del PIL, nel
1974, al 44,4% nel 1997. In realtà, la pressione
tributaria al netto degli interessi cresce
sensibilmente solo a partire dalla seconda metà
degli anni 80 e, soprattutto negli anni 90. La
crescita della pressione fiscale quindi, forse è stata
poco avvertita per effetto di un forma di “illusione
fiscale”.
• La creazione del livello istituzionale regionale, a
metà degli anni 70, ha contribuito alla crescita della
spesa pubblica, attraverso il sistema dei
trasferimenti. 13
• Per quanto riguarda la composizione delle entrate, fino
agli anni 70, il sistema era sbilanciato a favore delle
imposte indirette (con effetti potenzialmente regressivi).
La riforma tributaria del 1974 riorganizza il sistema
impositivo a favore delle imposte dirette.
• Per quanto, invece, riguarda la composizione della spesa
delle Amministrazioni Pubbliche, la voce di spesa più
importante è quella per la protezione sociale: previdenza,
assistenze e sanità. Tra queste, è la spesa per la previdenza
ad essere la principale. Tuttavia,va notato che in questa
voce sono comprese spese di tipo assistenziale (per
esempio: le pensioni minime, gli assegni familiari,
l’indennità di disoccupazione). 14
Evoluzione del rapporto debito/PIL
• Nel 1971-2: fabbisogni primari intorno al 7% del PIL,
con una crescita del reddito debole e tassi di interesse
reali positivi in presenza di finanziamento monetario
sostenuto causano un incremento del rapporto
debito/PIL del 4% circa.
• Nel 1973-6: tassi di interesse reali spesso negativi e tassi
di crescita elevati producono una riduzione del rapporto
debito/PIL pari al 2% circa, nonostante il fabbisogno
primario resti invariato. 15
• Nel 1977-81: il fabbisogno primario è contenuto ed i
tassi di interesse reali negativi ma il rapporto
debito/PIL aumenta del 10% circa per la riduzione del
fabbisogno finanziato dalla Banca d’Italia.
• Nel 1982-3: aumento del rapporto debito/PIL del
7% circa, a causa di un rallentamento nella crescita ed
a tassi di interesse reali positivi.
• Nel 1984-7: tasso di crescita rallenta e, nonostante il
ridotto fabbisogno primario, il rapporto debito/PIL
aumenta del 10% circa. 16
• Nel 1988-91: il fabbisogno primario si riduce ancora
ma la spesa per interessi cresce. Inoltre, il tasso di
crescita inferiore al tasso di interesse. Il rapporto
debito/PIL aumenta del 10%.
• Nel 1991-5: consistente avanzo primario rallenta la
crescita del rapporto debito/PIL. Il trattato di
Maastricht impone un risanamento finanziario.
Tuttavia a causa della crescita del costo del debito
pubblico, il rapporto debito/PIL cresce del 20%.
17
• Dal 1996, in poi, il rapporto debito/PIL comincia a
diminuire, anche a causa di avanzi primari elevati e
riduzione dei tassi d’interesse. Nel 1997, con la
creazione della Unione Monetaria, si realizza un
notevole avanzo primario (6,5% del PIL) con una
riduzione dell’indebitamento netto dal 6,6% al 2,7%.
• L’andamento del rapporto debito/PIL dipende, oltre
che dal saldo di bilancio, dal differenziale tra tasso
d’interesse e tasso di crescita. Questo differenziale è
indicativo della sostenibilità del debito. 18
• Il confronto tra saldo primario e saldo primario
stabilizzante (necessario per mantenere il rapporto
debito/PIL allo stesso livello dell’anno precedente)
indica che le due grandezze si avvicinano solo dal
1996 in poi.
• L’ampiezza del debito pubblico ha prodotto
sostanziali effetti distributivi, probabilmente a favore
delle classi più ricche. 19
• Il confronto tra saldo primario e saldo primario
stabilizzante (necessario per mantenere il rapporto
debito/PIL allo stesso livello dell’anno precedente)
indica che le due grandezze si avvicinano solo dal
1996 in poi.
• L’ampiezza del debito pubblico ha prodotto
sostanziali effetti distributivi, probabilmente a favore
delle classi più ricche. 20
La Politica fiscale
Per “politica fiscale” intendiamo l’insieme delle
misure messe in atto dal policymaker concernenti
le entrate e le spese del settore pubblico.
Scienza delle Finanze
La Politica economica
Per “politica economica” intendiamo l’insieme di
misure predisposte dal governo per raggiungere
obiettivi di importanza economica per il Paese.
Rientrano in essa le misure predisposte per la
soluzione di problemi occupazionali, per la
correzione dell’inflazione; gli investimenti nel
settore industriale, etc
Scienza delle Finanze
Settore Statale e Settore Pubblico
• Le aggregazioni corrispondono a 2 criteri:
1) quello che privilegia la natura istituzionale
degli Enti. (Criterio Istituzionale)
2) quello che sottolinea le caratteristiche
funzionali. (Criterio Funzionale)
Scienza delle Finanze
Criterio Istituzionale
Esso fa riferimento alla natura dei soggetti.
Considera parte del settore pubblico tutti gli
enti che rientrano nell’ambito della
proprietà pubblica, indipendentemente dalla
natura pubblica o privata delle attività che
svolgono. Scienza delle Finanze
Criterio Funzionale
È adottato nel sistema di contabilità nazionale SEC, in cui nel
settore dei servizi si distinguono quelli destinati alla
vendita da quelli destinati a consumi collettivi, che
formano oggetto di scambio sul mercato.
Secondo tale criterio appartengono al settore pubblico tutti i
soggetti la cui funzione principale consiste nella
produzione di beni e serizi non destinabili alla vendita o
nell’operare redistribuzioni del reddio e della ricchezza.
Scienza delle Finanze
Conti consolidati
Sono quelli che si riferiscono ai diversi
insiemi di enti, cioè quelli che elidono tutte
le transazioni fra enti appartenenti
all’insieme Scienza delle Finanze
Conti delle AP
Dal 1999, secondo la recente revisione SEC, i conti
delle AP sono economici e di competenza.
• Economici: le entrate e le uscite di carattere
finanziario che non danno luogo a modificazioni
nella situazione patrimonale degli enti considerati.
• Di competenza: ai dati corrispondono erogazioni
la cui maturazione è avvenuta nell’anno di
riferimento, indipendentemente dall’effettiva
erogazione monetaria in entrata e in uscita.
Scienza delle Finanze
Aggregazioni costruite con il
criterio istituzionale
SETTORE PUBBLICO
SETTORE STATALE Amministrazioni pubbliche Enti di Previdenza AMMINISTRAZIONI LOCALI
Amministrazioni Centrali Altri enti dell'Amm centrale INPS, INPDAP, INAIL Regioni
CNR, ENEA, ISAE, CONI Provincie
Comuni
Altri Enti locali
Stato e Tesoreria
Organi costituzionali e ministeri
Cassa depositi e prestiti
Casse di risparmio postali Scienza delle Finanze
Relazioni contabili tra Conto
Economico delle AP e conti nazionali
• Il conto economico consolidato delle AP
consente l’integrazione tra variabili fiscali e
variabili economiche (PIL, C, I, S,).
• Legami tra Conti nazionali e Conti delle AP
con Risparmio nazionale e Reddito
disponibile delle famiglie
Scienza delle Finanze
In assenza di settore pubblico e in economia
chiusa
Y = PIL Y = C + I Y = C + S
S = Y - C
S = risparmio S = I
Y = PIL
C = consumo
I = investimenti
S = risparmio Scienza delle Finanze
La presenza del settore pubblico
SG = T – CG – TR – INT (risparmio pubblico)
(indebitamento netto)
IND = T – CG – TR – INT – Ig = SG – Ig (saldo primario)
DP = T – CG – TR – Ig = IND + INT
T: imposte Entrate correnti
CG: consumi collettivi
TR: trasferimenti alle famiglie Uscite correnti
INT: interessi passivi
Ig: investimenti pubblici Uscite in conto capitale
Scienza delle Finanze
Le identità contabili tra produzione e reddito
saranno
Y = C + I = Cp + Ip + CG + Ig = Cp + Ip + G
IMPORTANTE è:
definire il concetto di reddito disponibile
Il settore pubblico e l’identità S = I
Scienza delle Finanze
Identità tra Risparmi e Investimenti in
un’ economia con settore pubblico
Dalla contabilità nazionale, il risparmio è:
• Sp = Yd – Cp
Il reddito disponibile è:
• Yd = Y – T + Tr +INT
Combiando risparmio e reddito disponibile avremo:
• Sp = Y – T + Tr +INT – Cp
Da cui si ricava:
• Y = Sp + T – Tr – INT + Cp
• Sp + T – tr – INT + Cp = Cp + Ip + CG + Ig
• Sp + (T – CG – TR – INT) 0 Ip + Ig
• Sp + SG 0 Ip + Ig S = I
Scienza delle Finanze
La Politica fiscale
Per “politica fiscale” intendiamo l’insieme delle
misure messe in atto dal policymaker concernenti
le entrate e le spese del settore pubblico.
Scienza delle Finanze
La Politica economica
Per “politica economica” intendiamo l’insieme di
misure predisposte dal governo per raggiungere
obiettivi di importanza economica per il Paese.
Rientrano in essa le misure predisposte per la
soluzione di problemi occupazionali, per la
correzione dell’inflazione; gli investimenti nel
settore industriale, etc
Scienza delle Finanze
Settore Statale e Settore Pubblico
• Le aggregazioni corrispondono a 2 criteri:
1) quello che privilegia la natura istituzionale
degli Enti. (Criterio Istituzionale)
2) quello che sottolinea le caratteristiche
funzionali. (Criterio Funzionale)
Scienza delle Finanze
Criterio Istituzionale
Esso fa riferimento alla natura dei soggetti.
Considera parte del settore pubblico tutti gli
enti che rientrano nell’ambito della
proprietà pubblica, indipendentemente dalla
natura pubblica o privata delle attività che
svolgono. Scienza delle Finanze
Criterio Funzionale
È adottato nel sistema di contabilità nazionale SEC, in cui nel
settore dei servizi si distinguono quelli destinati alla
vendita da quelli destinati a consumi collettivi, che
formano oggetto di scambio sul mercato.
Secondo tale criterio appartengono al settore pubblico tutti i
soggetti la cui funzione principale consiste nella
produzione di beni e serizi non destinabili alla vendita o
nell’operare redistribuzioni del reddio e della ricchezza.
Scienza delle Finanze
Conti consolidati
Sono quelli che si riferiscono ai diversi
insiemi di enti, cioè quelli che elidono tutte
le transazioni fra enti appartenenti
all’insieme Scienza delle Finanze
Conti delle AP
Dal 1999, secondo la recente revisione SEC, i conti
delle AP sono economici e di competenza.
• Economici: le entrate e le uscite di carattere
finanziario che non danno luogo a modificazioni
nella situazione patrimonale degli enti considerati.
• Di competenza: ai dati corrispondono erogazioni
la cui maturazione è avvenuta nell’anno di
riferimento, indipendentemente dall’effettiva
erogazione monetaria in entrata e in uscita.
Scienza delle Finanze
Aggregazioni costruite con il
criterio istituzionale
SETTORE PUBBLICO
SETTORE STATALE Amministrazioni pubbliche Enti di Previdenza AMMINISTRAZIONI LOCALI
Amministrazioni Centrali Altri enti dell'Amm centrale INPS, INPDAP, INAIL Regioni
CNR, ENEA, ISAE, CONI Provincie
Comuni
Altri Enti locali
Stato e Tesoreria
Organi costituzionali e ministeri
Cassa depositi e prestiti
Casse di risparmio postali Scienza delle Finanze
Relazioni contabili tra Conto
Economico delle AP e conti nazionali
• Il conto economico consolidato delle AP
consente l’integrazione tra variabili fiscali e
variabili economiche (PIL, C, I, S,).
• Legami tra Conti nazionali e Conti delle AP
con Risparmio nazionale e Reddito
disponibile delle famiglie
Scienza delle Finanze
In assenza di settore pubblico e in economia
chiusa
Y = PIL Y = C + I Y = C + S
S = Y - C
S = risparmio S = I
Y = PIL
C = consumo
I = investimenti
S = risparmio Scienza delle Finanze
La presenza del settore pubblico
SG = T – CG – TR – INT (risparmio pubblico)
(indebitamento netto)
IND = T – CG – TR – INT – Ig = SG – Ig (saldo primario)
DP = T – CG – TR – Ig = IND + INT
T: imposte Entrate correnti
CG: consumi collettivi
TR: trasferimenti alle famiglie Uscite correnti
INT: interessi passivi
Ig: investimenti pub
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.