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Rus' di Kiev, Letteratura russa antica, Questione della lingua - Letteratura russa I

Appunti di letteratura russa I su Rus' di Kiev, Letteratura russa antica, Questione della lingua basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Salvatore dell’università degli Studi di Messina - Unime. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura russa I docente Prof. R. Salvatore

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Sermone sulla legge e sulla grazia, scritto tra il 1037-1050 (pochissimo tempo dopo la

cristianizzazione avvenuta nel 988). Altra opera è la Cronaca degli anni passati, che nella sua

prima redazione risale al XII secolo.

La letteratura russa ha delle caratteristiche del tutto diverse da quello noi intendiamo oggi per

letteratura e anche in gran parte da quello che è la nostra idea di letteratura medievale europea.

Caratteristiche:

1) bisogna innanzitutto capire come leggerla: se la vediamo con gli occhi di oggi, vediamo

solo quello che non c’è rispetto all’idea di letteratura che noi abbiamo. Dobbiamo abituarci a

vederla con l’occhio del lettore di allora, con l’occhio del lettore per il quale era stata

scritta. Non bisogna mai attualizzare.

2) Oggi siamo abituati all’idea che un’opera letteraria è il prodotto di una letteratura nazionale,

scritta in una certa lingua e che riflette la cultura del popolo, anche se la lingua viene usata

in diversi paesi (come succede con l’inglese). Siamo abituati all’idea che l’opera letteraria è

un prodotto individuale, che ha un autore, che rispecchia la sua concezione del mondo e che

è prodotto di finzione (può essere elaborata senza avere una base reale). Tutto ciò non è vero

per la letteratura russa. La letteratura russa antica non è letteratura nazionale perché è

scritta in slavo ecclesiastico e lo slavo ecclesiastico non è lingua nazionale , lo slavo

ecclesiastico è una lingua che è stata creata per la produzione dei testi sacri nella I

cristianizzazione degli slavi, che è avvenuta prima della Grande Moravia e poi in Bulgaria,

ed è una lingua che da un lato ha una forte impronta religiosa, nel senso che è uno strumento

per la diffusione della fede, dall’altro è una lingua che anche se nel tempo si modifica perché

nel tempo si sviluppano le redazioni locali dello slavo ecclesiastico ( ci sono particolarità

nella morfologia e fonologia che sono tipiche solo di un certo luogo). Lo slavo ecclesiastico

si differenzia in maniera non fondamentale. Per molto tempo gli slavi sono in grado di

capire le opere scritte in slavo ecclesiastico. Lo slavo ecclesiastico è la lingua di tutti gli

slavi ortodossi che usano il cirillico. La produzione in slavo ecclesiastico non è una

produzione nazionale perché i manoscritti circolano con una certa facilità da un paese

all’altro e quando arrivano in una nuova zona possono essere sottoposti a correzioni di tipo

ortografico (il cronista adatta la lingua al tipo di slavo ecclesiastico che lui conosce). Ciò

comporta problemi nella ricostruzione della storia di questi testi.

3) Il contenuto del testo. La letteratura slavo ecclesiastica ha una forte impronta religiosa. I

russi che prima non hanno mai avuto una letteratura si trovano a prendere qualsiasi cosa da

Bisanzio e tutto ciò che arriva viene interpretato in senso religioso. Le cronache venivano

tutte lette come testi para-religiosi, nel senso che la cronaca era intesa non come racconto

della storia locale, ma come racconto della variante locale dell’eterna lotta tra bene e male,

quindi era la versione locale della storia dell’umanità. In Russia arrivano molte cronache

bizantine, come la Cronaca di Giovanni Malala (VI secolo) che contiene molta mitologia

(elementi del mondo greco e romano). Questi elementi laici vengono comunque letti in

un’ottica cristiana: è presente in una cronaca bizantina, quindi deve avere un significato

religioso. Quello che è molto diverso tra la letteratura di oggi e la letteratura russa antica è

l’idea di contenuto. Oggi noi pensiamo che esiste una realtà, ma quello che per noi viene

veramente vissuto e può essere riprodotto è il nostro modo di vedere la realtà. Non esiste

una sola realtà, ognuno ha una propria visione della realtà. Nella letteratura russa antica

non è così: c’era l’idea che esiste una realtà primaria, una verità oggettiva, la verità di

Dio, ed è quella che lo scrittore deve cercare di rendere. Lo scrittore non esprime una sua

verità, ma cerca di scoprire la verità nelle cose del mondo, di scoprire i segni della verità

divina nella realtà. Il fatto che non esista una verità individuale, ma solo una realtà

oggettiva, sovra individuale, porta a sminuire l’importanza dell’autore. Non è importante

chi scrive, è importante quello che viene scritto e che questo abbia attinenza con la

verità divina. La letteratura russa antica non è letteratura d’autore. A noi sono arrivati

pochissimi nomi d’autori e nella maggioranza dei casi abbiamo manoscritti anonimi. In

pochissimi casi abbiamo testimonianza di chi sia l’autore e per lo più sono persone che sono

diventate sante e quindi avevano un motivo per essere ricordate. Non solo nella

maggioranza dei casi le opere sono anonime ma sono anche aperte: non c’è un testo

definitivo. Proprio perché l’unica cosa importante era il contenuto, qualsiasi persona

aveva il diritto di intervenire sul testo, sia dal punto di vista formale, sia dal punto di

vista contenutivo: poteva modificare la forma delle parole quando riteneva che fosse

sbagliata e poteva modificare il contenuto, fare delle aggiunte senza segnalarlo, perché non

era un testo d’autore. In Russia era molto diffusa come tipo di opera letteraria la raccolta. La

mancanza dell’idea del plagio è rimasta viva nella letteratura molto a lungo: la prima

testimonianza che abbiamo di un atteggiamento di tipo diverso risale alla seconda metà del

Cinquecento da parte del principe Andrej (periodo di Ivan IV). Andrej era stato per molto

tempo uno dei nobili, boiari, vicini allo zar, ma ad un certo punto diserta e si rifugia nel

regno polacco-lituano, dove viene a contatto con una cultura e concezione della letteratura

del tutto diversa. Andrej farà delle traduzioni di San Giovanni Grisostomo e accompagnerà

queste traduzioni con una nota polemica, in cui si lamenterà dell’abitudine di attribuire a

San Giovanni Grisostomo qualsiasi cosa.

4) Nella letteratura russa antica l’elemento fondamentale era l’impostazione paradigmatica,

cioè l’idea di richiamarsi ad un modello presente nei testi sacri e cercare sempre la

corrispondenza tra le cose che accadono e quello che è già accaduto nella storia sacra.

Non c’è l’idea di una storia che si evolve, ma di una storia ciclica: tutto quello che è stato

già una volta si ripeterà. Per capire quello che succede nel mondo lo devo confrontare con

quello che è già stato detto dai testi sacri. Ciò comporta che nella letteratura russa antica non

esistono generi letterari.

5) Un elemento che distingue la letteratura russa antica da quella moderna è che in quella

antica non si poteva inventare niente, si doveva raccontare solo quello che corrispondeva

alla realtà. La letteratura russa antica parla sempre della verità, ma ciò non significa

che sia veritiera. Esempio: nella Cronaca degli anni passati, la conversione di Vladimir I il

Santo viene raccontata nel senso che Vladimir prima conduceva una vita dissoluta, poi

improvvisamente si ammala, diventa cieco e con la conversione guarisce, diventando

un’altra persona, il suo comportamento cambia totalmente. Questo racconto, in realtà, è la

trasposizione in russo di Costantino I, l’imperatore che si ammala di lebbra e a cui viene

detto che per guarire deve farsi convertire da Papa Silvestro, cosa che avviene. Per cui, ci

viene raccontata la verità ontologica della conversione di Vladimir: Vladimir è stato il primo

sovrano russo cristiano, così come Costantino è stato il primo sovrano russo. Costantino è il

prototipo di Vladimir. Nella Cronaca degli anni passati sono presenti tanti episodi di questo

genere. Ivan III, che sarà il primo zar, sarà chiamato nuovo Vladimir, perché Vladimir era

stato il primo sovrano della Rus’ di Kiev. Si crea una sorta di catena, in cui è importante che

ogni figura si rispecchi in un’altra, fino a risalire ad un artefice. La letteratura russa non

racconta la verità storica ma la verità ontologica.

Le opere principali della letteratura russa antica:

1) Sermone sulla legge e sulla grazia: riprende l’idea del Vecchio Testamento (prima della

venuta di Cristo c’è la legge, dopo la sua venuta c’è la grazia)

2) Il canto della schiera di Igor: Igor era un principe che partecipa ad una campagna militare

e muore in battaglia. Questa opera (XI secolo) non è scritta in slavo ecclesiastico.

3) La vita dell’arciprete Abbakum.

Nella letteratura russa antica non esisteva la versificazione, la poesia.

1453 – cade l’impero romano d’oriente per mano degli Ottomani. Per la Russia questo è un

momento importante, perché dipendeva dal punto di vista religioso da Costantinopoli. Con la

caduta, la Russia (adesso Moscovia) resta l’unico stato ortodosso autonomo. Ciò comporta due

conseguenze:

1) la Russia non dipende più dal patriarcato di Costantinopoli;

2) la nascita di una ideologia che viene chiamata ‘Mosca- Terza Roma’. La prima e la seconda

Roma sono cadute e l’unica terra cristiana resta la Russia.

Con Ivan IV nasce un nuovo tipo di nobiltà. Ivan IV decide di fare guerra alle terre del nord

d’Europa occupate dai cavalieri teutonici. Con questo zar si passa all’espansione della Russia: si

trasforma in un impero. Conquista i canati di Kazan e Astrachan. La Russia ha la possibilità

quindi di far arrivare dall’Oriente una gran quantità di merci. Ma la Moscovia è un stato molto

arretrato: i rapporti si basano sullo scambio di merci, per cui l’arrivo di queste merci non serve a

granchè. A occidente si trova lo stato polacco-lituano, dall’altro l’impero ottomano è uno stato

molto forte. La Russia può trovare la strada dei commerci solo a nord e per questo fa la guerra

con i cavalieri teutonici. Ma la guerra dura a lungo e per avere sufficienti uomini e mezzi

economici per sostenere la guerra lo zar deve chiedere aiuto ai boiari, che coi mari hanno i

controllo del territorio. I boiari non si interessano ai commerci e quindi ad aiutare lo zar. Allora

Ivan IV sottrae le terre ai boiari (lo può fare perché le terre sono dello zar). Si riprende dunque

tutte le terre della zona centrale della Russia e sposta i boiari nella zona al confine con la

Lituania. Ridistribuisce le terre a persone che hanno poco in cambio del loro servizio

nell’esercito. Questa classe di nuovi proprietari terrieri è la nobiltà più recente варяные.

La tendenza per questi ultimi sarà chiedere di avere lo sfruttamento della terra e di poter lasciare

la terra agli eredi. Nasce così a fine Cinquecento la nobiltà di servizio. Moltissime saranno le

opere in cui sarà descritta questa nobiltà di provincia.

I boiari non sono contenti. Alla morte di Ivan IV, egli ha un figlio grande e uno piccolo. Quello

grande regna 10 anni sotto la tutela di Boris Godunov (boiaro). Quando muore dopo 10 anni

Fedor , sale al potere Boris Godunov (finisce la dinastia dei Rjurik). Il figlio piccolo di Ivan IV

(dmitrij) viene trovato ucciso e nelle storie Borsi Godunov viene accusato della sua morte.

Inizia il periodo dei Torbidi. I polacchi invadono Mosca con la scusa di appoggiare il falso

Dmitrij: si presenta una persona che dice di essere Dmitrij (sarebbe riuscito a salvarsi

dall’agguato, rifugiandosi in Polonia). I polacchi arrivano fino a Mosca, ci sarà un periodo in cui

il falso Dmitrij regna. Alla fine ci sarà un concilio di Boiari che eleggerà Michail Romanov .

La dinastia dei Romanov inizia nel 1613 e durerà fino al 1917.

Nel ‘600 si susseguono tre sovrani (Michail, Aleksei, Fedor) e poi abbiamo il regno di Pietro il

Grande. Dal punto di vista politico, l’elemento più importante è quello dello scisma. Dal punto

di vista letterario, nel Seicento è un secolo di transizione: il vecchio sistema della letteratura

entra in crisi. Nel XVII secolo si sviluppano forme di narrativa, di intrattenimento. Compare

l’elemento dlla fiction, della finzione. Abbiamo un Racconto sull’inizio di Mosca in cui si

verificano vicende reali e vicende inventate. Altro elemento nuovo è il riso.

Opera fondamentale del Seicento è la Vita dell’arciprete Abbakum.

Nell’antica Rus’ le cose importanti si scrivevano nella forma del manoscritto, la corrispondenza

tramite la corteccia di betulla.

Писало sono gli strumenti con cui si incideva la corteccia di betulla.

Le lettere, quando vengono trovate, vengono interpretate e trascritte in lingue russa. Le lettere non

sono scritte in corsivo (non è tra l’altro adatto ad essere inciso) e tra le parole non c’è interpunzione.

Con questo tipo di corrispondenza venivano inviate notizie, ma anche disegni.

Una delle questioni alla base dello scisma fu il modo di fare il segno della croce.

Бояриня Морозова (la moglie del bojar) – è un quadro in cui viene rappresentata la nobildonna

portata in prigione e che davanti al palazzo dello zar mostra il vero segno della croce.

Il Seicento

La Rus’ di Kiev e la Moscovia sono stati divisi dalla cesura dell’azione tataro-mongola. Con la

formazione della Moscova, la Russia comincia a trasformarsi in impero. Alla fine del ‘500 termina

la dinastia dei Romanov e c’è un periodo di turbamento politico-sociale, detto periodo dei torbidi,

durante il quale c’è il rischio che il paese perda la sua identità politica, perché i polacchi arrivano

fino a Mosca e mettono sul trono un falso Dimitrij, loro rappresentate.

Nel 1613 viene eletto dai boiari Michail Romanov e nel ‘600 avremo 4 imperatori principali:

1. Michail Romanov

2. Aleksej Romanov

3. Fedor Romanov

4. Petr Romanov (1682-1725)

Si dice che la Russia moderna comincia con Pietro il Grande. Egli introdusse una serie di riforme

che mutarono fortemente il panorama politico-culturale del paese. Ma già nel 1600 c’erano state

una serie di modifiche nel sistema culturale e letterario che andavano nella direzione di una rottura

del sistema della letteratura.

Il Seicento è un secolo di transizione tra vecchio e nuovo.

1649 - Соборное уложение: documento con il quale la servitù della gleba assume una

configurazione definitiva. La servitù della gleba fino ad allora non aveva avuto definizione

legislativa e c’erano zone in cui non era stata estesa. Con questo documento , la servitù diventa

stabile e si creano i 2 elementi costitutivi della storia russa: da un lato la nobiltà, e dall’altro i servi

come proprietà dei nobili.

1666 - Scisma

1667 - Trattato di Adrusovo: è un trattato con il quale si mette fine alla guerra con lo stato

polacco-lituano, che si verifica nelle metà del Seicento. La Moscovia aveva reagito all’attacco

polacco-lituano e dopo una serie di guerre riesce ad riottenere la parte orientale del paese (ad est del

fiume Dnepr). Sono zone ortodosse, ma che hanno fatto parte dello stato polacco-lituano cattolico

ed hanno modificato la propria cultura. Gli ortodossi delle terre polacco-lituane si trovano a contatto

con i cattolici ed entravano spesso in contrasto con loro. Gli ortodossi delle terre rutene si dotano di

una serie di strutture culturali costruite sul modello di quelle cattoliche. Pertanto nascono in quelle

zone istituzioni basate sul modello greco-latino, come l’Accademia greco-latina a Kiev. Gli

intellettuali delle terre rutene che si spostano nella Moscovia portano questa cultura, in cui si

insegnava la retorica. Il patriarcato, uscito vincitore dallo scontro con il cattolicesimo, cerca di

trarre esperienza dell’alto livello culturale degli intellettuali ortodossi e sulla base della loro

esperienza vuole riformare gli edifici ecclesiastici. Su questa base si innesta lo scisma della Chiesa:

il conflitto tra vecchi fedeli rimasti fedeli alla tradizione e il patriarca sostenuto da Aleksej che

ritengono di volere dare prestigio al patriarcato e allo stato, adeguandosi al modello in vigore nel

resto dei paesi ortodossi.

Dal punto di vista letterario, comincia a cambiare il paradigma culturale del paese:

1. fanno la comparsa nuovi modi di narrare, l’umorismo, elemento amoroso, personaggi

moderni (picaro – l’avventuriero che si sposta). Anche quando vengono mantenute forme

tradizionali, il desiderio di divertire prevale sulla morale (che a volte c’è e a volte no).

2. nuovo tipo di istruzione

3. retorica

Questa letteratura era diretta alla piccola nobiltà e ai mercanti.

Dalle zone rutene, arriva la retorica e compaiono le prime retoriche russe, arrivano le Accademie,

come quella greco-latina di Kiev.

Opera unica del Seicento è Житие протопора Аввакума – La vita dell’arciprete Avvakum.

Avvakum era un prete che aveva aderito inizialmente all’idea di una riforma nella Chiesa ortodossa,

ma poi diventa un oppositore e per la sua opposizione sarà mandato in esilio nel nord della Russia e

poi bruciato sul rogo. Questa è la prima autobiografia della storia della letteratura russa. Avvakum

scrive della sua vita e dell’esilio per dimostrare la verità della vecchia fede. È la prima volta che un

autore che non si considerava santo scrive in prima persona, spinto dalla necessità di lasciare una

testimonianza ai vecchi credenti ed usa una lingua che mescola la lingua colloquiale con elementi di

slavo ecclesiastico. Se la forma è moderna (autobiografia), la mentalità è antica.

Nascono la poesia ed il teatro.

Nella letteratura antica esistevano forme di prosa ritmizzata che non avevano la versificazione a cui

siamo abituati.

Nella prima metà del Seicento si ha il primo tentativo di creare versi russi con i virši (termine

ucraino). Questi virši vennero prodotti dalla scuola cancelleresca, cioè da funzionari che lavoravano

a servizio dello stato, avevano un certo livello culturale e sulla scorta di modelli ucraini cominciano

a comporre virši. Questi versi sono organizzati in distici, due versi, che sono messi in rima. Sono

rime in cui coincide solo la vocale accentata. Questa è una produzione che si diffonde nella capitale,

non ha una grande presa perché sono poche le persone che hanno cultura e sanno scrivere.

Il secondo tipo di versi che ha più fortuna dei virši comincia nella seconda metà del ‘700 ed è la

poesia sillabica, che sarà dominante nei successivi 50 anni ed avrà il suo max esponente in Simeon

Polockij. Il modello è polacco. Si tratta di versi formati tutti dallo stesso numero di sillabe, con rima

alla fine. Simeon Polockij ha introdotto anche l’idea di strofa: strutture di versi di numero superiore

a due, che permettevano di concatenare il testo in maniera più complessa. La produzione di poesia

sillabica è abbondante. Il punto di riferimento sono l’ambiente religioso o di corte e l’argomento è

una poesia encomiativa o di argomento religioso.

Polockij tradusse il Salterio in versi e la sua versione poetica sarà per molto tempo il libro su cui i

bambini russi imparavano a leggere.

Virši e poesia sillabica per un certo periodo coesistono.

La poesia del Seicento risente l’influsso del barocco e dal punto di vista visivo le poesie sono

strutturate in maniera tale da creare un disegno.

Nascita del teatro: esso è diffuso a corte. Nasce a inizio Seicento e si rifà a modelli tedeschi. A

Mosca con Ivan IV era nato il quartiere per stranieri (Немецкая слобова). La cultura del Seicento

ha 2 fonti: il barocco e la cultura tedesca (che è anch’essa barocca). Le prime opere teatrali messe in

scena in Russia sono scritte da tedeschi e poi tradotte in russo. L’argomento è religioso (storia di

Teodoferne, storia del figliol prodigo, etc.). La presenza del teatro in Russia è resa meno anomala

dal fatto che in Ucraina già esisteva (rappresentazioni teatrali divise in due parti: storia biblica e vita

dell’uomo). Il teatro si consoliderà in particolar modo con Anna e Elizaveta.

Il Seicento è il secolo della Grande occidentalizzazione con Pietro il Grande (1682-1725).

Salito al trono, Pietro lasciò il paese per un anno e andò in viaggio in Europa (Olanda, Inghilterra).

Conobbe questi paesi e imparò le tecniche di costruzione (era interessato alla cantieristica). Dopo il

viaggio, Torna in Russia, con la consapevolezza che il paese ha bisogno di essere modernizzato e

l’Europa diventa il modello. Modifiche di Pietro:

 inizio dell’anno: fino a quel momento, i russi, secondo la tradizione bizantina, facevano

iniziare l’anno il 1 Settembre. Egli decise che dal 1700 l’anno sarebbe iniziato dal 1

gennaio.

 Alfabeto: Pietro vuole fare una distinzione tra ciò che è di competenza della sfera religiosa e

ciò che è di competenza della sfera laica. I nuovi liberi vengono scritti con un nuovo

alfabeto. In questo periodo vengono pubblicati libri scientifici, perché lo zar vuole superare

il gap che divide Russia e Europa

 San Pietroburgo diventa capitale (1703): Mosca rimane la città in cui gli zar vengono

incoronati. San Pietroburgo viene costruita da zero ed in pietra, su una zona paludosa, da

architetti italiani. La capitale deve essere costituita da edifici in pietra. Pietro contrappone la

vecchia Russia a quella nuova, costruisce l’idea di una nuova Russia (razionale) ed una

vecchia Russia (nelle altre città non si può costruire in pietra).

 I nobili devono tagliare la barba e devono adottare il vestiario occidentale

 Pietro si fa chiamare Pietro I: decidere di avere l’appellativo di I significava arrogarsi un

ruolo di primari età che spetta solo a Dio. Tutto ciò che è primo è importante, perché si

ripeterà (la storia è ciclica).

 Creazione del Santo Sinodo. Fino a quel momento la Russia aveva avuto il patriarcato.

Pietro affida tutti i compiti ad una serie di ecclesiastici e dopo crea una struttura collegiale

che sostituisce il patriarca. La Chiesa passa sotto il controllo dello Stato.

 Creazione della tavola dei ranghi: la nobiltà di servizio creata da Ivan IV può godere delle

terre assegnate solo nel periodo in cui è in servizio. Con Pietro, questa concessione diventa a

vita, ma il nobile deve prestare servizio allo stato. I nobili dovevano studiare materie

scientifiche e fare un esame. Dovevano servire lo stato per un tot. Anni. La tavola dei ranghi

era suddivisa in 14 gradi (esercito, funzionari della burocrazia, corte). Ciascun grado aveva

uniforme e titolo. Nella tavola dei ranghi si veniva promossi per merito prima e poi per

scatto di carriera. La tavola dei ranghi sarà importante per la fisionomia della struttura russa

e per l’interpretazione di opere letterarie.

Effetti delle riforme:

 La Russia comincia a guardare all’Europa come punto di riferimento. L’identità nazionale

viene definita rispetto a cosa è il paese rispetto all’occidente. La Russia è o non è Europa? È

o non è Occidente?

 Pietro cerca di mettere in pratica un tentativo i modernizzare velocemente il paese e manda a

studiare all’estero gli studenti più promettenti. Così nasce una classe intellettuale che ha una

formazione e mentalità diversa da quella del resto del paese. Il popolo è ancora molto

tradizionale, non sa nulla dell’Occidente, mentre questa piccola classe di intellettuali lo

conosce bene.

Sotto Pietro I non viene prodotta un grande letteratura, non ci sono grandi opere letterarie. La

produzione è tradizionale. L’attenzione è concentrata sui testi di tipo tecnico e continua la letteratura

di stampo religioso.

Il Settecento

Dopo Pietro regneranno Anna (1730-1740) e Elisabetta (1741-1762).

Con il ‘700 comincia in Russia il periodo del classicismo. In Russia barocco e classicismo arrivano

contemporaneamente. Durante i regni di Anna e Elisabetta si definiscono 2 elementi importanti:

 Sistema metrico: si passa dal sistema sillabico a quello sillabo-tonico

 Questione della lingua: Puskin metterà fine al dibattito sulla lingua letteraria.

Il teatro: si consolida l’abitudine di andare a teatro, nasce il primo teatro stabile, vengono scritte le

prime opere teatrali direttamente in russo, accanto alle tragedie compaiono opere comiche. Il teatro

comincia ad assumere fisionomia stabile.

La poesia: i maggiori autori sono Kantemir, Lomonosov e Trediakovskij.

Lomonosov e Trediakovskij saranno importanti, oltre che per le opere letterarie, anche per la loro

partecipazione alla questione della lingua e per la definizione della metrica russa. Kantemir sarà

importante per la produzione letteraria, con lui nasce il genere della satira, che avrà molta diffusione

nel paese.

La questione della lingua: la lingua letteraria deve essere polivalente (deve poter essere usata per

qualsiasi argomento) e non può essere un insieme di lingue diverse.

Trediakovskij era stato all’estero e aveva tradotto un romanzo francese, facendo delle

considerazioni su quello che doveva essere la lingua letteraria. Per lui quest’ultima doveva essere la

lingua in uso tra i ceti dell’alta società. Cerca di trasferire in Russia il modello culturale europeo,

ma questo tentativo fallisce, perché in Russia non c’è una lingua dell’alta società che si differenzi da

quella parlata dal popolo. Trediakovskij aveva detto no allo slavo-ecclesiastico, perché era la lingua

del passato.

Trediakovskij classifica tre tipi di parole:

1. parole slavo-russe: che ci sono in slavo-ecclesiastico ed anche in russo

2. parole solo dello slavo-ecclesiastico: di solito non vengono utilizzate, ma le persone colte

riescono a capirle

3. parole della lingua colloquiale

Trediakovskij propone di creare tre stili: alto, medio e basso, facendo un mix di questi tre tipi di

parole. Il testo sarà uniforme, mentre la lingua eterogenea.

Per il genere alto, Lomonosov usa parole slavo-ecclesiastico e slavo-russe.

I generi alti sono l’ode, l’orazione, ed il poema eroico.

Lo stile basso sarà per le commedie, epigrammi, canzoni (poesia di tipo occasionale).

Per il genere medio abbiamo la tragedia, satire, egloghe ed elegie.

L’alternativa sarà proposta da Lomonosov: egli dice di non rifiutare lo slavo-ecclesiastico perché è

l’unica lingua che la Russia aveva. Suggerisce di usare tutte le risorse del russo.

La questione della lingua sarà riprese ad inizio ‘800 con Karamzin e Šiškov.

La poesia sillabica domina in Russia per circa 50 anni, ma in realtà è un sistema poco adatto alla

lingua russa perché in russo l’accento è mobile. Per questo motivo nel 1700 si passa al sistema

sillabo-tonico, che sarà alla base della poesia russa classica e moderna. Tale sistema è stato creato

da Trediakovskij e Lomonosov. I due si ispirano al modello tedesco e al modello della poesia antica,

introducendo il concetto di piede (combinazione fissa di vocali lunghe e brevi). In russo, non

essendoci vocali lunghe e brevi, si passa ad una combinazione fissa di sillabe in cui è costante il

numero di sillabe e la posizione dell’accento. Le sillabe in un piede possono essere due (piede

bisillabo) o tre (piede trisillabo).

Piedi bisillabi:

1. ‘ – x chorej (trocheo) - djadja

2. x – ‘ jamb (giambo) - kino

Piedi trisillabi:

1. ‘ – x – x daktil’ (dattilo) - jabloko

2. x – x – ‘ anapest (anapesto) - chorošo

3. x – ‘ – x amfibrachij (anfibraco) – rabota

Se abbiamo 2 giambi: dipodia giambica

Se abbiamo 3 giambi: tripodia giambica

E poi tetrapodia giambica, pentapodia giambica, esapodia giambica.


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glr06

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere e tecniche della mediazione linguistica
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher glr06 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura russa I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Salvatore Roberta.

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