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 La radiazione luminosa: la pianta ha dei recettori per capire la qualità, la quantità e

la direzione della luce che fanno crescere la pianta in direzione di essa per poterne

prendere la maggiore quantità. Si potrebbe dunque dire che le piante “vedono” ciò

che gli accade tramite i fotorecettori che sono 3 recettori della luce UV-A/blu e 5

recettori della luce rossa ed infrarossa. Le piante infatti percepiscono 3 colori della

luce tramite almeno 3 fotorecettori distinti, ovvero la luce rossa e rosso-lontana è

percepita da recettori chiamati fitocromi (questi due tipi di luce hanno effetti

antagonisti, infatti un seme esposto a tali radiazioni germina solo con una delle due),

la luce blu e quella prossima agli UV attiva i cripto cromi e la luce UV-B attiva un

recettore non ancora ben definito. I fitocromi sono dei pigmenti fotosensibili presenti

in tutte le piante, nelle alghe, nei muschi e nei funghi. I fitocromi sono formati da un

cromoforo ( bilina ) legato a una proteina e quando riceve il segnale attiva una via

chinasica che comprende l’autofosforilazione e la propagazione del segnale. I

fitocromi percepiscono la luce e le variazioni di colore della luce solare e esistono in

due forme reversibili: P ( fitocromo “red” che capta la luce rossa ) e P ( fitocromo

r fr

far red che capta la luce rosso lontana ). Durante la notte P capta la luce rosso

fr

lontana trasformandosi in P (stimolando la fioritura di piante brevi diurne ) che

r

durante il giorno capta la luce rossa trasformandosi in P ( stimolando la

fr

germinazione ). La foto conversione di P in P e viceversa, permette alla pianta di

fr r

conoscere sempre il rapporto tra le concentrazioni di questi due fitocromi

distinguendo dunque i colori della luce. In particolare una maggior concentrazione di

P indica una forte intensità luminosa, mentre una maggiore concentrazione di P

r fr

indica che la pianta di trova al buio o in ombra. Conoscere l’intensità luminosa

permette alle piante di far aprire o meno i fiori a seconda del momento della

giornata. La luce può stimolare anche la germinazione dei semi, alcuni infatti

germinano solo se colpiti da luce rossa ( alta intensità luminosa ). Altri semi invece

germinano anche al buio, ma presentano delle caratteristiche morfologiche diverse

degli stessi semi germinati alla luce, ma se vengono esposti alla luce rossa, possono

cambiare e assumere la corretta struttura e soprattutto trasformare gli ezioplasti in

cloroplasti. Le piante che crescono all’ ombra di altre piante, sviluppano i loro

internodi per avere rami lunghi che possano captare la luce del sole e una volta che

la raggiungono, arrestano la loro crescita. Questo avviene perché la forma P è la

r

forma inattiva del fitocromo che non inibisce la crescita, mentre la forma P è quella

fr

attiva che inibisce la crescita tramite ormoni.

Fotoperiodismo

Le piante sincronizzano il proprio ciclo vitale con le stagioni per crescere nei momenti

migliori a seconda del clima del luogo in cui vivono. Le piante si accorgono dell’alternarsi

delle stagioni grazie alla misura della durata del giorno e della notte grazie alle

concentrazioni di P P che determinano quanta luce c’è. Le specie longidiurne sono

e di

fr r

quelle che necessitano di 12-14 ore di luce per fiorire, quindi fioriscono in tarda primavera

e in estate, le specie brevidiurne sono quelle che necessitano di meno di 12 ore per

svilupparsi e se vengono esposte a più di 12 ore di luce non fioriscono e le specie

neutrodiurne sono quelle in cui la fioritura avviene indipendentemente dal momento della

giornata. Interrompendo i periodi di buio con dei flash di luce o interrompendo i momenti di

luce con attimi di buio, si è scoperto che il fattore limitante per la crescita è il buio, le

brevidiurne infatti fioriscono se vengono esposte per un certo periodo al buio e se esso viene

interrotto da momenti di luce, la fioritura non avviene. In particolare la luce deve essere il

rosso, quindi il fotorecettore implicato nella fioritura è un fitocromo.

Fototropismo

Il fototropismo è l’orientamento del fusto verso la luce e i responsabili di questo fenomeno

sono i criptocromi, ovvero i fitocromi della luce blu e uno dei sensori della luce blu è la

fototropina. I criptocromi vengono attivati tramite autofosforilazione da un cromoforo

eccitato dalla luce e il segnale di tale attivazione viene propagato attraverso le proteine

chinasi fino ad attivare sequenze geniche. L’attivazione dei criptocromi comporta il

movimento dei cloroplasti verso la zona della cellula più colpita dalla luce, la curvatura del

fusto per seguire la luce, l’inibizione della crescita dell’ipocotile e il movimento di apertura

degli stomi.

La sintesi della clorofilla necessita di una lunga esposizione a varie lunghezze d’onda e il

suo recettore è la protoclorofilla, che deve essere eccitata dai fotoni prima di trasformarsi in

clorofilla. Gli ormoni

I segnali ormonali sono stimoli interni che tramite sostanze chimiche ( appunto gli ormoni )

sono in grado di indurre le cellule a svolgere attività biochimiche alternative o aggiuntive a

quelle già in atto. I segnali ormonali sono attivi a basse concentrazioni e agiscono in tutti i


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in farmacia (a ciclo unico - durata 5 anni)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Paolina28 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biologia vegetale e botanica farmaceutica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Pinna Christian.

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