Perché tutte le 'e' latine sono diventate /jɛ/ in italiano
Il dittongamento, in realtà, non interessa tutte le "e" brevi. Infatti, nel verbo "sedere", ad esempio, in latino la "e" era breve in tutto il paradigma, eppure in italiano dittonga solo alla prima, seconda e sesta persona. La regola risulta sbagliata anche se si tratta di una "e" breve tonica (es: ferrum > ferro). In conclusione, a dare /jɛ/ in italiano sono tutte le "e" brevi toniche latine in fine di sillaba per un fenomeno di differenziazione interna della vocale.
Illustrazione della differenza tra teoria dei prototipi e categorie classiche
Nella concezione classica, le categorie sono delimitate dai tratti caratteristici, ossia dalla presenza o assenza di una determinata proprietà. Secondo la teoria dei prototipi, invece, i margini fra le categorie non sono delimitati chiaramente dalle proprietà. Queste ultime non appartengono in ugual misura a tutti gli elementi di una categoria, ma ne caratterizzano appieno gli esponenti più tipici, detti prototipi.
Illustrazione della differenza tra derivazione e composizione con esempi
Le parole sono formate generalmente da morfemi grammaticali e lessicali, ai quali si possono sommare morfemi derivativi detti “affissi” (prefissi, infissi, suffissi, circoinfissi) formando così nuove parole. Esempio: casa > caseggiato. La composizione, invece, si ottiene unendo due parole di significato differente. Esempio: pianoforte.
Metafonesi e dove avviene
Fenomeno verificatosi nei dialetti dell’Italia meridionale e per il quale la vocale tonica interna della parola è mutata in modo diverso a seconda che la vocale finale latina fosse aperta o chiusa. Quando la finale era /i/ o /u/, la /e/ e la /o/ toniche si sono chiuse rispettivamente in /i/ e /u/. Le vocali finali sono confluite nell’indistinta /ə/ e il ruolo di marca morfologica di maschile e femminile è passato alla vocale della radice. Esempio: nigru > nirə; nigra > nerə.
Classificazione della tipologia linguistica delle lingue accusative e ergative
Riguarda i casi profondi. Lingue accusative: compiere un'azione transitiva (agente) ed essere coinvolto in un processo intransitivo (tema) vengono sentiti come ruoli simili tra loro, e diversi dal subire un'azione transitiva (paziente). Isolano chi subisce l'azione, per questo sono dette accusative. Ergative: danno la stessa marcatura a quelli che in italiano sono due diversi ruoli sintattici (oggetto di verbo transitivo e soggetto di verbo intransitivo).
Organo impegnato nell'articolazione di vocali orali e nasali
Il velo: nell'articolazione di vocali orali si alza, impedendo all'aria di passare attraverso il naso, mentre nelle vocali nasali il velo si abbassa, permettendo il passaggio dell'aria.
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