Scienza delle finanze corso avanzato 9 CFU
Indice
- Lezione 1: L'economia nell'età dell'incertezza: mercato e governo nella simultaneità delle azioni e delle responsabilità pag.7
- Lezione 2: Il costituzionalismo fiscale pag.11
- L'approccio ortodosso e i problemi connessi
- L'approccio costituzionale
- L'approccio costituzionale e il suo impatto sul fisco
- Lezione 3: L'impatto dell'approccio costituzionale sui sistemi decisionali, di tassazione, eccesso di pressione e livello di redistribuzione pag.17
- La tradizione svedese: Wicksell-Lindahl
- Il modello di Buchanan e Tullock
- L'approccio costituzionale: analisi
- Lezione 4: La costituzione fiscale: tassazione, eccesso di pressione, redistribuzione, illusione finanziaria ed illusione del debito pag.23
- L'approccio costituzionale: stima della compartecipazione ai costi (costs-sharing estimation)
- La curva di Laffer
- L'eccesso di pressione nella prospettiva costituzionale
- Il modello del leviatano
- L'illusione finanziaria
- Illusione finanziaria e tassazione
- Il finanziamento con debito e il principio dell'unanimità
- Le costituzioni fiscali: processo
- Osservazioni conclusive
- Lezione 5: Regole, politica e analisi normativa della tassazione pag.33
- Quali regole?
- Problemi fondamentali della finanza pubblica
- Il principio del beneficio
- Rapporto tra regole e problemi fondamentali della finanza pubblica
- Regole orientate al risultato
- La tassazione neutrale
- Armonizzazione internazionale e neutralità interregionale
- Lezione 6: Regole orientate al processo, principio di generalità e fallimento dell'economia del benessere pag.40
- Regole orientate al processo
- Limiti al potere di tassare
- Il principio di generalità
- Coerenza intertemporale e neutralità attraverso il tempo
- Tassazione, economia del benessere e fallimenti del mercato politico
- I tre stadi che conducono ad un'analisi onnicomprensiva
- Altri approcci per la ridefinizione dell'economia normativa
- Lezione 7: La regolamentazione per via fiscale pag.48
- Differenza tra regolamentazione per via fiscale e regolamentazione
- Teoria della regolamentazione per via fiscale
- Da che cosa possono derivare le entrate?
- Regolamentazione e tassazione
- La contraddizione dell'ottima tassazione
- La regolamentazione tramite sgravi fiscali
- Il vero obiettivo degli sgravi fiscali
- Osservazioni critiche
- Tra uso eccessivo ed esclusione eccessiva: due tragedie della regolamentazione
- Lezione 8: Tassazione: tra Pigou e gruppi di pressione pag.54
- La tassazione nella teoria della regolamentazione
- Il mercato della regolamentazione (Stigler)
- La logica del doppio dividendo per i politici
- La dottrina di Pigou
- La tassazione esclusivamente motivata dai proventi
- Un riferimento ai dati
- Commento
- Tassazione ambientale nei Paesi OECD
- Limiti della logica pigouviana
- Lezione 9: Dalle assicurazioni sociali allo stato del benessere pag.62
- Assicurazione sociale, sicurezza sociale e stato del benessere
- Stato del benessere e mercato
- Motivi alla base dei sistemi di assicurazione sociale
- Assicurazione sociale, privata o pubblica?
- L'assicurazione sociale come bene Socrate
- L'assicurazione sociale nella realtà
- L'assicurazione sociale nei tempi moderni: l'interpretazione della "Public choice"
- Il sistema assicurativo tedesco dal 1960 al 2000
- Confronto tra sistemi: la visione dei politologi
- Lezione 10: Stato del benessere. Effetti allocativi e distributivi pag.71
- Modelli di stato del benessere secondo Esping Andersen e Korpi
- La sicurezza sociale nell'Unione europea
- Effetti dell'assicurazione sociale sulla distribuzione del reddito e sulla stabilità
- Effetti delle spese per l'assicurazione sociale sulla stabilizzazione
- Effetti allocativi generali
- Effetti allocativi addizionali sul mercato del lavoro
- Effetti allocativi addizionali sul mercato dei capitali
- Lezione 11: "EMU fiscal rules: new answers to old questions?" Regole fiscali nell'Unione Monetaria Europea: una nuova risposta ad un vecchio problema? pag.78
- La sostenibilità fiscale
- Limiti alla flessibilità di bilancio
- L'equilibrio di bilancio e i suoi emendamenti
- Distinzione tra finanza ordinaria e finanza straordinaria
- Distinzione tra spese correnti e spese in conto capitale
- "Teoria del doppio bilancio"
- Politiche di stabilizzazione
- Ciclo e finanza funzionale
- Fisco e moneta nell'Unione europea
- "New answers to old questions?"
- Lezione 12: Bilancio o regolamentazione? Una nuova prospettiva pag.85
- Le basi analitiche
- Le ambiguità del livello aggregato nei confronti internazionali
- Percezione
- Previsione prima
- Proposta
- Le ambiguità del livello aggregato nei confronti internazionali
- Previsione seconda
- Pregiudizio
- Le ambiguità della regolamentazione
- Quando la sostituibilità non è plausibile e quando lo è
- La regolamentazione in alternativa alla tassazione: l'approccio microeconomico
- Il modello di Brennan
- Lezione 13: L'inadempienza fiscale in due contesti alternativi pag.94
- Regole sociali e regole fiscali
- Norme sociali e contratti
- Rapporti tra contribuenti e fisco
- Rapporto tra contratto psicologico e misura della deterrenza
- Il caso della Germania
- Le basi teoriche dell'inadempienza fiscale
- La morale fiscale
- L'evasione
- La morale fiscale e le istituzioni
- Problemi di misurazione
- Lezione 14: L'evasione fiscale. Come misurare l'immisurabile pag.98
- Metodi indiretti
- Metodi diretti
- L'evidenza empirica in Germania
- Qualche osservazione conclusiva
- Lezione 15: L'economia politica e la finanza pubblica nella logica della Catallassi pag.102
- Un'antinomia nella finanza pubblica tradizionale
- Come superare l'antinomia
- La società come un'ecologia di imprese interconnesse
- Conseguire il coordinamento: prezzi e calcoli nell'economia politica
- Catallassi nella piazza pubblica
- Scambio catallattico tra impresa privata e impresa pubblica
- Implicazioni costituzionali
- Lezione 16: Federalismo o Decentramento? pag.108
- Due visioni del Federalismo
- L'approccio policentrico al federalismo competitivo
- Il nesso preferenze, costi ed esternalità
- Equivalenza fiscale contrattuale e giurisdizioni locali. Caso dei costi decrescenti
- Lezione 17: Molti governi o governo multilivello? Il federalismo tra retorica e realtà pag.115
- Federalismo genuino e federalismo spurio
- Distinguere la retorica dalla realtà
- Lezione 18: Disuguaglianze di reddito. Quale ruolo per i trasferimenti statali? pag.119
- Trasferimenti: tra equità ed inefficienza
- Trasferimenti statali e concorrenza politica
- Lezione 19: Concorrenza nei trasferimenti: perché i poveri rischiano di essere sconfitti pag.124
- Concorrenza politica e concorrenza di mercato
- Trasferimenti concorrenziali ai poveri
- Lezione 20: La logica dei trasferimenti. Una mappa critica per orientarsi pag.129
- Le tentazioni del breve periodo e le conseguenze del lungo periodo
- Lezione 21: Stato debitore o Stato intermediario? Nuove prospettive sul debito pubblico pag.133
- Perché i governi si indebitano?
- I presupposti dell'indebitamento delle monarchie
- Quale modello di Stato
- Il debito pubblico nei Paesi europei
- Maastricht come costituzione
- Maastricht come regola orientata all'obiettivo
- Con chi siamo, dunque, indebitati?
- Lezione 22: Stato debitore o Stato intermediario? Pag.139
- Con chi siamo, dunque, indebitati?
- L'ammortamento de facto del debito
- La teoria contemporanea del debito
- Debito pubblico e democrazia repubblicana
- La scomposizione dell'equivalenza ricardiana
- Il teorema della non equivalenza
- Lezione 23: Il teorema ricardiano dell'equivalenza, l'estensione macroeconomica di Barro e la critica della Public choice pag.145
- L'equivalenza di Ricardo-Barro
- Lezione 24: Stato del benessere e democrazia pag.152
- Le tre "D" o le tre "E"?
- Mercato e politica
- Come internalizzare la politica
- Stato del benessere, democrazia e autocrazia
- Stato del benessere e bilancio in pareggio
- Buchanan, Wagner e i presupposti di Harvey road
- Lezione 25: Il debito pubblico tra tracciabilità e illusione finanziaria pag.157
- Buchanan, Wagner e i presupposti di Harvey road
- Distribuzione paretiana e debito pubblico
- Il risveglio dal sonno dogmatico
- La tracciabilità fiscale, non l'illusione finanziaria
- Lezione 26 e 27: L'evoluzione del debito pubblico italiano come modalità per dimostrare l'assenza-presenza di neutralità intergenerazionale pag.164
- Debito e disordine in Italia
- L'evoluzione del debito pubblico
- Gli effetti intergenerazionali del disavanzo-debito
- Lezione 28 e 29: Il debito pubblico e l'Europa. Quale austerità? pag.175
- I due volti dell'austerità
- Tagliare la spesa o aumentare le imposte?
- Qual è l'impatto del vincolo di bilancio, cioè delle politiche di risanamento, sulla crescita economica?
- Uno sguardo al tipo di austerità dei governi europei
- Lezione 29: Vincolo di bilancio, crescita economica e risparmio pag.183
- I presupposti dell'eurosclerosi
- Lezione 30: Crisi economico-finanziaria e risparmio pag.184
- I presupposti dell'eurosclerosi
- Cause false e cause vere della crisi finanziaria
- Il ruolo del risparmio
- Lezione 31: Disavanzi, politica monetaria espansiva, debito e risparmi pag.190
- Crisi del debito e politiche di austerità
- Quale politica di austerità o combinazione di politiche?
- Lezione 32: Regole di bilancio (prof. Antonio Pedone) pag.194
- Regole di bilancio: aspetti generali
- Principi o requisiti formali di bilancio
- Regole sostanziali di bilancio
- Le regole procedurali di bilancio
- I tre dilemmi nella formulazione e applicazione delle regole di bilancio
- Principali aspetti da chiarire per dare un contenuto operativo alle RB
- Lezione 33: L'Europa e gli Stati Uniti sono di fronte al precipizio fiscale? pag.203
- La crisi economico-finanziaria in Europa e negli Stati Uniti
- Politiche fiscali espansionistiche: benefici e costi
- Spese di protezione sociale in Europa e negli Stati Uniti
- Lezione 34: Europa e Stati Uniti a confronto: popolazione, occupazione e produttività pag.207
- Popolazione ed occupazione
- Produttività
- Lezione 35: Crisi, stimolo e crescita pag.211
- Strategia per la crescita economica: dallo stimolo alla riduzione del debito
- Lezione 38: Lezione conclusiva pag.217
Lezione 1, 23-09-2013 Prolusione
L'economia nell'età dell'incertezza: mercato e governo nella simultaneità delle azioni e delle responsabilità
Siamo in un periodo di crisi e di incertezza, "economia dell'incertezza e delle crisi". L'economia è lo scambio tra pari. Tutto quanto verrà affrontato in questo programma parte da questa logica. Lo scambio è un valore, quindi l'economia capitalistica (di mercato) è un sistema moralmente accettabile se sono accettabili i comportamenti di chi sta dentro il mercato, ma il mercato in sé non esiste. Il mercato non è altro che l'insieme degli operatori che vi abitano, cioè coloro che attuano gli scambi, e se questi sono leali il mercato funziona bene, altrimenti no. Il contesto di fondo è questo: il mercato è moralmente sano se funziona secondo la legge della domanda e dell'offerta.
Cosa studieremo in questo contesto?
- Anzitutto distingueremo tra due approcci di economia politica. C'è un'economia politica standard o ortodossa, che massimizza la funzione del benessere sociale, ma senza chiarire cosa sia veramente e come massimizzarla. C'è confusione nel benessere sociale così come lo intende lo studioso, che può avere niente o nulla a che fare col benessere della società, a cui quello studioso fa riferimento. C'è anche un'economia politica costituzionale, che parte dalle regole e consiste nel giudicare, valutare, i comportamenti degli individui a partire da quelle regole condivise. C'è quindi un'economia politica costituzionale come alternativa a un'economia politica ortodossa. Quindi: economia politica costituzionale contro economia politica ortodossa. A riguardo affronteremo un saggio di Eusepi-Buchanan. Inoltre daremo anche un'occhiata in retrospettiva e in prospettiva: cosa ha fatto l'economia politica e cosa potrebbe fare ancora. C'è un discorso che guarda indietro e uno che guarda in avanti, non necessariamente uguali tra loro. Nell'economia che guarda avanti l'incertezza e il coordinamento giocano un ruolo fondamentale; quella che guarda indietro è oggettiva, il passato è passato, può essere misurato oggettivamente e non si discute, o in ogni caso, non si può cambiare. Noi siamo interessati non tanto a capire il passato quanto a capire il futuro.
- Secondo punto: economia come descrizione o come dovrebbe essere? Economia positiva o economia normativa? C'è un saggio a riguardo che confronta ciò che dovrebbe essere e ciò che è, e se serve il ciò che dovrebbe essere, se serve a qualcosa, e a cosa serve ciò che è, se serve a qualche cosa.
- Il terzo punto è: noi ragioniamo in un contesto in cui ci sono delle istituzioni, dei governi, e ci sono dei governi nazionali e sovranazionali. Siamo nell'UE, e in questo contesto sovranazionale quali problemi ci sono? Come li valutiamo? Perché c'è una banca centrale autonoma e non c'è un governo autonomo? È auspicabile un governo autonomo? In questa unione di nazioni cosa c'è di unione e cosa c'è di nazionale? In che cosa differisce la sensibilità del contesto politico istituzionale tedesco da quello italiano? In che cosa differiscono i Paesi del sud Europa da quelli del nord? C'è qualcosa che ci possa dare una spiegazione del perché, ad esempio, nell'Europa del sud c'è un forte debito pubblico?
- Il punto successivo: il debito pubblico, che a mio parere è IL problema delle democrazie. E perché è così sottovalutato? In parte ciò nasce dal fatto che la teoria economica ha seguito un po' pedissequamente l'analisi keynesiana, secondo la quale il debito pubblico non è un problema. Noi analizzeremo il punto in diverse sfaccettature, in particolare con riferimento al rapporto tra debito pubblico e democrazia. La democrazia da un lato semplifica il debito, perché lo mostra come una componente di scambio, da un altro lato lo complica, in quanto spesso lo genera ma senza darlo a vedere, cioè sotto forma di debito implicito, è un debito che non esiste fino a quando non si materializza. È il caso delle pensioni, fin quando non si va in pensione, il debito che lo Stato ha nei confronti del pensionato non c'è, si materializza solo quando si andrà in pensione, ma ciò significa che il debito per il momento non si manifesta, ma in realtà c'è. E perché è esploso il debito pubblico? Perché quel debito sembra che non ci sia ma, di fatto, c'è, ed è così pesante che stravolge, ribalta, drammaticamente i dati che abbiamo sul debito pubblico. Negli USA il rapporto debito pubblico PIL non è il 100%, se aggiungiamo il debito implicito è 6-7 volte superiore a quello che si manifesta, ovviamente non è la stessa cosa, specialmente in vista di quanto/quando bisognerà pagare. Il debito appare come una sospensione d'imposta, e quanto sospeso è quanto di occulto c'è ed è pesantissimo. Ecco perché il tema del debito pubblico è al centro di questo corso. "Democrazia, debito e disordine" è un altro saggio in programma, Eusepi-Giuriato, che fa vedere cosa succede quando ci si indebita pensando di non dover pagare mai quel debito, o perché non esiste o perché nessuno mai esigerà il debito, il disordine nasce da questo.
- Altro argomento che affronteremo è l'evasione fiscale. Noi non diremo che l'evasione fiscale è necessariamente una tragedia, lo è, ma è tale a seconda di chi c'è, e come si comporta, chi sta dall'altra parte del conto fiscale, cioè il fisco. Che rapporto c'è tra contribuente italiano e fisco? Perché l'evasione fiscale è così elevata? Sicuramente in parte perché gli italiani sono furbi, ma è possibile immaginare un rapporto fiduciario tra governanti e governati in Italia? C'è un modo, dal punto di vista accademico (scientifico), di esaminare questo rapporto tra contribuenti e fisco in modo diverso da quello sottolineato, cioè che qualcuno fa il furbo a discapito dell'altro? Sì, ed è un rapporto che si basa su un contratto psicologico. Studieremo il punto su un saggio di Bruno Frey e Lars Feld e vedremo cos'è il paradigma del contratto fiscale psicologico, in che senso incide sui comportamenti quantitativamente rilevanti in termini di riduzione dell'evasione fiscale e di spesa pubblica senza sprechi.
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