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DOMANDE MICROECONOMIA

1. Discutete del concetto di vincolo (o insieme) di bilancio e stabilite come modifica la linea di

bilancio una variazione del reddito.

Il vincolo di bilancio definisce l’insieme dei panieri che il consumatore può acquistare con un reddito

illimitato. La linea di bilancio indica tutte le combinazioni di x e y che il consumatore è in grado di acquistare

se spende tutto il suo reddito disponibile per i due beni.

La posizione della linea di bilancio dipende dal livello del reddito e dai prezzi dei beni che il consumatore

acquista. Quando il reddito aumenta, aumenta altresì l’insieme delle scelte disponibili per il consumatore.

Un aumento di reddito sposta verso l’esterno e in modo parallelo la linea di bilancio.

2. Discutete del concetto di vincolo (o insieme) di bilancio e stabilite come modifica la linea di

bilancio una variazione di uno o più prezzi.

L’aumento di prezzo di un bene sposta verso l’origine l’intercetta sull’asse che rappresenta quel bene. Una

diminuzione di prezzo di un bene sposterebbe l’intercetta sull’asse di quel bene più lontano rispetto

all’origine. In entrambi i casi la pendenza della linea di bilancio cambia.

3. Definite e spiegate cosa si intende per economia o diseconomia di scale e illustrate in che

modo si misura [N.B.: centrate la risposta alla seconda parte della domanda sul concetto di

elasticità dei costi totali rispetto alla quantità prodotta]

L’andamento del costo medio nel lungo periodo è sintomatico di due precisi e importanti fenomeni, le

economie e diseconomie di scala. Un’impresa beneficia di economie di scala quando il costo medio

diminuisce all’aumentare della quantità prodotta. Un’ impresa è affetta da diseconomie di scala

quando il costo medio di lungo periodo aumenta all’aumentare della quantità prodotta.

Possiamo usare l’elasticità per dire quanto reattivo è il costo totale rispetto ai fattori che lo

influenzano. Un importante coefficiente di elasticità e quello dei costi totali rispetto alla quantità

prodotta, ovvero la variazione percentuale del costo totale in ragione di una variazione dell’1%

dell’output. Il rapporto è uguale al costo marginale MC fratto il costo medio AC. Questa elasticità è

spesso impiegata per capire l’entità delle economie di scala nei diversi settori.

4. La funzione di produzione consente di misurare l’output massimo che un’impresa può produrre.

Spiegate cosa significa massimo nel caso di una funzione di produzione ad un solo input.

La funzione di produzione è la relazione matematica che spiega e simula le diverse combinazioni di input tra

le quali un’impresa può scegliere; consente di calcolare la massima quantità di prodotto finito che

un’impresa può ottenere dalla combinazione variabile degli input. I punti in corrispondenza o al di sotto

della funzione di produzione rappresentano l’insieme di produzione, cioè le combinazioni produttive

possibili fra input e output; le combinazioni per le quali l’impresa realizza un output inferiore rispetto a

quanto potrebbe sono tecnologicamente inefficienti, mentre le combinazioni per le quali l’impresa produce

l’output massimo possibile sono tecnologicamente efficienti.

5. Relazione tra ricavo totale e costi totali di lungo periodo in un’impresa perfettamente

concorrenziale.

Il costo economico misura il costo opportunità delle risorse che le imprese utilizzano per produrre e

vendere i loro prodotti, mentre il costo contabile misura le spese in cui l’impresa incorre per produrre

e vendere il suo output. Il profitto economico è la differenza tra i ricavi dell’impresa e i costi economici,

inclusi i costi opportunità.

6. Illustrate il tema dei rendimenti di scala in microeconomia e discutete della loro importanza per la

teoria della produzione.

Il concetto di rendimenti di scala ci dice l’aumento percentuale dell’output se un’impresa aumenta gli input

di una determinata percentuale. Avremo rendimenti di scala crescenti quando a un aumento della

medesima proporzione di tutti gli input, l’output aumenta più che proporzionalmente, saranno costanti se

l’output aumenta della medesima percentuale e decrescenti se l’output aumenta meno che

proporzionalmente

7. Discutete del ruolo svolto dall’assunzione di libertà di entrata e di uscita dal mercato nella

determinazione dell’equilibrio perfettamente concorrenziale di lungo periodo.

Nel lungo periodo nuove imprese possono entrare nell’industria. Un’impresa entrerà se potrà creare

ricchezza. L’equilibrio perfettamente concorrenziale di lungo periodo si raggiunge in corrispondenza del

prezzo al quale l’offerta uguaglia la domanda e non esiste più un incentivo all’ingresso e all’uscita delle

imprese dall’industria; è caratterizzato da un prezzo di mercato P*, un numero di imprese identiche n*, e

una quantità prodotta da ciascuna impresa Q* che soddisfa tre condizioni:

 Ciascuna impresa massimizza il profitto di lungo periodo rispetto alla quantità prodotta e alla

dimensione dell’impianto. P=MC(Q*)

 Il profitto economico per ciascuna impresa è pari a zero. P*=AC(Q*)

 La domanda di mercato uguaglia l’offerta di mercato. D(P*)=n*Q* o n*=D(P*)/Q*

8. Che cos’è una curva di indifferenza? Perché è sempre corretto affermare che in presenza di curve

di indifferenza lineari il consumatore tende a vedere tutti i beni come perfetti sostituti?

La curva d’indifferenza è una curva che unisce un insieme di panieri di consumo che danno al consumatore

lo stesso livello di soddisfazione. Perfetti sostituti sono due beni per i quali il saggio marginale di

sostituzione è costante e quindi le curve di indifferenza sono linee rette. Le curve d’indifferenza per i

sostituti perfetti sono delle linee rette, e il saggio marginale di sostituzione è costante.

9. Discutete la scelta della tecnica ottimale di produzione di lungo periodo, utilizzando i concetti di

isoquanto e isocosto.

Per massimizzare il profitto dell’impresa bisogna minimizzare i costi. Verificare quale combinazione

produttiva sia associabile ai costi minimi significa risolvere il problema della minimizzazione dei costi, e

l’impresa che cerca di risolvere questo problema è l’impresa che minimizza i suoi costi.

L’isocosto rappresenta tutte le possibili combinazioni di lavoro e capitale alle quali corrisponde lo stesso

costo totale. La minimizzazione dei costi si ha quando la pendenza dell’isoquanto è uguale alla pendenza

dell’isocosto; questa condizione consente di affermare che, per la combinazione produttiva che minimizza i

costi, l’output aggiuntivo per euro speso in lavoro equivale all’output aggiuntivo per euro speso in capitale.

10. Che cos’è un isoquanto di produzione? È corretto affermare che in presenza di isoquanti lineari il

saggio marginale di sostituzione tecnica è sempre costante?

L’ isoquanto è una curva che mostra tutte le combinazioni di lavoro e capitale per le quali l’output risulta

costante. Isoquanto significa “stessa quantità”.

In alcune produzioni il tasso marginale di sostituzione tecnica tra due input può essere costante, in questa

ipotesi l’impresa ha una funzione di produzione lineare. Una funzione di produzione lineare ha isoquanti

rappresentati da linee rette. La pendenza è costante e il tasso marginale di sostituzione tecnica non varia

muovendosi lungo l’isoquanto. Gli input sono perfetti sostituti.

11. Spiegate, per mezzo di un grafico, in che modo un monopolista determina la produzione ottimale

ed il prezzo di vendita, e quali sono gli effetti della sua scelta sul benessere sociale.

Tre importanti aspetti inerenti all’equilibrio in un mercato di monopolio:

 Il prezzo che massimizza il profitto del monopolista eccede il costo marginale dell’ultima unità

offerta.

 Il profitto del monopolista può essere positivo, poiché il monopolista non deve far fronte alla

minaccia di libera entrata nel mercato.

 Il surplus dei consumatori corrisponde all’area che si trova tra il prezzo di vendita e la curva di

domanda.

Nel mercato di monopoli abbiamo la perdita di benessere sociale (perdita secca) dovuta al monopolio e

rappresenta la differenza tra il beneficio netto ottenuto nel caso il mercato fosse in concorrenza perfetta e

il beneficio conseguito in monopolio.

12. Che cos’è la curva prezzo-consumo di un bene? Supponendo che il consumatore sia dotato di

preferenze strettamente convesse, costruite graficamente la sua curva prezzo-consumo.

Un modo per descrivere come i cambiamenti nel prezzo di un bene influenzano gli acquisti di entrambi i

beni è di rappresentare una curva che congiunge tutti i panieri ottimi, in corrispondenza dei diversi livelli di

prezzo di un bene. Questa curva è chiamata curva prezzo-consumo.

13. Si dimostri graficamente o (alternativamente) analiticamente la relazione esistente tra ricavo

marginale, prezzo ed elasticità della domanda rivolta ad un’impresa monopolista.

P

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andrea.mincio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Parello Carmelo.
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