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Ci sanità pubblica ed evidence based medicine AA. 2011-2012

Il contesto della sanità pubblica

I fattori che caratterizzano la sanità italiana del XXI secolo includono:

  • Demografia
  • L'ICT
  • Aspetti etici
  • Il cittadino
  • La medicina
  • Ruolo dell'industria
  • Politiche non sanitarie
  • Politiche sanitarie
  • Ambiente sociale
  • Ambiente fisico

Demografia

Piramide delle età: La piramide delle età descrive la situazione della società mettendo a confronto le età tra i due sessi e la distribuzione delle persone nelle varie fasce d'età. Si chiama piramide perché quando è stata elaborata la prima volta aveva effettivamente forma piramidale, in quanto erano più numerose le fasce d'età più giovani. Successivamente, a causa della contrazione delle nascite, ha assunto una forma completamente diversa. Lo scenario per il 2051 prevede un'ulteriore riduzione delle nascite e un aumento del numero di soggetti anziani, che costituiscono una quota di popolazione non produttiva, che grava sul sistema sanitario nazionale.

Dati ISTAT, previsioni demografiche 2007-2051

Popolazione europea: Dati EUROSTAT 2010, EU-27 (% of population) Moving age pyramids. In Europa la deflazione anagrafica c'è, ma non è forte come in Italia. Osservando i grafici precedenti, nella fascia d'età fra i 60 e i 65 anni in Italia si nota una marcata contrazione, verosimile effetto della II guerra mondiale.

Aspettativa di vita: Dal 1980 al 2008 l'attesa di vita per i maschi è aumentata di 8,3 anni (70,49 – 78,8), per le femmine di 6,9 (77,24 – 84,13). Mediamente 5 mesi/anno. Dalla fine dell'Ottocento la life expectancy è sempre in aumento e continua ad aumentare nel corso della vita. Si guadagnano in media 5 mesi di vita all'anno, trend che non si interrompe e tende ad unire le curve dei due sessi. L'aumento dell'aspettativa di vita a partire dall'Ottocento è attribuibile, in buona parte, alla costruzione delle reti fognarie, nate dalla necessità di contrastare i miasmi (poiché non si sapeva che le malattie si diffondevano per contagio). Per contro, l'introduzione dei vaccini e degli antibiotici non ha determinato un miglioramento dell'aspettativa di vita così netto. I parametri che più incidono sull'aspettativa di vita sono: mortalità infantile, mortalità generale.

Numero medio di figli per donna in Italia e in Piemonte

Fecondità: n. medio di figli per tasso di donna: (n° nati / n° donne in età fertile*anno). Nel 2009 il tasso di fecondità in Italia era 1,4. Seppure in crescita, risulta essere inferiore al livello di sostituzione delle generazioni (2,1 figli per donna). Tassi di fecondità delle donne italiane e straniere in Piemonte, per età (2006). Il numero medio di figli per donna straniera supera il livello di sostituzione delle generazioni.

Dati ISTAT – Noi Italia 100 statistiche 2010 per capire il paese in cui viviamo; Perché si mantenga la stessa popolazione, in teoria ogni donna italiana dovrebbe avere 2,1 figli, in modo da garantire la sostituzione delle generazioni. Questo purtroppo non avviene e, anzi, si fa sempre più avanzata l'età delle donne alla prima gravidanza. In stati come Francia e Germania la maternità è molto più tutelata che non in Italia, con norme efficaci già da vent'anni.

Per il futuro si prevede un incremento dei decessi nella popolazione generale e un aumento delle nascite, anche se questo in misura molto minore e prevalentemente grazie agli immigrati nel nostro paese.

Nascite e decessi in Italia, 1990-2050

Dati ISTAT Previsione demografiche 2007 – 2051. La popolazione generale tende comunque ad aumentare per effetto delle migrazioni.

Popolazione straniera residente, Italia 2002-2051, dati al 01.01. Dati ISTAT: Previsione demografiche 2007 – 2051.

Quindi: Invecchiamento della popolazione per:

  • Riduzione della natalità
  • Indice di dipendenza (pop 0-14+pop 65+)/pop 15-64

Incremento dell'Indice di dipendenza valuta la quota di popolazione che non produce (dipendente), che pesa su quella che produce. Oggi l'indice di dipendenza è di circa (ogni lavoratore lavora per se stesso + ½ persona). In Italia oggi ⅓ dello stipendio va nella pensione di un'altra persona; nel 2050 si prevede che serviranno 1,5 lavoratori per pagare una pensione (più del doppio di oggi, 3 persone per una pensione).

Indice di vecchiaia

Pop ≥ 65= ×IV 100Pop ≤ 14 143IV = Aumento dell'attesa di vita, incremento del tempo di pensionamento.

Panel A. Old-age support ratio, 2008 Panel B. Decline in the old-age support ratio 2008-2050 Number of people of working age (20-64) Old-age support ratio, 2008 and 2050 per person of pension age (65+)

Country Old-age support ratio 2008 Old-age support ratio 2050
Turkey 9.9 3.2
Mexico 8.9 2.5
Chile 8.8 1.5
Korea 6.3 2.2
Ireland 5.6 1.9
Slovak Republic 5.5 2.0
Israel 5.4 1.8
Iceland 5.1 2050
Poland 4.8 2.6
United States 4.7 2.4
New Zealand 4.7 2.1
Canada 4.6 2.3
Australia 4.5 1.9
Czech Republic Luxembourg 4.4 2.7
OECD 4.4 2.1
Netherlands 4.2 2.3
Norway 4.2 2.1
Slovenia 4.1 1.7
Hungary 4.0 2.1
Spain 3.9 1.5
Denmark 3.7 2.3
Switzerland 3.7 2.0
United Kingdom 3.7 2.4
Finland 3.7 2.0
Austria 3.7 1.8
Estonia 3.6 2.2
France 3.6 1.9
Portugal 3.5 1.6
Belgium 3.5 2.0
Greece 3.5 1.6
Sweden 3.4 2.2
Germany 3.3 1.6
Italy 3.0 1.5
Japan 3.0 1.2

Incremento proporzionale della patologia cronica legata all'età e della multipatologia (e quindi dei costi). In media le donne vivono 7.5 anni in più confronto ai maschi, ma confrontando l'attesa di vita in buona salute la differenza è di soli 5 anni. Infatti, le donne vivono un minor numero di anni in buona salute o prive di disabilità.

Riduzione della mortalità infantile.

In sintesi

Aumento lieve della popolazione, aumento esponenziale popolazione anziana (e conseguente aumento indice di dipendenza). Buone notizie: l'immigrazione tende a riequilibrare l'inizio della malattia si sposta insieme all'attesa di vita media. Infatti, in Italia mediamente aumenta il tempo di vita sana, ci si ammala tardi (la salita della curva di vita sana è parallela a quella della vita generale). È importante adottare politiche di sanità pubblica che mirino a mantenere questo trend.

Impatto di politiche non sanitarie

Globalizzazione: Aumento circolazione uomini, informazioni e merci. Internet senza confini (pubblicità, acquisto merci …) Malattie infettive? (SARS - influenza aviaria, H1N1) Immigrazione (politiche di esclusione: + clandestini e - cittadini?) Ricchezza non raggiunta ondate migratorie, clandestinità nei paesi “ricchi”.

Reddito: Aumento delle diseguaglianze sociali. Continua ad aumentare la quota totale di ricchezza posseduta dal 10% più ricco della popolazione (ha superato il 50%). Dove c'è forte diseguaglianza aumenta anche la diffusione delle malattie.

Grande crisi (2008): Sconfitta dell'approccio neoclassico all'economia: gli operatori del mercato agiscono sempre in modo razionale, il mercato funziona ed è in grado di autoregolarsi. Gli eventi sono prevedibili, le recessioni sono necessarie, la disoccupazione c'è perché i lavoratori non vogliono lavorare (assenza di manodopera). “C'è sempre una soluzione semplice a qualunque problema umano: precisa, plausibile e sbagliata”. HL Menken (1880-1956). Adesso si deve tornare ad un approccio Keynesiano in cui lo Stato recupera il proprio ruolo di regolatore del mercato soprattutto incentivando la domanda attraverso investimenti, soprattutto nella ricerca e formazione (Paul Krugman, premio Nobel dell'economia).

Dinamiche politiche distorte: Riduzione della pressione fiscale statale riducendo i trasferimenti alle regioni e i comuni riduzione fondi per la salute e per servizi (e aumento dell'imposizione a livello locale). Mancanza di consapevolezza degli effetti sanitari delle politiche non sanitarie.

In risposta alla crisi, il governo ha ridotto la spesa per la formazione e per ricerca & sviluppo. L'Italia spendeva, nel 2009, l'1.2% del PIL in ricerca, contro la media europea del 2.5%. L'Università aveva una carenza di finanziamento valutabile in 10 miliardi di € nel 2009 (oggi è la meno finanziata in Europa). Nel primo quarto del 2009 l'investimento totale è crollato del 60% confronto il 2008. La finanziaria 2009 ha effettuato tagli progressivi all'FFU che sono arrivati a 750 ml di € nel 2010 (-10%), e si ridurranno ulteriormente nel 2012 (-112%). Al contrario nel resto d'Europa, proprio in funzione della crisi, i fondi per la ricerca e la formazione sono stati incrementati.

% del PIL 2007 per l'istruzione

Biomedical research productivity in Europe and United States, 1994-2004

Countries % of GDP for R&D Papers per 1000 population Citations per $bn Papers per $bn
Austria 1.8 4.3 134 747
Belgium 1.9 4.5 154 809
Denmark 2.0 7 189 944
Finland 3.0 6.8 234 782
France 2.2 3.4 117 531
Germany 2.4 3.3 105 439
Greece 0.6 1.6 127 2132
Ireland 1.2 3.1 124 1031
Italy 1.0 2.5 122 1218
Netherlands 2.0 6 204 1019
Portugal 0.7 0.8 63 909
Spain 0.9 2 122 1357
Sweden 4.0 8.8 286 716
United Kingdom 1.9 5.8 270 1420
EU-15 1.9 3.72 149 764
EU-10 0.82 0.75 178 2173
EU-25 1.9 3.2 150 784
US 2.7 4.9 152 563

In sintesi: Il nostro paese, nonostante i pochi fondi statali, il nostro sistema di ricerca è molto efficiente. Con i mezzi adeguati potrebbe ovviamente dare risultati ulteriormente significativi.

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kikiki06 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene e sanità pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Faggiano Fabrizio.
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