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Rogatorie internazionali Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto processuale penale progredito sulle rogatorie internazionali basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Bontempelli dell’università degli Studi di Milano - Unimi, Facoltà di Giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto processuale penale progredito docente Prof. M. Bontempelli

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procedimento poiché si usa in modo improprio uno strumento, pertanto

quando si ritiene che la rogatoria sia strumentale e sia in realtà un’estradizione

negherà la rogatoria.

È invece facoltà del ministro negare la rogatoria quando lo stato richiedente non

dia garanzie di reciprocità.

Fase giurisdizionale

Alle valutazioni del ministro che può fin da subito rigettare la richiesta causando

l’arresto del procedimento, se invece non ricorre nessuno di quei casi si passa alla

fase giurisdizionale di cui è competente la corte di Appello. È una fase sempre

necessarie per valutare la sussistenza di tutti i requisiti necessari per darne seguito.

Questa fase è sempre necessarie ed è competente la corte di appello nel cui

distretto deve essere acquisita la prova. Nel caso in cui gli atti devono essere

compiuti in più distretti di corte di appello, allora sarà la cassazione in camera di

consiglio che deciderà quale è la corte di appello competente tenendo in

considerazione la natura degli atti, la quantità e l’importanza degli stessi. Sarà

necessario informare il procuratore nazionale anti mafia e anti terrorismo laddove i

delitti per cui si procede siano quelli dell’articolo 51 comma 3 bis e 3 quater. Il

presidente della corte fissa un’udienza e lo comunica al procuratore generale a

pena di nullità. Il procedimento si svolge in camera di consiglio ex articolo 127 e la

Corte decide con ordinanza non impugnabile l’accoglimento o il rigetto della

rogatoria. Una rogatoria indeterminata non è possibile ma è necessario indicare gli

atti che si vuole che siano compiuti o le prove già costituite e acquisite nel paese,

la richiesta può anche indicare una serie di atti ma l’importanza è la precisione con

cui questi devono essere indicati.

La decisione è:

Negativa (=non accoglimento):

Se gli atti richiesti sono vietati dalla legge o sono contrari ai principi

 dell’ordinamento giuridico dello stato. Questo elemento è valutato due volte

prima dal ministro e poi dalla corte d’appello

Se il fatto per cui procede l’autorità straniera non è previsto come reato dalla

 legge italiana e non risulta che l’imputato abbia liberamente espresso il suo

consenso alla rogatoria (principio della doppia incriminazione)

Se vi sono fondate ragioni per ritenere che il procedimento sarà

 discriminatorio

In due casi su tre si attribuisce rilevanza al consenso dell’imputato liberamente

espresso, in questo caso il consenso supera il problema della doppia incriminazione

e del processo non discriminatorio: la ratio sta nella volontà dell’imputato di

acquisire una prova favorevole e importante e perciò solleva la corte dalle

valutazioni sul rispetto di questi principi.

Qualora comunque non ricorra una di queste tre ipotesi, seguirà un exequatur e si

darà seguito alla rogatoria. In questo caso l’ordinanza è Favorevole

(=accoglimento): la corte di appello delega al compimento dell’atto un proprio

componente o il gip del luogo dove l’atto deve essere acquisito

L’esecuzione della rogatoria può incorrere in una sospensione se può pregiudicare

indagini o procedimenti che sono in corso.

Per quanto riguarda le modalità di acquisizione delle prove sono quelle dettate

dalla legge del luogo (locus regit actum), cioè si seguono le regole della lex fori.

Questo però può comportare dei problemi per l’utilizzabilità della prova perché

acquisita con forme non accettate e non ammesse nel nostro paese.

Procedura semplificata: quando la rogatoria viene usata per la citazione di

testimoni residenti o dimoranti nel territorio dello stato o per notificare una citazione

a un imputato che risiede o dimora in Italia. In questi casi la richiesta è trasmessa

direttamente al procuratore della repubblica del luogo in cui si deve notificare

l’atto e non si svolge la fase giurisdizionale. Questa procedura semplificata si usa

anche quando la richiesta provenga da un’autorità amministrativa straniera.

Dalla normativa del libro XI non è previsto alcun intervento del difensore del

soggetto interessato e imputato. È coinvolto il ministro, il procuratore generale, la

corte di appello ma non c’è spazio del difensore nell’acquisizione della prova. Nella

procedura di valutazione della rogatoria passiva il diritto della difesa non trova

molte garanzie. Poi ci sarà il momento successivo di acquisizione della prova che

viene condotto secondo le modalità del luogo. Manca in definitiva un

contraddittorio quando si decide se accogliere o meno la rogatoria. 14 aprile 2016

19 aprile 2016

ROGATORIA ATTIVA

È l’Italia che richiede a un paese straniero l’acquisizione di una prova. La richiesta

in questo caso proviene dall’autorità giudiziaria italiana dunque dal giudice di

qualsiasi fase del procedimento o dal p.m. gli atti rogabili sono gli stessi pertanto sia

mezzi di prova che prove, e la rogatoria è usata anche per citazioni e notificazioni.

La richiesta deve essere inviata dall’autorità giudiziaria al ministro della giustizia e ha

il dovere di inoltrare la rogatoria all’autorità straniera. Il ministro entro trenta giorni

dalla ricezione della rogatoria può disporre con decreto che non si dia corso nel

caso in cui ritiene che possa essere compromessa la sicurezza o gli interessi essenziali

dello stato. È una valutazione politica attribuita al ministro. Se questa ipotesi non

sussiste, per vie diplomatiche farà pervenire la rogatoria alle autorità del paese

straniero. Il ministro dovrà anche dare comunicazione all’autorità giudiziaria

richiedente.

Il ministro potrebbe rimanere inerte allora si parla di inoltro diretto all’agente

diplomatico italiano che provvederà alla trasmissione al suo omologo nel paese

straniero. Questo inoltro diretto è oltremodo possibile nei casi di urgenza in cui non

è possibile aspettare che si compia l’iter completo. Dopo aver comunicato

l’urgenza l’autorità giuridica italiana trasmette direttamente. Il ministro che deve

ricevere copia di questa comunicazione può bloccare la richiesta fino al momento

della trasmissione all’autorità straniera. La norma però non menziona in modo

specifico quelli che sono i casi di urgenza, tuttavia deve essere individuata sulla

base delle caratteristiche della fonte di prova o dell’oggetto di prova, potrebbero

essere individuati nei casi in cui nel nostro ordinamento si ammette l’incidente

probatorio. La tendenza è quella di favorire il superamento della decisione del

ministro, una recente circolare del ministero è nella direzione di favorire la

procedura dell’inoltro diretto. Un passaggio ulteriore nella procedura con i paesi

europei sarebbe quella dell’abolizione del passaggio attraverso il ministro e

l’agente diplomatico arrivando a un contatto diretto tra pubblici ministeri e giudici

dei paesi membri evitando rapporti mediati dalla diplomazia anche nell’ambito

delle prove. Non è previsto un termine per l’assunzione della prova.

Come nella rogatoria passiva è garantita l’immunità della fonte di prova: se la

rogatoria fosse usata per la citazione di un testimone o di un perito si stabilisce che

non potrà essere assoggettata a nessun tipo di misura per fatti anteriori. Se così non

fosse lo strumento della rogatoria sarebbe usato in modo strumentale sostituendo

l’estradizione. L’immunità cessa nel momento in cui il testimone citato non sia uscito

dallo stato entro 15 giorni oppure vi abbia fatto ritorno.

L’autorità giudiziaria italiana quando presenta una richiesta di rogatoria attiva può

indicare le modalità di acquisizione della prova per evitare che questa nel

procedimento penale italiano non possa essere utilizzata. L’inutilizzabilità della

prova è una sanzione ed esclude quelle prove che sebbene acquisite non potranno

essere tenute in conto per decidere sulla responsabilità. Se la prova che arriva

dall’estero è stata acquisita con modalità che non rispettano quelle previste dal


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.monti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale penale progredito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Bontempelli Manfredi.

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