I cambiamenti dei paradigmi della cooperazione dal secondo dopoguerra
A partire dal secondo dopoguerra si registra una sempre maggiore importanza verso la cooperazione internazionale. Il primo modello di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo emerge con il Piano Marshall del ’47 volto a ricostruire l'economia europea. Da questo momento, lo sviluppo viene associato alla crescita economica. Di conseguenza si mirava all’industrializzazione e alla produzione di capitale.
Lo sviluppo dei paesi a basso PIL
A partire dagli anni ’50 e ’60, lo sviluppo dei paesi con un basso PIL viene ad essere riconosciuto come fine a cui i paesi maggiormente sviluppati dovevano puntare. Ciò avrebbe generato benefici per il mondo intero. Successivamente, il paradigma sviluppo – crescita economica viene criticato e iniziarono a originarsi correnti di pensiero che rivendicavano uno sviluppo che tenesse maggiormente conto dei paesi beneficiari e che condannava l’azione e gli aiuti dei paesi donatori in quanto legati al perseguimento di propri interessi.
A queste critiche si aggiunse la teoria dello sviluppo umano, considerato come insieme di opportunità alle quali l’uomo poteva beneficiare, e una maggiore attenzione rivolta alla persona. Si arrivò così, alla fine del secolo scorso, a un dialogo tra paesi donatori e recettori, all’interno del quale le necessità e le strategie dei secondi prevalgono sugli egoismi dei primi.
Influenza della cooperazione sui temi politici ed economici internazionali
La Cooperazione Internazionale allo Sviluppo (CIS) ha avuto un primo impulso grazie al Piano Marshall promosso dagli USA, successivamente alla loro vittoria nella Seconda Guerra Mondiale (SGM), per ricostruire l’economia europea. Ovviamente, l’aiuto statunitense non era scevro da interessi geostrategici e anzi, mirava a legare il vecchio continente a sé e ad influenzarlo con il proprio capitalismo in contrasto con il comunismo della vicina URSS.
Lo sviluppo venne inizialmente percepito come mera crescita economica, e questa visione si mantenne durante tutto il dopoguerra. Nel periodo caratterizzato dalla Guerra Fredda, la CIS rimaneva legata alla volontà delle due superpotenze di accaparrarsi l’influenza su determinati territori. Così, con la caduta del Muro di Berlino, essa ha subito un notevole mutamento. L’alternativa comunista non minacciava più il mondo, di conseguenza gli USA ridussero il proprio intervento negli Stati che fino a quel momento appartenevano all’URSS.
Negli anni Novanta, inoltre, viene promossa la teoria dello Sviluppo Umano: inteso come l’insieme delle opportunità alle quali un individuo può disporre, legate alla propria capacità e al contesto nel quale vive. Così, i paradigmi della cooperazione iniziano a comprendere sempre più l’interesse della persona umana fino a che, con l’arrivo della globalizzazione, il mondo ha compreso che è interesse di tutti preservare l’ambiente e avanzare nello sviluppo sostenibile delle popolazioni.
Funzionamento dell'Unione Europea per quanto riguarda l'aiuto allo sviluppo
L’UE è l’unica istituzione regionale che ha concordato tra i suoi membri una piena cessione di sovranità rispetto a determinate questioni, tra queste la cooperazione internazionale e quindi gli aiuti allo sviluppo. A gestire queste questioni sono, in misura diversa: la Commissione europea, il Parlamento europeo, il Consiglio dei ministri e il Consiglio europeo, oltre che le svariate direzioni generali tematicamente specializzate.
Rilevante è il fatto che la Comunità ha un proprio bilancio, nel quale rientrano le attività promosse per la cooperazione allo sviluppo a livello comunitario e internazionale, al quale si aggiungono i bilanci nazionali dei membri, e quindi le loro attività di cooperazione. L’Unione interviene operando attraverso:
- Il budget support, quindi il trasferimento di risorse nel bilancio dello stato recettore, che diviene il principale attore per la propria politica di sviluppo
- Co finanziamento di programmi e progetti specifici, attraverso l’assistenza tecnica o Bandi, quindi il cofinanziamento di attori terzi per la promozione di programmi e progetti di cooperazione
- Il finanziamento di programmi ad organizzazioni internazionali (ONU o proprie Agenzie) e delle Banche di Sviluppo
- Riduzione del debito
- Collaborazione con l’agevolazione di finanziamenti della Banca europea di Investimenti
Storia del processo di integrazione europea e la cooperazione allo sviluppo
La CEE, istituita nel 1957 dai sei paesi fondatori, nacque nel contesto della decolonizzazione. I paesi fondatori ex coloni, tra i quali la Francia, vollero mantenere buoni rapporti con le proprie ex colonie neoindipendenti, che d’altra parte stavano affrontando non pochi problemi a livello istituzionale e sociale. Di conseguenza nel Capitolo IV del Trattato istitutivo furono inserite delle disposizioni per la regolazione dei rapporti economici tra i paesi europei e i paesi e i territori d’oltremare.
-
Esame Docimologia - Risposte esaustive a possibili domande d'esame
-
Domande Risposte Ragioneria 2
-
Risposte Sociologia dello sviluppo
-
Domande risposte esame Diritto pubblico