Regolazione della risposta immunitaria
Livelli di regolazione
Le cellule autoreattive che hanno perso la tolleranza possono essere ancora regolate prima che causino la malattia clinica. Questa regolazione si verifica a due livelli:
- Estrinseco: Specifiche cellule T regolatorie esercitano effetti sui linfociti B e T attivati così come sulle APC.
- Intrinseco: Limiti geneticamente programmati nell'intensità e durata delle risposte immunitarie di cloni linfocitari.
Cellule regolatorie
Topi timectomizzati paradossalmente sviluppano una sindrome autoimmunitaria. Questo fu attribuito all'incapacità di un subset di cellule T α regolatrici, riconoscibili per l'espressione di CD25 (la catena del recettore dell'IL-2), di svilupparsi nel topo privato delle funzioni timiche subito dopo la nascita.
Il trasferimento nel topo adulto di cellule CD25 dopo quello di cellule T che trasferivano la malattia impediva alla malattia di svilupparsi.
Tolleranza e immunosoppressione dominante
La tolleranza dovuta alla cellule regolatrici è diversa dalle altre forme di tolleranza al self: le cellule regolatrici agiscono su altre cellule. Questo tipo di tolleranza è nota come tolleranza regolatrice o immunosoppressione dominante.
Le cellule regolatrici possono sopprimere linfociti autoreattivi che riconoscono una varietà di differenti antigeni self, purché tutti gli antigeni siano espressi sullo stesso tessuto o dalla stessa cellula presentante l'antigene.
Formazione di cellule regolatorie nel timo
Uno dei tipi cellulari più potenti e meglio caratterizzati di cellule regolatorie esprime sia il CD4 che il CD25. L'affinità per il self di cellule T CD4 CD25 deve essere moderata, poiché cellule T autoreattive ad alta affinità sarebbero eliminate dal timo.
Tuttavia, l'affinità richiesta deve essere più alta di quella necessaria per la selezione positiva. Il loro ruolo protettivo è stato dimostrato in topi che presentano delle sindromi autoimmuni (colite, EAE, e il LES).
Ruolo delle cellule regolatorie nella patogenesi delle malattie autoimmuni
Nel diabete murino nel ceppo NOD, il trasferimento di certi cloni di cellule T specifiche per le isole pancreatiche previene la distruzione delle cellule del pancreas da parte delle cellule T citotossiche.
Ciò indica che queste cellule possono sopprimere l'attività delle cellule T autoaggressive, mediante la produzione di TGF-β. Nell'uomo la distruzione delle cellule si verifica nel corso di parecchi anni prima che il diabete si manifesti clinicamente.