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Schemi Irpef, Ires e Iva

Appunti di Diritto tributario con schemi Irpef, Ires e Iva basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Tesauro dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Facoltà di Giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto tributario docente Prof. A. Tesauro

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parte I: IMPOSTE SUI REDDITI

capitolo I: IMPOSTA SUL REDDITO PERSONE FISICHE

sez I: IL REDDITO

PRESUPPOSTO E CATEGORIE REDDITUALI

Art 1 T.u.i.r: presupposto Irpef e Ires = “presupposto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è il

possesso di redditi in denaro o in natura”

No def di “reddito” ma di categorie reddituali:

= strumento di individuazione e classificazione della materia imponib

= oggetto di regimi giuridici diversi, concernenti il sistema di determinazione dell’imponibile e regole

formali diverse

 ciascuna categorie ha omogeneità di contenuto < fonte (tranne “redditi diversi”)

 categorie costruite in modo che sia compresa tutta materia imponibile:

alcune categorie sono + ampie della nozione usata

- alcune categorie comprendono redditi pienam rispondenti alla def categoria e anche altri redditi

-

di carattere spurio categoria residuale (“redditi diversi”)

-

 a ciascuna categ corrispondono particolari regole di determinazione

“ possesso”:

no significato tecnico € linguaggio cod civile (reddito≠res)

no nozione tecnico-tributario uniforme/unitaria x tutte le categ reddituali

tante nozioni qnt varietà di fatti che rendono tassabili il R delle categ

a. possesso = percezione

redditi tassabili quando sono percepiti (principio cassa)

[redditi capitali, redditi di lavoro, redditi doversi]

b. possesso della fonte e non del reddito

[redditi fondiari, reddito d’impresa] 

sez II: I SOGGETTI PASSIVI

SOGG PASSIVI E RESIDENZA FISCALE

Sistema tassazione Ri:

2 imposte, Irpef e Ires tutti i sogg che possono essere titolari di rapp giuridici a contenuto patrimoniale

e possono essere debitori d’imposta, pur se privi di capacità d’agire

ad eccez delle società i cui Ri, in forza del princ trasparenza, sono imputati ai soci)

 obblighi formali: possono far capo a sogg ≠ debitore

1. soggetti passivi Irpef

= sogg passivi dell’obbligazione/in senso sostanziale

residenza

A. Residenti: tassati sul complesso dei loro Ri, ovunque prodotti nel mondo (criterio di collegamento

personale) B. Non residenti: tassati solo x i Ri prodotti in Italia

(criterio di collegamento reale)

 non ha alcuna rilevanza la cittadinanza

 residenza: nozione ≠ da quella civilistica 1

residenti (art 2 T.u) = “persone che x la > parte del periodo d’imposta:

iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o

- hanno nel territorio dello Stato il domicilio

- o la residenza ai sensi del c.civ”

- presunzione legale relativa: anche i cittadini italiani cancellati da tali anagrafi ed emigrati in Stati o

o

territori aventi un “regime fiscale privilegiato” (art 2,c.II/T.u. black list)

I REDDITI DEI CONIUGI E DEI FIGLI MINORI

i Ri di ciascun coniuge sono tassati separatamente (art 4 T.u.)

Comunione legale e fondo patrimoniale:

i Ri si imputano a ciascun coniuge x ½ del loro ammontare netto, salva diversa pattuizione convenzionale

Figli minori:

i Ri dei beni sono soggetti all’usufrutto legale dei genitori e sono imputati x ½ a ciascun genitore; dei Ri

degli altri beni e dei Ri di lavoro il minore ne è il debitore d’imposta

SOCIETÀ COMMERICALI DI PERSONE

Società di persone:

comprende 3 tipi di società

a. La società semplice

b. La società in nome collettivo (snc)

c. La società in accomandita semplice (sas)

caratteri:

i. responsabilità illimitata e solidale dei soci (ecc: soci accomandanti)

ii. potere di amministrare la società è una normale prerogativa € socio

iii. lo status di socio non è trasferibile senza consenso altri soci

trattamento fiscale:

principio trasparenza: società non soggette ad imposta ma i loro Ri sono imputabili ai soci

 i Ri della società sono trattati come se la società fosse uno schermo trasparente e non come se

fosse un sogg autonomo

Ri della società = Ri dei soci = “Ri di partecipazione”; assoggettati ad Iperf o Ires insieme agli altri Ri

del sogg passivo

 motivi:

non esprimono un fatto di investimento, ma il fatto che più persone operano insieme: tra soci e

-

società vi è meno distacco

formalismo minimo

-

 alla società fanno capo obblighi formali (tenuta contabilità, presentazione dich) funzionali

all’applicazione dell’imposta personale dovuta dal socio

 Ri disciplinati sotto l’etichetta di “redditi prodotti in forma associata”

i. La società non è sogg passivo dell’imposta; i Ri sono imputati a ciascun socio, indipendentem dalla

percezione, proporzionalm alla quota di partecipazione agli utili (art 5 T.u.)

ii. Le perdite della società sono ripartite tra i soci alla stessa maniera degli utili; se perdite > Ri

dell’anno, la differenza può essere detratta negli anni success, ma non oltre il 1/5 (art 8,c.III T.u.)

iii. I Ri prodotti dalle società commerciali di persone = Ri d’impresa e di partecipazione; se il socio è

una società commerciale o un imprendit individuale, anche il R del socio è R d’impresa (non € categ tipica)

iv. Il R è imputato al socio nello stesso periodo d’imposta in cui è prodotto dalla società

v. Le ritenute operate sui Ri della società sono scomputate dall’imposta dovuta dai soci (art 22 T.u.)

≠ società di capitali (caratteri opposti; resp limitata/socio trasferibile..)

a. società x azioni (spa)

b. società in accomandita x azioni (sapa)

c. società a responsabilità limitata (srl) 2

≈ società di fatto

 associazioni professionali

a. società di armamento

b. società semplici

c. Gruppo europeo di interesse economico: principio trasparenza ma non soggetto ad imposta

diretta (è gravato solo da obblighi strumentali)

LE SOCIETÀ SEMPLICI

Principio di trasparenza

 Art 2249 c.v: esercitano un’attività non economica (≠altre società)

[imprese agricole x la mera gestione immobiliare, attività professionali]

Differenze con società personali commerciali:

a. Non producono R d’impresa ma singoli Ri tassate con le regole proprie di ciascuna categ

reddituale b. Le perdite < lavoro autonomo sono imputate ai soci e possono essere compensate con altri Ri che

concorrono a formare il R complessivo

c. Spese e costi che sono imputabili ai soci come oneri “deducibili” dal R o come oneri “detraibili”

dall’imposta (art 10 T.u)

LE ASSOCIAZIONI PROFESSIONALI

≅ ai fini fiscali, alle società semplici

Principio trasparenza: i Ri, in quanto Ri di lavoro autonomo, sono tassati secondo il “principio di

cassa” rilevanti quando sono percepiti dall’associazione ma imputati ai soci indipendentem dalla distribuzione

 Ri di lavoro autonomo:

 La dich R che l’associazione presenta è strumentale all’applicazione dell’imposta a carico dei soci

- i compensi percepiti dall’associaz sono soggetti a ritenuta d’acconto; le ritenute sono poi

-

attribuite agli associata, nella proporzione in cui sono attribuiti i compensi

perdite ed oneri: stesse regole previste x società semplici

LE IMPRESE FAMILIARI

art 230-bis c.v.; figura civilistica ≠ figura fiscale

(impresa fam sorge di fatto senza necessità di formalizzazione + sono collaboratori con diritto di

partecipare agli utili anche i collaboratori che operano nell’ambito familiare)

art 5, c.IV: l’imputazione dei Ri a ciascun familiare è subordinata a condizioni formali rigorose:

i. prima dell’inizio del periodo d’imposta i familiari devono risultare indicati in un atto pubblico o

una scrittura privata autenticata

ii. la dich R dell’imprenditore deve indicare le quote di partecipazione dei collab fam e attestare che

sono proporzionate a qualità è quantità lavoro effettivam prestato nell’impresa in modo continuativo e prevalente

iii. i fam devono attestare nella propria dich di aver prestato la sua attività

di lavoro nell’impresa in modo continuativo e prevalente

distribuzione del R tra imprenditore e collaboratori:

 netta separazione tra R imprenditore e R collaboratori:

 no R d’impresa, imputato ai partecipanti come R omogeneo

(≠società di persone: R imputato ai soci secondo il princ trasparenza)

 R/ritenute (art 22)

collab: reddito di lavoro dipendete

-

= quota del R complessivo proporzionata al lavoro effettivam prestato nell’impresa; mai > 49% (art 5, c.IV

T.u.) impredit/ titolare: reddito d’impresa: 51% R

-

 perdite: i collaboratori non partecipano

sez III: IMPONIBILE ED IMPOSTA 3

REDDITO COMPLESSIVO E PERDITE DEDUCIBILI

Base imponibile lorda:

sogg passivi residenti: complesso dei Ri ovunque prodotti

a. sogg passivi non residenti: Ri prodotti in Italia

b. iter:

1. individuazione e determinazione dei singoli Ri (e perdite), distintamente secondo le norme di

ciascuna categ (art 9 t.u.)

2. calcolo del “R complessivo”, mediante somma algebrica dei Ri e sottrazione delle perdite del

periodo e periodi precedenti (< esercizio imprese commerciali in regime di contabilità semplificata –imprese minori- e

esercizio arti e professioni) (art 8 T.u.)

3. calcolo del “reddito imponibile” mediante deduzione degli “oneri” dal R complessivo

4. calcolo dell’imposta lorda mediante applicazione delle aliquote al reddito imponibile

PERDITE

perdite delle società in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle delle società semplici e

delle associaz professionali sono imputate pro-quota a ciascuno dei soci o associati (p.trasparenza)

società in accomandita semplice, la parte di perdita che supera il capitale non è imputata

all’accomandante socio ma solo agli accomandatari

ciascuno dei soci o associati può riportare a nuovo la perdita, ma solo se si tratta di perdita < esercizio

di imprese commerciali (in regime normale) o < partecipazione in società commerciali di persone

se la perdita > Ri categoria conseguiti in quel periodo, la differenza può essere computata in

-

diminuzione dei Ri della medesima categ nei periodi di imposta successivi (non oltre il 1/5)

le perdite realizzate nei primi 3 periodi d’imposta dalla data di costituzione possono essere

-

riportate a nuovo senza limiti di tempo, purche si riferiscano ad una nuova attività produttiva

al riporto delle perdite di società di persone commerciali si applicano le disposizioni antielusive

-

(art 84 T.u.) REDDITO IMPONIBILE, IMPOSTA LORDA e NETTA

Irpef = imposta personale

Ri si aggregano presso un medesimo sogg costituendone il “reddito complessivo”; si tiene poi conto di

altri elementi di carattere strettam personale

strumenti utilizzati:

1. deduzioni dal reddito complessivo (favoriscono possessori di Ri + elevati)

REDDITO COMPLESSIVO – ONERI = REDDITO IMPONIBILE

 Art 10 T.u.: dal R complessivo sono deducibili (se non deducibili nella determinazione dei singoli Ri

che concorrono a formarlo) determinati “oneri” detassare quella parte di R che viene impiegata x finalità meritevoli

di particolare considerazione

ONERI DEDUCIBILI = spese personali che incidono sulla capacità contributiva del contrib:

 spese medice e di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o

a.

menomazione assegni periodici corrisposti al coniuge a seguito di separazione, annullam o scioglimento dl

b.

matrimonio (ad eccezione di quelli destinati al mantenimento dei figli)

contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge

c. contributi versati x le forme pensionistiche complementari

d. talune erogazioni liberali

e. importo = rendita catastale della casa di abitazione principale del contrib o dei suoi familiari

f. spese di produzione del R o che ne incidono la determinazione

g. solitam deducibili in sede di calcolo dei R netti di ciascuna categ ma talvolta non è possibile:

o oneri fondiari non contemplati dalle stime catastali

- somme corrisposte ai dipendenti che ricoprono incarichi elettorali

- 4

indennità corrisposte a al proprietario di un immobile locato al conduttore, x perdita

-

dell’avviamento, quando cessa il rapporto

somme che il contrib deve restituire, dopo che quelle stesse somme hanno concorso a formare il

h.

R in un periodo di imposta precedente (sopravvenienza passiva)

2. art 11 T.u.: l’imposta lorda è determinata applicando al reddito imponibile, le aliquote (crescenti x

scaglioni di reddito, che sono 5)

REDDITO IMPONIBILE – ALIQUOTE = IMPOSTA LORDA

ALIQUOTE applicate x il CALCOLO DELL’IMPOSTA

 fino a 15.000: 23%

i. 15.000-28.000: 27%

ii. 28.000-55.000: 38%

iii. 55.000-75.000: 41%

iv. oltre 75.000: 43%

v. 3. detrazioni fisse dall’imposta (“agevolazione che non dipendono in modo crescente nella sua entità

dall’aliquota, ossia dalla ricchezza del contrib”)

IMPOSTA LORDA – DETRAZIONI = IMPOSTA NETTA

DETRAZIONI DALL’IMPOSTA

 x carichi di famiglia (art 12 T.u.)

a.

attribuite a chi ha familiari a carico (coniuge, figli minorenni e altri fam x cui obbligo di mantenimento); il

loro importo decresce al crescere del R complessivo

x lavoratori dipendenti e pensionati (art 13 T.u.)

b.

detrazioni sostitutive delle spese di produz a a chi ha R di lav dipendente e taluni RI assimilati , ai

pensionati ed a chi ha Ri di lavoro autonomo o d’impresa di ammontare minimo

commisurate in misura decrescente all’ammontare del R complessivo (se non >55.000)

- funzione di concorrere a realizzare la progressività del tributo

- x oneri (art 15 T.u.): = 19% x diverse spese:

c. interessi passivi x mutui agrari

- interessi passivi x mutui ipotecari contratti x l’acquisto della prima casa

- spese agrarie

- spese funebri

- spesi di istruzione

- premi x assicurazione sulla vita

- spese x manutenzione e restauro immobili interesse storico/artistico

- erogazioni liberali destinate a finalità particolarm meritevoli

- spese veterinarie

- spese x badanti

- x i titolari di Ki di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale (art 16 T.u.)

d.

pendant alla detassazione del R della prima casa concessa ai proprietari

x le spese x interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli

e.

edifici (art 16-bis T.u.)

5. art 22 T.u. l’imposta da versare è determinata dallo scomputo dall’imposta netta di altri costi

IMPOSTA NETTA – ACCONTI = IMPOSTA DA VERSARE

SCOMPUTO DEGLI SCONTI

i. crediti d’imposta [x imposte pagate all’estero, x investimenti o assunzione nuovi dipendenti in

aree svantaggiate, x attività di ricerca e sviluppo]

ii. versamenti d’acconto

iii. ritenute subite a titolo d’acconto 5

 se il saldo è a debito x il contrib (ammontare imposta netta > somma acconti) la differenza deve

essere versata prima di presentare la dich

 se il saldo è a credito x il contrib (imposta netta < somma acconti) l’eccedenza costituisce credito

e il contib può: computarlo in diminuzione dell’imposta periodo imposta succ

- chiederne il rimborso nella dich redditi

- R SOGGETTI A TASSAZIONE SEPARATA

= Ri che, percepiti una tantum, < da un processo produttivo pluriennale

“separata”:

Ri tassati a parte, con distinta aliquota, e determinati secondo speciali regole, stabilite in considerazione

della loro origine pluriennale (non concorrono a formare il “R complessivo”, soggetto ad imposizione progressiva)

ipotesi:

a. indennità di fine rapp percepite dai lav dipendenti e di altre categorie (cessazione rapp

collaborazione coordinata e continuativa, rapp agenzia, funzioni notarili, attività sportive professionistiche)

imponibile x un importo che si determina deducendo le rivalutazioni gia assoggettate ad imposta

-

sostitutiva l’aliquota = importo che si ottiene dividendo l’imponibile x il num di anni di durata del rapp e

-

moltiplicando il risultato x12

b. plusvalenze < cessione di aziende possedute per più di 5anni

c. indennità x perdita avviamento spettante al conduttore di esercizi commerciali in caso di

cessazione della locazione

d. risarcimento attribuito a titolo di perdita di Ri pluriennali

e. Ri a trasformaz pluriennali attribuiti ai soci in caso di recesso da società

x tutte ipotesi (esclusa a.) l’imposta è calcolata applicando alla somma percepita l’aliquota = ½ R

-

compless netto del biennio preced

NOVITà 2017 : REGIME DEI NEODOMICILIATI

L’articolo 24-bis del DPR n. 917/86 prevede una tassazione agevolata opzionale per i

soggetti esteri immigrati in Italia che rispettano i seguenti requisiti:

Trasferiscono la loro residenza fiscale ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del

DPR n. 917/86 e che

Non siano stati mai residenti in Italia ai sensi del citato articolo 2, comma

2, per un periodo almeno pari a nove periodi d’imposta nel corso dei dieci

precedenti l’inizio del periodo di validità dell’opzione.

Per i soggetti che soddisfano questi due requisiti e quindi considerati “neo

domiciliati” in Italia, l’agevolazione consiste nella possibilità, dietro l’esercizio

di specifica opzione, di tassare in modo forfettario in Italia i loro redditi

percepiti all’estero (fuori dall’Italia), in costanza di opzione.

La tassazione dei redditi esteri dei “neo domiciliati” in Italia è effettuata

mediante il pagamento di una imposta sostitutiva dell’Irpef calcolata

forfetariamente nella misura di €. 100.000 per ciascun periodo d’imposta in

cui è valido il regime. Tale importo potrà essere ridotto a €. 25.000 per

ciascun periodo d’imposta per ciascuno dei familiari di cui all’articolo 433 del

codice civile (comma 2 dell’articolo 24-bis del DPR n. 917/86).

Il comma 6 dell’articolo 24-bis del DPR n. 917/86 prevede che il soggetto che

esercita l’opzione indica la giurisdizione o le giurisdizioni in cui i familiari a cui

6

si estende il regime avevano l’ultima residenza prima dell’esercizio di validità

dell’opzione.

L’estensione dell’opzione può essere revocata in relazione a uno o più

familiari di cui al periodo precedente. La revoca dall’opzione o la decadenza

dal regime del soggetto che esercita l’opzione si estendono anche ai familiari.

La decadenza dal regime di uno o più dei familiari per omesso o parziale

versamento dell’imposta sostitutiva loro riferita non comporta decadenza dal

regime per le persone fisiche di cui al comma 1.

Escluse le plusvalenze da cessione

L’imposta sostitutiva non si rende applicabile alle plusvalenze da cessione di

partecipazioni qualificate (articolo 67, comma 1, lettera c) del DPR n. 917/86)

realizzate nei primi cinque periodi d’imposta di validità dell’opzione, che

rimangono soggette al regime ordinario di imposizione (49,72% del reddito ad

aliquote progressive, ai sensi dell’articolo 68, comma 3, del DPR n. 917/86).

Opzione per la tassazione forfettaria

L’opzione per la tassazione forfetaria potrà essere esercitata dal contribuente

dopo aver ottenuto risposta favorevole a specifica istanza di

interpello presentata all’Agenzia delle entrate, ai sensi dell’articolo 11, comma

1, lettera b), della Legge n. 212/2000, entro il termine per la presentazione

della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la

residenza in Italia ed è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta.

Nell’opzione dovrà essere indicata la/le giurisdizione/i di ultima provenienza

con indicazione degli Stati esteri i cui redditi saranno soggetti a tale imposta

sostitutiva. L’Agenzia delle Entrate trasmetterà poi tali informazioni, attraverso

gli idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alle autorità fiscali di tali

Paesi.

Gli altri redditi

I redditi prodotti in Stati esteri che non saranno oggetto

dell’opzione continueranno a subire la ordinaria tassazione italiana con

relativo scomputo del credito per imposte pagate all’estero previsto

dall’articolo 165 del DPR n. 917/86.

Potrebbe, infatti, essere opportuno escludere (facendo del cherry picking)

qualche giurisdizione non collaborativa con l’Italia al fine di evitare il mancato

ottenimento di una risposta positiva all’istanza di interpello.

I redditi esteri si considerano tali secondo i criteri di reciprocità sulla base

della nota lettura a specchio prevista dall’articolo 165, comma 2, del DPR n.

917/86. 7

capitolo II: LE CATEGORIE REDDITUALI

sez I: I REDDITI FONDIARI

REDDITI FONDIARI (capo II T.u.)

= Ri “inerenti ai fabbricati e ai terreni situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti,

con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano” (art 25 T.u.)

immobile iscritto o iscrivibile nel catasto, quindi € Stato

 terrenti atti alla produzione agricola

 ≠ Ri fondiari:

a. Ri degli immobili non determinabili catastalmente o situati all’estero € invece alla categorie dei “Ri

diversi” (art 67, lett e./f. T.u.)

b. Art 27: i terreni = pertinenze di fabbricati urbani (parte integrante immobile, art 36), i terreni dati

in affitto x usi non agricoli (“Ri diversi” ex art 67, lett) e quelli che € a società commerciali (Ri d’impresa ex art 55:

immobili strumentali, ossia usati concorrono alla produzione del R del terreno, dell’impresa e di lav aut)

c. immobili non locati soggetti all’Imu (Imu sostituisce Irpef e le addizionali dovute sui Ri degli

immobili non locati) Concorrono a formare il “R complessivo” dei sogg che possiedono gli immobili in quanto

proprietari o titolari di altro diritto reale (art 26 T.u.)

Usufrutto: colpisce l’usufruttario

o Carattere catastale: la tassazione prescinde dalla effettiva “produzione” o “percezione” del R

(monetario o in natura)

Comproprietà (anche x multiproprietà): a ciascun comproprietario è imputata una quota del R

dell’immobile corrispondente al suo diritto CATASTO DEI TERRENI

particella = unità elementare del catasto

porzione continua di terreno, appartenente ad un medesimo possessore ed omogenea x qualità e

classe Il catasto descrive la proprietà terriera e indica, x ciascuna particella, l’appartenenza, qualità,

classe e relativo R medio ordinario

 Comprende: mappa particellare, tavola censuaria, registro delle partite, matricola

 La formazione di questi doc implica il rilevamento delle proprietà e delle particelle, quindi la

qualificazione ossia la determinazione dei tipi di coltivazione e la classificazione.

Le operazioni catastali culminano nel classamento, cioè nell'attribuzione, ad

ogni particella di terreno, della qualità e classe di appartenenza, in modo che

se ne possa calcolare la rendita, sulla base delle tariffe d'estimo.

le tariffe d’estimo indicano la rendita attribuibile ai terreni, divisi in particelle, in base alla loro

Tariffe

qualità e classe Ai fini dell’applicazione delle imposte sui Ri, i catasti forniscono la misura del R imponibile, da

utilizzare in sede di determinazione (analitica) dei Ri

 serve anche per: applicazione delle imposte sui trasferimenti (IVA e imposta di registro), la cui

base imponibile dichiarata non può essere rettificata dall’Amm, se è > dato multiplo della rendita

L’Imu è applicata sul valore calcolato in base alla rendita catastale

REDDITO DOMENICALE E R AGRARIO

Il R fondiario si distingue in:

1. R domenicale:

a. Terra nel suo stato naturale

b. Capitale di miglioramento che vi è investito 8

“ è costituito dalla parte dominicale del R medio ordinario ritraibile dal terreno attraverso l’esercizio delle

attività agricole” (art 27 T.u.)

2. R agrario:

c. Capitale di esercizio

d. Lavoro

“ è costituito dalla parte del R medio ordinario dei terreni imputabili al capitale d’esercizio e al lavoro di

organizzazione impiegati, nei limiti della potenzialità del terreno, nell’esercizio di attività agricole su di esso” (art 32

T.u.) R agrario = R impresa agraria: R < esercizio attività agricole e attività connesse, nei limiti della

potenzialità del terreno

 Attività agricole in senso stretto:

a. Coltivazione del terreno e silvicoltura

b. Allevamento di animali con mangimi ottenibili x almeno ¼ dal terreno e le attività dirette alla

produzione di vegetali tramite l’utilizzo di strutture fisse o mobili se la superficie adibita alla produz non eccede il

doppio di quella del terreno su cui la produzione stessa esiste ( vedi anche FUNGHICULUTURA E FONTI ENERGIE

RINNOVABILI)

★ IMPRESE DI ALLEVAMENTO

= imprese agrarie, il cui R è determinato catastalm, ma solo nei limiti in cui l’attività è svolta con mangimi

ottenibili c almeno ¼ dal terreno (art 32, c.II T.u.)

se superati i limiti, ilR eccedente è R d’impresa commerciale, determinato in modo peculiare

o se l’attività di allevam è esercitata da società o enti commerciali il R impresa è determinato

o

secondo i criteri ordinari

 Attività connesse:

manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti

prevalentem dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali

Tassati nella misura ‘media ordinaria” risultante dalle tariffe d’estimo:

i. R catastale è “ordinario”: ottenuto da un coltivatore di capacità normale, che applichi le tecniche

produttive generalm adottate nella zona

ii. R catastale è “medio”: calcolato x una media di più anni in modo da abbracciare un ciclo

produttivo che tenga conto della rotazione delle colture e delle vicende favorevoli e sfavorevoli delle coltivazioni che

possono succedersi negli anni

La legge disciplina la revisione delle tariffe d’estimo e la riduzione dell’imponibile in caso di

o

mancata coltivazione; non vi è reddito imponibile in caso di perdita del prodotto per x eventi naturali E PIU

PRECISAMENTE DEL 30%ART 31 tuir

La tassazione su base catastale si applica:

 alle persone fisiche, alle società semplici e agli enti non commerciali

i. le società di persone commerciali e le società a resp limitata, se:

ii. costituite da agricoltori agricoli

- attività esclusivam di manipolazione, coltivazione, trasformazione, commercializzaz e

-

valorizzazione di prodotti agricoli ceduti ai soci

R : applicato ai ricavi il coefficiente di reddittività del 25%

NB: possono optare x l’imposizione dei Ri su base catastale le società di persone, le società a responsab

limitata e le società cooperative, che rivestono la qualità di “società agricola” ex art 2 Dlgs 29marzo2004/99, ossia le

società che svolgono in via esclusiva le attività agricole indicate nell’art 2135 c.civ

CATASTO URBANO

 9

1994: Catasto dei Fabbricati

Le singole unità immobiliari sono contraddistinte x zona censuaria, categoria e classe. Essi formano i dati

da cui scaturisce la “tariffa” o “estimo catastale”

Tariffa valore unitario, che X per la grandezza dell’immobile, determina al rendita catastale (≠ x

fabbricati a destinazione speciale, rendita determinata caso x caso mediante “stima diretta”)

5 categorie (divise poi x classi): A: abitazione

B: edifici a uso collettivo

C: immobili commerciali

D: immobili industriali

E: immobili speciali

2005: aggiornamento del classamento di immobili e rideterminazione della rendita funzioni statistiche

che mettono in relazione il valore di mercato e il R di un fabbricato con la sua localizzazione e le sue caratteristiche

edilizie 1. delimitazione delle microzone catastali omogenee x tipologia di edifici, epoca di costruzione,

dotazione di collegamenti e servizi pubblici

2. stabiliti i valori medi unitari x metro quadrato, x ogni tipologia di immobili nelle singolo microzone

(ottenuto valore catastale patrimoniale dell’immobile)

3. stabilite le rendite, applicando i tassi di reddittività calcolati x ogni zona, al netto delle spese di

ammortamento, amministrazione, assicurazione manutenzione straordinaria, sfitto e inesigibilità

 l’iniziativa dell’inserimento di un fabbricato nel catasto (accatastamento) è un obbligo del

possessore, che deve dichiarare le nuove costruzioni, utilizzando il Docfa; all’accatastamento provvede l’Agenzia del

territorio gli atti che modificano o attribuiscono la rendita catastale di terreni o fabbricati devono essere

o

notificati agli intestatari delle partite e sono efficaci (ed impugnabili) dal giorno della notificazione

R DEI FABBRICATI (art 37 T.u.)

= R medio ordinario, determinato secondo le tariffe d’estimo del catasto urbano, che distinguono le unità

immobiliari in categ e classi

il R degli immobili locati non è determinato in base alle tariffe catastali, ma in base al canone, ridotto

del 5 % ed equivalente al 95 %se è > al R catastale si assume il canone a base; in caso contrario la rendita

vedi eccezioni mutano giudecca 75% o 65% immobili di interesse storico-artistico

il R < locazione di immobili ad uso abitativo possono essere assoggettati ad imposta sostitutiva

-

(cedolare secca) con aliquota del 21%o 15 o 10 se canone calmierato immobili in zone in densi7ita abitativa

x gli immobili non censiti, Il R è determinato mediante comparazione con quello catastale delle

-

unità similari il R casa adibita ad abitazione principale (prima casa) non è tassato; il R catastale delle seconde

-

case è maggiorato di 1/3, se si tratta di abitazioni non locate, ma tenute a disposizione (art 41 T.u.) Nb....

- COSTRUZIONI RURALI E IMMOBILI STRUMENTALI

Nn producono R fondiario gli immobili che non producono R in modo autonomo

a. fabbricati rurali: concorrono alla produzione del R catastale;

b. gli immobili strumentali x attività d’impresa e lav autonomo: fattori della produzione del R di lav

autonomo e R d’impresa (art 43 T.u.)

x destinazione: immobili “utilizzati esclusivam x esercizio dell’arte o della professione o dell’impresa

-

commerciale da parte del possessore” (strumentali x presunzione di legge ed a prescindere dalla loro iscrizione nei

registri aziendali) x natura: immobili “relativi ad imprese commerciali che x le loro caratteristiche non sono suscettibili

-

di diversa utilizzazz senza radicali trasformazioni”; essi “si considerano strumentali anche se non utilizzati o anche se

dati in locazione o comodato” (art 43 T.u.) e piu precisamente A 10 -B-C-D-E. 10

sez II: I REDDITO DI CAPITALE (Capo III T.u.)

I REDDITI CAPITALE

categ che il legisl non delimita con una def generale ma con un’elencazione all’interno della quale

possiamo distinguere 2 principali gruppi di Ri (art 44 T.u.):

A. provenienti derivanti dalla partecipazione in società ed enti

[dividendi distribuiti dalle società di capitale]

B. gli interessi e altri provenienti che derivano da mutui e da altre forme di impiego del capitale

l’elenco inoltre include anche:

C. rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue

D. compensi x prestazioni di fideiussioni e altre garanzie

E. provenienti < gestione, nell’interesse collettivo di pluralità di sogg, di masse patrimoniali

costituite con somme di denaro o altri beni affidati da 3° o provenienti dai relativi investimenti

F. provenienti < da riporti e pronti contro il termine su titoli e valute

G. provenienti < mutuo di titoli gratuiti

H. Ri compresi nei capitoli corrispondenti in dipendenza di Ki di assicurazione sulla vita e di

capitalizzazzione

I. Provenienti < “altri rapp aventi per oggetto l‘impiego del capitale”

(formula generale)

categoria in generale definibile come quella dei Ri:

- che < da rapporti aventi x oggetto l’impiego di un capitale

- che sono certi nell’ an, anche se non nel quantum

Non € Ri capitale:

i. le plusvalenze che < cessioni di azioni o di obbligazioni (capital gain € Ri diversi)

ii. gli interessi non < dall’impiego di capitale, ma da crediti di lavoro o impresa

iii. (reddito di lavoro dipendente)

A. DIVIDENDI E ALTRI PROVENIENTI DA PARTECIPAZIONE

Le azioni rappresentano una frazione del capitale sociale, conferiscono la qualità di socio e il d di

partecipazione alla distribuzione degli utili (dividendi); possono essere solo nominative

Generano R di capitale:

società ed enti soggetti all’imposta sul R delle società (no società di pers)

Le azioni delle società x azioni e delle società in accomandita x azioni

-

- Utili < dalla partecipazione in altre società ed enti soggetti ad Ires [società e cooperative a resp

limitata, società di mutua assicuraz, enti commerciali pubbl e privati di cui allart 73 TUIR.

i dividendi o altri provenienti che < “dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti

soggetti all’imposta sul R della società”, sono tassati come R di capitale

dividendi ≠ interessi

a. c. proprio (capitale di rischio) ≠ c. di 3° (capitale di debito/obbligaz)

b. remunerato con la distribuzione di utili ≠ con interessi <bili dal R della società erogante

c. participation exemption

= tassazione ridotta o nulla dei dividendi a carico del socio

 D.lgs. 12 dicembre 2003/344: 11

metodo dell’imputazione (sistema del credito d’imposta: imposta sugli utili viene imputata all’imposta

dovuta dla socio, cui era attribuito un credito d’imposta) METODO DELL'ESCLUSIONE O ESENZIONE da tassazione dei

dividendi: sit “oggettiva” della società

la detassazione dei dividendi è attuata in modo quasi completo solo nei confronti dei sogg passivi

-

Ires (dividendi infrasocietari)

riguarda anche le plusval; alla loro esenzione corrisponde l’indeducibilità (nella stessa misura)

-

delle minusval e dei costi inerenti

la doppia tassazione economica è stata eliminata solo in parte; permane la tassaz su parte

dell’ammontare di dividendi e plusvalenze

a. se il socio è un sogg passivo Irpef quindi persona fisica che non percepisce il dividendo come

imprenditore, il trattamento fiscale Δ in ragione della quota di partecipazione (o d. di voto) posseduta

partecipazioni “qualificate”: superano una data % del capitale sociale o attribuiscono d. di voto in

i.

misura > una data % società x azioni quotate: partecipazione > 5% del capitale o attribuisce d. di voto nell’assemblea

-

ordinaria > 2%

- società di capitali non quotate o altri sogg passivi Ires: partecipazione > 25% capitale o attribuisce

d. di voto all’assemblea ordinaria >20%

base imponibile del 49,72 % (art 47), a cui si applicano le aliquote progressive dell’Irpef

★ tassazione complessiva (Ires+Irpef) = 35,8-43%

partecipazioni “non qualificate”: quelle dei piccoli risparmiatori, ai quali si applica un regime

ii.

fiscale sostitutivo;

ritenuta a titolo d’imposta del 20% (art 27/600)

anche plusvalenze > cessioni di tali partecipazioni (Ri diversi)

★ tassazione complessiva (Ires+Irpef) = 40%

b. se il socio è un imprenditore (persona fisica) o una società di persone, si applicano le disposizioni

previste x le partecipazioni “qualificate” (tassazione del 49,72%, ex art 59)

stesso regime fiscale si applica anche

 strumenti finanziari partecipativi o ibridi

-

= i titoli e gli strumenti finanziari la cui remunerazione “è costituita (totalm) dalla partecipazione ai

risultati economici della società emittente o di altre società appartenenti allo stesso grippo o dell’affare in relazione al

quale i titoli e gli strumenti finanziari sono stati emessi”

i provenienti sono trattati come i dividendi dei titoli azionari e le plusvel/minusval < loro cessione sono

considerate come quelle relative alle cessioni di partecipaz sociali:

 se la remunerazione di un titolo è Δ, perché legata agli utili della società emittente, la

conseguenza è duplice: la remunerazione x il precettore è tassata come i dividendi; x la società è indeducibile (≅

distribuz utili ai soci)

titolo atipico: se la dipendenza è parziale; non sono ne azioni, ne obbligazioni è i proventi sono soggetti

ad un regime fiscale sostitutivo (ritenuta alla fonte del 20%)

partecipazioni al capitale o al patrimonio delle società e degli enti non residenti, qualora la relativa

-

remunerazione sia totalm indeducibile nella determinaz R imponibile nel Paese estero di residenza del sogg emittente

NB L'IMPOSIZIONE E' DEL 100% QUALORA L'ENTE EROGANTE RISIEDA IN UN PARADISO FISCALE A

-

MENO CHE : 1) ESITO POSITIVO DI INTERPELLO DISAPPLICATIVO

- 2)IL REDDITO DELLA PARTECIPATA SIA GIA STATO IMPUTATO PER TRASPARENZA IN CAPO AL

-

SOCIO CFC SI DETENGANO SOLO PARTECIPAZIONI INDIRETTE NELLA SOCIETA ESTERA BLACK LIST.

-

RIPARTO DI RISERVE 12

R ≠ cio che i soci ricevono a titolo di ripartizione di riserve di capitale o altri fondi non costituiti con utili,

ma con: sovrapprezzi di emissione delle azioni o quote

- interessi di conguaglio versati dai sottoscritti di nuove azioni o quote

- versamenti dei soci a fondo perduto o in conto capitale

- saldi di rivalutazione monetaria esenti da imposta (art 47, c.V)

- no natura reddituale ma patrimoniale

 presunzione legale che non ammette prova contraria: prioritam distribuiti l’utile dell’esercizio e le

riserve di utili, anche se la delibera assembleare dispone diversam

 art 37-bis/600: tra le operazioni potenzialm elusive: la distribuzione di somme prelevate da voci

del patrimonio netto, diverse da quelle formate con utili

 le somme o i valori distribuiti utilizzando riserve di capitale riducono x il socio, il costo fiscalm

riconosciuto delle azioni o quote possedute

 recesso: le somme o il valore normale dei beni che il socio riceve in caso di recesso, esclusione,

riscatto, riduzione del capitale esuberante o liquidazione delle società ed enti ≠ utili x la parte che corrisponde al costo

delle partecipazioni; la parte eccedente = utile (art 47, c.VII)

NB: la differenza tra somma ricevuta e capitale investito è trattata come Rcapitale, fermo restando che la

restituzione del capitale investito ≠ R

se il differenziale è negativo: la perdita non è deducibile

UTILI DELL’ASSOCIATO IN PARTECIPAZIONE

Quando apporto di un sogg, che sia associato in un K di associazione in partecipazione, che sia costituito

da capitale o sia misto, gli utili che percepisce sono ≅ dividendi e l’associante non li può dedurre come costo

R associato = R lavoro autonomo solo nel caso in cui l’apporto è di solo lavoro

utili tassati in misura minore (49,72%) solo se l’apporto dell’associato > determinati importi (5%

valore patrimonio netto società associante); se la misura dell’apporto è < alle soglie, si applica il regime fiscale

sostitutivo (ritenuta a titolo d’imposta del 20%)

B. GLI INTERESSI

interessi e altri provenienti < mutui, depositi e conti correnti

i. interessi e altri provenienti delle obbligazioni e titoli similari..

ii. non € R capitale:

 interessi che < da R di altra natura

-

[interessi moratori e interessi x dilazione del pagamento; R della stessa categ di quelli da cui derivano i

crediti su cui tali interessi sono maturati]

interessi compensativi; rappresentano una reintegrazione del patrimonio e non un incremento

-

[interessi maturati sui crediti d’imposta]

PRESUNZIONI IN TEMA DI INTERESSI

due presunzioni legali relative:

a. gli interessi < mutui si presumono percepiti alla scadenza e nelle misure pattuite; se le scadenze

non sono pattuite si presumono percepiti nell’ammontare maturato nel periodo d’imposta; se la misura non è

determinata x iscritto, si computano al saggio legale (art 45, c.II)

b. somme versate dai soci alle società ed enti comm soggetti ad Ires (art 45, c.II) si presumono date a

mutuo se dal bilancio della società non risulta che il versamento è stato fatto ad altro titolo; ammessa la prova della

gratuitità: rapp di muto: il socio come qualsiasi sogg che abbia dato in mutuo delle somme alla società

-

(disciplina operante dei mutui); diritto del socio a percepire degli interessi è alla restituzione del capitale

13

versamento a fondo perduto, in conto capitale: il versamento del socio dà vita ad un rapp

-

sostanzialm, anche se non formalm, simile a quello dei conferimenti e dunque non ha diritto ad alcuna remunerazione,

ne ad una restitutzione DETERMINAZIONE RI DA CAPITALE

due regole generali in materia di determinaz dei R capitale:

1. Tassazione “al lordo”: divieto di qualsiasi deduzione, sia di spese di produzione, sia di perdite

2. Principio di cassa: tassata la somma percepita nel periodo d’imposta mentre non è rilevante il

credito maturato

Quando al termine del rapp, l’investitore riceve una somma > quella impiegata, la differenza è anch’essa

tassata come R capitale REGIMI SOSTITUTIVI

art 47 Cost: è compito della Rep incoraggiare e tutelare il risparmio e l’investimento azionario +

concorrenza fiscale degli Stati ed i tentativi di coordinamento internazionale della tassazione dei capitali (Direttiva

comunitaria sui risparmi)

molti Ri capitale non € R complessivo soggetto a tassazione ordinaria ma soggetti a regimi fiscali

sostitutivi che sono regimi di favore:

tassazione proporzionale e in misura ridotta (aliquota ridotta ha lo scopo di incoraggiare il

-

risparmio delle famiglie, impiegato in titoli a medio o lungo termine e trattai dai mercati regolamentati ex: partec

qualificate) è tassato il R percepito; a tassazione del “maturato” si applica solo al “risparmio del gettito”

o tutela dell’anonimato

- esonero x il precettore del R da ogni adempimento (tassazione a carico degli intermediari)

- tipologie:

a. regime ordinario: applicata dal contrib mediante dichiarazione (autotassazione), in cui indica i Ri

soggetti ad imposta e versa il dovuto

b. regime opzionale: regime sostitutivo soggettivo e oggettivo: applicata dal sostituto d’imposta

(emittenti o intermediari) mediante ritenuta alla fonte è l’imposta che viene applicata non è l’imposta progressiva sul

R complessivo, ma quella sostitutiva proporzionale]

tre regimi 

risparmio amministrato: esclusivam le plusvalenze < da cessioni di partecipazioni non qualificate

i.

(x partecipaz qualificate si applica il regime ordinario) e da alcuni strumenti finanziari

(art 67, c.c-bis) no partecipazioni in società residenti in Paesi = paradisi fiscali

 sogg attivo: intermediario, che assume la veste di sostituto ed opera una ritenuta a titolo

definitivo: l’opzione può essere adottata da chi abbia depositato in custodia o amm presso una banca o altre intermed

i titoli, le quote o i certificati da cui < le plusvalenze imponibili

 sogg passivo: risparmiatore, che è libero da obblighi fiscali anche se non conserva l’anonimato

 ritenuta applicata a ciascun provento realizzato in rapporto ad un parametro calcolato secondo le

regole che concernono la determinaz delle singole fattispecie reddituali

 minusval/perdite e differenziali negativi che scaturiscono dalle singole cessioni si deducono dalla

plusval delle altre cessioni

risparmio gestito: ai Ri relativi a a partecipazioni non qualificate, altri strumenti finanziari e alle

ii.

plusval < cessioni di partecipazioni non qualificate (art 67, c.c-bis); no partecipazioni in società residenti in Paesi =

paradisi fiscali

 stessi sogg passivi e attivi del risp amministrato, ma qui viene incaricato l’intermediario di gestire

il risparmio (“gestione individuale di portafoglio”, gestione patrimoniale mobilirae”)

fondi comuni: non assoggettati ad imposizione e l’investitore è tassato solo al mom del realizzo;

iii.

nella gestione individuale imposta applicata sul risultato “maturato” 14

Sez III: I REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE

I R DI LAVORO DIPENDENTE (capo IV)

R lavoro dipendente (Art 49 T.u):

“quelli che < da rapporti aventi x oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle

I.

dipendenze e sotto la direzione di altri,

[lav dipendente, pubblico e privato]

“compreso il lavoro a domicilio quando è considerato lavoro dipendente secondo la norme della

II.

legislaz sul lavoro” (ossia subordinazione tecnica)

art 2094 c.c: lavoratore dipendente, “chi lavora alle dipendenze e sotto la direzione dell’ imprenditore”

(ma def + ampia di quella civilistica)

Somme che il datore di lavoro deve pagare, a seguito di sent di condanna del giudice di lavoro (art

III.

429 c.p.c.) x i crediti di lavoro, interessi e danni di svalutazione

“le pensioni di ogni tipo e gli assegni ad esse equiparati” (pensioni che si collegano ad un

IV.

precedente rapp di impiego o servizio; no pensioni risarcitorie)

principio di cassa: sono imponibili nel periodo d’imposta in cui sono percepiti e non quando

maturano; x i R in natura si tiene conto del momento in cui il lavoratore fruisce del servizio o riceve il bene

15

se percepiti entro 12 gennaio, si imputano al periodo d’imposta precedente PRINCIPIO DI CASSA

o

ALLARGATA  PRINCIPIO DI ONNICOMPRENSIVITA'

Art 51 T.u. : “ il R di lavoro dipendete è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo

percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapp di lavoro”

sono tassabili i R monetari e quelli in natura; “valori in generale”

 la tassazione è collegata alla percezione (principio di cassa)

 retribuzione imponibile è costituita da tutti i compensi (onnicomprensività)

il R imponibile non è soltanto quello derivante dal lavoro effettivam svolto, ma anche quello che si collega

al “rapporto” e prescinde dalle prestazioni effettivam svolte

R lavoro dipendente:

tutti i provenienti percepiti dal lavoratore e corrisposti dal datore di lavoro che si collegano allo status di

lavoratore: retribuzione (salario o stipendio), indennità (anche quelle ricevute da 3°, ex: ≈ previdenziali dovute

dall’Inps o Inail★ ), rimborsi, diarie, interessi, scatti di anzianità, rivalutazione monetaria, liberalità (remuneratorie),

compensi ricevuti sotto forma di partecipazioni agli utili

Sono tassate:

Le indennità risarcitorie quando il risarcimento sostituisce il R (non tassate quelle che risarciscono una

perdita patrimoniale)

L’ indennità integrativa speciale dei dipendenti statali

- L’indennità di contingenza dei lavoratori privati

- L’indennità di malattia, maternità, rischio, residenza, trasferta.. ★

-

RIMBORSO SPESE DI PRODUZIONE E TRASFERTE

Nella determinaz del R imponibile di lavoro dipendente non sono direttam rilevanti le spese di

produzione: le somme che il datore di lavoro corrisponde al lavoratore a titolo di rimborso delle spese sostenute sono

comprese nella base imponibile del R del lavoratore, e le spese effettivam sostenute dal lavoratore non sono

deducibile Quando il lavoratore opera al di fuori del territorio comunale, l’indennità di trasferta non è

o

imponibile fino ad un certo limite (forfetizzazione della spesa); oltre a quello, è imponibile (art 51, c.IV)

trasferte in territorio nazionale é escluso il solo rimborso analitico delle spese comprovate

o trasferte al di fuori del territorio nazionale occorre distinguere tra rimborsi forfettari(limitei46,48-

o 77,47) ulteriormente ridotte di 1/3 o 2/3 se rimborso di vitto o alloggio o vitto+alloggio

o rimborso analitico limiti 15,49-25,82.

o semplificaz applicativa: no oneri di documentazione e contabilità x lavoratori

 finalità antifrode: no dedotte spese non inerenti

R IN NATURA E FRINGE BENEFIT

R in natura sono quantificati in base al valore normale (art 51, c.III)

I compensi in natura sono chiamati fringe benefit quando si tratta di vantaggi concessi in aggiunta alla

normale retribuzione in danaro, attribuiti ad alcune categorie di lavoratori

ESEMPI:

AUTOVETTURE AZIENDALI 30 % COSTO KM ACI PER 15000 KM -COSTO ADDEBITATO AL DIPENDENTE.

ASSEGNAZIONE IMMOBILE A DISPENDENTE CHE NON SIA CUSTODE RENDITA CATASTALE-COSTI

ADDEBITATI AL DIPENDENTE+UTENZE PAGATE DAL DATORE DI LAVORO.. ECCETERA

Motivi:

elusione fiscale + Incentivare la produttività dei dipendenti, legarli all’impresa, motivi di prestigio x

impresa  iter: dati al lavoratore dal datore di lavoro o da 3° e possono fruirne anche i familiari del

lavoratore; saranno cmq tassati, se non di modico valore (> 258,23€) come Ri lavoratore 16

RI NON TASSABILI

Deroghe alla regola dell’onnicomprensività; non sono tassati (art 51, c.II):

Contributi che il dat di lavoro versa x assistenza, previdenza e sanità

i. Prestazioni di vitto (mensa aziendale)

ii. Prestazioni di servizi di trasporto collettivo

iii. Somme erogate x frequenza di asili nido

iv. Azioni attribuite, con finalità retributiva, alla generalità dei dipendenti ( stock options e non piani

v.

di azionariato diffuso) solo nei limiti di importo di 2065,83€ ed a condizione che non siano riacquistate dalla società

emittente o dal dat di lavoro o cedute prima che siano trascorsi almeno 3anni dalla percezione

RI ASSIMILATI (art 50)

a. Compensi percepiti (purche non eccedano il limite dei salari correnti maggiorati del 20%) dai

lavoratori soci delle cooperative di produzione e di lavoro, delle cooperative dei servizi e agricole

b. Indennità è compensi percepiti a carico dei 3° da prestatori di lavoro dipendente x incarichi svolti

in relazione a tale qualità e non reversibili

c. Somme corrisposte a titolo di borsa di studio o x fini di studio o di addestramento professionale

d. “rapp di collaborazione aventi x oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di

subordinazione, a favore di un determinato soggetto, nel quadro di un rapp unitario e continuativo, senza l’impiego di

mezzi organizzati e con retribuz periodica prestabilita” (Ri di collaboraz coordinata e continuativa)

 Rapporti in considerazione:

cariche di amministratore, sindaco, revisore di società, assicurazioni e altri enti con o senza

-

personalità giuridica collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili

-

e. partecipazioni a collegi e commissioni

f. Remunerazioni dei sacerdoti, le congrue e i supplementi di congrua

g. I compensi x attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del Servizio

sanitario nazionale

h. Indennità, gettono di presenza e altri compensi corrisposti da Stato, province, regioni e comuni x

esercizio di funzioni pubbliche e compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie e ai giudici di pace

i. Indennità dei parlamentari, dei consigli regionali, provinciali e comunali, e dei giudici della Corte

Cost e gli assegni vitalizi corrisposti in dipendenza della cessazione di tali cariche

j. Rendite vitalizie e rendite a tempo determinato, costituite a titolo oneroso

k. Prestazioni erogate dai fondi pensione dlgs 124/93

l. Altri assegni periodici alla cui produzione non concorrono attualmente ne capitale ne lavoro

m. Compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialm utili

Applicazione delle regole previste x i Ri lavoro dipendente, con alcune particolarità:

 X taluni R, la base imponibile non è pari all’importo percepito, perché sono accordati abbattimenti

-

forfetari x le spese Anche tali R sono soggetti a ritenuta, commisurata all’imponibile, ed il datore di lavoro deve

-

tenerne conto quando effettua il conguaglio annuale

Ad alcuni di tali Ri non si applicano le detrazioni dall’imposta, previste x i Ri di lavoro dipendente

- i Ri di lavoro che non rientrano nella def di R di lavoro dipendente ex art 49 e neppure in questa

casistica, sono Ri di lavoro autonomo o Ri diversi 17

sez IV: RI DI LAVORO AUTONOMO

NOZIONE (capo V)

“quelli che derivano dall’esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e professioni si intende

l’esercizio professionale abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo diverse da quelle considerate

nel Capo IV, compreso l’esercizio in forma associata di cui all’art 5, c.III. let c)” (art 53 T.u.)

3 requisiti:

 Attività svolta in modo autonomo (Ri ≠ Ri lav dipendente)

- Attività abituale (Ri ≠ Ri diversi ex art 67)

- Attività di natura non commerciale (Ri ≠ Ri d’impresa , art 2195 c.c.)

- BASE IMPONIBILE

Il principale componente positivo è costituito dai compensi, oltre alle plusvalenze dei beni strumentali,

anche immobili e i corrispettivi (art 54 T.u.)

A. Compensi = corrispettivi percepiti a titolo di remunerazione dell’attività (comprese le somme

ricevute a titolo di rimborso spese e gli interessi moratori o x dilazione del pagamento; esclusi i rimborsi delle spese

sostenute in nome e x conto del cliente e i contributi previdenz e assistenz posti dalla legge a carico del cliente)

18

B. Plusvalenze dei beni strumentali, in caso di cessione a titolo oneroso, risarcimento x perdita o

danneggiamento, “autoconsumo” o destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’attività professionale o artistica

= differenza fra il corrispettivo (in caso di vendita) o indennità (in caso di risarcimento) o il valore normale

(in caso di autoconsumo) e il costo non ammortizzato

C. Corrispettivi percepiti a seguito di cessione della clientela o di “elementi immateriali”[ex: cessione

K leasing in cambio di corrispettivo in denaro] comunque riferibili all’attività artistica o professionale

SPESE E COSTI PLURIENNALI (art 54, c.II-VIII T.u.)

Spese deducibili:

quelle sostenute “nell’esercizio dell’arte o della professione”, ossia “inerenti” a tale esercizio, nonché le

minusvalenze dei beni strumentali

due regole generali:

1. Inerenza

2. Principio di cassa (deducibili periodo d’imposta del pagamento)

eccezioni:

 costi pluriennali deducibili secondo il principio di competenza canoni leasng-ammortamenti-

ACCANTONAMENTI TFR

deduzione dei costi di acquisto dei beni strumentali, mobili e immobili [computer, software,

-

arredamento]: mediante quote annuali di ammortamento con applicazione degli stessi coefficienti previsti x

ammortamento ordinario dei beni delle imprese, a prescindere dal mom in cui il prezzo viene pagato’ se costo <

516,46€, facoltà di optare x la deduzione integrale nell’anno di acquisto, in luogo dell’ammortamento

leasing di beni strumentali [auto]: i canoni sono ammessi in deduzione nell’anno in cui maturano

-

secondo i principi di competenza economica, x un periodo non < ½ periodo ammortamento

le indennità di fine rapp dovute ai dipendenti sono deducibili anno x anno, in base alla quota

-

maturata nel periodo d’imposta

 costi non deducibili affatto o non deducibili x intero

in caso di cessione di un bene strumentale verso un corrispettivo < al costo non ammortizzato o in

-

caso si risarcimento, la minusvalenza è deducibile; invece le minusvalenze originate dal autoconsumo o dalla

destinazione del bene a finalità estranee non possono essere dedotte

costi immobile strumentale

- costi di acquisto degli immobili non sono deducibili; mentre i canoni di locazione ordinaria sono

-

invece deducibili, x cassa, senza particolari limitazioni

spese relative all’ammodernamento, ristrutturazione, manutenzione straordinaria degli immobili

-

sono deducibili nel limite del 5% del costo complessivo dei beni ammortizzabili; l’eccedenza è deducibile in quote

costanti nei 5 periodi d’imposta successivi

costi canoni di leasing immobili deducibili in 12 anni

- costi per servizi relativi ad immobili ad uso promiscuo deducibili per il 50% del loro ammontare.

- x evitare comportamenti elusivi (splitting dei Ri) non sono deducib i compensi al coniuge o ai figli

-

o agli ascendenti del lavoratore autonomo x prestazione di lav dipendente, collaborazioni coordinate e continuative o

occasionali (e non tassabili a carico di chi le riceve), costi non inerenti+80% imu.

 costi parzialmente deducibili regole:

i. ammortamenti e spese relative all’auto utilizzata nell’esercizio della professione sono deducibili x

il 40% (se costo non > 18.075,99€) se ad uso promiscuo 70 % se assegnate ad agenti di commercio 80 %;

ii. spese x impianti di telefonia fissa e mobile sono deducibili x 80% se carte prepagate 100%

iii. spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a concorsi di aggiornamento

professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno, deducib nella misura del 50%

loro ammontare

iv. costi forfettizzati 19

v. spese x alberghi bar e ristoranti sono deduc nel limite del 75% ed entro il limite complessivo

annuo del 2% dei compensi percepiti; sono pero integralm deducibili se sostenute dal committente x conto del

professionista e da questi addebitate nella fattura

vi. spese di rappresentanza deducib nel limite del 1% dei compensi percepiti (compresi gli acquisti di

oggetti d’arte, antiquariato, collezione; quelle x acquisto o importazione beni destinati ad essere ceduti a titolo

gratuito) NB: se il R lavoro autonomo è di ammontare ridotto, si applica il regime dei contribuenti minimi

RI EQUIPARATI

a. Diritti d’autore: dall’ammontare lordo si deduce il 75% a titolo di spese di produzione; del 60% se

il soggetto è di età < 35anni

b. Ki di associazione in partecipazione, quando l’apporto sia costituito esclusivam da prestazioni di

lavoro c. Utili spettanti ai promotori e soci fondatori di società di capitali (perché < attività svolta x

promozione o costituzione della società)

d. Indennità x la cessazione rapporti di agenzia

Esclusioni dal computo della base imponibile

-sopravvenienze attive /passive

interessi attivi su c/c

rimborsi spese sostenute in nome e per conto del cliente

autoconsumo.

Componenti positivi del reddito professionale oltre alle plusvalenza su beni strumentali+ corrispettivi per

la cessione della clientale e compensi per co co co:

compensi in natura

redditi professionali prodotti all'estero

acconti su onorari professionali

rimborsi spese addebitate in fatturare

rivalsa del contributo previdenziale alla gestione separata inps

interessi moratori eo di dilazione di pagamento

indennita percepite in sostituzione del reddito professionale

ompensi sotto forma di partecipazione agli utili.

Sez V: RI D’IMPRESA

NOZIONE (capo VI)

Questa disciplina è collocata all’interno della disciplina dell’Ires, ma le stesse norme valgono anche x gli

imprenditori individuali e x le società di persone

[s. in nome collettivo e in accomandita semplice]

✪ Problema:

definire l’attività di impresa x le persone fisiche in ambito Irpef (impren indivi)

- distinguere, in ambito Ires, gli enti commerciali da quelli non commerciali

- separare attività, tra gli enti non commerciali, quelle imprenditoriali dalle altre

- NB:

 nel linguaggio T.u.: l’espressione “R d’impresa” = “R di impresa commerc”

Impresa = impresa commerciale

imprenditori “istituzionali”: sogg la cui intera attività, per definizione, a attività d’impresa; il loro R sarà

sempre e x intero, per definizione, R d’impresa [società commerciali, sia di capitali o di persone] 20

eccezioni:

 società fiscalm considerate imprese agricole: società di persone commerciali e società a resp

-

limitata costituite da imprenditori agricoli, quando svolgono esclusivam attività di manipolazione, conservazione,

trasformazione, e commercializz di prodotti agricoli ceduti dai soci

società di persone commerciali, società a resp limitata e società cooperative che rivestono la

-

qualifica di “società agricole” e che optano x imposizione dei R su base catastale

art 55 T.u.: “sono R d’impresa quelli che < dall’esercizio di imprese commerciali. Per esercizio di

imprese commerciali si intende l’esercizio x professione abituale, ancorché non esclusiva,

A. “delle attività indicate art 2195 c.c. e prestazioni di servizi anche se non organizzate in forma di

impresa. def fiscale di impresa si basa sulla natura dell’attività e non su caratteristiche soggettive;

la attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi

- attività intermediaria nella circolazione di beni

- attività di trasporto, per terra-per acqua e per aria

- attività bancaria o assicurativa

- attività ausiliarie delle precedenti

-

B. “delle attività indicate alle lett b) e c) c.II art 32 che eccedono i limiti ivi stabiliti”

attività di allevamento e di manipolazione, trasformazione e alienazione di prodotti agricoli e zootecnici,

quando superano determinate dimensioni in caso contrario saranno reddito agrario

✪ ai fini fiscali (≠ ai fini civilistici) le attività commerciali sono tali anche se non “organizzate in forma di

impresa”, c.I art 55 T.u

“sono R d’impresa anche quelli derivanti dall’attività di sfruttamento di miniere, cave, torbiere, saline,

stagni ed altre acque esterne

RILEVANZA DELLA ORGANIZZAZIONE D’IMPRESA

Regola: se un sogg esercita un’attività commerciale, esso è imprenditore ai fini fiscali anche se non opera

con organizzazione d’impresa

Eccezione: ipotesi in cui la forma organizzativa attribuisce ad un sogg la qualifica di imprenditore, sebbene

l’attività svolta non sia commerciale secondo c.c.

sono Ri d’impresa “i R < dall’esercizio di attività organizzate in forma d’impresa dirette alla prestazione

di servizi che non rientrano nell’art 2195”

tripartizione: NB

la “produzione” di servizi genera R d’impresa anche se non organizzata in forma d’impresa (art 55,

1.

c.I) la “prestazione” di servizi, non compresi nell’art 2195 c.c., genera Ri d’impresa solo se organizzata

2.

in forma d’impresa (art 55, c.II)

la prestazione i servizi non € art 2195 c.c. e no n organizzata in forma d’impresa, è attività di lav

3.

autonomo il discrimine tra impresa e lav autonomo è dato dalla presenza o assenza di una “organizzazione in forma

d’impresa”; nelle professioni intellettuali la presenza di una organizz non vale a qualificare l’attività come impresa,

perché l’organizzaz ha un ruolo servente rispetto all’apporto intellettuale del professionista e poiche x i Ri lavoro

autonomo il dato che caratterizza la categoria è il tipo di attività esercitata, i Ri professionali sono Ri di lavoro

autonomo anche se organizzati in forma di impresa

Determinazione del reddito di impresa

Sono escluse dalla formazkione del reddito di impresa;

Indennita di cessazione di rapporti di agenzia

redditi soggetti a tassazione separata

50,28 %delle plusvalenza vendute aventi i requisiti della pex 21

50,28% dei dividentdi distribuiti da soggetti ires e riferiti ad utili successivi al 31/12/2007

50,28% dei redditi derivanti da associazione in partecipazione con apporto di verso dal lavoro.

Il loro R è determinato con le regole dettate in ambito Ires, x le società ed altri enti soggetti a tale imposta

Art 56-66 T.u.: alcune regole che valgono solo x il R d’impresa tassato con Irpef

 Componente positivo di Ri ogni volta che un bene cessa di € all’impresa (con o senza

I.

corrispettivo).

Tra i ricavi si comprende il valore normale dei beni “destinati al consumo personale o fam

dell’imprenditore” (autoconsumo) (art 57) e i beni che generano plusvalenze

II. Le plusvalenze che fruiscono del regime di participation exemption non sono esenti x intero ma

limitatam al 50,28% del loro ammontare; sono dunque tassate nella misura del 49,72 %(art 58)Le minusvalenze non

sono deducibili x intero ma solo x il 49,72 % (art 64); gli utili di partecipazione (dividendi) distribuiti da società di

capitali, sono tassati nella misura del 49,72 % (art 59) vedi supra elenco

III. Le plusvalenze realizzate con la cessione di aziende possono essere tassate separatam; il

trasferimento di azienda x causa di morte o atto gratuito non costituisce realizzo delle plusvalenze dell’azienda e

l’azienda ha per gli eredi lo stesso “valore fiscalm riconosciuto” che aveva x il de cuius (art 58, c.I) vedi supra elenco

Non sono ammessi in deduzione i compensi x il lavoro prestato dallo stesso imprenditore o dai

IV.

suoi familiari (x impedire che vengano simulati rapporti di lavoro tra familiari, allo scopo di ridurre il R

dell’imprenditore) (art 60)

Gli interessi passivi, se vi sono ricavi o altri provenienti esenti, non sono deducibili x intero, ma x la

V.

parte corrispondente al rapp fra l’ammontare dei ricavi e altri provenienti che concorrono alla formazione del Ri

d’impresa, o che non vi concorrono in quanto “esclusi” e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e provenienti (art 61)

Le spese sostenute x acquisto o locazione, anche finanziaria, di beni mobili adibiti promiscuam

VI.

all’esercizio dell’impresa e all’uso persona o fam sono ammortizzati o deducibili, se il costo non è > 516,46, nella

misura del 50%; x i beni immobili ad uso promiscuo, è consentita deduzione nella stessa misura della rendita catastale

o del canone di locazione, anche finanziaria, a condizione che il contrib non disponga di altro immobile adibito

esclisivam all’esercizio dell’impresa (art 64, c.II)

Se il risultato < attività d’impresa è negativo, la perdita può essere portata in diminuzione del R

VII.

complessivo, ma al netto dei provenienti esenti da imposta

VIII. X le imprese individuali, si considerano “beni relativi all’impresa”, oltre ai beni-merce, a quelli

strumentali ed ai crediti acquistati nell’esercizio dell’impresa, i beni € all’imprenditore che siano indicati tra le attività

relative all’impresa nell’inventario tenuto a norma dell’art 2217. Gli immobili strumentali si considerano relativi

all’impresa solo se indicati nell’inventario. Salco che si tratti di

beni strumentali per natural

IX. prodotti dell'attivita tipica o crediti commerciali dedtenuti da societa di fatto.

X.

XI. le società commerciali di persone, si considerano relativi all’impresa tutti i beni ad esse

appartenenti IMPRESE MINORI (art 66)

 

Dal 2017 il reddito puo essere determinato con 2 criteri-guida

 un criterio generale misto di cassa-competenza

Il reddito é determinato sommando algebricamente i componenti di reddito come segue:

 positivi conseguiti nel periodo di imposta:ricavi per autoconsumo e similia competenza in tutti gli

 altri casi cassa

dividendi, interessi attivi: cassa

 proventi immobiliari: competenza.

Spese deducibili e documentate sostenute nel periodo:

 spese per prestazioni di lavoro+oneri di utilita sociale competenza

 22

interessi passivi cassa-competenzaspese per studi e ricerche, pubblicita e rappresentanza +oneri

 fiscali e contributivi+spese generali cassa.

Le rimanenze non rilevano ad eccezione di quelle chew hanno concorso a formare il reddito

nell'esercizio precedente e che sono interamente deducibili cassa o competenza ?! Allo stato rimane un incognita…

plusvalenze non si applica la Pex

le minusvalenze da cessioni di partecipazioni finanziarie sono dedcibili al 100 %

 perdite di beni strumentali non rilevano se non quelle la cui cessione da origine a ricavi

 quote di ammortamento +spese di manutenzione annotate nel libro dei beni ammortizzabili o

 registri iva acquisiti o forniti dall'Ae in forma sistematica.

Da ultimo le quote di accantonamento ai fondi di quiescenza e previdenza anch'essi devono

 essere iscritti nei registri.

In alternativa al criterio generale misto le imprese minori possono previa opzione vincolante per

 almeno 3 anni determinare il reddito sulla base delle registrazioni effettuate ai fini iva.

In tal caso si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella con cui é

 avvenuto l'incasso o il pagamento.

Ne deriva che il volume di affari rappresenta l'ammontare dei compensi percepoiti mentre le

 fatture di acquisto rappresentano le spese sostenute.

IRI (ART 55 BIS)

Regime impositivo opzionale irrevocabile per 5 periodi di imposta cui possono aderire solo

 imprense individuali+snc e sas.

Inoltre posso optare per tale regime le Srl in possesso dei requisiti per la trasparenza ez art 115 e

 116 TUIR .

Il reddito dell'impresa é soggetto a tassazione separata con aliquota del 24 %.

Dunque essa non si somma agli eventuali altri redditi che concorrono alla formazione dela base

 imponibile IRPEF assoggettata a tasazione per scaglioni di reddito.

Lìimposta rimane a carico della società mentre la tassazione progressiva Irpef in capo al socio é

rimandata al momento del prelievo delle somme da parte del medesimo dal compendio aziendale

Determinazione del reddito ai fini IRI:

 perdite

Lae perdite fiscali maturate in costanza di IRI POSSONO ESSERE RIPORTATE SENZA LIMITI DI

IMPORTO O DI TEMPORALEaLL'ATTO DELLA FUORIUSCITA DEL REGIME LE PERDITE MATURATE NEL REGIME iri SONO

SOGGETTE AGLI EVENTUALI LIMITI DI IMPORTO CONSUETO.,.

Da ultimo é possibile fare valere in deduzione le somme prelevate dal socio o da famigliari.

 criterio opzione basato sulle registrazioni effettuate ai fini iva

 

Regime forfettaruo dei nuovi minimi

La legge di stabilità 2015 ha introdotto il nuovo regime forfetario, destinato agli

operatori economici di ridotte dimensioni. Tale regime, applicabile dal 1° gennaio 2015, è

stato successivamente modificato dalla legge di stabilità 2016. In sintesi, il regime

forfetario prevede rilevanti semplificazioni ai fini IVA e ai fini contabili, e

consente, altresì, la determinazione forfetaria del reddito da assoggettare a

un’unica imposta in sostituzione di quelle ordinariamente previste, nonché di

accedere ad un regime contributivo opzionale per le imprese.

Il regime forfetario rappresenta il regime naturale delle persone fisiche

che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma

individuale, purché siano in possesso dei requisiti stabiliti dalla

23

legge e, contestualmente, non incorrano in una delle cause di

esclusione. Al regime possono inoltre accedere i soggetti già in

attività.

Il regime in esame non prevede una scadenza legata ad un

numero di anni di attività o al raggiungimento di una

particolare età anagrafica. La sua applicazione, pertanto, è

subordinata solo al verificarsi delle condizioni e al possesso dei

requisiti prescritti dalla legge.

E' un regime introdotto nel 2014 e riservato alle Partite IVA che

guadagnano fino a 15 mila euro lordi l’anno per i professionisti e 40

mila euro per i commercianti. Soglie che poi sono state modificate con

la nuova Legge di Stabilità 2016. In paratica si tratta delle agevolazioni

per le categorie

L'aliquota prevista dal nuovo regime dei minimi è un'imposta

forfettaria pari al 15% e senza limiti di età e di permanenza, che

scende per 3 anni (dal 2016 invece gli anni sono 5) al 10% per le

nuove start up.

Inoltre, è previsto per chi accede un regime agevolato

contributivo INPS, gli è consentito avere collaboratori, purché

non si sostengano spese oltre i 5.000 euro lordi, esclusione dagli

studi di settore, dalla tenuta contabile e possibibilità di sostenere fino

al 49% del proprio reddito, per le eventuali collaboratori.

Le novità del regime forfetario 2017 24

Con l'entrata in vigore della scorsa Legge di Stabilità, hanno preso il

via numerose ed importanti novità circa i requisiti regime forfetario

2017, modificando di fatto l’articolo 9 della passata Legge Finanziaria.

Tale articolo, infatti, aveva previsto oltre l’introduzione del regime

forfettario, anche una serie di requisiti e condizioni che limitavano

molto la possibilità per i titolari di Partita IVA di accedere al regime.

Tra tali condizioni, c’era la soglia dei ricavi calcolata sulla base dei

coefficienti di redditività che per i professionisti era stata fissata sotto i

15000 euro e 40 mila euro per i commercianti.

Ora tutto questo è cambiato per effetto della precedente Legge

di Stabilità, che ha previsto che dal 1° gennaio scorso,

l'aumento le soglie dei ricavi fino a 30000 euro per i

professionisti e + 10000 euro per tutte le medie e piccole

imprese, per cui se per i commercianti prima il limite era di

40mila ora diventa 50mila euro.

Oltre a questa novità, che facilita e amplia la platea dei beneficiari, è

stata prevista un’altra novità, ossia, la possibilità che dipendenti e

pensionati di accedere al regime forfettario nel caso in cui svolgano

un’attività in proprio, a patto però che il loro reddito non superi la

soglia dei 30 mila euro.

Riguardo invece le nuove start up viene previsto un regime di

particolare favore con l’aliquota che scende dall’attuale 10% al 5%

applicabile per 5 anni (anziché 3 anni).

In attesa di una riforma strutturale sulla fiscalità delle società di

persone, aumenta la franchigia di deduzione IRAP per questa tipologia

di imprese da 10.500 a 13.000 euro. 25

il nuovo decreto Fisco 2017 ha bocciato la proposta di far rimanere nel

regime dei minimi chi supera di poco il tetto dei compensi dei 15 mila

euro. Secondo quanto richiesto, i professionisti aderenti al regime

forfettario, che prevede il regime dei minimi per compensi entro i 15

mila euro, se avessero oltrepassato per due anni non consecutivi nel

quinquennio la soglia prevista, avrebbero potuto applicare l’imposta

sostitutiva al 27% solo sull’ammontare del reddito sopra la soglia

limite. Ma questa proposta di aiuto fiscale, transitorio, non è

stata approvata, per cui chi aderisce al regime forfettario e

oltrepasserà anche solo di un euro il tetto dei compensi

stabilito per la propria attività dovrà necessariamente passare

alla (decisamente più pesante) tassazione ordinaria.

Chi può accedere al regime forfetario 2017

Regime forfettario requisiti 2017: Le persone fisiche che

intraprendono l'esercizio di impresa, arti e professioni possono

avvalersi del regime forfetario comunicando nella dichiarazione di inizio

attività di presumere il possesso dei requisiti.

Possono accedere al regime agevolato forfetariose nell'anno

precedente:

1) Non hanno conseguito ricavi o compensi non superiori ai limiti

presenti nell'allegato Legge si Stabilità, ossia, diversi a seconda del

Codice Ateco dell'attività esercitata.

2) Non hanno sostenuto spese sopra ai 5.000 euro lordi di lavoro

accessorio, per lavoratori dipendenti e collaboratori anche se assunti a

26

progetto ivi comprese le somme erogate sotto forma di utili da

partecipazione agli associati e le spese per prestazioni di lavoro.

3) Se il costo lordo degli ammortamento beni strumentali alla chiusura

dell'esercizio non supera 20.000 euro. Nel calcolo di tale limite vanno

inseriti:

· I beni in locazione finanziaria, ossia, il costo pagato dal

concedente;

· Per i beni di locazione, noleggio comodato entro i limiti

determinato ai sensi dell'articolo 9 del TUIR.

· Beni promiscui detenuti dall'impresa, arte o professione e per uso

personale e familiare, i quali concorrono per il 50%.

· Non rientrano nel calcolo i beni il cui costo unitario non è

superiore al limite fissato ai sensi dagli articoli 54 comma 2 e 102

comma 5 del TUIR.

· Beni immobili acquisiti o utilizzati per l'esercizio dell'impresa, arte

o professione.

B) Limiti Ricavi e compensi per l'accesso al regime agevolato:

1) ai fini di individuazione del limite dei ricavi e compensi, non

rientrano quelli derivanti dall'adeguamento agli studi di settore.

2) Nel caso di esercizio di sue attività con due differenti codici

ATECO, il limite dei ricavi viene determinato sull'attività che ha

generato più ricavi e compensi. 27

3) I limiti ricavi sono tra 15.000 euro e 40 mila euro mentre il

compenso è fino a 15.000 euro lordi. Tale limite, è stato modificato

dalla Legge di Stabilità 2016 per professionisti la soglia ricavi sale a

30mila euro e per le medie e piccole imprese a +10mila euro.

C) Sono esclusi dal regime forfetario:

Le persone fisiche che si avvalgono dei regimi speciali IVA o

regimi forfetari per la determinazione del reddito.

I soggetti non residenti, fatta eccezione di chi risiede in uno

stato membro dell'unione Europea che assicuri uno scambio di

informazioni e che producano in Italia almeno il 75% del

reddito.

I soggetti che effettuano cessioni in via esclusiva o

prevalente di fabbricati, terreni edificabili, mezzi di trasporto

nuovi.

Gli autonomi professionisti o esercenti arti o attività di

impresa che partecipano contemporaneamente a società di

persone o associazioni.

Regime forfettario requisiti IVA 2017 e la fattura forfettari:

Regime forfetario 2017 IVA e fattura: I contribuenti ai fini di

accesso al regime forfetario, devono rientrare nei seguenti requisiti e

condizioni in merito all'imposta sul valore aggiunto: 28

Non devono esercitare la rivalsa IVA per le operazioni

nazionali.

Applicano alle cessione di beni intracomunitarie l'articolo 41

comma 2 bis del decreto legge 30 agosto 1993 n.331

convertito con modificazione dalla legge 29 ottobre 1997

n.427.

Applicano agli acquisiti di beni intracomunitarie l'articolo 38

comma 5 del DL 30 agosto 1993 n.331 convertito con

modificazione dalla legge 29 ottobre 1997 n.427.

Applicano alla prestazioni di servizi ricevute da soggetti non

residenti o rese ai medesimi articoli 7-ter e seguenti del

decreto del presidente della Repubblica n.633 del 1972.

Applicano alle importazioni, esportazioni e alle operazioni

assimilate le disposizioni le disposizioni del decreto del

presidente della Repubblica n.633 del 1972, fermo restando

l'impossibilità di avvalersi della possibilità di acquistare senza

IVA.

Per dette operazioni, i contribuenti non hanno diritto alla detrazione

IVA assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti.

I contribuenti nel regime forfetario salvo quanto sopra disposto, sono

esonerati dal versamento dell'IVA e da tutti gli altri obblighi

sull'imposta valore aggiunto ad eccezione degli obblighi di numerazione

e conservazione fatture di acquisto e delle bollette doganali,

certificazione dei corrispettivi e conservazione dei relativi documenti.

Per le operazioni per quali invece risultano debitori IVA, va emessa la

fattura o integrazione con l'indicazione della relativa aliquota, oltre al

29

versamento IVA entro il giorno 16 del mese successivo a quella di

effettuazione delle operazioni.

Il passaggio dal regime ordinario al forfetario o viceversa, parte

rispettivamente dall'ultimo di anno di applicazione dell'ordinario e dal

primo anno di applicazione delle regole ordinarie.

Come si calcola la base impnibile del reddito

Il calcolo per la determinazione della base imponibile per i

contribuenti nel regime forfetario si effettua applicando

l'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti, il coefficiente di

redditività diversificato a seconda del codice ATECO assegnato

all'attività.

I ricavi e compensi relativi al reddito nel regime forfetario non sono

assoggettati a ritenuta d'acconto da parte del sostituto di imposta, a

tal fine i contribuenti rilasciano apposita dichiarazione dalla quale risulti

che il reddito è soggetto ad imposta sostituiva. Le eventuali perdite

avute dal contribuente nell'anno precedente, possono essere calcolate

in diminuzione del reddito.

Tassazione forfetari 2017 al 15% e riduzione al 5% per 5 anni:

Tassazione forfettari 2017 al 15 e al 5%: Al reddito imponibile dei

contribuenti nel regime forfetario si applica un'imposta sostitutiva sul

reddito, delle addizionali regionali e comunali e IRAP pari al 15%.

Nel caso di imprese familiari, l'imposta sostitutiva è calcolata

sul reddito lordo delle quote assegnate al coniuge e ai

collaboratori familiari dell'impresa, ovvero, se non fiscalmente a

30

carico qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sugli

stessi collaboratori, si calcola dal reddito determinato nella stessa

modalità del presente comma. L'eventuale eccedenza è deducibile dal

reddito complessivo, applicando le regole IRPEF.

Riduzione di un terzo aliquota sostitutiva start up: Al fine di

favorire le nuove imprese per il primo anno e per i successivi 4 anni, il

reddito così determinato, è ridotto di un terzo, ossia, al 5% per 5 anni,

a condizione che:

1) il contribuente non abbia esercitato nei 5 anni precedenti all'inizio

dell'attività attività di impresa, arte o professione.

2) L'attività non sia la mera prosecuzione di un'attività

precedentemente svolta, a meno che non rientri nella pratica

obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni.

3) nel caso in cui l'attività venga proseguita da un altro soggetto svolta

in precedenza, l'ammontare dei ricavi e compensi realizzati nell'anno

precedente non sia oltre i limiti fissati per l'accesso al regime

forfetario.

Agevolazioni fiscali e esonero obblighi:

Esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture

contabili ma obbligo della dichiarazione dei redditi, in oltre non sono

tenuti a operare ritenute alla fonte ma nella dichiarazione dei redditi

devono indicare il codice fiscale del precettore dei redditi per i quali

non è stata operata la ritenuta oltre che indicare l'ammontare dei

redditi. Esonerati dall'applicazione degli studi di settore e dei parametri

31

ma hanno l'obbligo di utilizzare i modelli approvati dall'Agenzia delle

Entrate ai fini della dichiarazione dei redditi relativi all'attività svolta.

CONTRIBUENTI MINIMI ex minimi gli ex minimi possono proseguire in tale regime ora abrogato fino al

compimento del 35 anno di eta ovvero fino alla scadenza del quinquennio.

Art 27 D.L. 6 luglio 2011/98

Regime ulteriorm semplificato x i contribuenti che conseguono ricavi o percepiscono compensi,

ragguagliati ad anno, non > 30mila€

Si chiede inoltre:

 che abbiano iniziato l’attività dopo il 31 dic 2007

 che non abbiano effettuato cessioni di esportazione, operazioni assimilate, servizi internazionali o

connessi agli scambi internazionali

 che non abbiano sostenuto spese x lavoratori dipend o collaboratori non occasionali, né

corrisposto somme a titolo di borsa di studio, assegno o sussidio, ovvero sotto forma di utili da partecipaz agli associati

che apportano solo lavoro

 che non abbiano esercitato, nei 3anni preced l’inizio dell’attività, attività artistica, professionale

ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare, e che l’attività da esercitare non costituisca la prosecuzione di

altra attività precedentem svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo

benefici:

a. il R di questi contrib x un periodo di 5anni o meno se si verifica una causa di esclusione, è

costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti e quello delle spese sostenute nel periodo

d’imposta; rilevano anche le plusvalenze e minusvalenze < cessione di beni relativi all’impresa o all’esercizio di arti o

professioni; sul R cosi determinato si applica un’imposta sostitutiva (dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali)

del 5% b. esenzione da IVA: contrib non addebitano l’imposta a titolo di rivalsa ne hanno il diritto alla

detrazione dell’IVA a monte

c. no soggezione a Irap

d. presentazione della dich Ri nei termini è secondo le modalità ordinarie, ma esonerazione da

obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili e dall’applicazione degli studi di settore

LE SOCIETÀ DI COMODO

art 30 L. 23 dicembre 1994/724

= società commerc considerate non operative:

perché non rispettano determinati “indici di reddittività”

A. società le cui Dich sono in perdita fiscale x 3periodi d’imposta consecutivi

B. nello stesso arco temporale rilevano una perdita fiscale x 2 periodi d’imposta ed un R < imponibile

C.

minimo x il rimanente anno

sono soggette ad imposta sulla base di imponibile minimo, presunto in rapporto al loro

patrimonio (1,5% delle participaz che non costituiscono immobilizzazioni; 3-4,75% degli immobili, 12% altre

immobilizzazioni) con aliquota maggiorata del 10,5% 32

Sez VI: REDDITI DIVERSI

CATEGORIA (capo VII) (art 67 T.u.)

residualità: serie di hp reddituali eterogenee, non riconducibili alle categ “tipiche” perché privi del

requisito tipico ma che presentano Ri simili o prossimi a tali categ

principio di cassa: Ri tassati al mom del realizzo

 tassati al netto delle spese ed oneri di produzione è non soggetti a ritenuta alla fonte

 CASISTICA:

PLUSVALENZE IMMOBILIARI

1.

plusvalenze “isolate” perché non realizzate nel contesto di attività economica di tipo continuativo, come

quella d’impresa

 specifica previsione di tassabilità delle plusvalenze, realizzate:

mediante lottizzazione di terreni o l’esecuzione di opere intese a renderli edificabili, e la

a.

successiva vendita (anche parziale) dei terreni o degli edifici

come valore iniziale, il prezzo di acquisto o quello normale dei terreni nel 5°anno anteriore alla

lottizzazione mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non + di 5anni, con

b.

esclusione di: immobili acquistati x successione

- unità immob urbane che x la > parte del periodo intercorso tra acquisto e cessione sono state

-

adibite ad abitazione del cedente o dei suoi familiari

(in questi casi operazione non è stata effettuata a fine speculativo)

a seguito di cessione a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli

c.

strumenti urbanistici vigenti al mom della cessione

sostitutiva applicata mediante ritenuta alla fonte, a titolo d’imposta, sull’indennità di

imposta

esproprio, con aliquota del 20%

CAPITAL GAIN

2.

PLUSVALENZE DEI TITOLI AZIONARI E OBBLIGAZIONARI CD FINANZIARIE 33

= realizzate con la cessione di azioni o di altre partecipazioni sociali, o con la cessione di titoli

obbligazionari o di altre attività finanziarie

plusvalenze realizzate quando un titolo viene ceduto ad un prezzo > a quelli di acquisto = R diversi

mentre i frutti dei titoli azionari od obbligazionari = R di capitale

 plusvalenze < cessioni partecipazioni qualificate sono soggette ad imposizione x il 49,72% del loro

ammontare (come i dividendi)

plusvalenze < cessione a titolo oneroso di partecipaz non qualificate sono invece soggette ad imposta

sostitutiva del 26%; il contrib può scegliere tra 3 regimi: tassazione “analitica” in base a dich; regime del “risparmio

amministrativo” o regime del “risparmio gestito”

(dividendi: le partecipazioni sociali sono qualificate se superano una data % del capitale sociale o se

attribuiscono diritti di voto in misura > data %:

società di capitali quotata: partecipaz > 5% capitale o se diritti di voto >2%

società di capitali non quotata: partecip > 25% capitale o se diritti di voto >20%)

 anche le plus realizzate con la cessione di titoli obbligazionari e di strumenti finanziari in genere; €

partecipazioni qualificate [titoli di Stato, derivati..]oicvm-metalli preziosi-valute estere e titoli non rappresentativi di

merci+ contratti derivati o a termine su strumenti finanziari-valute e metalli preziosi.

 Clausola di chiusura cessione-rimborso-chiusura di contratti da cui possono derivare differenziali

positivi o negativi in funzione di eventi incerti.

PLUSVALENZE DA CESSIONE DI KI DI ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE

3.

Cessione Ki di associazione in partecipazione cessione titoli azionari

(art 67,lett c. e c-bis)

apporto supera determinate soglie; applicata la disciplina partecip qualificate

- soglie non sono superate: applicata la disciplina partecipaz non quaificate

- ALTRI RI DIVERSI

4.

 Mancanza requisito catasto:

a. Ri di natura fondiaria, la cui qualificazione non è data dal catasto

b. Ri delle sublocazione

c. Ri dei beni immobili situati all’estero

 Mancanza requisito abitualità

d. Ri < attività di lavoro autonomo non esercitate abitualm

e. Ri < utilizzazione economica di opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule e

simili  Manca requisiti x R d’impresa

f. Ri < dall’affitto e concessione in locazione dell’unica azienda da parte dell’imprenditore +

plusvalenza realizzata in caso di vendita

 Varie ragioni:

g. Ri < concessione in usufrutto e sublocazione di beni immobili; affitto, locazione, noleggio e

concessione in uso di veicoli, macchine e altri beni mobili; affitto e concessione in usufrutto di aziende

h. Ri < “differenza tra il valore del mercato e il corrispettivo annuo x la concessione in godimento di

beni dell’impresa a soci o fam imprenditore”

i. Vincite delle lotterie, dei giochi, concorsi a premio..

j. Premi ricevuti come riconoscimento dei meriti artistici, scientifici e sociali

k. Provenienti illeciti non classificabili in altre categorie, ex art 6 T.u.

l. Ri < obblighi assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere (formula di chiusura di portata

generale) In aggiunta

redditi da lavoro autonomo occasionale 34

rimborsi spese-indennita di trasferta per attivita musicale o sportiva dilettantistica superiore ai 7500 euro

utilizzazione delle opere dell'ingegno da persona diversa dal loro autore

plisvalenze derivanti da trasformazioni eterogenee

corrispettivo dell'utilizzo a fini personali dei beni intestati all'impresa.

Capitolo III: IMPOSTA SUL R DELLE SOCIETÀ

Sez I: SOGGETTI PASSIVI (titolo II T.u.)

SOGGETTI PASSIVI

Ires = imposta proporzionale

colpisce con aliquota del 27,5% il R complessivo netto delle società di capitali e dei sogg collettivi in

genere Art 73 T.u.: classificazione in tre gruppi:

1. Società ed enti commerciali:

a. Società di capitali [società x azioni, società in accomandita x azioni, società a resp limitata],

cooperative, società di mutua assicurazione, società europee e cooperative europee

b. Altri enti, compresi i trust, aventi come oggetto esclusivo o principale della loro attività l’esercizio

di una attività commerciale

2. Enti non commerciali

enti che non svolgono attività commerciale o la svolgono come attività non principale

3. Società ed enti non residenti, commerciali e non

 Residente: se x la maggior parte di un periodo d’imposta, ha sede legale o sede

dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato

 presunzioni legali di residenza fiscale in Italia: salvo prova contraria,

si considera esistente nel territorio dello Stato la sede dell’amministrazioni di società

i.

(esterovestite) ed enti che detengono partecipazioni di controllo, ex art 2359 c.c., in società o enti comm residenti, se:

sono controllati, anche indirettam, ai sensi art 2359, da sogg residenti nel territorio dello Stato, o

- sono amministrati da un consiglio di amminist o altro organo equivalente di gestione, composto in

-

prevalenza di consigliere residenti nel territorio dello Stato 35

si considera che siano residenti in Italia, i trust esteri istituiti in Paese a fiscalità privilegiata, se:

ii. almeno un disponente e un beneficiario sono residenti, o

- un residente ha trasferito in trust immobili o diritti reali immobiliari

-

Non Residente: senza residenza fiscale in Italia, a prescindere dalla loro forma giuridica

ENTI COMMERCIALI ED ENTI NON COMMERCIALI

tra gli enti commerciali e non(≠ società), si includono: associazioni non riconosciute, i consorzi ed anche

“le altre organizz non € ad altri soggetti passivi nei confronti dei quali il presupposto si verifichi in modo unitario ed

autonomo” distinzione tra ente commer e non commer dipende dall’oggetto dell’attività

A. L’ oggetto si determina in base alla normativa dell’ente o in base all’attività svolta di fatto? (art

73) - c.IV: “è determinato in base alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto, se esistente in forma di

atto pubblico o di scrittura privata autenticata”;

- c.V: “in mancanza dell’atto costitutivo o dello statuto nelle predette forme, l’oggetto princ

dell’ente residente è determinato in base all’attività effettivam esercitata nel territorio dello Stato” (tale disposizione

si applica in ogni caso x enti non residenti)

B. Se l’attività commerciale non è l’unica, in base a quale criterio si stabilisce se è principale o

secondaria? (art 73)

c. IV: oggetto principale = “attività essenziale x realizzare direttam gli scopi primari indicati dalla legge,

atto costitutivo o statuto”

necessario:

- Identificare gli scopi il cui perseguimento è irrinunciabile

valutare se l’attività è necessaria x realizzarli direttam: se la diretta realizzazione degli scopi

-

primari dell’ente è o non è impedita dal mancato esercizio dell’attività considerata

se un ente svolge più attività, è da considerare commerciale se è commerciale “l’attività essenziale”

C. Come si determina la natura commerciale di un’attività?

nozione di R d’impresa fissata in generale nell’art 55 T.u.

Presunzione legale di perdita della qualifica di ente non commerciale:

art 149 T.u.: “indipendent dalle previsioni statuarie….qualora eserciti prevalentemente attività

commerciale x un intero periodo d’imposta”

c.II: “ai fine della qualificazione commerciale, si tiene conto anche:

prevalenze delle immobilizzazioni relative all’attività commerciale rispetto alle restanti attività

i. prevalenza dei ricavi < da attività commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o

ii.

prestazioni afferenti le attività istituzionali

prevalenza dei Ri < da attività commerciali rispetto alle entrate istituzionali [contributi,

iii.

sovvenzioni, liberalità e quote associative]

prevalenza delle componenti negative inerenti all’attività commerciale rispetto alle restanti spese

iv. 1. SOCIETÀ ED ENTI COMMERCIALI

Il loro R è sempre è solo R d’impresa; “da qualsiasi fonte provenga, è considerato R d’impresa” (art 81)

società a resp limitata costituite da imprenditori agricoli e società a resp limitata e società cooperative

che rivestono la qualità di “società agricole”

 R complessivo determinato sulla base del bilancio:

punto di partenza è il risultato del conto economico (utile o perdita), da cui si apportano le Δ, in aumento

e in diminuzione, < applicazione delle norme fiscali (art 83)

Regole particolari x sogg che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali

o

 Le società di capitali (e tutte le società comm) sono sempre, ontologicamente, imprese

commerciali, in ragione della loro forma giuridica (ed anche se in concreto non svolgono un’attività comm)

36

IL RIPORTO DELLE PERDITE (art 84)

La perdita di un periodo d’imposta “può essere computata in diminuzione del R dei periodi d’imposta

successivi in misura non > all’80% del R imponibile di ciascuno di essi e x l’intero importo che trova capienza in tale

ammontare” il 20% dell’utile del periodo deve essere tassato, anche se le perdite pregresse superano l’utile

 i soggetti i cui utili sono esenti [cooperative a mutualità prevalente i cui utili accantonati a riserva

indivisibile non sono imponibili] possono riportare la perdita solo x ammontare che eccede l’utile non tassato negli

esercizi precedenti: “la perdita è diminuita dei proventi esenti dall’imposta (escluse plusval che beneficiano della pex)

x la parte del loro ammontare che eccede i componenti negativi non dedotti perché si riferiscono a proventi esenti”

Regimi di non tassazione parziale o totale del R: le perdite fiscali assumono rilevanza in misura

o

corrispondente al R tassabile e la perdita riportabile deve essere ridotta nella stessa misura dell’esenzione

 c.II: nuove società:

le perdite dei primi 3 periodi d’imposta possono essere computate in diminuzione del R dei periodi

successivi, ma solo se svolgono attività produttiva nuova (no continuazione di un’attività gia svolta sotto altra veste)

 c.III: continuità sotto il profilo soggettivo e oggettivo

il riporto non è ammesso quando il sogg che le utilizza è nominalmente lo stesso, ma nella sostanza

diverso, da quello che ha realizzato le perdite, o quando muta l’attività che ha prodotto le perdite

 la limitazione non si applica quando:

le partecipazioni riguardano società che nel biennio precedente hanno rispettato determinati “requisiti di

validità” (n° dipendenti mai <10, ammontare ricavi e provenienti attività caratteristica e spese x prestazioni di lavoro

subordinato > 40% della media degli ultimi due esercizi)

 la compensazione delle perdite pregresse con il R di un esercizio deve essere espressa nella dich;

può rendersi necessaria come conseguenza della rettifica in aumento del risultato d’esercizio: la compensazione, se

non effettuata d’ufficio nell’avviso di accertam, può essere chiesta dal contrib nel ricorso alla commissione tributaria

RIDUZIONE DELL’IMPOSTA A SEGUITO DI NUOVI CONFERIMENTI (ACE)

 D.L 6 dicembre 2011, 201 L. 22 dicembre 2011, 214

x incentivare aumento del patrimonio delle imprese è prevista una riduzione dell’imposta commisurata al

nuovo capitale immesso (a partire da una certa data) sotto forma di conferimenti in denaro da parte dei soci o

mediante destinazione di utili a riserva

beneficio:

esclusione dalla base imponibile del R d’impresa, del rendimento “nozionale” riferibile ai nuovi apporti di

capitale a rischio e agli utili accantonati a riserva, secondo il modello ACE [allowance for corporate equity]

Il rendimento nozionale del nuovo capitale si determina mediante applicazione dell’aliquota %

alla Δ in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31 dicembre

2010. aliquota fissata in via transitoria x il primo triennio di applicazione al 3%, dal 4° periodo d’imposta

o

è determinata con decreto Ministero econ-finanze, da emanare entro il 31gennaio di ogni anno, tenendo conto dei

rendimenti finanziari medi dei titoli obbligazionari pubblici, aumentabili di ulteriori 3punti % a titolo di compensazione

del maggior rischio riduzione si applica a: società di capitali, enti commerciali, stabili organizzazioni, imprese

individuali, società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria

2. ENTI NON COMMERCIALI

= tutti gli enti che svolgono, in via esclusiva o principale, un’attività non commerciale (se svolgono

un’attività comm, non è quella principale)

[enti pubblici, fondazioni, consorzi, trust, comitati, associazioni culturali, sportive, politiche, sindacali..,

enti ecclesiastici..] TASSAZIONE

 37

Ri complessivo imponibile = somma di Ri fondiari, di capitale, d’impresa e diversi (art 147 T.u.)

come le persone fisiche e le società semplici, possono conseguire Ri € categorie diverse (eccez: Ri di

lavoro, di cui possono essere titolari solo le persone fisiche): ciascun R è determinato secondo le regole proprie della

categoria di € oneri deducibili dal R complessivo e oneri detraibili dall’imposta (art 146-147)

 Regimi:

i. detassazione dei dividendi del 95% del loro ammontare (come previsto x le società di capitali e x

gli enti commerciali)

ii. plusval relative al realizzo delle partecipazioni sono tassate con le stesse regole previste x persone

fisiche: se conseguite al di fuori dell’impresa, sono tassate in modo parziale o sottoposte a prelievo alla

-

fonte del 20%, a seconda che attengano a partecipaz qualificate o non qualificate;

se conseguite nell’ambito dell’attività d’impresa, si applicano le regole previste x imprenditori

-

individuali art 144:

 x l’attività commerciale (eventualmente) esercitata, “hanno l’obbligo di tenere la contabilità

separata”, distinguendo cio che si inerisce all’attività d’impresa (costi, beni, ricavi..) da cio che inerisce all’attività

istituzionale  la distinzione tra beni relativi all’impresa e beni estranei è fatta con gli stessi criteri che si

applicano agli imprenditori individuali ex art 65

 le perdite dell’attività comm sono deducibili nei periodi successivi applicando le regole previste x

imprenditori individuali

 i componenti positivi e negativi si determinano secondo le ordinarie regole in materia di R

d’impresa: a. le spese specificamente inerenti all’attività commerc sono deducibili x intero

b. le spese specificamente inerenti ad attività non imponibile non sono deducibile

c. le spese ad utilizzazione promiscua sono deducibili in parte:

“in misura corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri provenienti che formano il R

d’impresa e l’ammontare complessivo dei provenienti dell’ente”

art 145: regime forfetario

gli enti ammessi al regime di contabilità semplificata (il cui volume d’affari non è elevato), “possono

optare x la determinazione forfetaria del R d’impresa, applicando all’ammontare dei ricavi conseguiti nell’esercizio di

attività commerciali il coefficiente di reddittività corrispondente alla classe di appartenenza”

art 148: enti di tipo associativo

 l’attività degli enti di tipo associativo non è commerciale se:

è attività interna (rivolta agli associati e partecipanti)

i. non è retribuita con corrispettivi specifici

ii.  le associazioni politiche, sindacali, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di

promozione sociale e di formazione extrascolastica:

anche le attività svolte verso corrispettivo non sono commerc, ma devono essere svolte in diretta

-

attuazione degli scopi istituzionali

i loro statuti devono avere particolari clausole (divieto di distribuire utili o avanzi di gestione;

-

devoluzione del patrimonio dell’ente, in caso di scioglimento, ad altro analogo; effettività del rapp associativo…)

I TRUST

Sono collocati nella categ degli enti commerciali o non commerciali a seconda dell’oggetto esclusivo o

principale applicazione delle regole in tema di determinazione del R complessivo netto e in tema di obblighi

contabili previste 38

“trasparenti”: i beneficiari sono individuati (= titolari di un diritto attuale e incondizionato

all’assegnazione di una parte di R) e sono soggetti ad imposta x il R ad essi imputato, a prescindere dalla percezione: il

trust ≠ sogg passivo Ires perché i Ri sono imputati ai beneficiari (come Ri di capitale) in proporzione alla quota di

partecipazione (art 73, c.II – art 44, lett g-sexies)

“opachi”: no beneficiari individuati: il trust = sogg passivo Ires, quindi soggetti a tutti gli obblighi

sostanziali e formali previsti

3. SOCIETÀ ED ENTI NON RESIDENTI

Società ed enti, commerciali e non, compresi i trust

sono tassati solamente x i Ri prodotti in Italia

 sez II: IL REDDITO D’IMPRESA

DERIVAZIONE DEL R FISCALE DAL CONTO ECONOMICO

Titolo II, capo II, sez I; determinazione della base imponibile (artt 83-116)

Norme che si applicano anche agli imprenditori individuali e alle società di persone ex art 56 T.u.

o

Art 83: “Il Ri complessivo è determinato apportando all'utile o alla perdita risultante dal conto economico,

relativo all'esercizio chiuso nel periodo d'imposta, le Δ in aumento o in diminuzione conseguenti all'applicazione dei

criteri stabiliti nelle successive disposizioni della presente sezione

componenti del calcolo dell’imponibile:

 risultato del conto economico

a. variazioni

b.

sistema della “dipendenza”/”derivazione” parziale del R fiscale da quello civilistico: il R fiscalmente

rilevante non si identifica tout court con il risultato del conto economico, in quanto si aggiungono le Δ

39

carattere non esaustivo delle norme fiscali: tassati componenti positivi o deducibili componenti

negativi non espressam contemplati nelle norme fiscali ma rilevanti perché concorrono a determinare il risultato del

c.e. le norme fiscali sul R d’impresa ≠ disciplina organica e compiuta di tutti i componenti reddituali, ma si

limitano ad imporre delle “Δ”: in materia di componenti positivi, le norme fiscali non hanno lo scopo di istituirne la

tassabilità, ma di determinarne le modalità di tassazione; le norme sui singoli componenti negativi non hanno lo scopo

di istituirne la deducibilità, ma di determinarne condizioni, tempi e modalità

LE VARIAZIONI AL RISULTATO DEL CONTO ECONOMICO

Molte norme fiscali sul R d’impresa riguardano l’inerenza o la competenza

Quattro tipi di Δ, visto che possono riflettere componenti positivi e negativi del conto economico

1. variazioni fiscali in aumento:

il R imponibile aumenta rispetto all’utile civilistico

deduzione di un componente positivo non presente o presente in misura < nel c.e.

i.

ex : - norma che assimila ai ricavi il valore normale dei “beni merce” assegnati ai soci o destinati

all’autoconsumo o ad altre finalità estranee all’impresa (art 85, c.II)

norma che impone, x operazioni tra società controllate, di tener conto del valore normale dei beni

-

che una società italiana ha venduto ad una società estera controllata, in luogo del corrispettivo pattuito e

contabilizzato, se il valore normale è > al corrispettivo (art 110, c. VII)

eliminazione o riduzione di un componente negativo del c.e.

ii. tutte le norme in tema di costi pongono dei limiti “Δ in aumento”

a. quando il c.e. contiene componenti – non ammessi in tutto o in parte ai fini fiscali; tale

inammissibilità può dipendere dalla presenza, nel c.e., di componenti + non tassabili o da motivi di non inerenza

[norme in materia di interessi passivi, oneri di utilità sociale, spese di rappresentan]

b. quando le componenti – sono ammessi in un periodo d’imposta ≠ da quello in cui sono rilevate

nel c.e.; Δ con effetti temporanei; tale deducibilità è legata al principio di competenza

[ammortam computati in sede civilistica in misura > a quella fiscalm ammessa; svalutazione di crediti in

misura > quelle fiscalm ammessa..]

molti componenti del R d’impresa < corrispettivi contrattuali o da altri valori numerari [ex: norme

-

sui ricavi o sul costo di acquisizione dei beni]

altri componenti sono frutti di una stima, perché le norme civilistiche ne dettano criteri di

-

massima (≠ normativa fiscale: parametri rigidi, il cui rispetto impedisce il sorgere di controversie)

[ex: in materia ammortamenti, le immobilizzaz devono essere iscritte in bilancio in base al costo, che

“deve essere sistematicam ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione”;

valutaz discrezionale del c.c. ≠ criterio rigido delle legge fiscale: non sono ammessi ammortam > determinati

coefficienti ed essi non sono sindacabili]

2. variazioni fiscali in diminuzione:

il Ri imponibile diminuisce rispetto a quello civilistico, in seguito all’applicazione di norme a tutela del

contrib (“norme neutre”)

eliminazione o riduzione di un componente positivo del c.e.

iii. a. quando il c.e. contiene componenti + esenti, esclusi da imposizione

[plusval < partecipazioni immobilizzate che beneficiano del regime pex; dividendi non tassati x effetto del

principio trasparenza] o tassabili in misura ridotta

b. quando i componenti + non sono soggetti al regime ordinario di tassazione (soggetti a ritenuta

alla fonte a titolo d’imposta o tassati con imposta sostitutiva, o soggetti a tassazione separata)

c. quando la tassazione di un componente + non avviene nell’anno in cui si realizza civilisticam, ma

in seguito 40

[plusval “rateizzabili”, art 86, c.IV e sopravvenienze attive tassabili in 5 esercizi a partire da quella

dell’incasso art 88, c.III]

deduzione di un componente negativo non presente o presente in misura < nel c.e.

iv. componente – computato nel c.e. di un dato esercizio, la cui deducibilità fiscale è stata rinviata; tale

evenienza può verificarsi solo nei casi in cui vi sia une deroga al principio generale della previa imputazione dei costi al

c.e. ex art 109, c.IV

[compensi agli amministratori imputati in un esercizio ma pagati nell’esercizio successivo, art 95, c.V]

PRINCIPI GENERALI DEL R D’IMPRESA

L’attività d’impresa è un continuum, che viene frazionato in esercizi sociali annuali; a ciascuno di questi

corrisponde un periodo d’imposta

principio di cassa: le componenti di Ri assumono rilievo quando avvengono i pagamenti (dei

componenti −) e gli incassi (dei componenti +); ha rilievo il momento finanziario

principio di competenza: ai fini dell’imputazione temporale dei componenti – e + che concorrono a

determinare il R d’impresa ha rilievo il momento in cui si verifica il fatto economico-gestionale da cui < il componente

reddituale competenza” = ogni fenomeno di ripartizione degli elementi reddituali tra più esercizi (competenza

esterna: con i 3° ed utilizzazione interna)

conseguenze:

 Δ con effetti temporanei

[costo differito quando incerto nell’an e nel quantum; ammortamenti in sede civilistica > a quelli ammessi

ai fini fiscali]  Δ con effetti permanenti

[proventi esenti o partecipaz che fruiscono del regime di esenzione; indeducibilità dei costi in via

definitiva] art 109 T.u: imputazione temporale componenti R:

se non operano norme specifiche, applicato in via residuale l’enunciato generale

 COMPETENZA ECONOMICA (regola generale):

c.I: “I ricavi, le spese e gli altri componenti positivi e negativi …concorrono a formare il reddito

nell'esercizio di competenza;”

principio di correlazione dei costi ai ricavi:

i ricavi devono essere imputati all’esercizio in cui sono conseguiti in senso economico, ossia quando

avviene lo scambio con i 3°; i costi invece non sono tutti deducibili nel periodo in cui si considerano sostenuti ma

assumono rilievo e dunque sono dedotti nell’esercizio/i in cui sono realizzati i ricavi che contribuiscono a produrre

[norme sulle rimanenze, ammortamenti, spese relative a più esercizi, spese delle imprese di nuova

costituzione..]

 COMPETENZA TEMPORALE (previsioni dettagliate)

c.II: data in cui i costi si considerano sostenuti e data in cui i ricavi si considerano conseguiti

a. cessione beni mobili: i corrispettivi si considerano conseguiti alla data della consegna o spedizione

se effetto traslativo si verifica in seguito, ha rilievo la data successiva in cui si verifica tale effetto

o

b. cessione beni immobili e aziende: i corrispettivi si considerano conseguiti alla data della

stipulazione dell’atto

se è successiva, vale la data dell’effetto traslativo

o

c. prestazione di servizi: il ricavo è da imputare all’esercizio nel quale la prestazione è ultimata; in

caso di prestazioni periodiche rileva la data di maturazione dei corrispettivi

stessi criteri valgono anche x i costi

 COMPETENZA FISCALE (che diverge con competez eco-civil)

= deroga al principio di competenza; 41

1. Costi:

deducibilità solo se sono certi nell’an ed oggettivam determinabili nel quantum (c.I art 109)

a. Δ in aumento nella dich del periodo di competenza e Δ in diminuzione quando costo certo e

o

determinabile divergenza tra norma tributaria e civilistica

- d. tributario: “ammette” i costi solo se certi ed oggettivam determinabili; tutela il fisco

- d. civile: “impone” la rilevanza dei costi, anche se solo probabili; tutela altri interessi (criterio di

prudenza) le componenti di Ri assumono rilievo quando avvengono i pagamenti (dei componenti −) rilievo il

b.

momento finanziario (principio di cassa)

i. per i seguenti componenti:

compensi dovuti agli amministratori (art 95, c.V)

- oneri fiscali e contributivi (art 99)

- erogazioni liberali (art 100, c.II)

-

2. materia di interessi di mora (attivi e passivi) (art 109, c.VII)

(principio di cassa)

3. componenti positivi:

a. deducibilità solo se sono certi nell’an ed oggettivam determinabili nel quantum (c.I art 109)

b. Δ in diminuzione e poi in aumento

utili < partecipazione in società ed enti soggetti ad Ires, che concorrono a formare il R

i.

nell’esercizio in cui sono percepiti (art 89, c.II); gli utili delle partecipate, approvati ma non distribuiti, sono inseriti nel

bilancio della partecipante in base al p. competenza ma non concorrono a formare il R della partecipante se non sono

stati percepiti plusval dei beni relativi all’impresa, la cui tassazione può avvenire non nel periodo in cui sono

ii.

conseguite ma in modo dilazionato (art 86, c.IV)

sopravvenienze attive conseguite a titolo di contributo o liberalità, che concorrono a formare il R

iii.

imponibile x intero nell’esercizio in cui sono incassate o, a scelta del contrib, in quote costanti al mass in 5 esercizi, a

partire da quello in incasso (art 88, c.III, lett b.)

violazioni:

perdita x contrib della possibilità di dedurre un costo che non ha contabilizzato nell’esercizio di

competenza, quando l’amm disconosca la deducibilità del costo in quel periodo; o doppia tassazione di un ricavo,

quando lo ha contabilizzato in un esercizio di non competenza e l’am lo accerti come ricavo omesso nel periodo di

competenza  il contrib può chiedere la restituzione della > imposta, pagata in relazione all’esercizio di non

competenza, entro il termine di prescrizione ex art 2935 c.c, a far data dal giudicato che respinge il ricorso vs avviso

accert fondato sulla violazione pric competenza BENI E VALORI

sono necessari ai fini della determinazione del R:

 la definizione dei beni “relativi all’impresa”; i componenti – e + che concorrono a determinarlo

sono collegati a tali beni

 “valore fiscalmente rilevante/riconosciuto” di tali beni

1. I BENI RELATIVI ALL’IMPRESA (art 65)

= beni soggetti al sistema di regole che concernono il R d’impresa

(in tema di costi, ricavi, plusval..)

 Imprese individuali (c.I)

L’ imprenditore indiv può essere contemporaneam proprietario sia di beni usati x bisogni personali o fam,

sia di beni “relativi all’impresa” 42

[ Merci, beni strumentali, crediti acquisisti nell’esercizio dell’impresa, beni inventariati, immobili, anche

strument, inclusi nell’inventario]

 Società in nome collettivo e in accomandita semplice (c.II)

tutti i beni che € all’impresa, salvo qnt stabilito x società di fatto

 Società di fatto (c.III)

Oltre a merci, beni strumentali e crediti commerciali, anche beni mobili e immobili iscritti nei pubblici

registri a nome di soci ed utilizzati in via esclusiva x l’impresa

Sono classificati, nello stato patrimoniale, come:

 Attivo circolante:

beni-merce (alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa); (art 85, c.I, a)

a. titoli di partecipazione in società di capitali (o altri enti commerc) quando costituiscono un

b.

impiego transitorio di liquidità;≅ alle merci (art 85, c.I, c-d-e)

loro cessione genera ricavo

o a fine esercizio sono rilevati e valutati come rimanenze (art 92-4) alla somma dei beni-merce

o

prodotti o acquistati da un’impresa in un determinato esercizio e di quelli residuanti da precedenti esercizi (rimanenze

iniziali di magazzino) deve corrispondere la somma dei beni alienati nell’esercizio e di quelli giacenti in magazzino alla

fine dell’esercizio (rimanenze finali)

rimanenze di magazzino: funzione di trasferire il costo dei beni invenduti da un esercizio all’altro in

modo che il costo di acquisto è imputato all’esercizio in cui il bene genera ricavi

(p. di correlazione)

le variazioni delle giacenze di magazzino concorrono a formare R

o

 Immobilizzazioni:

a. beni strumentali (inseriti nel processo produttivo dell’impresa in modo durevole e destinati

quindi a fornire il proprio contributo alla produzione del R di più esercizi);

b. beni meramente patrimoniali (categ residuale)

la loro cessione genera minusval o plusval (art 86 e 101)

o a fine esercizio sono rilevati “al costo” nello stato patrimoniale dell’esercizio di acquisizione; il

o

costo dei beni strum è ammortizzato a partire dall’esercizio in cui entrano in funzione

le minusvalenze rilevano solo quando sono realizzate (art 101, c.I)

o

c. titoli di partecipazione in società di capitali (o altri enti commerc) quando costituiscono un

investimento durevole art 85, c.I, c-d-e); la loro cessione genera plusval (art 86 e 101); € immobilizz finanziarie

x determinare la categoria di €:

 bene sua relazione con l’attività dell’impresa: genera un ricavo o una plusval

 partecipazioni e titoli bilancio (regola general: costituiscono immobiliz finanziaria quando sono

iscritti come attivo dello stato patr, art 85, c.III)

2. “ VALORE FISCALM RILEVANTE/RICONOSCIUTO” di tali beni

i. no definizione espressa

ii. elementi costitutivi:

 costo (comprende anche gli oneri di diretta imputazione connessi all’acquisto e al suo inserimento

nel ciclo produttivo, esclusi interessi passivi e spese generali ex 110, c.I)

corrispettivo pagato x acquisto del bene (provenienz esterna)

- costo di fabbricazione (produzione in proprio del bene)

-

 Δ incrementative o decrementative

Le rivalutazioni non determinano un incremento del costo fiscale, perché fiscalm irrilevanti, a

o

meno che non ci sia una previsione espressa che preveda il contrario (art 110, c.I, lett c)

I COMPONENTI POSITIVI

 43

Le norme in materia di componenti + disciplinano:

- i criteri identificativi dei diversi tipi di componenti

- le fattispecie che ne determinano la rilevanza

- i criteri di determinazione

 ricavi )

Sottoclassi (c.I):

 Corrispettivi

delle cessioni di beni compresi nell’attivo circolante:

a. delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi alla cui produz o scambio è diretta l’attività

dell’impresa (beni merce, lett a)

b. delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e altri beni mobili, esclusi quelli

strumentali, acquistati o prodotti x essere impiegati nella produzione (lett b)

c. delle cessioni di azioni o quote di partecipazione in società, quando sono equiparate alle merci

(lett c)  Indennità

conseguite a titolo di risarcimento, anche in forma assicurativa, x la perdita o il danneggiament di beni, la

cui cessione genera ricavi (lett f)

 Contributi

“in denaro, o il valore normale di quelli, in natura, spettanti sotto qualsiasi denominazione in base

a.

a K” (lett g); contributi contrattuali normali corrispettivi

o “spettanti esclusivament in conto esercizio a norma di legge” (lett f)

b. contributi pubblici integrano i ricavi

o

sono dati di solito a imprese che operano in regime di prezzi amministrati [imprese di trasporto] o che

praticano prezzi non remunerativi x ragioni politico-sociali

i contributi dati in “conto capitale” [x rinnovamento o potenziamento impresa] ≅ sopravvenienze attive

 Valore del bene-merce (art 85, c.II)

Che fuoriesce dall’impresa senza corrispettivo; il ricavo dovrà essere quantificato sulla base del “valore

normale” di tale bene

a. autoconsumo da parte dei soci (art 57)

b. destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa [cessione gratuita]

 PLUSVALENZE PATRIMONIALI (art 86)

Sottoclassi:

 Immobilizzazioni:

Beni strumentali

a. Beni meramente patrimoniali

b. Sono tassate, quindi concorrono a formare il R, quando (c.I):

 sono realizzate mediante cessione a titolo oneroso

I. sono realizzate mediante risarcimento, a seguito di perdita o danneggiamento dei beni

II. i beni fuoriescono dalla sfera dell’impresa mediante assegnazione ai soci o destinazione a finalità

III.

estranee all’esercizio dell’impresa

trasferimento all’estero, che rende tassabili le plusval gia maturate perché il bene fuoriesce dalla

IV.

sfera impositiva dell’ordinam italiano

(l’imposta non è esigibile al mom del trasferimento, ma quando la plusval è realizzata) (art 166)

calcolo (c.II-III):

plusval= differenza positiva tra due valori dello stesso bene in due momenti diversi

= un valore finale (VF) − un valore-base (VB) 44

VF: corrispettivo (o dal risarcimento) in caso di realizzo o

o

valore normale se non c’è un controvalore (hp iii e iv)

VB: “valore fiscalm riconosciuto”, (ossia il costo del bene, incrementato e ridotto dalle Δ <

o

applicazione norme tributarie [costo – ammortamenti])

Tassazione (c.IV): NB

 regola generale: “concorrono a formare il R, x l’intero ammontare nell’esercizio in cui sono state

realizzate”  norma di favore: concorrono a formare il R, “a scelta del contrib, in quote costanti nell’esercizio

stesso e nei successivi, ma non oltre il 4°”

rateizzazione consentita:

 solo x i beni posseduti x un periodo non < 3anni

- se attuata con il meccanismo delle VARIAZIONI(deve risultare < dich deI REDDITI

- ragioni:

le plusval sono componenti reddituali a formazione pluriennale + fine di incentivare l’autofinanziamento

delle imprese PEX

Il R delle società commerciali (e di altri enti comm) è destinato ai soci: problema di coordinare la

tassazione del R delle società con quella dei soci

nel nostro ordinamento vi sono:

 Sistema della trasparenza

La società non è tassata ma sono tassati solo i soci, ai quali è imputato il R della società

applicazione obbligatoria: società di persone

o facoltativa: x effetto di opzione, anche in ambito Ires

Sistema del credito d’imposta

“accreditata” al socio l’imposta che colpisce i R della società

In vigore prima del 2004 ma ancora applicata ai R < dall’estero

o

 participation exemption

L’imposta dovuta dalla società non è imputata ai soci (si cristallizza: definitiva):

no natura agevolativa: l’eventuale tassazione duplicherebbe la tassazione dei Ri della società

partecipata (evitare doppia imposizione economica)

Sistema dell’ ESCLUSIONE (del 95%) o tassazione ridotta del soci

I dividendi sono tassati soltanto nella misura del 5% del loro ammontare

i dividendi che escono dal “circuito intersocietario” e sono distribuiti a soci persone fisiche (imprend o

società di persone), subiscono tassazione ulteriore (ma in misura ridotta): 49, 72% del loro ammontare (art 59)

 Applicabilità:

a. dividendi distribuiti ai soci aventi forma di società di capitali

b. remunerazioni che il soggetto Ires (società od ente commerc) percepisce a fronte di titoli e

strumenti finanziari alle azioni, o come “associato” nell’ambito di un K di associazioni in partecipazione, con apporto

di capitale  condizione:

provenienza da un Stato/territorio ≠ paradiso fiscale

impedimento rimovibile mediante interpello

o

 Effetti:

a. no tassabilità dei dividendi (solo il 5%)

b. deducibilità dei costi inerenti di gestione (quantificati nella misura forfetaria del 5% dei dividendi)

 imputazione temporale:

principio cassa: i dividendi sono tassati quando sono percepiti 45

principio di trasparenza : gli utili delle società partecipate si imputano ai soci a prescindere dalla

distribuzione dei dividendi (distribuzione dei dividendi è priva di rilevanza fiscale) (art 89-115/6)

Sistema dell’ ESENZIONE (del 95%)

Le plusval sono tassate soltanto nella misura del 5% del loro ammontare

 Giustificazione:

ineriscono a beni di 2°, che riflettono le plusval dei beni di 1°

[ex: se ceduta una partecipazione, la plusval fruisce del regime di pex (e l’acquirente non può dedurre il

costo che ha sostenuto); se invece viene ceduta l’azienda, la plusvalenza è tassata (e l’acquirente può dedurre il costo

che ha sostenuto)]

 Applicabilità:

le plusval < partecipazioni in società commerc (di capitali e persone)

a. le plusval < partecipazioni in enti soggetti ad Ires, resid e non

b. le plusval < strumenti finanziari ≅ azioni e K di associazione in partecipazione, con apporto di

c.

capitale  4 condizioni (art 87, c.I):

1. società partecipante

la plusvalenza rifletta gli utili della partecipata e non sia frutto di fluttuazioni del mercato

i. periodo di possesso: 1 anno “dal 1° giorno del 12° mese precedente quello dell’avvenuta

cessione” (lett a)

solo agli investimenti durevoli

 se partecipazioni acquisite in più tranche, e non tutte sono state possedute da 1anno, si

o

considerano cedute x prime (con presunz assoluta) quelle acquistate in data piu recente (LIFO)

ii. iscrizione delle partecipaz fra le immobilizzazioni finanziarie “nel 1° bilancio chiuso durante il

periodo di possesso” (lett b)

no riclassificazioni strumentali

2. società partecipata

requisiti che devono sussistere “ininterrottamente” fin dal 3° periodo d’imposta anteriore al

-

realizzo impedire che con l’inserimento di una holding nella struttura del gruppo, siano aggirati i requisiti

-

pex (tali requisiti devono sussistere nei confronti delle partecipate della holding che rappresent la > parte del valore

corrente del patrimonio sociale ex c.V)

sede: ≠ da uno Stato/territ “a regime fiscale privilegiato” (lett c)

i. impedimento rimovibile mediante interpello x “le imprese estere controllate” (art 167, c.V, lett

o

b) , provando che dalle partecipazioni non è stato “conseguito l’effetto di localizzare i Ri in Stati o territori” a regime

f.p. almeno il 75% del R proviene da partecipaz in società o da stabili organizzaz che hanno sede in stati dove sono

assoggettate a tassazione ordinaria

attività: impresa commerciale ex art 55 T.u. (lett d)

ii. natura del patrimonio posseduto attività d’impresa

o 

✖ per presunz legale assoluta: immobili patrimoniali

- ✔ : immobili-merce e immobili-strumentali

-

✪ quando la società partecipata e una società immobiliare, il motivo del requisito non attiene alla doppia

tassazione, ma è di tipo antielusivo

 effetti dell’esenzione:

a. no tassabilità delle partecipazioni esenti (solo 5%)

se “non esenti” (assenza dei 4 presupposti) tassabili:

o

i. partecip possedute da – di 12 mesi

ii. partecip inizialm classificate nell’attivo circolante

iii. partecip in società residenti in Paesi/territori a regime f.p. 46

iv. partecip in “società senza impresa”

b. indeducibilità dei costi connessi alle partecipaz esenti (art 109, c.V)

c. indeducibilità delle minusvalenze “realizzate” x effetto della cessione i partecipazioni esenti (art

101)  SOPRAVVENIENZE ATTIVE (art 88)

1. sopravvivenze in senso stretto (proprio)

= eventi che modificano componenti + e – di R contabilizzati in precedenti esercizi

sopravviv passiva: modifica di segno - della componente gia computata

 sopravviv attiva: modifica di segno + della componente gia computata

conseguimento di ricavi o altri proventi a fronte di spese, perdite od oneri dedotti o di passività

a.

iscritte in bilancio in precedenti esercizi

[indennizzi x danni subiti, rimborsi di imposte]

conseguimento di ricavi in misura > a quella che ha concorso a formare il R in precedenti esercizi

b.

[conseguimento di > corrispettivi, a seguito di revisione contrattuale]

sopravvenuta insussistenza di componenti – dedotte in precedenti esercizi [riscossione di crediti

c.

gia considerati inesigibili, x i quali è stata dedotta la relativa perdita; hp di eccedenza di accantonamenti]

2. sopravvivenze in senso lato (improprio)

= eventi estranei alla normale gestione dell’impresa che non modificano voci di R precedentem

computate a fini fiscali

indennità conseguite a titolo di risarcimento x danno non connessi alla perdita di beni che

i.

generano ricavi (beni-merce) o plusvalenze (beni strumentali-patrimoniali)

provenienti conseguiti a titolo di contributo [dati in conto capitale] o liberalità

ii. tassaz agevolata: il contrib può differire la tassazione rateizzandola in 5anni

o

NB: la loro inclusione tra i componenti reddituali + concetto di R x il quale sono rilevanti tutte le

modificazioni patrimoniali riconducibili all’impresa, non soltanto quelle che ineriscono la gestione

GLI INTERESSI ATTIVI

Concorrono a formare il R imponibile x l’ammontare maturato nel periodo d’imposta, secondo il principio

di competenza gli interessi di mora sono imputabili quando percepiti (art 109, c.VII)

 Se la misura del tasso d’interesse non è prevista in atto scritto, si presume che siano dovuti

interessi al saggio legale, ex art 1284c.c (art 89, c.V)

[interessi < mutui, depositi, conti correnti bancari e postali, obbligazioni]

I PROVENTI IMMOBILIARI

Anche gli immobili € all’attivo circolante (beni merce) o alle immobilizzazioni (imm strumentali o meram

patrimoniali)

 Immobili−merce e immobili strumentali (art 90, c.I)

≠ cespiti autonomi, fonte di R fondiari (determinati catastalm)

= beni che concorrono alla produzione di R secondo le regole fiscali del R d’impresa costi e ricavi come

gli altri beni-merce

[fabbricati costruiti da imprese edili: la loro cessione genera ricavi e, prima della cessione, concorrono al

calcolo del R imponibile come rimanenze]

 Immobili meram patrimoniali (art 90, c.II):

il loro R, pur essendo componente del reddito d’impresa, è quantificato in base all’estimo catastale (e non

in base ai costi ed ai ricavi effettivi)

deducibili gli interessi passivi relativi a finanziamenti contratti x l’acquisizione di tali immobili

 LE RIMANENZE

 47

Oltre ai costi e ai ricavi, partecipano al calcolo del R anche le rimanenze

nel conto economico (art 2425 c.c.), una delle componenti del “valore della produzione” è

costituita dalle “Δ delle rimanenze in corso di lavorazione, semilavorati e finiti”

rimanenze di magazzino (dei beni-merce): art 92

- rimanenze di titoli a partecipazioni merci: art 94

- ≅

rimanenze dei “prodotti in corso di lavorazione” e dei “servizi in corso di esecuzione”

- valutati in base alle spese sostenute nell’esercizio (costo): i beni non sono stati venduti e non

hanno un compratore; il principio di prudenza impone di contabilizzare soltanto gli utili gia “realizzati”

rimanenze delle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale: art 93

- valutato in base ai corrispettivi ricevuti: il corrispettivo in questo caso non è solo un utile sperato,

-

ma economicam gia maturato perché < K in corso di esecuzione

1. RIMANENZE DI MAGAZZINO

rimanenze finali (dei beni merce) = componente positiva < costi (acquisto, lavorazione) che alla fine

dell’esercizio non hanno generato ricavi (art 92)

sono “sospesi” e rinviati all’esercizio successivo (principio di correlazione)

 loro ammontare predetermina l’entità delle giacenze iniziali del periodo success (principio di continuità

dei valori di bilancio ) (art 92, c.VII); nb le rimanenze finali sono le giacenze iniziali del periodo seguente .

“l’ufficio tiene conto direttam delle rettifiche operate e deve procedere a rettificare le valutazioni relative

anche agli esercizi success” (art 110, c.VIII)

Valutazione

raggruppamento dei beni in categorie omogenee x natura e valore e assunto come criterio di valutazione

“il costo specifico” al termine del 1°esercizio in cui si verificano sono valutate in base al “costo medio” (ad ogni unità

-

il valore < divisione del costo complessivo dei beni prodotti e acquistati nell’anno e la loro quantità)

negli esercizi successivi: se vi è incremento, le > quantità costituiscono gruppi distinti x esercizio di

-

formazione, da valutare con il criterio del costo medio; se vi è diminuzione, sono stati venduti più beni di quelli

acquistati e la differenza mancante è stata prelevata dal magazzino

 si considerano alienati per primi i beni facenti parte degli incrementi formati negli esercizi

precedenti a partire dall’incremento più recente (LIFO: last in, first out: venduti x primi i beni acquistati/prodotti x

ultimi) giacenze di magazzino valutate in base ai costi “+ vecchi” e R imponibile risulta compresso

 adottabili anche altri metodi x le imprese che le valutano in bilancio con il metodo delle media

o

ponderata o FIFO o con varianti del LIFO

Svalutazione del magazzino (valore < costo) (art 92, c.V):

(c. civile: il magazzino deve essere valutato in base al valore del costo o in base al valore di realizzo,

optando x quello minore (principio di prudenza: art 2426, n9))

≠ in sede fiscale, quando il valore del magazzino, determinato in base al costo, risulta > a quello di

mercato dell’ultimo mese dell’esercizio, il contrib può svalutarlo adottando il “valore normale” azzeramento di tutti

gli incrementi che si sono formati nel corso dei vari esercizi e la formazione di un unico nuovo incremento relativo

all’anno in cui si svaluta, con “valore totale” = valore di mercato e “valore unitario” dei singoli beni [valore totale ÷

quantità complessiva]

NB: rilievo fiscale alla svalutazione delle rimanenze dei beni-merce

(≠ altri beni: le minusvalenze hanno rilievo quando sono realizzate)

2. RIMANENZE DI TITOLI E PARTECIPAZIONI

= titoli e partecipazioni beni-merce

a. partecipazioni non immobilizzate

b. Strumenti finanziari similari alle azioni

c. Obbligazioni

d. Titoli assimilati alle obbligazioni 48

Valutazione

A fine esercizio applicando criteri simili a quelli dei beni-merce

(art 94 art 92 x valutazioni titoli art 85, c.I, lett c-d-e)

Raggruppate in gruppi omogenei

i. Nel primo esercizio ogni titolo è valutato dividendo il costo complessivo x le quantità: “costo

ii.

medio” Nei success esercizi, le > quantità sono distinte x periodo di formazione; mentre x le < quantità, si

iii.

segue il LIFO Le rimanenze di un esercizio = esistenze iniziali dell’esercizio successivo

iv. Svalutazione:

la svalutazione permessa x le merci è permessa anche x le obbligazioni (e titoli assimilati) ma non è

permessa x le partecipazioni e x gli strumenti finanziari alle partecipaz (art 94, c.IV: art 92, c.V solo x art 85, lett e)

≠ titoli

beni-merci

Azioni gratuite

A seguito di aumento del capitale fatto con utilizzo di riserve, le azioni gratuite si aggiungono a quelle gia

possedute e il costo unitario si ottiene dividendo il costo originale per il num complessivo delle azioni; se versamenti in

conto capitale, il loro importo si somma al costo e quindi al valore delle delle azioni possedute

3. LAVORI IN CORSI E OPERE DI DURATA ULTRANNUALE

a. “prodotti in corso di lavorazione” e “servizi in corso di esecuzione”: valutati in base alle spese

sostenute nell’esercizio

b. opere, forniture e servizi di durata ultrannuale: valutate in base ai corrispettivi pattuiti [appalto

opera che richiede più anni di lavoro]

le prestazioni eseguite, valutate in base ai corrispettivi pattuiti, concorrono a formare il R come

rimanenze finali dell’esercizio in cui sono state eseguite e come giacenze iniziali dell’esercizio successivo (art 93)

le maggiorazioni di prezzo richieste in base ad una norma di legge o clausola K devono essere

conteggiate, se non sono stabilite in modo definitivo, in misura non < al 50%

se vi sono stati di avanzamento dei lavori, si tiene conto dei corrispettivi “liquidati”

 opera conclusa liquidazione dei corrispettivi; i corrispettivi definitivam liquidati non €

 

rimanenze ma ricavi PROVENTI NON REDDITUALI

Entrate non reddituali ma patrimoniali: non concorrono a formare il R della società (art 91):

i. la distribuzione ai soci di riserve costituite con tali sovraprezzi e interessi ≠ R x i soci, ma

restituzione di conferimenti; i soci devono ridurre il valore fiscale della partecipazione, non sottoporle a tassazione (art

47, c.V) Sovraprezzi azionari = “somme percepite dalla società x l’emissione di azioni ad un prezzo > loro

i.

valore normale” (art 2431 c.c.)

Interessi di conguaglio = somme che i sottoscrittori di nuove azioni (soci) corrispondono in

ii.

aggiunta al prezzo delle azioni, x porsi su di un piano di parità con i precedenti azionisti

ii. Annullamento di azioni proprie (lett c): in caso di riduzione del capitale proprio < tale

annullamento, la differenza + o – tra il costo delle azioni annullate e la corrispondente quota del patrimonio netto

l’acquisto delle azioni proprie comporta un costo, che può essere > o < alla quota di patrimonio netto

corrispondente alla riduzione del capitale sociale I COMPONENTI NEGATIVI

Possono essere dedotti costi non specificam previsti, a condizione che siano soddisfatte le

prescrizioni/requisiti generali sulla deducibilità dei costi: 49

Iscrizione al conto economico

a. Principio di competenza

b. Principio di inerenza

c. Indeducibilità di costi direttam utilizzati x compimento reati

d. Regole specifiche concernenti singole categorie di costi: deroga ai principi civilistici oppure alle

regole fiscali generali sulla deducibilità dei costi PREVIA IMPUTAZIONE AL CONTO ECONOM

C.E. R IMPONIBILE

(R imponibile = somma algebrica risultato del c.e. con le Δ in aumento/diminuzione)

corollario principio di derivazione del R imponibile dal risultato del c.e.:

i componenti negativi non sono deducibili

se e nella misura in cui non sono “imputati al conto economico dell’esercizio di competenza” (art 109,

c.IV) vale anche x i costi stimati (ammortamenti, altre rettifiche di valore); se imputati a c.e. sono più

o

elevati di quanto fiscalm deducibile, la parte eccedente deve essere ripresa a tassazione

deroghe:

1. componenti – iscritti “nel c.e. di un esercizio precedente”, il cui scomputo è ammesso “se la

deduzione è stata rinviata in conformità alle precedenti norme che dispongono e consentono il rinvio” competenza

fisale (≠ competenza civilistica)

2. componenti – “che pur essendo imputabili al c.e., sono deducibili x disposizione di legge”

[compensi spettanti ai promotori e soci fondatori ex art 95, c.V]

3. “spese ed oneri specificam afferenti i ricavi e gli altri provenienti, che pur non risultando imputati

al c.e. concorrono a formare il R, sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui risultano da elementi certi e

precisi” [costi “neri” o costi , operazioni “soggettivam” inesistenti; prova del costo e dell’identità dei sogg]

regola della previa imputaz del costo a c.e. vale solo x costi generali

 INERENZA

= nesso funzionale che lega il costo alla vita dell’impresa

deducibilità di un costo < inerenza rispetto all’attività d’impresa che produce proventi imponibili o

‘esclusi”: costo sostenuto in funzione della produzione dei ricavi

 (posterius, una forma di impiego del R prodotto)

Le spese e gli altri componenti −, con l’eccezione degli interessi passivi (deducibili a prescindere

dall’inerenza ma nei limiti previsti ex art 96)

sono deducibili “se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri

provenienti che concorrono a formare il R o che non vi concorrono in quanto esclusi” (art 109, c.V)

DEDUCIBILI:

 costi che si riferiscono ad attività o beni imponibili

i. costi correlati a proventi “esclusi” da tassazione (dividendi)

ii. Deducibilità “per la parte corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e degli altri

o

componenti che concorrono a formare il R d’impresa o che non vi concorrono in quanto esclusi e l’ammontare

complessivo d tutti i ricavi e proventi”

NON DEDECIBILI:

a. i costi che si riferiscono esclusivam ad attività o beni “esenti” (plusval “esenti”);

b. i costi di acquisto del d. di usufrutto o altro d. analogo relativo ad una partecipazione societaria da

cui derivino dividendi esclusi (art 109, c.VII)

c. spese che imprenditore sostiene a fini personali

d. spese che una società si accolla senza che vi sia connessione tra le spese e l’attività economica [a

beneficio degli amministartori..] 50

e. somme dovute a titol di sanzione (≠costi funzionali a produrre R)

giurisprudenza:

 x le società che fanno parte di un medesimo gruppo i costi che una società sopporta nell’interesse

di altre o di tutte, possono essere ripartiti tra quelle che ne traggono beneficio

 natura giuridica del negozio: inerenza di un costo non esclusa x atti a titolo gratuito in caso di

elargizione funzionale alla vita dell’impresa

 gli intervento degli uffici possono disconoscere la deducibilità di una spesa se non è fatta in

funzione dell’impresa ma x scopi estranei un costo è inerente nella misura in cui è congruo, non antieconomico: un

costo eccessivo/sproporzionato è indeducibile x l’eccedenza

altre funzioni:

ratio di norme specifiche:

norma che limita all’ 80% la deduzione delle quote di ammortamento delle del costo di acquisto e

-

dei canoni di locazione o di noleggio di apparecchiature x i servizi di comunicazione elettronica (art 102, c.IX)

norma che limita (x imprese e lavorat autonomi) la deducibilità delle spese e degli altri

-

componenti – relativi a determinati mezzi di trasporto (automobili, navi…ex art 164)

norma (riguardante imprenditori individuali) che limita la deducibilità del costo dei ben ad uso

-

promiscuo, ossia beni che servono sia all’impresa sia all’uso personale (art 64, c.II)

INDEDUCIBILITÀ REMUNERAZIONI

Titoli e strumenti finanziari che comportano la partecipazione ai risultati economici della società

emittente (o di un patrimonio destinato) sono assimilati alle azioni, x cui i provenienti che ne derivano sono tassati

come dividendi (art 44, c.II. lett a)

Spese x prestazioni di lavoro sono integralm deducibili, anche se si tratta di liberalità (art 95)

finge benefit erogati dalla società che sono deducibili nella stessa misura in cui costituiscono R di

-

lavoro tassabile x il dipendente

[canoni di locazione di immobili concessi in uso al dipendente].

Tuttavia nel caso di trasferimento di residenza anagrafica nel comune ove é situata l'azienda le spese di

gestione sono interamente deducibili per i primi 3 periodi di imposta dal trasferimento.

sono indeducibili le spese riferite ad immobili diversi da quelli destinati a dipendenti in trasferta o a

mensa aziendale. finge benefit [spese di vitto e alloggio del dipendente in trasferta spese x opere o servizi che

-

vanno a benefico della generalità o di una determinata categoria di dipendenti, sostenute x finalità di educazione,

istruzione..] che invece sono deducibili entro certi parametri (5x1000); l

imiti quantitativi

- deroga al principio competenza:

evitare che siano dedotti importi che non saranno corrisposti

i. compensi spettanti agli amministrat società sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti

deroga principio previa imputazione a c.e.:

la partecipazione agli utili di un determinato esercizio è calcolata dopo la determinazione dell’utile di

quell’esercizio compensi erogati sotto forma di partecipazioni agli utili

i. compensi spettanti ai promotori e soci fondatori

ii. partecipaz agli utili spettanti ai dipendenti e associati in partecipaz

iii. deroga regola indeducibilità:

i. Irap relativa alle spese x il personale dipendente ed assimilato è deducibile dal R d’impresa (e di

lavoro autonomo)

 INTERESSI PASSIVI art 98 51


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (MILANO - PIACENZA)
SSD:

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