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Domande di Informatica

1. Il ruolo dell’informatica giuridica

nell’introduzione delle tecnologie nella società

della conoscenza.

L’informatica giuridica, figlia della filosofia del diritto, è la disciplina che

applica le scienze formali ai contesti giuridici.

Questa scienza studia come introdurre nuovi fenomeni tecnologici nella società

per tutelare i diritti fondamentali e i diritti d’autore, interpretando vecchi

istituti oppure introducendo dei nuovi se necessari.

Queste nuove tecnologie trovano spazio nella società che evolve, concentrandosi

proprio sulla conoscenza, ovvero il bene più prezioso, perché include non solo

la nostra esperienza, ma anche l’esito finale dell’informazione.

Da qui nasce la Knowledge Society (società della conoscenza) in cui oggi ci

troviamo, come quella dei social network, non più interessata solamente ai dati,

ma ai feedback che l’utente dà sul dato, e nel trasformare ancora una volta

questo feedback in dati. New Digital Ethic (Quarta

Questa, è, come la definisce Luciano Floridi, la

Rivoluzione Industriale).

Oggi, stiamo assistendo a una migrazione da oggetti materiali a oggetti digitali e

stiamo subendo la dematerializzazione degli oggetti fisici.

Informatica Giuridica si applica su due fronti:

● Informatica Del Diritto perfezionando il modo di lavorare del giurista

● Il Diritto Dell’informatica si occupa di prevedere i rischi futuri, nel

momento in cui viene introdotto un nuovo fenomeno tecnologico, il

cosiddetto metodo Ex-Ante, ovvero il pensiero giuridico anticipatorio.

Questo metodo ci consente di bilanciare i rischi e le opportunità che derivano

dalle nuove tecnologie. Nel momento in cui il metodo ex-ante non risulti del

tutto esaustivo, viene completato dal pensiero opposto ovvero il metodo ex-

post, che va a risolvere un problema già sorto. Il metodo ex post è tipico

della disciplina giuridica, prima analizza i nuovi casi e successivamente

adatta le leggi ad una società che muta.

2. I nomi di dominio: come funzionano

tecnicamente e come si risolvono le controversie

giuridiche per l’attribuzione del nome di dominio.

Il nome di dominio identifica in maniera univoca una persona, un'azienda o

un’organizzazione su internet con un nome facile da ricordare associato a un

indirizzo IP fisico.

Al livello pratico è una combinazione di più parole, preceduta dal simbolo @,

riconducibili a una determinata persona fisica o giuridica.

Quando si va ad analizzare il nome di dominio si comincia dalla parte finale

costituita da un suffisso che indica la nazionalità dell’ente cui il nome appartiene o

il tipo di attività svolta dall’ente stesso. Ad esempio Unibo.it. è il nome di dominio

dell’Università di Bologna.

Nel momento in cui in rete viene digitato un nome di dominio il nostro browser ci

indirizza nella pagina desiderata che viene assegnata al nome di dominio tramite

un’infrastruttura chiamata sistema dei nomi di dominio DNS che si occupa di

tradurre i nomi di dominio completamente qualificati in indirizzi IP.

Le controversie sui nomi di dominio si risolvono con la procedura di opposizione che

“congela” l’assegnazione del dominio fino alla soluzione della controversia e

consente, a chi la promessa di esercitare il diritto di prelazione sull'eventuale

nuova assegnazione. Le prime controversie riguardanti i nomi di dominio risalgono

agli anni 90 del secolo scorso dove i giudici riconducevano i nomi di dominio ai meri

strumenti tecnici necessari alla gestione della rete internet.

Caso Armani vs Armani

Una nota controversia è quella del caso Armani contro Armani. Questa sentenza

trattava appunto un caso particolare dove Luca Armani, un piccolo imprenditore

acquista il nome di dominio armani.it che però va a scontrarsi con gli interessi di un

noto stilista Giorgio Armani che invece non aveva ancora un suo nome di dominio

in rete.

Alla fine, il tribunale decise che Luca Armani non solo dovette restituire il nome di

dominio ma gli venne impedito per sempre di aprire un nuovo dominio. Questa

decisione è frutto di ignoranza in quanto così facendo vengono violati i diritti

costituzionali. 3. La posta elettronica e il fishing

La posta elettronica è un servizio di Internet dell’VIII livello ed è una delle prime e

più utilizzate applicazioni della rete, distribuita sin dai tempi in cui Internet era

denominato ARPANET. La mail nasce nel 1971 da un sistema di Ray Tomlinson in

grado di scambiare messaggi fra università, poi formalizzata da Jon Postel.

La posta elettronica è un servizio basato su due componenti:

● Un Server di posta installato in un nodo di Internet il quale garantisce la

connessione con gli altri server di posta distribuiti nel mondo.

● Un Client locale installato presso l’utente finale che garantisce la consegna

della posta dal server al destinatario.

Ogni utente deve essere in possesso di una casella di posta nel server di qualche

gestore di servizio E-mail come per esempio Gmail, Hotmail o Outlook e installare

un client di posta elettronica con il quale gestire la casella di posta ossia inviare e

ricevere messaggi.

Nel mondo della posta elettronica, è frequente fare esperienza di Spamming, ossia

la ricezione della posta non desiderata e non sollecitata. La provenienza di tale

posta è incerta e soprattutto ingannevole.

Questo fenomeno risulta essere la conseguenza delle lacune di sicurezza che al

giorno d’oggi è stata risolta, creando la cosiddetta la Posta Elettronica

Certificata (PEC) che viene definita dal codice dell’amministrazione digitale (CAD)

all’articolo 1 comma 1 come “un sistema di comunicazione in grado di attestare

l’invio e l’avvenuta consegna di un messaggio di posta elettronica e di fornire

ricevute opponibili ai terzi”.

Per riuscire a riconoscere una mail falsa bisogna guardare l’Header, ovvero

l’elemento che contiene le informazioni relative al mittente dalle quali possiamo

dedurre la provenienza.

La mail, Infatti, è composta da tre elementi:

● Header

● Messaggio

● Dati di controllo del pacchetto di posta

Lo Spamming, molteplici volte, viene usato per espandere quella che viene

chiamato il Phishing, ovvero una tecnica molto complessa attraverso la quale

avviene la maggior parte di furti di credenziali riservate e individuali, le quali, nella

maggior parte dei casi servono per l’accesso alle piattaforme di Home Banking e ai

vari conti correnti online.

Questo fenomeno si sviluppa in quattro fasi:

● la prima fase consiste nella creazione di un sito fittizio, esteticamente

uguale a quello del servizio reale

● la seconda fase consiste nell’invio massivo di un’e-mail per richiedere le

credenziali

● la terza fase consiste nel furto delle credenziali e un’effettiva frode

informatica

● la quarta e l’ultima fase consiste nel cancellare le proprie tracce

4. Il WWW e i cookies: funzionamento tecnologico

e rischi giuridici della profilazione

Uno dei grandi servizi di internet è il World-Wide Web (WWW), cioè una ragnatela

globale di testi interconnessi e integrabili grazie a determinati standard. La sua

architettura si deve a Timothy Berners-Lee che la elaborò negli anni '80 per scopi

puramente accademici.

Il web come lo conosciamo oggi è disponibile al pubblico dal 1991. Gli standard che

ne consentono l'utilizzo sono tre:

1. Protocollo HTTP, che consente la comunicazione tra Server e browser; nella

composizione della pagina si hanno più chiamate al Server, il che lo rende

fragile. Inoltre, è stateless, cioè senza memoria di stato, per cui risulta

particolarmente efficiente ma non facilita l'esperienza d'uso dei siti con

pagine HTML;

2. HTML, linguaggio di marcatura che consente la creazione delle pagine.

3. URL, identificatore univoco per gli oggetti del web. Permette di localizzare

fisicamente la risorsa con un indirizzo unico. Senza l'URL non è possibile

navigare perché il browser non sa dove cercare la risorsa.

Ora, poiché il protocollo HTTP è privo di memoria e si possono perdere dei dati

durante la navigazione (es. scade la sessione mentre compriamo biglietto del

treno), si utilizzano i cookies, cioè un insieme di dati che vengono

memorizzati nel calcolatore quando si visita un sito e che vengono

rispediti al sito stesso ogni volta che vi si accede dal medesimo device.

Se i cookie tecnici non pongono particolari problemi, quelli di profilazione (che

colgono aspetti circa preferenze, tempo di navigazione etc) comportano rischi

per la privacy giacché lo scambio di questi dati tra siti può portare a una

totale profilazione dell'utente sulla base di come si comporta in rete per es.

carpendo ricerche sui siti e-commerce, facendo ipotesi sulla fascia di reddito e

proponendo un prodotto più costoso anziché più economico (Amazon),

condizioni sociali etc.

Il problema si acuisce se si considera che alcuni cookie possono restare nel

calcolatore per decenni e che le autorizzazioni richieste all'utente sui cookie

(GDPR) talvolta vengono già suggerite dal sito stesso, riducendo la possibilità

per l'utente meno attento di gestire la propria privacy.

5. La tutela dei dati personali e le figure di

riferimento definite dal GDPR

Il GDPR (General Data Protection Regulation) è il Regolamento UE n. 679 del

2016, entrato in vigore nel 2018 relativo alla protezione delle persone fisiche con

riguardo al trattamento dei dati personali (che comprendono i dati semplici,

particolari categorie di dati e dati Pseudonimizzati), nonché alla libera circolazione

dei dati. Questo regolamento ha sostituito quello del 1995.

Dopo l’entrata del GDPR il legislatore italiano ha deciso di tenere vivo il decreto

legislativo 196/2003 ed eliminare le parti che erano incompatibili. Infatti, il diritto

alla protezione dei dati personali è stato codificato nell’ordinamento italiano con il

d.lgs. n. 196 del 2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali). Più

recentemente il Parlamento ed il Consiglio Europeo hanno approvato il

Regolamento (UE) 2016/679, comunemente chiamato GDPR (General Data

Protection Regulation).

Il GDPR individua de

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher angelofvictory97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informatica giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Sapienza Salvatore.
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