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Satira 1,8 (Orazio), Esame di Lingua Latina I, prof. Bandini Appunti scolastici Premium

Traduzione libera e commento, con analisi grammaticale e lessicale della poesia Satira 1,8 di Orazio per l'esame di Lingua Latina I, tenuto dalla professoressa Giorgia Bandini. Università degli Studi Carlo Bo - Uniurb, Facoltà di lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Lingua latina I docente Prof. G. Bandini

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Horatius, saturae 1, 8 (Traduzione)

Una volta ero un tronco di fico, un legno inutile

quando un falegname, incerto se farne uno scanno o un priapo,

preferì che fossi un Dio, da allora io (sono) un Dio,

grandissima paura/spauracchio di ladri e uccelli, infatti la (mia) destra 5

tiene a bada i ladri e il palo rosso che si erge dal (mio) inguine osceno,

mentre una canna fissata sulla testa spaventa gli importuni uccelli

e impedisce che si posino sui nuovi giardini.

Qui prima un compagno di schiavitù collocava in una cassa miserevole da portare,

i cadaveri (dei compagni) gettati fuori dalle celle anguste; 10

qui stava il sepolcro comune per la misera plebe;

al buffone Pantolabo e al dissipatore Nomentano

qui un cippo dava mille piedi di fronte e trecento nel campo,

il monumento non fosse trasmissibile agli eredi

ora è possibile abitare sull’Esquilino risanato e 15

passeggiare sul bastione al sole, come (allora)

osservavano tristi il terreno desolato per le bianche ossa;

a me non tanto i ladri e le bestie abituate a infestare questo luogo

sono motivo di fastidio e fatica quanto (le maliarde/quelle)

che con formule e filtri sconvolgevano gli animi umani: 20

queste in nessun modo possono distruggere

né impedire che raccolgano le ossa e erbe dannose,

quando la luna che vaga ha mostrato/mostra il volto pieno di luce.

Io ho visto Canidia avanzare, cinta da una veste nera

coi piedi nudi e la chioma scarmigliata, 25

con Sagana maggiore urlare: il pallore

aveva reso orrende entrambe nell’aspetto. Cominciarono a

con le unghie e dilaniare un’agnella (giovane)

scavare la terra

a morsi, il sangue raccolto in una fossa,

per evocare da lì le anime (dei) Mani che avessero dato responsi. 30

E avevano un fantoccio di lana, un altro di cera: più grande

quello di lana, affinché punisse (l’altro) più piccolo,

(il fantoccio) di cera stava in un atteggiamento supplice, con modi servili

L’una invoca Ecate,

Come (il fantoccio) che ormai sta per morire.

l’altra la crudele Tisifone: e avresti potuto vedere errare 35

cagne infernali e serpenti e la luna rosseggiante

nascondersi dietro i grandi sepolcri, per non essere testimone di ciò.

E se dico una bugia, la (mia) testa sia inzozzata da sterco bianco di corvi,

e vengano su di me pisciato e cagato

Giulio, e l’effemminato Pediazia e il ladro Vorano. 40

Perché dovrei ricordare i particolari? (Dovrei ricordare) come le ombre

parlando con Sagana emettessero cupi e striduli lamenti?

E come nascondessero di soppiatto in terra

la barba di un lupo con il dente di una serpe screziata

e il fuoco ardesse più alto del fantoccio di cera e come non sia inorridito per le 45

voci e le azioni delle due furie, io testimone non invendicato?

Infatti, quanto risuona una vescica quando scoppia/scoppiata

Così io fico, aperte le natiche: e quelle corsero in città

con una grande risata e divertimento avresti visto

cadere i denti a Canidia, a Sagana l’alta parrucca 50

e dai (loro) bracci erbe e lacci incantati.

Commento della satira 1,8

Satira VIII La statuetta del dio Priapo racconta in prima persona come egli stesso abbia

messo fine, con uno sconcio rumore, alle repellenti pratiche magiche sull'Esquilino di due

fattucchiere, Canidia e Sagana, già ricordate dal poeta negli Epodi.

Satira: La satira è un genere della letteratura, delle arti e, più in generale, di comunicazione,

caratterizzata dall'attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni

e promuovendo il cambiamento. Satura quidem tota nostra est (Institutio oratoria, X,1,93),

diceva Quintiliano nel I secolo d.C.; rispetto ad altri generi importati, la satira (letteralmente

'miscuglio') è totalmente romana. L'aggettivo latino satur ("pieno, sazio"), condivide con

l'avverbio satis ("abbastanza") la radice implicante il concetto di varietà, abbondanza,

mescolanza. Il termine satira deriva dall'espressione "satura lanx", un piatto di primizie

caratterizzato da vari tipi di frutta, spesso offerto agli dei nei cerimoniali.

2. Olim

Formato da olle + im: la radica ol deriva dal pronome dimostrativo arcaico ollus-a (il

quale ha dato origine a ille) e significa qualcosa di lontano.

2. Eram

Indicativo imperfetto prima persona singolare del verbo sum (sum, es, fui, esse). A Il

verbo sum ha in latino una coniugazione irregolare, ovvero si differenzia dal sistema

delle quattro coniugazioni. La coniugazione di sum si sviluppa a partire da due radici

originarie:

es-, talvolta ridotta a s- - da cui si formano il presente e i tempi da esso derivati;

fu-, radice da cui si formano il perfetto e i tempi da esso derivati.

2. Inutile

Aggettivo primitivo di II classe. In + utilis.

Appartengono alla seconda classe gli aggettivi che seguono nelle terminazioni le forme

–i

della terza declinazione con temi in e presentano le seguenti uscite caratterizzanti:

–ī;

o Ablativo singolare in

–īŭm;

o Genitivo plurale in –īă.

o Casi diretti neutri plurali in

3. Cum maluit

Maluit è indicativo perfetto terza persona singolare del verbo malo (malo, mavis,

malui, malle), il quale è un composto del verbo volo: magis + volo, e significa

preferire. –uī,

Il perfetto malui è un tipico esempio di perfetto in che è la formazione più tipica

del perfetto latino. È il tipo di perfetto proprio dei temi in vocale lunga. La formazione

di questo tipo di perfetto si è modellata sull’esempio di potui

Il Cum + indivativo (cum maluit) introduce una subordinata temporale.

3. Incertus incertă, incertum

Incertus, (incerto) aggettivo I classe

3. Faceret

Făcĭo, făcis, feci, factum, făcĕre –io

(fare) III coniugazione in

Congiuntivo imperfetto terza persona singolare.

5. Maxima

È un aggettivo al grado superlativo di magnus, -a, -um (grande). Questo aggettivo ha

una particolarità nella formazione dei comparativi e dei superlativi, in quanto essi

vengono formati partendo da temi diversi rispetto a quello del grado positivo.

Comparativo Superlativo

Positivo

Magnus, -a, -um (grande) Maior, maius Maximus, -a, -um.

5. Coercet

Coerceo, coerces, coercui, coercitum, coercēre (frenare, domane, limitare)

Indicativo presente terza persona singolare.

6. Ruber

Colore apotropaico, per allontanare gli influssi maligni. Nel mondo letterario ha

assunto il carattere di rito che allontana il male, dunque esorcizzante.

6. Porrectus

Porrĭgo, porrĭgis, porrexi, porrectum, porrĭgĕre (protendere, sporgere)

Participio congiunto concordato con palus.

Il participio congiunto c’è quanto il participio di trova collegato strettamente al

soggetto o a un altro complemento della frase, con funzione prevalentemente

assumere il valore di un’intera proposizione subordinata.

verbale, tanto da

8. Terret

Terrĕo, terres, terrui, territum, terrēre

Indicativo presente terza persona singolare (spaventare, impaurire).

8. Fixa

Fīgo, fīgis, fixi, fixum, fīgĕre (attaccare, ficcare)

Participio congiunto concordato con harundo.

8. Vetat vetui, vĕtāre, vetitum

Vĕto, vetas, (cacciare, vietare)

Indicativo presente terza persona singolare.

8. Considere

Consīdo, consīdis, consedi, consessum, consīdĕre (sedersi, posarsi)

Infinto presente.

9. I versi 9-10 sono versi di importanza storica: dà una testimonianza della funzione

dell’Esquilino del tempo.

9. Eiecta

ēĭcis, eieci, eiectum, ēĭcĕre

Eĭcĭo, (espellere, sbattere fuori)

Participio perfetto passivo neutro plurale accusativo.

10. Portanda portavi, portatum, portāre

Porto, portas, (portare)

Gerundivo passivo femminile singolare ablativo.

10. Locabat

lŏcas, locavi, locatum, lŏcāre

Lŏco, (collocare, disporre)

Indicativo imperfetto terza persona singolare.

11. Stabat

Sto, stas, steti, statum, stāre (stare)

Indicativo imperfetto terza persona singolare.

12. Pantlabo e Nomentano sono gli scemi del villaggio

14. Dabat

das, dedi, datum, dāre

Do, (dare)

Indicativo imperfetto terza persona singolare.

14. Ne sequeretur

sĕquĕris, secutus sum, sĕqui

Sĕquor, verbo deponente (seguire, cercare di ottenere)

Congiuntivo imperfetto terza persona singolare.

Finale negativa. È un verso che ha la forma di un’epigrafe.

15. Licet

verbo intransitivo impersonale

Indicativo presente (terza singolare): è lecito.

15. Habitare

Hăbĭto, hăbĭtas, habitavi, habitatum, hăbĭtāre (abitare)

Infinito presente.


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AUTORE

tinotina

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze umanistiche,discipline artistiche filosofiche e letterarie
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tinotina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua latina I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Bandini Giorgia.

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