10.03.2020
LA VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE DI MAGAZZINO
Ci concentriamo sulla valutazione delle rimanenze di magazzino, in base al codice civile e in base al
principio contabile OIC 13.
Le rimanenze di magazzino sono costituite da beni destinate alla vendita, non ancora venduti e
stanno in magazzino presso la società; e da fattori produttivi a veloci ciclo di utilizzo in attesa di
essere impiegati nella produzione di beni poi destinati alla vendita.
È necessario effettuare una conta fisica dei beni e delle unita a magazzino al 31.12 e attribuire un
valore a tali beni da iscrivere in bilancio.
Ripasso sulle rilevazioni contabili per capire la classificazione delle rimanenze degli schemi di
bilancio.
Le rimanenze di magazzino comportano scritture di assestamento (al termine del periodo
• amministrativo), in particolare scritture di rettifica di componenti di reddito già rilevati
dall’azienda ma che sono di competenza dell’esercizio successivo:
Se nel corso dell’esercizio sono stati imputati a ce dei costi per l’acquisto per la produzione di beni
o fattori produttivi che non sono venduti o utilizzati, e permangono nell’azienda è necessario
effettuare la rettifica di tali costi.
Per quanto riguarda la classificazione in bilancio delle rimanenze, lo schema di stato patrimoniale
previsto all’articolo 2424 del codice civile, classifica le rimanenze di magazzino nell’ATTIVO
CIRCOLANTE, insieme alle altre attività che sono destinate a rimanere in azienda solo nel breve
termine (in quanto fattori produttivi o beni a disposizione dell’impresa per l’attività).
Le rimanenze sono suddivise in cinque voci
:
(in base al tipo di bene che si ha in giacenza)
1. Materie prime, sussidiarie e di consumo: materie prime che debbono essere ancora trasformate
per ottenere i prodotti finiti. Materie sussidiarie, cioè elementi accessori alle materie prime
(come possono essere gli imballaggi); materiale di consumo che sarà appunto consumato nella
produzione dei prodotti finiti (es. oli e lubrificanti).
2. Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati: dunque beni in una fase intermedia di
lavorazione
3. Lavori in corso su ordinazione: eseguiti su commissione su ordine di terzi di solito regolati da
un contratto
4. Prodotti finiti e le merci: accomunati dal fatto di essere destinati alla vendita; mentre le merci
sono acquistate da terzi e rivendute (senza che l’azienda ci lavori), i prodotti finiti vengono
ultimanti dall’impresa che acquista la materia prima, la lavora e realizza il prodotto finito
5. Acconti: seguono la classificazione del bene a cui sono destinati, per cui gli anticipi a fornitori di
materie prime, di merci e di beni vengono visualizzate all’interno della classe dell’attivo
circolante alla voce acconti. 1
LE RIMANENZE COMPAIONO ANCHE IN CONTO ECONOMICO
In base allo schema di conto economico previsto nell’articolo 2425 del codice civile, le rimanenze
compaiono anche in conto economico: in quanto rettifica dei costi sostenti per l’acquisto o
la produzione di beni o fattori produttivi, che giacciono al termine del periodo ancora in
magazzino dell’azienda e che non devono concorrere alla determinazione del risultato dell’esercizio
(non hanno contribuito alla realizzazione dei ricavi dell’esercizio).
Le varie tipologie di rimanenze indicate nel conto economico, sono le stesse indicate nello stato
• patrimoniale (es. materie prime, sussidiarie e di consumo).
La classificazione a conto economico è però suddivisa in due macro-classi:
•
1. Valore della produzione: le rimamene che hanno subito una lavorazione da parte dell’impresa
(es. prodotti finiti, prodotti in corso di lavorazione, semilavorati)
2. Costi della produzione: rimanenze acquistate da terzi, senza aver subito interventi da parte
dell’impresa (es. materie prime, sussidiarie, di consumo e le merci).
Nel CE non si riporta l’entità delle rimanenze finali delle voci di magazzino come accade nello SP,
ma si riporta la variazione delle rimanenze:
dunque differenza tra rimanenze finali e rimanenze iniziali
(RF - RI)
Come si calcola l’importo e il segno della variazione delle rimanenze di prodotti finiti (da indicare
‣ valore della produzione
in conto economico) alla macro-classe . Non si riportano
separatamente l’importo delle rimanenze finali e delle rimanenze iniziali, ma si calcola la
differenza tra le due (variazione).
RF > RI RF < RI
Se le rimanenze finali sono superiori alle rimanenze Se le rimanenze finali sono inferiori alle rimanenze
iniziali, l’incremento di magazzino ha lo stesso segno iniziali, allora l’effetto è negativo e va indicato con
delle altre voci del valore della produzione e va a segno meno (-). Si ha un decremento del
incrementare il valore della produzione con magazzino che va a decrementare il valore
segno positivo della produzione.
Es. RF: 120 € e RI: 100 € -> l’incremento di Es. RF: 90 € e RI: 100€ -> l’incremento di
magazzino avrà segno positivo (+20) magazzino avrà segno negativo (-10)
Come si calcola l’importo e il segno della variazione di materie prime, che confluiscono nella
‣ macro-classe di costo della produzione. Si parla di variazione delle rimanenze di materie
prime, sussidiarie, di consumo e merci. In questa voce si riporta:
la differenza tra le rimanenze iniziali di merci e materie prime e rimanenze finali di merci e
materie prime
(RI - RF)
RI > RF RI < RF
Il costo della produzione ha segno negativo Il costo della produzione ha segno positivo
Es. RI 100 € - RF 120 € = -20 Es. RI 100 € - RF 90 € = 10 2
LE FASI DEL PROCESSO VALUTATIVO
Per attribuire un valore alle giacenze di magazzino è necessario:
1. Effettuare l’individuazione e il conteggio delle unità fisiche in rimanenza, al termine del
periodo dell’esercizio.
2. Una volta quantificate le unità fisica in giacenza di magazzino, si procede poi alla
valorizzazione di tali unità, in base a quanto stabilito dal codice civile.
Quale valore è possibile attribuire alle rimanenze?
Ci sono tre possibili metodi di valutazione del magazzino a livello teorico; il magazzino può
assumere valori diversi in base al metodo con cui lo si valuta.
Quali sono questi metodi e quali vengono scelti dal legislatore?
1. METODO DEL COSTO -> vado a valutare le rimanenze e i costi sostenuti. (es. ricavo
presunto di 1200, i costi ancora da sostenere sono di 300 e i costi sostenuti sono pari a 700,
allora vediamo che l’utile è pari ai ricavi - tutti i costi sostenuti.
Es. Ricavo presunto di 1200, i costi ancora da sostenere sono di 300 e i costi sostenuti sono pari
a 700, allora vediamo che l’utile è pari ai ricavi - tutti i costi sostenuti = dunque 200.<
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Rimanenze e ammortamento
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Domande e risposte sulle rimanenze di magazzino - criteri contabili
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Valutazione delle rimanenze
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Struttura del bilancio e valutazione delle rimanenze, Bilancio