La nuova sanità siciliana
Diciassette aziende sanitarie complessive al posto delle attuali ventinove. Istituzione dei nuovi distretti ospedalieri e ASP. Programmazione, obiettivi, criteri rigidi per la controlli, responsabilità, scelta dei manager, sanzioni: sono questi i pilastri della riforma.
Novità sulla programmazione sanitaria
Novità sul fronte dei soggetti che concorrono alla programmazione sanitaria. Per la programmazione sanitaria e sociosanitaria regionale, avranno un ruolo le Università, gli IRCCS, gli enti di ricerca pubblici e privati, e nell’ambito delle rispettive competenze, anche le associazioni di categoria del settore sanitario maggiormente rappresentative e le associazioni di volontariato e di tutela dell’utenza.
Le ASP, le AO, e le aziende ospedaliero-universitarie concorrono anche allo sviluppo a rete del sistema sanitario regionale attraverso la programmazione interaziendale di bacino che ha come finalità l'ottimale integrazione delle attività sanitarie. I “bacini” saranno due, quello della Sicilia Occidentale (Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani) e quello della Sicilia Orientale (Catania, Messina, Siracusa, Ragusa ed Enna).
Comitato e consulta regionale della sanità
Sarà istituito un Comitato composto dai dirigenti generali delle Aziende che avrà il compito di programmare e monitorare gli interventi. Viene istituita una Consulta regionale della Sanità che svolgerà gratuitamente funzioni di consulenza in ordine a questioni di rilevanza regionale e di interesse diffuso in materia di servizi sanitari e socio-sanitari.
Riorganizzazione delle aziende sanitarie
Le aziende sono state ridotte da 29 a 17: 9 aziende sanitarie provinciali (ASP), 3 aziende ospedaliere di riferimento regionale, 2 aziende ARNAS (azienda di riferimento nazionale di alta specializzazione) e tre aziende ospedaliero-universitarie. Ciascuna azienda sanitaria provinciale si articola nei distretti ospedalieri (complessivamente 20) che sono costituiti dall’aggregazione di uno o più presidi ospedalieri appartenenti alle soppresse AUSL nonché dalle aggregazioni degli altri presidi ospedalieri pure appartenenti alle soppresse AUSL.
Autonomia dei distretti ospedalieri
I distretti ospedalieri rappresentano strutture dotate di autonomia tecnico gestionale ed economico-finanziaria nonché di adeguate risorse e saranno guidati da un coordinatore sanitario e da un coordinatore amministrativo individuati dal direttore generale. I distretti sanitari costituiscono invece l’articolazione territoriale.
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