SCIENZA DELLE FINANZE
Studia il settore pubblico dal punto di vista economico e qual è il ruolo economico dello
Stato. Facciamo sia un’analisi dell’attività di prelievo, e quindi tributaria, sia un’analisi
dell’attività di spesa del settore pubblico.
Rispondiamo ad alcune domande, del tipo: come dovrebbe essere strutturato il sistema
fiscale? Quali spese dovrebbe finanziare il settore pubblico? La regolamentazione..?
-> E’ importante sempre tenere distinti il finanziamento e la produzione.
I Paesi, in generale, sono di solito ad economia mista, e cioè presentano sia delle attività
nel settore pubblico che delle attività nel settore privato. Infatti spesso le decisioni prese
nel settore privato sono influenzate dalle decisioni prese nel settore pubblico. Questo
avviene anche nei paesi come gli USA, dove il ruolo dello Stato è un ruolo minore.
Il ruolo economico dello Stato è comunque diverso da paese a paese, in base appunto al
contesto di ciascun paese, e si modifica nel corso del tempo.
Lo Stato interviene in economia, cercando sempre di raggiungere gli obiettivi di efficienza
ed equità.
In filosofia politica si distinguono due concezioni dello Stato:
- concezione organicistica = La società è considerata alla stregua di un organismo
naturale. L’individuo ha valore solo in quanto parte della collettività e il bene
dell’individuo viene definito solo a partire dal bene della collettività. La collettività è
posta al di sopra dell’individuo.
- Concezione meccanicistica = Lo Stato non è un organo della società, quanto piuttosto
un artificio creato dagli individui per meglio perseguire i propri fini particolari.
L’attenzione si sposa dalla collettività all’individuo.
Il pensiero occidentale si è sviluppato all’interno di un filone individualista, ma non vi è un
accordo unanime su quale sia il modello di intervento pubblico più adeguato.
Gli economisti, in generale, studiano la scarsità delle risorse e come dovrebbero essere
impiegate le risorse limitate, cosa produrre, distinguendo anche tra:
-> I punti come N sono i punti non
raggiungibili, non attuabili date le
risorse o le tecnologie a disposizione.
I punti come I sono i punti inefficienti.
Il nostro punto di vista sarà quello di un economista pubblico, della società nel suo
complesso, che ha come strumenti quelli della microeconomia e della macroeconomia.
Un economista pubblico si deve anche chiedere come produrre, se un bene o sevizio
deve essere prodotto dal settore pubblico o da una struttura privata. Poi si deve chiedere
per chi produrre, e questo dipende anche dalle scelte che il settore pubblico fa, infine si
deve anche chiedere come prendere le decisioni collettive: c’è infatti una grande
differenza tra come vengono prese le decisioni private, in cui il singolo individuo sceglie in
base alle sue preferenze e al suo vincolo di bilancio, e quelle collettive, qui abbiamo
bisogno di un criterio ulteriore per determinare le decisioni, partendo dalle preferenze
individuali dei soggetti che compongono la collettività; le preferenze sono eterogenee e
quindi serve un criterio per raggrupparle. 1
Scienza delle finanze:
- Obiettivo = studiare le conseguenze delle diverse politiche pubbliche
- La scienza delle finanze non può fare esperimenti controllati, anche se ultimamente una
nuova branca dell’economia, l’economia sperimentale, sta iniziando a fare esperimenti
- La scienza delle finanze può invece fare esperimenti non controllati ad esempio in
mercati e in tempi diversi
- L’economista pubblico utilizza dei modelli teorici. Un modello è un modello che usa una
notazione matematica che si basa su delle ipotesi che semplificano la realtà (quindi il
comportamento degli individui e delle imprese e le loro interazioni) per studiare le
conseguenze di riforme in ambito pubblico. Serve per mostrare quali possono essere le
conseguenze di una politica pubblica.
- Le ipotesi devono essere esplicite, realistiche, che descrivono quello che effettivamente
noi osserviamo, devono essere trasparenti, coerenti tra di loro e con l’evidenza
empirica.
La scienza delle finanze utilizza due tipi di teoria:
- Teoria positiva = descrive il funzionamento del sistema economico, quindi il
comportamento dei vari agenti. Vuole come fare una fotografia della realtà, cercare di
capire come funziona la realtà.
- Teoria normativa = descrive come dovrebbe funzionare il sistema economico e questo
implica dei giudizi di valore, che hanno un carattere etico. Si cerca di capire se una
certa politica pubblica è desiderabile o meno. L’analisi normativa serve a fare dei
confronti dei benefici e costi che si trovano con l’analisi positiva.
aree di dissenso tra gli economisti,
Esistono però diverse sia nella teoria positiva che in
quella normativa:
Nella teoria positiva si può avere:
- Disaccordo sulle conseguenze della politica pubblica. Ad esempio nel 600 le finestre
venivano considerate un lusso e le case dei ricchi avevano più finestre, così vennero
tassate e sempre meno case con finestre vennero costruite, altre vennero murate..
perciò è importante sapere come potrebbe reagire il sistema.
Bisogna poi sapere quando diversi punti di vista e diverse ipotesi conducono a
conclusioni diverse.
- Anche nel caso in cui ci sia consenso, ci può poi essere disaccordo sul tipo di effetto
prodotto da una politica, possibile disaccordo sulle dimensioni di tale effetto. Quindi
sulla quantificazione degli effetti delle politiche pubbliche.
Nella teoria normativa invece si può avere:
- Disaccordo sui giudizi di valore, cioè dei giudizi rilevanti da un punto di vista etico.
Ognuno può avere giudizi diversi, infatti è importante che i legislatori interpretino i giudizi
di valore che dovrebbero essere perseguiti nell’azione pubblica.
2
EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE E TEOREMI DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE
Come abbiamo detto, le decisioni collettive (pubbliche) sono diverse da quelle individuali.
Le decisioni pubbliche sono però molto importanti perché la vita dei cittadini del paese è
continuamente influenzata da esse. Queste decisioni dovrebbero quindi riflettere le
preferenze dei membri della collettività e il police - maker dovrebbe quindi interpretarle
per prendere le decisioni. eterogenee
I cittadini però hanno preferenze riguardo ai temi che sono oggetto di
decisione pubblica.
L’economia pubblica si occupa proprio di studiare il processo di formazione delle scelte
collettive. In particolare, l’obiettivo dell’economia del benessere è definire un quadro di
riferimento generale, indipendente dal contesto istituzionale analizzato, da utilizzare per
decidere se un determinato intervento pubblico sia o meno desiderabile.
Utilizza quindi un approccio di tipo normativo, cerca di dare delle indicazioni che servono
per raggiungere il massimo benessere della collettività. L’economia del benessere cerca
di proporre delle prescrizioni che permettano di raggiungere il massimo benessere per la
collettività.
Presupposti dell’economia del benessere:
1. Efficienza paretiana
2. Conseguenza del primo punto -> E’ un principio individualistico, si basa sull’idea che
gli individui siano razionali e siano i migliori giudici di se stessi (principio della
sovranità del consumatore). Inoltre non prende in esplicita considerazione la
diseguaglianza.
3. Visione non organicistica della società, quindi lo Stato non rappresenta una fonte
autonoma di giudizi di valore, ma rappresenta le preferenze degli individui che
compongono la collettività. Quindi è necessario procedere ad un’aggregazione delle
preferenze degli individui.
Concetto di efficienza di un singolo mercato:
Quando si parla di efficienza abbiamo che: 3
Noi utilizzeremo il contesto dell’equilibrio economico GENERALE e analizzeremo:
1 - efficienza nel scambio
2 - efficienza nella produzione
3 - efficienza nel sistema economico -> fa riferimento al fatto che il SMSx,y è
uguale tra due individui A e B
-> uguaglianza tra il SMSTk,l tra i due
beni
1- EFFICIENZA NELLO SCAMBIO.
Per capire l’efficienza dello scambio, bisogna considerare la CURVA DELLE POSSIBILITA’
DI UTILITA’ : -> Quindi i punti all’interno, come A, sono
inefficienti. di puro scambio.
Questa è un’economia
DEF = Allocazione di beni tale che non è possibile procedere a una differente
distribuzione che migliori la situazione di qualcuno senza peggiorare la situazione di
qualcun altro -> Non sono possibili scambi che migliorino la situazione di entrambi i
consumatori.
*Es: Scatola di Edgeworth:
-> E’ una situazione in cui non c’è produzione,
si possono solo scambiare beni. La base della
scatola è la quantità di mele disponibile in
economia, invece l’altezza è la quantità di
arance. Il punto g è la situazione iniziale,
O - A è la quantità che ha Robinson, mentre A’
O’ è la quantità che ha Venerdì. Quindi ogni
4
punto della scatola mi indica la quantità di un bene che hanno i due individui.
Per fare dei confronti bisogna aggiungere le curve di indifferenza, che servono per
descrivere le preferenze degli individui. -> P è il punto di tangenza, è Pareto
efficiente perché non è più possibile
migliorare
MIGLIORAMENTO PARETIANO = riallocazione delle risorse che migliora la situazione di
un individuo senza peggiorare quella dell’altro.
CURVA DI CONTRATTO = I punti di tangenza delle curve di indifferenza sono Pareto
efficienti: il luogo di tutti questi punti è la curva dei contratti.
-> L’efficienza nello scambio è soddisfatta in concorrenza perfetta. Questo grazie al fatto
che in concorrenza perfetta gli individui sono price taker (quindi il rapporto tra i prezzi è
uguale e dovranno essere uguali anche i SMS).
-> questa è l’efficienza nello scambio nel caso
particolare che abbiamo analizzato sopra.
2 - EFFICIENZA NELLA PRODUZIONE
con produzione,
Ora consideriamo un’economia quindi ci saranno due input che
saranno immessi in un processo produttivo e serviranno per produrre beni, che poi
verranno consumati dai soggetti.
DEF = Un’economia è caratterizzata da efficienza produttiva quando non è possibile
produrre una quantità maggiore di un bene senza dover ridurre la quantità prodotta di un
altro bene, dato l’insieme degli input a disposizione.
Frontiera delle possibilità produttive
-> =
Quantità max di mele che si possono produrre in
corrispondenza di qualsiasi quantità data di
arance (e viceversa).
Questa frontiera dipende dalla legge dei
rendimenti decrescenti -> se io aumento la
produzione di arance, diventa sempre più costoso
produrre un’arancia in più, in termini di mele a cui
devo rinunciare. 5
*Es: Scatola di Edgeworth:
Supponiamo che ci siano due input: terra e
lavoro, che possono essere immessi in due
processi produttivi distinti per produrre i due
beni, arance e mele.
Adesso abbiamo degli isoquanti (=
descrivono diverse combinazioni di input che
consentono di produrre una stessa quantità
di output, la loro inclinazione è il SMST),
riferiti alla produzione di arance e mele.
Il punto di tangenza tra gli isoquanti indica
l’efficienza della produzione.
-> L’efficienza nella produzione è soddisfatta in concorrenza perfetta. In concorrenza
perfetta, le imprese sono price - taker, quindi i prezzi sono gli stessi e quindi anche i
SMST sono gli stessi.
3 - EFFICIENZA DEL SISTEMA ECONOMICO.
In un certo senso mette insieme l’efficienza nello scambio e l’efficienza nella produzione,
si parla infatti del sistema economico nel suo complesso. L’obiettivo è quello di scegliere
la migliore combinazione di mele ed arance da produrre per la nostra collettività, è un
approccio di tipo normativo. Per fare questa scelta dobbiamo tenere presenti sia le
possibilità di produzione che le preferenze dei consumatori.
-> Frontiera delle possibilità produttive =
Descrive il lato della produzione. Quindi, per
analizzare il sistema nella sua complessità,
dobbiamo introdurre anche le curve di
indifferenza.
Data la frontiera, ci possiamo chiedere qual è
la massima utilità raggiungibile dai
consumatori.
e è la migliore combinazione di mele ed arance da produrre, perché è il punto di tangenza
tra la frontiera delle possibilità produttive e la curva di indifferenza. Siccome nel punto di
tangenza la pendenza delle curve di indifferenza è la stessa, abbiamo che il SMT
(pendenza della frontiera delle possibilità produttive) = SMS dei due e questa è la
condizione di efficienza. 6
Il SMTmele, arance può essere espresso in termini di costo marginale (cm), cioè il costo
addizionale per produrre un’unità aggiuntiva di output.
Quindi, abbiamo che: -> questo ci serve per capire perché
l’efficienza del sistema economico è
soddisfatta in concorrenza perfetta. In
concorrenza perfetta i prezzi sono dati, se i
prezzi sono dati il loro rapporto è uguale al
SMS, che è uguale al SMT (condizione
scritta sopra).
Questi tre concetti ci servono a definire i due teoremi dell’economia del benessere:
PRIMO TEOREMA FONDAMENTALE DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE: Se i mkts sono
perfettamente concorrenziali (numerosi agenti price-takers, esiste un insieme completo di
mkts, esiste perfetta informazione, perfetta mobilità dei fattori produttivi) allora un
equilibrio concorrenziale, se esiste, è Pareto efficiente.
-> Risultato : Partendo da date dotazioni iniziali, l’economia di mkt è in grado di
raggiungere un equilibrio Pareto efficiente (e questo implica che non ci sia bisogno del
ruolo dello Stato, perché l’economia da sola è in grado di raggiungere la Pareto
efficienza). Il teorema si regge su ipotesi molto forti, cioè le ipotesi che il mercato sia un
mercato di concorrenza perfetta (che è un ipotesi molto difficile da realizzare nella realtà, i
mercati di solito sono imperfetti). Se anche una di queste ipotesi non vale, ci sono dei
fallimenti del mkt perché non si riesce a raggiungere la Pareto efficienza e in questo caso
c’è spazio per un intervento pubblico che ha come obiettivo quello di correggere il
fallimento del mercato e ristabilire la Pareto efficienza.
7
-> Noi sappiamo che tutti i punti sulla
frontiera sono punti efficienti e che tra di loro
sono indifferenti. Se però andiamo a vedere
come l’utilità è distribuita tra i soggetti,
vediamo che ciascun punto implica una
diversa distribuzione della utilità tra i due
individui.
Quindi, da un punto di vista dell’equità i punti
A e B sono molto diversi.
Ma dal punto di vista collettivo, qual è il punto che la società dovrebbe preferire?
Il criterio dell’efficienza non è in grado di stabilire quale sia migliore tra A e B, abbiamo
bisogno di un altro criterio che tenga conto anche dell’equità e della giustizia sociale.
funzione del benessere sociale:
Questo ulteriore criterio è una
E’ quel criterio che permette di aggregare le preferenze eterogenee degli individui e
permette di avere una scelta a livello sociale (permette di disegnare delle curve di
indifferenza a livello sociale). Il livello di utilità sociale dipende dalle funzioni di utilità degli
individui che compongono la società e misura il benessere della collettività.
-> Con questa funzione possiamo individuare un punto preferito, che è il punto di
tangenza tra la frontiera e la più alta curva di
indifferenza sociale. Quindi p è il punto di OTTIMO
SOCIALE. Trovare il punto di ottimo sociale è quello
a cui la società dovrebbe ambire.
Per questo si suppone che esiste una funzione del
benessere sociale, però ci sono anche dei casi in
cui questa non esiste.
SECONDO TEOREMA FONDAMENTALE DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE:
Se
1. i mkts sono perfettamente concorrenziali
2. sono verificate alcune condizioni tecniche
3. Esistono trasferimenti lump-sum (detti anche a somma fissa, cioè tasse e sussidi a
somma fissa)
allora, ogni allocazione Pareto-efficiente (quindi qualsiasi punto sulla frontiera e quindi
anche l’ottimo sociale) può essere raggiunta attraverso il meccanismo di mkt, ma dopo
aver effettuato le opportune redistribuzioni di risorse iniziali.
Questo teorema ci dice che l’ottimo sociale può essere raggiunto grazie non solo al
mercato, ma anche grazie all’intervento pubblico (quindi con imposte e sussidi a somma
fissa), che ridistribuisce le dotazioni iniziali degli agenti e lascia poi il mercato operare per
raggiungere l’ottimo sociale. Questo teorema, rispetto al primo, cerca di prendere in
considerazione anche l’aspetto legato all’equità.
Vale il “Paradigma della separazione”:
I teoremi individuano due elementi:
1. Il mercato = che deve operare in concorrenza perfetta, e in questo modo vuole
raggiungere l’obiettivo dell’efficienza. 8
2. Trasferimenti lump-sum = Possono essere sia imposte o sussidi che sono
commisurate a caratteristiche dell’individuo che l’individuo non è in grado di
modificare (quindi a dei fattori esogeni). Non introducono quindi distorsioni nel
comportamento degli agenti, sono neutrali, e introducono quindi solo effetti di reddito
e non effetti di sostituzione. Con questi trasferimenti lump - sum si ottengono
soluzioni
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