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Appunti di istituzioni di diritto pubblico basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Vipiana dell’università degli Studi di Genova - Unige, facoltà di Scienze politiche, Corso di laurea in scienze internazionali e diplomatiche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Istituzioni di diritto pubblico docente Prof. P. Vipiana

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Banca centrale europea: è dotata di personalità giuridica e di indipendenza maggiore rispetto agli

alle altre istituzioni. Ha sede a Francoforte. Formata da un presidente (eletto ogni 8 anni dal

consiglio europeo con mandato non rinnovabile) e da un consiglio direttivo insieme con i

governatori delle banche centrali nazionali e di altri 5 membri (anch'essi eletti dal consiglio

europeo). Essa detiene il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote in euro all'interno

dell'unione.

Corte dei conti: formata da 28 membri nominati per 6 anni dal consiglio. La sua funzione è

assicurare il controllo dei conti attraverso l'esame di entrate dell'unione e di ogni organo.

6Le fonti, originarie e derivate, dell'Unione europea

Le fonti originarie sono costituite dai trattati (principalmente TUE e TFUE) che hanno "durata

illimitata": su di essi si fonda l'ordinamento dell'UE. Per forme derivate intendiamo invece le norme

adottate sulla base dei trattati stipulati in precedenza(es. atti giuridici).

I trattati vanno a enunciare i principi su cui l'Unione si fonda:

a) rispetto della dignità umana, libertà e democrazia delle maggioranze e delle minoranze (tue,art 2)

b) la pace ed il benessere tra i popoli (tue,art 3)

c) rispetto dell'uguaglianza degli stati membri (tue, art 4)

d) principi di attribuzione (riguarda il riparto di competenze tra unione e stati membri), sussidiareità

(l'unione interviene solo se i suoi obiettivi non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli

altri stati) e proporzionalità(l'intervento dell'unione non deve spingersi oltre le sue competenze)

(tue,art 5)

e) riconoscimento dei diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'unione (tue, art 6)

f) uguaglianza dei cittadini e comune cittadinanza dell'unione (tue, art 9)

Le fonti derivate si dividono in:

a) regolamenti: vere e proprie leggi dell'unione: atti normativi di portata generale obbligatori in tutti

i loro elementi, direttamente applicabili in tutti gli stati membri; possono essere destinati a persone

fisiche, persone giuridiche, soggetti pubblici e privati.

b) direttive: atti che vincolano uno o più stati membri in vista di un risultato da raggiungere entro un

certo termine temporale. Lo stato assume obbligo di adempimento analogamente a quanto accade

per l'adattamento agli obblighi di diritto internazionale

c) decisioni: destinatari sia persone fisiche e giuridiche sia stati membri: possono avere portata

generale oppure no. Se rivolte ad uno stato membro sono soggette alle stesse condizioni di diretta

efficacia delle direttive;

d) raccomandazioni e pareri: valenza prettamente politica, non fanno sorgere diritti nè obblighi e

non sono pertanto vincolanti

Gli atti giuridici dell'Ue si distinguono ulteriormente in atti legislativi (adottati mediante procedura

legislativa) , atti delegati (atti di portata generale che un atto legislativopuò delegare la commissione

ad adottare per integrare o modificare propri elementi non essenziali) e atti di esecuzione ( previsti

quando un atto legislativo per essere attivato necessita di condizioni esecutive uniformi che

richiedono l'intervento della commissione)

7I rapporti tra le fonti dell'Unione europea e le fonti nazionali

Le autorità amministrative e giurisdizionali italiane applicano il diritto dell'UE direttamente (come

nel caso dei regolamenti) o previo adeguamento dell'ordinamento interno ( come nel caso delle

direttive). L'art 11 sarebbe sufficiente per stipulare trattati che limitano la sovranità nazionale. La

modifica all'art 117 ha introdotto la questione dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario.

Gli unici "controlimiti" (i limiti posti nel seguire i limiti dell'ordinamento internazionale) posti dalla

costituzione sono quelli del rispetto dei principi supremi.

La corte costiuzionale riconosce il primato del diritto comunitario.

Rapporto di osmosi tra i due ordinamenti perchè le nuove stesure di legge sono collegate (livello

nazionale con livello comunitario) .Le direttive comunitarie vengono attuate attraverso la legge

comunitaria, che consente , anno per anno, di dare attuazione alle norme europee promulgate l anno

precedente a Bruxelles (legge 234);questa legge del 2012 contiene un "versante" ascendente

(l'ordinamento nazionale può partecipare alla stesura degli atti dell'UE) e uno "discendente" (il

livello nazionale è tenuto a dare attuazione alla normativa comunitaria (legge di delegazione

europea, legge europea).

8Lo Statuto Albertino e le vicende di storia costituzionale fino all'entrata in vigore della

Costituzione

Lo Statuto Albertino fu una carta costituzionale concessa da re Carlo Alberto nel 1848, elaborata da

un consiglio composto da 17 persone nonostante i dubbi causati dai recenti accorpamenti territoriali.

Viene quindi delineata una monarchia costituzionale con esecutivo in mano al re, legislativo

condiviso tra re e due camere (una elettiva e l altra a nomina regia) e giustizia in mano al re.

Era una costituzione flessibile.

Con l adozione della monarchia parlamentare (ci fu un voto di sfiducia al governo) e del suffragio

universale nel 1919 con Giolitti assistiamo ad un altra modifica: sono introdotti i primi diritti

politici.

Successivamente, l ascesa del fascismo e la conseguente fascistizzazione dello Stato assistiamo alla

trasformazione della camera in camera dei fasci e delle corporazioni e ad un conseguente

accentramento del potere. Questa parentesi durerà sino al 1943, quando il gran consiglio del

fascismo sfiduciò Mussolini e iniziò il cosiddetto periodo costituzionale transitorio (patto di Salerno

tra il re e il CLN che prevedeva la declassazione del re a luogotenente e la creazione di una

costituente che decidesse tra monarchia e repubblica e scrivesse una nuova costituzione).

Nel 1946 Vittorio Emanuele III non rispetta il patto di Salerno abdicando in favore del figlio e

indice maldestramente un referendum che gli costa la repubblica. Il 1 gennaio del 1948 la

costituzione è entrata in vigore.

9Il concetto di fonte del diritto: fonti di produzione, sulla produzione e di cognizione

per fonti del diritto intendiamo i fatti o gli atti che l'ordinamento giuridico abilita a produrre norme

giuridiche. I requisiti che le norme giuridiche hanno sono , normalmente, la generalità (essere

riferite ad una pluralità indistinta di soggetti e l'astrattezza ( il prevedere una regola ripetibile nel

tempo a prescindere dal caso concreto, secondo lo scherma "se A allora B").

definiamo fonti di produzione quei fatti o quegli atti ai quali l'ordinamento attribuisce la capacità di

produrre imperativi che esso riconosce come propri

definiamo fonti sulla produzione quelle norme che disciplinano i modi di produzione del diritto

oggettivo , individuando i soggetti titolari di potere normativo.

Le fonti di cognizione invece sono atti che non hanno natura normativa ma svolgono unicamente la

funzione di far conoscere il diritto oggettivo.

10I criteri di risoluzione delle antinomie tra le fonti

Nell'eventualità cui tra due o più fonti del diritto si verifichi contrasto si opera in maniera pratica,

applicando tre diversi criteri: il cronologico, il gerarchico e quello della competenza.

Il criterio cronologico regola la successione degli atti normativi nel tempo e in caso contrasto tra

norme stabilite da fonti aventi il medesimo rango e la medesima competenza prevale la norma posta

successivamente nel tempo (principio del lex posterior derogat priori).

Il criterio gerarchico:è applicato quando il contrasto riguarda due norme poste da due fonti non

equiparabili. In questo senso prevale la norma posta dalla fonte superiore.in questo caso, la norma

sotto ordinata non si considera abrogata ma invalidata e deve essere eliminata dall'ordinamento

giuridico mediante annullamento ad opera dei competenti organi giurisdizionali

Il criterio della competenza infine, viene utilizzato nei casi in cui le fonti in contrasto siano ordinate

secondo differente competenza (ad esempio competenza territoriale o competenza di materia). In

questi casi, prevale la norma posta dalla fonte competente a disciplinare la fattispecie concreta.

11L'interpretazione del diritto e la distinzione fra disposizione e norma

l'applicazione del diritto presuppone un'attività interpretativa che viene regolata dai criteri

dell'articolo 12 delle preleggi (la Costituzione non si esprime direttamente a riguardo). Nel

dettaglio, parliamo di:

a) interpretazione letterale, basata sul senso "fatto palese dal significato proprio delle parole

secondo la connessione di esse"

b) interpretazione teleologica, basata sul doppio significato "scopo soggettivo del legislatore al

tempo in cui ha posto una determinata disciplina + scopo oggetivo ricavato dal tenore dell'atto

normativo"

c)interpretazione logico-sistematica, secondo la connessione tra le diverse disposizioni all'interno

dell'atto normativo considerato

la disposizione è la proposizione normativa contenuta in un testo di legge; per norma invece

intendiamo ciò che risulta a seguito dell'attività interpretativa della disposizione stessa.. questa

distinzione riflette la dialettica legislazione-interpretazione.

12La riserva di legge e il principio di legalità

La Costituzione attribuisce in via esclusiva una certa competenza normativa ad una fonte attraverso

le riserve di competenza normativa. La riserva di legge ordinaria è un istituto in base a cui una

disciplina di una materia viene riservata ad una legge.

Ha una funzione garantista, ovvero da una garanzia per la disciplina di alcune materie in quanto

approvate dal parlamento e quindi rappresentative del popolo.

La riserva di legge puo essere assoluta se la disciplina è dettata solo dalla legge oppure relativa , se

oltre la legge interviene anche un regolamento. C e anche una differenza tra riserva semplice (se la

costituzione non impone vincoli specifici al legislatore) o rinforzata (se sono posti altri vincoli).

La riserva di legge costituzionale si ha invece quando la costituzione attribuisce una materia ad una

legge costituzionale; la riserva di legge formale riguarda solo leggi bicamerali; altri tipi sono la

riserva di legge di assemblea e la riserva di regolamento parlamentare.

Il principio di legalità consiste nel fatto che ogni fonte secondaria per essere legittimamente

eseritata deve trovare fondamento in una norma di legge che attribuisca al titolare il relativo potere.

13La tipologia delle Costituzioni

La costituzione può essere votata , oppure concessa dal re ai sudditi, può essere costituzione

bilancio (circorscrive il quadro raggiunto e ne impone limiti) o costituzione programma (impone

degli obiettivi da raggiungere). Puà essere formale (insieme delle fonti di grado costituzionale) o

materiale (tutte le norme riguardanti aspetti costituzionali anche se non sono contenute in leggi; può

essere rigida (modificabile solo con procedimento di revisione particolare) o flessibile (equiparata

ad una legge, può essere modificata più agilmente)

14La revisione costituzionale: procedimento e limiti

Il procedimento di revisione costituzionale viene applicato ad una costituzione rigida. Il

procedimento è disciplinato dall'art 138. la prima fase è quella dell'iniziativa,con la presentazione di

un progetto di legge costituzionale davanti alle camere.

La fase istruttoria è affidata alla commissione degli affari costituzionali in sede referente con una

riserva di legge di assemblea.

La fase costitutiva consiste in due deliberazioni intervallate da tre mesi di etrambe le assemblee

parlamentari (la prima a maggioranza semplice, la seconda a maggioranza qualificata). Se non si

raggiunge la maggioranza assoluta il progetto viene respinto. Se si supera la maggioranza dei 2/3

viene approvata, se supera la maggioranza assoluta ma non i 2/3 entro tre mesi si puo richiedere un

referendum.

Se viene approvata c'è la fase integrtativa dell efficacia, l'approvazione del Presidente della

Repubblica e la vacatio legis.

L'unico limite espresso è dato dall'art 139. i limiti impliciti riguardano i principi fondamentali.

15La legge ordinaria statale pag 99

La legge ordinaria statale è una fonte a comptenza generale nei limiti stabiliti dalla costituzione; è

una fonte primaria statale. Alla legge ordinaria la costituzione affida importanti materie mediante le

riserve di legge, che designano i casi in cui le imposizioni constituzionali attribuiscono la disciplina

di una materia alla sola legge sottraendola alla disponibilità di atti fonte a essa subordinata, tra cui i

regolamenti dell'esecutivo.

La riserva di legge può essere assoluta (quando l'intera disciplin della materia è riservata alla legge)

o relativa (quando oltre alla legge può intervenire anche un regolamento a dare disciplina ulteriore),

semplice (la costituzione si limita a riservare una disciplina alla legge ma non pone limiti al

legislatore) o rinforzata (la costituzione attribuisce vincoli per procedimento o per contenuto).

16I regolamenti parlamentari

I regolamenti parlamentari sono una fonte primaria statale che regola il parlamento secondo l'art 64

della costituzione. Esso stabilisce che ciascuna camera adotta il proprio regolamento a maggioranza

assoluta dei componenti. Il regolamento viene redatto dalla giunta per il regolamento , viene

approvato dall'assemblea e pubblicato sulla gazzetta ufficiale. Il limite è quello di rispettare la

costituzione. Tra i regolamenti parlamentari e la legge c'è una separazione di competenza.

17I decreti legislativi

il decreto legislativo è una fonte primaria statale e un atto governativo con forza di legge. La legge

di delegazione è un istituto in base al quale viene trasferito al governo l'esercizio della funzione da

parte delle camere, che ne mantengono la titolarietà. Il governo prima di adottare la delega deve

acquisire il parere delle competenti commissioni parlamentari di apposite commissari pbicamerali.

L iniziativa del decreto legislativa è da parte del governo o membri del parlamento.

Successivamente c'è la legge di delegazione del parlamento, predisposizione dello schema del

decreto da parte del governo (con l eventuale parere sullo schena del parlamento=^), con l adozione

del decreto da parte del governo con eventuale adozione dei decreti correttivi del governo. I limiti

dei decreti legislativi vengono delinati adall'art 76 e sono limiti di tempo, oggetto, contenuto.

18I decreti-legge

Il decreto legge è una fonte primaria statale ed è un provvedimento provvisorio con forza di legge

deliberato dal consiglio dei ministri ed emanato dal presidente della repubblica in base all'art 77.

La formula del decreto legge può essere adottato solo in casi di estrema necessità, deve essere

presentato alle Camere per la convresione lo stesso giorno in cui è adottato e dura solo 60 giorni ed

ha efficacia provvisoria.

Appena adottato dal governo il decreto diventa oggetto di disegno di legge di conversione e

presentato alla Camera o al Senato. La legge di conversione è l'atto mediante il quale il Parlamento

si riappropria della funzione legislativa esercitata dal governo in sede di conversione . Le camere

possono apportare modifiche (emendamenti). In sede di emendazione il presidente della repubblica

può decidere di rinvarlo per vizi o perchè si rifiuta di emanarlo. L'unico limite è il rispetto della

costituzione . Quando viene emanato contiene anche le modifiche delle camere e nella gazzetta

verrà pubblicato il testo completo. L'abuso di questa funzione produce il fenomeno della

reiterazione.

Con il referendum del 2016 vengono espressi i limiti ai casi in cui possono presentare i decreti

legge.

19I regolamenti del Governo

I regolamenti del Governo sono una fonte secondaria statale, che si distingue dal regolamento

ministeriale e dal regolamento interministeriale. I regolamenti governativi sono approvati dal

consiglio dei ministri (sentito il parere del consiglio di stato) entro 90 giorni dalla richiesta ed

emanati con la forma del decreto del presidente della repubblica. Tutti i regolamenti devono essere

sottoposti al visto e alla registrazione della corte dei conti . Ne esistono vari tipi: regolamenti di

esecuzione ( serve a rendere l'applicazione di determinate leggi più fluida); regolamenti di

attuazione (serve ad attuare e integrare leggi già attive);regolamenti indipendenti (serve a

disciplinare materie per le quali manca una normativa adeguata)

20Gli statuti regionali

Gli statuti regionali si dividono in statuti speciali e statuti ordinari. Gli statuti speciali sono previsti

dall'art 116 della costituzione che preve che il friuli venezia giulia, la sardegna , la sicilia, il trentino

alto adige e la valle d'aosta dispongano di particolare autonomia attraverso statuti adottati con legge

cotituzionale (sono infatti definite come fonti costituzionali).

Le ragioni della specialità sono la tutela (per le regioni sul confine) e per evitare i moti

autonomistici (sicilia e sardegna).

Gli statuti regionali ordinari invece sono fonti primarie degli enti locali previsti dall'art 123 della

costituzione.Lo statuto è l'atto fondamentale dell'ente locale.

21Le leggi regionali

La legge regionale è una fonte primaria degli enti locali, incontra gli stessi limiti previsti per la

legge statale. L'articolo 117 determina le materie di competenza esclusiva dello stato, quelle di

competenza concorrente stato-regione e stabilisce che le regioni hanno la podestà legislativa

residuale. I limiti generali sono il rispetto della costituzione , i vincoli derivanti dall'ordinamento

dell'UE.

22I principi fondamentali

i principi fondamentali sono espressi nei primi dodici articoli della nostra costituzione:

1) caratteri dello stato: repubblica, sistema democratico, ruolo primario dei lavoratori nella società

2) involabilità dei diritti naturali dell'individuo

3) principi di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge

4) diritto al lavoro

5) unicità della repubblica ma anche riconoscenza degli enti locali

6) tutela dei diritti delle minoranze

7) patti lateranensi

8) libertà religiosa

9) sviluppo della cultura e ricerca scientifica

10) protezione agli stranieri

11) ripudio della guerra

12) il tricolore è la nostra bandiera

23Il principio di uguaglianza

l'art 3 della Costituzione sancisce il principio di eguaglianza con distinzione tra libertà formale (tutti

i cittadini hanno pari dignità sociale e eguali diritti davanti alla legge) e sostanziale (la repubblica

deve rimuovere gli ostacoli che possono impedire il pieno sciluppo della persona umana).

Possiamo quindi da qui ricavare:

l'eguaglianza davanti alla legge, cioè che la legge si applica a tutti.

Il divieto di discriminazione per quanto concerne sesso, razza, lingua, religione, opinione,

condizione personale e sociale.

L'uguaglianza come divieto di distinzioni o parificazioni irragionevoli.

La costituzione prevede inoltre attività per promuovere l'uguaglianza.

24I diritti inviolabili nell'art. 2 Cost.

Secondo l'art 2 della costituzione la repubblica riconosce e farantisce i diritti inviolabili dell'uomo,

riconoscendoli inviolabili sia dai poteri pubblici che privati. i diritti individuali hanno compe

caratteristica l'assolutezza, l'inalienabilità, l'indispiendibilità, l'imperscrutablità, l'irrinunciabilità. I

diritti inviolabili sono riconosciuti a tutti gli uomini in quanto tali. I diritti del singolo sono tutelati

anche all'interno delle formazioni sociali

. Sono cosi affermati due principi fondamentali della Costituzione: il principio di personalità e

pluralità. La corte costituzionale ritiene costituzionalmente protetti il diritto alla vita, alla libertà

sessuale, alla famiglia per i minori, ad abbandonare il proprio paese, alla libertà sociale.

25La libertà personale

regolata dall'articolo 13, è la prima libertà garantita al singolo. Va letta in riferimento alle misure

vietate nel secondo comma dell'art 13: detenzione, ispezione e persquisizione personale.

Essa non ammette atti di coercizione fisica. Sono altresì ritenute lesive della libertà personale tutte

le misure che incidono negativamente sulla personalità morale e sulla dignità della persona umana.

La costituzione ammette restrizioni della libertà personale sono nei "casi e modi previsti dalla

legge": si tratta quindi di riserva di legge assoluta (sottrattaalle fonti normative secondarie).

La costituzione determina anche limiti sostanziali per eventuali penalizzazioni:

principio di tassatività e determinatezza del precetto penale (la condotta vietata deve essere

chiaramente formulata in modo che tutti abbiano consapevolezza dell'illecito da non commettere),

principio di personalità e della responsabilità penale ( non si può imputare ad altri quanto

imputabile al soggetto stesso) , principio di colpevolezza ( sono punibili solo le condtte collegati ad

un atteggiamento soggettivo di colpevolezza, che sia esso voluto (dolo) o involotario (colpa),

principio di offensività e lesività (per esserci reato deve esserci una "parte lesa")

Tra le garanzie della libertà personale abbiamo anche la riserva di giurisdizione, che prevede che

nessuna restrizione è consentita se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria.

Altra forma di restrizione è la custodia cautelare che prevede la carcerazione prima della sentenza.

La detenzione è prevista in caso di colpevolezza del soggetto se la costituzione lo prevede; essa è

tuttavia regolata dagli art 13.4 e 27.3: la pena ha scopo di prevenzione generale, prevenzione

speciale e deve tendere alla rieducazione del condannato.

26La libertà di domicilio

per domicilio intendiamo , penalmente parlando il "luogo isolato dall'ambiente esterno in cui la

persona ha diritto di rinchiudersi per coltivare i propri interessi, affetti o anche attività

professionale.

La libertà di domicilio è regolata dall'art 14 della costituzione tutela la libertà di domicilio in quanto

prolungamento e proiezione della libertà personale sulle proprietà dell'individuo. In questo modo

viene garantita che eventuali ispezioni, perquisizioni e sequestri avvengano solo nei casi e nei modi

previsti dalla legge.

27La libertà di circolazione e soggiorno

regolata dall'art 16.1 , la costituzione riconosce la libertà per ogni cittadino di muoversi sul territorio

italiano e di fissare in qualunque parte di esso la propria dimora o la propria residenza. I cittadini

dell'unione europea godono del diritto di stabilimento su tutto il territorio dell'unione e, in base agli

accordi di Schengen hanno diritto al libero ingresso nei paesi aderenti.

Essa è regolata con una riserva di legge rinforzata: può essere infatti soggetta a limitazioni che la

legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.

28La libertà di riunione

E' garantita dalla costituzione ai soli cittadini dall'art 17(è comunque legittimo garantirla ad un

livello non costituzionale agli stranieri).Definiamo riunione il "radunarsi volontario in luogo e

tempo predeterminati di una pluralità di persone che perseguono uno scopo comune prestabilito.

Non sono quindi tutelati gli assembramenti (confluenze casuali in luogo pubblico di pluralità che

non perseguono scopo prestabilito.E' limitata nel senso che non può non svolgersi in modo non

pacifico; in caso contrario la pubblica autorità provvederà all'arresto e all'allontamento dei violenti e

degli armati.Le riunioni possono essere in luogo privato o pubblico.

29La libertà di associazione

Per associazione intendiamo un'organizzazione di individui legati dal perseguimento di un fine

comune e da un vincolo che presenta natura giuridica. E' regolata dall'art 18 e proprio grazie ad esso

ai cittadini viene riconosciuta la libertà di associazione (possibilità di costituirle senza permessi) , la

libertà delle associazioni (si possono formare un numero indefinito di associazioni) e la libertà

negativa di associazione (nessuno è costretto ad aderire ad un'associazione).

Limiti: la libertà di associazione è vietata per il perseguimento di fini illeciti. Sono previsti inoltre

due limiti specifici per le associazioni segrete e per le associazioni che perseguono scopi politici

mediante organizzazione di carattere militare.

30La libertà di religione e la disciplina dei rapporti fra lo Stato e le confessioni religiose

Tutelata dall'art 19 intesa sia come libertà di fede sia come libertà di pratica religiosa. Essa implica

direttamente anche la libertà di non credere. I rapporti con la Chiesa cattolica sono disciplinati

dall'art 7, in cui vegono citati i Patti Lateranensi; i rapporti con le altre confessioni invece si fa

rifermento all'art 8 che prevede l'autonomia organizzativa delle confessioni nel rispetto

dell'ordinamento giuridico italiano e la definizione dei rapporti istituzionali tramite "intese" che

sono recepite con legge.

31La libertà di manifestazione del pensiero e la disciplina dei mezzi di espressione

la libertà di manifestazione del pensiero è tutelata dall'art 21 che riconosce "il diritto di manifestare

liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". L'art 21

tutela anche il diritto al silenzio (diritto a non esprimere il proprio pensiero).

Limiti: limite esplicito del buon costume ; una serie di limiti impliciti che derivano dall'esigenza di

tutelare altri diritti costituzionali.I mezzi d'espressione sono discipliati a seconda del tipo di mezzo

di comunicazione: per quanto riguarda l'arte si fa rifermento all'espressione dell'art 529 che dice

"l'opera d'arte non è mai oscena (e l'osceno non è mai opera d'arte); per quanto riguarda gli stampati

non è ammessa forma di controllo preventivo ma solo eventuale sequestro successivo; gli spettacoli

cinematografici sono sono soggetti a controlli di apposite commissioni per evidenziare eventuali

limitazioni di età per il pubblico (vm 14 oppure vm 18). In tal senso, visto il recente progresso

tecnologico e dei mezzi di comunicazione, la Carta Costituzionale risulta effettivamente un pò

obsoleta.

32I principi costituzionali in materia penale

Il principio di legalità dice che nessuno può essere punito se non in forza di una legge entrata in

vigore prima della commissione del fatto, legge che chiaramente deve vietare la commissione di

quel fatto e che deve prevedere una pena in caso di trasgressione del divieto. La riserva di legge,

enunciata nel secondo comma dell'art 25 della Costituzione sancisce che l’unica fonte del diritto in

materia penale è la legge. All'art 25 è dedicato anche il principio di retroattività, che comporta il

divieto della retroattività della legge penale: il legislatore non può confezionare una legge penale

per andare a punire fatti già commessi in precedenza. Se violasse tale divieto vanificherebbe il

principio stesso di legalità. Abbiamo poi i principi di materialità ed offensività, che riguardano la

nozione del reato. Sono importanti al fine di poter visualizzare l’immagine del reato; ogni reato ha

una sua specificità, ma vi sono alcuni requisiti che debbono caratterizzare tutti i reati

33La famiglia

La costituzione considera la famiglia quale "società naturale fondatra sul matrimonio" art 29.1

Per matrimonio deve intendersi sia il matrimonio civile siaquello concordatario celebrato secondo

rito canonico. L'art 30.1 prende in considerazione anche la famiglia di fatto, stabilendo il diritto-

dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli anche se nati al di fuori del matrimonio

(la distizione tra figli legittimi e illegittimi è stata abolita).

Ulteriore principio è quello dell'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi (art 29.2)

34Il diritto alla salute

Il diritto alla salute è tutelato dall'art 32 della Costituzione. La saluta non può essere messa a

repentaglio nè dai singoli nè dai poteri pubblici o da soggetti privati. pertanto il diritto alla salute è

considerato come un diritto soggettivo assoluto e perfetto. La Cassazione ha più volte affermato che

la salvaguardia della salute rappresenta undiritto primario della persona dal quale scaturisce il

diritto al risarcimento di eventuali danni; ha riconosciuto anche la risarcibilità del danno biologico.

Per preservare il diritto alla salute è stato isitituito il servizio sanitario nazionale , costituendo un

serizio di tipo universale per garantire il mantenimento della salute fisica e psichica di tutta la

popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali.

Strumentale alla salvaguardia della salute è il diritto a ricevere i trattamenti sanitari, desumibile

proprio dall'art 32. Riserva di legge rinforzata: nessuno è obbligato a ricevere trattamenti sanitari

contro la propria volontà.Solo in casi eccezionali possono essere previsti trattamenti sanitari

obbligatori a tutela della collettività.

Da tempo si discute del cosiddetto "testamento biologico": dopo il caso Eluana Englaro del 2007 è

stato stabilitò che il giudice può ,su istanza del tutore, autorizzare l'interruzione del trattamento

sanitario a condizione che il paziente si trovi in stato vegetativo irreversibile e che sia

univocamente accertato che il paziente, se fosse cosciente , non avrebbe prestato consenso alla

continuazione del trattamento.

35Il diritto all'istruzione

L'art 33.1 garantisce la libertà nell'arte e nella scienza e il loro libero insegnamento. Il diritto

all'istruzione(art 34) non comprende solo il diritto riconosciuto a tutti di accedere al sistema

scolastico, ma deve essere inteso come diritto a ricevere istruzione adeguata per la formazione della

personalità e l'assolvimento dei compiti sociali della persona. A questo fine la Costituzione

garantisce il diritto allo studio (art 34.3). Le università hanno il diritto di darsi ordinamenti

autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato (art 33.6)

36Il diritto al lavoro

L'art 4.1 afferma "la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le

condizioni che rendano effettivo questo diritto". È una norma che ha natura precettiva, ma è anche

norma promozionale. Ma oltre all'accezione di diritto al alvoro come obiettivo che la repubblica

persegue vi sono altri significiati di natura precettiva: ad esempio vi è la libertà che il cittadino deve

avere di scegliere l'attività lavorativa o professionale da esercitare; vi è anche il diritto del

lavoratore a non essere licenziato in modo arbitrario, ciò implica che non può esserci licenziamento

se non in presenza di giusta causa o giustificato motivo. Al diritto al lavoro sono correlati altri diritti

sociali (art 36 e 37)come il diritto ad una giusta retribuzione (ovvero proporzionata alla qualità e

quantità del suo lavoro e sufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un'esistenza libera

e dignitosa). Vi è poi il diritto al riposo settimanale e alle ferie, entrambi retribuiti e ai quali il

lavoratore non può rinunciare; sono riconosciuti in merito di diritto al lavoro anche i diritti delle

donne nella misura della parità di trattamento nell'attività lavorativa. Queste norme fanno

riferimento alle tradizionali forme di lavoro, quello indipendente e quello dipendente, tralasciando

le nuove forme di lavoro "flessibile" che sono invece regolate dalla legge Biagi (l. 30/300) e dalla

legge Fornero (l 92/2012) che disciplinano i nuovi tipi di contratto ( a termine; a progetto; co-co-

pro). La legge Fornero affronta anche il tema degli ammortizzatori sociali.

37La libertà sindacale e il diritto di sciopero

I sindacati sono organi chiamati a svolgere compiti di tutela degli interessi professionali di categoria

degli associati. L'art 39.1 tutela la libertà di organizzazione sindacale e ne garantisce la pluralità. Il

secondo comma prevede che "ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro

registrazione presso uffici locali o centrali, secondo norme di legge".

Il diritto allo scipero è tutelato dall'art 40. Per sciopero intendiamo l'astensione programmata di uno

o più lavoratori dall'attività lavorativa , nell'ambito delle leggi che lo regolano. Le norme che

regolano allo sciopero sono provengono non dalla Costituzione (l'art si limita a delegare la gestione

della materia alla legge) ma per la maggiore sono definiti dagli atti della Corte costituzionale

Del diritto allo sciopero possono avvalersi lavoratori subordinati, lavoratori autonomi , ma non gli

imprenditori.

E' tutelato lo sciopero economico , ossia quello posto dai lavoratori per qualsiasi tipo di

rivendicazione di natura salariale. E' stato dichiarato legittimo lo sciopero esercitato per finalità

politiche a condizione che non sia diretto a sovvertire l'ordinamento costituzionale.

Lo sciopero è pertanto qualificato come un diritto soggettivo (tutelabile davanti al giudice) della

persona umana.

Il diritto allo sciopero è limitato nei servizi pubblici essenziali che devono garantire l'erogazione di

prestazioni indispensabili il cui mancato rispetto è fonte di sanzioni disciplinari.

38La proprietà privata e l'iniziativa economica privata

L'art 42 afferma che la proprietà è pubblica o privata. La proprietà privata è garantita e riconosciuta

dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la

funzione sociale e renderla accessibile a tutti. I successivi articoli si riferiscono alle altre forme di

proprietà privata: le imprese e le aziende (art 43 e 46), le proprietà terriere (art 44) e le proprietà

dirette coltivatrici e proprietà dell'abitazione (art 47.2).

il terzo comma dell'art 42 sancisce che la proprietà privata può essere espropriata per motivi di

interesse generale in cambio di un indennizzo che non deve corrispondere all'integrale risarcimento

del danno economico arrecato dall'esproprio, ma che va comunque quantificato in modo serio,

congruo e adeguato.

Riguardo il diritto all'iniziativa economica, esso è tutelato dall'art 41. nel dettaglio: il terzo comma

dice che la legge può indirizzare e coordinare a fini sociali l'attività economica pubblica e quella

privata, però riguardo la seconda si tratta solo di coordinare e non di ordinare in quanto l'iniziativa

economica privata è libera: la conseguenza diretta è che la legge non può obbligare il privato a

intraprendere una qualsiasi attività economica contro la sua volontà.

Il secondo comma invece pone dei limiti: l'iniziativa privata nel suo svolgersi non può porsi in

contrasto all'utilità sociale verso i quali la legge può indirizzare e coordinare l'attività economica.

39I diritti politici

Si sono affermati dopo l'avvento dello Stato liberale , sono regolate nel titolo IV, quello sui Rapporti

politici. Si tratta di:

Diritto di voto (art 48): il voto è personale, eguale , libero e segreto, hanno diritto al voto tutti i

cittadini che hanno raggiunto la maggiore età, anche quelli all'estero secondo le modalità previste

dalla legge. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di

sentanza penale.

Diritto di associazione in partiti (art 49)

Diritto di rivolgere petizioni (art 50)

Diritto di accesso agli uffici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza (art 51)

40I doveri costituzionali

art 4:dovere di svolgere secondo le proprie possibilità una funzione che concorre al progresso

materiale o spirituale della società

art 30.2 dovere di educare i proprio figli ed istruirli

art 52.1 dovere sacro di difesa della Patria

art 53.1 dovere di concorrere alle spese pubbliche

art 54.1 dovere di fedeltà verso al Repubblica e di osservarne Costituzione e leggi

art 54.2 dovere di svolgere le funzioni pubbliche con disciplina e onore

41La tipologia delle forme di governo

Fermo restando che le varie forme di governo assumono sfumature giuridiche differenti a seconda

dell'assetto politico del paese, possiamo evidenziarne quattro "principali":

1) Presidenziale: il presidente è il titolare del potere esecutivo, viene eletto dai "grandi elettori",a

loro volta eletti dall'elettorato del paese. È una forma di governo decisamente monocratica facente

riferimento al modello degli Stati Uniti d'America. Il potere legislativo è in mano al Congresso

(formato da Camera e Senato, i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini) che concede al

presidente solo il diritto di veto.

Congresso e Presidente sono eletti in maniera indipendente gli uni dall'altro e questo può

comportare svantaggi politici nel caso in cui il Presidente faccia riferimento ad un partito e la

maggioranza del Congresso ad un altro.

2) Parlamentare: è la forma di governo più diffusa, specie in Europa e conosce pertanto molte

varianti. l'esecutivo è considerato espressione del parlamento.

Il capo dello stato ha funzioni prevalentemente cerimoniali, simboliche o comunque relativamente

limitate; il potere esecutivo è collegiale (si tratta in genere di un consiglio dei ministri) all'interno

dei quali emerge la direzione politica del primo ministro (o cancelliere, o presidente del consiglio, o

dir si voglia). L'elettorato elegge i membri delle Camere, che formano un governo.

3) Semi-Presidenziale: così detta perchè combina caratteristiche del govrno presidenziale con

quello parlamentare. Il modello di riferimento è quello della Francia della V repubblica.

Il presidente assume gli stessi poteri della tipologia presidenziale con l'aggiunta di altri incisivi

poteri specie in ambiti di politica estera; in più , alcuni di questi poteri sono esercitabili senza che la

Costituzione preveda obbligo di controriforma da parte del governo.

Presidente e parlamento sono eletti dal corpo elettorale separatamente, con tutte le conseguenze

espresse riguardo il governo a partiti divisi della tipologia presidenziale

4) Direttoriale: così chiamata in riferimento al nome che fu dato nella Francia rivoluzionaria di fine

Settecento all'organo titolare del potere esecutivo (il direttorio, appunto). Il modello di riferimento è

quello svizzero.

Tale organo, il direttorio, non viene eletto dai cittadini ma dal parlamento, senza però avere la

possibilità di sfiduciarlo. Segue le dinamiche della democrazia consensuale.

Esistono anche altre tipologie, come ad esempio il premierato (forma di governo del primo

ministro), e la forma di governo a premier direttamente elettivo (anch'essa incentrata su grandi

poteri conferiti al primo ministro).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze internazionali e diplomatiche
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simonetotti96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Vipiana Patrizia.

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