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effettuate dalle località comprese in una area metropolitana producono un mosaico di regole in

contrasto con l’interesse pubblico.

Secondo Euclid le scelte di zonizzazione sono basate su studi di pianificazione che sostituiscono un

sapere tecnico oggettivo e se il potere di zonizzazione è negato alle piccole municipalità dev’essere

negato anche alle grandi città.

Ambler incarica di rappresentarla a Baker, un avvocato importante e ex sindaco di Cleveland. Baker

osserva come la decisione di Euclid di contenere l’ondata di sviluppo industriale proveniente da

Cleveland sia dettata da ragioni estetiche o sociologiche perseguite senza rispettare i diritti di

proprietà.

In assenza di leggi che legittimino il potere di zonizzazione, l’ordinanza di Euclid è basata sul police

power, il potere di polizia che conferisce a un governo locale l’autorità di proteggere salute,

sicurezza, proprietà della popolazione.

La questione di Baker è sviluppata secondo due punti:

1) La difesa dei diritti di proprietà contro decisioni rivolte a comprimerli

2) Necessità di un indennizzo quando la limitazione della libertà dell’uso del suolo non sia

rivolta al mantenimento e alla conservazione della pace pubblica.

Baker non si opporrebbe alle limitazioni imposte dall’ordinanza di Euclid solo se la perdita

finanziaria, che la Ambler ritiene di sostenere, fosse indennizzata.

L’azione di Baker è rivolta a distinguere tra un uso legittimo perché negativo del police power, e un

uso illegittimo perché affermativo, ovvero rivolto non a impedire un comportamento nocivo, ma a

imporre uno specifico comportamento per questioni di gusto. Il tentativo di Baker è di riportare il

potere di zonizzazione locale all’uso negativo del police power, ovvero alla difesa contro la Nuisance,

di modo che Euclid possa contrastare l’uso industriale dei terreni di Ambler solo dopo

l’insediamento delle industrie, qualora fosse possibile dimostrare che esse provocano nuisance ai

vicini.

Nel primo grado di guidizio la Corte dell’Ohio dà ragione alla Ambler. Poco temo dopo Euclid

presenta un ricoso di fronte alla Corte suprema degli Stati Uniti. Si schiera a suo fianco Alfred

Bettman, noto uomo politico ed uno degli esponenti di punta del movimento a favore dello zoning.

Bettman si preoccupa soprattutto di cancellare l’impressione suscitata da Baker che le scelte di

zonizzazione siano arbitrarie e occasionali. In particolar modo, Euclid è un sobborgo di Cleveland ma

è comunque una comunità dotata di poteri politici autonomi che devono essere rispettati.

Il caso è risolto il novembre del 1926 a favore di Euclid e dello zoning.

 LO ZONNING COME DIFESA DEL DIRITTO DI PROPRIETA’

Il giudice Sutherland scrive che la crscita della popolazione comporta la crescita della complessità

sociale, e che questa maggior complessità richiede un intervento dello Stato a protezione della

proprietà. La corte suprema ritiene dunque che il miglior modo per salvaguardare il diritto di

proprietà sia quello di regolarne gli usi e di affidare questo compito ai governi locali.

L’espropriazione per

pubblica utilità è il più

importante fra i

 È quindi necessario che ogni proprietario accetti dei limiti al provvedimenti con cui un

pubblico potere, per

libero uso della sua proprietà e che qualche proprietario accetti l’interesse della collettività,

più vincoli di altri, affinché la città ritrovi un suo ordine e il diritto sacrifica un bene o un

di proprietà mantenga nonostante tutto il suo potere. interesse del privato.

In questa prospettiva l’esproprio non è considerato un attentato alla L’espropriazione può dunque

proprietà ma uno strumento che sacrifica parte dei diritti proprietari essere definita come

per mantenere integri gli altri e soprattutto mantenere intatto l’acquisizione forzata di un

l’istituto della proprietà. bene, per motivi di pubblica

utilità, a favore ella pubblica

amministrazione e previa

 UN PROBLEMA IRRISOLTO: PIANO LOCALE E PIANO DI LIVELLO corresponsione di una giusta

SUPERIORE indennità al soggetto che ne

viene privato.

Come forme necessarie di costruzione e regolazione del mercato, le

zonizzazioni manifestano diversi limiti. Lo zoning non può

considerare le inefficienze del mercato del suolo la cui origine è

esterna ai confini locali. Simmetricamente, la zonizzazione non può

controllare gli effetti che una decisione può comportate al di fuori dei

suoi confini. In breve, la zonizzazione interviene sulle inefficienze del

mercato che hanno origine ed effetto all’interno dei suoi confini.

La cultura della pianificazione aveva cercato una soluzione al

possibile conflitto proponendo due livelli di pianificazione, il piano

generale e il piano locale: il piano generale avrebbe definito le

strategie Generali d’uso del suolo che il piano locale avrebbe dovuto

interpretare e specificare.

Il rapporto tra piano locale e progetti individuali, e il rapporto tra

piano locale e piano generale: entrambi i rapporti possono assumere

un carattere conflittuale. I due conflitti pongono due problemi di

pianificazione di particolare rilievo:

1) Di chi sia il potere di decidere gli usi del suolo, se collettivo o

individuale

2) Quando e come un programma o strategia generale debba

prevalere su un programma o strategia locale.

La risposta della corte suprema statunitense è inequivocabile: decide

la comunità locale e il governo locale è il perno del processo

decisionale che regola gli usi del suolo con le assegnazioni.

CAPITOLO 5 – DUE ARCHETIPI DELLA PIANIFICAZIONE SPAZIALE

 TERRA E DIRITTO

L’intervento del potere pubblico è pratica antica quanto le città. Secondo gli scavi archeologici,

Babilonia aveva un impianto a griglia stradale ortogonale ed era a griglia l’impianto di Kahun.

Le prime forme di pianificazione spaziale consistono nella divisione dell’area urbana in zone e nella

destinazione di alcune zone a uso pubblico rispetto alle altre a prevalente uso privato. Le prime

zonizzazioni di cui abbiamo notizia sono il prodotto di un tracciato a griglia, e nei casi di città fondate

su un impianto di questo tipo è evidente la divisione in zone e la distinzione d’uso tra le diverse

zone;

L’impianto a griglia è di particolare interesse in quanto la sua adozione esprime la volontà di

dividere e organizzare lo spazio. Possiamo assumere la griglia come modello originario di

zonizzazione in quanto è la prima divisione dello spazio attraverso cui si compiono due basilari

assegnazioni che distinguono lo spazio collettivo delle strade, delle piazze, degli edifici pubblici e dei

luoghi religiosi.

La griglia era dunque accompagnata da alcuni criteri di zonizzazione. Il primo segnale letterario che

riguarda la pianificazione del suolo è il libro II de la POLITICA di Aristotele dove egli indica Ippodamo

di Mileto come colui che escogitò la divisione delle città in isolati.

Aristotele ci informa che la pianificazione spaziale e politica siano l’interesse di una stessa persona.

Ippodamo propone sia una tecnica di zonizzazione, sia un modello di ordinamento costituzionale

che divide la popolazione in 3 classi e tripartisce la terra. La costituzione di Ippodamo si conforma a

uno schema preordinato, geometrico, regolarissimo.

[la città ideale di Ippodamo ha 10 mila abitanti, ripartriti nelle 3 classi degli artigiani, agricoltori,

guerrieri; il suo territorio + a sua volta suddiviso in 3 parti distinte: una sacra, una pubblica e una

privata]

Greaves sostiene che Ippodamo fu in realtà non l’inventore della griglia, ma della zonizzazione, cioè

della tecnica di suddividere lo spazio per assegnare usi diversi alle diverse parti. L’associazione tra il

tracciare una griglia spaziale e scrivere una costituzione politica non sorprende se si riconosce una

simmetria: come la griglia ippodamea è un piano per la costruzione di una città che ancora non

esiste, così una Costituzione è un piano per la realizzazione di una società che ancora non esiste.

Costituzione:

è la “legge suprema che

definisce gli organi

In realtà siamo di fronte a qualcosa di più che una simmetria: le due fondamentali di uno stato, e

azioni, tracciare la griglia e scrivere la Costituzione, sono legate da soprattutto i rapporti fra lo

una comune azione, il dividere, che è la parola chiave del passo stato e i suoi cittadini”.

aristotelico. Il cittadino partecipa alle

 FORME SPAZIALI, REGOLE E STRATEGIE decisioni e alle sorti della

propria città, vi si sente

Aristotele ritiene che i tracciati tortuosi di u tempo siano più legato, e in essa racchiude la

convenienti perché destinati a confondere eventuali aggressori. Il sua cultura.

confronto tra i due tracciati mette in evidenza come le forme spaziali Le costituzioni esistenti si

non siano indifferenti alle funzioni urbane. distinguono in categorie. Una

Il suggerimento conclusivo di Aristotele è di non costruire tutta la prima distinzione è quella fra

città secondo gli insegnamenti di Ippodamo, ma di mescolare tessuti le costituzioni scritte e non

diversi.. oppure si può anche interpretare così: la griglia è una forma scritte. Una seconda

distinzione è quella fra

artificiale, un ordinamento non spontaneo finalizzato a uno scopo elargite o ottriate (concedere)

politico, oltre che estetico. Al contrario, i vecchi sinuosi tracciati e deliberate o votate. Una

sembrano testimoniare il lento e faticoso formarsi della comunità terza distinzione è quella fra

nello spazio. Al contrario il nuovo tracciato regolare è imposto costituzioni rigide e flessibili.

dall’esterno. In ogni caso l’applicazione della griglia richiede Le prime sono quelle per cui

l’esistenza di un potere che abbia la volontà e la forza di imporla. Le la revisione è richiesta una

motivazioni per scegliere la griglia come impianto urbano sono particolare procedura, le

cambiate nel tempo. seconde quelle che possono

essere modificate con leggi

La griglia è solo uno strumento tecnico che si presta ai fini di chi lo ordinarie.

usa.

Riassumendo, l’archetipo ippodameo suggerisce che:

1) Spazio e diritto sono collegati

2) La storia produce una rete intricata di confini spaziali

3) La griglia disconosce la realtà prodotta nella storia

4) La griglia risponde a un ideale che insieme politico ed

estetico.

La natura della scelta delle forme spaziali è quindi politica, e politici

sono i loro effetti, in quanto le regole che ordinano lo spazio

ordinano anche il modo di abitare lo spazio da parte delle

popolazioni.

Il suddividere la terra è una tecnica, che permette di attuare un

controllo sociale ed economico attraverso il controllo spaziale.

 Regole e strategie sono diverse dal momento che una strategia è

una sfida sempre aperta a una possibile sconfitta. Al contrario a una

regola si richiede certezza.

Resta da osservare che una strategia promuove e sollecita, non

ordina e non obbliga. Le strategie possono essere implicite o

esplicite, ma comunque sempre presenti nelle pieghe della regola.


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althea7

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione dell'architettura
SSD:
Docente: Gaeta Luca
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher althea7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di urbanistica - strumenti e programmi per la trasformazione urbana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Gaeta Luca.

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