Macroeconomia
Effetto di un aumento dell'investimento sul reddito di equilibrio
Si consideri il modello macroeconomico reddito-spesa con prezzi fissi e investimenti esogeni. Qual è l'effetto di un aumento dell'investimento (ΔI>0) sul livello di equilibrio del reddito? Illustrare la risposta con un grafico.
Nel modello reddito-spesa si ha che AD=Y (con Y= C+I) in corrispondenza di un reddito Y* che fa sì che il livello del consumo (C= C*+cY) produca un livello di domanda aggregata uguale al livello della produzione. Dall'equazione Y*=C+cY+I si deduce che il reddito di equilibrio è multiplo delle componenti autonome della domanda aggregata A= C+I nella misura data dal moltiplicatore della spesa autonoma 1/(1-c):
Si ha quindi che un ΔI>0 produce un aumento della spesa autonoma A il quale, a sua volta, produce un aumento proporzionale del reddito di equilibrio: ΔY= ΔI.
Tramite la statica comparata si ha che un aumento del livello degli investimenti provoca uno spostamento in alto a destra della domanda aggregata cui corrisponde un ΔY*>0 proporzionale alla misura del moltiplicatore.
ADA+ΔA 45° Y* Y** Y
I tre moventi della domanda di moneta
Illustrare i tre moventi che determinano la domanda di moneta e le variabili macroeconomiche da cui essa dipende.
Per domanda di moneta si intende la quantità di moneta detenuta nei portafogli degli operatori. La domanda di moneta dipende quindi da tre moventi:
- Transazioni: la moneta viene utilizzata per coprire lo sfasamento temporale fra incasso di moneta e pagamento delle transazioni da parte degli operatori. La domanda di moneta transattiva dipende positivamente dal PIL (reddito nazionale Y): maggiore è Y, maggiori saranno le transazioni e quindi la domanda di moneta transattiva. Lt=kY
- Precauzionale: si detiene moneta per far fronte a spese impreviste che possono riguardare anche la compravendita di titoli. Questa quantità è maggiore di quella prevista per le transazioni e la domanda dipende positivamente da Y e negativamente dal tasso di interesse: se infatti si considera quest'ultimo come il costo opportunità del detenere moneta (ossia il rendimento a cui l'operatore rinuncia detenendo liquidità) si capisce che se esso aumenta diminuisce la domanda di moneta precauzionale. Lp= Lp (Y;i)
- Speculativo: in questo caso si considera la moneta come attività finanziaria alternativa ai titoli con cui si specula al rialzo o al ribasso. La domanda di questa moneta è una funzione inversa del tasso di interesse (sempre inteso come costo-opportunità). Inoltre, secondo la versione keynesiana, si può dire che essa dipende anche dal confronto fatto dall'operatore fra prezzo del titolo da acquistare determinato sul mercato e quello da lui previsto (prezzo “normale”): se il prezzo dei titoli è minore di quello previsto dall'operatore, questo crede che nel futuro il prezzo dei titoli aumenterà, per cui sarà spinto a comprare titoli e a diminuire la sua liquidità. Ciò significa che il tasso di interesse è più alto di quello prospettato e il costo opportunità è più alto (per cui la domanda di moneta speculativa diminuisce). Ls=Ls(i)
La domanda di moneta complessiva è funzione lineare delle domande Ls, Lt e Lp: L=Lt+Lp+Ls=kY-hi. In questo caso kY esprime la domanda transattiva e parte quella precauzionale, con k che rappresenta la percentuale di Y detenuto in forma liquida, mentre -hi rappresenta l'influenza (negativa) della domanda di moneta precauzionale e speculativa con h che rappresenta la sensibilità della domanda di moneta al tasso di interesse.
Definizione di investimento e relazione con il tasso di interesse
Dare una definizione di investimento. Illustrare la relazione tra investimento e tasso di interesse.
Per investimento si intende la spesa sostenuta da imprese e pubblica amministrazione per l'acquisto di beni e quindi rappresenta la dotazione di capacità produttiva di un'impresa nel lungo periodo. Gli investimenti possono essere programmati (quantità ex ante) ed effettivi (ex post) e si ha che Investimenti ex post= Investimenti ex ante + Δscorte.
La funzione degli investimenti è I=I-bi, per cui fra I e i c'è una relazione decrescente: una variazione di i provoca una variazione di segno opposto del livello degli investimenti nella misura di b. I invece rappresenta lo stato delle aspettative delle imprese sull'andamento dell'economia.
La scelta dell'investimento è effettuata sulla base del criterio del VAN o del TIR: nel caso del Van l'impresa confronta il valore attuale della somma dei rendimenti futuri con il costo dell'investimento, per cui si scontano i rendimenti dei vari anni al tasso di interesse i.
Secondo il TIR invece, l'impresa calcola quel tasso di sconto o di rendimento per cui il VAN è uguale a 0. Mettendo in relazione i due criteri si avrà che un progetto di investimento è conveniente se ro=i e se Van è maggiore o uguale a 0. Se il tasso di interesse è così elevato da risultare superiore al saggio di rendimento ro, nessuno dei progetti verrà realizzato.
Un investimento è conveniente se il tasso di rendimento è maggiore di i. Per verificare se un investimento è conveniente rispetto a i, si fa ricorso al calcolo del VAN o del TIR:
- VAN: valore di una somma di flussi di cassa attualizzati al tempo zero a un tasso pari al costo opportunità del capitale finanziario. Se il valore attuale netto dell'investimento è maggiore di 0, il rendimento futuro dell'investimento stesso è maggiore del costo opportunità del capitale investito.
- TIR: è il tasso di sconto che rende nullo il valore attuale netto dei flussi di cassa generati da un progetto d'investimento. Esprime il costo massimo dell'investimento affinché esso permanga economicamente conveniente.
Relazione tra investimento e tasso di interesse secondo il TIR
Utilizzando il criterio del tasso di rendimento interno (TIR) spiegare la relazione tra investimento e tasso di interesse.
Il TIR è il tasso di sconto o interesse che rende nullo il valore attuale netto dei flussi di cassa generati da un progetto d'investimento; si calcola risolvendo l'equazione del VAN con i tale che il valore del VAN sia pari a zero.
Dal punto di vista finanziario il TIR rappresenta la redditività dell'investimento in termini di tasso di interesse: secondo il TIR, un'operazione di investimento viene completata se il valore del TIR è maggiore o al più uguale ad un tasso di riferimento prefissato i al quale si ritiene di poter investire in alternativa il proprio capitale. Un progetto di investimento risulta economicamente conveniente quando il TIR è superiore al costo opportunità del capitale investito nel progetto.
Prendendo in considerazione più progetti di investimento, si ha che ognuno avrà il suo saggio di rendimento e ordinando gli n progetti in ordine decrescente di redditività si avrà che il numero di progetti realizzati dipenderà da i.
Effetti di una politica fiscale espansiva nel contesto IS-LM
Con l'aiuto di un grafico, in un contesto IS-LM illustrare gli effetti di una politica fiscale espansiva. Che cosa si intende per retroazione monetaria? Quali sono gli effetti sugli investimenti? Cosa si intende per politica monetaria accomodante?
Per politica fiscale si intendono quelle azioni con cui lo Stato opera nell'economia (e nel contesto IS-LM) attraverso operazioni che variano G e T. Una politica fiscale espansiva consiste in un aumento di G, dei trasferimenti o una diminuzione dell'aliquota t per cui la tassazione dipende dal reddito. L'effetto di queste operazioni ha come effetto quello di aumentare la domanda aggregata e il dipendente reddito di equilibrio, per cui la scheda IS di sposta a dx facendo aumentare i:
Per far ciò che questo sia possibile, lo stato trova fondi necessari al finanziamento di questa politica emettendo sul mercato una quantità di titoli pubblici tale che il tasso di interesse sia più elevato di quello del mercato. Questo aumento di i porta al cosiddetto “effetto spiazzamento”.
Per retroazione monetaria si intende quell'effetto per cui, in seguito all'aumento di offerta di moneta, il tasso di interesse diminuisce in quanto gli operatori e il reddito di equilibrio riduce la sua crescita a causa di una diminuzione degli investimenti: esso infatti non si trova nel punto Y3 cui corrisponde un i pari a quello della precedente applicazione della politica monetaria, ma nel punto Y2 cui corrisponde un i più alto. La variazione di G o T provoca un aumento di del reddito, cui corrisponde un aumento della domanda transattiva: a parità di offerta di moneta però, questo aumento provoca l'incremento di i che rende più costosa la scelta di investimento (diminuzione di I), il quale causa una riduzione di Y*.
La variazione di G causa una diminuzione degli investimenti per effetto della retroazione monetaria: con la politica fiscale espansiva la parte della domanda autonoma composta da C+I+G aumenta facendo aumentare per effetto del moltiplicatore Y; con esso aumenta anche la domanda di moneta per transazioni generando un eccesso di domanda rispetto all'offerta di moneta. Gli operatori venderanno titoli per ottenere maggiore liquidità e l'effetto è che il tasso di interesse cresce e la componente degli investimenti si riduce insieme alla spesa autonoma e al reddito Y. In questo caso lo spiazzamento è parziale in quanto Y aumenta comunque, ma la sua variazione è ridotta a causa dell'aumento del tasso di interesse: ciò significa che l'aumento...
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