Caratteri del positivismo e dell'organicism all'origine del pensiero sociologico
Il positivismo è una corrente di pensiero che si sviluppa in Europa nella metà dell’Ottocento, dopo la morte di Hegel. Nasce in opposizione alle filosofie precedenti, come la filosofia hegeliana. Hegel pensava che la filosofia sarebbe finita con lui perché il suo sistema comprendeva ogni aspetto della realtà. Il positivismo ha aspetto anti-metafisico (pensare e guardare oltre la realtà sociale). Si può dire che il positivismo ha tre caratteri/aspetti:
- Primo: Diffondersi del metodo scientifico nell’ambito delle scienze naturali; con il positivismo si trasferisce il metodo scientifico alle scienze sociali. Si indaga la legge dell’agire umano (non è un giudizio sull’agire umano; non si giudica se è giusto o sbagliato), si cerca una relazione di causa-effetto.
- Secondo: Positivismo come superamento della politica e delle dottrine politiche. Problemi politici e sociali nascono dalla scarsità di risorse.
- Terzo: L’organicism, ovvero la società viene vista a somiglianza di un organismo biologico, cioè la società funziona come organismo biologico e i conflitti sociali sono le patologie. Per il positivismo, la condizione naturale della società è condizione di armonia sociale, dunque il conflitto (poiché patologia sociale) deve essere eliminato. Possiamo spiegare il funzionamento della società con il funzionamento di un organismo biologico, quindi non ci chiederemo cosa è la scuola, ma quale funzione svolge.
Organo biologico: si ammala, può essere guarito mettendo in funzione le cose che hanno smesso di funzionare; Organo sociologico: armonia tra gli organi, se la società è un organo biologico, per mantenerla in salute bisogna eliminare le patologie, ossia i conflitti sociali. Analogica organicista: la famiglia = elementi biologici; città = organi; la religione = pelle. La politica è l’arte del governare le conflittualità quando non si posseggono le coordinate per capirle e risolvere in ambito organicistico. La politica è necessaria per regolazione dei conflitti, di conseguenza, eliminati i conflitti la politica non sarà più necessaria. Comte pensa che l’ordine sociale sia alla base del progresso. Senza l’ordine sociale la società non progredisce.
Nella teoria dell’evoluzione di Comte vengono rappresentati tre stadi dello sviluppo dello spirito umano (legge dei tre stadi):
- Teologico/Fittizio: Punto di partenza necessario dell’intelligenza. I fatti e fenomeni sociali venivano spiegati attraverso le entità divine, soprannaturali e magiche. Società religiosa.
- Metafisico/Astratto: Lotta contro l’ordine; dove le entità divine antropomorfe (simile fisicamente all’uomo), vengono sostituite da idee fisse, che si suppone diano una spiegazione ai fatti sociali. La realtà sarebbe cercata direttamente, ma ci sarebbe ancora la presenza del soprannaturale.
- Positivo/Scientifico: Stadio fisso e definitivo. Sociologia come scienza; la spiegazione dei fatti sociali viene attraverso la scienza. I fatti sarebbero spiegati in base a leggi generali astratte completamente positive (leggi della natura e leggi sociali, che portano ordine).
Specificità del materialismo storico in Marx ed Engels
Per materialismo storico si intende un metodo secondo il quale la spiegazione di qualunque fenomeno sociale deve essere spiegato da fattori della base economica. Marx e Engels sostengono che bisogna guardare di modo storico questa base economica. L’uomo è storicamente determinato, cioè non esiste l’uomo ma bensì l’uomo prodotto dal modo di produzione antico, diverso da quello feudale, diverso da quello capitalistico ecc. Ogni modo di produzione ha proprie leggi che valgono per quella formazione economico-sociale e che determinano un diverso modo di condizionamento del mondo delle idee da parte della struttura economica.
Dunque, per capire come le cose stanno veramente nella società bisogna guardare l’economia e non il mondo delle idee. Non è la conoscenza degli uomini che determina la realtà sociale, ma la realtà sociale che determina la conoscenza degli uomini. È proprio grazie a questa teoria che egli risolve nella celebre coppia struttura e sovrastruttura il problema della conoscenza:
- Struttura: Costituisce la base della società, il suo funzionamento e i suoi rapporti di produzione;
- Sovrastruttura: È invece il mondo delle idee in cui la società si identifica e si rappresenta. Rispecchia la struttura della società. Ha due funzioni: serve a giustificare l’essenza della struttura e la perpetua il più possibile, ossia è mistificante (far credere cose che non sono vere), per esempio presentandoli come leggi naturali. Ha ciò una funzione ideologica.
Nel lungo periodo la struttura economica della società influenza il mondo delle idee. Nel breve e nel medio periodo la sovrastruttura, le idee politiche, filosofiche, religiose ecc. possono influenzare la struttura economica della società. L’idea di Marx è che la struttura, in generale, condizioni la sovrastruttura o che questa rappresenti l’essenza di quella. In conclusione, se vogliamo la verità sulla società, non basta guardare la sua ideologia ma analizzare i rapporti economici sociali che la sottendono.
Teoria del mutamento sociale in Marx
La conoscenza sociale è condizionata dalla struttura economica. Gli esseri umani sono inseriti in meccanismi che li controllano. Sono inseriti in rapporto di produzione, senza scegliere. Il mutamento storico è causato dalla tensione tra forze produttive (progresso, conoscenze scientifiche e moderne) e rapporto di produzione (medievale, sistema vecchio). Questa tensione è il motore del mutamento sociale.
L’effetto della tensione appena detta, ad esempio, è la rivoluzione francese. Marx esprime la teoria del mutamento sociale nella prefazione a “Per la critica dell’economia politica” in 1854. Nell’esprimerla parte da una contraddizione fondamentale nella società capitalista: quella tra sviluppo costante delle forze produttive (=quantità di ricchezza) e rapporti di produzione (=proprietà privata, rapporti giuridici, lavoro salariato ecc.) che tendono a rimanere costanti essendo i rapporti che consentono alla classe dominante di rimanere tale.
Marx rafforza come gli uomini entrano in rapporti indipendenti dalla loro volontà, rapporti determinati dal grado di sviluppo delle forze produttive, che determinano i rapporti di produzione, che a loro volta determinano la sovrastruttura politica e giuridica, che determina il mondo delle idee. È l’essere sociale che determina la coscienza sociale degli individui e non il contrario.
Ciò che determina il passaggio da un tipo di società all’altra è determinato dunque dal fatto che lo sviluppo delle forze produttive si arresta attraverso meccanismi oggettivi (crisi economiche, caduta del saggio medio di profitto). I rapporti di produzione tendono a rimanere orizzontali, non evolvendo, creando uno scarto che deprime lo sviluppo ulteriore delle forze produttive. Allora i vecchi rapporti vanno cambiati perché sono di ostacolo, e si apre un’era di rivoluzione che riporta i rapporti giuridico-politico a livello adeguato. Raggiunto tale livello, le forze produttive riprendono vigore.
Il capitalismo verrà superato solo quando avrà espresso tutte le sue potenzialità e dunque non è possibile in questa teoria del mutamento sociale compiere salti, cioè non è possibile passare, ad esempio, dal feudalismo al socialismo, quindi il capitalismo verrà superato solo quando avrà espresso tutte le sue potenzialità.
Nozione di fatto sociale in Durkheim
I fatti sociali sono una “cosa” che esercita una forza coercitiva sui soggetti, indipendentemente della loro volontà o azione individuale. I fatti sociali consistono in modi di agire, di pensare e di sentire esterni all’individuo, e dotati di un potere di coercizione, che si generalizzano, cioè, si ripetono in tutti i membri di una società o di una comunità specifica. Durkheim dice che i fatti sociali sono come cose; non sono cose, ma devono essere trattati come cose.
Non tutte le abitudini che si ripetono sono però considerate fatti sociali. Dormire e mangiare, ad esempio, sono azioni che tutti noi facciamo, ma fanno parte dell’universo biologico e devono essere trattati delle scienze naturali. Inoltre, due caratteristiche centrali definiscono l'essenza dei fatti sociali:
- La loro capacità di coercizione;
- E la loro esternalità in relazione all'individuo.
Indipendentemente dalla nostra volontà, i fatti sociali si impongono su di noi. Sono comportamenti e abitudini che sembrano emanare (derivare) dalla nostra volontà personale, ma che in realtà sono imposti. A volte, queste forme di agire e di pensare sono tradotte e trasmesse in un insieme di norme ufficiali, come le leggi; in questo caso la coercizione è data chiaramente attraverso sanzioni.
Ci sono, tuttavia, forme di coercizione più sottili e meno violente. Ad esempio la moda. Possiamo, di nostra spontanea volontà, vestirci in un modo totalmente strano; non è un crimine, ma alcuni vestiti sono socialmente non accettati. Questo è coercizione, dal momento che il modo in cui ci vestiamo è costituito da un fatto sociale. Un altro esempio è la scuola, che secondo Durkheim, è responsabile per forzare una serie di comportamenti che i bambini non avrebbero mai spontaneamente.
La loro esternalità in relazione all'individuo. L’altra caratteristica del fatto sociale è che la sua esistenza non dipende dall'individuo, è esterna ad esso. Hanno un’esistenza autonoma che preesiste agli individui e sopravvive loro. Hanno regole proprie. I principi religiosi, la nostra famiglia, il sistema monetario che usiamo, il modo in cui studiamo, ecc. tutto ciò era già stato definito prima della nostra nascita. Quindi è la società che definisce l’individuo e non il contrario. La società ha i suoi propri bisogni (che vanno oltre i bisogni dell’individuo) e deve essere separata dall’individuo. La società è superiore all’individuo (perché è dotata di una sua moralità). Quindi i bisogni della società sono più importanti che quelli dell’individuo. La società ha un certo bisogno dell’individuo per esistere, ma ha anche una propria autonomia, una esistenza autonoma all’individuo. Un fatto sociale è spiegabile solo con un altro fatto sociale della stessa natura. La causa di un fatto sociale deriva di altro fatto sociale, per spiegare il suicidio.
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