SALUTE MENTALE DI COMUNITA’
ASUITs Azienda Sanitaria Universitaria Integrata Trieste
1. Cenni sull’evoluzione del welfare
2. I determinanti socioeconomici di salute
3. Gli attori delle reti formali ed informali
4. Gli strumenti di inclusione in salute mentale
• 1. Cenni sull’evoluzione del welfare
Welfare state-definizione
Insieme di interventi pubblici, connessi al processo di modernizzazione, i quali forniscono protezione sotto forma di
assistenza, assicurazione e sicurezza sociale, introducendo specifici diritti sociali e specifici doveri di contribuzione.
Welfare state-evoluzione storica • Fase espansiva
• 1. Instaurazione (1880-1920-UK) • Graduale affermazione di un sistema
• 2. Consolidamento (1920-1945) prevalentemente pubblico/statuale di tutela del
• 3. Espansione (1945-1975) benessere
• 4. Crisi (1975-1990)
• 5. Riforma (dagli anni 90) l’evoluzione delle politiche del welfare
Anni ‘80-‘90
Evoluzione delle politiche di welfare • Primi segnali di crisi
Anni ‘60-80
Crisi del Welfare Quale risposta: gli orientamenti prevalenti
Orientamento neoliberista o privatista
Orientamento istituzionale
Gli orientamenti per affrontare la crisi/1
•presupposto della inefficienza del modello burocratico della PA;
•drastica riduzione dello spazio occupato dallo Stato e dalle altre
pubbliche istituzioni insieme accusati di invadenza e
compressione della iniziativa e della responsabilità personale,
«privatizzazione della responsabilità»; •welfare mix competitivo;
•Il pubblico dovrebbe riservarsi compiti di supporto finanziario,
di controllo, di garanzia della qualità e affidabilità dei servizi e di
intervento «in ultima istanza» •accentuata valorizzazione della
libertà individuale,
Orientamento neoliberista o privatista
Gli orientamenti per affrontare la crisi/2
• ammodernamento delle politiche e degli strumenti amministrativi in vigore con correzione delle disfunzioni nelle
combinazioni tra i diversi soggetti/settori in campo • conferma dell'approccio universalistico per una ampia serie di
prestazioni ritenute essenziali • lotta alla povertà per mantenere alto il livello di inclusione sociale assicurato dal
welfare state, • pianificazione e razionalizzazione delle risposte e delle risorse, sviluppo sostenibile, compatibilità
finanziarie.
orientamento istituzionale
La “grande dicotomia”
Orientamento privatista
Orientamento istituzionale
Entrambi riconducibili al rapporto diadico dominante nella modernità, quello fra Stato e mercato.
Il welfare mix
Anni ‘90/2000
• Dal welfare state al welfare mix
• “dallo statalismo al pluralismo” • Dal government alla governance
Pubbico ≠ statuale
•Catchword: aziendalizzazione, produttività, privatizzazione, liberalizzazione, efficienza, orientamento al cliente,
libertà di scelta, customer satisfaction … •La contrattualizzazione basata sulla competizione efficientista (“The
competition prescription”).
La mercatizzazione e il managerismo
• Dal controllo burocratico (tecnologia gerarchica) allo scambio di mercato
Il cambio di tecnologie di regolazione
Elementi per una lettura alternativa della crisi del welfare pubblico •Privatismo come: “Indifferenza verso il legame
sociale, opportunismo, irresponsabilità verso i beni comuni e la loro manutenzione; restrizione dell'orizzonte degli
interessi, delle pretese e delle aspirazioni individuali dentro la cerchia privatizzata della vita domestica, degli affari
personali o di microsocietà ridotte a tribù, conventicole, comunità segmentarie e separate quando non tra loro
contrapposte; enfasi sulla soggettività, l'intimità e le relazioni personali, sull’immediatezza e fastidio per tutto ciò
che media le relazioni stesse consentendovi l'impersonalità, il rapporto tra estranei e con l’alterità, il
riconoscimento intersoggettivo. Il privatismo è un processo culturale che ha radici profonde, nella storia della
modernità, soprattutto in quell’individualismo “possessivo” che da sempre ha una relazione costitutivamente
contraddittoria con la vita pubblica.” (de Leonardis)
Elementi per una lettura alternativa della crisi del welfare pubblico
Crisi di legittimazione come crisi del senso di responsabilità
“ritiro privatistico della cittadinanza”
L’istituzionalizzazione
Il prestazionalismo
La ri-concezione dei servizi sociosanitari
• Beni immateriali (intangibile good) ma non ideali; beni che esprimono un valore ma non sono merce. Beni che
“consistono nelle relazioni sociali che emergono da agenti/attori riflessivamente orientati a produrre e fruire
assieme di un bene che essi non potrebbero ottenere altrimenti.
i servizi sociosanitari come un complesso di interventi e prestazioni professionali rivolti a persone con problemi di
salute connessi a bisogni di carattere sociale, erogate da soggetti pubblici e privati, con elevati livelli di
interdipendenza e incorporati (embedded) in strutture sociali dove i beni relazionali risultano determinanti per
l’efficacia dell’intervento
La ri-concezione dei servizi sociosanitari
passaggio ad una visione “relazionale” del servizio sociosanitario, intensa come il risultato emergente del
combinarsi di un insieme di risorse - tecnicoprofessionali, emotivo-affettive, cognitive, sociali, strumentali,
tecnologiche ed economiche - in grado di rispondere adeguatamente ai bisogni di salute e sociali dei cittadini di un
determinato territorio.
Necessario il passaggio ad una governance in grado di ibridare i principi regolativi del mercato e della gerarchia
con quello della reciprocità.
La reciprocità come principio regolativo
Mercato: scambio degli equivalenti
• relazioni di scambio che avvengono fra gli appartenenti ad un gruppo definito che dispone di un patrimonio
culturale e di aspettative di comportamenti reciproci condivisi; • le motivazioni che guidano l’azione, i mezzi
utilizzati e le ragioni dello scambio, non sono in senso stretto economiche ma dipendono da un sistema più ampio
di aspettative e obbligazioni definite socialmente; • Il movente è un atto di gratuità.
Reciprocità
Welfare commmunity
Innovate and regenerate
Reconceive Health Services Empowerment and Self-organization
Empowerment and Self-organization Promoting participation and inclusion
Promoting participation and inclusion From a “treatmentbased” approach
From a “treatmentbased” approach To a “relationalbased” approach
To a “relationalbased” approach Goals of the partnership
From Welfare State to Welfare Mix Producing Social inclusion
Producing Social Creating opportunities and relational goals
Innovate and regenerate From the Govern to Governance
Reconceive Health Services Customer orientation
II lezione
Welfare state: insieme di interventi pubblici, connessi al processo di modernizzazione, i quali forniscono protezione
sotto forma di assistenza, assicurazione e sicurezza sociale, introducendo specifici diritti sociali (avere una famiglia,
la salute, avere un lavoro..)e specifici doveri di contribuzione (tasse, servizi che tentano di diventare garanzia di
quei diritti sociali). (Definizione di Ferreri)
Fenomeno delle società moderne attivando un programma di aiuto, sostegno e potenziamento si esercita anche
un po’ di controllo sociale basi dell’inclusione sociale sviluppate attraverso un ambito di controllo (dipendenza,
legame, orientamenti)
Modernizzazione intesa come contingenza
Soggetti: Stato (produttore), Mercato (dinamica) e Cittadini (co-produttori)
Essi si muovono all’interno di un’azione (teoricamente) fortemente pubblica. Pertanto questo piano deve essere
sostenibile (tasse) e garante di una serie di diritti tra le persone.
Evoluzione storica
- Instaurazione (1880-1920, UK) spinta data dagli operai salvaguardia salute nel lavoro
- Consolidamento (1920-1945) assegni familiari
Fino a qui la colpa viene individuata nell’individuo. L’aiuto serve a riparare gli errori.
Da qui in poi, invece, acquista importanza l’inclusione sociale, la rete di supporto con relativa garanzia salto
enorme a livello di sviluppo delle democrazie
- Espansione (1945-1975) due modelli di welfare: universalistico (nord Europa) che cerca di coprire in
maniera verticale i bisogni di tutti i cittadini (vedo ad esempio la copertura in Svezia per quanto riguarda
l’assegno di cittadinanza); occupazionale (Europa continentale, soprattutto Germania), condizionato:
sostegno diretto a chi lavora (occupa una posizione), non a tutti i cittadini
- Crisi (1975-1990)
STATO EROGA CITTADINO FRUISCE (attraverso le tasse)
Togliere da qualche parte per mettere in altre (principio degli investimenti statali)
Fattori della crisi del welfare: esogeni (contesto generale erogazione laddove non c’è possibilità debito
pubblico; piccola crisi economica/rallentamento delle possibilità), endogeni (istituzioni, strutture, associazioni che
non funzionano/reggono più), politici (governi , di legittimità, di efficacia (qual è l’esito della politica che ho messo
in campo ad es. decidere di sostenere le famiglie piuttosto che altro funziona dal punto di vista della curva
demografica?), finanziaria
- Riforma (dagli anni 90)
Quale risposta: gli orientamenti prevalenti in cui il welfare si trova come elemento di discussione
Tre attori: Stato, Cittadini, Mercato decisioni politiche, normative, legislative equilibri, dinamiche di relazione
tra questi tre attori:
- Neoliberista o Privatista: lo Stato dice: “ti do dei soldi condizionati a quello che fai (in cambio) ed
esternalizzo, ossia tu vai a comprare i tuoi mezzi di welfare da qualcun altro” il mercato si auto
coordina erogazione diretta dallo Stato ai cittadini
- Istituzionale: lo Stato entra nel merito anche di che cosa il cittadino compra/vuole/ha bisogno lo Stato
mantiene il suo core, la sua attività attività orientativa del mercato
Orientamento del DSM di Trieste non dà la risorsa finanziaria ma cerca di costruire progetti di salute
a livello pubblico ad esempio, cooperazione sociale: pubblico non privato orientamento pubblico
del mercato
Es. MIA retto da normativa regionale, ma comunque misura di sostegno vincolata dal fatto
o che vada spesa per tasse ecc.
Vs. Lombardia, consegna dei voucher da parte dello stato orientamento privatista dell’assistenzialità
la persona in premessa è in grado di autodeterminarsi non entro nel merito della relazione tra
persona e soggetto che eroga
Principio di sussidiarietà dove il pubblico non arriva subentra il partenariato del privato
http://www.triesteabile.it/voglioinformarmi/lavoro/lavoro/sil/
http://www.triesteabile.it/voglioinformarmi/cooperative/lct/
l’approccio della sociologia relazionale tenta di analizzare non tanto i soggetti singoli, ma tenta di mettere a fuoco
e studiare la relazione che c’è tra i vari soggetti che compongono lo scenario sociale approccio sistemico
dell’ambito della sociologia in cui i soggetti sono soggetti attivi e dalle dinamiche relazionali scaturiscono gli
interventi di aiuto e l’analisi dell’assetto organizzativo
Citazione di Ota de Leonardis
https://books.google.it/books?
id=JsxXY4Ckad0C&pg=PA18&lpg=PA18&dq=ota+de+leonardis+indifferenza+verso+il+legame+sociale&source=
bl&ots=py2eyniUFH&sig=kdqDrtU9JSUz5ww1x8gP5fSIm3c&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj7up_yvr3MAhUEvxQKHeyc
CjcQ6AEIHDAA#v=onepage&q=ota%20de%20leonardis%20indifferenza%20verso%20il%20legame
%20sociale&f=false
Riassuntino:
welfare come insieme di interventi sociali a garanzia delle persone
evoluzione del welfare in cui lo sviluppo parte da una necessità primaria legata al boom economico a copertura
degli infortuni al lavoro, evolvendosi poi in una serie di meccanismi erogativi
due modelli di welfare
supporto/controllo: duplice controllo
anni 70 spinta ideale verso la rivendicazione dei diritti + boom economico (risorse)
crisi del welfare cittadino fruitore passivo
collocazione duplice dello stato (neoliberista/istituzionale)
arrivo al welfare mix co responsabilità: visione orizzontale
logica: mettere a sistema le diverse competenze e poteri per essere efficaci, ma anche rendere sostenibili le
condizioni economiche pubbliche
SPOSTAMENTO DELLE RISORSE
Terzo aspetto di tipo culturale: non è solo questione di sostenibilità economica finanziaria o di politica ma anche di
orientamento e interessi culturali gli “-ismi” diventano degli estremismi deleteri che si configurano in una
perdita di coesione e funzionalità
Infatti, quanto più ricca è la rete del singolo cittadino e del territorio, tanto più è esteso e funzionale il sistema di
riflessione
Quanto più la responsabilità è condivisa, tanto più il sistema cresce
Da Welfare mix a Welfare Community
Passo successive che tenta di aprire la lente di ingrandimento non sui vari pezzi che compongono il sistema ma sul
servizio stesso
Think global, act local
Ri-concezione dei servizi sociosanitari
Il destinatario finale è allo stesso tempo fruitore, orientatore e può anche diventare produttore di servizi/prestazioni
(es auto aiuto o peer support)
Soggetto attivo non più solo un costo
Risultato emergente del combinarsi di risorse varie: tecnico professionali, emotivo affettive, cognitive, sociali,
strumentali, tecnologiche ed economiche
Ibridare: concetto molto attuale mantenere peculiarità dei singoli attori delle reti territoriali ma nel farli dialogare
far sì che ne emerga valore aggiunto piuttosto che lasciare che un singolo nodo governi esigenza di mettere
assieme più saperi diversi per assicurare un’assistenza efficace lavoro d’equipe fondamentale
Passaggio da una governance verticale ad una orizzontale in cui i principi regolativi si identificano nell’ibridazione
mentre la gerarchia rientra nel concetto regolativo di reciprocità
- Aspettative di comportamenti reciproci e patrimonio culturale condivisi
- Motivazioni che dipendono da aspettative e obbligazioni definite socialmente
- Il movente è un atto di gratuità
Integrazione/inclusione
2. I determinanti socioeconomici di salute
Determinanti di salute OMS
Dahlgren G, Whitehead M. Tackling inequalities in health: what can we learn from what has been tried? London,
King ’ s Fund, 1993.
Equità e diseguaglianze di salute
Perché si parla di equità nella salute? • Perché, anche in Italia, rimangono importanti disuguaglianze di salute.
Povertà materiale e povertà di reti di aiuto, disoccupazione, lavoro poco qualificato, basso titolo di studio sono tutti
fattori, spesso correlati tra loro, che minacciano la salute degli individui. • Numerosi studi pubblicati negli ultimi 20
anni hanno dimostrato che in tutta Europa i cittadini in condizioni di svantaggio sociale tendono ad ammalarsi di
più, a guarire di meno, a perdere autosufficienza, ad essere meno soddisfatti della propria salute e a morire prima.
• Mano a mano che si risale lungo la scala sociale questi stessi indicatori di salute migliorano secondo quello che
viene chiamata la legge del gradiente sociale.
• Ad esempio, tra gli uomini in Italia negli anni Duemila si osservano più di cinque anni di differenza nella speranza
di vita tra chi ha continuato a fare l’operaio non qualificato per tutta la sua vita lavorativa rispetto a chi è diventato
dirigente, con aspettative di vita crescenti salendo lungo la scala sociale. • Il “rischio di morire” cresce con
l’abbassarsi del titolo di studio: rispetto ad una laureato, chi ha un diploma ha un rischio maggiore del 16%, chi la
licenzia media del 46%, chi quella elementare del 78% e ciò riguarda tutti gli indicatori di salute: ammalarsi,
restare a lungo con la malattia e con le sue conseguenze, finire male a causa della malattia.
Equità nella salute in Italia. 2 ° rapporto sulle diseguaglianze sociali in Sanità (G. Costa et al, 2014)
Il documento dell’OMS sui determinanti sociali di salute sottolinea l’importanza dell’integrazione sociosanitaria
nella risposta ai bisogni fondamentali e alle necessità di partecipazione sociale. Secondo tale documento i fattori
che, a diverso titolo, hanno un impatto sulla distribuzione della salute e del benessere degli individui e delle
popolazioni, sono: il contesto politico e socio economico; la posizione socio-economica della persona: reddito,
istruzione, occupazione, genere, gruppo
etnico/razza, classe sociale.
• In particolare il reddito e l’istruzione
incidono in modo significativo sullo stato di
salute: più elevati sono i livelli di reddito e di
istruzione più favorevoli sono gli indicatori di
salute.
• A tali determinanti definiti “strutturali” sono
associati i “determinanti intermedi” e cioè i
fattori la cui azio
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