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Rilevamento Geologico Appunti scolastici Premium

Con tale raccolta si è cercato di riassumere al meglio tutti i concetti fondamentali del Rilevamento Geologico appresi durante il corso. Il documento è stato creato da me per prepararmi al meglio all'esame ed è stato realizzato consultando: le slide fornite dal prof, libri e vari siti internet. Il documento è costituito da 47 pagine suddivise in 7 capitoli che descrivono... Vedi di più

Esame di Rilevamento geologico docente Prof. L. Costamagna

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ESTRATTO DOCUMENTO

PRINCIPI STRATIGRAFICI 09/02/2016

Tutte queste suddivisioni sono schematizzate e trattate dal un apposita commissione mondiale

che ha relegato una tabella con al suo interno categorie e terminologie delle principali unità

stratigrafiche:

Unità Geocronologiche e Cronostratigrafiche

Le unita geocronologiche vengono utilizzate per indicare il tempo geologico. Esse sono degli

intervalli di tempo individuati sulla base della stratigrafia mondiale che rappresentano le fasi di

sedimentazione correlabili a scala mondiale.

I corrispondenti sedimenti deposti durante le varie unita geocronologiche individuano le unita

cronostratigrafiche. Infatti, tutte le successioni sedimentarie della superfice terrestre, possono

essere considerate, indipendentemente dalla litologia, spessore e contenuto di fossili, come

suddivise da superfici isocrone (= tempo) che delimitano spessori di sedimento deposti in una

stessa unità geocronologica. Questi spessori rappresentano appunto le varie unita

cronostratigrafiche.

Quindi a ogni unita geocronologica corrisponde un unita cronostratigrafica. 5

PRINCIPI STRATIGRAFICI 09/02/2016

Unità Litostratigrafiche

Le unita cronostratigrafiche, viste in precedenza, nonostante siano di fondamentale importanza

per una visione globale o regionale di un evoluzione geologica, sono un unità stratigrafica

“concettuale” e non sono utilizzabili per affrontare problemi di stratigrafia, cartografia e

correlazioni.

Per questo si è deciso di effettuare una suddivisione delle unita attraverso due differenti categorie

stratigrafiche: una cronostratigrafica, che abbiamo appena visto, basata sull’età e sulle relazioni

temporali, l’altra litostratigrafica basata su unità riconoscibili e cartografatbili direttamente

sull’affioramento.

Le unita litostratigrafiche vengono utilizzate per distinguere le rocce in base a quelli che sono le

proprie caratteristiche litologiche.

In parole povere esse sono quello che noi, generalmente, osserviamo con chiarezza nel paesaggio

che presentano una omogeneità dei caratteri morfologici e litologici.

L’unita Litostratigrafica base è la formazione, ovvero un corpo roccioso che si distingue dagli altri

adiacenti attraverso i propri caratteri (litologia, mineralogia, strutture sedimentarie, presenza di

fossili, ecc.)

Esso deve essere facilmente cartografabili e se la si vuole definire in senso formale deve possedere

una definita e precisa: area-tipo, località-tipo, sezione-tipo e un nome che indichi sia la litologia

prevalente che una località di distribuzione (Calcare S. Marino). 6

PRINCIPI STRATIGRAFICI 09/02/2016

Lo stratotipo della formazione è la sezione-tipo che presenta tutti i principali caratteri diagnostici

della formazione, in parole povere esso è lo standard dell’unità.

A volte la stratigrafia di determinate regioni, mostra la presenza di diverse formazioni,

sovrapposte o in parte adiacenti, che possono essere convenzionalmente riunite in un'unica

grande unità litostratigrafica chiamata gruppo. Dall’altra parte, però, le formazioni possono venire

ulteriormente suddivise, per svariate ragioni, in unita minori denominate membri, i quali, a loro

volta, possono essere suddivisi in vari strati.

Da questo, si evince quale sia la gerarchie che domina le unita litostratigrafiche, ovvero:

 Gruppo;

 Formazione;

 Membro;

 Strato.

I limiti tra le varie unita litostratigrafiche possono essere: netti, erosivi e transizionali. I primi due

sono facilmente individuabili in quanto vi è un’evidente distinzione litologica, mentre l’ultimo è

difficilmente identificabile, in quanto corrisponde ad uno spessore di sedimento in cui si alternano

e si mescolano i principali caratteri delle due litologie adiacenti. 7

PRINCIPI STRATIGRAFICI 09/02/2016

FACIES

Essa è un corpo sedimentario (facente parte di un’unità litostratigrafica) sviluppato su spessori

metrici e caratterizzato da attributi fisici che lo differenziano rispetto ai sedimenti che gli sono

associati sia verticalmente che lateralmente. Questi attributi possono riguardare: litologia,

tessitura, geometria, spessori, strutture deposizionali, strutture organiche e tendenze evolutive

verticali.

L’analisi di una facies ci permette di definire l’ambiente sedimentario in cui si è deposto quella

determinata unita litostratigrafica.

Facies isotopiche sono facies che si sedimentano in tempi diversi ma hanno ambienti de

sedimentazione e quindi caratteri simili tra loro.

Facies enterotropiche sono facies che si sedimentano in tempi uguali ma mostrano ambianti

genetici e caratteri differenti tra loro.

DISCORDANZE

Concordanza

Osservando una superfice limite, si possono evidenziare se le due unità presentano, tra loro, un

rapporto concordante oppure discordante.

Si definiscono concordanti le due unità verticali che abbiano strati tra loro paralleli, sia che essi

siano orizzontali che inclinati.

Mentre, si definiscono discordanti le successioni che mostrano strati tra loro non paralleli e quindi

con angoli, tra loro, più o meno accentuati. 8

PRINCIPI STRATIGRAFICI 09/02/2016

Continuità e Discontinuità

Le successione deposizionali possono presentare una continuità di sedimentazione quando essa si

presenta continua nel tempo, senza mostrare battute d’arresto.

Molte volte, pero, le successioni mostrano delle lacune sedimentarie, ovvero delle mancanze di

continuità deposizionale, causate o da momenti in cui la deposizione è nulla oppure da intense

erosioni. Si dice allora che queste successioni presentano delle discontinuità di sedimentazione.

Queste lacune stratigrafiche rappresentano il sedimento mancante, di un determinato tempo

geologico, lungo una superfice di discontinuità. Esse sono costituite da due differenti componenti:

 Hiatus deposizionale: rappresenta il sedimento che non si è mai deposto, quindi,

conseguentemente, il tempo geologico non presente nella successione a causa della

non deposizione.

 Vacuità erosiva: è, invece, il volume di roccia che, originariamente presente, è stato in

seguito rimosso dall’erosione. Solitamente esso è molto più spesso dello hiatus.

Discordanze

Le discordanze sono superfici di separazione tra due unità litologiche, che rappresenta una

interruzione significativa della sedimentazione a diverse scale di spazio e di tempo.

Dal punto di vista geometrico si possono verificare diversi tipi di discordanza:

 Semplice: questa discordanza è un importante superfice erosiva su cui poggia un nuovo

ciclo sedimentario, in pratica essa funge da confine tra una successione sedimentaria più

recente, al di sopra, e il basamento cristallino magmatico intrusivo o sedimentario

variamente metamorfosato non stratificato, al di sotto.

 Angolare: Anch’essa alla pari della precedente, è un importante superfice di erosione che

divide una successione più recente, al tetto, da una già esistente, alla base, che ha subito

una deformazione tettonica che ne ha causato la rotazione, il piegamento e un erosione

subaerea.

Detto in parole povere, si ha quando la successione più recente poggia su una successione

sedimentaria ruotata o piegata. 9

PRINCIPI STRATIGRAFICI 09/02/2016

 Disconformità: È una discontinuità stratigrafica prodotta attraverso un erosione subaerea,

non accompagnata da deformazione tettonica, di rocce emerse in seguito a abbassamenti

del livello marino o un intesa subduzione.

 Paraconcordanza: Sono successioni sedimentarie che non subiscono ne emersione, ne

piegamenti ne importanti erosioni, ma solo un interruzione della sedimentazione, quindi

costituita da una lacuna stratigrafica. Quindi la successione appare concordante ma

discontinua. 10

PRINCIPI STRATIGRAFICI 09/02/2016

TRASGRESSIONE E REGRESSIONE

Trasgressione

Una trasgressione è un innalzamento relativo del livello marino che può avvenire per:

 Un contemporaneo innalzamento del livello marino e subsidenza della superfice

deposizionale;

 Subsidenza della superfice deposizionale (costa) ed un livello marino stazionario;

 Innalzamento del livello marino e contemporanea stabilita della superfice deposizionale;

 Un abbassamento del livello marino accompagnato, pero, da una subduzione dell’iniziale

superfice deposizionale più elevata.

Tutte queste tipologia causano l’avanzamento del mare sulle terre, che sono state per un

determinato periodo di tempo emerse, e su cui si tendono a depositare nuovi sedimenti.

La trasgressione è facilmente individuabile perché essa comporta la deposizione di sedimenti

marini sub-orizzontali al di sopra di sedimenti continentali attraverso una serie di onlap il cui punto

d’appoggio si sposta progressivamente verso terra.

Si riconosce, inoltre, perché alla base della trasgressione si tendono a depositare sedimenti più

grossolani, quali conglomerati e brecce, che sono in parte originati dall’azione del moto ondoso

sulla costa. Questi conglomerati trasgressivi saranno costituiti da ciottoli di varia dimensione, già

situati presso la costa, e si troveranno sedimentati con una tipica gradazione diretta sia

verticalmente che orizzontalmente.

La sequenza di facies è costituita da una facies pelitica alla base, deposta in aree relativamente

profondi, cui gradualmente si sovrappongono facies sempre più grossolane di ambienti litorali e

costieri costituiti da conglomerati che passano poi gradualmente ad arenarie. Segue ad essi,

attraverso un contatto netto, un ritorno alla facies pelitica che indica il passaggio tra trasgressione

e quella successiva. Il contatto trasgressivo

nella carte geologiche, in

pianta, è facile da

individuare in quanto esso

tende a troncare di netto

gli altri contatti siano essi

erosivi, stratigrafici

oppure legati ad un

eteropica di facies. 11

PRINCIPI STRATIGRAFICI 09/02/2016

Regressione

La regressione, a differenza della trasgressione, è un abbassamento relativo del livello del mare

rispetto all’iniziale superfice deposizionale. Puo verificarsi per:

 Abbassamento del livello marino contemporaneamente ad un sollevamento della superfice

deposizionale;

 Abbassamento del livello marino accompagnato da una stabilita della superfice

deposizionale.

 Stazionamento del livello marino accompagnato, pero, da un sollevamento della superfice

deposizionale;

 Innalzamento del livello marino e contemporaneo sollevamento, molto più intenso, della

superfice deposizionale.

Essa è indicata da un brusco o graduale spostamento verso largo degli onlap costieri.

Alla pari della trasgressione, anche in questo caso, si tende ad originare un conglomerato che,

pero, a differenza dell’altro, presenta un a gradazione inversa.

Infatti la successione in questo caso è costituita da peliti basali, deposte in ambienti marini

profondi, seguiti da sedimenti più grossolani quali arenarie che passano con una gradazione

inversa a conglomerati. 12

PRINCIPI STRATIGRAFICI 09/02/2016

PRINCIPALI TIPI DI CONTATTI 13

TETTONICA 09/02/2016

TETTONICA

Faglie

Una faglia è una frattura, manifestata in un corpo roccioso, in cui si assiste al movimento reciproco

dei due blocchi lungo un piano inclinato di oltre 45°.

In una fagli si riconosco vari elementi:

 Piano di faglia: superficie lungo la quale avviene lo spostamento;

 Linea di faglia: intersezione del piano di faglia con la superficie topografica;

 Lembi di faglia: i due blocchi separati dalla faglia;

 Rigetto: entità dello spostamento avvenuto tra i due blocchi.

Esistono diversi tipi di faglie in base al movimento dei due blocchi:

 Faglia diretta: faglia con movimento verticale. Si riconosce perché il piano di faglia

immerge verso il blocco ribassato e si genera per forze distensive.

 Faglia inversa: faglia sempre con movimento verticale. Il piano di faglia, questa volta,

immerge verso il blocco rialzato e si genera per forze compressive.

 Faglia trascorrente: faglia con movimento esclusivamente orizzontale.

Nel caso di faglie dirette e inverse si riconosco anche il tetto, blocco che sta sopra, e il letto, blocco

che sta sotto.

Poi vi sono delle faglie trasformi che si muovo secondo un movimento orizzontatale, ma si

differenziano dalla altre in quanto si impostano in zone di contatto tra placche. Esso solitamente si

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TETTONICA 09/02/2016

dispongono in maniere trasversale alle dorsali oceaniche interrompendone la loro propria

continuità.

Una faglia può essere riconosciuta nel terreno direttamente attraverso l’analisi di alcuni fattori

evidenti, quali:

 brecce di frizione: sono brecce prodotte in seguito alla frizione dei due blocchi di roccia, e

sono costituite da materiali per lo più grossolani ed a spigoli vivi. Queste brecce

accompagnano in maniera generale la linea di faglia e quando sono molto cementate

possono dare origine ad un muro di faglia.

 Specchi di faglia: sono le superfici di scorrimento che presentano una tipica striatura

causata dall’attrito, che rappresentano generalmente la superfice di faglia.

 Contatto tra litologie differenti che prima dello sforzo tettonico non si trovavano in

contatto.

 Sulla carta da contatti diritti che tagliano in maniera secca le varie curve di livello. 15

TETTONICA 09/02/2016

Pieghe

Le pieghe sono deformazioni duttili (plastiche) di masse rocciose stratificate con giacitura,

inizialmente, sub-orizzontale che in seguito a forze compressive ne causano la caratteristica

curvatura.

In una piega si riconoscono vari elementi:

 Cerniera(b): area con minor raggio di curvatura;

 Fianchi (c): le superfici laterali della piega che convergono nella cerniera;

 Linea di cerniera (d): linea che unisce i punti di massima curvatura;

 Piano assiale (f): il piano che contiene tutte le linee di cerniera.

 Asse della piega (a): intersezione tra la superfice piegata e il piano assiale;

 Creste: il punto più alto rispetto alla linea orizzontale di riferimento.

In base all’elemento preso in esame si possono riconoscere vari tipi di pieghe. Se si considera il

punto di vista geometrico possiamo avere:

 Antiforme: la piega con la concavità rivolta verso il basso in cui i fianchi della piega tendo

ad immergersi in maniera divergente.

 Sinforme: la piega che presenta la concavità rivolta verso l’altro e in fianchi, visti in pianta,

immergono in maniera convergente. 16

TETTONICA 09/02/2016

Se invece, consideriamo il punto di vista stratigrafico possiamo avere:

 Anticlinali: piega in cui si possono osservare, in una carta geologica, nel nucleo formazioni

più antiche e man mano che ci dirigiamo verso i fianchi formazioni sempre più recenti.

 Sinclinale: piega in cui si possono ritrovare gli strati più giovani in prossimità del nucleo

mentre quelli più antichi ai fianchi.

Per cui si possono avere: antiformi anticlinali (a), antiformi sinclinali (b), sinformi sinclinali (c),

sinformi anticlinali (d).

Infine in base alla posizione del piano assiale la piega può essere:

 Simmetrica o diritta (B): quando il piano assiale è verticale e quindi i due fianchi sono tra

loro simmetrici.

 Asimmetrica o inclinata (C): pieghe in cui fianchi sono asimmetrici, ovvero si immergono in

direzioni opposte, ma con angoli tra loro differenti.

 Rovesciata (D): quando i fianchi immergono entrambi nella stessa parte e perciò uno ha

superato la verticale.

 Coricata (E): piega in cui sia il piano assiale che i fianchi sono suborizzontali. 17

TETTONICA 09/02/2016

In base alla deformazione che subiscono le rocce stratificate si possono definire due categorie

principali di pieghe:

 Pieghe concentriche (B): in cui gli starti nel corso del piegamento mantengono inalterato il

loro spessore originario lungo tutta la superfice piegata.

 Pieghe simili (C): pieghe in cui gli strati presentano variazione di spessore lungo la

superfice piegata.

Le pieghe sono generalmente accompagnate da strutture minori che si producono durante la

deformazione, quali le striature di frizione (slickensides) che ci indicano il senso di movimento. 18

TETTONICA 09/02/2016

a) Pieghe Faglie

Come è facile immaginare sono una via di mezzo tra pieghe e faglie.

b) Falda di Ricoprimento

Struttura di grande estensione formata da masse rocciose che hanno subito una forte traslazione

orizzontale e che si trovano in sovrapposizione tettonica sui terreni del substrato. Quindi i terreni

più antichi sovrastano sempre quelli più recenti.

Klippen: chiamati anche “scogli tettonici “sono residui di coltre di rivestimento originati dall’azione

erosiva.

Finestra tettonica: strutture analoghe ai klippen, con la differenza che l’erosione ha scavato

all’interni della coltre fino a raggiungere il substrato. 19

TETTONICA 09/02/2016

c) Pieghe non Compressive

Vi possono essere anche pieghe originate da fenomeni non legati a compressione ma originate da

fenomeni gravitativi profondi o da fenomeni di slumping. Essi si verificano nelle scarpate

continentali quando dei sedimenti fangosi tendono a scivolare, spinti dalla gravità, e a formare

delle ondulazioni che successivamente verranno ricoperti da ulteriore sedimenti. Gli slumping visti

in sezione prendono l’aspetto di pieghe.

Flyysch

I flysch sono i classici sedimenti torbiditici, costituiti tipicamente da alternanze cicliche di livelli di

arenaria, di argilla o marna e di calcare pelagico. Sono tipiche di ambiente marino profondo e si

accumula in bacini di avanfossa durante le fasi attive orogenetiche (sinorogenica). Questi flysch

derivano dall'erosione dell'orogene in corso di sollevamento.

Molassa

È un complesso sedimentario costituito da rocce sedimentarie clastiche, di carattere post-

orogenico. I sedimenti molassici descritti più comunemente nella letteratura geologica sono

arenarie poco cementate e quindi molto friabili, solitamente mal classate e spesso immature, e

con stratificazione non sempre ben definita. Entro una molassa sono presenti associati diversi altri

litotipi, come conglomerati, peliti e marne. Tutti questi sedimenti clastici molassici derivano dallo

smantellamento dell’orogene ormai inattivo.

Le molasse si accumulano, infatti, nelle avanfosse, colmandole interamente, durante la fase

postorogenica, quindi in relativa stati tettonica.

L'ambiente deposizionale in questo caso è da marino marginale (costiero e deltizio) fino a

continentale. 20

TETTONICA 09/02/2016

Olisotliti

Frammenti di varie dimensioni che si presentano intercalati all’interno di formazioni più recenti.

Essi derivano dal distacco e scivolamento per tettonica attiva, durante le deformazioni, di blocchi

coerenti. 21

GIACITURA 09/02/2016

GIACITURA

Le giaciture di un piano geologico sono individuate da tre componenti:

 Direzione: Intersezione del piano con la superfice topografica. Angolo di direzione misurato

rispetto al Nord,

 Immersione: Senso verso cui pende lo strato. Misurato lungo la linea di massima pendenza

ed è sempre ortogonale alla direzione. (Se uno strato immerge verso Ovest ha direzione

Nord-Sud). Angolo di immersione misurato rispetto al Nord.

 Inclinazione: Angolo formato tra il piano da misurare e un piano orizzontale.

Per ogni immersione esiste una sola direzione. Per ogni direzione esistono due possibili

immersioni.

Orientamneto

Per fare il punto in carta in un’area dubbia uno dei procedimenti più semplici è il metodo dei tre

punti:

 Si individuano visivamente attorno a noi sulla carta tre elementi individuabili in maniera

sicura (una cima, una casa, un’antenna, ecc.);

 Sì traguardano tramite la bussola e si ottiene il loro orientamento rispetto al Nord in gradi.

 Tracciamo sulla nostra carta topografica le tre rette, individuate con la bussola, a partire

dal punto sicuro e orientate con la misura in gradi appena presa.

 La loro intersezione fornisce la nostra esatta posizione. 22

GIACITURA 09/02/2016

Superfici Geologiche da misurare

a) Stratificazione

Superficie di deposizione di sedimenti posta alla base degli eventi sedimentari (S ).

0

b) Scistosità

Fratturazione in piani paralleli o subparalleli seguita da ricristallizzazione dei minerali lungo i piani

stessi a seguito delle pressioni e temperature delle condizioni metamorfiche. Normalmente

affinché una roccia sia scistosa deve contenere al suo interno minerali scistogeni come miche,

cloriti e anfiboli. La scistosità è sempre parallela al piano assiale della piega.

Si parte da una superfice che

presentano una determinata

stratificazione suborizzonatale

denominata S . Durante la

0

deformazione, si determina il

piegamento della stratificazione (S )

0

e lo sviluppo della scistosità (S ) che

1

tende a parallelizzarsi alle superfici

di taglio. Se la deformazione

continua, la piega verrà nuovamente

ripiegata e si realizzerà lo sviluppo

della scistosità (S ) che, a sua volta,

2

tenderà a parallelizzarsi con le

superfici di taglio. Ne risulta che la

S , S e S divengono parallele tra

0 1 2

loro e risulterà difficile riconoscere

la foliazione di riferimento.

Le relazioni fra stratificazione e

scistosità prevedono che la scistosità

sia maggiormente inclinata della

stratificazione sul fianco diritto della

piega, meno inclinata della

stratificazione sul fianco rovesciato e

ortogonale alla stratificazione in

zona di cerniera. 23

GIACITURA 09/02/2016

Clivaggio

c)

Fratturazione delle rocce argillose semimetamorfiche (ardesie) lungo piani subparalleli a seguito di

pressioni tettoniche senza cristallizzazione orientata.

Il clivaggio è una foliazione di basso grado metamorfico. Se lo sforzo interessa una successione di

strati a competenza diversa, tende a produrre deformazioni per taglio semplice nei livelli meno

competenti, a causa dello scorrimento relativo degli strati più competenti. Il movimento

determina, nei livelli più competenti, la disposizione a ventaglio del clivaggio precedentemente

formatosi e, nei livelli meno competenti, la rotazione e la convergenza del clivaggio verso la zona

di cerniera. Questo processo deformativo comporta delle relazioni geometriche definite con la

stratificazione simili in tutto a quelle già viste per la scistosità: il clivaggio è ortogonale alla

stratificazione in zona di cerniera, è più inclinato della stratificazione sul fianco diritto della piega e

meno inclinato della stratificazione sul fianco rovesciato della piega.

d) Foliazione

Alternanza millimetrica di lettini arricchiti di minerali scistogeni e lettini arricchiti di minerali

granoblastici.

Accompagna spesso la scistosità e può identificarsi con essa.

e) Lineazione

Termine descrittivo utilizzato per indicare qualsiasi struttura lineare, rilevabile a una scala media e

piccola all’interno di una roccia o sulla sua superficie, che viene acquisita meccanicamente. Un

esempio di lineazione presenti sulle superfici delle rocce sono le strie, le quali si formano in

seguito ai movimenti relativi che avvengono lungo una superficie che separa due corpi rocciosi; sono

frequenti lungo i piani di faglia. 24

CAMPIONATURA 09/02/2016

CAMPIONATURA

Il rilevamento di una sezione stratigrafica comprende un certo numero di operazioni di campagna

che ci permettono di ricostruire, in fede, l’esatta successione stratigrafica. Per far ciò la scelta del

tracciato da seguire in campo deve rispondere a determinate caratteristiche:

 Presenza dei limiti inferiori e superiori della formazione da rilevare;

 L’affioramento esaminato deve essere continuo, quindi non devono essere presenti lacune

che ne alterino la continuità;

 Abbondanza di affioramenti;

 Orientamento più o meno ortogonale agli assi strutturali principali.

 Buona accessibilità.

In generale esistono diverse tecniche di misurazione che dipendono, essenzialmente, dal grado di

dettaglio che vogliamo raggiungere. In linea di massima possiamo distinguere:

 Misurazioni speditive.

 Misurazioni di dettaglio .

Misurazioni Speditive

Una campionatura Random (casuale, aleatorio, privo di regolarità) speditiva, indicativa delle facies

affioranti, può essere effettuata durante il rilevamento tramite una poligonale che attraversa più o

meno la stratificazione di tutta

l’area in esame. I vertici della

poligonale rappresentano gli

affioramenti sul quale sono stati

eseguiti una serie di osservazioni i

campagna e dai quali vengono

prelevati i campioni per le analisi

di laboratorio.

Tra un punto e un altro, dovranno essere prese una serie di dati che inseriti in particolari formule

analitiche che ci permetteranno di ottenere lo spessore dell’affioramento considerato. Aspetto

molto importante è la raccolta di tutte le informazioni riguardanti l’affioramento, quali: litologia,

tessitura, strutture sedimentarie, colore, contenuto fossili, ecc.

La successione completa di tutti gli affioramenti di una data formazione, con i relativi spessori,

costituisce la sequenza stratigrafica di quella formazione. 25


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DESCRIZIONE APPUNTO

Con tale raccolta si è cercato di riassumere al meglio tutti i concetti fondamentali del Rilevamento Geologico appresi durante il corso. Il documento è stato creato da me per prepararmi al meglio all'esame ed è stato realizzato consultando: le slide fornite dal prof, libri e vari siti internet. Il documento è costituito da 47 pagine suddivise in 7 capitoli che descrivono in maniera dettagliata i principali argomenti inerenti il Rilevamento. Tali capitoli sono cosi costituiti:
1) INTRODUZIONE.
2) STRATIGRAFIA. Principi stratigrafici. Principio di Walther. Unità stratigrafiche, Geocronologiche, Cronostratigrafiche e Litostratigrafiche. Facies. Discordanze. Trasgressioni e regressioni.
3) TETTONICA. Faglie. Pieghe. Flysh. Molasse.
4) USI STRUMENTI. Giacitura. Superficie geologiche da misurare: stratificazione, scistosità, clivaggio, foliazioni e lineazioni.
5) CAMPIONATURA. Misure speditive e di Dettaglio. Colonna stratigrafica.
6) STRATO. Strutture sedimentarie, erosive, deformative e biologiche. Ripple, anti-dune. Torbiditi, Tempestiti.
7) GEOLOGIA DELLA SERDEGNA.

All'interno della raccolta si troveranno immagine e schemi appositamente descritti e spiegati.
Con un prezzo non eccessivo (in rapporto alle ore di lavoro richieste per la realizzazione del tutto) vi consente di ottenere un documento completo in tutto che se studiato con dovere vi consente di passare l'esame con il massimo dei voti (come fatto da me !!!)


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze geologiche
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eliapit90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Rilevamento geologico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Costamagna Luca Giacomo.

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