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istituzionalisti ( caposcuola SCHMITT: la Costituzione è la decisione fondamentale che fonda

l’ordinamento costituzionale ), si allinea coi secondi.

Per Mortati, la C. in senso MATERIALE consiste nei fini e nei valori su cui convergono le forze

politiche prevalenti nel momento in cui fondano l’ordinamento ( Attenzione; non solo le forze di

maggioranza, ma tutte quelle che condividono valori fondamentale. ES. le forze antifasciste che

vollero la Costituente in Italia e votarono la Costituzione del 48 ), mentre la C. FORMALE poggia

su quella materiale e ne è in qualche modo il “precipitato”, il documento.

La c.MATERIALE è quindi ciò che sostiene l’intero ordinamento.

Questa distinzione però è stata usata per portare ad una distorsione: contrapporre alla Costituzione,

considerata come foglio di carta, una presunta costituzione effettivamente vigente, arrivando quindi

alla svalutazione della prima.

Che differenza c’è tra Costituzione ed Ordinamento Costituzionale? Perché non

coincidono?

La Costituzione negli Stati moderni è un testo scritto e non tutti i Paesi ce l’hanno. Tutti invece

hanno un Ordinamento costituzionale, che invece è l’insieme delle norme fondamentali, scritte e

non scritte, che danno forma a ciascun ordinamento e ne rappresentano l’identità, il nucleo della

cellula dell’ordinamento giuridico.

La Costituzione è la carta costituzionale che entra in vigore ( in ITA 1 gennaio 1948 ),

l’ordinamento costituzionale è il complesso delle norme formalmente e materialmente

costituzionali, anche consuetudinarie, legate insieme da un progetto fondante che le percorre, dando

loro senso e capacità espansiva.

Non coincidono perché:

Che differenza c’è tra revisione costituzionale, revisione totale della costituzione e

mutamento dell’ordinamento costituzionale?

Alla base della distinzione sta sempre l’assunto per il quale l’ordinamento costituzionale di un paese

non si identifica con le sole norme formalmente costituzionali e, viceversa, le norme di una

costituzione non esauriscono i contenuti di un ordinamento costituzionale.

La revisione costituzionale è un potere costituito, cioè previsto e regolato dalla stessa Costituzione.

Esso non può cambiare, quindi, le basi stesse della propria legittimazione; se ne deduce che il potere

di revisione costituzionale può, di fatto, modificare norme che non incidano e/o modifichino

l’ordinamento costituzionale.

La revisione totale della costituzione porta all’adozione di un nuovo testo, ma non porta

necessariamente ad una mutazione dell’ordinamento costituzionale: se infatti il nuovo testo

recepisce le mutazioni giuridiche dell’ordinamento costituzionale EFFETTIVE nonostante la

vigenza del vecchio testo, l’ordinamento non cambia e la nuova costituzione ne è in sostanza la

messa per iscritto.

Il mutamento dell’ordinamento costituzionale si attua quando il legislatore costituzionale si muta in

legislatore costituente, cioè si usa un potere costituito per assolvere una funzione costituente e dar

quindi vita ad un ordinamento nuovo e diverso.

In questo senso è veramente importante il ruolo dei costituzionalisti, che, sulla base del concetto di

ordinamento costituzionale:

- possono meglio interpretare le norme costituzionali vigenti alla luce delle trasformazioni

sociali che uno Stato e quindi un ordinamento subisce nel tempo

- possono individuare i limiti al potere di revisione costituzionale, evitando esercitando il

potere di revisione in maniera costituente si modifichino le basi dell’ordinamento

- possono meglio stabilire se una carta costituzionale è effettivamente in vigore oppure il

divario tra essa e l’ordinamento costituzionale è talmente ampio da dubitare della sua

effettività; in questo ambito possono quindi stabilire meglio la distinzione tra una

DESUETUDINE ( consuetudine abrogatrice ) e una prolungata violazione delle norme

costituzionali.

Quali sono gli organi ed i soggetti costituzionali? In cosa si distinguono?

Gli organi costituzionali dello Stato italiano sono il Parlamento, Il Presidente della Repubblica, La

Corte Costituzionale ed il Governo.

Hanno le seguenti caratteristiche: sono organi

- rappresentativi, cioè hanno un rapporto più o meno diretto con il popolo

- titolari della funzione di indirizzo politico, cioè determinano gli obiettivi da raggiungere

entro i dettami costituzionali

- necessari, cioè sono tutti indispensabili per il buon funzionamento del sistema

- indefettibili, cioè non possono essere sostituiti nell’esercizio delle loro funzioni

I soggetti costituzionali sono le Regioni, le Province ed i Comuni.

A questi, si affiancano soggetti e organi di rilevanza costituzionale.

Questi, pur previsti dalla Costituzione, non possono dorsi necessari, mentre i primi concorrono a

delineare il volto stesso del nostro ordinamento costituzionale.

CAPITOLO 2: LO STATO

Quali sono gli elementi che caratterizzano lo Stato moderno?

Gli elementi sono:

- un popolo, anche plurietnico, ma che si sia dato un unico ordinamento costituzionale

- un territorio, non necessariamente contiguo

- un governo sovrano

Caratteristiche della statualità sono quindi la politicità e la sovranità

La politicità sta ad indicare che l’ordinamento statale assume tra le proprie finalità la cura, almeno

potenzialmente, di TUTTI gli interessi generali che riguardano una determinata comunità stanziata

su un determinato territorio.

Per questa sua caratteristica, lo Stato tende a sottoporre alle proprie regole tutti gli ordinamenti

preposti a tutelare interessi particolari che esistono sul proprio territorio.

La sovranità interviene per questo: è cioè sia la supremazia su ogni altro potere presente al suo

interno, sia l’indipendenza rispetto a poteri esterni.

Quindi uno Stato può definirsi tale se riesce a conseguire all’interno di un determinato territorio il

MONOPOLIO DELLA FORZA, che si esercita sia in forma diretta ( c.d. forza legale ), sia in forma

indiretta ( unico soggetto che può delegare ad altri l’uso della forza ).

Quindi, si ha uno Stato quando una popolazione, sottomettendosi ad un potere politico, da’ vita ad

un ordinamento in grado di soddisfare i suoi interessi generali.

In questo modo, la popolazione diventa popolo ( persone che condividono tutte un’uguale

cittadinanza, cioè una tendenziale uguaglianza di diritti e doveri ).

Quindi sono concetti collegati tra loro: non si possono perseguire fini generali se non sia ha forza e

risorse che rendono ciò possibile.

Attenzione: NON E’ STATO popolo senza territorio ( i rom ); popolo con territorio, ma privo del

potere sovrano di controllarlo ( i curdi, sparpagliati ); un popolo su un territorio disputato da

governi in conflitto ( Bosnia, prima del 1995 ); popolo senza uso della forza sovrano ( le colonie ).

Dubbi su territori palestinesi: c’è tutto, ma non affinato.

Cosa si intende per sovranità? Perché la si considera ormai limitata?

La sovranità è uno degli elementi fondanti dello Stato. E’ sia la supremazia rispetto ad ogni altro

potere costituito all’interno di uno Stato, sia l’indipendenza di esso rispetto a poteri esterni.

E’ fondamentale: non si possono perseguire fini generali se non sia hanno forza e risorse che

rendono ciò possibile.

Nell’ordinamento italiano la sovranità è “appartenente” al popolo ( art 1 cost. ) e cioè:

- è il popolo la fonte di legittimazione di ogni potere statale; nello s.assoluto il re era

legittimato da Dio, nello s.liberale invece dalla Nazione.

- È il corpo elettorale ( che è un sottoinsieme del popolo, in quanto ricomprende solo

cittadini con specifiche caratteristiche, maggiorenni che esercitano il diritto di voto ) il

titolare dei poteri sovrani ( determina l’indirizzo politico, elegge gli organi dello Stato e di

tutti gli Enti, decide attraverso istituti di democrazia diretta ).

Però la sovranità dello Stato non ha più le caratteristiche di assolutezza che i vecchi Stati nazionali

rivendicavano ed in questo senso si considera limitata.

L’esercizio di poteri sovrani sul proprio territorio incontra limiti crescenti:

- limiti di fatto, causa sviluppo tecnologia informatiche e globalizzazione ( si parla di crisi di

legittimazione dello Stato proprio per la difficoltà a controllare informazioni, circolazione

capitali, risorse prodotte )

- limiti giuridici, derivanti dall’ordinamento internazionale, il quale sta progressivamente

diventando, da ordinamento avente come soggetti solo gli Stati e le organizzazioni, a

ordinamento tutelante anche dei popoli e degli individui, da proteggere in nome dei diritti

umani. Per questo si parla di INGERENZA umanitaria.

Cosa è uno Stato federale?

E’ un’organizzazione complessa in cui la sovranità è distribuita a due livelli, quello dello Stato

federale e quello degli Stati federati, ciascuno con una propria Costituzione.

In realtà, il processo di unificazione federale porta ad individuare nella sola costituzione federale la

fonte prima di legittimazione di tutti i poteri pubblici, federali e statali.

Quindi, anche se formalmente ci sono più Stati e più Costituzioni, anche nello Stato Federale c’è un

unico Stato, un solo potere costituente, una sola costituzione.

Gli esempi principali sono:

- gli USA, Costituzione 1787

- Svizzera, 1848

- Germania, secondo Reich, 1871

Attenzione: diversa dallo Stato federale è la Confederazione o Unione di Stati.

Sono più Stati che danno vita non ad un nuovo Stato, ma a strutture di cooperazione disciplinata dal

diritto internazionale e senza una costituzione.

Quali sono le fondamentali concezioni dello Stato?

Il primo filone è quello delle dottrine CONTRATTUALISTICHE e derivazioni:

La prima concezione ha come principio ideatore il costituzionalismo di matrice liberale

impostato da LOCKE e ripreso dai padri costituenti americani.

- lo Stato come strumento di tutela dei diritti di LOCKE:

Gli uomini possiedono 3 diritti: alla vita, alla libertà e alla proprietà. Per salvaguardarli, e quindi

strumentale al perseguimento di essi, hanno anche il diritto a difendersi e ad offendere.

Per farlo in modo più efficace, essi trasferiscono PER CONTRATTO questo diritto ad un’autorità

sovrana; trasferimento che può essere però sempre revocato.

Lo Stato, al quale i cittadini danno vita, ha quindi compiti delimitati ed una funzione strumentale

alla tutela dei diritti dei cittadini, al servizio dei quali è posto.

Da questo filone, deriva, ma poi giunge a conclusioni diverse, la seconda concezione:

- lo Stato come LEVIATANO di HOBBES:

Per Locke, lo Stato è lo sviluppo di una condizione positiva che deve essere solo migliorata.

Per Hobbes invece lo Stato di Natura è una condizione di grave conflitto ( Homo Homini Lupus ) ed

è per uscire da tale condizione che gli uomini fanno un contratto: delegano al sovrano il potere di

disporre di se stessi ( è quindi un PACTUM SUBIECTIONIS, NON UN PACTUM UNIONIS ).

Quindi lo Stato NON HA obblighi verso i sudditi; è un Leviatano che tutti assoggetta al suo potere

autoritario: persone, formazioni sociali, la stessa Chiesa.

Il secondo filone è quello delle dottrine STATOLATRE e derivazioni:

Partono da Platone e, per lo Stato moderno, sono riconducibili a HEGEL.

Visione dell’uomo OPPOSTA a quella delle dottrine contrattualistiche.

- lo Stato come REALTA’ SPIRITUALE di HEGEL:

Lo stato è la totalità che precede le parti ( i singoli ), non uno strumento per la tutela dei diritti.

Lo Stato non è la somma di volontà individuali, nulla ha a che vedere col contratto ed è del tutto

separato dalla società; è invece il frutto dell’opera della ragione.

Quindi è il popolo che riceve identità dallo Stato, non sono gli individui a conferirgli identità.

Senza lo Stato l’individuo non ha identità e il popolo è solo moltitudine informe.

E’ lo Stato che viene prima e anzi assorbe l’individuo, il quale non si deve difendere, ma

identificarsi con esso.

Da questo filone derivano due diverse concezioni: destra hegeliana e sinistra hegeliana.

Destra Hegeliana, dottrina statolatra cieca, fede assoluta nello Stato.

- lo Stato come STATO ETICO della destra fascista, falangista, nazista.

Lo Stato è l’assoluto, gli individui ed i gruppi il relativo. C’è una missione alla base, assoluta

anch’essa ( la razza, la nazione, la classe ).

Un capo, un partito: tutto è gerarchicamente ordinato per perseguire l’IDEA. Anche la Società,

ricomposta organicisticamente per assorbire e quindi annullare forzatamente i conflitti sociali.

Sinistra Hegeliana, recupera la visione antropologica di Hegel partendo dai rapporti economici

( materialismo ), ma ribalta il rapporto tra Stato e società: non è preminente lo Stato, ma è la Società

civile il principale fattore di civilizzazione.

- lo Stato come MACCHINA, strumento del dominio di una classe sull’altra di MARX:

lo Stato non è preminente, ma è la Società il fattore di civilizzazione primo. Anzi: l’individuo

non ha valore al di fuori dei rapporti sociali e della sua collocazione di classe, perché la storia

dell’uomo è storia delle lotte tra le classi sociali.

Lo Stato è lo strumento attraverso cui una classe, quella vincente nella società, esercita il

proprio dominio sulle altre classi.

LENIN: il compito del proletariato è la conquista dello Stato al fine di instaurare la propria

dittatura, che avrebbe dato luogo al superamento degli antagonismi e al progressivo

superamento dello Stato.

LA SCELTA ITALIANA

La Costituzione nasce all’indomani della caduta del fascismo, per questo c’è il rifiuto delle

dottrine statolatre.

Netta l’influenza delle dottrine liberalcontrattualistiche ( art 2 cost, la Repubblica RICONOSCE

E GARANTISCE I DIRITTI INVIOLABILI dell’uomo ), ma non solo individualistiche; infatti si

è dato forte rilievo alle formazioni sociali intermedie, quelle “ove si svolge la personalità

dell’uomo” ( famiglia, scuola, associazioni, etc.. ).

C’è anche richiami marxisti: art 3 cost, lo Stato deve promuovere l’uguaglianza eliminando gli

ostacoli al pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori

all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese ( ciò è marxista nel senso che c’è il

rifiuto dell’astrazione del cittadino dalla condizione sociale in cui effettivamente si trova ).

Cosa vuol dire Forma di Stato?

E’ l’insieme delle finalità che un ordinamento si propone di raggiungere, i valori a cui ispira la

propria azione, il modo in cui si svolge il rapporto tra governanti e governati, cioè potere politico e

cittadini.

Quali sono le principali Forme di Stato?

- lo Stato Assoluto

- lo Stato Liberale

- lo Stato Liberaldemocratico e varie caratterizzazioni ( Stato Sociale e/o costituzionale )

- lo Stato fascista

- lo Stato socialista

- lo Stato confessionale

In un continuum storico possiamo così inserirle:

Con la fine dell’ordinamento feudale, alla fine del Medioevo si afferma lo STATO ASSOLUTO,

con le seguenti caratteristiche: legittimazione divina del Sovrano, potere pubblico, tutto, accentrato

in capo al Sovrano, rigida divisione in classi sociali e particolari riconoscimenti all’aristocrazia.

In seguito, si afferma lo STATO LIBERALE, frutto della lotta vittoriosa della borghesia contro

aristocrazia ed alto clero. Quando? A partire dalla Gloriosa Rivoluzione in Inghilterra ( 1688-9 ),

passando da Rivoluzione americana ( 1776 ), Rivoluzione Francese ( 1789 ), rivoluzioni europee del

1848. Le sue caratteristiche sono: riconoscimento a tutti i cittadini i diritti di libertà e di proprietà,

garantiti da giudici indipendenti e vincolanti anche per la pubblica amministrazione ( questo lo ha

fatto definire uno STATO DI DIRITTO ), ma la base sociale è ristretta; il voto è prerogativa di chi

ha un censo superiore ad un tot e di chi ha determinate capacità ( questo lo ha fatto definire STATO

MONOCLASSE ).

Su queste basi si sviluppa lo STATO LIBERALDEMOCRATICO ( inizi ‘900 ) e si afferma

grazie all’estensione del suffragio ai ceti precedentemente esclusi ( ES. ITA suffragio universale

maschile 1912 ), il quale porta sia il riconoscimento dei DIRITTI POLITICI a tutti i cittadini

maschi maggiorenni, sia all’aggregazione e all’organizzazione dei cittadini in Sindacati, Partiti

politici ( ciò lo ha fatto definire STATO PLURICLASSE, dove i bisogni delle classi più deboli non

sono ignorati e trovano pure rappresentanza ).

Una particolare tipologia dello Stato Liberaldemocratico è lo STATO SOCIALE, che accanto ai

diritti civili ( stato liberale ) e ai diritti politici ( Stato Liberaldemocratico ), vede lo Stato come

tutelante anche di diritti sociali ( ciò a seguito della crescita dell’importanza delle rivendicazioni dei

ceti più deboli e della disastrosa crisi del 1929 ). Tra i fini dello Stato quindi ora ci sono anche

importanti prestazioni sociali.

Un’ulteriore evoluzione si ha con le Costituzioni del secondo dopoguerra e oltre: lo STATO

COSTITUZIONALE. In una Costituzione scritta e rigida si inseriscono i diritti da tutelare; questo

porta al superamento dello stato diritto, nel quale si sottopongono alla legge solo gli organi dello

Stato: ora anche il legislatore è sottoposto ad una legge superiore, la Costituzione.

ATTENZIONE: un percorso parallelo nel tempo e nell’identità hanno altre 3 forme di stato:

- LO STATO FASCISTA; ITA SPA GER, tra le due guerre mondiali. Si inspira al percorso

filosofico della Destra Hegeliana. Valore assoluto dell’autorità dello Stato, impostazione organicista

e corporativa della vita economica.

- LO STATO SOCIALISTA; URSS rivoluzione russa 1917 e anche fuori europa, CINA

VIETNAM CUBA etc. Filone marxista leninista. Stato diretto da classe operaia, collettivizzazione

mezzi di produzione, libertà riconosciute solo se funzionali alla costruzione della società socialista.

- LO STATO CONFESSIONALE; paesi islamici. E’ contrapposto allo stato liberaldemocratico,

in quanto NON c’è distinzione tra sfera religiosa e sfera civile. Il potere statale ha legittimazione

religiosa, i precetti religiosi hanno efficacia giuridica.

Come si qualifica la Forma di Stato della Repubblica italiana?

Costituzione 1948; L’italia è uno STATO SOCIALE ispirato al costituzionalismo

liberaldemocratico ed ha tutte le caratteristiche dello STATO COSTITUZIONALE.

I caratteri dello Stato Costituzionale Liberaldemocratico ( COME ITA )sono:

- i diritti dell’uomo hanno primazia su ogni altro valore, ad essi sono subordinati anche i

poteri pubblici;

- tutela di tutte e tre le categorie dei diritti: civili, politici e sociali, definiti DIRITTI DI

CITTADINANZA

- Gli istituti che titolano ad avere questi diritti sono LA CITTADINANZA e in alcuni casi il

solo fatto di essere una persona umana

- È garantito il rispetto del principio di UGUAGLIANZA

- La Sovranità appartiene al Popolo, quindi il diritto e lo stato hanno fondamento non più

nella Nazione ( stato liberale ), ma nella volontà dei consociati.

- Il Principio di MAGGIORANZA è lo strumento di decisione politica ( marginale

l’unanimità )

- La politica è autonoma dalla sfera religiosa, in base al principio di LAICITA’, e tutte le

confessioni sono rispettate

- L’ordinamento si fonda su una costituzione scritta e rigida

- Lo stesso potere sovrano è sottoposto alla legge

- E’ perseguita la SEPARAZIONE DEI POTERI, o cmq la loro limitazione, con la tecnica del

GOVERNO MISTO, cioè nessun organo o soggetto assomma tutte le funzioni o, all’interno

della stessa funzione, tutto il potere )

- Il potere legislativo si fonda su assemblee rappresentative e quindi ELETTIVE

- I diritti sono garantiti da giudici indipendenti

- Il controllo della COSTITUZIONALITA’ delle leggi è affidato sia a giudici ordinari (

CONTROLLO DIFFUSO ), sia ad appositi tribunali costituzionali ( CONTROLLO

ACCENTRATO )

CAPITOLO 7: L’ORGANIZZAZIONE E L’ESERCIZIO DEL POTERE POLITICO

In che senso la classica separazione dei poteri può considerarsi superata?

Il Costituzionalismo moderno, sulla base della teoria di Locke e Montesquieu, per evitare la

concentrazione dei poteri tipica dello Stato Assoluto, imposta che i tre poteri (legislativo, esecutivo

e giudiziario) debbano essere attribuiti ad organi diversi: è la c.d. SEPARAZIONE DEI POTERI.

Nel tempo è emerso però che una rigida separazione è opportuna solo per la funzione

giurisdizionale, la cui caratteristica sta proprio nella TERZIETA’ dei soggetti che la esercitano:

senza terzietà non possono esserci né indipendenza, né imparzialità.

Ciò non vale per gli altri due poteri: legislativo e esecutivo-amministrativo: le c.d. POLITICHE

PUBBLICHE richiedono l’esercizio coordinato sia di attività legislative sia di attività

amministrative, perché per guidare politicamente una comunità, per dare un indirizzo politico, si

deve poter incidere su entrambi i poteri.

La chiave è LA SOVRANITA’ POPOLARE: negli ordinamenti democratici contemporanei il

potere politico tende a non presentarsi diviso proprio perché si allinea sulla base del voto espresso

dai cittadini e da esso è legittimato.

Cosa si intende per indirizzo politico?

Guidare una comunità politica verso il perseguimento di determinati fini di carattere generale.

Cosa si intende per forma di Governo?

E’ il modo nel quale il potere politico viene organizzato ed esercitato. Attiene al modo nel quale il

potere di indirizzo politico si distribuisce fra gli organi di una comunità politica organizzata, cioè il

potere di indirizzarla verso determinati fini generali ( politici ).

Quale e’ stata l’evoluzione delle forme di governo nella storia?

Il primo modello è quello della Monarchia Inglese, affermatasi tra 6 e 7cento: da assoluta si

struttura in MONARCHIA COSTITUZIONALE, pur non in presenza di una Costituzione scritta.

Si caratterizza per:

- progressivo affermarsi della supremazia del Parlamento, sia come limiti al potere regio, sia

anche come sua legittimazione.

- Poteri dello Stato concepiti come separati: Camera dei Comuni, dibattito e il potere politico-

amministrativo resta del re.

Sulla base della teoria della separazione dei poteri, si ha il secondo modello: la REPUBBLICA

PRESIDENZIALE americana, che si basa appunto su un governo presidenziale.

Nel 1787 stilarono la PRIMA COSTITUZIONE SCRITTA, rigida, modificabile solo con un

complesso procedimento e comunque non in tutte le sue parti.

Si caratterizza per:

- separazione rapporti tra Presidente ( esecutivo ) e il Congresso: in nessun modo il Presidente

può sciogliere le camere, solo con l’impeachment il Congresso può mettere sotto sccusa il

Presidente.

La terza evoluzione è ancora appannaggio dell’Inghilterra ( fine 7 inizio 8cento ): verso un

GOVERNO PARLAMENTARE nella sua versione monista ( cioè basato sulla maggioranza

parlamentare ).

Tre gli elementi alla base dell’evoluzione:

- all’interno del governo del re emerge la figura del PRIMO MINISTRO, che

progressivamente diventa, al posto del Sovrano, il titolare del potere politico.

- si pongono le basi tra Camera dei Comuni ( Parlamento ) e governo del c.d. RAPPORTO

FIDUCIARIO, che, nel tempo, diventerà un vero e proprio istituto costituzionale: senza la

fiducia del Parlamento, il Governo vede bloccate le sue funzioni.

- Le contrapposizioni all’interno del Parlamento finiranno per costituire due PARTI

CONTRAPPOSTE, antenati dagli attuali Partiti: sostenitori e avversari del Governo di Sua

Maestà.

Nel continente percorso più lungo ed accidentato.

Ruolo decisivo delle Costituzioni scritte; dopo la Rivoluzione francese, nel periodo della

Restaurazione, si guardò a quella che si credeva essere la base dell’ordinamento britannico: la

versione monarchico-costituzionale, cioè governo del re, separato dall’assemblea legislativa,

seconda camera di nomina regia, potere legislativo in condominio tra corona e parlamento.

C’è da dire però che la crescente importanza sociale della borghesia, finì per influenzare anche il

governo.

In Francia, costituzione 1830 voluta da Luigi Filippo D’Orleans, si afferma un assetto chiamato

MONARCHICO ORLEANISTA, caratterizzato da un marcato DUALISMO, cioè il Governo

rispondeva ormai sia al re che al parlamento.

Equilibrio instabile che caratterizzo l’assetto di molti ordinamenti, ra i quali quello italiano.

Fino al primo dopoguerra mondiale, questo era considerato il vero parlamentarismo: dualista,

fondato sui due pilastri, rappresentanza e corona. Quindi il parlamentarismo nel continente fu

dualista per oltre mezzo secolo dopo che in Inghilterra era diventato monista.

Durante il primo dopoguerra, grande fervore del costituzionalismo: nascita di molti stati nazionali

a seguito di rivoluzione d’ottobre e del crollo degli imperi centrali.

Prima RAZIONALIZZAZIONE DEL PARLAMENTARISMO: si cerca di interpretare il vero

modello inglese.

Non mancano cmq modelli costituzionali che rilanciavano il dualismo:

- Germania 1919 Costituzione di Weimar

- Finlandia Costituzione 1919

- Austria Costituzione 1920

La prima crolla col Nazismo, la seconda regge fino ad oggi, la terza ha retto fino al 2000.

Caratteristiche: univano gli elementi del governo parlamentare (rapporto fiduciario) con la presenza

di un capo dello stato direttamente eletto e dotato di funzioni rilevanti atte ad incidere sulle scelte

politiche; erano tentativi ante litteram di GOVERNO SEMI PRESIDENZIALE.

A partire dal secondo dopoguerra TRE ondate di nuove costituzioni:

- seconda metà anni 40 FRA ITA GER JAP

- seconda metà anni 70 SVE GRE PORT SPA

- anni 90 TUTTI I PAESI EX SOVIETICI ed EX SUCCUBI DI URSS

ma c’è anche il ripensamento francese, gollista: nasce la 5 repubblica nel 58 e ribalta il sistema nato

con la costituzione del 46

FRA 1946: parlamentarismo monista basato sulla prevalenza dell’assemblea rappresentativa e dei

Partiti, non sul rapporto corpo elettorale-primo ministro.

FRA 1958 De Gaulle GOVERNO SEMI PRESIDENZIALE soluzione dualista: il vertice esecutivo

è ripartito tra un Presidente ed un primo ministro ( dal 1962 il Presidente è direttamente eletto dai

cittadini ).

Le altre fino al 90 tutte in direzione monista, parziale distinzione per il Portogallo.

Governi parlamentari basati sul rapporto fiduciario, ma con netta gerarchizzazione del Governo a

vantaggio della figura del Primo Ministro.

Gli anni 90 riemergere di soluzioni dualiste, ruolo incisivo e politico affidato al capo dello stato

rappresentativo ( giustificate da tradizione democratica neonata: ancora Partiti in nuce… ).

E’ però una tendenza recessiva: va crescendo ovunque il ruolo del primo ministro.

ALTRE SOLUZIONI: LA SVIZZERA.

GOVERNO DIRETTORIALE: coincidenza vertice dello stato-potere esecutivo, ma qui sono

affidati ad un organo collegiale, non monocratico. Non è eletto dal popolo o da grandi elettori (

come in USA ), ma dallo stesso parlamento. Una volta che questo lo ha eletto, non può farlo

dimettere, così come questo governo direttoriale può sciogliere lo stesso parlamento.

Quale è lo schema delle forme di Governo?

Governo presidenziale: capo dello stato elettivo, titolare del potere esecutivo in regime di rigida

separazione rispetto ad un legislativo che non lo può sfiduciare, né da lui essere sciolto.

Governo direttoriale: capo dello stato collegiale, titolare del potere esecutivo. E’ eletto dal

legislativo, ma resta in carica per l’intero mandato perché da esso non può essere sfiduciato, né lui

può scioglierlo.

Governo parlamentare: capo dello stato con funzioni limitate, esecutivo con rapporto di fiducia

con il legislativo. Il legislativo può sfiduciare il Governo e questo, o il capo dello stato, può

scioglierlo anticipatamente.

Governo semipresidenziale: capo dello stato con funzioni rilevanti di indirizzo politico, per lo più

eletto, la con compresenza di un esecutivo legato al legislativo con il rapporto fiduciario.

Il legislativo può essere sciolto dal presidente o dal primo ministro.

Dove e quando e con quali caratteri nasce il Governo presidenziale?

Stati Uniti D’America, con la Costituzione del 1787 stesa a Filadelfia, la prima Costituzione scritta,

presidenziale e federale.

Si crea la figura del Presidente e delinearono in termine di separazione i rapporti tra quel presidente

( nel quale l’esecutivo si identifica ) ed il Congresso ( parlamento bicamerale ).

Il Presidente non può sciogliere le camere e solo con l’impeachment ( messa in stato di accusa ) il

Congresso può costringere il Presidente alle dimissioni.

Alla base c’è una rigida separazione dei poteri.

Dove e quando e con quali caratteri nasce il governo parlamentare?

Nasce, nella sua versione monista, in Inghilterra, tra la fine del settecento e la metà dell’ottocento,

specie dopo la riforma elettorale del 1832, dall’evoluzione della monarchia costituzionale.

Tre i motivi dell’evoluzione: emerge la figura del primo ministro, si pongono le basi del rapporto

fiduciario tra esecutivo e assemblea rappresentativa, si strutturano due parti contrapposte all’interno

della stessa assemblea, antenate dei Partiti.

Nella sua versione dualista, cioè con un governo che risponde del suo operato sia al re che al

parlamento, nasce in Francia, con la Costituzione voluta da Luigi Filippo D’Orleans nel 1830 ( per

questo si parla di monarchia orleanista ).

La caratteristica di base si ha nel fondamento dell’ordinamento su due pilastri: rappresentanza e

corona. La prima, sintesi degli interessi sociali, la seconda garante dell’unità dello Stato.

Dove e quando e con quali caratteri nasce il governo direttoriale?

Nasce in Svizzera, nella metà del diciannovesimo secolo e resiste tutt’oggi.

Le caratteristiche sono la coincidenza del vertice dello stato con il potere esecutivo, ma a differenza

degli USA, questi poteri sono affidati ad un organo collegiale ( il direttorio, appunto ), non

monocratico. In più, il direttorio non è eletto dai cittadini o da grandi elettori ( come negli USA ),

ma dal parlamento. Né il parlamento lo può sciogliere, né da esso può essere sciolto.

Dove e quando e con quali caratteri nasce il governo semi presidenziale?

Nasce, in nuce, con le Costituzioni tedesca (Weimar 1919), AUSTRIACA (1920), Finlandese

(1919).

La prima fu travolta dal nazismo, la seconda regge ancora oggi, la terza fino al 2000.

In queste costituzioni si univano le caratteristiche del governo parlamentare (rapporto fiduciario)

con la presenza di un capo dello stato direttamente eletto e con potere di ingerenza reale sulle

decisioni politiche.

Lo sviluppo del modello, però, si avrà in Francia, con la trasformazione gollista della Quarta in

Quinta repubblica (1958). Il vertice dell’esecutivo è ripartito tra un Presidente, direttamente eletto,

ed un primo ministro (dualismo).

Quale può essere l’albero genealogico delle forme di governo parlamentari?

L’ evoluzione della Monarchia costituzionale inglese (1781) con il 1832, governo parlamentare

nella sua versione monista, e poi la monarchia orleanista francese 1830.

Una razionalizzazione tra le due guerre mondiali, sempre per imitare il modello inglese e poi, a

partire dal secondo dopoguerra mondiale, tre ondate di nuove costituzioni: anni 40 Fra Ita Ger Jap,

anni 70 Sve Gre Port Spa anni 90 paesi ex URSS o di ex influenza URSS (percorso lento: prima

molti poteri al capo dello stato, ma tendenza in recessione causa il progressivo rafforzamento dei

sistemi politici e dei partiti ).

In che senso alcune forme di governo si definiscono moniste ed altre invece

dualiste?

Monista quando prevale uno degli organi, dualista quando i pilastri della forma di governo sono

due.

Cosa si intende per forma di governo a direzione monocratica?

Sono forme di governo nelle quali il vertice è un organo non collegiale, direttamente o

indirettamente rappresentativo, che assume la direzione politica dell’esecutivo ( il governo ) e se ne

assume la responsabilità davanti al corpo elettorale ( ed esso la può far valere mediante il ricorso

alle elezioni politiche ordinarie, o, in alcuni casi, ad istituti a revoca diretta ), davanti al parlamento

( istituto della fiducia ) o davanti ad entrambi.

Le forme di governo a direzione monocratica si differenziano sulla base delle modalità di

investitura del vertice dell’esecutivo:

A – vertice direttamente eletto: o governo presidenziale ( USA ), o, se anche il primo ministro è

eletto, il governo con premier elettivo ( ISRAELE dal 96 al 2001 ). Nel caso USA, si ha rigida

separazione dei poteri e nel presidente sono unificate le due funzioni di capo dell’esecutivo e di

capo dello stato, nel secondo invece capo di stato e capo del governo sono due figure distinte e non

c’è separazione dei poteri.

B – vertice non direttamente eletto: è il governo parlamentale modello inglese ( modello

Westminster ). Le caratteristiche sono: 1) L’investitura del premier non è diretta, ma cmq

determinata dal risultato del voto popolare ( a volte per nomina del capo dello stato, a volte con

elezione da parte del parlamento, come per il cancelliere tedesco ). 2) Il parlamento può in ogni

momento sfiduciare il primo ministro e quindi far cadere il governo. 3) Il parlamento può essere a

sua volta sciolto ( dal capo dello stao e in alcuni casi anche dal premier, il quale ha quindi il potere

di farsi seguire dal parlamento ).

Cosa si intende per forme di governo a direzione duale?

Il caso attuale principale è il modello semi presidenziale francese.

Il questa forma di governo convivono un presidente ( per lo più direttamente eletto )con rilevanti

poteri anche d’indirizzo e un capo del governo vertice dell’esecutivo e responsabile di fronte al

parlamento.

E’ un modello che implica 2 possibilità: Presidente e capo del governo sono espressione di una

stessa maggioranza oppure di due schieramenti distinti ( situazione che può accadere soprattutto

quando le due elezioni si tengono in momenti diversi ).

E’ sempre un modello a due teste. Premier e Presidente, ma nel primo caso prevale la figura alla

quale la maggioranza riconosce più leadership ( dipende da tanti fattori ), nel secondo caso i rischi

di conflitto sono fortissimi, perché per governare si deve trovare di volta in volta un accordo. Non a

caso, la francia ha modificato nel 2000 la costituzione per uniformare la durata dell’assemblea

nazionale e del presidente, in modo da ridurre le possibilità di maggioranze diverse ( c.d.

coabitazione ).


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Corso di laurea: Corso di laurea in amministrazione delle aziende
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Pinelli Cesare.

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