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Appunti di storia del pensiero sociologico basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Tosini dell’università degli Studi di Trento - Unitn, facoltà di Sociologia, Corso di laurea in sociologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia del pensiero sociologico docente Prof. D. Tosini

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È l’integrazione che condiziona gli individui e dunque sono le forme dell’interazione

l’oggetto della sociologia. L’interazione da luogo a figure alla quale va l’interesse di

Simmel.

Questo processo di relazioni si stabilizza in forme che, da una parte, rendono

possibili l’analisi delle relazioni e dall’altra sono continuamente messe in

discussione da nuove e complesse interazioni.

Il processo con cui le relazioni e le interazioni si consolidano in nuove forme è

detto da Simmel “sociazione”.

Sono questi tre concetti (relazioni, interazioni e forme) l’oggetto della sociologia.

Dunque l’oggetto della sociologia per Simmel sono le interazioni e reciprocità tra

individui, che si stabilizzano in forme.

Sociologia formale (perché si basa sulle forme).

Per Simmel la sociologia non si occupa degli individui, ma si delle relazioni e

interazioni fra individui.

Parole chiavi:

- Reciprocità (delle relazioni; degli scambi tra individui)

- Sociazione

- Forme (esempio: lo stato, la famiglia, il linguaggio, la comunità religiosa, i gruppi

sociali ecc.)

L’individuo è fatto di appartenenze sociali: appartiene a una famiglia, a una tribù, a

una religione, ecc.

9) Definite e chiarite la sociologia del potere in Weber e illustrate la tipologia di

potere legittimo (differenza tra potere e potenza).

R: Weber costruisce una tipologia ideale che è volta a racchiudere le complesse

disposizioni dell’obbedienza che legittimano le varie forme di potere ordinario e

straordinario che si sono susseguite nel corso della storia (perché le persone

obbediscono a un comando). Per prima cosa egli distingue i concetti di:

- Potenza (macht): capacità di imporre il comando anche su resistenza; l’altro ha

paura della minaccia. Designa qualsiasi possibilità di far valere dentro ad una

relazione sociale, anche di fronte a una opposizione (modo coercitivo).

- Potere (herrschaft): capacità di ottenere obbedienza per affetto, rispetto,

fascino, ecc. Possibilità di trovare obbedienza a un comando che abbia un

determinato contenuto (modo volontario).

Ed è proprio quest’ultimo l’oggetto della sociologia di Weber. È questa volontà di

obbedire che rende legittimo il potere.

Dunque una sociologia del potere è l’analisi delle più svariate motivazione

dell’obbedienza che egli raggruppa in una tipologia ideale di tre tipi di potere

legittimo.

Potere legittimo:

- Carismatico: rapporti di lealtà (es. Gesù); carisma sociale (es. Hitler, capo

carismatico.

- Tradizionale: credenze quotidiane nel carattere sacro della tradizione valide da

sempre (es: monarchia, famiglia che ha sempre avuto il potere).

- Razionale: legale; ordinamento normativo, leggi, costituzione; stato moderno e

burocratico; base capitalista.

10) Definite e chiarite la teoria dell’agire in Weber.

R: Secondo Weber, sono gli uomini a dare senso alle loro azioni e dunque alla

storia.

Weber distingue quattro tipi di azioni (due di queste sono razionali e le altre due

sono irrazionali):

- Azione razionale rispetto allo scopo: si deve intendere un comportamento

orientato esclusivamente in base ai mezzi concepiti come adeguati per scopi

preposti in maniera univoca. Avere uno scopo chiaro e organizzare

razionalmente i propri mezzi per conseguirlo, in rapporto alle possibili

conseguenze. È tipica dell’agire economico.

- Azione razionale rispetto al valore: è quella che agisce non per conseguire un

fine, ma bensì per affermare un valore, per rimanere fedeli ad un’idea, o

qualcosa in cui crede. L’azione è conforme ai principi di valutazione: agire in

base ai valori condivisi restando fedeli alle idee, senza tenere conte delle

conseguenze (es. andare a messa alla domenica).

- Azione irrazionale emotiva: azione affettiva; è quella azione con meno contenuto

razionale, è un’azione dettata da uno stato d’animo, emozioni, dall’umore del

soggetto: espressione di un bisogno interno.

- Azione irrazionale tradizionale: abitudini acquistate. Tradizione. Obbedire a dei

riflessi radicati da una lunga pratica senza chiedersi se esistono altre strade per

raggiungere lo stesso scopo.

11) Cos’è l’approccio comprendente in Weber?

R: Weber fu il fondatore della sociologia comprendete, secondo il quale la

sociologia ha il compito di comprendere il significato dell’azione sociale. Gli studi

sociologici della religione definiscono uno dei temi fondamentali della ricerca

weberiana.

Weber vuole spiegare il capitalismo attraverso la religione protestante. Religione

vs. economia.

Secondo Weber (influenzato da Rickert) il sociologo non deve avere giudizio di

valore. Non deve occuparsi di fattori etici, se è giusto o sbagliato.

Sociologia come scienza: la quale si propone di intendere (cioè comprendere) le

virtù di un procedimento interpretativo (l’agire sociale), non la storia. Quindi di

spiegarlo causalmente nel suo corso e nei suoi effetti.

Per Weber la finalità è quella di comprendere l’agire sociale ossia comprendere il

senso che gli attori sociali coinvolti attribuiscono a quell’agire (mettersi nei panni

degli altri).

Comprendere quindi di spiegarlo causalmente. Dunque comprendere non è l’unico

scopo delle scienze sociali ma bisogna anche spiegare questo agire sociale ovvero

di ricondurli a delle cause (il concetto di causa è differente rispetto a quello del

positivismo).

12) Definite e chiarite il concetto di azione logica e non logica in Pareto e

presentare lo schema dell’azione non logica.

R: Le azioni non logiche sono l’oggetto della sociologia di Pareto.

La distinzione tra azioni logiche e non logiche non ha senso e non è possibile

senza un criterio logico-sperimentale. Infatti, solo se noi determiniamo le

condizioni, affinché un ragionamento sia logico possiamo definire logica o non

logica un’azione. Nel giudicare un’azione bisogna dunque che rispetti due

condizioni:

- Che sia intenzionata in modo logico;

- E che predisponga adeguatamente i mezzi per raggiungere i fini.

Azione logica: uniscono logicamente l’azione (vista come un fine). L’attore agisce

di modo logico di accordo con l’azione.

Azione non logica: mezzo e fine sono diverse. Non esiste un fine logico. Sono

quelle azioni in cui esiste un difetto di conformità tra i mezzi utilizzati e il fine da

raggiungere nonché tra la visione che ne ha l’attore sociale e quella che ne ha

l’osservatore esterno. Le azioni non logiche non sono illogiche.

Pareto distingue quattro generi di azioni non logiche:

1- Primo genere appartengono le azioni che sia nella coscienza del soggetto, sia

nella realtà oggettiva, non hanno una condotta logica; senza fine logico

oggettivo e senza fine logico soggettivo; atti imposti dal costume;

comportamento automatico, faccio senza “fare un calcolo”, ad esempio bere il

tè alle 17.00;

2- Secondo genere appartiene quasi la totalità delle azioni umane oggetto della

sociologia di Pareto. Gli attori non sono logicamente connessi al risultato ma lo

sono nella coscienza di chi agisce nella convinzione che siano i più adeguati

per raggiungere uno scopo; senza fine logico oggettivo, ma con fine logico

soggettivo; l’attore fa un “calcolo” prima di fare l’azione; ad esempio accendere

una candela per superare l’esame invece di studiare;

3- Terzo genere appartengono quelle azioni che hanno un risultato logico avendo

il soggetto compiuto gli atti per raggiungerlo e però senza averci pensato; ha

fine logico oggettivo, ma non ha fine logico soggettivo; azioni istintive; l’attore

segue l’istinto, non fa un “calcolo” per fare l’azione; ad esempio fuggire quando

si sente un rumore;

4- Quarto genere appartengono azioni intenzionate in modo logico e che hanno

risultato oggettivamente logico; azioni dell’attore non erano quelle che si sono

verificate come conseguenza dei suoi atti; ci sono fine logico oggettivo e

soggettivo ma loro non coincidono; ad esempio rituale collettivo come danza

della pioggia, secondo gli scienziati, non fa piovere ma serve per socializzare

(comportamento mezzo-fine).

Schema della azione non logica:

Fine logico Fine logico

oggettivo soggettivo

NO NO (1)

NO SI (2)

SI NO (3)

SI ≠ SI (4)

13) Cosa sono i residui e derivazioni in Pareto?

R: Pareto passa a definire meglio di cosa è fatta un’azione. Egli sostiene che

un’azione si compone di due parti:

- La prima parte corrisponde a impulsi innati dell’attore sociale detta RESIDUO.

Pareto passa dunque alla classificazione dei residui più conosciuti e a raggruppare

le infinite derivazioni in tipi ideali:

Divide il residuo in 6 classi:

1- L’istinto delle combinazioni: progresso; tutto ciò che spinge l’uomo a stabilire

relazioni, ad esplorare quel che non conosce, la sua ansia verso il nuovo, verso

il futuro; istinto di cambiamento;

2- La persistenza degli aggregati: conservazione; spinge a conservare ciò che si è

già ottenuto, a controllare ciò che abbiamo conquistato, a fermarsi e a ordinare

dopo il disordine;

3- Il bisogno di manifestare i sentimenti con atti esterni;

4- L’istinto di società: creazioni di gruppi; socializzazione. Stabilire l’ordine e

disciplina;

5- L’integrità dell’individuo: riguarda i propri interessi individuale dell’individuo;

6- Residuo sessuale: riguarda comportamenti sessuali.

La seconda parte di una azione consiste nelle razionalizzazioni, nelle giustificazioni

che gli uomini storicamente danno delle loro azioni, dette DERIVAZIONI. Le

derivazioni sono ciò che Freud chiama razionalizzazione. Sono le ideologie, le

visioni del mondo, le religioni e i miti. Derivano di un residuo.

14) Parsons e il neo-funzionalismo. Sistema AGIL?

R: Parsons si chiede come società diverse tra loro svolgano le stesse funzioni

fondamentali senza le quali nessuna società è in grado di esistere. Ossia in che

modo alcuni bisogni fondamentali, necessari e comuni a ogni gruppo umano

organizzato, vengano soddisfatti, attraverso quali strutture, istituzioni. Ogni società

deve risolvere dei problemi per esistere in quanto tale.

Il metodo struttural-funzionalista consiste nel riconoscerli, classificarli indicare le

istruzioni che le risolvono assicurando lo svolgimento delle funzioni necessarie.

Parsons si chiede quali sono i processi che assicurano l’ordine sociale ogni volta

che questo è stato infranto e trova risposta in quel meccanismo che viene

chiamato Integrazione del sistema. Quindi un sistema sociale non può esistere se i

suoi membri non sono integrati in un sistema di valori in una cultura.

Individua le funzioni fondamentali per la sopravvivenza del sistema:

Sistema AGIL:

(A) Funzione adattiva (adaptive): è assicurata dal sottosistema economico (in una

società complessa) o dal gruppo di cacciatori e raccoglitori (in una società

semplice). Funzione esterna e mezzo per assicurare la sopravvivenza del sistema.

(G) Funzione del raggiungimento dei fini (goal attainment): è assicurata da un

insieme di strutture che chiamiamo sottosistema politico. In una società complessa

possono essere lo Stato, il Parlamento ecc. Anche questa funzione è esterna

perché mette in relazione il sistema con un altro sistema. È un fine perché si tratta

di decisioni per l‘azione collettiva, di obbiettivi che il sistema si dà.

(I) Funzione integrativa (integrative): è lo scopo stesso del sistema sociale e, allo

stesso tempo, il mezzo della sua sopravvivenza. È assicurata dal sistema di valori

e norme, è l’universo valoriale cui due istituzioni importanti provvedono: la religione

e il diritto. È garantita anche dalla trasmissione dei valori di base da una

generazione alla successiva. È una funzione interna al sistema sociale ed è un

mezzo per raggiungere l’integrazione.

(L) Mantenimento del modello latente (latent pattern maintenance): il compito

dell’integrazione è garantito nel tempo dalla trasmissione dei valori di base da una

generazione alla successiva. Questo compito affidato a un gruppo d’istituzioni

tanto più numeroso quanto più la società è complessa. Funzione interna al sistema

sociale. Ed è un mezzo per assicurare la funzione fine: integrazione. È assicurato

da istituzioni come: famiglia, scuola, che garantiscono la socializzazione.

15) Quali sono i tre a priori sociologici per Simmel?

R: Simmel nell’ excursus “Com’è possibile la società?” enuncia tre a priori

sociologici che sono allo stesso tempo le premesse che ci permettono di prendere

conoscenza dei processi reali stessi.

Sono dunque gli strumenti che possiamo usare per conoscere la società.

A priori = prima della esperienza. Prima de tutto. Imparo quando sono nato.

Gli a priori in Simmel sono una revisione della nozione kantiana di a priori; hanno

un valore euristico (funzionale utile alla ricerca); sono storici; sono “provvisori”;

possono cambiare nel tempo.

Funzione degli a priori: rappresentano, in ambito sociologico, presupposti,

condizioni che rendono possibile l’esistenza della società.

1- Il primo a priori: “Tipo” (generalizzazione): riguarda il soggetto e l’altro,

interazione tra l’alter e l’ego che si struttura in termini delle aspettative che si

riferiscono ai ruoli. Ossia noi vediamo l’altro mai nella sua totalità, ma sempre in

qualche categoria sociale nella quale lo collochiamo.

2- Il secondo a priori: “Inoltre” (specificità individuale): il contrario del primo,

l’individuo non si esaurisce nel ruolo che svolge, è qualcosa di più del ruolo.

Ossia ogni elemento di un gruppo non è solo parte della società, oltre ciò è

qualche cos’altro ancora.

3- Il terzo a priori: “Beruf”: riguarda alla stratificazione, ogni individuo appare

destinato a un determinato posto nel suo ambiente sociale. A priori delle cerchie

sociali/differenziazione sociale o personale (beruf = professione, ruolo…

individuo unico e differente nella società). Ossia, una società (secondo il suo

principio di disuguaglianza) può esistere solo come insieme di elementi

differenziati, ognuno dei quali occupa una posizione particolare che in una

situazione sociale non potrebbe essere altro di quella che è.

Una società (secondo il suo principio di disuguaglianza) può esistere solo come

insieme di elementi differenziati, ognuno dei quali occupa una posizione

particolare. Bisogna avere la disuguaglianza.

16) Chiarite il ruolo del denaro in Simmel.

R: L’individuo di cui si occupa Simmel è quello immerso nei rapporti, e dunque non

quello biologico o quello psicologico, perché le forme sociali sono autonome dai

contenuti psichici. Questo Simmel lo dimostra nella Teoria soggettiva del valore,

esposta nella Filosofia del denaro: il momento sociale dello scambio si

autonomizza dalle motivazioni individuali in base alle quali attribuiamo un valore

soggettivo agli oggetti. Es: il denaro per Simmel è una forma che si è

autonomizzata rispetto al valore individuale degli oggetti; ad esempio un libro che

per me vale tanto per un altro può valere di meno.

Il denaro cristallizza lo spirito dei valori (denaro = spirito oggettivo; costruzione

culturale). Come l’esempio dell’orologio che cristallizza lo spirito del “tempo”; il

denaro cristallizza lo spirito del “valore materiale”.

Simmel sottolinea che l'economia monetaria è stata un fattore di dissoluzione

dell'economia naturale basata sull'autoconsumo, favorendo in tal modo la

formazione dello stato centralizzato, che doveva svolgere la funzione di controllo

della moneta.

Il denaro favorisce la crescita della libertà individuale perché rende sostituibili i

rapporti sociali attenuando la dipendenza, nella sfera.

DENARO: cristallizza lo spirito dei valori.

Denaro ha spirito oggettivo (fisso, non dipende da me, è autonomo). Prima era

valore individuale, dipendeva del valore che io davo alle cose (ad es. un libro ha

valore sentimentale per me).

Il denaro è il simbolo del valore nella società, come l’ora è il simbolo del tempo.

Il denaro genera libertà individuale (posso fare quello che voglio con il mio denaro),

prima del denaro c’era lo scambio (tu mi dà le patate e io ti do una gallina).

Individuo meno dipendente dello scambio.

Il denaro è universale (posso comprare tutto che voglio non solo patate).

Il denaro, generando libertà e autonomia, aumenta i rapporti sociali.

17) Cerchie sociali in Simmel.

R: Si formano attraverso la divisione del lavoro e dei ruoli sociali. Attività e stile di

vita che creano gruppi che condividono lo stesso interesse.

Il numero di cerchie sociali che l’individuo appartiene lo definisce.

- Società semplice/campagna: numero di cerchie sociali limitato. L’individuo non

può scegliere le cerchie; appartiene per nascita (es. famiglia, religione). Gli

individui non si differenziano degli altri, hanno gli stessi ruoli, appartengono agli

stessi cerchie sociali, ecc.

- Società complessa/metropoli: numero di cerchie sociali non limitato. L’individuo

ha libertà di scegliere i suoi cerchie sociali. L’individuo si differenzia (es.

partecipa di gruppo di musica classica ogni sabato sera; gioca un determinato

sport; fa determinato lavoro, ecc.).

Effetti negativi della metropoli: mancanza di tempo; libertà eccessiva può creare

anomia (assenza di regole/leggi/ordine).

Effetti positivi: libertà di scelta.

18) La dialettica vita/forma per Simmel.

R: Piano della vita (più-vita): vita nel suo continuo fluire organico; rimanda alla

nozione di flusso vitale di Bergson. Il suo continuo fluire porta a travolgere (oprimir)

le forme che si sono cristallizzate.

Piano delle forme (più-che-vita): forme culturali; forme sociali; corrisponde al piano

della produzione culturale e spirituale in senso lato; non sono eterne; sono

storiche; sono destinate a perire per essere sostituite da nuove forme. Si

producono sulla base di cristallizzazione (condensazione) attraverso il quale, ad

es., le interazioni sociali si fissano in forme di sociazione.

19) Le metropoli e la vita spirituale in Simmel.

R: Nelle metropoli si realizza seriamente il processo di razionalizzazione dei

rapporti sociali.

Il soggetto nella metropoli è spinto verso un individualismo estremo, un

soggettivismo che si configura come reazione alla oggettivazione della cultura in

cui è immerso.

La maggior parte delle interazioni sociali metropolitane sono impersonali e si

svolgono in un clima di indifferenza reciproca (blasé) e gli individui sono portati

spesso ad assumere atteggiamenti di distinzione per attirare l’attenzione (gli

individui vogliano essere “diversi dagli altri” per poter prendere l’attenzione.

Anche nei rapporti più stretti si presenta facilmente un tratto di estraneità e ciò

perché nella metropoli alla relazione viene meno il senso di unicità.

Tragedia della modernità: condizione di vicinanza e lontananza; l’indifferenza,

caratteristica del blasé.

20) Cos’è l’atteggiamento blasé?

R: L’uomo blasé è colui che abita nella metropoli, è disincantato ed annoiato, colui

il cui atteggiamento dice che “ha già visto tutto”, per Simmel, il blasé è indifferente

nei confronti di tutta la varietà qualitativa delle cose; anche se poi questa annoiata


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pe.famea

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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pe.famea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero sociologico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Tosini Domenico.

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