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San Pietro in Vaticano

San Pietro in Vaticano rafforzò le strutture portanti a sostegno della cupola. Alla pianta di Bramante, con una croce maggiore affiancata da quattro croci minori, Michelangelo sostituì una croce centrata su un ambulacro quadrato. In quanto cappella pontificia, ospitò le sedute dei concili vaticani I e II. In questo modo il fulcro del nuovo progetto sarebbe stata la cupola, ispirata a quella progettata da Filippo Brunelleschi per Santa Maria del Fiore.

La tradizione vuole che nel luogo dove si trova la basilica, San Pietro fosse stato sepolto dopo la sua crocifissione. Nello stesso sito, prima dell’odierna basilica, ne sorgeva un’altra risalente all’imperatore romano Costantino I; il suo impianto era suddiviso in cinque navate e presentava analogie con quello della basilica di San Paolo fuori le mura.

Fu Giacomo della Porta a terminare i lavori della cupola, conferendole un aspetto a sesto rialzato per ridurre le spinte laterali della calotta. Nel 1602 papa Clemente VIII affidò la direzione della fabbrica a Carlo Maderno, incaricato di completare la basilica con l’aggiunta di un corpo longitudinale costituito da tre campate e da un portico in facciata. L’opera mutava radicalmente il progetto di Michelangelo e faceva assumere alla basilica una pianta a croce latina, attenuando anche l’impatto della cupola sulla piazza antistante. Le campate trasformarono il corpo longitudinale della chiesa in un organismo a tre navate.

La costruzione dell’attuale basilica invece è risalente al 18 aprile 1506 sotto papa Giulio II (il quale decise la costruzione di una nuova colossale basilica), conclusasi nel 1626 con papa Urbano VIII. Il pontefice consultò i maggiori artisti del tempo, tra cui, Frà Giocondo, che inviò da Venezia un progetto a cinque cupole ispirato alla basilica di San Marco. I lavori furono comunque affidati a Donato Bramante, da qualche anno giunto a Roma da Milano.

Bramante non lasciò un progetto definitivo della basilica, ma si pensa che le sue idee originarie prevedessero un rivoluzionario impianto a croce greca, caratterizzato da una grande cupola emisferica posta al centro del complesso. La grande cupola era ispirata a quella del Pantheon e doveva essere realizzata in conglomerato cementizio. I richiami all’architettura romana erano presenti.

Il contributo di Bernini

Entra nel progetto anche Gian Lorenzo Bernini, autore della piazza antistante alla basilica, che eseguì una serie di trasformazioni. Limitò alla sola parte centrale la scalinata d’ingresso alla chiesa, e davanti ai due archi che avrebbero dovuto sostenere i suddetti campanili, scavò il terreno sottostante, portando il nuovo piano di calpestio quanto più possibile vicino al livello della piazza.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

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