1. COS’E’ IL REPOWERING E SUOI VANTAGGI (oppure) principali motivi di interesse per il
repowering [repowering sl2-4]
Il repowering è una soluzione che ha l’obiettivo di aumentare la potenza di un impianto a vapore
già esistente, integrando a monte un sistema energetico (in genere un turbogas), dal quale riceve la
massima parte della potenza termica non trasformata in meccanica.
I vantaggi che la contraddistinguono si individuano in:
- Facilità di inserimento di una turbina a gas in un impianto a vapore grazie alla sua compattezza
- Minori problemi, anche in termini burocratici, rispetto alla realizzazione di una centrale ex novo
- Riconversione di vecchie centrali a vapore alimentate ad olio combustibile o a carbone
- Riduzione delle emissioni gassose (NOx, SOx, particolato, CO2, …)
- Miglioramento del rendimento grazie al recupero termico dei gas della turbina
2. TUTTI SCHEMI IMPIANTO REPOWERING [repowering sl5-...]
Possiamo descrivere i principali schemi impiantistici del repowering:
- Preriscaldamento dell’acqua di alimento: il calore prelevato dal turbogas viene utilizzato per
preriscaldare l’acqua di alimento della caldaia, disattivando in parte o in toto gli spillamenti
rigenerativi (riattivabili in caso di malfunzionamento del turbogas). Ciò potrebbe portare a un
aumento di portata problematico per la turbina a bassa pressione, regolabile attraverso la
riduzione della potenza termica dei bruciatori. Questo schema impiantistico richiede modifiche
minime all’impianto e brevi tempi di fermata della centrale, ma offre un incremento di potenza
tra il 20 e il 35%, con un rendimento del 40-42%.
- Generazione di vapore a media pressione: i gas di scarico del turbogas vengono utilizzati per
generare vapore surriscaldato alle stesse condizioni di quello di risurriscaldamento del ciclo a
vapore, confluendo nella turbina a media pressione insieme con quello prodotto dal generatore
di vapore. La portata di vapore nelle turbine a media e bassa pressione è regolabile
analogamente a quanto descritto nel caso precedente. Anche questo schema impiantistico
richiede modifiche minime ed economiche all’impianto, con pressioni di lavoro però molto più
basse (35 bar) e prossime a quella ottimale di un ciclo monolivello per il recupero di gas di
scarico a 540-560°C, ma l’incremento di rendimento ottenuto è piuttosto modesto.
- Ricombustione in caldaia (hot windbox): i gas scaricati dal turbogas sono inviati direttamente al
generatore di vapore della centrale esistente come comburente sostitutivo in tutto o in parte
dell’aria primaria, grazie all’ampio contenuto di ossigeno. È bene però mantenere la classica
modalità di funzionamento in caso di fermo della turbina. Questa tipologia di impianto
permette di ottenere rendimenti fino al 45-47% e incrementi di potenza fino al 40%, ma
richiede importanti modifiche al generatore di vapore (il ridimensionamento di tutti i condotti
di adduzione ed eventualmente interventi sulle superfici di scambio termico, a causa
dell’aumento di portata volumetrica del comburente e dei gas combusti; l’inserimento di
preriscaldatori dell’acqua di alimento a valle del degasatore che utilizzino i gas di scarico, al fine
di ottenere il massimo recupero termico, e l’eliminazione del preriscaldatore d’aria
Ljungstrom). Pertanto, è un tipo di impianto utilizzato nei casi di adeguamento o sostituzione
della caldaia a fine vita.
- Trasformazione in un ciclo combinato “unfired”: sostituzione totale del generatore di vapore
con un HRSG tipico di un ciclo combinato “unfired” (senza post-combustione), mantenendo
tutta l’impiantistica del turbovapore. È lo schema impiantistico ideale per il repowering di
impianti di poche decine di MW. Comporta un incremento di potenza fino al 180-220% e un
rendimento massimo del 50%, ma richiede un intervento radicale e la corretta scelta della
turbina a gas da applicare in relazione ai vincoli di pressioni operative del ciclo a recupero e alle
portate di vapori risultanti a causa del mantenimento della turbina a vapore.
NB: le parti sottolineate rispondono alla domanda: “pro e contro di un tipo di schema
impiantistico per il repowering”
3. Cos'è la cogenerazione e cosa la trigenerazione (COGENERAZIONE, 7-15+42-53+64-78)
COGENERAZIONE: Si definisce processo di cogenerazione l’insieme delle operazioni volte alla produzione
simultanea di energia meccanica/elettrica e calore, entrambi considerati effetti utili, partendo da una
qualsivoglia sorgente di energia. La produzione deve avvenire in modo sostanzialmente interconnesso in
cascata, e deve realizzare un più razionale uso dell’energia primaria rispetto ai processi che producono
separatamente le due forme di energia.
Possono essere utilizzate diverse tecnologie nella realizzazione di un impianto cogenerativo:
- Turbina a gas: leggera e piccola, ha un basso costo iniziale e tempi brevi di installazione e
produzione, con una risposta immediata alle variazioni di carico, alta efficienza nelle grandi
taglie e capacità di commutazione del combustibile, scaricando gas ad alta temperatura; di
contro, necessita di combustibile di “alta qualità”, alte pressioni per il combustibile gas naturale
e manodopera specializzata;
- Turbina a vapore: nonostante sia ingombrante e richieda un alto investimento iniziale,
fornendo una risposta lenta alle variazioni di carico e necessitando di vapore ad alta entalpia, è
in grado di produrre vapore a qualsiasi temperatura e pressione desiderata, impiegando
qualsiasi tipo di combustibile e disponendo di un lungo ciclo di vita;
- Ciclo combinato: unisce le tecnologie della turbina a gas e di quella a vapore, garantendo una
maggiore efficienza, ma risulta meno conveniente per basse produzioni;
- Motore a combustione interna: adatto per piccole produzioni e con una disponibilità dell’80-
90%, costituisce una soluzione versatile con molti motori connessi in parallelo e che recupera
calore senza influire sull’energia meccanica, fornendo una buona risposta ai cambiamenti di
carico e disponibilità di calore a due livelli di temperatura (fluidi di raffreddamento motore a
bassa temperatura e gas di scarico ad alta temperatura).
TRIGENERAZIONE: essa costituisce un particolare campo della cogenerazione in cui l’energia termica
recuperata viene utilizzata per produrre energia frigorifera, ovvero per raffreddare il fluido di refrigerazione
per il condizionamento o per i processi industriali. Tale processo può essere realizzato dalle macchine ad
assorbimento, in cui il calore derivante dalla cogenerazione serve a separare la miscela formata da una
sostanza assorbente (bromuro di litio, che richiede una torre evaporativa per il raffreddamento del
condensatore, o ammoniaca, tossica e più costosa) e un refrigerante (acqua), che in tale processo evapora;
esso viene quindi mandato ad un condensatore e successivamente, in forma liquida, viene fatto entrare in
contatto con i tubi contenenti il refrigerante da raffreddare a pressioni fino a 1/100 di quella atmosferica
per far sì che essa evapori nuovamente (evaporatore); per evitare che il vapore formatosi aumenti la
pressione, e quindi la temperatura di ebollizione dell’acqua, arrestando in breve tempo il processo di
refrigerazione, esso viene assorbito dalla sostanza assorbente, la cui concentrazione viene mantenuta
costante grazie al ricircolo da altre parti dell’impianto; l’assorbimento del vapore libera calore, rendendo
necessaria la presenza nell’assorbitore di un serpentino in cui circola acqua di raffreddamento. I vantaggi di
questo tipo di macchine risiedono nell’alta affidabilità e vita utile e nelle basse rumorosità, vibrazioni e
richieste di energia elettrica; di contro, presentano un costo iniziale più elevato, bassi COP (coefficiente di
prestazione) e in alcuni casi la richiesta di pressioni molto basse nell’evaporatore.
4. la macchina ad assorbimento [cogenerazione 68-78]
Le macchine ad assorbimento realizzano il processo di trigenerazione, che prevede di utilizzare il
calore prodotto per generare energia frigorifera. Nel dettaglio, il calore derivante dalla
cogenerazione serve a separare la miscela formata da una sostanza assorbente (bromuro di litio,
che richiede una torre evaporativa per il raffreddamento del condensatore, o ammoniaca, tossica e
più costosa) e un refrigerante (acqua), che in tale processo evapora; essa viene quindi mandata ad
un condensatore e successivamente, in forma liquida, viene fatta entrare in contatto con i tubi
contenenti il refrigerante da raffreddare a pressioni fino a 1/100 di quella atmosferica per far sì che
essa evapori nuovamente (evaporatore); per evitare che il vapore formatosi aumenti la pressione, e
quindi la temperatura di ebollizione dell’acqua, arrestando in breve tempo il processo di
refrigerazione, esso viene assorbito dalla sostanza assorbente, la cui concentrazione viene
mantenuta costante grazie al ricircolo da altre parti dell’impianto; l’assorbimento del vapore libera
calore, rendendo necessaria la presenza nell’assorbitore di un serpentino in cui circola acqua di
raffreddamento. I vantaggi di questo tipo di macchine risiedono nell’alta affidabilità e vita utile e
nelle basse rumorosità, vibrazioni e richieste di energia elettrica; di contro, presentano un costo
iniziale più elevato, bassi COP (coefficiente di prestazione) e in alcuni casi la richiesta di pressioni
molto basse nell’evaporatore.
5. IRE (o PES) E IREC (COGENERAZIONE, 16-28)
L’IRE, acronimo di Indice di Risparmio Energetico (in inglese PES: Primary Energy Saving), permette
di valutare la convenienza degli impianti di cogenerazione rispetto a quelli di produzione separata.
Un valore negativo dell’IRE indica infatti che l’efficienza della cogenerazione è inferiore a quella
della produzione separata di energia elettrica e termica; un valore nullo che non c’è differenza tra i
due tipi di produzione; un valore positivo che la cogenerazione ha un maggiore rendimento rispetto
all’alternativa.
C’è da sottolineare però che i rendimenti di riferimento (della produzione separata) che incidono
sul valore dell’IRE e sono stabiliti dalle Autorità cambiano periodicamente, provocando
tendenzialmente una diminuzione del valore IRE negli anni per uno stesso impianto di
cogenerazione. Tale indice è infatti utilizzato per decretare l’idoneità di un impianto ad essere
classificato come “ad alto rendimento”, e conseguentemente ad ottenere dei finanziamenti.
L’IREC, Indice di Risparmio EConomico, mostra la convenienza nel produrre energia elettrica con un
impianto di cogenerazione rispetto all’acquisto esterno. Infatti, se il costo dell’energia elettrica
salirà, l’IREC aumenterà, mostrando il vantaggio degli impianti di cogenerazione, che puntano
sull’utilizzo di gas naturale diminuendo l’acquisto esterno di energia elettrica.
FORMULE (DA SCRIVERE SOLO SE RICHIESTE ESPLICITAMENTE):
Dove:
6. GENERAZIONE DISTRIBUITA [smartgrids sl14-21]
Il termine Generazione Distribuita (GD) è stato coniato per distinguere la produzione di energia
elettrica diffusa sul territorio in prossimità degli utilizzatori finali dalla generazione centralizzata di
energia in grandi centrali di potenza (carbone, IGCC, nucleare, cicli combinati...), intesa come
complemento ad essa.
La GD può essere classificata in base alla tipologia di rete (stand-alone o grid-connected) o per
fonte (rinnovabile non programmabile, rinnovabile programmabile, fossile...).
I vantaggi della GD sono: sicurezza, poligenerazione, diffusione delle fonti rinnovabili, riduzione
delle perdite nei trasporti, maggiore efficienza energetica, grazie al recupero del calore in utenze
più piccole (cogenerazione), il quale può anche essere sfruttato per produrre energia frigorifera in
impianti di climatizzazione (trigenerazione).
Di contro, la rete elettrica tradizionale, progettata per trasportare energia in modo unidirezionale
da pochi impianti centralizzati verso una moltitudine di utenze, è in grado di sopportare quantitativi
relativamente modesti di produzione da generazione distribuita. Una diffusione massiccia di fonti
rinnovabili, una micro-generazione distribuita, può mettere in crisi il sistema creando numerose
inefficienze.
7. SMART GRID: DEFINIZONE E DIFFERENZE RISPETTO ALLA RETE TRADIZIONALE [smartgrids sl24-27]
per smartgrid si intende una rete elettrica in grado di integrare intelligentemente le azioni di tutti
gli utenti connessi (sia produttori che consumatori) attraverso tecnologie intelligenti di
monitoraggio, controllo, comunicazione, self-healing al fine di:
-facilitare la connessione e l'operatività di generatori elettrici eterogenei di qualunque dimensione
e tecnologia;
-fornire ai consumatori potere di scelta e strumenti per contribuire ad ottimizzare il funzionamento
del sistema globale;
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Risposte alle domande d'esame - parziale 1
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Domande e risposte Biochimica - 2 Parziale
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Domande e risposte d'esame di processi della tecnologia alimentare (1º parziale)
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38 Domande e risposte - Esame Packaging 2 parziale - Prof. Sara Limbo