Domande e risposte sulle rimanenze di magazzino
Il criterio generale di valutazione delle rimanenze di magazzino
Per la valutazione delle rimanenze di magazzino, nel tempo sono stati proposti più e diversi criteri di valutazione:
- Il criterio del prezzo corrente, il quale valutava le rimanenze al prezzo di mercato al momento della valutazione, diffuso soprattutto nel XIX secolo.
- Il criterio del prezzo effettivo di realizzo futuro.
- Infine, il criterio del costo storico o del valore di mercato che è quello attualmente in uso e prescritto sia dai principi contabili nazionali sia dal codice civile.
Classificazione delle rimanenze negli schemi di bilancio
Le rimanenze di magazzino vengono classificate all’interno degli schemi di bilancio nella voce CI dello Stato Patrimoniale, vale a dire la sezione rimanenze dell’attivo circolante. Le categorie in questa sezione sono molte ed eterogenee, ma tutte con la medesima natura economica.
In generale, eccezione fatta per la voce acconti, si fa riferimento a beni di proprietà dell’azienda o impiegati come fattori produttivi o destinati alla vendita. Il concetto si fonda su processi economici incompleti nei quali la conclusione del processo produttivo o la vendita è rimandata all’esercizio successivo.
La valutazione dei lavori in corso su ordinazione
I lavori in corso su ordinazione sono dei lavori per conto di terzi (si distinguono quindi dall’attività generica di produzione dell’azienda perché c’è una commissione specifica da parte di un terzo soggetto) che richiedono tempi lunghi di esecuzione e non si esauriscono in un solo esercizio.
Caratteristiche essenziali sono, come detto, la commissione da parte di un terzo e la specificità dell’oggetto in considerazione. Per valutare i lavori in corso su ordinazione è necessario definire sia i costi che i ricavi di commessa, che in questi casi rappresentano dei dati incerti.
Tra i costi di commessa troviamo i costi per l’acquisizione della commessa, i costi pre-operativi, i costi di esecuzione e i costi da sostenere dopo la chiusura. Tra i ricavi di commessa invece troviamo il prezzo base come da contratto, eventuali maggiorazioni per revisione dei prezzi, eventuali costi aggiuntivi, ed altri proventi accessori.
Una volta definito il valore, è necessario, al fine di iscrivere la cifra in bilancio, verificare la percentuale di completamento dell’esercizio in questione. Per determinare l’avanzamento esistono vari metodi: del costo sostenuto, delle ore lavorate, delle unità consegnate e delle misurazioni fisiche. Un altro metodo è quello della commessa completata che contabilizza annualmente i costi ma registra i ricavi interamente.
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