Schema primo libro: pedagogia generale
Frabboni e Pinto Minerva
Statuto epidemiologico pedagogia e la sua identità – sapere riflesso dell’educazione; riflessione su educazione, istruzione e formazione (dare-forma; formarsi). Collegamento con i cambiamenti culturali: empirismo-neopositivismo strutturalismo, funzionalismo etc -> dagli anni '60 in poi. Critica al neopositivismo - Popper, Kuhn, Feyerabend positivismo: “crisi della ragione” → critico-UTOPIA: non luogo; idea del possibile nella sua doppia istanza → progettuale.
Paradigma problematicista
Problematicismo: riflessione della pedagogia al fine di darsi una identità, quale disciplina complessa, plurale, policentrica, poliedrica, articolata attraverso le principali antinomie (teoria-prassi; natura-cultura; Io-Mondo; individualità-collettività, umanistico-scientifico, scuola-extrascuola, religiosità-laicità ecc.). Trascendentale, dialettico, fenomenologico attraverso tre approcci:
- Metodologico (superamento antinomie – verso integrazione)
- Epistemologico (idea trascendentale – idea del possibile)
Pedagogia in situazione: della scelta, dell’impegno.
Assetto epistemologico della pedagogia
Alfabeto teorico
Oggetto della pedagogia, linguaggio della pedagogia, logica ermeneutica, dispositivo investigativo, principio euristico, paradigma della legittimazione.
Pedine: modelli sui soggetti (differenze di: genere, individuali, sociali, etniche linguistiche culturali); sui tempi (life long education), sui luoghi dell’educazione (famiglia, scuola, enti locali, associazionismo, media culturali). Formazione che si sviluppa longitudinalmente ed è tagliata trasversalmente.
Alfieri: linguaggio: analitico-descrittivo, narrativo, retorico-persuasivo, quotidianità e del senso comune, dell’analogia e della metafora.
Torri: logica della pedagogia: TEORIA-PRASSI-TEORIA, punto di avvistamento in cui leggere il mondo con un cristallino pedagogico.
Cavalli: dispositivo investigativo, plurale: sociale, teorico, sperimentale, comparativo, clinico. Importanti quelli storici (sia dei metodi, quindi idee e autori, che delle istituzioni quindi scuole ma poi ampliato oggigiorno); e teorico: scientificità difficile.
Regina: impersona il principio euristico dell’inedito e dell’originale; soluzioni impreviste per dribblare le antinomie come teoria e prassi, fini e mezzi. Grazie all’UTOPIA CRITICO-PROGETTUALE.
Re: luogo di sintesi dei principi seguenti; paradigma della legittimazione della pedagogia come scienza della formazione.
Alfabeto empirico (prassi)
Pone al centro le parole chiave dello sviluppo, creatività, diversità, gioco, formazione: prassi della pedagogia: intellettuale, del corpo, estetica, movimento, affettiva-relazionale, etica sociale. Trinomio come chiave di volta dell’intera costruzione pedagogica: educazione, istruzione, formazione!
Sviluppo: dal costruttivismo di Piaget – alle disarmonie; sviluppo e apprendimento collegate: imparare a vivere.
Gioco: importante tutta la vita ma in primis infanzia: componente esplorativa, costruttiva, comunicativa, creativa e cognitiva (funzione inventiva) – componente emotiva (decentramento affettivo, cognitivo e relazionale).
Diversità: biologiche, genere, individuali, psicologiche (cognitive-affettive), etniche, linguistiche culturali.
Autonomia: dalla dipendenza – attaccamento di base – autonomia materiale, affettiva e intellettuale.
Creatività: fondamentale e spesso esorcizzata – promuove pensiero divergente – soluzioni inedite ai problemi della vita -> base per la formazione intellettuale ed estetica.
Ricorda sempre l’ambiente in tutti i processi Molteplici dimensioni della formazione.
Formazione intellettuale
Gardner colora scuola, famiglia ecc.
Problemi della vita.
Formazione estetica
Da tutta la produzione artistica, alla formazione estetica propria (atteggiamenti, postura, cura di sé, abbigliamento, arredamento).
Formazione del corpo e del movimento
Concetto di corpo e corporeità -> collega all'alimentazione. Collegata a tutti gli altri tipi di formazione.
Formazione affettivo-relazionale
Fondamentale perché? Esperienze affettive -> decentramento; Bowlby ecc.
Formazione etica sociale
Noi siamo esseri sociali: norme, leggi, vincoli, confini. Valorizzare il singolo ma anche la comunità. Etica. Solidarietà sociale, responsabilità ecologica (animali ambiente).
I 5 trend del cambiamento socioculturale
(Per ciascuna cifre positive e negative)
- Allungamento cicli di vita (cifre negative: neoliberalismo – naturalità delle diseguaglianze)
- Esplosione cultura simbolica
- Alfabetizzazione debole (sbarra la primaria e la secondaria) – 3 insidie: solitudine e isolamento; conoscenza frammentata che da soli non si integrare; convergenza di pensiero; dittatura dei linguaggio iconico e scritto.
- Aumento del tempo libero: loisir – DUMAZIDER tre d (delassement, divertissment, development) – agenzie private, superficialità
- Irruzione di una società multiculturale: manca una mentalità internazionale
Sistema formativo integrato – obiettivo
La nostra società è diseducativa, e ha ricadute poco benefiche sui ragazzi a causa di:
- La disintegrazione istituzionale: rapporto SCUOLA-EXTRASCUOLA – SCUOLA frammentata verticalmente internamente che orizzontalmente; extrascuola che promuove la mercificazione delle offerte formative in relazione alla soggettività della domanda.
- Omologazione culturale: mass media – da un sistema culturale di massa a uno personalizzato. Omologante. Solo 1/3 delle conoscenze è dato dalla scuola.
Attori del sistema formativo
- Sistema formale: SCUOLA: dispersione scolastica; analfabetismo linguistico e logico-formale; alfabetizzazione debole.
- Sistema non-formale: intenzionalmente educativi: famiglia, enti, associazionismo. No soldi: macchina educativa tenuta a motore spento – va avanti grazie al volontariato.
- Sistema informale: frammentato, nube cognitiva, pioggia torrentizia no stop h24, surgelata preconfezionata incontrollabile. Tra loro in competizione, sconnesse, scollegate bisogna integrarle (paragonate a un triangolo scaleno) Formale e non formale allearsi contro sistema informale.
Integrazione dei luoghi educativi sia sul piano:
- Istituzionale: trovare punti di incontro stipulare un patto di ferro – quadrilatero formativo.
- Culturale: ciascuno con una propria dominanza formativa ma tra loro in interazione e relazione. Questa è l’unica chance per gestire il sistema informale.
- scuola: alfabetizzazione e socializzazione, istruzione - famiglia: socializzazione primaria, punto di vista affettivo e secondariamente istruzione - enti locali: socializzazione, educazione espressiva-creativa - associazionismo: socializzazione e esperienze aggregative Questo è il QUADRILATERO FORMATIVO – vs INFORMALE SCUOLA PATTI CON IL TERRITORIO; il sistema scolastico dovrebbe essere longitudinalmente integrato (collegamenti tra varie scuole, deve essere unitario e in continuità tra diversi gradi e livelli scolastici) e trasversalmente (collegamenti con il territorio) – intenzionalmente formativa e non intenzionalmente formativa ma comunque formativa; quindi natura istituzionale e non istituzionale. NON PIÙ SCUOLA COME CORPO SEPARATO DAL TERRITORIO.
Propositi:
- Una scuola culturalmente colta forte competitiva e concorrenziale vs privata
- Stipulare patto alleanza con le agenzie intenzionalmente formative
- Evitare ingenui atteggiamenti demonizzanti nei confronti dei media
- Togliere il cappio alla famiglia e all’associazionismo
Scuola assenza di una politica riformatrice
5 mine vaganti: (comportamento forbice tra scuola del sud e del nord aventiniano), (mancanza di un progetto per l’infanzia, ritardo nella lotta dispersione/evasione scolastica, mancato sviluppo di un programma dell’edilizia della scuola di base e di quella secondaria superiore, libero mercato della cultura precarietà dei servizi di sostegno); (pedagogia i saperi di nonna speranza; la rimozione collettiva sulla scuola confindustriale); Due Killer: neoliberismo e neointegralismo.
RDS (Proposta nuova riforma scolastica): finalità e innovazioni
Contro la dispersione scolastica la quale può essere sia materiale (in termini di abbandono) che intellettuale (modesta qualità dell’alfabetizzazione scolastica). EDUCAZIONE PER TUTTA LA VITA – SISTEMA FORMATIVO PUBBLICO.
Finalità:
- Efficienza – autonomia;
- Efficacia – qualità culturale spendibile in società;
- Equa riduzione tassi dispersione.
Verso orizzonti democratici e culturali: sistema scolastico istituzionalmente unitario e culturalmente democratico; qualità dell’istruzione ed diritto di tutti all’istruzione fino ai 18 anni.
Verso una scuola unitaria e democratica:
- Settennio più quinquennio verso una scuola a bassa dispersione della propria utenza.
- Verso una scuola del diritto allo studio: diritto non solo di entrata ma anche di uscita, al successo scolastico.
Innovazioni:
- Centro-periferia: centro (compiti di indirizzo e di controllo) periferia (compiti decisionali in quanto gode di autonomia – rapportarsi al territorio locale di riferimento).
- Scuola-extrascuola: sistema formativo integrato (formale non-forminform)
- Educazione-istruzione: costruire una società conoscitiva
- Scuola statale/non statale obbligo-pos-obbligo: percorsi tre cicli scuola infanzia non obbligo, primaria e secondaria obbligo 7 + 5
Famiglia:
Due parole di analisi:
- Diagnosi precoce
- Eccezionalità dell’infanzia, meglio puntare sulla “singolarità”.
Possibili effetti negativi: effetto calimero, effetto strabismo. Scuola-famiglia collaborazione per raggiungere: obiettivi psicopedagogici, obiettivi socio-culturali.
Enti locali:
Sono governi periferici dello stato, che assolvono ad alcune mansioni politiche del territorio.