Scienze delle finanze domande aperte
Elisione ed erosione fiscale
L'elisione è quel comportamento del contribuente che intensifica la propria attività cosicché riesce a far fronte all'obbligazione tributaria cercando di conseguire un maggior reddito per ridurre o eliminare gli effetti impositivi. Mentre l'erosione è una diminuzione dell'imponibile e dei tributi dovuti attraverso l'applicazione di strumenti previsti dalle stesse norme tributarie (applicazione delle imposte progressive anziché proporzionali, ricorso a commissioni tributarie per sospendere i termini di pagamento).
Evasione ed elusione fiscale
L'evasione fiscale è costituita da tutti quei comportamenti illeciti finalizzati a ridurre o a eliminare completamente il prelievo fiscale attraverso la violazione di specifiche disposizioni di legge di natura tributaria. L'elusione consiste nel comportamento del contribuente che evita il pagamento dei tributi adottando comportamenti che non costituiscono violazione della legge, per cui non incorre in alcuna sanzione da parte delle autorità. Costituisce un aggiramento della norma fiscale al fine di ridurre o evitare l'onere tributario rimanendo nella legalità (non è contra legem ma extra legem).
Gli ammortizzatori sociali
Gli ammortizzatori sociali sono un istituto del welfare. Sono misure a sostegno dei lavoratori dipendenti quando rimangono privi di retribuzione perché i datori di lavoro per motivi legittimi non possono ricevere la prestazione lavorativa con la conseguenza che non hanno più l'obbligo di corrispondere la retribuzione. Le forme più significative sono il sussidio contro la disoccupazione e la cassa integrazione.
Gli effetti prodotti dalle imposte
L'incidenza totale (si analizzano gli effetti totali delle imposte) o relativa (a parità di gettito si analizzano gli effetti delle varie imposte) riducono il potere di acquisto dei contribuenti che sono costretti a ridurre i loro consumi. Ci sono anche effetti di sostituzione (vengono scelti beni più convenienti dove le imposte non sono così gravose). Alcuni autori ritengono che anche le imposte più gravose possono produrre effetti immediati positivi in quanto spingerebbero i contribuenti a produrre di più per eliminare o ridurre la diminuzione dei loro redditi.
Gli studi di settore
Gli studi di settore sono uno strumento utilizzato dall'amministrazione finanziaria per determinare i ricavi su base annua analizzando gli elementi di natura contabile ed extracontabile e attraverso una formula matematica. I dati vengono raccolti attraverso le dichiarazioni dei redditi. Lo studio di settore è approvato con decreto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e pubblicato su Gazzetta Ufficiale. Gli studi di settore permettono di determinare l'ammontare dei ricavi previsti in situazione di normalità economica entro un livello di confidenza parametrale (minimo e massimo). Se l'ammontare dei ricavi rientra nell'ambito della confidenza parametrale risulterà congruo. Ci sono altresì indicatori economici che esprimono la coerenza rispetto all'attività produttiva svolta relativamente alla produttività per addetto e il tasso di rotazione delle scorte di magazzino. La congruità quindi attiene alla rilevazione di eventuali anomalie sul piano dei ricavi mentre la coerenza attiene alla valutazione degli schemi organizzativi. Se l'ammontare dei ricavi dichiarato è inferiore al livello fissato dagli studi di settore il contribuente può decidere se adeguarsi al livello minimo (o massimo). (adeguamento spontaneo)
I beni pubblici
I beni pubblici sono i beni che appartengono allo Stato o agli enti pubblici e sono i mezzi con i quali la pubblica amministrazione opera per il raggiungimento delle finalità assegnate dall'ordinamento giuridico. Hanno due caratteristiche: la non rivalità e la non escludibilità. La non rivalità (il consumo di un bene non riduce la possibilità di consumo della stessa unità da parte di un altro soggetto – es. musica) Non escludibilità (non si può impedire a nessun soggetto di goderne – es. luce).
I controlli della Corte dei Conti
Nelle relazioni tra enti ed organi amministrativi può essere necessario un riesame di un singolo atto amministrativo o dell'attività amministrativa nel suo complesso da parte di un altro organo. Il controllo di legittimità serve ad assicurare che un atto o un'attività siano conformi alla legge. Il controllo sulla gestione serve invece a verificarne l'efficienza e l'economicità rispetto agli obiettivi posti dalla legge. La Corte dei Conti in base alla Costituzione (art. 100) svolge: un controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo; un controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato; un controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Si tratta di un controllo esterno e neutrale svolto in posizione di assoluta imparzialità rispetto agli interessi di volta in volta perseguiti dal governo o dall'amministrazione. Accanto a dette funzioni, individuate in modo diretto dall'art. 100 della Costituzione, ve ne sono altre, introdotte da leggi ordinarie, che trovano il loro fondamento costituzionale nell'art. 97 della Costituzione (principio del buon andamento degli uffici pubblici), nell'art. 81 (rispetto degli equilibri di bilancio) e nell'art. 119 (coordinamento della finanza pubblica). In particolare, la legge 14 gennaio 1994 n. 20 ha attuato una riforma completa delle funzioni di controllo della Corte dei Conti, riducendo il numero degli atti sottoposti al controllo preventivo di legittimità ed introducendo una nuova forma di controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio delle amministrazioni pubbliche, nonché sulla gestione fuori bilancio e sui fondi di provenienza comunitaria, improntata ai parametri di economicità ed efficacia che debbono sempre ispirare l'azione amministrativa (legge 7 agosto 1990 n. 241). Altre leggi sono intervenute attribuendo alla Corte dei Conti importanti funzioni di controllo/referto quali: il controllo sulla copertura finanziaria delle leggi di spesa (art. 11 ter della legge 5 agosto 1978 n. 468); referti speciali (esempio referto sul costo del lavoro pubblico ed altri referti speciali); certificazione finanziaria dei contratti collettivi di lavoro (art. 51 del decreto legislativo n. 29 del 1993 e successive modifiche); referti sulla finanza regionale e locale. In sintesi, fra i controlli svolti dalla Corte dei Conti possono distinguersi tre principali tipologie: il controllo preventivo di legittimità su atti; il controllo successivo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche; il controllo economico/finanziario con funzione referente.
I controlli della spesa pubblica
Affinché ci sia la garanzia che il bilancio venga eseguito nel rispetto degli adempimenti previsti e nel rispetto dell'equilibrio finanziario delle risorse sono previsti due controlli: Uno dalla Ragioneria Generale dello Stato, Uno dalla Corte dei Conti. La Ragioneria Generale dello Stato esercita un controllo interno sugli atti di entrata e di spesa in modo da verificare che siano conformi alla legge di bilancio (predisposizione dello schema di bilancio di previsione annuale, del bilancio pluriennale, del disegno di legge finanziaria per esempio). La Corte dei Conti invece opera un controllo di legittimità che può essere preventivo o successivo (preventivo tramite l'apposizione di un visto per esempio o successivo tramite un rendiconto generale a confronto con il bilancio preventivo).
I due teoremi dell'economia del benessere
Primo teorema: Dove c'è concorrenza perfetta l'operato di ciascun soggetto per il raggiungimento del proprio massimo benessere, determina ciò che è auspicabile per la società nel suo complesso. Infatti in un regime di concorrenza perfetta la produzione di beni e l'allocazione delle risorse esprimono l'ottimo paretiano. Il secondo teorema dell'economia del benessere afferma che, modificando in modo opportuno la distribuzione iniziale delle risorse principalmente con imposte e sussidi per poi affidare al libero mercato l'efficiente allocazione delle risorse è possibile raggiungere l'ottimo paretiano.
I modelli di welfare state con il grafico sul trasferimento di denaro ed erogazione di servizi
Lo Stato sociale, detto anche Stato assistenziale, è una caratteristica dei moderni Stati di diritto che si fondano sul principio di solidarietà, che si dispiega in tre principali settori portanti considerati di carattere universalistico: sanità, istruzione, previdenza-assistenza sociale. Il sociologo danese Gøsta Esping-Andersen ha introdotto una classificazione dei diversi sistemi di stato sociale strutturata in tre tipi riconoscibili in base alle loro diverse caratteristiche. Questa tripartizione è fondata sulle differenti origini dei diritti sociali che ogni Stato concede ai propri cittadini. Regime liberale, Regime conservatore-corporativo, Regime scandinavo, Regime "Asiatico", Nuovi modelli.
I redditi di capitale
I redditi di capitale sono redditi derivanti dalle rendite finanziarie e dai dividendi da partecipazione. In Italia i redditi da capitale sono disciplinati dagli articoli 44 e 45 del TUIR ovvero del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Il Fisco in realtà non definisce in modo esplicito cosa sono i redditi da capitale; la normativa in oggetto, infatti, si limita ad elencare una serie di fattispecie (tra loro anche eterogenee) che vengono fiscalmente considerate redditi di capitale. I redditi da capitale sono tassati al lordo delle spese di produzione a differenza dei redditi diversi, i quali sono tassati al netto di tali spese e di eventuali perdite. Un esempio di reddito da capitale sono gli interessi su un conto corrente bancario, mentre i proventi da rapporti derivati sono redditi diversi. Un altro principio fondamentale in materia di redditi di capitale è il principio di cassa: i redditi di capitale devono essere dichiarati e tassati solo quando il contribuente incassa finanziariamente gli importi considerati.
I redditi di impresa
Il reddito di impresa interessa sia gli imprenditori individuali che le società e gli enti e quindi abbraccia sia l'imposta sul reddito delle persone fisiche IRPEF.