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Schemi di bilancio riclassificati

Appunti di ragioneria generale e applicata sulla riclassificazione dello stato patrimoniale (criterio finanziario e criterio pertinenza gestionale) e del conto economico a ricavi e costi del venduto. Questi appunti sono molto utili per preparare l'esame di ragioneria generale e applicata del prof. Silvano Corbella - Univr.

Esame di Ragioneria generale e applicata docente Prof. S. Corbella

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29 novembre 2016

monetaria. Quindi andiamo a individuare delle classi di valore di breve e di lungo periodo

a seconda che quell’elemento impieghi meno o più di un periodo amministrativo per

generare un’uscita monetaria.

Nell’attivo corrente troviamo tutti gli elementi che si trasformano in forma liquida entro il

periodo amministrativo. È composto dalle liquidità immediate (cassa, assegni, depositi

bancali e postali), dalle liquidità differite (ovvero tutti i crediti che hanno una scadenza

inferiore all’anno, ratei e risconti non pluriennali e investimenti in titoli e partecipazioni di

breve periodo) e dalle rimanenze.

L’attivo immobilizzato è composto da tutti gli elementi dell’attivo che si trasformano in

forma liquida oltre il periodo amministrativo. Fanno parte tutte le immobilizzazioni

materiali e immateriali, e, per quanto riguarda le immobilizzazioni finanziarie, troviamo

tutti i crediti con una scadenza superiore all’anno, gli investimenti finanziari e i titoli e le

partecipazioni di lungo periodo.

I crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, se richiamati, vanno nelle liquidità

differite. Se non sono stati richiamati possono essere portati a riduzione del capitale

sociale oppure nelle immobilizzazioni finanziarie.

Il passivo corrente è composto da tutti i debiti che scadono entro il periodo

amministrativo, dai ratei e risconti.

Le passività consolidate comprende tutti i debiti che scadono oltre il periodo

amministrativo, dai fondi di lungo periodo e dai debiti da TFR.

Il capitale netto corrisponde al patrimonio netto ed è considerata una fonte di lungo

periodo in quanto ha una scadenza indeterminata e rimane vincolato all’impresa per

tutta la sua durata. L’utile, se deve essere distribuito, può essere staccato dal PN e

iscritto nel passivo corrente sotto forma di debito.

N.B. I valori devono sempre essere espressi anche in termini di incidenza % sul totale di

sezione.

Questo schema riclassificato permette di analizzare, dal lato dell’attivo, la situazione

patrimoniale da un punto di vista finanziario e consente quindi di cogliere come sono

composti gli investimenti, a quali fonti di finanziamento ha attinto l’impresa e se c’è

correlazione fra impieghi e fonti.

La composizione degli investimenti permette di cogliere, per esempio, il grado di rigidità

o elasticità degli investimenti stessi: tanto più è elevata la percentuale di attivo

immobilizzato rispetto al totale dell’attivo tanto più l’azienda è rigida. Ovviamente la

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composizione dell’attivo dipende dal settore in cui opera l’impresa; un’impresa

industriale avrà una composizione dell’attivo più rigida rispetto a un’azienda di tipo

commerciale, in quanto la prima ha bisogno di una struttura produttiva che rileva

maggiormente rispetto a un’azienda commerciale. Questo grado di rigidità della gestione

aumenta il rischio dell’impresa in quanto farà fatica ad adeguarsi ad eventuali mutamenti

nell’ambiente in cui opera. Per diminuire questo rischio, e quindi diminuire la rigidità,

l’impresa può dare in outsourcing alcune lavorazioni.

Inoltre, sempre riguardo a un’impresa industriale che opera nel settore siderurgico, con

un attivo immobilizzato molto più basso dell’attivo corrente ( = impresa elastica) bisogna

capire se è dovuto a una scelta di dare parte delle lavorazioni a terzi oppure se ha una

struttura obsoleta e quindi l’attivo immobilizzato è ridotto in quanto quasi completamente

ammortizzato.

Per quanto riguarda il passivo andiamo a capire, in prima battuta, a quali fonti di

finanziamento ha attinto l’impresa e quindi si può dire che tanto più è la quota di

patrimonio netto rispetto al totale delle fonti tanto più l’azienda è solida e non dipende da

terzi. Quindi più bassa è la percentuale di patrimonio netto più l’azienda è a rischio

finanziario. Dopodiché si analizza la composizione dei debiti e, se la maggior parte

dell’indebitamento dipende da uno scoperto di conto corrente, l’azienda è fortemente a

rischio in quanto lo scoperto è la fonte più costosa dal punto di vista finanziario. Dopo di

che vado a cogliere la correlazione temporale che c’è tra investimenti e finanziamenti.

Per fare questo vado ad utilizzare degli indicatori che danno informazioni sull’equilibrio

strutturale e patrimoniale dell’impresa:

a. CCN (Capitale Circolante Netto) = Attivo Corrente - Passivo Corrente

Il CCN pone a confronto l’attivo corrente, quindi gli investimenti che sono liquidabili entro

l’esercizio, con il passivo corrente, che sono tutti i debiti che scadono entro l’esercizio

successivo. Questo indicatore stabilisce quindi se l’impresa è in grado di avere i mezzi

liquidi per fronteggiare a quelle uscite e, se l’attivo corrente è maggiore del passivo

corrente, allora si può fronteggiare ai debiti di breve periodo. Quanto è maggiore il CCN

tanto è meglio per l’azienda.

b. Margine di Struttura = Capitale Netto - Attivo Immobilizzato

Il margine di struttura indica se c’è un’ottima correlazione tra fonti e impieghi. Le fonti più

rischiose sono coperte dalle fonti più sicure, come il patrimonio netto. Un ottimo

equilibrio sarebbe il caso in cui le fonti di lungo periodo (passivo consolidato e

patrimonio netto) coprono gli impieghi di lungo periodo.

c. Margine di Tesoreria = (Liquidità Immediate + Liquidità Differite) - Passivo Corrente

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Ragioneria Generale e Applicata

Ragioneria Generale e Applicata

STATO PATRIMONIALE riclassificato

STATO PATRIMONIALE riclassificato

secondo il “criterio della pertinenza gestionale” o

secondo il “criterio della pertinenza gestionale” o

“criterio funzionale”

“criterio funzionale” NETTA

CCN NETTA

CARATTERISTICA CCN

operativo

NETTO CARATTERISTICA operativo

NETTO FINANZIARIA

(commerciale) FINANZIARIA

(commerciale)

(1) P.F.N.

INVESTITO (1)

NETTO P.F.N.

INVESTITO (4)

NETTO (4) POSIZIONE

GESTIONE

INVESTITO POSIZIONE

CAPITALE GESTIONE

INVESTITO attività

CAPITALE attività

immobilizz.

immobilizz.

nette

DI

CAPITALE nette

DI (2)

CAPITALE PROPRIO

(2) PROPRIO

capitale

capitale

Attività nette netto CAPITALE

Attività nette netto

extra-caratt. CAPITALE

extra-caratt.

(3)

(3)

(1) CCN operativo: attività e passività circolanti di gestione tipica legate al

ciclo commerciale (crediti commerciali + magazzino -

(1) CCN operativo: attività e passività circolanti di gestione tipica legate al

debiti commerciali)

ciclo commerciale (crediti commerciali + magazzino -

(2) Att. imm. nette: attività fisse e passività durevoli di gestione tipica non

debiti commerciali)

legate al ciclo commerciale (TFR, fondi rischi e oneri)

(2) Att. imm. nette: attività fisse e passività durevoli di gestione tipica non

(3) Att. nette extra-caratt.: attività fisse e circolanti di gestione extra-tipica (titoli,

legate al ciclo commerciale (TFR, fondi rischi e oneri)

investimenti immobiliari)

(3) Att. nette extra-caratt.: attività fisse e circolanti di gestione extra-tipica (titoli,

(4) PFN: passività finanziarie - attività finanziarie (liquidità imme-

investimenti immobiliari)

diate, crediti finanziari)

(4) PFN: passività finanziarie - attività finanziarie (liquidità imme-

diate, crediti finanziari)

i valori devono sempre essere espressi anche in termini di

N.B.: 5

incidenza % sul totale di sezione

i valori devono sempre essere espressi anche in termini di

N.B.: 5

incidenza % sul totale di sezione

Il criterio funzionale (o di pertinenza gestionale) prende in considerazione gli

investimenti e li classifica in base all’area di gestione alla quale si riferiscono. Nell’attivo

si ha quindi un’area caratteristica e una accessoria mentre, nel passivo, si ha una

classificazione sempre per area di gestione, con l’evidenziazione del passivo finanziario.

Il totale dell’attivo dello schema riclassificato secondo il criterio funzionale equivale al

capitale investito netto.

Il CCN (Capitale Circolante Netto) operativo sono tutti gli investimenti fatti che

servono allo svolgimento del ciclo operativo dell’impresa (acquisto, produzione e

vendita) e tra questi troviamo quindi tutti i crediti di natura commerciale e le rimanenze,

al netto delle passività gestionali (debiti di natura commerciale che sorgono per effetto

dell’attività operativa + debiti tributari).

Le attività immobilizzate nette comprendono tutti gli investimenti relativi alla struttura

dell’impresa al netto delle fonti derivanti dall’attività (come il TFR o i fondi a lungo

periodo).

L’attività netta extra - caratteristica comprende tutti gli investimenti che l’azienda pone

in essere per avere dei ritorni economici ma che non riguardano e non supportano

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (VERONA, VICENZA)
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher leonardo.fabris2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria generale e applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Corbella Silvano.

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