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Lezione 6

“Regole orientate al processo, principio di generalità e fallimento dell’economia

del benessere”

Regole orientate al processo :

 Base imponibile onnicomprensiva ed Equità Orizzontale

 Obiettivi : a) uguaglianza di trattamento b) Equità Fiscale c) Criterio di progressività

all’approccio parziale che

In realtà, i problemi di equità sono rispettati limitatamente

considera soltanto il lato del prelievo.

Il criterio della tassazione in base all’onnicomprensività dello stessa, afferma che nel reddito è

compreso tutto (“generalità Lo studioso

della tassazione sul reddito”). di tale tipo di tassazione fu

Simons, teorico americano, che adottò tale criterio di reddito onnicomprensivo poiché, per

raggiungere un’equità orizzontale, occorre che tutto faccia parte del reddito, senza l’esclusione di

che c’è dietro a tale reddito che l’aliquota di tassazione sia

nulla. La logica è progressiva la

“progressività” è motivata da ragioni ti tipo equitativo, ossia per il raggiungimento delle Equità

Orizzontali.

Nella maggior parte dei casi parlare di Equità, Efficienza ecc. è molto difficile, perché i due lati del

conto fiscale (chi paga e chi incassa) sono caratterizzati da un potere comparato ma estremamente

molto, chi paga ne ha molto poco! Dunque un’operazione sicuramente

ineguale; il Governo ne ha del Governo; che vuol dire “preferire” certe

da perseguire è quella di limitare il potere fiscale

imposte ad altre e costringere il Governo a tassare o spendere.

Limiti al potere di tassare :

 Un approccio che è pure orientato al processo, ma che è in contrasto con la tradizione di

limitare il potere fiscale del Governo (“Brennan/Buchanan,

Simons, è quello che intende

1980”)

 La onnicomprensività del reddito come base imponibile accresce e non limita il potere

fiscale del Governo ;

- sfruttamento del settore privato da parte del Leviatano fiscale

Fino a quando la tassazione non è generale, (il criterio di Simons presuppone la progressività

d’imposta, che appunto non è generale!), vi è sempre il rischio di un sistema discriminatorio della

maggioranza sulla minoranza, che non può essere né precluso, né impedito e neanche corretto.

Se noi accettiamo la tesi di Simons, diamo spazio a questo rischio! Se vogliamo introdurre il

concetto di generalità dell’imposta sul reddito, dobbiamo mantenere la concezione di reddito

onnicomprensivo ma dobbiamo adottare un’imposta proporzionale, come afferma Buchanan, che

non permette al Governo di discriminare la maggioranza dalla minoranza. 16

Il principio di Generalità

 Le esternalità dipendono direttamente dal principio di maggioranza

- le maggioranze non internalizzano le perdite sopportate dalle minoranze

 Si tratta, quindi, di un’esternalità causata dalla politica fiscale e non dallo scambio

economico

 La posizione di Buchanan e Congleton :

1) conduce ad un’imposta proporzionale e non ad un’imposta progressiva come Simons

2) l’imposta proporzionale è un’imposta “generale” perché non consente alla

maggioranza di imputare costi addizionali alla minoranza

3) è come se l’imposta proporzionale fosse decisa all’unanimità e non a maggioranza

Finora abbiamo parlato prima di 1 solo Paese, poi in termini interregionali poi internazionali ma

non abbiamo mai nominato il concetto “tempo”.

“Coerenza e “Neutralità sono rivolte a livello

- intertemporale” intertemporale”

monetario istituendo una Banca Centrale indipendente dal Governo

- A livello fiscale, si creano delle commissioni quasi indipendenti dal Governo per evitare

comportamenti di cattura di rendite (“Rent che caratterizzano le maggioranze in

Seeking”),

contesti basati sull’imposta progressiva

L’economia avviene nel tempo, quindi in ambito fiscale è fondamentale la “coerenza

intertemporale”, e dunque, la “neutralità intertemporale”.

+ la nostra Banca Centrale, Banca d’Italia, è stata resa indipendente dal Tesoro (e dunque

es: << ministro dell’Economia) nel 1981. Cosa cambia nei rapporti tra Tesoro/Banca

dalle direttive del

Centrale prima dell’81 e dopo tale data? Innanzitutto, se la Banca Centrale fosse ancora

dipendente del Tesoro, quest’ultimo potrebbe impartirgli direttive, ad esempio chiedere di

stampare moneta. Prima dell’81 la Banca Centrale non era direttamente responsabile, ma seguiva

le direttive impostegli dal Governo che appunto aveva un potere molto forte potendo decidere ad

esempio il livello dei prezzi…>>

Tassazione, economia del benessere e fallimenti del mercato politico :

 I limiti delle regole orientate al risultato è che trascurano le scelte collettive

 Quelle orientate al processo hanno informazioni incomplete

Ne segue che un approccio realistico (che tenga cioè conto delle imperfezioni di entrambe le

tipologie di regole), dovrebbe spiegare i cambiamenti, quando le imperfezioni entrano nelle scelte

collettive dando luogo ai fallimenti del mercato politico.

Siamo abituati a parlare di fallimenti di mercato e non dei fallimenti dello Stato, dei quali se ne

parlerà molto prossimamente!... La funzione correttiva del Governo di fronte ai fallimenti di

mercato, presuppone che il Governo fallisca. Abbiamo più volte detto che le due tipologie di regole

studiate hanno entrambe limiti:

- in quelle orientate al risultato, tutte le inefficienze e tutti i fallimenti che sono collegati al fatto che

la scelta è una scelta pubblica, vengono semplicemente tenute in silenzio, vengono omesse.

- quelle orientate al processo, essendo carenti di informazioni, non possono essere usate per scelte

specifiche ma solo per scelte generali 17

Come non c’è sul mercato la non c’è sul mercato politico

concorrenza perfetta, informazione

perfetta…Che può succedere se il Governo interviene in un contesto in cui ci sono imperfezioni sul

possibile che l’intervento correttivo del Governo, finisca per distorcere la situazione

mercato? È

ancor di più rispetto se esso non intervenga.

I 3 stadi che conducono ad un’analisi onnicomprensiva:

1) Come e perché il mercato raggiunge posizioni Pareto-efficienti?

2) Quali sono le ragioni per le quali il mercato fallisce?

3) Trovare uno strumento in grado di misurare i fallimenti del mercato tramite un concetto

ragionevole dal punto di vista economico

A quali condizioni è possibile l’ottimo paretiano? E a quali condizioni è pensabile?

L’ottimo paretiano presuppone la determinazione di una “scelta collettiva ottimale”, ma l’economia

questa scelta collettiva l’assume esogenamente, dall’esterno, come data e non la

del benessere ci garantisce che sia presente…Inoltre,

spiega; quindi se non la spiega, nessuno per poter

una “scelta ottimale”

immaginare bisognerebbe immaginare un mercato politico ottimale che, dati i

numerosi partiti/schieramenti politici in contrasto, è di difficile esistenza.

equilibrio veramente generale, deve essere compatibile all’interno di una scelta collettiva

Inoltre, un

e con le Istituzioni di riferimento…Dunque ricapitolando, l’Ottimo Paretiano richiede: “una scelta

collettiva ottima ed un sistema Istituzionale ottimo…”

per la ridefinizione dell’economia normativa :

Altri approcci

Negli anni più recenti, intorno al 2000, ci sono stati nuovi approcci in merito alle nozioni di

“neutralità”, “ottimalità”, “armonizzazione” ecc… Faremo un breve riferimento ad un Saggio, del

da “Beasley B&C, partendo dallo

2002, pubblicato e Coate”… Status Quo come equilibrio politico,

osservano che un nuovo strumento politico può portare ad un diverso equilibrio, in cui i ricchi

guadagnano e i poveri perdono molto…Siamo sicuri che questo equilibrio sia Pareto-dominante

rispetto allo Status Quo? Questo nuovo strumento politico ha portato ad un equilibrio in cui la

funzione del benessere sociale è minore...è quindi probabile che sia Pareto-inferiore e non superiore

18

Lezione 7

“La regolamentazione per via fiscale”

– “Regulation

Saggio by Taxation”; H.Barnett & B.Yandle

La regolamentazione può essere:

 anche detta “regulation”

Diretta (pura): non produce entrate; è

 Per via fiscale; produce entrate ed inoltre scoraggia le attività tassate, ha dunque anche un

effetto regolatorio ; anche detta “regulatory tax”

Il Governo, fino a quando potrà scegliere, tenderà ad utilizzare la “regulatory tax” che è fonte di

 Siccome incassare un’imposta, comporta dei

entrate! Ma quali sono queste entrate? costi (es:

“costi di dogana”), bisogna considerare che

1) non tutte le entrate sono nette 2) ci sono costi che vanno sottratti alle entrate …Il Gettito che

interessa al Governo è appunto il Gettito Netto

Regolamentazione per via fiscale:

Un Governo può intervenire in 3 modalità, che sono:

1) Uso legittimo della forza

2) Produzione dei Beni Pubblici (quali la Giustizia)

Uso della “tassazione” o dei “sussidi” per penalizzare/favorire le attività demeritorie ( es:

3) … ad esempio il Governo può rendere

alcolici, inquinamento ecc.) e quelle meritorie

costose le attività demeritorie tramite le imposte, viceversa può favorire quelle meritorie

tramite sussidi

L’intervento del Governo, a prescindere dalla modalità utilizzata, presuppone l’esistenza di entrate.

Da cosa possono derivare tali entrate?:

1) Dalla proprietà pubblica

2) Dalla vendita di risorse naturali (es. legname, petrolio o gas)

a) impedisce l’emergere di diritti privati

La proprietà pubblica:

b) comporta un costo sociale simile a quello della tassazione o della regolamentazione

c) presuppone che la produzione pubblica richieda una qualche forma di tassazione

“Regolamentazione” “Tassazione”

e

Supponiamo che i costi delle due alternative, ovvero regolamentazione fiscale o regolamentazione

diretta, siano uguali. il pagamento di un’imposta e porta

1) La regolamentazione fiscale (o tramite tassazione), comporta

entrate che rendono possibili interventi discrezionali tramite la Burocrazia o il Governo (es:

esenzioni)

2) La regolamentazione diretta, pur non generando entrate, causa la nascita di gruppi di pressione

tra cittadini che spingono nel modificare i livelli di regolamentazione esistenti in base ai loro

interessi. 19

Vi sono alcune attività che sono più adatte ad essere “regolate”, mentre altre ad essere “tassate”…

sono “tassati” e non “regolamentati”…Perché?

ad esempio beni quali Petrolio, Gas e Tabacco

Perché sono caratterizzati da una domanda anelastica al prezzo e la tassazione non dà luogo ad

“eccesso di pressione”! … Inoltre si potrebbe

È dunque efficiente tassarli e non regolamentarli

tassati dal Governo, poiché rappresentano un “male” per gli

pensare che tali beni vengano

individui; ma tale affermazione potrebbe andar bene solo da un punto di visto dell’approccio

un “despota benevolo”.

ortodosso, che vede il Governo come

Facciamo un esempio, considerando un grafico in cui è rappresentata una “domanda” perfettamente

anelastica, cioè parallela l’asse Y

Grafico :

Sull’asse X, abbiamo la “quantità”

- Sull’asse Y, abbiamo il “prezzo”

- viene introdotta un’imposta “t”, la curva

In assenza di imposta, il prezzo iniziale è in Pm. Quando

di mercato trasla verso l’alto, di un ammontare pari all’aliquota d’imposta. Il prezzo non sarà più

… Il rettangolo che si viene a formare è il Gettito Fiscale.

Pm ma Pt Non vi è eccesso di pressione,

infatti non vi sono Triangoli di Harberger.

l’introduzione dell’imposta “t”

Se il Governo giustifica come uno scoraggiamento al consumo dei

beni demeritorii (es tabacco), tale affermazione non sarebbe corretta in quanto, dal grafico, si

evince come nonostante l’aumento del prezzo (Pm -> Pt), la quantità consumata sia rimasta sempre

la stessa. Dunque:

Se l’obiettivo del Governo fosse quello di ridurre il consumo di Tabacco (consumo

- demeritorio) la domanda anelastica (come mostrato nel grafico) renderebbe non idonea la

regolamentazione fiscale. La tassazione, infatti, riduce il consumo solo se la domanda è

relativamente elastica

Se l’obiettivo fosse veramente la riduzione la “regolamentazione

- del consumo demeritorio

sarebbe preferibile a quella “fiscale”,

diretta” nel caso ci si trovi di fronte ad una domanda

anelastica

Allora perché i Governi usano questa regolamentazione anche se fa rimanere invariati i consumi?

Perché il Governo è interessato esclusivamente alle proprie entrate! 20

La regolamentazione tramite Sgravi Fiscali sono gli “sgravi fiscali”

Uno strumento che può essere usato ai fini di invogliare le attività meritorie

che premiamo i comportamenti meritevoli, a differenza della regolamentazione fiscale che tassa i

comportamenti indesiderati.

Lo Sgravio Fiscale (“Tax ha anche una funzione regolatoria :

Relief”), un’automobile

- ad esempio sgravi per chi acquista poco inquinante

- agevolazioni fiscali per favorire la coibentazione degli edifici

La regolamentazione ha 2 limiti :

 L’assenza di proprietà privata fa sì che tutti possano usufruire di un

Tragedy of commons:

bene. L’utilizzo eccessivo però potrebbe causare inefficienze. Quindi in presenza di beni

pubblici:

con il disinteresse e l’incuria,

- il bene non verrà valorizzato in maniera appropriata

l’eccessivo utilizzo produrrà effetti negativi.

- al contrario, Il bene verrà utilizzato troppo.

 Tragedy of anticommons: il problema opposto. Un eccessivo ricorso alla proprietà privata

l’utilizzo dei beni, il cui consumo sarà estremamente

renderebbe più costoso e più difficile

ridotto, il che avrà comunque degli effetti negativi. Il bene sarà utilizzato troppo poco.

Osservazioni critiche

Consideriamo due tipi di soggetti, “inquinatori” ed “ambientalisti” , e l’utilizzo di imposte (per chi

inquina) e sussidi (per che non inquina).

La tassazione provoca l’opposizione di coloro che inquinano (“Polluters”) e l’approvazione

- degli ambientalisti

Il sussidio ottiene il favore degli ambientalisti senza creare l’opposizione

- degli inquinatori

& Tullock”, 1975)

(“Buchanan

L’unico dubbio che ci rimane è: cosa cambia al Governo tra scegliere tra il sussidio o la tassazione?

Il Governo non ha disponibilità infinita di fornire sussidi, dunque, in assenza di risorse, dovrebbe

andare a tassare altrove per ottenerle.

+ <<es: di recente al Tg si è sentito parlare di una persona che ha regalato una casa in legno ad

un’altra persona terremotata di Amatrice…Quest’ultimo pensava di aver risolto in parte i propri

problemi, tramite l’ausilio di questa casa…Poco dopo, tuttavia, un responsabile del Comune si è

recato sul posto dichiarando la casa inagibile. In questo caso ci si trova di fronte ad un “eccesso

di regolamentazione” dovuto alla Burocrazia tale eccesso di regolamentazione, spesso fa

perdere l’opportunità di realizzare progetti molto conveniente ed utili>> 21

Lezione 8

“Tassazione: tra Pigou e i gruppi di pressione”

– “Regulation H.Barnett

Saggio by Taxation”; & B.Yandle

Nel “contesto (c.d. “big il Governo

pigouviano” il Governo svolge il ruolo fondamentale player”);

ha un potere nettamente superiore ai tassati. Questo ruolo importante non porta a problemi

nell’A.O., poiché si presume che il Governo usi i propri poteri per massimizzare il benessere

sociale… siccome, in tale circostanza, a guadagnare sarebbero i cittadini, essi non avrebbero

Anche l’approccio Pigouviano

interesse nel togliere tali poteri al Governo. presuppone che il

Governo massimizzi il benessere sociale!

La tassazione nella Teoria della Regolamentazione:

 L’interesse pubblico dei politici, fa sì che essi massimizzino la funzione del benessere

sociale

 (o “gruppi sono in grado di catturare l’interesse dei

I gruppi di interesse di pressione”)

 “i

politici per fini propri regolati diventano regolatori”

gruppi di pressione = sono gruppi di interesse che si organizzano per perseguire i propri

interessi. Essi possono incidere sulle future decisioni del Governo e farle cambiare rispetto

alla decisione di partenza, in direzione dei propri interessi (il Governo si comporta da

Intermediario dei gruppi!)

Se un Governo ha come obiettivo la “cattura (cd. “Governo

delle rendite” cacciatore di rendite”),

vuol dire che la sua politica non potrà più essere descritta come massimizzazione del benessere

sociale…Tuttavia non necessariamente un Governo deve essere composto esclusivamente da

persone che “cacciano rendite”.

Il mercato della regolamentazione (Stigler)

Stigler, studiando il comportamento dei gruppi di pressione, aveva presupposto l’esistenza di un

Vi è una domanda e un’offerta di regolamentazione a seconda

mercato della regolamentazione.

che i gruppi di pressione perdano o guadagnino benefici.

Il governo può quindi essere visto come un intermediario (cd “Broker”) nel mercato della

regolamentazione che propone degli interventi pubblici, favorendo/penalizzando diversi gruppi.

La regolamentazione sarà maggiormente stabile laddove favorisca i gruppi di interesse più forti e più

influenti. Essa può essere uno strumento di discriminazione di un Governo che cerca rendite.

i gruppi di pressione assumono “poteri rilevanti”, capaci di condizionare il Governo, la

Quando

concezione del Governo nella logica Pigouviana cambia…egli non è più il “decisore finale” ma solo

un intermediario tra i diversi gruppi, che non agisce più nell’interesse collettivo.

Solitamente, tra regolamentazione pura e regolamentazione per via fiscale, i politici scelgono la

seconda, in quanto consente loro di ottenere un doppio dividendo: a) regolamentare un determinato

bene b) massimizzare le proprie rendite. Ad esempio tassando i beni demeritori riescono a ridurne il

consumo e ad ottenere un gettito fiscale.

+ << in concorrenza perfetta, nessuno è in grado di modificare i prezzi, non ci sono Price Makers ma solo Price Takers.

takers, quale sarebbe la realtà all’interno del mercato?

Se tutte le imprese fossero price I prezzi sarebbero fissi, sempre!

Nella realtà dei fatti però ciò non accade, il che vuol dire che vi deve essere almeno 1 impresa che ha potere sui prezzi >>

22

La dottrina Pigouviana:

L’obiettivo dell’imposta pigouviana è quello di eguagliare i “costi “costi

marginali privati” ai

fine di ridurre le esternalità (es: “tassare

marginali sociali” al la benzina per costruire strade”).

Nella logica pigouviana però c’è un errore di fondo: i costi privati e i costi sociali non sono omogenei,

poiché valutati da soggetti diversi, e dunque è difficile che possano essere confrontati.

In realtà Pigou stesso si era accorto della disomogeneità di questi costi, ed aveva affermato che costi

privati e sociali possono essere considerati omogenei esclusivamente in assenza di costi di

transazione e dei costi derivanti dalla ricerca di rendite (Pigou, 1960). Se si considerano questi

ultimi due costi, bisogna considerare anche i costi amministrativi. In particolare se si includono

tramite l’intervento

anche i costi amministrativi, il fallimento del mercato non potrebbe essere risolto

 realtà “costi di transazione” e “costi di ricerca delle rendite” sono presenti!

pubblico. nella non difende l’intervento

In ogni caso Pigou pubblico ad ogni costo. Egli sembra non cadere nella

“trappola pigouviana” dell’interventismo Analizza, infatti, la tassazione sulle imprese nascenti e

suppone che per la difesa delle industrie giovani, con politiche protettive tramite tariffe, presuppone

che un governo non abbia incentivi propri. Ma la tassazione, una volta che l’impresa è ben avviata

sul mercato, comunque non viene tolta. Questo dimostra che la tassazione non ha finalità correttive,

ma è finalizzata esclusivamente a garantire delle rendite ai politici. Ciò fu affermato da Pigou stesso,

il che conferma come egli stesso non fosse sempre favorevole all’intervento dello stato.

Un riferimento ai dati

Consideriamo la tassazione degli alcoolici negli USA. È possibile distinguere 3 gruppi di Stati: 

“STRICTLY Stati la cui tassazione è ispirata dalla Teoria Pigouviana

1) PIGOUVIAN”:

quando un tipo di alcolico è tassato, saranno tassati anche gli altri in quanto bene demeritori

“SPECIAL Stati la cui tassazione è motivata da gruppi

2) INTEREST MOTIVATED”: di

interesse in questo Stato alcuni alcolici possono essere tassati più/meno di altri, a seconda

del gruppo di pressione vincente (es: <<se il vino è tassato meno della birra, vuol dire che la

birra, ottenendo un’aliquota più bassa

Lobby del vino ha vinto nei confronti della Lobby della

dal Governo>>)

“REVENUE Stati la cui tassazione è motivata dalla massimizzazione delle

3) MAXIMIZER”:

entrate tutti i beni saranno massimamente tassati per consentire di incrementare al massimo

le rendite 23

Teorema di Alchian-Allen : noto come “shipping the good apples out”

Il teorema di Alchian-Allen (che tradotto vuol dire:

esportare le buone mele”), mostra in che modo si modificano i comportamenti dei consumatori nel

commercio internazionale. A parità di costo di trasporto, è più conveniente acquistare il prodotto di

qualità migliore perché comparativamente meno caro.

es: <<Consideriamo il mercato delle vendite di mele in Australia. Tale mercato è diviso nella vendita

di mele di “alta qualità” a 1$/Kg ; e mele di “bassa qualità” a 0.50cent/Kg…Per esportare tali mele

all’estero, ad esempio in Italia, si paga un tot al Kg, ad es. 0.50cent/Kg, dunque l’esportazione verrà

a costare : 1)alta qualità = 1$/Kg + 0.50cent/Kg totale per 1Kg esportate = 1.50$

2) bassa qualità = 0.50cent/Kg + 0.50cent/Kg totale per 1Kg esportate = 1$/Kg

“prezzi delle mele cambiano, in modo da rendere più conveniente l’esportazione di “mele

I relativi”

buone”…In Italia si venderanno quindi più mele di alta qualità piuttosto che di bassa qualità!>>

Andiamo ora ad analizzare la “tassazione ambientale”: Secondo Pigou, le imposte ambientali

crescono al crescere di alcune variabili, che sono:

La “Popolazione”

1) La “Densità della Popolazione”

2) Il “PIL”, cioè la ricchezza dello Stato

3)

Tanto più un Paese è popolato, denso e ricco, tanto più inquina.

Quello che è stato appena detto non sempre è vero, infatti nella logica Pigouviana vi è una grande

che un Governo voglia un’aria più “pulita” di

contraddizione; facciamo un esempio: <<Supponiamo

quella che ha…per far ciò sarebbe necessario alzare la “tassazione”. Ma un’alta tassazione è però

indice di un’aria più inquinata; ed è qui che vi è la contraddizione>>. 24

Lezione 9

“Regole fiscali nell’Unione Monetaria Europea”

– “EMU

Saggio Fiscal Rules: New Answers to Old Questions?”; F. Balassone & D. Franco

Quale ruolo svolge la “sostenibilità fiscale”? La sostenibilità fiscale è la precondizione per

All’interno

garantire la stabilità. del contesto europeo è ancora più importante perché i governi

nazionali non possono più agire sulla politica monetaria a seguito dell’introduzione della BCE 1 .

L’unico strumento che ormai rimane ai singoli stati è l’intervento sul bilancio pubblico.

Per questo si ritiene che la politica fiscale debba essere flessibile e che i governi nazionali debbano

essere completamente liberi nel suo utilizzo.

Ma nella realtà il ricorso alla politica fiscale è stato parzialmente limitato dal trattato di Maastricht

Questi interventi vincolano i governi all’avanzo di

(1992) e dal Patto di Stabilità e Crescita (1997).

bilancio, o quanto meno all’equilibrio o una situazione vicina all’equilibrio nel medio periodo. Nel

contesto europeo odierno quindi il principio dell’equilibrio di bilancio deve essere imposto e non

viene più considerato un presupposto logico alla spesa pubblica.

L’equilibrio di Bilancio ed i suoi emendamenti

Il principio dell’equilibrio di bilancio è stato per lungo tempo considerato alla base di qualsiasi

fondante dell’economia

sistema fiscale. I più grandi studiosi lo consideravano un elemento

pubblica, da Smith a Ricardo, con la sola eccezione dei casi di guerra o poco più (Hobbes).

Gladstone aveva affermato che il bilancio non solo doveva trovarsi sempre in equilibrio, ma

(“Gladstonian all’indebitamento per finanziare

preferibilmente in avanzo budgeting”) ricorrere

la spesa pubblica era assolutamente vietato e, nel caso di eventi straordinari che richiedevano

un’imposta sul

urgenti interventi di spesa , es. la guerra, veniva introdotta temporaneamente

reddito, che si aggiungeva alla tassazione ordinaria (che doveva avvenire attraverso imposte

). L’imposta diretta sul reddito era quindi un’imposta straordinaria il cui

2

indirette sui consumi

ricorso era giustificato solo da casi di grave urgenza. Data la sua natura, colpiva maggiormente i

configurandosi come un’imposta straordinaria.

contribuenti più ricchi,

In un simile contesto non vi era mai necessità di ricorrere all’indebitamento perché il bilancio era

sempre in equilibrio o in alcuni casi addirittura in avanzo.

il principio dell’equilibrio di bilancio

Fino a non molto tempo fa non era nemmeno riportato nelle

costituzioni, poiché era visto come una precondizione logica alla spesa. Per queste ragioni non si

ricorreva al disavanzo e non si spendeva senza prima tassare.

1 Ad esempio, chi sostiene che l’Italia debba uscire dall’euro fa spesso riferimento alla possibilità di svalutare la

moneta rispetto a quelle degli altri Paesi. Se la moneta è uguale per tutti questo non è possibile, ma se l’Italia tornasse

alla lira potrebbe svalutarla e rendere le proprie merci più competitive sul mercato europeo in modo da incrementare

le esportazioni. L’efficienza così raggiunta però sarebbe fittizia. La produttività si deve incrementare tramite

l’innovazione e gli investimenti nel settore industriale, non attraverso trucchi monetari.

2 Alcune imposte indirette a base imponibile molto ampia ed aliquota bassa. 25

Un’eccezione fu l’illusione

Amilcare Puviani che sviluppò un innovativo concetto: finanziaria, I

secondo la quale i governi nascondono le imposte ai contribuenti al fine di ottenerne il consenso

Governi illudono i contribuenti facendo credere che restituiscono più di quanto ricevuto dal

pagamento dell’imposta, nascondendo i reali costi della spesa pubblica!

Distinzione tra Finanza Ordinaria e Finanza Straordinaria

Il sistema viene diviso in 2 parti:

- FINANZA ORDINARIA: le spese ordinarie devono essere finanziate con entrate ordinarie

(tassazione)

- FINANZA STRAORDINARIA: le spese straordinarie (es. terremoti) possono essere

finanziate con entrate straordinarie (disavanzo)

La distinzione tra finanza ordinaria e straordinaria ormai è divenuta ambigua. La definizione di ciò

che è ordinario o straordinario muta in base al contesto di riferimento. Spesso si considerano spese

straordinarie anche quelle sostenute in casi diversi dalle guerre, facciamo un esempio:

<<”Ad esempio la costruzione di una scuola in un piccolo paese sarà considerata una spesa

straordinaria (finanziabile tramite indebitamento), mentre sarà considerata una spesa ordinaria in

una grande città nella quale le scuole vengono costruite annualmente (e dunque potrà essere

finanziata esclusivamente tramite tassazione).”>>

Distinzione tra Spese Correnti e Spese in Conto Capitale

Questa distinzione fu adottata per la prima volta in Canada, già a partire dalla propria Costituzione,

nel 1867. Tale metodologia presuppone la presenza di un doppio bilancio composto da:

• Spese correnti: riguarda i consumi e deve essere sempre in equilibrio e dunque finanziato

tramite tassazione.

• Spese in conto capitale: riguarda gli investimenti e può essere finanziato in disavanzo.

La regola aurea, quindi, afferma che si può ricorrere al disavanzo esclusivamente per finanziare le

spese in conto capitale, ma non le spese correnti che devono essere finanziate solo tramite

tassazione. Nella realtà le spese correnti e le spese in conto capitale non sono sempre perfettamente

separate o distinguibili (es: come si potrebbero classificare le spese sostenute per la costruzione di

un’università? E soprattutto, il governo potrebbe decidere di includere delle voci tra le spese in

conto capitale, solo per poterle finanziare con disavanzo e farle ricadere sulle generazioni future,

in modo da sfruttare a favore l’illusione finanziaria.?).

La politica del “doppio bilancio” è un raffinamento della distinzione finanza ordinaria/finanza

straordinaria.

Politiche di stabilizzazione: Secondo il modello di equilibrio liberale, il bilancio deve essere in

equilibrio su “base annuale”; mentre la tesi keynesiana porta a vedere l’equilibrio su “base ciclica”

di questo ciclo è indefinita…); vanno in questa direzione le riforme

(il problema è che la durata

condotte i USA e Svezia dagli anni ’30 agli anni ’50; ad es. Roosevelt, che distinse le spese federali

in ordinarie e straordinarie 26

La teoria “funzionale” rappresenta l’alternativa radicale alla teoria

Ciclo e Finanza funzionale:

dell’equilibrio di bilancio secondo la Finanza funzionale occorre tenere separati i due lati del

conto fiscale (entrate ed uscite). limitato l’analisi al solo

Abba Lerner, keynesiano estremista e padre della finanza funzionale, aveva

lato della spesa e non si era interessato a quello delle entrate (tassazione). Secondo Lerner infatti la

ma esclusivamente a limitare l’inflazione in

tassazione non serviva a finanziare la spesa pubblica

caso di piena occupazione. In un simile contesto il concetto di equilibrio di bilancio viene svuotato

di ogni significato, così come la distinzione tra finanza ordinaria e straordinaria.

Fisco e Moneta nell’UE: La nascita dell’UE e l’introduzione della BCE hanno rappresentato delle

grandi novità in ambito europeo. Vi è la presenza di una politica monetaria unica ma non di una

dell’UE coesiste, dunque,

politica fiscale comune a tutti gli stati membri. Nell’architettura una

componente classica (“Equilibrio e una componente keynesiana (“Equilibrio

di bilancio”) solo in

prospettiva ciclica”). In periodi di crisi economica tale architettura potrebbe fallire, ed è proprio ciò

ai giorni d’oggi”!

che sta accadendo

+ La Germania e la Francia, sono state le prime due nazioni a violare i limiti imposti con il

tal ragione l’UE sarebbe dovuta intervenire…tuttavia non vi fu nessun

Trattato di Maastricht. Per  Perché l’intervento

intervento della Commissione UE, perché? avrebbero dovuto richiederlo

come l’Italia, che erano

Paesi già a conoscenza del fatto che prima o poi anche loro stessi

sarebbero andati fuori dai limiti imposti dal Trattato, ed anche per molto tempo. 27

Lezione 10

“Bilancio o Regolamentazione? Una nuova prospettiva

Saggio: “The Political Economy of Regulation: A Prolegomenon”; G. Brennan

Abbiamo precedentemente visto come la scelta tra Bilancio o Regolamentazione sia a discrezione

del Governo sulla base delle convenienze politiche che esso può ottenere. Di base il governo è

portato a far ricorso alla via fiscale perché da essa riesce ad ottenere un doppio dividendo: la

regolamentazione ed il gettito fiscale. È possibile schematizzare il lavoro di Brennan tramite

l’ausilio di 5P, che sono:

1) PERCEZIONE

2) PROPOSTA

3) PREVISIONE PRIMARIA

4) PREVISIONE SECONDARIA

5) PREGIUDIZIO

1) PERCEZIONE: Negli ultimi 30 anni, tassare, per i Governi occidentali è diventato sempre più

(“L’Euro Fiscale è diventato sempre più scarso”) ed essi hanno difficoltà ad usare la leva

costoso

fiscale. Ciò significa che il costo politico dell’aumento delle imposte è crescente, o

alternativamente, che il vantaggio politico da riduzione di imposte è per il Governo

aumentato (“più

comparativamente si spende, più il costo di copertura aumenta”)

3

2) PROPOSTA: Il Governo può ottenere un risultato Equivalente in termini di obiettivi politici

acquisibili, o “per via fiscale” o per “via regolamentativa”. Dunque, Bilancio e Regolamentazione

sono, per il Governo, tecnologie alternative per ottenere un obiettivo facciamo degli esempi:

es.1: <<per ridurre gli incidenti sul lavoro, il Governo può agire tramite Bilancio o altrimenti

tramite Regolamentazione (obbligando i cittadini ad assicurarsi sul mercato privato).>>

il caso dell’Istruzione.. Il Governo può scegliere di finanziare la spesa per

es.2: <<consideriamo

l’istruzione universitaria o per via Fiscale (pagano tutti i cittadini, anche chi non ha figli studenti)

o per via Regolamentativa (pagano solo i richiedenti, cioè chi si iscrive).>>

C’è chi pensa che la “via Fiscale” sia la più equa tra le due alternative; tuttavia ciò non sempre è

vero. Ritorniamo all’esempio n.2; adottando la via fiscale, una famiglia che non può permettersi il

di un figlio all’Università si troverebbe a pagare per i figli degli altri…La via fiscale

mantenimento

è spesso la più occulta, non la più equa!

Le alternative, via Fiscale e Regolamentazione, possono dare uno stesso risultato solo a livello

“aggregato”; esse differiscono invece a livello “disaggregato. l’analisi aggregata può dar

Tuttavia, che usa di preferenza

luogo ad errori quando si operano confronti internazionali (es: <<l’Australia

la regolamentazione (es: istruzione privata, assicurazione privata sul lavoro ecc.) risulta

3 Risultati equivalenti = politicamente acquisibili e obiettivamente determinabili 28

un’economia pubblica superiore di 20 volte quella italiana che usa come preferenza la via Fiscale.

Questi dati sono del tutto ambigui poiché non si tiene conto delle diverse politiche attuate nei 2

Paesi. I dati lasciano intendere che l’Australia sia tutta efficiente, l’Italia no. Questa è una parziale

verità!>>).

In altri termini il Governo può offrire direttamente X quantità di servizi tramite Bilancio (es. Italia)

o obbligare i cittadini ad acquistarne X quantità sul mercato (es. Australia). Ciò porta a concludere

che saranno preferiti strumenti che comportino l’esigenza di minori entrate (“Revenue-Saving” or

“Revenue-Neutral”) rispetto agli strumenti che richiedono entrate (“Revenue-Using”).

3) PREVISIONE PRIMA: Si prevede che la pressione sul fisco diventerà sempre più intensa

come conseguenza dell’erosione della base imponibile causata dalla globalizzazione:

- Il capitale, che è molto mobile internazionalmente, è sensibile a differenziali di aliquote

fiscali, anche modesti

Le difficoltà delle entrate sono accentuate a causa dell’aumento delle spese per la

- sicurezza sociale, che crea crescente pressione fiscale

4) PREVISIONE SECONDA: Si prevede inoltre che, nei prossimi decenni, sarà sempre più usata

la regolamentazione rispetto al Bilancio, anche in Europa; ciò perché l’Euro-fiscale tenderà a

rimanere scarso. Ciò è strettamente connesso agli accordi di Maastricht, che obbligano i Governi

ad aumentare le imposte per aumentare le spese (Deficit/PIL max 3%). Se si incrementa la spesa

pubblica bisognerà necessariamente tassare. I Governi preferiranno allora evitare di tassare e

ricorrere alla regolamentazione.

5) PREGIUDIZIO: Secondo Brennan ricorrere alla regolamentazione piuttosto che alla tassazione

potrebbe non essere la situazione ideale per i cittadini. La regolamentazione infatti è più difficile da

sottoporre a controlli. Al contrario le politiche fiscali sono molto più facili da regolare. Esiste una

costituzione fiscale, ma non una costituzione sulla regolamentazione. Dunque esistono limiti

pensi all’art.81

costituzionali dal punto di vista fiscale (si Costituzione; e alla sua riformulazione

nella Legge Costituzionale n.1,2012) e sovranazionali (Trattato di Maastricht), ma non dal punto di

vista regolamentativo. I governi sono molto più liberi di regolamentare ed eludere i controlli e

potrebbero preferire quella via piuttosto che la via di bilancio.

Le ambiguità della regolamentazione:

la regolamentazione è un’esigenza che deriva da un interesse pubblico (A.O.)

- Secondo Stigler, La

- Secondo la Public Choice, non è così regolamentazione cambia a seconda dei gruppi di

pressione vincenti; essa non massimizza il benessere sociale ma quello dei gruppi vincenti! 29

4

Quando la sostituibilità è plausibile e quando non lo è?

 di

Non è plausibile è un caso unico; ovvero il caso di una Legge Penale. (es: <<l’introduzione

all’introduzione di un sussidio per non

una Legge contro un crimine specifico, non è equivalente

far commettere quel crimine.>>). In tali casi, la sostituzione della regolamentazione con la

tassazione (“sussidio”), non è plausibile!

in

È plausibile tutti i casi, eccetto quello della Legge Penale, sarà il Governo a poter decidere tra

le due alternative, in base alle proprie esigenze. Non è detto che la scelta migliore per il Governo,

sia anche la migliore per i cittadini!

+ PUBLIC CHOICE = Teoria sviluppata da vari studiosi, su tutti Buchanan, Tullock e Coase, che

cercarono di analizzare il ruolo dello Stato estendendo alla logica politica, la logica che gli

economisti utilizzavano per studiare l’economia privata…

è un contesto in cui, a differenza di quello economico, non c’è moneta ma c’è

Il mercato politico,

il “voto”. La Public Choice

solo parte dal fatto che bisogna creare un contesto istituzionale poiché il

luogo dove i rapporti politici sono decisi, non può essere che un luogo temporalmente precedente a

quello in cui questi rapporti sono resi operativi. Questo porta ad attribuire un ruolo fondamentale

essa dà il là all’intera teoria della scelta pubblica (cd. Public Choice).

alla Costituzione fiscale: Governi “Between ovvero

La Public Choice si occupa dei Anarchy and Leviathan; Buchanan”; dei

tra: l’assenza di Governo (cd. Anarchia) e il Governo totalitario (cd. Leviatano).

Governi che sono

Tra l’Anarchia ed il Leviatano vi sono appunto una serie di modelli democratici e la Public Choice

si occupa di tali modelli e della finanza pubblica ad essi collegata.

4 Sostituibilità nel senso di scelta tra le due alternative, via Fiscale e via Regolamentativa 30

Lezione 11

“Bilancio modello di Brennan”

o Regolamentazione? Il

Saggio: “The G.

Political Economy of Regulation: A Prolegomenon”; Brennan

alla tassazione: “l’approccio microeconomico”:

La regolamentazione in alternativa

Adottando l’approccio macroeconomico, l’alternativa Bilancio o Regolamentazione è equivalente

poiché si possono occultare le differenze nell’impatto specifico dei due interventi.

A livello microeconomico, invece, la Public Choice distingue 3 casi:

1) Tassazione Pigouviana (es. tassare la produzione inquinante)

2) Regolamentazioni e limiti alle emissioni inquinanti

3) Sussidi a non inquinare

Secondo la finanza ortodossa la via più equa sarebbe quella del “sussidio”; che potrebbe tuttavia

causare delle esternalità, ad esempio il “free riding”= alcuni soggetti potrebbero godere di beni

quali sono questi “costi”?

pubblici senza pagarne i costi…Ma Sono i costi di chi decide, ciè

Politici, Burocrati ecc.

L’elettore ha 2 alternative: 

1) votare razionalmente, cioè facendo il proprio interesse questa è la politica senza

romanticismo di Buchanan (“Politics 1978)

without romance”,

per l’interesse pubblico anche se ciò dovesse danneggiarlo

2) votare irrazionalmente

di voto dominante è la 2° …come abbiamo più volte detto, votare informati comporta

La modalità

costi e tempo!

Il modello di Brennan: in tale modello Brennan affronta il rapporto che intercorre tra il Politico

(cioè il Governo) e il capo della Burocrazia, nella decisione tra il ricorso alla regolamentazione pura

o quella per via fiscale. Il Governo tiene molto a mantenere un buon rapporto con il burocrate,

poiché questo dispone di informazioni relative ai costi dei servizi. Sono coinvolti quindi 3 soggetti:

1) Il Politico che regolamenta, senza far ricorso al bilancio

2) Il Politico che fa ricorso al bilancio

3) Il rapporto tra Politica/Capo burocrazia nella preparazione ed attuazione del bilancio

In presenza di un EURO fiscale “non scarso”, il burocrate gioca un ruolo fondamentale. La

funzione di massimizzazione dell’utilità del burocrate, può essere scritta come funzione di “q”, “r”

e “g” = f(q;r) + g(…)

Ub ; dove:

Ub = utilità del burocrate

q = livello di acquisizione politica

spese dell’ufficio

r = rendite acquisite attraverso le

g = spese non correlate all’ufficio (le omettiamo poiché non svolgono alcun ruolo nel modello)

Andiamo ad analizzare il seguente grafico: 31

Sull’asse X troviamo

- il livello di servizio reso, cioè la Politica Attuata (q)

Sulla’asse

- Y troviamo la rendita della burocrazia (r)

 Quando il Governo usa solo la via fiscale il bilancio è rappresentato dalla retta OB, che ha

coefficiente angolare costantepiù essa aumenta, più aumenta proporzionalmente la rendita

offre una generica quantità “q” di servizio e

Quindi quando il Governo usa solo il bilancio

contemporaneamente la burocrazia acquisisce una generica rendita “r”.

Il Governo adottando la via fiscale ottiene 2 dividendi

1) crea un rapporto positivo con il burocrate che percepisce la rendita

2) ottiene Gettito per attuare la spesa

 Quando il Governo attua la via regolamentativa avrà luogo la massima offerta possibile di

(ci troviamo solo sull’asse X, in corrispondenza di R)

beni/servizi e 0 rendite per i burocrati da OB ci fa diminuire in OB’;

Supponiamo venga fatta una riduzione di bilancio che cambia anche

la curva di indifferenza che da “i1” diventa “c2”. Il triangolo che si viene a formare “OB’R” è <

del triangolo originario “OBR”. In seguito alla riduzione di bilancio, la quantità di servizio reso

scende, passando da “q1” a “qb mentre la rendita del burocrate passa in B*. Ma il Governo facendo

questa riduzione di servizio reso perderebbe di sicuro le elezioni. Il nuovo punto di equilibrio da

B’R cioè il punto “E”

trovare è nel punto in cui la retta è tangente alla curva di indifferenza c2, in

cui la rendita burocratica è r* ed il livello di servizio reso è R*.

Nelle democrazie ci sono 2 componenti:

l’elettorato, che risponde alla “domanda”

1) che risponde all’ “offerta”

2) la burocrazia,

Tende a prevalere la burocrazia poiché ha un potere comparativamente superiore agli elettori. Più

l’elettorato è in grado di condizionare il Governo, più la burocrazia si vedrà ridotta la rendita che

potrà incassare. 32

Lezione 12

“L’inadempienza fiscale in due contesti alternativi”

– “Do L.

Saggio We Really Know Much About Tax Non-Compliance”; Feld

L’adempienza configura un rapporto contrattuale.! Le regole sociali sono indicazioni

comportamentali endogene e spontanee, che nessuno ha imposto, ma che tutti rispettano (esse si

fondano sul “principio di reciprocità”). Le norme di stampo kantiano sono delle regole sociali

 in assenza di norme morali, l’unico modo

rafforzate che si basano sul principio della giustizia.

per evitare illeciti sarebbe la minaccia della sanzione, ma questa da sola non sarebbe sufficiente ad

evitare che gli individui agiscano in maniera scorretta!

In assenza di norme sociali, basate sulla reciprocità, si avrebbero anche maggiori difficoltà a

stipulare dei contratti i costi di esecuzione sarebbero elevati poiché le parti contraenti non si

sentirebbero vincolati di rispettare gli accordi contrattuali.

L’etica fiscale rappresenta una particolare tipologia di norma sociale attinente al fisco!

Rapporti tra contribuenti e fisco: i rapporti tra contribuenti/fisco possono essere di 2 tipo

I contribuenti pagano le imposte poiché “minacciati” dalla possibilità di sanzione da parte

1)  in questo caso il rapporto è “verticale” e dunque subordinato!

del fisco. 

in quanto derivanti da “norme sociali” (Feld

2) Le regole vengono rispettate e Frey, 2007)

Feld e Frey vedono tale rapporto come un “contratto che prevede il

psicologico”,

pagamento delle imposte da parte dei contribuenti e l’erogazione di beni pubblici da parte

dello Stato; e che presuppone un rapporto di lealtà tra Stato e contribuenti (i contribuenti

Se questi presupposti vengono rispettati, si hanno

pagheranno solo se lo Stato erogherà…).

3 conseguenze:

- i contribuenti valutano positivamente i beni pubblici

il Governo pratica una “giustizia procedurale”; tutti i cittadini vengono trattati

- nello stesso modo (ad esempio anche nella “redistribuzione del reddito”)

si configura un “rapporto tra Stato e contribuenti (cioè un “rapporto

- orizzontale”

tra eguali), e non un “rapporto verticale” (cioè “Stato sovrano”)

Il controllo come “strumento

Rapporto tra contratto psicologico e misura della deterrenza:

ai fini

di deterrenza” del pagamento delle imposte si addice tendenzialmente se il rapporto tra

Stato/contribuenti è un “rapporto gerarchico”; mentre non si addice nel caso di rapporto basato

sul “contratto psicologico”.

In questo secondo caso, per far pagare le imposte non vi serve nessun controllo o, al massimo, i

controlli devono essere pochi, mirati e qualificati un controllo esterno del Governo

tenderebbe a provocare lo “spiazzamento spingendo i contribuenti a

della morale fiscale”,

violare il contratto e a non pagare le imposte. 33

Il caso della Germania: La riunificazione permette di mettere a confronto le esperienze di due aree

dotate di una cultura comune che però hanno vissuto due esperienze politiche differenti.

Ovest: il fisco effettuava dei controlli piuttosto severi. A seguito della riunificazione i costi furono

sopportati principalmente dall’ovest, area più ricca e stabile; questo incrementò l’evasione.

la corruzione era più elevata rispetto all’ovest e i controlli fiscali erano molto meno pressanti.

Est:

L’evasione fiscale era però inferiore dopo l’unione.

Le basi teoriche dell’inadempienza fiscale: L’inadempienza fiscale ha diverse caratteristiche e

diverse motivazioni a seconda del contesto di riferimento e dei gruppi sociali che si prendono in

considerazione.

 Evasione fiscale da economia sommersa: si ha quando i soggetti con reddito elevato

trasferiscono i propri capitali in paradisi fiscali per non dichiararli, sottraendoli alla

tassazione.

 I lavoratori facendosi pagare in nero eliminano la tracciabilità del proprio reddito che

non incrementa così la base imponibile

 Le grandi multinazionali contabilizzano i propri redditi nei Paesi ad aliquota più bassa,

attuando così il risparmio fiscale (tax saving), evitando di pagare le tasse dove i redditi

sono effettivamente prodotti (tax avoidance). Questa pratica è stata dichiarata illecita

dalla Corte Costituzionale tedesca.

 Per evitare l’imposta di successione il patrimonio del de cuius viene trasferito prima

della morte tramite trasferimenti inter-vivos.

L’Evasione Fiscale: Nella realtà un certo livello di evasione fiscale è ineliminabile malgrado, in

teoria, la morale fiscale preveda che i contribuenti dichiarino il proprio reddito in maniera fedele e

senza occultamenti.

L’evasione fiscale fu analizzata da due studiosi di nome Allingham e Sandmo nel 1972. Secondo la

loro teoria la scelta di evadere o non evadere dipende dai costi/benefici ai quali porterebbe

l’evasione:

benefici dell’evasione

- i sono chiari (risparmio fiscale)

- i costi, invece, non sono chiari come lo sono i benefici. Essi possono riguardare, ad esempio, le

spese da sostenere per tenere una doppia contabilità per mascherare le proprie entrate al fisco o le

sanzioni eventuali che si dovrebbero sopportare nel caso in cui si fosse scoperti

Inoltre Feld e Frey hanno affermato che ai costi monetari vanno aggiunti anche i costi morali,

psicologici e reputazionali derivanti dalla possibilità di essere scoperti, che potrebbero portare a

grandi perdite monetarie. mostra come all’aumentare dell’aliquota, ad un certo punto il

La curva di Laffer (spiegata a pag.8)

Gettito diminuisce…tale diminuzione è dovuta a due possibili fattori:

1) effetto sostituzione (“un’ora di tempo libero diventa più conveniente di un’ora di lavoro”)

2) evasione fiscale (“maggiore è l’onere di imposta, maggiore è l’incentivo ad evadere”) 34

Lezione 13

“Evasione Fiscale: come misurare l’immisurabile”

– “Do L.

Saggio We Really Know Much About Tax Non-Compliance”; Feld

si

per misurare l’evasione fiscale dividono in “diretti” e “indiretti”

Esistono diversi metodi

Metodi indiretti

Approccio del reddito mancante (“Income Gap Approach”):

1) basato su tecniche

contabili. Parte dal presupposto che la somma dei redditi dichiarati dovrebbe essere uguale

alla spesa totale, che a sua volta dovrebbe essere pari al PIL. Se però dai dati raccolti

dovesse risultare che la spesa è stata superiore rispetto al reddito dichiarato, significherebbe

che le dichiarazioni sono state false e si è avuta evasione fiscale. Adottare questo metodo

però presenta evidenti problemi: si assume infatti che i dati a disposizione siano affidabili e

questo non è sempre vero. Inoltre applicare questo metodo sarebbe complicato nei Paesi

meno sviluppati, in quanto ottenere le informazioni necessarie sarebbe eccessivamente

oneroso. In questo caso la misurazione dell’evasione fiscale si basa sulla

2) Approccio monetario.

teoria quantitativa della moneta. Il totale degli scambi dipende dalla base monetaria e dalla

velocità di circolazione della moneta. Si calcola poi lo scostamento tra il totale degli scambi

ed il reddito osservato (che dovrebbe coincidere con il PIL). Questo metodo è utilizzato per

controllare l’evasione sulle transazioni più difficilmente tracciabili ossia quelle effettuate in

contanti. Si presuppone però che la velocità di circolazione della moneta sia costante anche

se questo non avviene quasi mai.

3) Approccio basato sul consumo di energia elettrica: collega il consumo di energia elettrica

alla produzione delle imprese. Se il consumo di energia elettrica aumenta senza che aumenti

il livello di produzione dichiarato significa che si è avuta evasione. Anche questo metodo

presenta dei problemi, in quanto il consumo di energia elettrica non è certo stabile come

variabili come il periodo dell’anno.

potrebbe sembrare. Esso infatti muta in base a diverse

4) Approccio della variabile nascosta: Questo metodo è stato elaborato da due studiosi di

nome Frey e Weck. La variabile nascosta non è una variabile effettiva ma composita,

costituita a sua volta da numerose variabili legate tra loro da rapporti di diversa natura.

Questo metodo è altrimenti noto come approccio DYMIMIC (“dynamic multiple-indicator

l’economia sommersa

multiple-cause approach”). Riesce ad individuare ma non tutta

l’evasione perché non prende in considerazione le dichiarazioni dei redditi. 35

Metodi Diretti

Accertamento dell’attività in nero. L’accertamento è effettuato mediante un questionario

1) nel quale si domanda agli intervistati la natura delle attività svolte e dei compensi ricevuti

negli ultimi dodici mesi, al fine di identificare eventuale lavoro in nero e redditi non

dichiarati. Il problema di questo metodo è che quasi nessuno risponderebbe in maniera

veritiera ammettendo di aver svolto attività illecite.

Metodo dell’IRS. elaborato dall’agenzia delle entrate americana,

2) Il secondo metodo è stato

IRS. In dettaglio l’IRS analizza un campione casuale di contribuenti e cerca indizi di

evasione. L’evasione secondo questo metodo viene ricercata prevalentemente nella

d’imposta e nelle sottovalutazioni

sopravvalutazione delle deduzioni/detrazioni/esenzioni

del reddito dichiarato.

3) Morale fiscale. Il terzo metodo analizza la morale fiscale attraverso la somministrazione di

un questionario ad un campione causale di contribuenti, ai quali si domanda se a loro avviso

sarebbe accettabile effettuare false dichiarazioni al fisco. Anche questo metodo comporta

delle problematiche, in quanto è poco probabile che gli intervistati rispondano in maniera

veritiera.

In generale il metodo dell’intervista può fornire informazioni verosimili se l’intervistatore è

abile e le domande sono poste in modo corretto. Al contrario, se l’intervistato è abile nel

mentire, le sue risposte potrebbero essere false ma coerenti e dunque la menzogna sarebbe

difficile da smascherare.

Tutti i metodi analizzati hanno degli aspetti positivi ma anche degli svantaggi ed è per questo

che occorre adottarli in combinazione! 36

Lezione 14-15

“L’Economia Politica e la Finanza Pubblica nella logica della Catallassi”

– “States

Saggio as Ecologies of Political Enterprises”; Eusepi/Wagner

Secondo l’approccio standard

La Finanza Pubblica, si colloca in un concetto di Economia Politica.

l’economia e la politica sono due concetti diversi anche dal punto di vista temporale. Vi è dunque

un’antinomia tra economia e politica:

 L’Economia 5

è intesa come un ordine organizzato come un processo policentrico basato

 dunque l’economia viene vista come un ordine

sulla concorrenza (Hayek, 1973).

policentrico dove non vi è la necessità della “sovranità assoluta”

 è intesa come un’organizzazione che impone piani “dirigisti ” alternativi

6

La Politica

rispetto a quelli che risulterebbero dalle scelte di mercato

Per parlare di Economia Politica bisogna eliminare questa antinomia che sussiste; e per fare ciò si

“catallassi” “scambio teorico e generalizzato”).

fa ricorso al concetto di (= La ricerca di

ha l’obiettivo di eliminare questa antinomia l’approccio che

Eusepi/Wagner estendendo alla politica

gli economisti adottano per l’economia, e cioè l’ordine l’organizzazione.

anziché dobbiamo

quindi trattare la politica come un “ordine policentrico” e non come un’“organizzazione

gerarchica”.

Consideriamo l’assemblea parlamentare (il Parlamento) come una forma “speciale” di banca

d’investimento. Il Parlamento ha entrate/uscite proprio una Banca; tuttavia è una banca speciale

poiché il ruolo di procurarsi entrate è differente…infatti per far ciò il Parlamento ricorre alla

tassazione. Il Parlamento decide le imposte e finanzia le spese, anche se, a differenza della banca (i

depositi bancari sono “liberi”), il pagamento delle imposte è obbligatorio!

La società come un’ecologia di imprese interconnesse:

Gli economisti analizzano le modalità attraverso le quali l’alienazione della proprietà promuove la

cooperazione sociale attraverso la concorrenza tra le molte imprese.

l’ecologia deve necessariamente basarsi in modo

Nelle complessità delle società contemporanee

rilevante sull’alienabilità della proprietà privata 7 .

I teorici della Finanza Pubblica trattano:

l’economia come un organismo complesso che si autorganizza mediante l’interpretazione

-

individuale, in presenza di proprietà privata

5 Policentrico = nel senso che non vi è lo Stato in alto, ed i sudditi in basso…bensì un ordine che nasce dal basso, da

“diversi centri” che si accordano

6 Dirigismo = è per natura anti-catallatico. È un’operazione di accentramento che presume che l’intelligenza

centralizzata sia superiore a quella localizzata. vi è dunque netta distinzione tra dirigismo e policentrismo

7 La proprietà privata è appunto “privata” in quanto alienabile…Alienabilità e Proprietà Privata sono la stessa cosa,

sennò non funzionano 37

- quando si passa alla politica, i teorici trattano lo Stato come una sorta di entità ottimizzante

La “teoria economica dei mercati” tratta solo un sottoinsieme di tutte le relazioni economiche (cioè

solo quelle che si basano sulla proprietà privata e sullo scambio). Ciò che questa teoria non ci

consente di fare è di spiegare che i prezzi possono esplicare i loro effetti solo entro i limiti dello

scambio libero.

Conseguire il coordinamento: prezzi e calcoli nell’economia politica

La Finanza Pubblica si fonda quindi su un’antinomia “l’ordine spontaneo del mercato”

teorica:

contrapposto alla “pianificazione Per unire i due aspetti

politica”. occorre un approccio alternativo;

esso si trova nella tradizione italiana di Scienza delle Finanze (Pantaleoni; Mazzola; Montemartini

e soprattutto de Viti de Marco), che considera tutti i rapporti sociali come transazionali per natura

(quindi “frutto di uno scambio”) e governati universalmente da un processo conoscitivo locale e

limitato.

Le posizioni degli autori italiani sono però diverse:

- Mazzola, ad esempio, affronta il problema dei rapporti tra pubblico e privato annullando il

come dimostrato dall’estensione della teoria marginale ai beni pubblici

pubblico nel privato,

e allo Stato tratta l’argomento in termini di alternative tra “stato monopolista” e “stato

- de Viti de Marco,

cooperativo” ed utilizza l’imposta prezzo in connessione all’analisi “bisogni pubblici”

dei

come precondizione per i beni pubblici (…la diversità con Samuelson è stridente…)

Il termine “Catallassi” significa <<”scambio Un conto è lo scambio

volontario generalizzato”>>.

(es: mangiare al ristorante), un conto è la regolazione (es: pagare il conto). Esempio: <<“se vado al

ristorante, prima mangio e poi al termine pago il conto. Questo non vuol dire che lo scambio non

sia simultaneo ma è solo la regolazione che avviene dopo, sul mercato creditizio, ad es. tramite il

pagamento con carta di credito”>>. 

Il concetto di “Catallassi” richiede la simultaneità, non la sequenzialità (Von Hayek). tuttavia

l’attività del mercato non è simultanea ma sequenziale: prima agisce il mercato attraverso il libero

scambio; il mercato fallisce e solo allora interviene lo Stato con la sua attività correttiva,

imponendo i risultati che altrimenti non si sarebbero raggiunti.

Conseguire il coordinamento: prezzi e calcoli nell’economia politica

diverse, si fondano su un “numero

Le posizioni di Montemartini e di Pantaleoni, pur essendo

comune” e tendono a spiegare i comportamenti dell’imprenditore politico a partire dai paradigmi

dell’imprenditore privato, senza mai confonderli.

In sostanza, dal punto di vista analitico, le diversità possono essere ridotte a 2:

l’annullamento del pubblico nel privato

- l’annullamento del privato nel pubblico

-

La soluzione migliore sarebbe quella di mantenere entrambe le alternative ma per farlo le differenze

non devono essere più di “tipo ma di “tipo

categorico” marginale”. 38

Per semplicità, sintetizzeremo il contributo della scuola italiana facendo riferimento a Pantaleoni il

quale consente di superare l’analisi sequenziale e di portare avanti un approccio simultaneo (Saggio

– “Considerazioni Giornale degli economisti).

sulla proprietà di un sistema dei prezzi politici”, con l’introduzione dei

Pantaleoni, estende così la logica di prezzi di mercato anche alla politica 

“prezzi Nell’economia pubblica c’è l’esigenza dei prezzi

parassiti”. ma non vi è modo di crearli

pubblica

i prezzi dell’economia sono perciò parassiti, perché nascono come copie di prezzi genuini

che si formano sul mercato. Dunque, tale approccio alternativo porta ad un modello di analisi

simultaneo in cui gioca un ruolo fondamentale la “catallassi”, vale a dire lo scambio spontaneo (sia

tra le persone, sia tra le persone e lo Stato).

Grazie al contributo di Pantaleoni e di de Viti de Marco, la scienza delle finanze italiana ha messo

in contatto la “piazza e la “piazza nel concetto di scambio.

pubblica” privata”

1) tra i privati, quando avviene lo scambio si hanno dei profitti

2) anche nella piazza pubblica vi è lo scambio (es: scambio di voti che comporta vantaggi, e cioè

“profitti”)

Sintetizziamo, con l’ausilio di un grafico, il rapporto che sussiste tra piazza privata (mercato) e

piazza pubblica (Stato):

è rappresentata la “catallassi limitatamente al mercato 

- Nel grafico A privato” rapporti tra

impresa privata impresa privata. Ci sono solo 2 imprese, rappresentate dai 2 cerchi grandi,

che: 1) hanno scambi tra di loro 2) hanno entrambi profitti che derivano da tali scambi

è rappresentata la “catallassi nel mercato politico” 

- Nel grafico B rapporti tra impresa

– l’impresa privata è disegnata con

privata (mercato) impresa politica (Stato). Nel grafico il

cerchio, quella pubblica con il quadrato. Sempre dal grafico notiamo come è profitti ci siano

per entrambi, cerchio e quadrato, poiché lo Stato è tenuto a dare profitti (cioè vantaggi) al

privato per avere voti. Dunque vi è uno scambio reciproco tra privati e Stato!

Ci sono però delle implicazioni che nascono da questo studio. L’ordine e l’organizzazione danno 2

risultati diversi:

- Le organizzazioni hanno una coerenza teorica nella singola scelta, ma non una coerenza

sistemica

L’ordine possiede una

- coerenza sistemica, ma manca della coerenza della singola scelta

Una teoria della Fin.Pubb. basata sull’impresa è a diretto contatto con l’econ. politica costituzionale

39

Lezioni 16

“Federalismo o Decentramento?”

Saggi: “Policentric (Eusepi/Wagner,2010); “Contractual

Polity: Genuine vs Spurious Federalism”

(Eusepi,2000)

Fiscal Equivalence vs Geographical Fiscal Equivalence”

In questa lezioni parleremo del Federalismo, o meglio delle due definizioni che è possibili

estrapolare da tale concetto:

 o “gerarchico” (“approccio

Federalismo Spurio, monocentrico”, al quale si ricollega la

letteratura classica):

struttura verticale si intende una forma di stato dove i governi locali sono emanazione del

governo centrale e pertanto sussiste tra di essi un rapporto gerarchico, c.d. di comando e

controllo. Vi è, dunque, un Governo superiore che impone direttive e fissa obiettivi ai

governi locali. Non vi è concorrenza poiché è il governo superiore a fare tutte le scelte.

dell’Italia.

(esempio: <<il caso della suddivisione per regioni Essa è stata introdotta con

legge ordinaria, non era prevista nella Costituzione. È il Governo che decide dall’alto. Se

ad esempio una regione inizia ad adottare un tipo di politica avversa al Governo,

quest’ultimo potrebbe anche decidere di “annullarla” e magari accorparla ad altra

regione!>>)

 o “concorrenziale” (“approccio

Federalismo Genuino, policentrico”, Richard Wagner):

struttura orizzontale si ha quando le diverse giurisdizioni si trovano sullo stesso piano, in

Gli obiettivi non vengono imposti dall’alto da un unico soggetto,

rapporto concorrenziale.

ma vengono fissati singolarmente da ogni giurisdizione tenendo conto delle esigenze

comuni. Il federalismo genuino si fonda, dunque, su un approccio policentrico che contrasta

con la struttura gerarchica precedentemente citata.

(esempio: <<è il caso del federalismo americano, nel quale i governi dei diversi Stati sono

di derivazione costituzionale ma hanno una propria autonomia; ad es. il Governo centrale

non potrà decidere di “annullare” uno Stato!>>).

USA

Fatte le dovute distinzioni, ne consegue che i due approcci non sono compatibili!

Nel Federalismo Genuino, il rapporto è concorrenziale e dà vita ad una gara in cui vince il più

più efficiente.

efficiente dei governi, esattamente come nel mercato concorrenziale vince l’impresa

Al contrario, invece, con il Federalismo Spurio, essendo i rapporti tra i governi di natura

non può succedere che il governo locale “vinca” contro il “governo centrale”, poiché è

gerarchica,

quest’ultimo che ha sempre ragione, per definizione!

dell’approccio policentrico è una struttura

Cercheremo di capire se il Federalismo Genuino

analitica che può essere implementata nella realtà, dunque se effettivamente il federalismo è

concorrenziale o gerarchico! Per il prof, la risposta è che esso è concorrenziale. 40

Federalismo e decentramento, non sono la stessa cosa. Essi combaciano solo in caso di federalismo

spurio, cioè quando i governi non sono posti sullo stello livello ma gerarchicamente.

Equivalenza fiscale contrattuale e giurisdizioni locali: costi decrescenti e costi crescenti

Si ritiene che quando si ricorra al decentramento, le giurisdizioni debbano avere, oltre a delle

dimensioni ideali che facciano coincidere offerta con il bisogno, anche delle dimensioni tali da

sfruttare la decrescenza dei costi medi. Generalmente si pensava che:

- se la giurisdizione è di grandi dimensioni e la produzione di beni pubblici elevata, si

possono ridurre i costi medi sfruttando le economie di scala.

- se la giurisdizione è di piccole dimensioni, questa non sarebbe in grado di sfruttare la

decrescenza dei costi medi

dimostra che l’affermazione sulla dimensione

Ma una teoria alternativa delle giurisdizioni è falsa:

“Le piccole giurisdizioni che non possono sfruttare le economie di scala, non sono obbligate a

produrre beni da sole, ma possono acquistarli dalle giurisdizioni vicine” spieghiamo

quest’ultimo concetto tramite l’ausilio di due grafici:

Grafico 1: costi decrescenti

Supponiamo l’esistenza di un sono 2 giurisdizioni: “A” e “B”

federalismo genuino. Vi

sull’asse X, è rappresentata la “quantità”

- sull’asse Y, è rappresentata il “prezzo”

-

Supponiamo inoltre che la giurisdizione “A” sia specializzata nell’offerta di un servizio (es:

“raccolta “A” offre tale

dei rifiuti”); servizio alla propria giurisdizione:

- i costi sono decrescenti (curva CC)

- la domanda è la retta DD

Il punto di equilibrio iniziale è nell’intersezione tra CC e DD, cioè nel punto E in cui vi è una

quantità di servizio offerto pari a Q. 41

Supponiamo ora che le 2 giurisdizioni possano instaurare rapporti tra di loro:

se “A” produce il servizio non solo per la propria giurisdizione, ma anche per la

- giurisdizione di “B”, allora i costi diminuiscono (dal grafico lo si evince in quanto la curva

C’C’); il nuovo punto di equilibrio è in “E’ ”, in cui si ha

dei costi CC si sposta in basso, in

una quantità (Q’) maggiore rispetto al valore originario (Q’ > Q).

Dunque, se alla giurisdizione A non è vietato di offrire il servizio anche a B, allora la curva dei

costi si riduce e vengono soddisfatte 2 giurisdizioni anziché una!

Abbiamo quindi dimostrato come la dimensione di una giurisdizione, anche in presenza di costi

decrescenti, non è un problema poiché si potrà acquistare il servizio all’esterno

questa visione è impossibile se il federalismo è spurio in quanto, in tal caso, il Governo non

permetterebbe al governo locale di negoziare. (grafico 2)

Grafico 2: costi crescenti

Supponiamo di essere in presenza di federalismo spurio dove il Governo centrale non permette

accordi tra i governi locali (dunque il grafico prima spiegato non può essere attuato!). Supponiamo

(es. “istruzione”) da uno dei due governi locali “A” o

inoltre che debba essere offerto un servizio

“B”. giurisdizione “A”;

Supponiamo che: 1) il servizio venga offerto dalla

2) i costi siano crescenti (il Governo vieta ad “A” di negoziare con “B”; dunque più il servizio

viene richiesto, maggiore sarà il costo)

Inizialmente abbiamo la curva dei costi (“CC”) e la curva di domanda (“DD”); l’equilibrio è in “E”

in cui il livello di servizio reso è OQ che comporta un costo pari a OA.

Supponiamo che il Governo ritenga insufficiente la quantità fornita da “A”. Poiché non tutte le

giurisdizioni sono in grado di offrire egual quantità, che cosa accadrebbe se il Governo decidesse di

centralizzare l’istruzione in modo da fornire una eguale quantità di servizio a tutte le giurisdizioni

 essendo i costi crescenti, l’intera curva dei costi traslerebbe in C’C’

locali?

Il Governo per offrire un servizio uniforme, produrrà costi più elevati! 42

Il nuovo punto di equilibrio sarà nell’intersezione tra C’C’ cioè il punto “E ”,

e DD, in cui vi è un

0

livello di servizio offerto pari a Q (<Q) per un prezzo (P) molto più alto rispetto al valore

0

originario (P>A).

Quindi quando si passa alla centralizzazione le giurisdizioni che sono presumibilmente più

nel nostro caso “A”,

efficienti, ci perdono poiché pagano costi maggiori (P>A) e la quantità di

 la perdita della giurisdizione “A”, dopo la centralizzazione,

equilibrio si riduce (Q <Q). è pari ad

o

AG.

Con questi grafici abbiamo dimostrato che non è vero che la componente “dimensione” gioca un

contrario all’efficienza. Questo ruolo contrario all’efficienza nasce solo perché il Governo

ruolo

centrale svolge un ruolo gerarchico!

+ 

“Perfect = (giurisdizione

Mapping” dimensionalmente perfetta) situazione nella quale i

confini della giurisdizione coincidono con l’assetto degli utenti dei servizi offerti da quella

giurisdizione (Mancur Olson, 1969) 43

Lezione 17

“Molti Il federalismo tra retorica e realtà”

Governi o Governo multilivello?

1° punto da trattare: Oates (federalismo = decentramento) e critica al suo pensiero (Eusepi/Wagner)

Il concetto di “federalismo” nasce con il contributo di Oates nel 1972. Egli vedeva il federalismo

come un sinonimo di “decentramento ” dietro la sua visione vi è la concezione di uno “Stato

8 

unitario” poiché siccome il decentramento è un prodotto dello stato unitario, allora anche il

federalismo è uno stato unitario. (GOVERNO MULTILIVELLO)

La tesi sostenuta da Wagner/Eusepi in merito al federalismo concorrenziale, invece, assume

l’esistenza di diversi Governi in concorrenza tra di loro (MOLTI GOVERNI); tutte le altre forme

(quali il “decentramento”), comportano 1 solo Governo. 

Governi costituiscono “un ordine” e non “un’organizzazione”. (

I il federalismo concorrenziale è

simile ad un mercato in concorrenza dove le dimensioni non sono prestabilite. Infatti, come per il

mercato, anche il Governo può ampliarsi/contrarsi attraverso un processo concorrenziale con altri

Governi).

Anche tale federalismo concorrenziale che parte dal basso (“bottom è uno stato unitario

up”) ma è

non sono “diversi livelli

più democratico, in quanto i Governi di uno stesso Governo”. Infatti, un

conto è avere a che fare con molti Governi, un conto è avere a che fare con diversi livelli di un

in quest’ultimo caso non vi può essere concorrenza!

stesso Governo; Il federalismo concorrenziale

è solo quello dal basso, “bottom e non quello dall’alto “top

up”, down”.

Dunque, ricapitolando, mentre Oates vede federalismo/decentramento come sinonimi, la tesi di

Wagner/Eusepi stabilisce che federalismo/decentramento sono parole completamente diverse,

 “se l’elemento distintivo del federalismo è la concorrenza

questo perché: tra diversi Governi, il

presupposto per la concorrenza è che ci siano “diversi e non un “unico

Governi” governo

In questo ultimo caso, i livelli dell’unico Governo non potrebbero farsi

multilivello”.

concorrenza!”.

Distinguere la realtà dalla retorica: La realtà del federalismo diverge dalla retorica.

La retorica vede il federalismo concorrenziale (“bottom come la migliore soluzione

up”) in quanto

porta ad una sana concorrenza tra Governi. Ma nella realtà il sistema federale è spurio

ed utilizza strumenti di imposizioni quali “tassazione” e “armonizzazione fiscale”.

(monocentrico)

8 Decentramento = atto del Governo attraverso il quale crea altri livelli di Governo che sono però inferiori 44

2° punto: teorema di Tiebout

Il modello di Tiebout presuppone la non-concorrenza tra Governi (giurisdizioni) ma la concorrenza

vi è tra i cittadini che vivono vicino i confini delle giurisdizioni; è dunque una concorrenza indiretta

(il “voto con i piedi” non riguarda i Governi”).

Facciamo un esempio per chiarire meglio la situazione:

<<“supponiamo ci siano due comuni “A” e “B”. Nel comune “A” le aliquote sono più alte di “B”,

ma la fornitura di servizi è migliore in “A” rispetto che in “B”. Se consideriamo 1 individuo che

vive al confine tra i due comuni, questo potrà decidere di ottenere residenza in “B” (aliquota

lavorare nel comune “A” dove ottiene

bassa), ma di maggiori servizi. Questo tipo di

concorrenza è un comportamento tipico degli individui, non dei Governi!>>. La logica di Tiebout

comporta, quindi, il riconoscimento che atteggiamenti benevoli sono una rarità!

L’obiettivo del “decentramento” è quello di “internalizzare le esternalità” questo obiettivo può

essere raggiunto solo attraverso un Governo unico (approccio monocentrico) che operi in 2 stadi

(“approccio sequenziale):

I stadio: il mercato agisce…poi fallisce

II stadio: il Governo interviene per portare equilibrio (esternalità corrette o eliminate)

Anche l’approccio Keynesiano è un approccio monocentrico che prevede la sequenzialità; mentre il

federalismo concorrenziale richiede la “simultaneità” (“approccio simultaneo”) nel senso che Stato

e mercato devono agire contemporaneamente. il migliore esempio di simultaneità

dell’interazione Stato/mercato va trovato soprattutto nella tradizione italiana di Scienza delle

Finanze (de Viti de Marco, 1928). Passare da un modello a 2 stadi (sequenziale) ad un modello ad 1

stadio (simultaneo) impedisce di considerare i Governi come agenti correttivi del mercato!

Dunque, dove risiede la differenza tra “federalismo concorrenziale” e “decentramento” essa

risiede nella distinzione tra l’approccio l’approccio monocentrico:

policentrico e

per l’approccio policentrico, la concorrenza fiscale dà luogo a “efficienza” (rapporto

- positivo tra concorrenza ed efficienza)

per l’approccio monocentrico, la concorrenza è indice di “esternalità” (rapporto negativo tra

- ed efficienza); ed identifica nell’armonizzazione fiscale

concorrenza la modalità per

internalizzare le esternalità imputate alla concorrenza!

+ la concorrenza è il migliore tra tutti “i metodi di controllo”; ed è anche tra i meno costosi e tra i

più imparziali 45

Lezione 18

“Il ruolo ambiguo dei trasferimenti pubblici nella correzione delle

disuguaglianze create dal mercato”

– “Government

Saggio S.Clark e D. Lee; Transfers and Inequality: An Anatomy of Political

/ G.Eusepi

Failure” (2008)

dell’analisi è questo:

Il punto di partenza

“Lo Lo Stato del Benessere esisterà fino a quando esisterà il

Stato del benessere tenderà a fallire!”.

Debito Pubblico. Il crollo avviene in maniera subdola, nel senso che non si riesce a capire quale sia

il preciso istante nel quale esso sia avvenuto.

Sicurezza Sociale (“Social = modalità di operare del Governo che consiste nel

Security”)

promettere benefici molto lontani nel tempo ma non prendendo impegni su come far fronte a tali

benefici oggi! Un modo di fallire dello Stato del Benessere è proprio quello di non dare i benefici

promessi (es: “Il sistema pensionistico italiano, soprattutto ai giorni d’oggi”).

In tale scenario si colloca il saggio di Clark e Lee, che parte dallo Status Quo. Andiamo quindi ad

analizzare cosa pensa lo Status Quo (cioè la dottrina classica Approccio Ortodosso):

l’Approccio Ortodosso sostiene che l’economia di mercato dà luogo a risultati efficienti dal punto

-

di vista della produzione/scambio, ma che dà luogo ad eccessiva disparità di redditi (…Benissimo

l’efficienza; Malissimo l’equità…). È compito del Governo ridurre tale disuguaglianza a livelli

accettabili tramite trasferimenti di reddito (cioè la “spesa pubblica”). Tuttavia i trasferimenti di

reddito NON sono la soluzione! C’è chi sostiene che i trasferimenti producano delle inefficienze a

livello economico. Vi è, infatti, un “trade-off” tra “riduzione ed “inefficienza”

delle disuguaglianze”

(più si riduce la disuguaglianza, tanto più si riduce l’efficienza). Si verrebbe a creare un sistema più

Equo ma anche più Inefficiente.

Che legame c’è tra Equità ed Efficienza?

L’A.O ritiene che il

- trade-off tra disuguaglianza ed inefficienza abbia un andamento stabile

e che, pertanto, sia possibile per i politici scegliere la miglior combinazione

disuguaglianza/inefficienza preferita dalla collettività rispetto a quella che risulterebbe dalle

scelte di mercato

invece, partendo dall’analisi della “Curva di Phillips”, che mostra il

- Clark e Lee, trade-off

tra disoccupazione e inflazione (che è Instabile!), concludono che anche il trade-off tra

efficienza ed equità sia instabile. l’inefficienza è possibile

Dunque, ridurre la disuguaglianza aumentando ma solo nel breve

periodo. Nel lungo periodo non è possibile, in quanto l’esistenza dei trasferimenti crea

incentivi per i politici, i contribuenti, i gruppi di pressione, che agiscono in modi che

1) riducono l’efficienza economica 2) non riducono la disuguaglianza in quanto

danneggiano la popolazione in generale, ed in particolar modo i poveri. 46

più equo, crea una “torta più piccola” rispetto a quella che avrebbe prodotto il mercato.

Il sistema

 la disuguaglianza è stata eliminata solo nel breve periodo; ma nel lungo periodo NON è stata

eliminata. I poveri, nel lungo periodo, finiscono per non avere alcuna porzione più grande della

torta perché la disuguaglianza non è stata ridotta. Dunque, nel lungo periodo, i poveri vanno a

ma di una “torta più piccola” (quindi, in sostanza, ricevono meno

ricevere sempre la stessa quota

reddito!).

I trasferimenti hanno carattere illusorio. Una volta che la politica dei trasferimenti è affermata si ha

difficoltà ad eliminare le inefficienze causate da tali trasferimenti poiché:

 Incentivi politici miopi = i Politici sono miopi, nel senso che sono interessato solo agli

effetti nel breve periodo. Il lungo periodo non interessa ai politici

 Compassione nei confronti dei poveri; da parte sia degli elettori che dei gruppi di

pressione

Tuttavia, ciò non significa che eliminare gli effetti negativi sia impossibile, ma solo che la riduzione

avviene in modo modesto. 

Cosa accadrebbe se non ci fossero i trasferimenti dello Stato? Se venissero eliminati totalmente i

trasferimenti non ci sarebbero effetti così negativi sulla disuguaglianza, il cui andamento di lungo

periodo (decenni o periodi più lunghi) sarebbe abbastanza stabile!

Analisi empiriche della disuguaglianza del reddito, hanno portato alla scoperta di indicatori come

l’Indice di GINI, che dimostra l’esistenza di un tasso naturale di disuguaglianza. È impossibile

sostenere che il tasso naturale di disuguaglianza sia perfettamente stabile: evoluzione tecnologica,

immigrazione ecc. possono incidere sulla misurazione della distribuzione del reddito. Malgrado tali

distorsioni, il tasso naturale di disuguaglianza tende a rimanere costante nel tempo! 

Qual è l’effetto dei trasferimenti di lungo periodo sul tasso naturale di disuguaglianza? Tale

effetto è scarso o nullo (Clark e Lee). I trasferimenti di reddito possono ridurre la disuguaglianza

del tempo, essi perdono il loro effetto “equalizzante”.

nel breve periodo, ma nel corso

Gli incentivi pubblici e privati riportano la disuguaglianza al suo tasso naturale per 2 ragioni:

1) le motivazioni e le risposte politiche ai programmi di trasferimento

2) le risposte private ai programmi di trasferimento 47

+ “Perché “che

i trasferimenti possono o non possono andare ai poveri?”; succede se i

trasferimenti vengono ridotti?”

Quando il Governo introduce il bonus di 500 euro ai 18enni, per i 18enni tale trasferimento ha un

molto forte! Tuttavia, una volta che si è acquisito che il trasferimento ci sarà, l’incentivo

effetto

viene perduto e per mantenere l’efficacia occorre che:

- o il Governo mantenga il trasferimento

- o che il trasferimento venga aumentato o tolto L’alternativa può essere

Se il Governo mantiene lo Status Quo non si modificano i comportamenti.

l’aumento del trasferimento si distinguono 2 tipi di aumento:

1) Aumento a coloro che già hanno percepito i 500 euro

2) Aumento della platea di beneficiari al bonus

sono entrambi “aumento” ma tuttavia è un “aumento” diverso. Nel I

Le due alternative proposte

caso i beneficiari rimangono gli stessi; nel II caso la platea dei beneficiari aumenta 

Che succede invece se il Governo decide di togliere i trasferimenti? Chi colpisce il taglio? il

sono meno abili a negoziare sia sul “mercato

taglio colpisce i Poveri che, a differenza dei ricchi,

politico” così come nel “mercato economico” (essi sono infatti poveri!). 48

Lezione 19

“La logica dei trasferimenti: una mappa critica per orientarsi”

– “Government

Saggio S.Clark e D. Lee; Transfers and Inequality: An Anatomy of Political

Failure”

L’impatto dei trasferimenti nel breve e lungo periodo è differente. Nel primo caso, infatti, porta ad

un equilibrio ambiguo che, al contrario di come potrebbe sembrare, non avvantaggia i poveri.

Clark e Lee si domandarono: “La concorrenza dei poveri è più efficace nel processo politico o nel

Perché questa domanda non se la sono posti gli altri studiosi, ad es.

processo di mercato?”. i

Keynesiani? Per 2 ragioni:

1) I risultati di mercato sono visti come derivanti dalla concorrenza tra persone (concorrenza

sulla base di interessi privati divergenti. La concorrenza c’è perché, nel

individuale)

mercato, gli interessi degli individui sono in contrasto tra di loro (ci si può ricollegare al

pensiero di Kant “concorde-discorde” --> la concorrenza è intesa come conflitto che si

risolve)

2) La concorrenza politica è ritenuta una forma più equa di concorrenza perché la moneta

politica (cioè il “voto”) è più equamente distribuito della moneta di mercato!

Concorrenza Politica e Concorrenza di Mercato:

Ci sono individui che donano ed individui che ricevono trasferimenti: sia chi dona sia chi riceve i

trasferimenti pubblici è interessato a sé stesso, infatti:

I) i beneficiari, ovviamente, sono interessati ad ottenere il trasferimento

II) chi dona, invece, lo fa per “altruismo” questo altruismo “non è incondizionato” e si comporta

come risposte a curve di domanda che hanno una pendenza negativa (maggiore è il costo della

donazione, minore sarà la quantità donata)

L’altruista è colui che prova piacere nel donare agli altri; non è tuttavia possibile che l’altruista sia

soddisfatto solo se trasferisce tutto ciò che ha agli altri. Infatti, in tal caso, egli non tratterebbe sé

stesso ugualmente agli altri, ma diverrebbe solo uno strumento finalizzato al benessere degli altri!

Bisogna porre un limite all’altruismo. c’è un rapporto tra “quanto si è disposti a donare” e

“quanto L’atto di

costa il donare”. donazione, anche quella politica, si può configurare quindi come

un rapporto di domanda/offerta.

Trasferimenti concorrenziali ai poveri: attira anche l’interesse dei “non

Quando il Governo predispone dei trasferimenti di reddito ai poveri

poveri” interessati ad accaparrarsi delle rendite. Possono esistere, quindi, dei falsi poveri che

entrano in concorrenza con i poveri per l’ottenimento del trasferimento e spesso vincono il

confronto. (“assistenza e

Per spiegare il punto, analizziamo i casi USA di MEDICAID sanitaria ai poveri”) 49

(“assistenza

MEDICARE medica agli anziani”) nel corso degli anni entrambi i programmi sono

cresciuti, ma il MEDICARE è cresciuto molto di più del MEDICAID. Ciò significa che l’assistenza

dell’assistenza ai poveri; ciò può essere collegato a 2

agli anziani è politicamente più importante

motivi:

gli “anziani”: o sono di più dei “poveri”

1) 1) 2) o sanno esercitare meglio la pressione verso il

Governo, in quanto sono meglio organizzati dei poveri.

2) MEDICARE è finanziato integralmente dal Governo federale; MEDICAID in parte dal Governo

statale che può estendere i benefici ai “non poveri” facendo ricadere l’onere aggiuntivo sul Governo

federale. –

Conferma di questa tesi si ebbe in Canada con il passaggio al sistema sanitario nazionale (CNHI

Canadian National Health Insurance) che fu finanziato, in parte, con tagli ai poveri come

sostengono anche Lindsday e Zycher (1984) le loro stime econometriche mostrano che i poveri

pagarono circa il 33% del servizio nazionale.

può essere l’istruzione

Un altro esempio Universitaria statale che favorisce gli studenti provenienti

da famiglie con reddito medio-alto.

Un ulteriore esempio può essere il caso del finanziamento dell’Università in Georgia, USA, dove

tramite l’incasso della lotteria (…siccome

per consentire lo studio a tutti, fu finanziata alla lotteria

universitaria in

giocano soprattutto i poveri, è come se l’istruzione Georgia fosse stata finanziata a

discapito dei poveri…) (“Benessere = È quel fenomeno

CORPORATE WELFARE Societario”) che accade quando

vengono conferiti i trasferimenti ai poveri e la maggior parte di questi viene ottenuta dai finti

poveri, ossia le imprese.

Dunque, abbiamo visto che il governo spende tanto per i poveri ma a loro arriva effettivamente una

percentuale non superiore ad 1/3 della spesa effettuata. Quindi 2/3 della distribuzione non vanno ai

poveri. Cosa succede invece dal lato della tassazione? Clark e Lee analizzano gli Stati Uniti:

intorno al 2000 ci sono due tipi di imposte sul reddito:

 Imposte sul reddito federali: sono imposte progressive che dovrebbero avvantaggiare i

poveri. Tale imposte scattano solo oltre una certa soglia di reddito, quindi poveri non

dovrebbero pagare nulla!

 è un’imposta

Imposta sul reddito statale: progressiva, ma meno progressiva rispetto a quella

federale. Di tale imposta i poveri ne pagano solo una parte!

Quindi, se la spesa a favore dei poveri fosse di 1/3 e se la tassazione fosse solo a livello federale

(“imposte sul reddito federali”) i poveri complessivamente ci guadagnerebbero, poiché nonostante

l’ottenimento di solo 1/3 della redistribuzione in compenso non dovrebbero pagare nulla!

Se invece viene utilizzata l’imposta statale (“imposta sul reddito statale”) avremo sempre

al caso dell’imposta federale, in

redistribuzione in favore dei poveri ma certamente meno rispetto

quanto i poveri sarebbero costretti a pagare parte dell’imposta! 50

Tuttavia c’è da precisare che in USA le imposte sul reddito non sono di alto ammontare e

comportano Gettito basso per lo Stato; mentre la maggior parte del Gettito viene finanziato con

imposte indirette sui consumi.

In conclusione, i poveri perdono sia dal lato dei trasferimenti che dal lato della tassazione poiché

potrebbero andare a pagare una fetta molto rilevante delle entrate che non derivano dalle imposte

sul reddito ma da quelle sui consumi.

C’è un conflitto tra il lungo periodo ed il breve periodo. Quest’ultimo “tenta” il Governo che non è

interessato al lungo periodo. I poveri pagano le conseguenze di queste tentazioni.

definito “mappa che mostra il ruolo dei

Consideriamo il seguente grafico orientativa”

tenendo conto di due parametri, cioè “ineguaglianza” e “inefficienza”:

trasferimenti,

Si distinguono 2 quadranti:

Nel I Quadrante abbiamo; sull’asse X “i e sull’asse Y “la

- Trasferimenti Governativi”

(

Disuguaglianza” )

man mano che andiamo in alto lungo Y, aumenta la disuguaglianza

Nel II Quadrante, che è conseguenza di ciò che accade nel I, abbiamo sull’asse Y

- “l’inefficienza” che aumenta man mano che ci allontaniamo in direzione destra verso l’asse

che è una curva a “costi crescenti” all’aumento dei trasferimenti)

X (curva IN, 51

(“natural che è il tasso naturale di disuguaglianza e

- Partiamo dal I quadrante, dal punto NR rate”)

sono 0 e dove l’inefficienza

dove i trasferimenti è 0 (IN0)

- Se il Governo decide di introdurre i trasferimenti (ST= State Transfer), man mano che se ne

introducono di nuovi, le curve diventeranno sempre più elastiche. All’introduzione del primo

trasferimento (ST1), nel breve periodo si riduce la disuguaglianza; il livello ottimo è pari T1, in cui

ST1 e la curva di indifferenza I1 sono tangenti! Il livello di trasferimento T1 porta però ad un

livello di inefficienza (II quadrante) pari a IN1 che è maggiore rispetto al livello di inefficienza

iniziale IN0 che era appunto pari a 0.

- Supponiamo che i politici aumentino i trasferimenti (curva ST2); il nuovo livello ottimo sarà in

T2 in cui ST2 è tangente alla nuova curva di indifferenza I2; ci sarà un livello di inefficienza pari a

IN2 che è maggiore rispetto al livello precedente (IN1).

Tale processo potrebbe continuare fino a quando i trasferimenti vengano aumentati fino a STn, in

ed un’inefficienza L’equilibrio sarà

cui avremo un livello ottimo pari a Tn aumentata fino a INn.

 è l’equilibrio di lungo periodo,

nel punto E in cui STn è tangente a INn. Il punto E dove

l’inefficienza è massima e quindi non ci sono incentivi ad ulteriori trasferimenti!

Se venissero ridotti i trasferimenti al di sotto di E sarebbero i poveri a rimetterci poiché non

più in grado di sostituire i “trasferimenti” con il “reddito proprio”.

sarebbero 52

Lezione 20

“L’intervento dello Stato e il problema della Zangolatura Fiscale”

“Fiscal (1988)

Saggio- Richard A. & Peggy B. Musgrave, Churning”

Fiscale! (cd. “Fiscal

I Governi fanno Zangolatura Churning”)

Il concetto di “Zangolatura” è ambiguo e le sue implicazioni sono diverse a seconda dell’assetto di

bilancio al quale ci troviamo di fronte. La Zangolatura serve a rendere difficile la valutazione

del risultato al netto dei costi.

Ci sono 2 modi di studiare la Zangolatura:

“La

1) Zangolatura può avvenire solo in caso di implementazione dei programmi”.

(Musgrave)

Questo I punto presuppone un insieme di programmi già approvati e si occupa di come

attuarli minimizzando la Zangolatura ed evidenziando i profitti che se ne possono trarre!

“La non solo nell’implementazione ma anche nella

2) Zangolatura si manifesta

predisposizione dei progetti”.

Questo II punto analizza come la Zangolatura possa entrare a far parte del processo politico

di scelta del programma (… …)

è la Zangolatura che analizza il Prof Eusepi

Mentre la Zangolatura del I punto è facilmente riconoscibile, quella del II punto non è direttamente

misurabile ed è più controversa dal punto di vista interpretativo!

+ 

Esempio di “Fiscal “la proposta di riforma fiscale di Raegan”. Il progetto

Churning”

iniziale di riforma fiscale di R. Raegan era estremamente compatto e semplice in quanto formato

da soli 7 articoli. Tuttavia, una volta che il testo di Legge uscì, si raggiunsero le 267 pagine che

contrastano con i soli 7 articoli originariamente concepiti.

La “differenza” tra i 7 articoli e le 267 pagine rappresenta la Zangolatura Fiscale; e coloro che

hanno creato le 267 pagine sono gli “Zangolatori”.

Il Fiscal Churning serve a complicare la riforma che altrimenti sarebbe stata molto semplice!

La Zangolatura come impedimento del calcolo del saldo netto

La Zangolatura è intesa come “riduzione o, in presenza di “equilibrio di

delle imposte totali”

bilancio”, come le “spese che si possono effettuare vantaggiosamente senza alterare la sostanza del

 Il “saldo netto” cambia in base alla tipologia di imposta; e quindi in base a:

programma”. sono in “somma o “in

- Se le imposte fissa” base al reddito del contribuente”

consistono in “trasferimenti” o “vengono destinate all’offerta di beni pubblici”

- Se le spese sono “generali” o “collegate

- Se le spese a specifiche categorie di beneficiari”

consistono in “beni o “beni

- Se le spese pubblici” privati” 53

Analizziamo la seguente tabella: (“tax”) e

Analizziamo 4 casi, considerando 3 soggetti (A,B e C) dal punto di vista della tassazione

(“transfer”), per poi calcolare il (“Net”).

dei trasferimenti Netto

- I Caso: imposte e spese in somma fissa

Gli individui A, B e C pagano tutti £100 di Tasse, e ricevono tutti £100 di Trasferimenti. Il

totale delle tasse è £300, quello dei trasferimenti è £300, dunque il Netto (“trasferimenti” –

“tasse”) è pari a 0. La Zangolatura Fiscale è pari al 100% (cioè 1)

- II Caso: imposte in somma fissa e 3 trasferimenti in somma fissa

Gli individui A, B e C pagano tutti £100 di Tasse, ma questa volta non vi è 1 unico

trasferimento ma 3 Trasferimenti (P1, P2 e P3) sempre di eguale importo £100, che

  

ipotizziamo vengano dati rispettivamente: P1 ai ciechi; P2 ai sordi ; P3 ai muti

La condizione è che tutti e tre i soggetti coinvolti (A, B e C) appartengano ad uno dei 3

progetti (…ciechi, sordi o muti…). In tal caso anche qui avremo un Netto pari a 0 ed una

Zangolatura Fiscale pari a 1 (cioè 100%)

- III Caso: imposte in somma fissa, trasferimenti solo ad alcuni soggetti

Gli individui A, B e C pagano tutti £100 di Tasse; questa volta vi sono 2 Trasferimenti (P1 e

P2) che vengono dati ai ciechi ed ai muti. Supponiamo che A sia cieco (riceve P1=125) e B

pur avendo un’altra disabilità, non riceve nulla.

sia muto (riceve P2=175), mentre C,

Il Netto sarà: per A= +25 ; per B= +75 e per C= -100

La Zangolatura si riduce a 2/3 perché A e B effettivamente non pagano l’imposta (…hanno

Netto rispettivamente di +25 e +75…); è sufficiente che C la paghi (…ha Netto di -100…)

- IV Caso: imposte NON in somma fissa, trasferimenti solo ad alcuni soggetti

I 3 individui non pagano tutti la stessa imposta, ognuno pagherà in base al proprio reddito:

A paga 50; B paga 100 e C paga 150.

Vi sono solo 2 trasferimenti di cui, il primo P1=125 viene dato ad A; il secondo P2=175

…La

viene dato a B. Avremo un Netto pari a: per A= +75 ; per B= +75 e per C= -150

Zangolatura Fiscale si riduce all’ ½ (… ...).

del 50% 54


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Raf1994

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Raf1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Eusepi Giuseppe.

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