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Riserva di legge

I regolamenti incontrano limiti specifici contenuti in riserve di legge quando una disposizione costituzionale riserva alla legge la disciplina di una determinata materia. Ne abbiamo due tipi:

Tipi di riserva

  • Assoluta: Si ha quando la disciplina della materia è riservata alla legge del Parlamento. Tale tipo di riserva vale nel campo penale e in quello dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini. Nelle materie riservate in via assoluta la legge esclude l’esercizio del potere regolamentare, a meno che si tratti di regolamenti di esecuzione, dati i ristretti limiti entro i quali questi possono essere emanati.
  • Relativa: Si ha quando la materia può essere disciplinata oltre che dalla legge formale anche da altre fonti. Tale tipo di riserva ammette l’intervento del potere normativo del Governo attraverso regolamenti autorizzati, di organizzazione ed i regolamenti di attuazione, dato che l’interesse tutelato appare soddisfatto con la determinazione legislativa di una disciplina di principio.
  • Costituzionale: Quando la Costituzione espressamente dispone che determinate materie debbano essere regolate con legge costituzionale. (Ad esempio: per l’attribuzione del potere di iniziativa legislativa, per l’adozione di statuti regionali speciali.)

Referendum abrogativo (art. 75)

Fra le fonti del diritto aventi efficacia pari a quella della legge va ricompreso anche il referendum abrogativo. Questo referendum è disciplinato dall'articolo 75 della Costituzione ed è indetto per deliberare l'abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedano 500.000 elettori o 5 consigli regionali.

Il referendum non è ammesso per le leggi tributarie, di bilancio, di amnistia, di indulto e di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Al referendum hanno diritto di partecipare gli elettori della Camera dei Deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Sull'ammissibilità del referendum abrogativo è chiamata a giudicare la Corte costituzionale. Il referendum non è ammissibile per l’abrogazione di leggi costituzionali. Sembra che, data la brevità (60 giorni) e la perentorietà del termine per conversione in legge, riesca estremamente difficile svolgere un referendum abrogativo di un decreto-legge. La Corte ritiene inoltre inammissibile tale richiesta quando i quesiti sono privi di chiarezza, non sono razionalmente unitari o mancano di omogeneità, coerenza ed univocità.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

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