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La continuità tra Francesco e l'Ordine

Tra lui e l'Ordine che ne derivò c'era assoluta continuità? I racconti della sua vita ripetono solo gli schemi agiografici? Bartolo da Sassoferrato sostiene che la paupertas dei frati Minori sia un'assoluta novità. Il padre francescano Edouard d'Alençon si era chiesto se Francesco era esistito ma solo in senso polemico.

L'agiografia e la sua evoluzione

L'agiografia si è sviluppata nel XX e XI secolo e il velo di convenzioni che pesa sulla vita dei santi non è tale da offuscarne la contestualizzazione storica. Alcuni sono stati accusati di aver ceduto troppo alla sociologia e alla politica del nostro tempo, troppo irenica verso il mondo musulmano e persino ecologista. Le fonti sono varie e di diversa ispirazione. Nelle agiografie vi sono elementi utilissimi all'indagine di un periodo o ambiente. La questione francescana ha permeato tutto il XX secolo e non si è conclusa.

La fedeltà di Francesco al Papa

Francesco fu fedele al papa? Fino a che punto si differenziò dalle posizioni della gerarchia ecclesiastica del tempo? La questione francescana nasce già nel XIII secolo. Sabatier parla delle fonti e sono tutte di parte ma preferisce quelle non ufficiali. Ricerca una fonte unica risalendo allo Speculum perfectionis ma vuole partire paragonando i testi ai suoi scritti come il testamento. La reazione cattolica ufficiale sul suo testo fu accesa.

Le fonti storiche e i biografi di Francesco

Delorme scoprì nella Biblioteca di Perugia la Legendaantica o Compilazione di Assisi del 1310 che riprende le testimonianze del ministro dell'Ordine Crescenzio da Jesi. Tra il XIII e XIV secolo venne composta la legenda trium sociorum. Poi Manselli vuole superare la contrapposizione tra fonti ufficiali e non ma la ricerca della fonte scritta dai suoi compagni avrebbe impedito di uscire dalla contrapposizione tra le due. Nel suo San Francesco d'Assisi si basa sugli scritti del santo come il testamento, legenda perusina e legenda trium sociorum e Sabatier diede importanza alla frase "nos cui illofuimus".

L'attenzione degli storici va al primo biografo ufficiale di San Francesco, Tommaso da Celano, con la Vita prima del 1229. Va però preso con la dovuta cautela perché lo inserisce negli schemi mentali a lui contemporanei nel XX secolo viene recuperato e gli viene tolta l'accusa di esser stato manipolato dal papa e da frate Elia che per primo offrì i dati su Francesco e la lettera risale al 1226 e del 1228 è la bolla di canonizzazione emanata da Gregorio IX e poi la Vita prima di Celano con molti riferimenti al papa Ugolino-Gregorio IX.

La questione francescana e le opere successive

C'è un'altra vita di Tommaso da Celano più breve che si pone tra la prima e la seconda e si sottolinea la concretezza dell'esperienza della povertà e della fraternità. Negli anni trenta del Duecento vi sono numerose produzioni di carattere liturgico, importanti per la questione francescana ma poco per la biografia. Importante è la Vita sancti Francisci di Giuliano da Spira ma si basa sulla vita prima di Tommaso. Vi sono delle critiche nei confronti dell'incompletezza della prima opera di Tommaso anche all'importanza data a Ugolino. Inizia la questione francescana tre anni dopo la morte di Gregorio IX con Crescenzio da Jesi in senso storico e filologico.

Vi sono le testimonianze di frate Leone, Rufino e Angelo. Sarebbe stato composto prima del 1244 l'Anonymus Perusinus del frate Giovanni vicino a Egidio e forse poi confluita nella Legenda trium sociorum. Fu dato l'incarico a Tommaso di compilare una legenda che integrasse le vite precedenti e fu terminata nel 1247 e per quest'opera si servì di scritti inviatigli come quelli che portarono alla Legenda trium sociorum e compilatio assiensis. Fu poi eletto come ministro generale Bonaventura da Bagnoregio cui fu commissionata una nuova biografia approvata nel 1263 a Pisa: la legenda maior sancti Francisci.

La distruzione delle biografie precedenti

Poi nel capitolo di Parigi si decise di distruggere tutte le biografie precedenti la Legenda bonaventuriana ma ciò non andò a buon fine infatti nel capitolo di Padova del 1276 si decise di farne un'altra come la Legenda trium sociorum e la Compilatio assiensis da cui derivò la legenda ufficiale Liber de laudibus sancti Francisci. Non bisogna giustapporre le notizie di diverse provenienze. Per parlare del contadino Giovanni Tommaso si serve del racconto della Compilatio Assiensis sintetizzandola e rimprovera la famiglia per avidità. Le fonti vanno comparate.

La Legenda trium sociorum offre notizie sulla sua giovinezza e ci si serve anche della Vita del 1229. La Compilatio corregge la Vita prima. Tommaso combina le fonti. Il memoriale integra la Vita prima con la Legenda trium sociorum e nella seconda parte con la Compilatio Assiensis. Importante è l'apporto delle fonti esterne. Dunque la questione francescana è cominciata nel XIII secolo. Poi si ha l'opera Sacrum commercium sancti Francisci cum domina Paupertate che ha ispirato Dante. La Bibbia cui si rifà Francesco è quella della Vulgata.

La vita e la conversione di Francesco

Le opere agiografiche usano i termini vita e conversatio che indica lo stile di vita dopo la conversione. Non si hanno notizie certe sulla giovinezza, non fa nessun richiamo alla propria giovinezza, liquidandovi vent'anni in "quando ero nei peccati". Tommaso è il primo che parla della sua giovinezza e nel Memoriale del 1247 cambierà schema agiografico. La Legenda trium sociorum si baserebbe sull'Anonymus Perusinus e la vita prima anche se sembra avere una sua peculiarità. Lo schema agiografico della Vita prima è quello de "Le Confessioni", il Memoriale è invece più comprensivo verso gli anni della giovinezza.

Egli nacque ad Assisi tra il 1181 e 1182 e morì nel 1226 vent'anni dopo la conversione. La madre lo avrebbe chiamato Giovanni e il padre quando tornò Francesco. Era il primogenito di Pietro di Bernardone abituato ad andare alle fiere in Borgogna e Champagne. La cultura cortese traspare dalle fonti biografiche. Apparteneva a una classe in forte espansione sociale e faceva parte degli homines populi. Ebbe il sogno di diventare cavaliere. Egli scrive un'invettiva contro la vanità del secolo. Nel vestire era originale. Era cortese e generoso secondola letteratura cortese.

Forse partecipò alle lotte tra le due parti di Assisi nella battaglia di Collestrada. Barbarossa aveva reso Assisi una contea separandola dal ducato di Spoleto dandole anche un conte imperiale e vi è anche il tentativo di papa Innocenzo III di recuperare dei territori promessi alla chiesa. Tra Perugia e Assisi scoppia una guerra nel 1202 e si ebbe la pace nel 1210. Poi si ammalò. Poi partì per l'Italia meridionale nel quadro delle lotte politiche del regno di Sicilia. Per la successione si fronteggiavano Ottone IV di Brunswick e Filippo di Svevia. Vi è prima un sogno premonitore e regala gli indumenti preziosi a un cavaliere povero e ciò lo fa assomigliare a Martino di Tours. Poi continua ad avere inquietudini interiori e le parole somigliano a quelle di Paolo e poi tornò ad Assisi. Si ferma e gli amici lo canzonano.

Il cammino di conversione è lento ma forse un'esperienza si può prendere come riferimento: incontro con un lebbroso a cui offrì denaro e gli baciò la mano ed essa gli viene dall'incontro con i lebbrosi e non dal vangelo. Usa il termine penitentia e non conversio. Ebbe un'altra comunicazione...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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